Accompagnare in Sardegna

Ogni regione italiana ha evidentemente le sue caratteristiche geografiche e culturali e in ciascuna di esse si è sviluppato uno stato di fatto più o meno disordinato nell’ambito delle professioni di guida alpina e di accompagnatore.

Un’analisi della situazione, assai impegnativa, richiede una ricerca regione per regione. Abbiamo optato di iniziare con la Sardegna.

Un caso particolare
Il recente caso delle indagini sulla via ferrata del Cabirol a Capo Caccia è l’esempio lampante di come la situazione sia per certi versi insostenibile.

Noi crediamo che l’autore della ferrata, Corrado Conca, abbia operato al di fuori della legge perché a dispetto di un’accurata ricerca presso le istituzioni non siamo riusciti a trovare alcun documento che provasse ad aggirare i vincoli del Parco o la classificazione a rischio franosità che caratterizza l’intera zona di Capo Caccia. Qui non è in discussione quanto i geologi hanno asserito, per quel che ci riguarda possono anche aver preso una cantonata. Conca invece sostiene che “la ferrata del Cabirol è sicura” (vedi http://www.sardegnaoggi.it/Cronaca/2016-04-29/32263/Capo_Caccia_la_replica_dellesperto_Nessun_pericolo_la_ferrata_del_Cabirol_e_sicura.html). In quell’articolo (di Andrea Deidda) Conca è definito “guida escursionistica, già istruttore di speleologia, torrentismo e arrampicata”. E, in quanto “padre” del percorso che abbraccia le falesie di Capo Caccia, “è stato lui a progettare e realizzare la Ferrata del Cabirol ed è lui ad accompagnare ogni anno centinaia di persone a scoprire panorami mozzafiato”. Conca non deve convincere noi, deve semplicemente rispettare la legge.

Al di là di una specifica “legalità del percorso”, con quell’affermazione Deidda e Conca dimostrano di non riconoscere la legge 6/89, attualmente vigente, e neppure vi fanno cenno, preferendo declassare la ferrata a percorso a “difficoltà non di carattere alpinistico”. Non solo dunque non conoscono o ignorano le normative ma anche dimenticano tutta la tradizione più che centenaria su ciò che le vie ferrate rappresentano…

La prova di quanto diciamo è in questo film (trasmesso a suo tempo dalla trasmissione Linea Blu di RAI1), più precisamente al minuto 3’40”.

Scrive in proposito Stefano Michelazzi (con il quale non possiamo che essere d’accordo): “Eddai che da questi nuovi pionieri delle montagne riceviamo tutti una lezione su ciò che significa gradi, difficoltà, assicurazioni, ecc. Praticamente noi alpinisti non abbiamo mai capito una mazza di cosa stiamo facendo perché ora arrivano i nuovi messia a spiegarci che un cavo fisso al quale ci si ancora non è alpinismo ma semplice escursionismo… e pensare che dal 1869, quando venne attrezzata sul Grossglockner la prima via ferrata, eravamo certi che fosse un percorso alpinistico ma… non sapevano allora  che per poter accompagnare clienti su di un percorso alpinistico 150 anni dopo si sarebbe dovuto essere obbligatoriamente Guide Alpine. Perciò oggi, se cambiamo da alpinistica a escursionistica la definizione delle ferrate, si può accompagnare anche senza essere Guide Alpine! Ma guarda là che bell’escamotage…! Ma allora sarebbe il caso di avvisare le aziende produttrici che moschettoni, imbraghi e quant’altro non sono attrezzature alpinistiche ma soltanto escursionistiche…

V’è poi l’ulteriore considerazione che, anche se si è “istruttori” di arrampicata, l’accompagnamento non può essere svolto come professione perché a questo è attualmente abilitata solo la figura di Guida Alpina. Siamo tutti in attesa dell’emendamento alla legge 6/89 (vedi https://www.gognablog.com/riordino-nelle-professioni-di-guida-alpina-e-accompagnatore/).

Siamo partiti dall’attualità e da un caso particolare per giungere a esprimere qualche idea/proposta di carattere generale.

Alcune idee generali
In generale si può dire che quello che serve in Sardegna è una somma di figure che possano accompagnare lungo percorsi scoscesi dove si usano le mani (quindi si arrampica) e ci si cala (come il Selvaggio Blu, per esempio), siano in grado di realizzare brevi assicurazioni, insegnino e accompagnino arrampicata sportiva su monotiri e multipitch, insegnino e accompagnino nelle forre e sulle vie ferrate.

Cominciamo col dire però che tutte le figure indicate non avranno mai significato se non verranno azzerate (o almeno fortemente ridimensionate) le attività a pagamento che attualmente svolgono le varie associazioni sportive dilettantistiche (UISP, FASI, ecc.) che offrono ai non possessori di titoli a livello nazionale la possibilità di esercitare attività.

Come primo passo si potrebbe:

– eliminare la possibilità di poter percepire denaro a livello personale da parte degli associati (attualmente la cifra si aggira sui 7.500 euro all’anno, esentasse): con la motivazione che se i soci di una qualunque associazione (non rientrante nella 6/89) accompagnano qualcuno possono farlo solo a titolo completamente gratuito. E’ comprensibile che in questo caso le associazioni farebbero grande resistenza (con conseguenze oscillazione di voti politici e amministrativi): in alternativa, si potrebbe limitare il “rimborso spese” a una cifra irrisoria tipo 1.000 euro annuali, oppure a un tot per ciascun corso o evento organizzato (tipo 300 euro forfetari all’istruttore per rimborso del corso o dell’evento organizzato).

– obbligare a inserire in ogni locandina o comunicazione (anche quelle via mail) ai soci che “l’attività non va a sostituire quella delle figure abilitate professionalmente dalla legge 6/89” (comunque questa venga aggiornata tramite l’emendamento);

– sopra una certa cifra obbligare all’apertura di una partita IVA meno agevolata di quella delle figure riconosciute;

– aumentare decisamente la multa di abuso di professione di guida alpina/canyoning/accompagnatore di media montagna, partendo da un minimo per esempio di 30.000 euro. In questo caso occorre valutare assieme a un legale come si possa fare in modo che la 6/89 emendata s’inserisca nell’art. 348 C.P. per aumentare le sanzioni già previste in via generica.

 

Capo Caccia. Foto: Camping Village Torre del Porticciolo – Alghero
Accompagnare in Sardegna-Promontorio_Capo_caccia_manuale_2274

 

 

Per tutte le figure
Obbligatoria l’assicurazione dei partecipanti a qualsiasi tipo di attività e naturalmente la RC di tutte le figure professionali.

Numero massimo limitato di partecipanti per istruttore e accompagnatore, comminando pene severe nel caso in cui questo numero non venga rispettato.

Obbligatorio un corso aggiornamento ogni tot anni per mantenere la qualifica.

Più in particolare, in riferimento all’emendamento
Che l’Accompagnatore di Media Montagna diventi una figura nazionale e non più regionale e sia abilitata all’accompagnamento su neve”:

Legiferata dalla Regione Autonoma Sardegna esiste già una legge regionale attinente le professioni turistiche (LR n.20/18-12-2006) attraverso la quale è stata istituita la figura della Guida Ambientale Escursionistica (GAE) che in pratica si sovrappone a quella dell’Accompagnatore di Media Montagna ma con criteri di selezione probabilmente più severi (laurea in materie ambientali, conoscenza di due lingue, ecc.). Questa legge non indica in maniera precisa se la GAE può accompagnare o meno su neve: perciò in qualche modo lo permette, almeno sul Gennargentu, l’unico luogo dove la neve ha una certa persistenza sull’isola, sebbene per pochi mesi all’anno.

