Infrastrutture e croci sulle vette

Infrastrutture e croci sulle vette
documento di Mountain Wilderness (2013)

Mountain Wilderness, allarmata dalla sempre più invadente presenza di croci ed altri simboli, per lo più religiosi, ma non solo, sulle vette italiane, ha proposto alle associazioni consorelle di sottoscrivere il presente documento al fine di presentarlo alla stampa nazionale e agli organismi istituzionali preposti alla valutazione dei contenuti riportati. E’ di grande rilievo segnalare che la stessa posizione enunciata nel documento è stata assunta pubblicamente dalla Commissione Pastorale del Vescovado di Trento.

Infrastrutture e croci sulle vette
Documento del mondo alpinistico ed escursionistico rivolto agli enti pubblici.

Da alcuni decenni, e in questi ultimi anni con sempre maggiore frequenza, il tradizionale uso di segnalare con una modesta croce il culmine delle montagne ha assunto un carattere sempre più vistoso e autoreferenziale, allontanandosi dal significato originario al punto da destare ragionevoli perplessità. Su creste, pendici e vette sorgono ovunque ingombranti strutture di diverso tipo, da quelle tecnologiche a quelle più dichiaratamente simboliche, portatrici di messaggi storici, religiosi, artistici o fantastici. La montagna viene usata come palcoscenico di ambizioni personali o di gruppo, per imporre aggressivamente convinzioni religiose, marcare il territorio con un proprio segno inconfondibile, o per costruire business. Qui non stiamo parlando di strutture tecnologiche, siano queste rivolte all’ospitalità e al turismo, o alla produzione di energia, o alle trasmissioni via etere, per le quali sarebbe necessario un discorso diverso e più complesso.

Ci limitiamo a chiedere l’attenzione delle amministrazioni e degli enti pubblici, così come delle associazioni alpinistiche e escursionistiche, sull’opportunità di giungere a regolare, nel rispetto dei luoghi e delle diverse sensibilità dei loro frequentatori, la installazione di croci gigantesche (anche illuminate di notte), di crocifissi, di statue di madonne e di santi, di altarini in ricordo di defunti, ovvero di opere artistiche di carattere profano.

La croce di vetta sull’Ortles crollata il 2 settembre 2012
Infrastrutture-croci-croce1
Ormai non si occupano solo le vette più significative. Questa discutibile abitudine sta tracimando su ogni cima, purché visibile dal fondovalle, e sta insidiando l’integrità naturale di crinali magari poco battuti ma reputati favorevoli alla promozione turistica del luogo. E’ sufficiente che singole associazioni o perfino singoli personaggi chiedano l’autorizzazione e ogni cosa viene concessa, spesso a prescindere dai valori qualitativi dell’opera, dall’impatto paesaggistico e ambientale, dai negativi risvolti psicologici, etici e culturali che il progetto porterà come conseguenza, una volta realizzato. Ciò purtroppo avviene anche all’interno di aree particolarmente delicate e tutelate da disposizioni nazionali e internazionali, come parchi naturali e riserve, siti SIC e ZPS. Basti pensare al dinosauro (di tre metri x sei) spuntato sulla cresta del Pelmo, montagna dolomitica inserita nei Monumenti del Mondo dell’UNESCO. Ai frequentatori viene di fatto negata la possibilità di attribuire liberamente alle loro esperienze in natura i valori interiori che sentono più affini, sopraffatti come sono dalla aggressività monocorde di tali installazioni, le quali, a nostro avviso, privatizzano e ipotecano indebitamente il “senso” di un bene comune. Siamo convinti che le montagne non abbiano bisogno di crocifissi e madonne per invitarci a pregare. Si può trovare la propria silenziosa preghiera anche appoggiandosi a un sasso, o indugiando ad ammirare la torsione di un larice, o i riflessi del tramonto sui rami di un pino mugo, o riflettendo sulle sofferenze della prima guerra mondiale, o ricordando il sorriso di amici scomparsi con cui un tempo si erano frequentati quegli stessi luoghi, o semplicemente concentrandosi sul ritmo del proprio respiro.

Il rapporto spirituale degli esseri umani con gli spazi incontaminati della montagna non viene mai arricchito da strutture artificiali che tendono ad orientarne in una direzione o in un’altra il significato.

Le associazioni firmatarie di questo documento chiedono alle amministrazioni pubbliche, a partire dal profilo governativo nazionale per raggiungere le Regioni ed i Comuni, alle singole associazioni, di riportare sulle montagne la sobrietà di un tempo, evitando che questi ultimi regni della libertà continuino ad essere colonizzati e manipolati da chi pretende, attraverso tali mezzi invadenti, di imporre a tutti le proprie opinioni, anche estetiche.

Riteniamo sia necessario tutelare in modo deciso, attraverso uno specifico e preciso vincolo, tutte le aree protette, nazionali e regionali, le aree SIC e ZPS, i biotopi, le zone monumentali che sono state teatro di guerra, le infrastrutturazioni storiche quali mulattiere per transumanze e trincee.

Riteniamo sia necessario, anche in aree non tutelate, chiedere ed eventualmente imporre alle associazioni e alle organizzazioni di promozione turistica la massima sobrietà nella apposizione di simboli religiosi e artistici in montagna e sulle aree pascolive e che tali strutture vengano sottoposte a una precisa regolamentazione e normativa urbanistica.

Riteniamo necessario chiedere una revisione e una rimozione di tante opere imposte alle vette, opere sovradimensionate e ingiustificabili che incidono in modo negativo sulla percezione del paesaggio montano nazionale.

Auspichiamo che le varie associazioni alle quali fanno riferimento i frequentatori delle nostre montagne, elaborino quanto prima, di comune accordo e senza ambiguità, un vincolante codice di comportamento per quel che riguarda il problema che ci ha spinti a elaborare il presente documento.

Associazione proponente Mountain Wilderness Italia
Aderiscono e sostengono la proposta: WWF Italia, Pro Natura, Amici della Terra, Comitato per la Bellezza, Italia Nostra, Altura, Comitato Nazionale per il Paesaggio.

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Infrastrutture e croci sulle vette ultima modifica: 2015-05-27T07:00:21+02:00 da GognaBlog

63 pensieri su “Infrastrutture e croci sulle vette”

  1. 63
    Roberto says:

    La posizione che esprime Giando mi sembra semplicemente ragionevole e di buon senso! assunta oltretutto da una persona che si dichiara non cattolico, quindi in un certo senso piu “credibile” rispetto a me che cattolico lo sono e rischio di aver una visone “affettiva” verso la religione cattolica e quindi ai suoi simboli e richiami. A me la fede (nonostante tutti i dubbi, le debolezze e i limiti che ho, che avrò e che tutti in un certo senso hanno) ha cambiato la vita; ed è, essa stessa, un “luogo” di libertà un po come la montagna per Marcello e moltri altri (anche per me! quindi lo capisco su questo!); capisco che per molti sia una cosa difficile da compredere, ma io faccio questa esperienza!
    In ogni caso, ribadisco, questa in discussione non è una questione di fede ma di buon senso!

