A noi che abbiamo un sogno…

Sappiamo perfettamente quanto questo articolo possa andare contro il sentire comune e possa quindi attirarsi quegli splendidi miscugli di concretezza, livore e derisione di cui tutti noi siamo capaci. A dispetto di ciò, pur facendo ahimè parte delle categorie umane qui denunciate, ci permettiamo di sottoporvelo.

A noi che abbiamo un sogno…
di Franco Libero Manco
(pubblicato su circolovegetarianotreia.wordpress.com il 5 dicembre 2019)

Noi abbiamo un sogno, quello della liberazione degli animali dalla tirannide umana, dall’inferno cui li ha condannati il nostro egoismo con la mattazione, la vivisezione, la pesca, la caccia, le pellicce, le corride, gli zoo, i circhi equestri, le feste patronali, i palii, i rodei, ecc.

Davanti a tanto orrore noi non possiamo tacere, ce lo impongono la nostra coscienza, la civiltà, la giustizia, la vita.

Solo tollerare la presenza dei mattatoi e degli istituti di sperimentazione ci rende complici. Ma è necessario intervenire sulle cause che determinano la violenza sugli animali che tutte risiedono nella coscienza malata dell’uomo.

Il nostro compito, la nostra missione è trovare la strategia più giusta affinché gli animali non siano considerati oggetti a disposizione dell’uomo, trasmettendo agli altri ciò che ha spinto ognuno di noi a interessarci di animali. Il nostro compito è far capire che finché la cultura dominante legittimizza l’uomo a schiavizzare, torturare, uccidere e mangiare gli animali non avrà la possibilità mentale, morale e spirituale di rendere migliore questo mondo. Quindi gli animali saranno salvati solo se migliore sarà la coscienza degli uomini, e noi siamo i portatori di questa nuova edificante cultura per la vita.

Per questo non possiamo tacere quando qualcuno giustifica il suo diritto a mangiare la carne perché sta parlando del suo diritto di fare a pezzi e mangiare un nostro fratello, che è come giustificare i campi di sterminio, l’inferno degli allevamenti intensivi, l’orrore dei mattatoi. E finché ci sarà tutto questo l’umanità non potrà salvarsi dalla violenza, dalle malattie, dalla guerra.

Non possiamo tacere sulla sperimentazione animale perché si avvalora la legge del più forte sul più debole; questo rende l’umanità peggiore sul piano morale e spirituale e tutto diviene lecito: si rinnova la cultura più oscurantista e crudele che ha fatto di questo mondo un luogo di ingiustizie, di ignoranza e di dolore.

Allo stesso modo non possiamo tacere quando qualcuno rivendica il suo diritto a mangiare il pesce, il formaggio o le uova che è come se ognuno di noi (per il piacere di qualcuno) venisse arpionato, soffocato, ucciso, o incatenato per tutta la vita nell’inferno degli allevamenti intensivi, nel più funesto disprezzo della vita e della dignità di ogni essere vivente.

Non possiamo tacere quando il cacciatore, per mero divertimento, giustifica il suo diritto a uccidere animali, perché è ognuno di noi che viene ferito, mutilato ucciso.

Allo stesso modo non possiamo tacere quando qualcuno rivendica il suo diritto a mangiare formaggi, latticini o uova perché giustifica l’agonia dell’inferno degli allevamenti intensivi per il suo degradante piacere gastronomico, spargendo il seme del disprezzo, del razzismo, dello specismo, del sessismo.

Ebbene tutto questo preclude l’evoluzione umana e ci condanna alla conseguenze del nostro devastante egoismo.

Noi siamo quelli che non hanno interessi da difendere: il nostro solo interesse è l’amore per la Vita, il diritto al rispetto, alla libertà e all’esistenza di ogni essere vivente; per questo non ci fermeremo; con forza e determinazione grideremo il nostro disappunto e saremo ascoltati.