In questo senso quello che la legge dovrebbe fare per prima cosa è assorbire le figure già riconosciute presenti in registri ed elenchi dalle leggi regionali. In secondo luogo dare dei criteri di qualità minimi della figura (un corso base con le materie che deve conoscere).

In quest’operazione, meglio lasciare una certa autonomia alle Regioni di adattare la figura di Accompagnatore di Media Montagna (AMM) alle specificità regionali.

Permettere a chi è laureato in materie scientifiche ambientali (agronomi, geologi, naturalisti, biologi, ecc.) di evitare alcune materie del corso AMM in quanto già seguite dagli specifici corsi di laurea.

Sempre al riguardo della figura dell’AMM e osservando la tipologia dei sentieri e percorsi, è evidente che anche in Sardegna è facile sconfinare… Su Selvaggio blu, per intenderci, ogni tanto bisogna fare delle sicure. Se non ci sono degli spit, che fa l’AMM? Aspetta che arrivi una guida alpina o un Maestro di Arrampicata che gli piazzino due chiodi e un cordino per fare una sosta, oppure se la fa da solo? Oppure vietiamo Selvaggio blu all’AMM?

E’ evidente che l’ambito di operatività dell’AMM deve essere un po’ ampliato, al di là del discorso neve.
Che sia istituita la nuova figura di Guida canyoning”:
In Sardegna la maggior parte delle gole non presenta scorrimento idrico (dove in pratica si tratta di buttare giù delle comuni doppie senza bisogno assoluto di utilizzare le tecniche standard del torrentismo) e solo alcune hanno un flusso d’acqua tale da poterlo equiparare a quelle presenti in nord Italia.

Il Maestro di Arrampicata dovrebbe essere abilitato ad accompagnare anche in forre in cui però non siano necessarie le tecniche standard di torrentismo che si applicano in genere quando lo scorrimento idrico è elevato. Sostanzialmente accompagnare in forre V7 (escludendo ovviamente la presenza di cascate e portata e considerando solo le difficoltà legate all’arrampicata e calata su corda) e A1 massimo. Vedi scala difficoltà http://www.gulliver.it/help/scala_canyoning.php.

A una figura ben più completa e specializzata sul canyoning, come appunto la Guida canyoning tratteggiata dall’emendamento, sarebbe riservato in più l’accompagnamento e l’insegnamento della progressione con difficoltà V7 A7.
Che sia istituita la nuova figura del Maestro di arrampicata”:
Il Maestro di Arrampicata sarà autorizzato a livello nazionale ad accompagnare e insegnare la progressione in via ferrata e arrampicata sportiva, quindi sulle ferrate, sentieri attrezzati e su monotiri e multipitch attrezzati per l’arrampicata sportiva, quindi con grado di difficoltà al massimo S1. Ma ci sono itinerari, solo apparentemente meno impegnativi, che sfuggono a queste classificazioni. E’ facile sconfinare.

Il Maestro d’Arrampicata sarà formato dalle Guide Alpine e gli dovranno essere insegnate tante cose che esulano dallo sportivo vero e proprio, compresa l’abilitazione a costruire ex-novo ancoraggi per corda doppia. Per non parlare delle necessarie nozioni sull’etica dell’arrampicata e sulle norme e rispetto ambientale, con qualche cenno di legislazione ambientale e approfondimenti su base regionale su questo tema.

Sarebbe anche apprezzato, come di sicuro anche in altre regioni, che questa figura possa, volendolo, continuare il suo percorso come Guida Alpina, riconoscendole quanto già fatto fino a quel punto, onde abbreviarle e renderle meno costoso l’iter.

La Scala del Cabirol per raggiungere la Grotta di Nettuno, Capo Caccia
AccompagnareInSardegna-40980692


In generale
La legge 6/1989 dice chiaramente che l’attività di guida alpina è rivolta “comunque laddove possa essere necessario l’uso di tecniche e attrezzature alpinistiche”.

La legge 4/2013 è abbastanza vaga. Dice in pratica che vengono ritenute libere quelle attività non legiferate e non rientranti in albi e ordini, ecc. Ma questo non vuole dire però che ci si possa inventare una professione superspecifica come a esempio un fantomatico Accompagnatore sulle dune delle spiagge della Calabria. Logico che questa figura non si troverebbe in nessuna legge, ma a ben vedere potrebbe invece rientrare probabilmente nella figura della Guida Ambientale Escursionistica (riconosciuta in alcune Regioni Autonome con leggi ad hoc).

Il punto cruciale è proprio chiarire cosa si intende quando si parla di tecniche e attrezzature alpinistiche. Esiste una lista ufficiale a riguardo da qualche parte?

Occorrerebbe sancire che:

– l’attrezzatura che viene utilizzata è definibile tale se è stata omologata come attrezzatura alpinistica da un organo nazionale o superiore (UIAA, CE);

– le tecniche che sono utilizzate sono equiparabili a quelle presenti nei manuali di arrampicata e alpinismo, sia in quelli per i praticanti semplici che per i soccorritori (CNSAS, ecc.).

Segnaliamo due link che sollevano il problema:
http://www.guidealpine.it/attenzione-agli-abusivi-del-canyoning.html
http://www.loscarpone.cai.it/news/items/abusivi-del-canyoning.html


Attrezzatura e chiodatura
Oggi in Sardegna chi è abilitato legalmente al lavoro su corda può realizzare fisicamente l’attrezzatura di una via ferrata o di vie di arrampicata sportiva (commissionate da enti pubblici). Indipendentemente dalla presenza di un progetto. Ciò che succede è che si salti infatti la fase del progetto.

Ma è giusto che un grafico, o un idraulico o un bagnino possano PROGETTARE una via ferrata e itinerari di arrampicata sportiva per enti pubblici?

Si tratta di percorsi che invece richiedono studi tecnici preventivi (soprattutto per le vie ferrate), esperienza nella scelta dei materiali (cementante, metallo, tipo di strutture da utilizzare, ecc.). In certi casi (vengono in mente i ponti “tibetani”) dovranno esserci valutazioni e calcoli che ricadono nelle competenze di un ingegnere o simili.

Attrezzatura delle vie ferrate e tracciatura di itinerari sportivi (almeno quelli che sono commissionati da enti pubblici) dovrebbero dunque essere riservate a figure ad hoc, in questo momento purtroppo non ancora contemplate nell’emendamento della 6/1989.

0
Accompagnare in Sardegna ultima modifica: 2016-06-22T05:23:06+00:00 da GognaBlog

18 pensieri su “Accompagnare in Sardegna”

  1. 18

    Si però bisogna aver voglia di lavorare e da quel che ho visto io che sono appena rientrato dalla Sardegna mmmmm………….

