Paraloup, la montagna che rinasce

Spessore 3, Impegno 3, Disimpegno 2

Grazie al sostegno di Regione Piemonte, Compagnia di Sanpaolo, Fondazione CRC e Fondazione CRT, la Fondazione Nuto Revelli onlus ha recuperato la Borgata Paraloup, sita a 1360 m sul crinale che divide la valle Stura dalla Val Grana, nel comune di Rittana (CN) e ha concluso i lavori nella primavera 2013. Ora a Paraloup sono presenti e attivi un museo del racconto, una biblioteca-sala convegni, un punto accoglienza e il rifugio Paraloup, dedicato all’accoglienza turistica con due baite rifugio e una baita ristorante, con 40 coperti e una splendida vista sulla valle.

Il progetto, elaborato dagli architetti Daniele Regis, Valeria Cottino, Dario Castellino e Giovanni Barberis, è stato attento ai temi del paesaggio, della storia e della sostenibilità e mira a recuperare l’intera borgata Paraloup, completamente abbandonata da molti decenni che aveva però un importante significato storico e simbolico perché qui, nel 1943, si insediò la prima banda partigiana di Giustizia e Libertà del cuneese, in cui militarono durante la Resistenza importanti capi partigiani fra cui Dante Livio Bianco, Duccio Galimberti, Nuto Revelli, Leo Scamuzzi e Italo Berardengo, destinati a diventare protagonisti della lotta di liberazione, assieme a circa 150 giovani e giovanissimi. Il progetto punta a preservare la memoria storica del luogo, ma anche la cultura montana e contadina che ne ha caratterizzato la vita nei secoli, nel pieno rispetto della realtà territoriale locale, riallacciandosi allo spopolamento della montagna e al Mondo dei vinti di Revelli.
Paraloup è il simbolo di una civiltà perduta, di un rapporto con la natura e l’ambiente distrutto, fatto di fatica e fame e quindi non da rimpiangere, ma che fa parte della nostra storia, da ricordare, con valori e radici da recuperare.

Le case della borgata Paraloup (“difesa dai lupi”, secondo la tradizione popolare locale) sono state ricostruite con un progetto architettonico innovativo, armonicamente inserito nel paesaggio, secondo i principi della Carta internazionale del Restauro, per farne un luogo di memoria viva, un esempio di sviluppo sostenibile.
Paraloup è tornata a vivere perché resa nuovamente abitabile e animata da iniziative di incontro tra tutti coloro che abitano la montagna o semplicemente ne percorrono i sentieri. Sentieri che sono anche sentieri di storia e di libertà.

Il progetto Paraloup intende favorire non solo il restauro architettonico e fisico della borgata, ma anche il suo recupero sociale e produttivo finalizzato alla rivalorizzazione dell’area, dimostrando la sostenibilità economica di un sistema integrato di attività (turistico-culturale, agro-silvo-pastorale, artigiana…) che, a partire dal suo nucleo centrale, si riverberi sull’intero territorio circostante.

Animatrici del rifugio sono Chiara Goletto (che vive a Rittana, è impiegata, e dedica il suo tempo libero e i weekend al rifugio con grinta e caparbietà) e Sara Gorgerino (roerina doc, sognatrice accanita, eccentrica ed avventurosa che ha trovato nel rifugio il suo mondo). Entrambe stanno lavorando con impegno e dedizione affinché Paraloup possa crescere ed essere conosciuta e riconosciuta come un luogo storico ma soprattutto simbolo di rinascita.

Tra le attività proposte regolarmente, sono le passeggiate naturalistiche, le cene a tema, le ciaspolate notturne al chiaro di luna, le attività e laboratori per bambini, le gite a cavallo e le uscite in bici e noleggio fat bike.

La Fondazione Nuto Revelli, sotto la direzione tecnica del prof. Andrea Cavallero della Facoltà di Agraria di Torino, ha avviato, d’intesa con i comuni limitrofi, una mappatura dei terreni confinanti per varare uno dei primi esperimenti italiani di associazione fondiaria. Le associazioni fondiarie sono libere associazioni tra proprietari terrieri in cui il comune si fa garante nei confronti dei proprietari per recuperare e usare al meglio le proprietà abbandonate o mal utilizzate, creando un’unica unità territoriale sufficientemente ampia da poter essere sfruttata per la pastorizia.

Il progetto Paraloup prevede il ricorso a fonti energetiche ecosostenibili.
Un impianto geotermico per il riscaldamento dei locali comuni, un certo numero di pannelli solari, l’uso di isolanti ad alta efficienza nelle pareti degli edifici consentono di impostare una borgata pulita, a basso impatto ambientale ed economicamente autosufficiente. Allo stesso tempo, l’installazione di un ponte per la trasmissione della banda larga internet consente alla borgata di rimanere costantemente connessa e di estendere finalmente il segnale a tutta una parte di valle finora rimasta oscurata.

Già a partire dall’estate 2010, Paraloup ha ospitato una serie di eventi e di manifestazioni culturali di rilievo.
Per esempio, nel luglio 2011, la Fondazione ha ideato e ospitato in borgata il primo Festival Nazionale del Ritorno ai Luoghi Abbandonati, in collaborazione con l’Università della Calabria, le comunità provvisorie dell’Irpinia, il movimento per la ricostruzione dell’Aquila e numerose altre associazioni.

Ancora ad esempio, nel luglio 2012, la Fondazione ha creato la sede, in una baita di Paraloup, del nuovo Laboratorio-Archivio per la Memoria delle Donne.

Altra iniziativa importantissima è stata quella del Festival Frontière, dal 25 al 29 luglio 2018, che ha messo al centro una parola, dalla doppia lettura italiana e francese, che indica un confine: una meta da superare per raggiungere nuove aspirazioni e ideali tra due terre continue: 4 giorni di teatro, musica, incontri, eventi speciali per raccontare i territori e riflettere sulle migrazioni di ieri e di oggi.

Per maggiori informazioni vedi questo pdf di presentazione.

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Paraloup, la montagna che rinasce ultima modifica: 2019-03-18T04:59:38+02:00 da GognaBlog

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