  2. 62
    GIANDO says:

    Caro Stefano, prima di tentare di farmi un’idea riguardo alle cose cerco sempre di ascoltare le varie campane. Non sono uno che si schiera a prescindere anche perché, a livello storico, la contestualizzazione degli eventi è fondamentale per una più chiara comprensione di quanto avvenuto. Ciò che contesto è la sicurezza con cui citi numeri sui quali il dibattito è particolarmente acceso e riguardo ai quali non vi è certezza alcuna.
    Infine non mettermi in bocca parole che non ho pronunciato. Il rispetto della vita col concetto d’integralismo da me espresso non c’entra assolutamente nulla. Ho semplicemente detto, e lo sottoscrivo, che il non volere nessun manufatto religioso o laico sulle cime delle montagne o il volercelo a tutti i costi è sinonimo d’integralismo perché equivale ad avere una visione a senso unico e poco rispettosa della sensibilità altrui.
    Vi sono croci, statue, simboli, bandierine e quant’altro che possono essere posizionate perchè non inquinano il paesaggio, nemmeno da un punto di vista estetico, ed altre tipologie di manufatti che invece equivalgono ad un pugno nello stomaco. Se lo si vuole capire bene, in caso contrario significa che si è deciso di sposare un’ideologia o, peggio ancora, che ci si è magari lucrato sopra.

  3. 61

    Giando, anche sapere che c’è stata la Shoah e l’olocausto in genere per milioni di persone non è il mio mestiere? Anche sapere che in Viet-Nam ciò che fu definito intervento di polizia fu invece un’aggressione, combattuta con mezzi che fanno accaponare la pelle (oltre a bruciarla col Napalm)? Anche sapere che la Mafia è criminale?
    Potrei continuare a lungo…
    L’ho scritto che erano alcuni spunti e basta in quanto non è il luogo adatto a questo tipo di discussioni, quindi è logico che possa apparire un minestrone, cambia la sostanza? Non credo proprio…!
    Non è necessario essere storici ufficiali o ricercatori di chissà quale tipologia per sapere che sono accadute delle cose… non sono stati milioni i morti (su cinque secoli di storia a quei ritmi altro che milioni…)? Anche soltanto 7 (per la legge italiana) sono STRAGE!
    Se tu sei disposto a valutare che sia un sacrificio ammissibile per me non lo è, e se vuoi dirmi che sono integralista perché rispetto la vita e non la toglierei a nessuno, allora lo sono eccome!

  4. 60
    adriano campardo says:

    Sono perfettamente d’accordo con l’ ultimo intervento di Marcello Cominetti, direi che ha scritto l’ essenziale, nulla da aggiungere.
    Se non che io invece sono un turista e non una guida, ma ciò non cambia il sentire comune verso la montagna.

  5. 59
    Benassi Alberto says:

    Sono d’accordo con Giando. Non si deve cadere nell’integralismo sia cristiano, laico, mussulmano o comunque di qualsiasi altra fede.

    Siamo tutti cittadini del mondo. Ognuno con la sua fede e la sua cultura. Le diversità sono un valore.

    Ci vuole rispetto per tutti ma sopratutto per la montagna, per l’ambiente che non è e non deve essere seconda a nessuno.

    Noi siamo ospiti non padroni!

  6. 58
    GIANDO says:

    Ringrazio Stefano per l’analisi sulle stragi perpetrate dalla Chiesa nel corso dei secoli ma lo invito caldamente a continuare ad occuparsi di alpinismo, che è il suo mestiere, e di lasciar perdere le questioni storiche in quanto ha buttato nel calderone di tutto e di più. Io non mi ritengo assolutamente cattolico ma ribadisco che la storia dei milioni di morti (perché Stefano ha parlato di milioni non di migliaia) per colpa dell’inquisizione è una BUFALA!
    Per il resto o si comprende che il problema risiede nelle MOTIVAZIONI con cui si fanno le cose oppure si è INTEGRALISTI, sia che la si veda in un modo sia che la si veda nell’altro. Prendere coscienza del fatto che c’è una bella differenza fra una croce-traliccio in ferro di 15 metri ed un qualsiasi simbolo religioso-laico in legno di un metro scarso, è già un notevole passo avanti per una pacifica condivisione dell’ambiente in cui viviamo. Se poi qualcuno ne vuole fare una questione puramente ideologica significa che non ha niente di meglio a cui pensare.
    Buona giornata.

  7. 57

    Io non sono un turista, in montagna ci vivo. sono una guida e amo la natura senza tutti gli orpelli che gli umani ci hanno voluto attaccare nei millenni. Inclusi funivie, spit, cavi, tralicci, leggi, simboli e croci. La amo e basta, come amo i miei figli e mia moglie. Credo nella libertà e sono pragmatico, non credente (perché libero) e rispetto tutti quelli che non invadono la mia libertà. Visito chiese, moschee, monasteri, stupa, chorten e ho amici di tutte le religioni, perché rispetto persone e idee.
    Perbenisti, benpensanti, bigotti, berlusconiani e salvinisti credo esistano perché troppe persone curano il loro giardinetto e nulla più. Non sanno guardare oltre o ne hanno paura (sentimento più che giustificato, ma da me non provato né condiviso), leggono poco, non ascoltano buona musica e probabilmente non apprezzano la pioggia.
    Il punto è la base di partenza. Se provate a guardare lontano, le croci diventano briciole di polvere.

  8. 56
    roberto says:

    Grazie per l accurata documentazione che riporti; si potrebbe approfondire ma come tu dici non qui se mai per inirizzi mail solo due cose:
    1) gran parte delle vittime dell inquisizione era gente che con problemi religiosi non c entrtava niente ma si prendeva la scusa per…non che questo fosse giusto per carità!ma bisogna pensare che allora potere temporale e religioso erano molto collegati e intrecciati e quando si voleva incastrare qualcuno per qualsiasi motivo lo si accusava di eresia, era una comoda scappatoia.
    2) i numeri che tu riporti sono in realtà molto contestati e dibattuti ancora oggi, non è oro colato!
    3) molto più sicuri sono invece i numeri del genocidio degli armeni da parte dei turchi anche perché questa è storia relativamente recente: olte un milione di morti!
    4) incerti sono invece i numeri dei cristiani e non solo cristiani massacrati in questo periodo dai fondamentalisti islamici e non, colpevoli solo del fatto di essere cristiani; ne fanno ORA e non 700 anni fa la religione più perseguitata del mondo!
    Quindi ti garantisco che la mia coscienza è assolutamente a posto almeno su questo , e chiunque in nome di qualunque religione, anche cattolica, abbia commesso un crimine se la vedrà personalmente con il Buon Dio!