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A noi che abbiamo un sogno… ultima modifica: 2020-02-20T04:37:47+01:00 da Totem&Tabù

25 pensieri su “A noi che abbiamo un sogno…”

  1. 25
    Guerrini Michele says:

    Anch’io ad in certo punto della mia vita ho fatto una scelta “etica” e non ho più mangiato carne per molti anni. Correvo ( maratona di Venezia 2h 40, gare in montagna…vinto tre volte la saliscendi Marmolada , trofeo kima ecc) arrampicavo, sci alpinismo e tutte le attività possibili in montagna. Poi mi sono reso conto che la mia resistenza fisica andava molto bene ma la mia forza ( in arrampicata ci vuole, soprattutto se vuoi fare certi gradi…diciamo sopra il 7c..) aveva subìto un calo nonostante il mio umore fisse allegro e spensierato rispetto ai consumatori di carne spesso nervosetti.
    Così ho ripreso a mangiare carne ( meno di quando ne mangiavo prima) privilegiando magari quella bianca , integrando sempre con tanta verdura e legumi e così via…
    La mia forza è migliorata ( grazie anche a qualche allenamento specifico) e così ora mi sembra di aver raggiunto un buon equilibrio ( personale ovviamente )
    Negli anni ho assistito a tanti amici e conoscenti che per moda, partito preso, religione o altri motivi sono passati ad alimentazioni RADICALI fatte di scelte drastiche. Non li ho mai visti molto felici, proprio come persone, e costretti quasi a queste loro scelte. Forse magari ho conosciuto persone particolari ma ho l’impressione che tutte le scelte “troppo” esagerate, troppo “radicali” appunto siano una forzatura.
    Sono d’accordo che l’uomo debba ,a questo punto ,fare delle scelte anche dal punto di vista dell’alimentazione e nel rispetto del pianeta e delle popolazioni sottoalimentate, ma certi discorsi come ho letto in questo ultimo articolo mi sanno un pó da “fanatismo”.
    Scusate
    Mic

  2. 24
    Alberto Benassi says:

    “Noi siamo quello che mangiamo” diceva a ragione un filosofo.

    secondo me questo è vero, ma fino ad un certo punto. Non nè uguale per tutti, dipende molto dal fisico che non è uguale per tutti. Ci sono persone che sono molto sensibili e dovrebbero evitare un certo tipo di alimentazione. Altre invece mangiamo quello che più gli pare,  stanno benissimo con una lunga vita perchè la natura le ha fatte forti.

  3. 23
    Lusa says:

    “Noi siamo quello che mangiamo” diceva a ragione un filosofo.

  4. 22
    Grazia Pitruzzella says:

    Direi che nel mio invito a un’alimentazione più consapevole c’è proprio questo: mangiare più sano ascoltando le necessità del proprio corpo. 

  5. 21
    Alberto Benassi says:

    Di certo gli esseri che provengono dagli allevamenti intensivi non sono naturali, purtroppo.

    perchè frutta e verdura fatta crescere nelle serre o nei terreni a suon di fertilizzanti è naturale??
    Guarda che vengo dal mondo contadino e lo so cosa è stato dato sul terreno e sulle piante per far produzione , oltre a certi semi che già sono medicati in partenza.

    Invito semplicemente a un’alimentazione consapevole che porti ad assumere ciò di cui realmente si ha bisogno. Tutto qui.

    Forse a mangiare o a non mangiare certi alimenti, bisognerebbe anche mangiare di meno e a mangiare cose più semplici, meno elaborate e meno zuccherate.
     
     

  6. 20
    Grazia Pitruzzella says:

    Ho riletto il mio post con attenzione e non trovo scritto che frutta e verdura siano necessariamente sani.
    Di certo gli esseri che provengono dagli allevamenti intensivi non sono naturali, purtroppo.
    Non invito a diventare vegetariani. Invito semplicemente a un’alimentazione consapevole che porti ad assumere ciò di cui realmente si ha bisogno. Tutto qui.

  7. 19
    Alberto Benassi says:

    scusa, ma il mondo vegetale non è natura? Non fa parte degli esseri viventi?
    Tutto è natura, il mondo intero è natura, l’universo di cui facciamo parte e ne siamo una parte infitesimale è natura.
    Non credo che tutto quello che è vegetale, sia frutta che verdura,  sia sano. Forse se consumi solo quello che produci nel tuo orto.
     