  2. 17
    Sebastiano Lopes says:

    Buongiorno, sono il coordinatore per le attività di Montagna di UISP Liguria, Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia.
    Ho letto con grande interesse e attenzione l’articolo e devo purtroppo rilevare una grave inesattezza che riguarda l’attività delle associazioni, in particolare UISP, ente di promozione sportiva, riconosciuto dal CONI.
    Vien affermato testualmente: “…le attività a pagamento che attualmente svolgono le varie associazioni sportive dilettantistiche (UISP, FASI, ecc.)…” e più avanti “… eliminare la possibilità di poter percepire denaro a livello personale da parte degli associati…”
    Ora, non vorrei innescare inutili polemiche, ma chi ha fatto queste affermazioni è poco e mal informato. Infatti, NESSUN accompagnatore UISP può percepire compensi per la sua attività associativa e vi posso garantire che le regole fiscali vengono rigorosamente osservate. Diverso è il discorso per le gratuità di vitto e alloggio, in caso di escursioni di più giorni e dei cosiddetti rimborsi a piè di lista (trasferte ed altro) previsti dalle vigenti leggi.
    Le ASD (associazioni sportive dilettantiche) UISP e tutte quelle di altri enti di promozione affiliate CONI sono enti NON commerciali e non possono quindi organizzare escursioni in cui risulti poi un ricarico col quale pagare il proprio accompagnatore. La quota può prevedere solo un legittimo rimborso per spese organizzative e la raccolta “conto terzi” per il pagamento al netto dei servizi, quali rifugi ed anche eventualmente guide alpine o accompagnatori AIGAE.
    Il discorso dei 7.500 euro è previsto dalla legge e riguarda compensazioni per gli istruttori di palestre o strutture affini o compensazioni per attività rigorosamente in contratto endoassociativo e riservata ai soci.
    Citerò, scusate la lungaggine, quanto previsto dall’Agenzia delle Entrate con risoluzione 34/2001 (si badi bene 2001):
    ….mediante l’espressione “esercizio diretto di attività sportive dilettantistiche” si è voluto ricondurre nel regime agevolato i compensi corrisposti ai soggetti che partecipano direttamente alla realizzazione della manifestazione sportiva a carattere dilettantistico, vale a dire tutti quei soggetti “le cui prestazioni sono funzionali alla manifestazione sportiva dilettantistica determinandone, in sostanza, la
    concreta realizzazione, ivi compresi coloro che nell’ambito e per effetto delle funzioni di rappresentanza dell’associazione di norma presenziano all’evento sportivo”.
    Successivamente, l’articolo 35, comma 5, Dl 207/2008, ha stabilito che nelle parole “esercizio diretto di attività sportive dilettantistiche” contenute nell’articolo 67, comma 1, lettera m), del Tuir, sono ricomprese: la formazione, la didattica, la preparazione, l’assistenza all’attività sportiva dilettantistica.

    Mi spiace davvero che si cerchi nelle associazioni una sorta di capro espiatorio, certo è che UISP collabora da anni con Guide Alpine e Guide Ambientali Escursionistiche. I nostri accompagnatori con brevetto esclusivamente associativo sono definiti OSV (operatori sportivi volontari) e vengono qualificati per le varie discipline, dal nordic walking, all’escursionismo, all’arrampicata con un percorso serio e codificato, vedi http://www.uisp.it/montagna
    In nessun caso gli OSV hanno la smania di sostituirsi a figure professionali, ma in ambito associativo, così come accade da sempre per il CAI, rivendichiamo il diritto di accompagnare i nostri soci in massima sicurezza! Se poi si tratta di ribadire che l’attività non sostituisce quella professionale, già lo facciamo, anzi lo ripetiamo sino alla noia ai nostri soci (UISP ha 1.400.000 soci).
    Credo che le contrapposizioni non paghino, anzi facciano costruire barricate. Noi siamo per un confronto anche serrato, da cui scaturiscano collaborazioni non “guerre dei bottoni”.
    Sebastiano Lopes – Coordinatore Macroarea Liguria, Piemonte, Val d’Aosta, Lombardia per le attività di Montagna UISP

  3. 16

    Davide, sicuramente tu porti le tue ragioni in parte condivisibili in parte no, almeno da parte mia.
    Hai letto “Un futuro diverso per le Guide Alpine” e quindi credo hai capito benissimo come la penso e non mi è scappato proprio niente su associazioni varie (se ti riferisci al CAI , malgrado sia un’istituzione che potrebbe dire molto, non sta dicendo proprio nulla e trovo il suo inserimento nella 6/89 un’anomalia legislativa come ho sempre affermato. Non discuto sulle sezioni in quanto ce ne sono di ottime che tentano di percorrere la strada originaria dello statuto altre che beh… tutto il mondo è paese ed anche il CAI…).
    Come hai visto oltretutto sempre parlando di quell’articolo e malgrado ci siano punti discordanti su alcuni programmi che il CONAGAI ha portato avanti per anni, nessuno mi ha mangiato vivo e questo sempre in merito a quella trasparenza che almeno istituzionalmente si cerca di portare avanti. Alcuni hanno gradito altri no, ma in democrazia ognuno può dire la sua ed è giusto così!
    Per quanto riguarda le varie sentenze tu hai detto la tua ed io la mia quindi non sto qui a ribattere, ne verrebbe fuori soltanto un pot-pourri che esulerebbe dall’argomento del post e sarebbe un peccato perdersi in articoli e quant’altro. Ognuno può leggere e se interessato nel caso andare alla ricerca delle sentenze varie che negli anni ci sono state con internet oggi è piuttosto facile.
    Sul collegio lombardo non ti rispondo, perché seppure vi sia iscritto da quest’anno, non ne so nulla di quel che affermi, non sono nel direttivo ed ovviamente questo tipo di questioni di solito non è che si pubblichino in giro ogni volta sennò più che accompagnare dovremmo leggere mail collegiali di continuo. Se il presidente o chi per lui avrà intenzione di risponderti sarò anch’io curioso di leggere e di conoscere queste situazioni che appunto mi sfuggono.
    Sulla 6/89 e sui suoi emendamenti ti posso dire che non sono lì da oggi ma da 27 anni… ovvero la legge doveva essere emendata, dovevano esserci gli applicativi (legge quadro) ecc. ecc., come spesso accade qui in Italia questo non è mai avvenuto e negli anni i vari emendamenti sono stati aggiornati anche sulla base di nuove realtà emergenti che la 4/2013 ha validato.
    Come hai espresso anche tu l’accompagnamento alpinistico non è che sia poi così una cretinata da poter autorizzare chiunque, si tratta sempre di lavorare con la vita delle persone che si mettono volontariamente a contatto con rischi elevati e già ci sono troppi convinti di poter essere dei superman mentre invece fare la Guida Alpina significa anche limitare gli atteggiamenti da superman… quindi la 6/89 non la trovo né vecchia né retrò, la trovo ancora una volta incompleta e personalmente auspico che si raggiunga il suo perfezionamento aldilà di chi (e non parlo di te o della tua associazione) sta tentando di mettere i bastoni tra le ruote senza comprendere che se oggi non si pensa ad un accentramento delle competenze e si rimane a giocarsela in campo regionale o provinciale i casini rimarranno e diventeranno anche più importanti.
    Ora vado in parete… 😉

  4. 15
    Davide Galli says:

    Tua affermazione in un commento qui sotto: “ci sono già diverse sentenze in proposito tra le quali Corte Costituzionale e TAR Piemonte (le ultime) che tendono a far luce su una situazione piuttosto complessa”.
    Ne TAR Piemonte, ne’ Tribunale di Torino si sono espressi su nulla. Questa è una bufala che gira all’interno del mondo delle Guide Alpine e che viene divulgata ad arte, ma è un falso. AIGAE ha presentato un ricorso non accolto solo per meri motivi formali senza entrare nel merito poiché, come ho spiegato prima, è cambiata la procedura e i ricorsi ora vanno presentati al momento della presentazione dei decreti attuativi. Un tribunale si esprime con le sentenze, anche nel caso di rigetto, come fu nel caso della sentenza 459/2005 della Corte Costituzionale che rigettò il ricorso del Collegio Nazionale delle Guide Alpine mettendo una pietra tombale sulla pretesa di esclusività nell’accompagnamento escursionistico.
    Allo stesso tempo tutto il testo che hai riportato in virgolettato è una dichiarazione che proviene dall’interno della vostra organizzazione e che contiene inesattezze e fatti inesistenti. Molto semplicemente il Ministero dello Sviluppo Economico ha preso atto che la figura della G.A.E. è normata in qualche modo anche in Abruzzo, per quanto con una legge che è un abominio di controsensi poiché non applica la 6/89 ma la modifica a piacimento come è accaduto in Sicilia e in Piemonte (motivo dei ricorsi AIGAE). Quindi ha comunicato ad AIGAE che se ci fossero persone in possesso del titolo di GAE rilasciato dalla Regione Abruzzo nel suo pastrocchio normativo, l’Associazione dovrebbe “tenerne conto”.
    Nient’altro, come diversamente e artificiosamente gonfiato di interpretazioni e aggiunte da parte del Collegio Guide Alpine Abruzzo che fa girare solo un pezzettino accuratamente ritagliato della lettera del Mi.S.E.
    Anche la parte che riporti sulla Corte Costituzionale è pura invenzione, quindi sì, NON È VERO.
    AIGAE ha già chiesto, tramite il comunicato stampa di risposta al CONAGAI, di citare quale sentenza delle Corte Costituzionale affermerebbe “un ambito esclusivo di esercizio della professione nelle aree maggiormente caratterizzate dalle bellezze ma anche dai pericoli della montagna, continuando a prevedere per tali aree la competenza esclusiva degli iscritti all’albo delle Guide e degli Accompagnatori” perché tale sentenza NON ESISTE.
    Anch’io rubo tempo alla mia vita e gratuitamente mi occupo del coordinamento AIGAE dell’Emilia-Romagna e durante quel tempo ho scritto più volte al vostro Collegio Lombardia per segnalare diversi casi di attività illegali di AMM e mi è stato risposto che il mio era un “interesse del tutto ingiustificato da voi dimostrato per l’attività in Emilia Romagna degli AMM”. Era mancanza di tempo o di volontà secondo te? E secondo te, dato che la legge 6/89 all’art. 14 lettera b) dice testualmente che è compito del Collegio regionale “vigilare sull’osservanza, da parte dei componenti del collegio, delle regole della deontologia professionale” rispondendomi così il vostro Collegio non ha disatteso come minimo il proprio compito istituzionale?
    Vuoi che ti dica se tutti i siti internet e i programmi che ho segnalato sono stati modificati? Vuoi che ti dica se ho verificato se le attività illegali sono state poi TUTTE state effettuate? In nome della trasparenza di cui parli se vuoi ci andiamo fino in fondo e pubblichiamo sia le mie domande con relativo elenco e costringiamo il Collegio Lombardia a darmi pubblicamente tutte le risposte che anche privatamente non mi ha mai dato. Io sono DISPONIBILISSIMO a rendere pubbliche le mie e-mail? Mi aiuti?
    Concludo riaffermando che senza ombra di dubbio il tavolo di lavoro comune per l’armonizzazione delle professioni di accompagnamento escursionistico è stato interrotto dal CONAGAI. L’accordo prevedeva che venisse fermata ogni attività presso Enti, legislatori, regioni e quant’altro, se non prima concordato e comunicato, ma:
    1) 15 giorni dopo l’accordo il CONAGAI stava già contattando il Mi.S.E. con una richiesta di accesso agli atti riguardanti AIGAE (bastava chiedere direttamente…) e chiarimenti sull’attuazione della 4/2013 in Abruzzo;
    2) a dicembre 2015 una Guida Alpina ha diffuso una lettera aperta contro il tavolo di lavoro e CONAGAI ha fatto finta di non vedere (l’accordo dice “ricercare una soluzione bonaria a tutti i conflitti e le problematiche ad oggi emerse così come a quelle che dovessero emergere in futuro”);
    3) per tutto il 2015 sono stati fatti ovunque tentativi di proposte di legge regionale per l’istituzione degli Accompagnatori di Media Montagna, in particolare in Piemonte e in Sicilia, nonostante l’impegno di non proseguire con presentazioni di leggi regionali e non, fino a un pronunciamento del tavolo di lavoro sui successivi passi legislativi da conseguire insieme.
    A leggi già presentate, che dagli accordi non dovevano esserlo, AIGAE non ha potuto far altro che fare ricorso anche perché la 6/89 prevede che venga applicata la figura AMM così come prevista dalla legge nazionale e non ogni volta con aggiunte, interpretazioni e adattamenti come è stato fatto in Sicilia (la fantasiosa “Guida di Media Montagna) e Piemonte.
    La tua teoria quale sarebbe? Che la colpa dell’interruzione dei lavori comune sarebbe di AIGAE che dopo aver preso una decina di schiaffoni non ha porto l’altra guancia per prenderne altrettanti?
    E ora spunta questa rispolverata della 6/89 che dimostra tutta la grande limitatezza degli obiettivi che non siano strettamente legati agli interessi di corporazione. Un’azione di lobbie per asserragliarsi nel fortino e far credere ai propri iscritti di aver trovato i famosi nemici da annientare.
    Quando i veri problemi per i professionisti sono ben altri e quantitativamente preponderanti. A te fra l’altro è pure scappato detto qualcosa di troppo su “certe” associazioni (che fra l’altro concordo”) nel post “Un futuro diverso per le guide alpine”. Il problema è che oltre a condividere sede e strani diritti di voto nel vostro collegio, prova a farmi credere che non sai chi vi sta facendo da apripista negli incontri con Regioni, Ministeri, Assessorati e faccendieri vari.
    Prima ho concluso chiedendo se dovremo assistere ancora a tante mistificazioni e ne hai riportate ancora parecchie nella risposta che mi hai dato (chissà, forse pure in buona fede dato che sono “prefabbricate” da altri).
    Ora concludo chiedendomi e chiedendoti soprattutto anche quante ipocrisie bisogna sorbirci con questa campagna mediatica in appoggio al lifting della vostra amata legge retrò.