  9. 55

    Non è questo blog né tantomeno questo articolo, il luogo adatto a discutere e riportare ovviamente documentazioni relative a fatti storici di crimini contro l’umanità. Questo è un blog dove si parla di montagna.
    Credo però che un appunto, al quale non seguirà un mio secondo intervento per i motivi sopra esposti (la mia mail è rilevabile dal link e quindi chi vuole avrà di che saziarsi di verità documentali, se ne avesse desiderio e me lo chiedesse tramite appunto la posta elettronica),sia a questo punto dovuto anche per rendere onore a quei disgraziati che ebbero soltanto la colpa di vivere in un periodo di depravazione intenta al governo totalizzante da parte di chi si professava buono e puro!
    L’Inquisizione – Atti del Simposio Internazionale edito nella collana “Studi e Testi” dalla Biblioteca Apostolica Vaticana nel 2003, raccoglie ciò che secondo la chiesa cattolica è stato il risultato dell’inquisizione: 99 vittime dal 1275 (primo processo per stregoneria al 1775 (ultimo processo noto).
    5 secoli di storia che iniziano però ben prima, col Concilio di Verona del 1184 tenuto da Leone III.
    Inizialmente venivano giustiziati gli eretici poi dal 1275, appunto, la situaizone assunse la forma di caccia alle streghe, definizione che non aveva più connotazione diversa tra: eretici (contestatori della chiesa cattolica, sette antiche o credenti di altre religioni), omosessuali, donne (soprattutto) e uomini accusati di pratiche stregonesche e diaboliche.
    Già prima però furono perseguitati Catari e Valdesi (alcuni ceppi si trovano ancora nel nostro Paese tra i monti dove si rifugiarono allora per scappare alla persecuzione). Nel 1209 il 22 luglio a Beziers vennero trucidati su ordine di Papa Innocenzo III una cifra di persone che si aggira intorno ai 150000 soggetti (Archives départementales de l’Hérault, 1209 : le sac de Béziers vu par ses contemporains, dossier préparé par Damien Vaisse, Montpellier, Conseil général de l’Hérault, 2009, 12 p., ill. (édition des témoignages du XIIIe siècle sur le sac de Béziers). Ha ben da scrivere minchiate grossolane Vittorio Messori sul Corriere della sera il 31 gennaio 2007 per tentare di negare e revisionare documentazioni storiche ufficiali…
    Sull’inquisizione spagnola esiste (ho la copia di alcune pagine) un documento del 1559 e quindi già tre secoli dopo i primi processi che videro torture e omicidi di massa e singoli, il quale riporta un processo (uno solo eh… non tutti i processi…!) dove a Valladolid, in Spagna, 15 luterani (fra cui vari sacerdoti) vengono “abbrusciati nelle fiamme del rogo e i loro beni confiscati”.
    Decine di altre persone, che sotto tortura hanno “accettato” la forzata riconversione al cattolicesimo, ottengono il carcere a vita in luogo della pena di morte, e la confisca dei beni. La lista dei condannati corolla l’atto.
    Como con la sua documentata strage (tra i tanti documenti: Storia di Como di Maurizio Monti edito nel 1829 e ristampato poi diverse volte fino al 1975) perpetrata per diversi anni (in un solo anno risutlano trecento vittime di pubblici abbruciamenti!!!), la Valtellina, la Val di Fassa e solo per parlare di montagne e di montagne a noi note…, senza considerare che solo in Polonia nel Seicento, quindi cento anni, furono arse vive 10000 persone!
    Una piccola parte degli archivi inquisitori che furono sequestrati in gran parte da Napoleone e si trovano a Parigi (gli altri, molti volumi, andarono persi o distrutti in diverse epoche).
    Per avere un’idea delle proporzioni di quella macchina infernale, basta ricordare che solo a Palermo lavoravano nel tribunale inquisitorio 25.000 persone! Risulta (sempre dati della Santa Sede) che le sentenze capitali eseguite a Roma dal 1500 al 1730 furono “solo” 128. Ma questi dati sono stati ottenuti da 11 dei 39 registri originari (glialtri sono scomparsi), quindi con una semplice proporzione si può pensare che le esecuzioni furono come minimo 453…!!!
    Basta così!
    Almeno per me che leggo e non tento di rivisitare la storia davanti a documentazioni ufficiali…
    Buona coscienza!

  10. 54
    Roberto says:

    Stefano, ma vedi che invece tenti TU di imporre la TUA verità!!?? dici “Le spittature selvagge non mi piacciono ma non intaccano in alcun modo né la mia né l’altrui sensibilità” ma che ne sai??! ma perchè parli a titolo di tutti??! A ME INVECE DANNO FASTIDIO, VA BENE?! (e non solo a me!!) alcune ferrate visibili da centiania di metri poi ancora di più! Mica ho detto poi che le funivie le hanno costruite le guide, ho detto che le usano ANCHE molte guide! (cmq ti assicuro che non ce l’ho con tutta la categoria tout court).
    Per quanto riguarda in presente documento l’ho già detto quel che penso io: va bene magari limitare le dimensioni di questi simboli e prestare maggior attenzione ai posti in cui vengono collocati (una maggiore attenzione dell’amministazione locale al progetto, alla motivazione e al luogo); per esempio sono io il primo a dirti che quella “struttura” (a chiamarlo Crocefisso ce ne vuole) che è caduta credo nel bresciano addosso a un ragazzo, uccidendolo, era veramente brutta, proprio per com’era stata progettata e costruita e, da credente, la reputo talmente pacchiana che era quasi un insulto alla mia religione. Non sono ovviamnete d’accordo a togliere tutto o a “revisionare” l’esistente (a meno che non sia oggettivamente pericoloso o instabile).
    P.S. anche se non c’entra col contenuto del blog approfondisci quello che ti ha suggerito GIANDO, io ho letto molto in materia e ho scoperto cose moto interessanti…

  11. 53
    GIANDO says:

    Stefano, un solo appunto che non c’entra nulla con l’argomento in oggetto. La storia dei milioni di morti per colpa dell’inquisizione è una delle tante “bufale” in circolazione. Tu citi statistiche ufficiali (quali?) ma ti consiglio di parlarne con qualsiasi storico serio, credente o meno, e vedrai cosa ti racconta.
    Certo di morti ce ne sono stati, e con questo non voglio giustificare nessuno, però cerchiamo sempre di approfondire le verità storiche con chi, quotidianamente, si confronta con esse.