  8. 18

    Tutte le persone di una certa età che conosco, con il passare degli anni, hanno diminuito il consumo di carne, e non lo fanno per partito preso, ma istintivamente.
    Molti atleti di tutte le discipline – vogliamo parlare di Marco Olmo? – sono vegetariani.
    Personalmente non seguo una dieta attenta, pur non assumendo carne, pesce e quasi per nulla latticini. Ho corso gare di 60 km mangiando solo frutta secca e fresca e arrivando al massimo 11a le donne.
    Teniamo anche conto che nelle generazioni passate si svolgeva una vita molto più intensa e non si mangiava così tanto e così spesso.
    Non amo gli estremismi. Non trovo coerente non mangiare il miele del tuo vicino e poi comprare prodotti di soia incelofanati provenienti da agricoltura intensiva lontana mille miglia.
    Credo al giusto compromesso, che ci porta a fare attenzione all’alimentazione pensando a ciò che compriamo e mangiamo, senza accettare, solo perché è in vigore da anni, le convenzioni comuni che stabiliscono che non si possa portare a tavola il tuo amico cane, ma che sia giusto cucinare “animali” creati attraverso un processo industriale che danneggia il benessere fisico e quello dell’ambiente in cui viviamo.
    Vorrei che si mettessero da parte le etichette e si diventasse consapevoli che anche noi siamo Natura. 

  9. 17
    Roberto Pasini says:

    Grazia, credo che qui il tema sia la posizione vegana dura e pura dell’articolo. Quanto è realistica una posizione di principio così estrema con le indicazioni che vengono da più parti sulla necessità di aumentate dopo una certa età la quota giornaliera di proteine ( il famoso 1,5 g per ogni kg di peso corporeo) ? Anch’io sono vegetariano ma essendo abbastanza vecchietto e volendo continuare ad andare in montagna e correre fin che posso (con realismo e umiltà rispetto a livelli di difficoltà e tempi) non considero realistico eliminare qualunque apporto di cibo animale (uova, latticini, pesce) per sostituirlo solo con proteine vegetali. Bisognerebbe mangiare legumi in quantità veramente elevata. Quindi il tema abbastanza tecnico dell’alimentazione di chi vuole mantenersi attivo nel tempo ha fatto nascere qualche considerazione generale sul tema della reale realizzabilità pratica di posizioni di principio magari apprezzabili nel loro rigore e nella loro aspirazione ideale, ma non sempre conciliabili con alcune necessità concrete dell’uomo “normale”. 

  10. 16

    Mi viene spontaneo chiedere perché viene ritenuto addirittura “rischioso” non consumare carne.
    Sono una guida, cammino moltissimo e fino a un paio di anni fa correvo trail di lunga distanza con ottimi risultati – e sono vegetariana da 16 anni. 
    L’articolo è certamente provocatorio, ma non fornisce una giusta prospettiva parlando di egoismo da parte dell’uomo: come qualcuno nei commenti ha già fatto notare, gli animali di cui ci si ciba non hanno nulla a che fare con i maiali-mucche-polli che abbiamo conosciuto da piccoli (se abbiamo avuto la fortuna di incontrare e assaporare cibo vero), e non soltanto per le condizioni terribili in cui “vivono” prima di giungere a tavola, ma anche per via dei farmaci assunti e soprattutto dei mangimi con cui vengono cibati.
    A questo punto, ribalto la frittata e mi sento forse egoista nella mia scelta ponderata di allontanarmi dalla dieta delle masse, proprio perché ci tengo al mio benessere.
    Per di più, il mio amore per la natura (anch’io sono natura) mi mostra in maniera palese che sarebbe  incoerente da parte mia mangiare un altro essere vivente. 

  11. 15
    Fabio Bertoncelli says:

    Riprendo il mio precedente commento.
    L’uomo è onnivoro; lo ha stabilito Madre Natura tanto tempo fa. Rinunciare alle proteine animali può essere pericoloso; nel caso di un bimbo è pericolosissimo.
    Non possiamo rinunciare al latte, ai formaggi, alle uova. Per quanto mi riguarda, non rinuncio neppure alla carne, perché mi sembrerebbe di scherzare col fuoco (ovverossia con la salute, tra i beni piú preziosi che possediamo). Tuttavia, come già ho scritto, da molti anni limito il consumo di carne ai minimi termini, giusto per rientrare in quei termini di sicurezza di cui ho detto. Se potessi, vi rinuncerei del tutto, ma ritengo che sia troppo rischioso. In ogni caso, sí alle uova, al formaggio, al latte.
    In definitiva, comprendo e accetto i vegetariani, ma critico fortemente i vegani. 
     