  5. 14

    Davide Galli, intanto mi fa molto piacere che tu ti sia espresso su una situazione dibattuta al momento su addirittura due articolo in questo blog, espressione che rende giustizia a ciò che vi viene riferito in quanto vi si evince che non siamo noi GA i cattivoni ma evidentemente qualcosa non quadra sulle dichiarazioni del sig. Conca visto che la stessa vostra associazione a quanto mi par di capire non condivide le sue politiche personalistiche ed arbitrarie…
    Eresie può anche capitare che mi sfuggano a volte ma difficilmente su questi temi, infatti ti pregherei di indicarmi dove io abbia mai dichiarato che: “il TAR Piemonte si è espresso per fare chiarezza sulla 6/1989 e la 4/2013 ” …?
    Ho semplicemente indicato che vi sono state alcune sentenze tra le quali il TAR Piemonte (confuso col tribunale di TORINO?… ME NE SCUSO MA NELLA DISCUSSIONE CAMBIA POCO CREDO NO…? O C’è DIFFERENZA DA CHE PARTE ARRIVI ?) che ha dato ragione alle Guide Alpine in una causa intentata dall’AIGAE lo scorso settembre… o non è vero?
    “na nota inviata dal Ministero dello Sviluppo Economico ad AIGAE ha invitato l’Associazione a precisare l’ambito di svolgimento dell’attività dei suoi iscritti, in modo da evitare sovrapposizioni con la disciplina della professione contenuta nella legge 6 del 1989. La nota metteva in evidenza le criticità legislative relative alla loro professione e tornava a sottolineare la necessità di risolvere il conflitto scaturito dalla coesistenza di diverse leggi che disciplinano il settore: da un lato la legge nazionale, la n.6 del 2 gennaio 1989, che regola la professione di Guida Alpina, degli Accompagnatori di Media Montagna e Guide Vulcanologiche; dall’altro la legge n.4 del 2013 che disciplina l’organizzazione delle libere professioni non organizzate in ordini o collegi e alcune Leggi Regionali che erano intervenute localmente a disciplinare la materia. Tra le varie leggi a oggi esistono ambiti di sovrapposizione, particolarmente in relazione all’accompagnamento escursionistico in montagna e su terreni innevati. La Corte Costituzionale ha confermato un ambito esclusivo di esercizio della professione nelle aree maggiormente caratterizzate dalle bellezze ma anche dai pericoli della montagna, continuando a prevedere per tali aree la competenza esclusiva degli iscritti all’albo delle Guide e degli Accompagnatori, senza possibilità per le rimanenti professioni dell’outdoor di sovrapporsi con le rispettive attività.” O NON E’ VERO?
    Va senza dubbio interpretata, ma non credo di aver affermato, altrimenti me lo riporti per favore, che i GAE in Sardegna siano fuori legge… ho affermato e lo ribadisco che in Sardegna o altrove (dove previsti) i GAE sono abusivi quando svolgono attività esclusive delle GA e mi sembra che lo affermi anche tu in quello che scrivi…
    Affermi poi che le Guide Alpine accompagnano sempre meno in scalata… libero ovviamente di pensarla come vuoi, non comporta certo uno sconvolgimento in alcun ambito ma se hai piacere ti mando il mio curriculum come GA e poi me lo definisci tu… credo però ci sia poco da definire… come detto ognuno la pensa a modo suo ma non è detto abbia ragione su situazioni che facciamo fatica noi stessi a stimare quindi direi che portare questo a suffragio delle proprie tesi lascia un po’ il tempo che trova…
    Il discreto elenchino di cui parli me lo puoi sottoporre benissimo senza alcun problema, malgrado molti di voi ci vedano come dei massoni (chissà magari ci confondono con altri…) siamo discretamente trasparenti… dico discretamente, in quanto come detto già tutta l’ambaradam burocratico lo svolgiamo rubando tempo alla nostra vita, non siamo pagati per farlo e quindi a volte può certamente sfuggire qualcosa, ma già se leggi più sotto il mio intervento che parla di un accompagnatore denunciato e condannato…indovina chi l’ha denunciato??? E si poteva lasciar correre se fossimo stati così lobbisti come molti vogliono farci apparire no…?
    Poi basta dare una scorsa a questo blog e ti accorgi subito di quante volte interveniamo, visto che scrivono spesso diversi colleghi oltre a Gogna che è GA e che diverse volte ha messo il punto su situazioni che altri ordini o collegi professionali avrebbero evitato… vallo a dire ad un medico o ad un avvocato che ha sbagliato e vediamo come risponde… qui invece ci sono state discussioni magari pure animate ma nessuno si è tirato indietro e ci siamo consapevolmente esposti in pubblico…
    A quanto mi è dato sapere non è stato CONAGAI ad eludere gli intenti del tavolo di trattativa, visto che si è sentito chiamare in tribunale proprio durante il fermo “ostilità”… o anche qui ce la siamo inventata ed abbiamo intentato una causa al contrario?
    Che ognuno tiri l’acqua al proprio mulino ci sta… e che AIGAE riconosciuta da un ministero ma non da un altro con una legge generica la 4/2013 rispetto ad una legge specifica la 6/89 (o anche qui contesti genericità e specificità palesi???) ora, o da tempo in effetti, rivendichi la propria posizione ci sta pure non ci stanno a mio avviso, ed è una mia visone personale, molti svarioni intercorsi nel frattempo, diverse situazioni poco chiare ed interventi più o meno trasparenti, ma come etto è una mia visione e/o sensazione che potrebbe pure essere sbagliata…
    In quanto al lavoro su neve degli AMM sono stati indetti negli ultimi tempi, corsi ed esami di specializzazione che hanno già dato a chi ha inteso formarsi (molti sulla neve non ci vanno e quindi non hanno probabilmente ritenuto opportuno parteciparvi), l’opportunità di lavorare in quel campo nei limiti della figura (molto genericamente la parte sciistica non è ammessa) i Maestri di sci hanno avuto modo di specializzarsi nel free-ride che finora era materia esclusiva delle GuIde Alpine mentre oggi è condivisa partecipando a specifici corsi tenuti dalle Guide e se non hanno contestato loro che si son resi conto dell’importanza delle esperienze diverse ed accertate…
    In ogni caso AIGAE e tutta la parte escursionistica non ha voce in capitolo per quanto riguarda l’alpinismo, l’arrampicata e tutte quelle materie che fanno capo a quelle due situazioni (alpinismo ed attrezzature alpinistiche) quindi nei casi esposti per quanto riguarda la Sardegna dove vengono toccate quelle materie non credo possa o debba esprimersi se no a livello personale come qualunque persona può fare ma non a livello di associazione in quanto non ne ha le competenze e questo è sacrosanto e sancito!
    Ripeto che il tuo intervento mette in luce una situazione che si era deciso di non pubblicare per contenere le già aspre ed inquietanti polemiche ma tant’è… visto che l’hai accennato:
    Il sig. Corrado Conca a quanto risulta sui registri delle figure ammesse in Sardegna non appare… non c’è proprio ma continua a definirsi GAE della Sardegna iscritto al numero 580 che non esiste!!!
    Questo il link relativo per chi ancora fosse convinto che qui si attacca per qualche motivo personale:
    http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_38_20160512143449.pdf

  6. 13
    Davide Galli says:

    Stefano Michelazzi, dire che il TAR Piemonte si è espresso per fare chiarezza sulla 6/1989 e la 4/2013 è come minimo dire un’eresia, poiché questo non è assolutamente avvenuto. Il TAR Piemonte nel febbraio 2016 non ha accolto un ricorso di AIGAE sulla legge regionale di istituzione degli AMM per una questione puramente procedurale: dal 2014 non è più possibile impugnare le leggi regionali ma solo i relativi decreti attuativi, cosa che avverrà non appena questi saranno pubblicati. Non c’è stata nessuna sentenza e quindi il TAR Piemonte non si è per niente espresso al proposito.
    La Corte Costituzionale AL CONTRARIO si è espressa con la famosa sentenza 459/2005 in modo definitivo e inappellabile contro l’idea di ESCLUSIVITÀ nell’accompagnamento escursionistico in relazione al ricorso del Collegio Guide Alpine sull’istituzione della figura di Guida Ambientale Escursionistica, tracciando l’interpretazione DEFINITIVA della L.6/89:
    “Ciò che distingue effettivamente tale figura professionale (guida alpina) è, sulla base di quanto previsto dalla legge n. 6 del 1989, non già una generica attività di accompagnamento in aree montane (la cui esatta definizione, per di più, aprirebbe complessi problemi a seguito della intervenuta soppressione del criterio altimetrico in conseguenza della abrogazione dell’art. 3 della legge 3 dicembre 1971, n. 1102, recante “Nuove norme per lo sviluppo della montagna”, nonché dell’art. 1 della legge 27 luglio 1952, n. 991, recante “Provvedimenti in favore dei territori montani”), bensì l’accompagnamento su qualsiasi terreno che comporti «l’uso di tecniche e di attrezzature alpinistiche» (come si esprime testualmente l’art. 2, comma 2, della legge n. 6 del 1989) o l’attraversamento di aree particolarmente pericolose e cioè «delle zone rocciose, dei ghiacciai, dei terreni innevati e di quelli che richiedono comunque, per la progressione, l’uso di corda, piccozza e ramponi» (come si esprime l’art. 21, comma 2, della medesima legge).”

    La sentenza dice molto chiaramente quindi che la differenza non è nel “dove” ma nel “come” si svolge la professione.

    Il Corrado Conca citato, per fare un esempio, era stato richiamato a fine 2013 da AIGAE (Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche, rinosciuta dal Ministero dello Sviluppo Economico come Associazione Professionale di Categoria) perché chiarisse il tipo di attività che stava effettuando poiché considerate illegali. Motivo che presumiamo sia alla base della sua mancata reiscrizione negli anni successivi, che avrebbe comportato l’analisi da parte del Collegio Probiviri per sanzioni o espulsione. È infatti molto chiaro per noi il limite “corde, piccozze e ramponi” come chiarito dalla Corte Costituzionale stessa. Non c’è bisogno di ulteriori leggi per questo o di tirare in ballo cosa Tizio o Caio si dichiarano.