  12. 52

    Le spittature selvagge non mi piacciono ma non intaccano in alcun modo né la mia né l’altrui sensibilità, possono essere utilizzati da chiunque e a chi non si attacca ad una parete non possono dar fastidio perché nemmeno li vede, le croci invece sì:
    Le funivie del monte bianco, come tutti gli impianti a fune sono impattanti non poco e lo scrivo da sempre che sono il problema più grosso dell’antropizzazione selvaggia, non è un problema da poco e non è (come si è già visto) un problema facilmente risolvibille per diversi motivi di interesse economico.
    Chiodi e spit li mettono gli alpinisti per compiere lo loro salite, se una piccola parte di questi sono Guide (ovvio mi sembra) non significa che le Alpi siano state chiodate delle Guide stesse. Identica situazione per gli impianti funiviari (imputarli alle guide poi, ci vuole molta fantasia…)…
    Potrei pateticamente risponderti usando il tuo stesso linguaggio, ” ci sono un sacco di pareti senza niente quindi no problem… se ti da cosi fastidio la visone di spit e chiodi…hai solo l’imbarazzo della scelta!”, ma siccome quel RISPETTO che invochi e pretendi dagli altri non va confuso con quell’ipocrita politically correct che imputi, sempre agli altri,ma tenti di usare piuttosto palesemente, non lo farò e se t’avanza qualcosa da dire in proposito ti invito a cercare qui sul blog oppure se preferisci in altri forum, argomenti sulle questioni che hai menzionato dove potrai dire la tua. Qui però l’argomento è quel documento di MW (ci sono pure i cattolici dentro all’organizzazione eh…) in discussione e ciò che significa per diversi motivi la posa di croci ed altre amenità sulle cime montane.
    Sei fuori luogo colle tue arringhe.

  13. 51
    roberto says:

    Stefano ho visto ultimamente un sacco di cime con su le banferrate un Ta anche qui sulle Alpi, se vuoi ti dico pure i nomi delle cime, tante per es. nel gruppo Ortles-Cevedale ma anche altrove e magari collocate proprio sulle croci. A me non danno fastidio e cmq, ripeto, il fatto di collocare simboli sacri/religiosi è consuetudine anche antecedente alla religione cattolica.
    iniziamo allora a togliere anche tutti gli spit o i chiodi o vie ferrate che voi guide avete messo per portare i vostri clienti in montagna, trasformando a volte certi itinerari in luna park…a me danno fastidio questi molto più delle croci..de gustibus! quelli però vi fanno comodo eh? come anche le funivie per es del monte bianco che servono anche alle guide per portar clienti già in quota e che sono un pugno nell occhio vero, altro che croci!
    Quando avremo tolto tutto cio allora potremo riparlarne, invece che rompere le palle, uso tuo stesso Linguaggio, con le croci…un po di coerenza, please!

  14. 50

    “Caro” Roberto io non ho mai distrutto proprio niente ma questo non significa che debba tollerare chi impone in maniera violenta le sue idee. Violenta perché le cime dei monti fino a prova contraria sono di tutti e solo voi cattolici (parlo in Italia ovviamente visto che siamo su di un blog italiano e viviamo in questo Paese non in Tibet) le imbrattate ed occupate coi vostri idoli e feticci (l’idolatria ed il feticismo non erano condannati dalla chiesa?).Se piazzassero le mezze lune turche, i Buddah (quello sul Badile era provocatoriio ed ha assolto alla sua funzione come si è visto…) m’incazzerei allo stesso modo.
    L’ISIS sta distruggendo pezzi di storia millenaria e non quattro idoli messi dalle parrocchie negli ultimi anni che di storia hanno solo quella di chi li ha portati lassù!!!
    Quindi non venire a parlarmi di rispetto, che i primi a non averne siete proprio voi, ostentatori della VOSTRA fede,che arrogantemente vi appropriate del suolo pubblico (questo è la cima di un monte!), fedeli soprattutto al vostro bigottismo!!!

  15. 49
    roberto says:

    Stefano, nessun commento! il tuo post si commenta da se!! …che dire …ti meriti l’ISIS!!
    Ma cosa vi fanno a voi guide, un modulo di ateismo pratico e di anti cattolicesimo?

    Alla faccia del rispetto e della tolleranza! vi siete smascherati!!…siete come i talebani che vanno a distruggere i simboli sacri degli altri come anche stanno facendo in questi giorni!

  16. 48

    Ma che palle!!!
    Dopo un’inquisizione che ha fatto (statistiche ufficiali non quelle di qualcuno che vorrebbe sminuire come già putroppo ho dovuto leggere nei commenti di altro post da grandi difensori della fede che però contestano l”integralismo di altre confessioni…) milioni di morti, dopo i preti pedofili, dopo lo IOR,dopo i preti fascisti e collaborazionisti di dittatori tipo Pinochet, dopo altre mille nefandezze della chiesuccia cattolica c’è cancora chi la difende nel suoi tentativi di colonizzare il pianeta? Ma che popolo di pecore gli italioti…!
    E se qualcuno dice che bestemmio… ha ragione! Chissenefrega (tutto attaccato per diversificarlo da quello fascista)!
    Marcello Cominetti ha tutto il mio appoggio in quello che espone ( se non si fosse capito).
    Piazzate le vostre croci a casa vostra, nel vostro soggiornetto curatino e pieno di idolatri…!
    Fatevi la vostra famigliola che sorride serena e nel frattempo la moglie si fa visitare intimamente dagli amici mentre il marito visita le signore col copertone sulla statale e non rompete gli zebedei!
    Croci ed affini hanno rotto ben più di Heliski e piste varie sono il peggio del peggio dell’arroganza e non tentate di mascherarle sotto il falso e squallido tema della tradizione perché altrimenti per tradizione in italia le streghe per 400 anni sono state briuciate sul rogo e le streghe erano solo le fantasie malate e sete di potere di pervertiti che vestivano i scacri paramenti!
    Datevi una sveglia perché gente che ha distrutto questo paese e ve l’ha messo in quel posto col discorso della cultura religiosa e della difesa della tradizione ne abbiam vista parecchia e la vediamo ancora…
    Ed almeno un po’ mi sono sfogato!
    Ora via alle danze macabre dei bacia pile!
    Pape satan pape satan aleppe!

  17. 47
    Luca Visentini says:

    No Blitz, non sono i verniciatori ma richieste che vengono comunque da fuori, a cominciare da quanti hanno perso un amico o un parente, amante della montagna, e vogliano lì ricordarlo, con lapidi o croci.
    Per il resto sono d’accordo con te. Ciao!

  18. 46
    Blitz says:

    Luca, probabilmente potrò sembrare in controsenso con quanto scrivevo prima, invece ti dico che a Claut hanno pienamente ragione, perché il motivo ti tutto questo gran questionare su croci si / croci no è proprio la bolgia impazzita di croci e altro poste negli ultimi decenni, prima c’erano, erano quelle poche E PICCOLE messe dai valligiani, poi quando mettere croci, da atto di devozione dei valligiani, è diventato uno “sport” ed è partita la gara a “chi ce l’ ha piú lungo” (ovvero chi ne mette di piú / chi la mette piú grande) ovviamente qualcuno ha GIUSTAMENTE iniziato a storcere il naso…
    .
    È un po’ come la questione delle ferrate: una volta, quando c’erano quelle storiche, attrezzate con logica, senza passaggi scimmieschi fini a sè stessi, e che costituivano parte di un itinerario di ampio respiro, più di tanto non davano fastidio; adesso che c’è una proliferazione selvaggia (vedi anche l’ ultimo abominio sulle Tofane) quasi schifano anche a me che le ho sempre percorse con piacere (ovviamente parlo di quelle “classiche”)
    .
    PS quando dici “E non avete idea di quante richieste arrivano, per non dire di chi lo fa di nascosto” sarà mica l’ imbrattatore selvaggio che si è convertito a piantare croci ad ogni angolo??

