11a edizione del premio Marcello Meroni

Premio Marcello Meroni, 11a edizione: le nomination al vaglio della giuria
di Roberto Serafin

Lettura: spessore-weight(2), impegno-effort(1), disimpegno-entertainment(2)

Ogni anno il Premio Marcello Meroni (www.premiomarcellomeroni.it) porta alla ribalta storie di donne e uomini “comuni ma speciali” per la passione, l’altruismo, la cultura e/o la solidarietà di cui hanno dato prova nel frequentare le terre alte. Quest’anno 26 amici della montagna, due più della precedente edizione, hanno ottenuto la nomination a questo riconoscimento che da undici anni rappresenta un traguardo ambito per chi alla montagna dedica la sua vita o parte della sua esistenza realizzando iniziative o imprese particolarmente originali.

Il riconoscimento viene assegnato dalla Società Escursionisti Milanesi, sezione del Club Alpino Italiano, un sodalizio che nella vita cittadina ha sempre cercato, fin dalla sua nascita alla fine dell’Ottocento, di offrire attraverso la montagna risposte ai bisogni sociali. Alla giuria va il compito di scegliere i quattro vincitori per le categorie Ambiente, Alpinismo, Solidarietà, Cultura con la possibilità di assegnare anche un premio speciale. Ma per conoscere i nomi di questi benemeriti occorre aspettare la cerimonia della premiazione in programma a Milano il 30 novembre 2018, con inizio alle ore 20, nell’Aula magna dell’Università degli Studi, in via Festa del Perdono: un evento gratuito e aperto a tutta la cittadinanza dove è previsto che anche il pubblico possa scegliere il suo beniamino.

Marcello Meroni

Volendo procedere in ordine alfabetico, la serie dei candidati si dovrebbe aprire con Francesco Bevilacqua la cui grande passione, a quanto dichiara nella presentazione della candidatura, è “perdersi per monti e valli della Calabria”. Autore di 13 libri dedicati alla scoperta della sua regione, Bevilacqua si definisce “cercatore di luoghi perduti” e si ritiene un profeta di un tipo di turismo, peraltro molto attuale e in sintonia con questi tempi difficili, che definisce “viaggiar restando”. Alla promozione del proprio territorio, in questo caso nel Friuli Venezia Giulia, si dedica anche Alessandro Cella dedicandosi assiduamente al ripristino di vecchi sentieri e mulattiere. A sua volta il valtellinese Giuseppe Cola, operaio dell’azienda Levissima in Valfurva, si segnala per due attività legate al territorio: il monitoraggio dei ghiacciai sofferenti nel quadro di operatività del Gruppo Glaciologia) Lombardo e la scoperta d’interessanti incisioni rupestri, hi entrambi i casi Cola mette a frutto conoscenze appassionatamente acquisite “in interminabili nottate passate sui libri”. La tutela e la valorizzazione dei territorio è all’origine della candidatura di Marco Guerrini, sindaco di Carrega Ligure, che da anni si batte per creare un parco regionale in questa montagna piemontese in fase di spopolamento. A sua volta l’Associazione Monte di Brianza dopo anni di battaglie ha finalmente realizzato un “corridoio ecologico” tra il parco regionale di Montevecchia e della valle del Curone e il parco del monte Barro coinvolgendo la popolazione con varie iniziative. Alla Majella e alla relativa tutela ha dedicato la sua attività di volontariato Mario Pellegrini che ha fatto parte a lungo della Commissione per la tutela dell’ambiente montano del CAI. Omar Gubella, volontario del Soccorso alpino e soccorritore sulle piste di sci dal 2017, precisa invece di attivarsi come “ambassador” per la diffusione turistica delle sue montagne nel Veneto Friuli Venezia Giulia. Alla valorizzazione delle attrattive sotterranee della Valseriana, nella Bergamasca, si dedica da tempo il Gruppo Speleo Valseriana Talpe di Ponte Nossa (BG). Giuseppe Rinaldi di Bergamo coltiva poi il progetto di realizzare un DVD didattico su un possibile Grand Trail Grande Guerra.

In un campo più specificamente ambientale, da segnalare la candidatura di ERSAF Lombardia con il Camminaforeste: 42 tappe attraverso 20 foreste regionali, mille chilometri da percorrere a piedi o in bici per scoprire luoghi meravigliosi a poca distanza da casa. Quasi 700 camminatori hanno partecipato all’iniziativa che comprendeva più di cento eventi locali di arte, spettacolo, conoscenza dell’ambiente. Esemplare, sempre in Lombardia, è anche l’attività del Gruppo Glaciologico Lombardo che da 25 anni svolge attività di ricerca e monitoraggio sui ghiacciai della regione organizzando corsi di formazione, incontri didattici nelle scuole e molto altro ancora. Nell’estate 2018 il gruppo ha dato vita a un progetto scientifico/umanitario in Bolivia in collaborazione con il Politecnico di Milano e l’Università di la Paz, con la formazione in loco di operatori glaciologia boliviani.

Decisamente originale anche il progetto Ghiaccio fragile ideato e coordinato dal torinese Giovanni Boschis il cui impegno consiste nel promuovere conoscenza e consapevolezza degli effetti del cambiamento climatico tramite azioni educative che comprendono un corso di formazione per studenti delle scuole medie e superiori e un premio letterario con la collaborazione del quotidiano La Stampa e del Museo Nazionale della Montagna. Hanno finora partecipato al progetto 971 alunni e 44 insegnanti di cinque scuole piemontesi.