    AIGAE è molto attenta nei confronti dei propri soci sul rispetto della legalità. Mi chiedo e ti chiedo se altrettanto fanno i Collegi delle Guide Alpine nei confronti dei professionisti che la legge prevede siano oggetto di vigilanza continua da parte dei collegi stessi: sull’accompagnamento su terreni innevati da parte di AMM, sulle escursioni fuori dai territori regionali, sulla vendita abusiva di pacchetti turistici. Ti sfido a dire che questo avviene, avvisandoti che potrei sottoporti pubblicamente un discreto elenchino in tutta risposta…

    Detto questo la legge 4/2013 si basa su una normativa europea che prevede la tutela del consumatore in primo luogo, anche e soprattutto dalle posizioni di monopolio come quelle su cui si è espressa più volte la Commissione Antitrust proprio riguardo alle Guide Alpine. E non la difesa dell’orticello corporativistico a esclusiva tutela del professionista, anche dal libero mercato. Gli iscritti nei vari Collegi sono mai stati portati a conoscenza di questi pronunciamenti? E i parlamentari che adesso stanno provando ad aggiustare la rete dell’orticello lo sapranno?

    Ora questo excursus sulle leggi regionali varie è molto evidente che sia una campagna a supporto del tentativo di far approvare le modifiche alla 6/89. Una legge vecchia e inadeguata che anche con qualche ritocchino per tentare di dare un senso all’ambigua figura dell’Accompagnatore di Media Montagna, rimane ampiamente superata dall’enorme cambiamento culturale avvenuto in quasi 30 anni soprattutto nel pubblico di riferimento.
    Corporativismo all’italiana per poter avere saldo il monopolio dell’accesso alla professione, con corsi a prezzi completamente fuori logica e fuori mercato e dare forse ossigeno a quelle Guide Alpine che sempre meno accompagnano in scalata.

    Il tavolo di lavoro congiunto AIGAE/CONAGAI si basava su tutt’altri presupposti e aveva altri obiettivi ma è unilateralmente stato interrotto, probabilmente per le pressioni di quegli iscritti che avevano l’esigenza di asserragliarsi tra muretti col filo spinato per avere l’illusione che il mercato possa essere controllato e fruito a vantaggio esclusivo.
    Fuori da quel muretto c’è tutto il mondo del turismo escursionista, ottimamente servito anche dalle circa 3000 Guide Ambientali Escursionistiche italiane che accompagnano illustrando con grande attenzione alla divulgazione ambientale, come il pubblico chiede, in pianura, collina, ambienti acquatici, parchi e riserve, grotte turistiche e strutture espositive. A piedi, in bicicletta, in canoa, in MTB, a cavallo, con maschere e pinne.
    Professionisti che si vuole forse assorbire (o far sparire dando una mazzata mostruosa a un indotto enorme) in un sistema ristrettissimo e inadeguato, probabilmente attraverso costosi corsi integrativi, che potranno tenere guarda caso solo le Guide Alpine.

    È evidente che sia in corso una campagna mediatica e politica di retroguardia, per tentare di attivare la macchina del tempo. Che potrebbe pure funzionare per come stanno messe le cose in questa nazione-gambero.
    Mi chiedo solo se dovremo assistere ancora a tante altre mistificazioni in questo periodo.

  7. 12

    Personalmente concordo con ciò che dichiara a livello storico di questa disciplina con AIGC. La mia prima attività outdoor fu proprio quella visto anche, che da dove provengo esiste probabilmente la tradizione più antica in questa attività, quindi ne conosco e riconosco le radici. Non a caso nel post “Un futuro diverso per le Guide Alpine” esprimo le stesse cose all’interno del mio personale programma di intenti da discutere al CONAGAI, che trovi qui:
    http://www.banff.it/un-futuro-diverso-per-le-guide-alpine/
    Per correttezza: la Legge 20 del Trentino sulla professione di Guida Alpina che funge da applicativo alla 6/89 che è legge quadro, riserva in esclusiva a Guide Alpine ed Aspiranti Guida l’accompagnamento in forra, non a caso il corsi Aspirante del Collegio trentino prevedono una sessione di formazione in canyoning.
    Le precisazioni finali di AIGC non si scontrano per niente con l’evidente ed evidenziata necessità che l’accompagnamento sia autorizzato soltanto in presenza di professionisti formati come dichiarava anche il CONAGAI.
    E questo in linea generale, non soltanto per la Sardegna.
    Gli emendamenti dei quali è stato pubblicata la presentazione nel post precedente tenderanno a risolvere alcune problematiche esistenti tra le quali quella del canyoning.

  8. 11
    Giorgio says:

    A proposito di canyoning e legge 4/2013…Andatevi a rileggere la rettifica voluta da AIGC

    http://www.loscarpone.cai.it/news/items/abusivi-del-canyoning.html

    Buona serata
    Giorgio

  9. 10

    Aldo Fitcar, il CAI la FIE e qualunque altra sigla che non rispetti le normative commette il reato di abuso di professione e qui non ci piove!
    Chi l’ha detto che non si è mai intervenuti come CONAGAI o ancora meglio come collegi regionali e/o provinciali nei confronti di abusivismi perpetrati dal CAI? Certamente non è che si possa stare lì a pubblicizzare ogni intervento portato avanti te ne cito uno tra i tanti dove in Trentino è stato denunciato e condannato un accompagnatore che faceva la GA abusivamente (due anni fa) e sempre più o meno nello stesso periodo un’accompagnatrice del CAI in quanto operava per conto proprio al di fuori della normativa (sembra la sezione non ne fosse a conoscenza).
    Ma sono soltanto due casi sulle decine di segnalazioni che arrivano ogni giorno da tutta Italia e che a priori bisogna controllare prima di istituire l’iter di diffida ed esposto. A volte la diffida chiude la parentesi e spesso con chi ignaro di commettere abuso si spaventa e si scusa interrompendo l’attività illecita, altre volte (molte) si deve intervenire presso la Procura delle Repubblica e nessuno di noi lo fa per lavoro… il nostro lavoro è accompagnare le persone perciò a volte capita che i tempi si dilatino in quanto sono rosicchiati alla professione, al tempo libero, alla famiglia… Non esiste in Italia un organismo competente sull’abusivismo!
    In Sardegna non esiste un Collegio Guide Alpine e che io sappia non ce ne sono di residenti e gli AMM figura attualmente ancora di tipo regionale, non sono contemplati dalla legge regionale sarda.
    Ti assicuro che se ci si organizzasse non sarebbe un problema trovare Guide Alpine disponibili, ogni anno arrivano Guide da ogni dove specie Italia e Francia che operano sul territorio…
    Sul riconoscimento delle figure cosiddette atipiche della L.4/2013, come puoi evincere anche tu dall’intervento di Andrea qui sotto, la situazione non è poi così rosea e definita e lo fa rilevare molto bene nel suo inciso.
    In quanto ad altre realtà che citi ci sono già diverse sentenze in proposito tra le quali Corte Costituzionale e TAR Piemonte (le ultime) che tendono a far luce su una situazione piuttosto complessa, che si è venuta a creare per una lacuna relativa ancora al 1989 e che si è evoluta anche grazie al riconoscimento del MISE che si è espresso contrariamente al Ministero del Turismo al quale fa capo la 6/89 e tutta la questione dell’ordinamento delle figure professionali che interessano l’outdoor… non che non sia un classico che due ministeri legiferino oppostamente creando poi caos giuridico…
    In quanto al nordic walking anche lì diverse situazioni sono venute alla luce e denunciate ove ne sia ricorso il caso, personalmente ho risolto non più tardi di un mese fa una situazione di questo genere in maniera pacata essendomi trovato a confronto con persone che hanno capito immediatamente la situazione ed hanno fatto marcia indietro, limitando le loro attività negli ambiti ammessi…