  19. 45
    Luca Visentini says:

    Il Comune e il CAI di Claut, per esempio – mica mollaccioni di città eh, gente di montagna tra l’altro devota e padrone a casa propria come vorrebbero alcuni commentatori di questo blog e Matteo Salvini! – vigilano e proibiscono ogni ulteriore posa di croci e lapidi nello stesso territorio comunale, in particolare sulle vette. E non avete idea di quante richieste arrivano, per non dire di chi lo fa di nascosto.
    Non si tratta di lanciare crociate o anticrociate, si tratta di moderarsi perché andando avanti così non rimarrà più alcuna cima nelle sue condizioni naturali.
    Sono quindi d’accordissimo con la presa di posizione di Mountain Wilderness.

  20. 44
    Alberto Benassi says:

    la natura ha fatto le cime libere, regno degli uccelli, della forza degli elementi naturali: il tuono, il fulmine, il vento, la neve. L’uomo, di qualsiasi credo, dovrebbe da qui solo ammirare la potenza della natura, di Dio, di Allach se ci crede. Ma nulla di più e andarsene senza lasciare traccia perchè la cime sono come un luogo di culto aperto a tutte le genti, di qualsiasi fede religiosa ma anche a chi non crede.

  21. 43
    ROBERTO says:

    grande “BLIZ”, concordo!
    …Marcello, quando dicevo quasi bestemmie mi riferivo a questa tua frase “…Un ometto di sassi potrebbe fare da ispiratore a chi vuole pregare il suo dio, di qualsiasi credo religioso sia, un po’ come succede ai cani che devono avere un palo contro cui pisciare. I gusti son gusti….” Non è una frase molto felice, credimi, e dimostra sicuramente meno rispetto verso il prossimo che la visone “imposta” di una croce!
    Si vuole il NULLA su una cima, esattamente come si vuole il muro bianco nell’aula scolastica, senza il Crocifisso…ma vederete che, presto, quel vuoto che voi tanto volete creare in onore di un malinteso senso di liberà, non rimarrà vuoto, quel muro, magari anche quella cima, si riempiranno di altro, di altri simboli e allora forse vi accorgerete veramente che “prima si stava meglio”!

  22. 42
    Blitz says:

    Infatti in collina e in campagna ci sono i capitelli lungo le strade e se vai a Venezia molte bricole lungo i canali hanno il loro capitello 😉

  23. 41
    Daniele Piccini says:

    Nessuno sceglie dove nascere, tutti possiamo scegliere quello che vogliamo essere. Le montagne sono di tutti come il mare e le pianure e poi le colline? dove le mettiamo??

  24. 40
    Blitz says:

    Caro Marcello, il tuo niente sulle cime vai a dirlo ai fenomeni di pianura che hanno deciso di dettar legge anche sui monti, non a chi sotto quelle cime ci vive, voglio proprio vedere come ti risponde una comunità per la quale quella croce è da sempre simbolo di protezione.

    Dimenticavo, la tua libertà di turista finisce dove inizia la libertà di chi un posto lo vive 365/anno

  25. 39
    roberto says:

    Caro Marcello
    io rispetto tutti, te lo assicuro!
    Ripeto, viviamo in un posto, l’italia, dove la religione cattolica, che ti piaccia o no, ha avuto una enorme influenza ed è normale trovare in questi luoghi rappresentazioni di questa religione, non solo croci ma anche cappellette, edicole votive chiesette etc. Da sempre l’uomo, anche prima del Cristianesimo, ha avuto l’esigenza di erigere simboli religiosi, sopratutto in luoghi “evocativi” rispetto a questa religiosità, come possono essere appunto le cime…quindi ti assicuro, non è un “vizio” unicamente “cattolico”.
    Dato che sei Guida (e so, per fama ,che sei forte, sopratutto in roccia) saprai meglio di me che ci sono un sacco di cime senza niente (o al massimo con ometti, magari secondarie, ma tante! qundi no problem se ti da cosi fastidio la visone di una croce…hai solo l’imbarazzo della scelta!

  26. 38
    Alberto Benassi says:

    il rispetto va portato a chi crede e a chi non crede.

    Quindi se c’è chi ha il diritto di volere delle croci, budda, bandierine, cappellette, ect. sulle vette, c’è anche chi ha il diritto di non volercele.

    Oppure??

    I diritti sono di tutti o di nessuno.
    Oppure si può tornare anche a quelle che dice la Biabbia “occhio per occhio, dente per dente” . Te le metti ed io le tolgo. Così siamo pari tutti.

  27. 37

    Mi sembri molto confuso caro Roberto,
    il rispetto che sbandieri, secondo te, andrebbe tenuto solo verso i credenti come te. Niente in contrario ma rispetta anche chi non crede in dio, e non lo bestemmia affatto perchè non crede esista, appunto.
    Io vado in montagna, faccio anche la guida alpina, e ne ho viste di tutti i colori per farmi credere che dio in cima o a valle o credi che c’è oppure no. Punto.
    Se sulle cime non ci fosse nulla saremmo rispettati tutti ugualmente, invece chi ritiene stupido e inutile un catafalco come una croce troppo grande (intorno a casa mia è pieno di croci a ricordo della prima guerra, vivo sul Col di Lana, sai cos’è? E mai le leverei perchè hanno un senso e una storia) non viene rispettato affatto solo perchè la pensa diversamente dalla massa cattolica a cui non appartiene.
    E poi il proselitismo cattolico l’ho sempre detestato. Molte religioni non lo praticano, la chiesa cattolica si e storicamente di bei casini ne ha combinato. Perchè dovrei assogettarmi a tanta ipocrisia e malvagità e vedermi i suoi simboli anche sulle montagne dove ognuno di noi, me compreso cerca la libertà e il contatto con la natura, e quindi con dio, per chi ci crede?

  28. 36

    Caro Roberto,
    Limitare le dimensioni del manufatto non limita l’ambizione di chi ce lo mette. Conosco croci in acciaio inox, che luccicano al sole, alte due metri che sono degli orrori di gusto. Mi ricordano le lacrime di san gennaro di sangue. C’è chi ci crede, io no e la libertà di ognuno finisce dove inizia quella dell’altro. NIENTE SULLE CIME! al massimo pietre o erba o neve. Se dio esistesse davvero le gradirebbe anche lui così, ne sono certo.
    Ciao, marcello

  29. 35
    Roberto says:

    …Quindi, personalmente, posso anche essere d’accordo sul fatto di limitare l’altezza del manufatto (per es. massimo 2-3 metri) ma veramente mi fermerei a questo.