Nel campo della cultura, in lizza per il Meroni sono il Coro Capitano Grandi formato da ragazzi delle facoltà scientifiche dell’Università degli Studi di Milano e Davide Sapienza, singolare figura di scrittore e animatore culturale che conduce cammini letterari alla scoperta del territorio e da quattro anni nelle pagine bergamasche del Corriere della Sera cura la rubrica Sentieri d’autore per la riscoperta e la valorizzazione del paesaggio delle Alpi Orobie. Nell’area del sociale e della solidarietà si registra un notevole affollamento di benemeriti candidati. A cominciare per ragioni di età dall’ottantasettenne cavalier Angiolino Binelli, tra i padri del Soccorso alpino nelle Alpi, per 27 anni attivissimo soccorritore a Pinzolo, dal ’72 artefice della Targa d’Argento della Solidarietà Alpina rivolta non solo a chi ha dedicato la vita al Soccorso alpino ma anche a coloro che si sono distinti in rischiosi salvataggi di vite umane.

Notevole l’attività del Gruppo Montagnaterapia del CAI Parma guidato dal medico Gianluca Giovanardi, presidente della locale sezione del CAI, con 41 volontari e 8 sanitari che accompagnano nelle escursioni anche di più giorni i ricoverati di un centro di salute mentale. Montagnaterapia a tutto campo anche nella Comunità il Mulino che ha sede alle porte di Milano e sta sperimentando il modulo In su, in sé, insieme per condividere la montagna “in una situazione di rete tra servizi dell’area dipendenza e delle disabilità fisiche e psichiche”.

Una ragazza milanese, Miriam Campoleoni, volontaria in Bolivia, si candida con il progetto di inclusione sociale Breathing New Life. Dal 2016 va poi segnalato il progetto Cuori in movimento che opera a favore delle scuole di Namche Bazar colpite dal disastroso terremoto del Nepal: tra le proposte un libro di testimonianze con la prefazione di Erri de Luca. Nell’area della solidarietà s’iscrive anche Giancarlo Sardini, volontario dell’Operazione Mato Grosso, che in Perù ha fondato la Scuola delle guide andine e il Centro di andinismo dedicato a Renato Casarotto. Nelle Orobie opera infine Silvio Calvi, ingegnere bergamasco che 12 anni fa subì un trapianto di fegato e oggi si dedica al progetto A spasso con Luisa consistente nell’accompagnare in montagna decine di trapiantati: attività che non impedisce a Calvi di seguire in Caucaso progetti di tutela del patrimonio architettonico. L’alpinismo è forse l’area del Premio Marcello Meroni dove le motivazioni più differiscono sia pure nel segno di una comune passione. Ha sicuramente spostato parecchio in alto l’assicella il veronese Nicola Tondini, istruttore nazionale delle guide alpine, ingegnere gestionale: non solo per avere aperto 30 vie nuove estreme di spirito moderno ma per avere proposto nella scalata alla Cima Scotoni, nelle Tofane, un modo nuovo di concepire le “direttissime” salendo già nella prima fase di apertura tutti i passaggi in arrampicata libera senza forzarne alcuno in artificiale: convinto che solo adottando questa particolare etica si riescano a vivere ancora grandi avventure sulle pareti delle Alpi.

Tutta rivolta alla formazione degli alpinisti del futuro è invece l’originale attività della Ragni di Lecco Academy, un percorso di formazione teorica e pratica nel quale i giovani hanno la possibilità di rapportarsi direttamente e di scalare in cordata con  migliori alpinisti del gruppo attualmente in attività.

Ad aspirare legittimamente al Premio Marcello Meroni per l’alpinismo è Diego Filippi, accademico e guida alpina che ha aperto 100 nuovi itinerari e pubblicato sei documentate guide di arrampicata. Ma assai quotate sono le azioni anche del legnanese Walter Polidori istruttore nazionale di Alpinismo e direttore della prestigiosa Scuola “Guido della Torre”, considerato un punto di riferimento e di ispirazione per molti giovani alpinisti.

Di tutt’altro tipo, per concludere, sono le scalate di Fabrizio Papini. Come documenta un video di Tommaso Pini, Papini è diventato un infaticabile camminatore dopo che i medici gli hanno diagnosticato un inguaribile linfoma di Hodkin. E non è difficile prevedere che la sua volontà di rimettersi fino all’ultimo in gioco possa fare breccia sulla giuria chiamata a districare una matassa piuttosto aggrovigliata: ne fanno parte Daniela Donizetti, Tiziano Bresciani, Roberto Crespi, Nicla Diomede, Franco Meroni, Marco Albino Ferrari,  Alessandro Gogna, Giacomo Galli, Antonio Colombo e Gian Battista Bischetti.

 

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11a edizione del premio Marcello Meroni ultima modifica: 2018-11-28T05:24:02+02:00 da GognaBlog

1 commento su “11a edizione del premio Marcello Meroni”

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    Angelo Brega says:

    Bene, sono contento che anche gruppi che praticano la montagnaterapia siano stati premiati, credo sia un riconoscimento meritato. Vorrei inoltre aggiungere che la macrozona di montagnaterapia dell’Emilia Romagna, con la sua referente Donatella Rizzi, si è impegnata a organizzare nel 2020 il settimo convegno nazionale proprio a Parma. Sarà un momento sicuramente importante per la crescita del movimento; intanto inviterei chi fosse interessato alla montagnaterapia a consultare il sito http://www.sollevamenti.org, dove si possono trovare molte informazioni sull’argomento.

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