  10. 9
    Aldo Fitzcar says:

    In Sardegna casi simili sono molto diffusi. Selvaggio Blu su tutti. E’ chiaro che chi accompagna su una ferrata come Capo Caccia senza avere titolo di GA è da sanzionare. Anche perchè non sarebbe sufficiente neanche essere AMM. Domanda: qualcuno sa dirci quante GA o AMM sono presenti in Sardegna? E’ un dato importante da conoscere per poter valutare con consapevolezza quanto scritto nell’articolo, nel quale si mescolano vari temi di livello diverso e non sempre condivisibili. Tanto per dire: va benissimo mettere ordine nella disciplina delle ASD che sono dei cavalli di Troia per eludere le norme fiscali, ma oltre all’UISP e FASI citate dall’articolista aggiungerei anche CAI e FIE. Perchè nessuno cita mai queste due associazioni nazionali che fanno le stesse cose delle ASD? Forse perchè sono troppo grandi? Forse perchè fa comodo non pestargli i piedi e averle amiche e alleate (mi riferisco in particolare ai vari collegi GA così solerti ad accusare le GAE di abusivismo) ? E’ corretto ciò che fanno tantissime sezioni CAI, cioè portare anche i non soci in escursione con il semplice pagamento di una cosiddetta “assicurazione giornaliera” con la scusa che si tratta di attività di avvicinamento all’escursionismo? Nulla da dire su questi fatti? E degli accompagnatori FIE e CAI che in molti casi ricevono rimborsi spesa anche sostanziosi, cioè compensi mascherati ed esentasse, ne vogliamo parlare?
    I solerti collegi GA e AMM così pronti nel difendere le loro prerogative sancite dalla 6/89 si sono accorti che una miriade di istruttori di nordic walking fanno le guide anche in zone di montagna impervie spacciandole per “camminate con i bastoncini nordic walking?
    infine le varie proposte di revisione della 6/89 non possono prescindere dal fatto che la Legge 4/2013 sulle “Professioni non organizzate in ordini o collegi” ha riconosciuto alcuni profili professionali come le GAE Guide Ambientali Escursionistiche e le Guide Canyoning. Non è come dice l’estensore dell’articolo che uno si sveglia una mattina e gli viene riconosciuto il profilo professionale di guida delle dune di vattelappesca, Per essere riconosciuti dal MISE ai sensi della L. 4/2013 ( ricordo a tutti che questa Legge recepisce norme europee sulla liberalizzazione delle professioni su cui l’Italia negli anni scorsi era inadempiente e sanzionata con multe e non una Legge fatta per mettere in crisi le GA) l’associazione professionale richiedente deve possedere requisiti molto rigidi e stringenti, e il profilo professionale proposto è attentamente valutato per verificare se ci siano invasioni di campo verso professioni ordinistiche.
    Avendo il MISE valutato e riconosciuto l’AIGAE ( Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche) e l’AIGC ( Associazione Italiana Guide Canyoning) evidentemente queste invasioni di campo non sono state riscontrate. Ora pretendere , con le proposte di Legge di revisione della 6/89 , di soffocare e inglobare questi profili professionali autonomi nei collegi GA mi sembra francamente una posizione protezionistica contro corrente rispetto alle politiche di apertura promosse dell’Unione Europea. Vizietto tipicamente italiano quello di avere le corporazioni chiuse che difendono gli orticelli.

  11. 8
    Paolo Vinci says:

    Vivere una vita con un ossessione compulsiva son convinto che debba essere veramente una brutta cosa, tremendamente triste! Alzarsi la mattina ed avere come primo ed unico pensiero nipoti, moglie, figli, le imprese alpinistiche e i fasti di un tempo, le cose allegre della vita? No, troppo scontato! Il primo pensiero alzandosi dal letto è: CORRADO CONCA!! Che bello!! Pensare a scrivere un bel post nuovamente misto a mezze verità, pure menzogne condito con linguaggio forbito, riferimenti di legge o presunti tali, immagini, video e tanto altro, canalizzato a tenere alta attenzione, ma soprattutto ossessione. Capisco, non si vive bene, non si dorme la notte, si sta li a pensare a ragionare quale sia il modo migliore di demolire il prossimo, le sue azioni, la sua persona. Si pensa a cosa scrivere, come scriverlo, quale sia il colpo più basso da sferrare e quando lo si trova si sta meglio! Ah che bello l’azione ossessivo-compulsiva trova la sua valvola di sfogo nel volere affondare una persona, un lavoro una Regione per provare a sentirsi meglio, sentirsi superiori, onnipotenti, onniscienti e l’unica fonte di verità, incontestabile sul Pianeta. Questo riempie la vita, fortunatamente solo di alcune persone. In tutto ciò regnano in una miscela che non saprei definire, in primo piano l’approssimazione, il dubbio e la calunnia (“La calunnia è un venticello/Un’auretta assai gentile/Che insensibile sottile/Leggermente dolcemente/Incomincia a sussurrar.”) finalizzate a volere colpire una sola persona. Mi domando perchè nelle sue pur vaghe teorie ed accuse non le scrive privatamente? 🙂 Aspetti, ha ragione, così non si può mettere alla gogna nessuno! Non si può esimere dal mettere la persone al pubblico ludibrio e allo sberleffo tanto ricercato.
    L’approssimazione è padrona, ma va a braccetto con la scarsa conoscenza di alcuni aspetti nei quali invece ci si erge ad oracolo!

    Lei scrive questo

    “In Sardegna la maggior parte delle gole non presenta scorrimento idrico (dove in pratica si tratta di buttare giù delle comuni doppie senza bisogno assoluto di utilizzare le tecniche standard del torrentismo) e solo alcune hanno un flusso d’acqua tale da poterlo equiparare a quelle presenti in nord Italia.” (A. Gogna)

    A questo punto non si può fare altro che ridere delle cose che scrive, perchè davvero non ha idea di ciò che dice. Pensare che un Alpinista della sua fama abbia scritto un tale abominio mi viene voglia di regalarle un abecedario. 🙂

    Abecedario che regalo idealmente anche a tutti i saccenti, cattedratici, dotti, bigotti, che come lei hanno espresso commenti arroganti e supponenti sui sardi, sulla Sardegna, sulla mentalità dei sardi, sul fatto che esistiamo e dobbiamo essere riconoscenti eternamente a qualcuno, che non si può far altro che chiamare col termine razzismo.

    Credevo fosse un Blog sulla Montagna, ma mi sembra solo un Circolo della Lega Nord

    Buona giornata a tutti 🙂

  12. 7
    FILIPPO says:

    Andare a scalare e divertirsi per il semplice gusto di farlo? privilegio ormai di pochi…..
    Un ottimo articolo che definisce perfettamente il quadro della situazione, e’ molto importante aprire questi dibattiti affinché si sensibilizzi l’opinione pubblica e tutti gli appassionati di montagna, dei devastanti effetti che la globalizzazione sta portando in un mondo (il nostro) fantastico ed affascinante come quello dell’alpinismo,della scalata delle grotte ecc… personalmente non mi interessa processare nessuno, ma e’ lampante e molto triste notare che negli ultimi anni in Sardegna tante persone vogliano fare del business facile sfruttando la “scarsa informazione dei vari malcapitati”, giocando con loro sicurezza, in ambienti dove la reversibilità dell’errore e’ minima e spesso fatale.
    Sono fiducioso sull’istituzione di nuove figure come gli accompagnatori di media montagna, figure di cui certamente ha bisogno un territorio con l’insularità e la specificità della Sardegna, allora sicuramente si apriranno scenari professionali interessanti per i vari aspiranti e sono fiducioso sul fatto che in Sardegna ci siano delle persone che potrebbero essere competenti in tal senso; sino ad allora sarà meglio attenersi alla legge onde evitare spiacevoli inconvenienti.
    BUONE SCALATE A TUTTI.
    PRESERVE THE ROCK!!
    FILIPPO.