    P.S complimenti per la foto della Croce sull’ORTLES (che ho avuto modo di vedere personalmente) Bellissima!!!

  30. 34
    Roberto says:

    Ipocrisa del politically corret dietro la quale si nasconde la solita ideologia anti-cattolica (peraltro già più volte manifestata da certi personaggi di MW)
    E se Gogna mi desse dell’integralista, beh anch’io penso che lui lo sia, su altre questioni! quindi parlo da integralista a integralista!
    Perchè si fa un discorso solo sulle montagne italiane? perchè siamo in Italia, mi direste! Benissimo, dove la cultura e la religione prevalente sono state per un paio di millenni di matrice cattolica! in Nepal e Tibet dove la matrice religiosa è un altra, è pieno di bandiere LUN-TA e monumenti (anche di notevoli dimensioni e anche in alta montagna o ai campi base!) di preghiera eppure se vado la non mi sognerei MAI di toglierle o sostituirle con una Croce del Dio nel quale credo! e questo perché? per un semplice motivo… per RISPETTO verso quei popoli e quella religione!….rispetto che pretendo anche qui in Italia per la nostra tradizione e per la mia religione (si vede il “mondo nuovo” che l’Europa creando senza Dio come va bene!). E perché l’impatto di una Croce è senz’altro maggiore di quello generato dalle bandiere LUN-TA? questa è un opinione personalissima del nostro Gogna senz’altro personale e discutibile! (l’altro giorno ero in val di Mello e mi sono imbattuto in una gigantesca “tenda” di bandiere LUN-TA vicino a un masso in ricordo di una alpinista scomparsa, ma non mi permetterei mai di andare a protestare per farla togliere!).
    Fino ad arrivare alle quasi bestemmie del post di Marcello Cominetti!..ma questa è veramente gente che va in montagna?…i risultati sono questi??! allora direi che siamo messi male!! cari signori un po’ più di RISPETTO non solo verso la natura ma anche verso le persone, please!

  31. 33

    Io leverei tutte le croci e altri simboli da ogni cima. Un ometto di sassi potrebbe fare da ispiratore a chi vuole pregare il suo dio, di qualsiasi credo religioso sia, un po’ come succede ai cani che devono avere un palo contro cui pisciare. I gusti son gusti. Ma almeno l’ometto accontenta tutti ed è pure ecocompatibile e non alimenta nessuna ambizione umana di fondovalle

  32. 32
    GIANDO says:

    Premesso che in un blog è anche divertente leggere di tutto e di più rimango sempre perplesso riguardo alla difficoltà, da parte di un certo numero di persone, di affrontare le cose con la dovuta sensibilità e pacatezza, soprattutto quando si affrontano determinati argomenti.
    A prescindere dalle rispettive posizioni bisognerebbe immaginare che dietro ad ogni azione umana ci sono delle motivazioni e delle storie. Alcune di queste possono risultare meritevoli di attenzione altre un po’ meno.
    In cima al Corne alle Scale (cioè dalle mie parti) trova posto una croce in ferro alta 15 metri che, a mio modesto parere (poi ciascuno farà le proprie valutazioni), invita ben poco al raccoglimento (di fatto è un traliccio). Su un altro monte vicino, mi pare sia lo Spigolino ma potrei sbagliarmi, si trova un’altra croce in legno, alta si e no un metro, la quale, oltre ad essere in perfetta sintonia col paesaggio, a modo suo racconta una storia o quantomeno la racconta a chi è dotato di una certa sensibilità d’animo.
    Pertanto, il problema risiede, come spesso accade, nell’esagerazione che spesso è sinonimo di ostentazione. Naturalmente, lo stesso discorso potrebbe essere fatto con riguardo ad una statua di Che Guevara.
    Soluzione. Di croci, statue, simboli e manufatti in genere le nostre montagne sono già piene (almeno quelle più note). Avrebbe senso dire: da oggi in poi basta!
    Cosa fare del pregresso? Basterebbe ipotizzare di non fare nulla, eventualmente smantellando le strutture fatiscenti, sempreché le comunità locali, maggiormente legate al territorio in cui vivono, non decidano per il ripristino del manufatto danneggiato. Credo però che la soluzione proposta, tutto sommato di buon senso, andrebbe ben presto in cavalleria. Un po’ come succede per le ferrate, che in teoria non si dovrebbero più costruire da mò ed invece continuano a proliferare.

  33. 31
    Blitz says:

    Taaac come al solito il discorso è finito con i soliti fenomeni che si trincerano dietro l’ ipocrisia del politically correct per nascondere la nullità culturale e di valori, e sono convinti pure di avere giustizia e verità in tasca, aaaah grandi saggi…
    .
    Daniele Caielli,
    Come ti ha già detto anche Alessandro, che MW chiami in ballo principalmente croci e madonnine è praticamente logico, visto che essendo in un Paese di cultura e tradizioni cristiane, quelli sono sostanzialmente i simboli presenti (per carità è vero, su parecchi passi/forcelle stanno comparendo sempre più bandierine di preghiera, ma sono sempre una piccola minoranza…) quindi non vedo motivo di scandalizzarsi…
    .
    Il vero problema, a mio avviso, non è il COSA (croce, bandierine, ecc.) ma CHI lo mette e A CHE PRO: da qua poi viene automaticamente a cascata tutto il resto, comprese eventuali dimensioni assurde, illuminazioni, effetti speciali, & co che nulla hanno a che vedere coi motivi per i quali i montanari originariamente mettevano le croci sulle montagne “di casa”

  34. 30
    Daniele Caielli says:

    E’ vero, mi ero soffermato poco sull’introduzione.
    Premetto che preferisco una cima spoglia da infrastrutture, devo anche dire che non sono disturbato da simboli religiosi di qualunque religione. Sono espressioni umane. Certo che se per mettere una croce cominciamo ad usare l’elicotero ed ha spendere valanghe di soldi pubblici… Le Alpi sono molto antropizzate e guardacaso l’Italia ha una forte tradizione cattolica. Le croci sulle montagne le abbiamo messe noi. Ripensarci e mettere in discussione fa parte dell’evoluzione.

  35. 29
    Alessandro Gogna says:

    Scusa Daniele Caielli… il documento premette che sta parlando delle montagne italiane. Mi sai dire dove si trovano, su quale cima italiana almeno, “Stupa e bandiere di preghiera, totem e menhir”?
    Hai ragione a puntualizzare, ma non credo MW volesse fare questa distinzione e perciò attaccare i simboli unicamente cattolici. Semplicemente non c’è il problema.
    L’unico caso a mia conoscenza riguarda una piccola statua di Budda fissata in vetta al Pizzo Badile qualche anno fa, proprio per contestare una mania tutta cattolica. Guarda caso questa è stata demolita da ignoti.
    Comunque mi viene in mente che forse sì, da qualche parte, ho visto anch’io delle bandierine di preghiera importate dal Nepal o dal Tibet. Non sulle vette, però. In questo caso, volendo essere integralisti, hai ragione. L’impatto generato dalla croce è comunque ben altro, ammettiamolo.