  13. 6

    Marco, tralasciando il fattore costi che sono pesanti per chiunque, te lo posso assicurare, e che ci vogliono anni ed anni poi per ammortizzare anche per chi opera in ambiente alpino, se dai una letta all’articolo precedente che riguarda le proposte di emendamento alla legge 6/89 vedrai che (ci saranno ancora modifiche specifiche da adottare per tentare di perfezionare al meglio) non ci si è scordati che diverse regioni hanno poco o niente a che fare con tecniche di tipo glaciale e quindi proprio per permettere un inserimento ad Hoc in ogni territorio si è pensato di concordare con le regioni le linee guida specifiche che le riguardano.
    Sul fatto che “la presenza di 5 metri di nevaio da prendere a calci all’attacco sarà fattore dirimente?” beh… se li trovi significa che sei fuori zona visto che appunto la neve non è compresa nei fattori oggettivi di regioni quali la Sardegna.
    In ogni caso per parlare di una regione meridionale e la partecipazione ai corsi formativi di Aspirante Guida e Guida Alpina la Sicilia è presente con diverse Guide Alpine (un ragazzo sta partecipando attualmente ai corsi formativi) e quindi anche la difficoltà di trovare materia glaciale per prepararsi, evidentemente non è poi così limitante visto che di goulottes e cascate di ghiaccio in Sicilia non mi risulta ce ne siano…
    Sta di fatto che diverse capacità che non implicano una conoscenza di attività ampia come quelle della Guida Alpina ma che giustamente devono essere riconosciute ed abilitate nel migliore dei modi sono attualmente in via di inserimento nella legge nazionale , il ché permetterà di sanare una grossa fetta di abusivismo per certi aspetti anche involontario, e di dare possibilità di operare a chi oggi non può farlo ma ne ha le capacità nel suo campo.

  14. 5
    Ivan says:

    Ancora una volta, se mai ce ne fosse stato bisogno, appare evidente che l’obbiettivo di questa campagna mediatica, è l’attacco a una singola persona, nello specifico, Corrado Conca e non, come si voleva far intendere la ferrata.
    Si parla di presunte “indagini sulla ferrata del cabirol” ma ad oggi non risulta esserci alcuna indagine in corso, ma una denuncia di parte che è bel altra cosa.
    Comunque la geografia alle medie l’avevo studiata e non mi risulta che in Sardegna ci siano le Alpi e dacchè ce ne andiamo in giro per la nostra isola, come pastori, escursionisti o guide, delle vostre guide alpine, ne abbiamo sempre fatto volentieri a meno!

  15. 4
    Marco Lanzavecchia says:

    Non so bene come siano messe le cose ma so abbastanza che in Sardegna ed in altre regioni del sud esiste un ampio abusivismo nella professione di guida. Ma allo stesso momento so che il corso guide è discretamente costoso, in relazione ad i proventi che se ne potranno ricavare in regioni dall’economia non particolarmente opulenta. E mi chiedo pure quali sono oggettivamente le possibilità, per un sardo ad esempio, di impratichirsi di tecniche di ghiaccio, misto e sci alpinismo, e poi effettivamente utilizzare le capacità acquisite operando nella sua regione. Forse, anche se non saprei dire come, la figura professionale della guida/accompagnatore retribuito dovrebbe essere ripensata e modulata. Anche se mi rendo perfettamente conto che non è semplice stabilire dei paletti e dei confini. Mettiamo che uno sia abilitato per l’arrampicata su roccia: la presenza di 5 metri di nevaio da prendere a calci all’attacco sarà fattore dirimente? Dall’altra parte si rischia di creare un caos ed una iper regolamentazione “Italian style”. Molto felice che la cosa non mi riguardi in alcun modo.

  16. 3

    Andrea hai ragione! Infatti a mio avviso non si può differenziare la figura, ma crearne una ad Hoc che abbia competenze complete.
    Che vi siano due associazioni che rilasciano brevetti e con modalità differenti, dimostra ancora una volta che la 4/2013 in questo campo non ha fatto altro che arrecare danno viste le specificità delle molte attività outdoor. Come giustamente segnala l’articolo se domani si sognassero di inventare la guida delle dune calabre con la 4/2013 sarebbe possibile ed è evidente che la falla legislativa si non di poco conto.
    Se ci fosse stabilità di governo in Italia la cosa sarebbe probabilmente già risolta da un pezzo ma ti assicuro che malgrado diverse spinte in molti anni, solo oggi si è riusciti e mica tanto facilmente ad ottenere udienza e cominciare a emendare quella legge quadro 6/89 che per ovvi motivi politici (cadde il governo due mesi dopo) non poté essere aggiustata e nacque con diverse lacune.
    Soprattutto nel canyoning, dove come Guide Alpine abbiamo una commissione tecnica che si interessa sia della formazione sia della valutazione ed esperimentazione delle tecniche si deve andare cauti e rendere il più possibile specifica e severa la formazione visto il numero incredibile di incidenti che si registrano ogni anno. Lo dici tu stesso che ci sono associazioni che basta una auto-dichiarazione ed il gioco è fatto… e siccome da quello che scrivi si intende che sei in attività ti renderai conto da solo che non è possibile trovarsi davanti a gruppi accompagnati da gente che nemmeno sa districarsi su di una calata più complessa o ancor peggio che fa tuffare la gente con metodi da suicidio…

  17. 2
    Andrea says:

    Una precisazione riguardo le guide canyon(non mi esprimo sulle altre figure poichè non sono di mia competenza).
    La figura della guida canyon è stata riconosciuta dal MISE grazie all’AIGC(Associazione Nazionale Guide Canyon), regolarmente iscritta all’elenco delle associazioni professionali previsto dalla disciplina (legge n.4/2013) che ha riformato le professioni non organizzate in ordini o collegi.

    I percorsi canyon in Sardegna richiedono tutti l’utilizzo di tecniche specifiche: asserire che per un canyon A1V7 (senza nemmeno prendere in considerazione il grado di difficoltà dell’impegno) sia sufficiente “buttare giù delle comuni doppie” significa non aver chiaro come funionino le tecniche canyon(e comunque si sottovaluta il saper accompagnare con delle comuni doppie). Un percorso dove è sufficiente una doppia potrà essere al massimo gradato A1V1. Già un V2 richiede una gestione di corda non compatibile con una semplice doppia.
    Inoltre sono TANTISSIMI i percorsi canyon sull’isola con scorrimento d’acqua anche importante, soprattutto durante il periodo invernale. Non si può sottovalutare le forre della Sardegna solo perche le si è viste ad Agosto: attenzione che delle vite umane leggono questi articoli! 😀
    I sardi questo l’hanno capito infatti sono diverse le richieste di iscrizione all’AIGC(fermo restando che secondo la legge n.4/2013 chiunque può autodichiararsi guida canyon, pur non dimostrando competenze come invece accadrebbe con il percorso formativo della scuola AIGC).
    Andrea Piallini(Aspirante Guida Canyon AIGC che vive in Sardegna)

  18. 1
    Angelo says:

    Complimenti,bellissimo articolo.Finalmente un po di chiarezza in un argomento fortemente delicato..

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.