  36. 28
    Daniele Caielli says:

    Ah… viene detto da uno che chiacchieriamo troppo perché troppo sazi.
    E gli và bene che siamo sazi… ovvio che uno che scrive su un social è sazio. Sa fossimo alla fame non avremmo gli strumenti né la forza per farlo. Le crea qualche problema? Ci vorrebbe nell’ignoranza e nella miseria così da non poter contraddire?

  37. 27
    Daniele Caielli says:

    Ecco però che nel documento spunta la frase: «Siamo convinti che le montagne non abbiano bisogno di crocifissi e madonne per invitarci a pregare.», palesemente contro i simboli Cristiani. Avrebbero dovuto includere anche Stupa e bandiere di preghiera, totem e menhir, o qualsiasi altro monumento posizionato sulle cime.
    Invece no, il solito attacco “contro”. Senza questo passo sarebbe stato un documento ineccepibile e condivisibile ma con questa frase si scoprono. MW dovrebbe essere un’associazione laica ed allora il loro unico interesse, (che condivido) dovrebbe essere quello di preservare l’integrità delle cime, difendendo anche da costruzioni religiose. Una volta si fecero e non ce n’erano, ora ce ne sono troppe, un vero credente non ne ha bisogno. Ma nel nome della laicità non dovrebbe solo scagliarsi contro Crocifissi o Madonne (maiuscolo, prego, se no sembra una bestemmia) ma contro tutti i manufatti nel rispetto e nella tolleranza di tutte le confessioni. Questa è laicità. Altro discorso è l’ateismo che impone il rifiuto di tutti i simboli religiosi. Altro ancora sono le mode, il politically correct ipocrita, la povertà culturale. Dal canto mio rispetto e tollero tutte le idee, non tutte le realizzazioni. Non è laico ma ateo il tipico discorso di ammonire i cristiani sul fatto che possono benissimo pregare osservando un larice o un sasso. Ateo ed irriverente.Riscrivetelo.
    Sicuramente le Alpi soffrono un problema di antropizzazione.

  38. 26
    Alberto Benassi says:

    scusa Marco mi dici quale sarebbero quelle “utili” di chiacchiere?

    se non ci fosse gente che chiacchiera, purtroppo anche a vanvera, questo Blog del tuo amico Alessandro potrebbe chiudere.

  39. 25

    Quante chiacchier inutili si vede siete troppo sazi

  40. 24
    Alberto Benassi says:

    infatti ma qui qualcuno l’ha voluta portare sull’aspetto religioso e sulle presunte angherie che verrebbero fatte nei confronti della chiesa dai miscredenti peccatori che non avrebbero rispetto dei simboli.

  41. 23
    Daniele Caielli says:

    Ma scusate, mica si parla solo di Crocifissi…

  42. 22

    La croce, che per un laico e` semplicemente la raffigurazione di uno strumento di morte (come potrebbe essere la ghigliottina o la forca per l’impiccato), danno fastidio perche` rappresentano l’arroganza di una religione che vuole imporre i suoi valori ritenuti universali. Per chi non si riconosce in questa religione, i suoi simboli e le sue rappresentazioni ostentate e imposte al di fuori dei luoghi di culto non possono che essere sgradevoli e fastidiose, come tutte le imposizioni, in montagna a maggior ragione.

  43. 21
    Benassi Alberto says:

    da adesso in poi ogni volta che tornerò da una ascensione prima di farmi la doccia mi frusterò per scontare i miei peccati.

    Così certi personaggi alla LUCIANO BRANDIMARTI SAN GIUSTO saranno contenti.

    Ma fate parte della nuiova inquisizione??

  44. 20
    Blitz says:

    err scusate il refuso, la frase tra parentesi alla prima riga è rimasta per errore

  45. 19
    Blitz says:

    Il problema secondo me è nato quando i “cittadini di pianura” (passatemi il neologismo) hanno deciso di dettar legge anche sui monti.
    Mi spiego meglio, una volta le croci venivano poste dai valligiani sulle cime intorno alle loro valli a mo’ di protezione dei loro villaggi, dei loro pascoli, della loro vita sui monti, (un po’ come nelle nostre campagne troviamo capitelli lungo le strade o a certi incroci) ed erano quasi sempre croci di modeste dimensioni.
    Poi dalla pianura si è deciso “comandiamo noi” e via i vari club di turisti, che vivono le montagne X giorni l’ anno, a fare a gara a chi piazza la croce più grande, più illuminata, piú … ,
    a cui poi si sono accodate, purtroppo, anche varie comunità montanare.

    Io sono padovano, e se un pincopallino qualsiasi mi piazza una croce, una mezzaluna, un Buddha, ecc. sotto casa mi girano alquanto, quindi non vedo il motivo per cui un padovano debba andarla a mettere su per i monti, per di piú di dimensioni abnormi…

    Per quanto riguarda il discorso croce vs mezzaluna, se di colpo gli abitanti di Alleghe diventano tutti musulmani e piazzano una mezzaluna sulla Civetta… affar loro… basta che sia di dimensioni discrete…

  46. 18
    Daniele Piccini says:

    Mi sembra che Mountain Wilderness abbia posto il problema sull’opportunità etica ed estetica di posizionare sulle cime simboli religiosi e non in modo gratuito. Qualcuno ne sta facendo una guerra di religione e non ne capisco i motivi. I credenti di qualsiasi dio dovrebbero preoccuparsi di difendere la libertà di praticare il proprio credo nel rispetto degli altri.Non credo che le Associazioni che hanno sottoscritto la proposta possano essere accusate di insensibilità sull’impatto ambientale degli interventi in montagna anzi spesso sono state le sole a prendere posizioni nette, nel silenzio assordante di molti, CAI e religiosi compresi

  47. 17
  48. 16

    altro che imbrago… da adesso in poi sarà uso arrampicare col cilicio e le ferrate le faranno col filo spinato…

  49. 15

    Mamma mia quanto bigottismo…!!! E siamo nel 2015… Voltaire si ribalta nella tomba… Più che da fedeli alcuni interventi sembrano scritti da ultras della curva sud (o nord a preferenza…)…

  50. 14
    adriano campardo says:

    Ma che c’entra il cristianesimo ? Nei tempi passati di maggior fervore cristiano c’erano sicuramente meno croci sulle vette, ora le trovi ovunque, anche su quelle isolate, piccole o selvaggie. Moda o fede da social …per farsi un bel selfie in vetta ?

  51. 13
    Loreto says:

    La scristianizzazione dell’ Europa continua a passi da gigante, vedi l’ Irlanda. L’ Islam stato è in terra di Serbia, nella sua provincia amatissima di Co
    sovo, l’ invasione per mare sembra inarrestabile. Dio misericordioso proteggici.

  52. 12
    guido says:

    leggo :”… dai negativi risvolti psicologici etnici e culturali….”continuiamo pure a calpestare le nostre tradizioni anche religiose, noi italiani siamo un popolo che fa del male a se stesso, questa logica dell’integrazione a tutti costi un giorno ci costera’ cara, perche’ noi NON siamo razzisti ma altri lo sono e questi altri ,statene certi non si sognerebbero mai di rinnegare le loro origini culture e tradizioni e un giorno ce ne accorgeremo..troppo tardi

  53. 11
    Antonio Guerreschi says:

    Mi chiedo se la montagna ha bisogno di queste cose. Io penso proprio di no! Mi pare che le battaglie per tutto il resto (intendo impianti ecc) vengano fatte tutti i giorni; forse partendo da qualcosa “più piccolo” si riuscirà ad ottenere qualcosa. Mi chiedo cosa succederà quando qualcuno chiederà di mettere una mezzaluna su qualche cima. In fondo le montagne sono aconfessionali ed allora perchè una croce e non una mezzaluna. Sono proprio curioso di vedere la mezza rivoluzione che si scatenerà.
    Mi pare che qualcuno pensi che si dovrebbe protestare anche per gli ometti od indicazioni del genere. Non mi pare proprio che difendere indicazioni di percorso, purchè siano discrete, non invasive, sia difendere qualcosa di sbagliato. L’alternativa sarebbe impedire a chiunque di salire sulle montagne. Se ne potrebbe discutere

  54. 10
    itineralp says:

    Volere salire su vette note e simboliche sperando di non trovare alcun segno del passaggio umano mi pare poco realista, visto anche che ci si arriva usando sentieri, segnavia, rifugi, bivacchi, chiodi e spit. Quelli non danno fastidio? Non insidiando l’integrità naturale dei crinali? O siccome fanno comodo al nostro gioco dell’andar per monti vanno bene e li classifichiamo come elementi naturali?
    Ciò che è funzionale alla nostra passione è accettabile, il resto no?
    Curioso.
    Per fortuna c’è tanto di quello spazio sulle nostre montagne da potere fare decine di vette in una stagione senza trovare né croci né Budda né ometti, e queste polemiche pretestuose rimangono giù, lontane.

  55. 9
  56. 8
    Alberto says:

    Uh uh non avevo letto la didascalia della foto :-P.

  57. 7
    Alberto says:

    Io ho più problemi con un piccolissimo sacchetto di immondizia lasciato dopo un pic nic. Naturalmente se c’è qualche opera sovradimensionata e pericolosa è giusto risistemarla. Purtroppo l’articolo non fa esempi di Croci installate e l’unica foto riportata non mi sembra di cattivo gusto. L’unico esempio che cita non è una croce, ma il dinosauro di Pelmo non è stato messo lì a caso. Sicuramente ci vuole più sobrietà e buon senso e se si sta sviluppando un turismo di montagna o di alta quota è giusto non trasformarlo in un centro commerciale. Mi spiace ma l’articolo sembra impostato sul fatto che siano le Croci il problema del mondo.

  58. 6
    Davide Cecchi says:

    Bravo Alberto! È proprio vero che “ad ognuno piace solo quello che al momento fa comodo”.

  59. 5
    GIANDO says:

    Questo argomento è stato oggetto di dibattito qualche mese fa, ricordo che ne vennero fuori di tutti i colori.
    Per come la vedo io il problema risiede principalmente nelle dimensioni di certi manufatti. La croce in legno tenuta in piedi da quattro sassi credo dia poco fastidio, fatta eccezione per coloro i quali, a torto o a ragione, ritengono che i simboli religiosi non debbano essere esposti in luoghi pubblici.
    E’ altrettanto vero che vi è tutta una serie di altri manufatti che deturpano il territorio montano a prescindere dal fatto che siano utili o meno (e con ciò mi limito a fare una mera considerazione estetica).
    La conclusione di Luciano Brandimarti, quando dice che “ad ognuno piace solo quello che al momento fa comodo” ha però un fondo di verità. Intendiamoci, tale considerazione vale sia per chi la vede in un modo sia per chi la vede nell’altro.
    Personalmente non mi considero nè cristiano, nè buddhista, nè induista, ecc.. Ritengo di essere una persona spirituale ma non religiosa (non so se tale differenza possa risultare chiara a tutti ma per me lo è) e di conseguenza non mi pongo il problema dei simboli religiosi sulle montagne, nella speranza che tali simboli assumano un significato spirituale e non si limitino ad una mera ostentazione della propia fede.
    Pertanto, sono contrario alla costruzione di croci, statue, ecc., di grandi dimensioni, aventi significato religioso o meno, e ciò per il semplice motivo che non ritengo necessario manifestare le proprie idee, i propri convincimenti, i propri sentimenti, insomma ciascuno usi il termine che vuole, in maniera plateale.
    Cosa dire dei tralicci, degli impianti sciistici, ecc.? Al momento fanno comodo! Il problema semmai è capire a chi fanno comodo, nel senso che la maggioranza delle persone spesso non viene coinvolta in determinate scelte (non dimentichiamo poi alcune opere aventi valenza militare e/o scientifica). Pertanto, la questione, con riguardo a tali manufatti, inevitabilmente si complica perché gli interessi in gioco possono essere molto rilevanti ed in certi casi anche d’interesse nazionale.

  60. 4
    Luca says:

    Paragonare una scultura in legno totalmente biodegradabile (e già spazzata via dalle intemperie) con croci metalliche, tralicci, rifugi nuovi, funivie, ecc… è decisamente ridicolo! Perchè non scrivete delle nuove piste da sci che vogliono fare a Madonna di Campiglio?? Ipocriti

  61. 3
    Alberto Benassi says:

    Non si è trattato, protestato, denunciato: di tralicci, funivie e tutte le violenze varie fatte contro la montagna?

    Scusate ma li leggete tutti gli argomenti e gli interventi trattati su questo blog oppure leggete solo quello che vi fa comodo?

  62. 2
    Valter says:

    Le antenne del Rite,i ripetitori del Dolada,le strutture e antenne del Visentin che si vedono dalla pianura trevigiana….e tante altre commerciali comprese stazioni a monte di funivie di cui sono state violate cime intere

  63. 1

    Luciano Brandimarti Monte San Giusto. Sono un frequentatore della Montagna e sinceramente le croci e altri simboli religiosi non mi hanno mai dato fastidio. Però ad alcuni vedo che danno fastidio. Non so perchè! Però a questi guarda caso non danno fastidio le teleferiche, le piste di sci dove non possiamo più camminare liberamente, i tralicci dei ripetitori telefoninici e segnali televisivi…….e altro! Mi sembra che c’è solo un pregiudizio ideologico da una parte sola! Da una parte vogliamo preservare…a modo nostro. e dal’altra sempre a modo nostro progredire. Siamo divenuti tutti Egoistici. Ad ognuno piace solo quello che al momento fa comodo.

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