  12. 14
    Alberto Benassi says:

    Nella fattispecie, poi, c’è un tono che definirei “disneyano” nel considerare e descrivere i poveri animaletti tanto carini, tanto buoni e che devono essere salvati,  che mi fa venire l’orticaria.

    premesso che mangio e ho sempre mangiato carne, nato e cresciuto in campagna in mezzo agli animali da allevamento che poi finivano in pentola.
    E’ vero definire gli animali sempre “poverini” è assurdo, perchè anche tra di loro c’è la legge del più forte, del più grosso. E’ una legge di sopravvivenza.
    Però con l’uomo c’è una differenza notevole. Loro uccidono per difendersi, per cibarsi. 
    Però l’uomo oltre a farlo in modo intensivo, con tutto quello che ne consegue (anche per la sua salute???), lo fa anche per divertimento, vedi la caccia chiamato SPORT !!

  13. 13
    lorenzo merlo says:

    «Secondo me questo articolo ha una forte connotazione religiosa, ne trasuda addirittura. Io l’ho chiamata misticheggiante e fideistica. Puoi dirla “panica”, se vuoi, ma come definisci chi parla di tirannide, inferno, coscienza malata dell’uomo e nostra missione (per limitarsi all’incipit) e ritiene che sia responsabile di violenza, malattie e guerre!»
    L’articolo è generato da un sentimento empatico nei confronti dei soprusi imposti ad esseri senzienti. Come se ne avessimo impunibile diritto, come se non fosse che un’autoreferenza culturale. Soprusi che diventano inaccettabili se fatti a noi.
    Non riconoscere il legame che sussite tra gli elementi che l’autore collega non ha origine, né è riferito alla religione (sebbene alcuni termini impiegati richiamino quella cristiana).
    È invece una questione di consapevolezza che evidentemente non ti riguarda. Come necessariamente esprimi:
    «Ritengo al contrario che il pretendere che non si debba farlo sia basato su una convinzione religiosa come molti altri atti contro natura, dal celibato o l’astinenza alla monogamia e tutte le norme alimentari. E come tale la respingo».

  14. 12
    Matteo says:

    “Se ti riferisci all’articolo, non c’è alcun principio religioso”
    Secondo me questo articolo ha una forte connotazione religiosa, ne trasuda addirittura. Io l’ho chiamata misticheggiante e fideistica. Puoi dirla “panica”, se vuoi, ma come definisci chi parla di tirannide, inferno, coscienza malata dell’uomo e nostra missione (per limitarsi all’incipit) e ritiene che sia responsabile di violenza, malattie e guerre!
    Secondo me, come tutte le religioni, è falsa e probabilmente pericolosa, perché foriera (questa si) di violenze non appena gliene si presentasse la possibilità. Come storicamente dimostrato da tutte le religioni.
    Io non credo affatto che sia la cultura dominante a legittimare l’uomo a uccidere e mangiare, ma semplicemente la natura. Ritengo al contrario che il pretendere che non si debba farlo sia basato su una convinzione religiosa come molti altri atti contro natura, dal celibato o l’astinenza alla monogamia e tutte le norme alimentari. E come tale la respingo.
    Nella fattispecie, poi, c’è un tono che definirei “disneyano” nel considerare e descrivere i poveri animaletti tanto carini, tanto buoni e che devono essere salvati,  che mi fa venire l’orticaria.
    Completamente un altro discorso riguarda invece la sofferenza imposta per poter avere la carne (e latte e uova) smodatamente disponibile, cioè per assecondare il nostro modello di sviluppo. Ritengo responsabile e da emendare questo e non una supposta coscienza umana.
    In altre parole, non ho alcuna remora a uccidere e mangiare un animale che abbia vissuto una buona vita da animale: polli che razzolano, mucche che pascolano o i tanti asinini con cui hanno iniziato a sfruttare i poderi abbandonati delle nostre prealpi. Se poi trovo maiali al pascolo, sono disposto a corrergli dietro in prima persona!
    Ma sono disposto a combattere per eliminare allevamenti intensivi, a non mangiare carne e uova e latte non sostenibili e a pagare di più per averli. 
    Sinceramente ammetto di non essere completamente coerente, ma non ho mai preteso di essere perfetto!
     

  15. 11
    Roberto Pasini says:

    Principi religiosi e cibo. Non mi riferivo all’articolo ma all’esperienza di convivenza conviviale con colleghi ed amici aderenti a fedi religiose diverse e alla difficoltà di combinare una cena che andasse bene per tutti.
    Certamente esistono forti connessioni tra benessere fisico e spirituale. È ben noto anche agli scientisti e positivisti come me. Ma se un cibo fa schizzare in alto l’indice glicemico, lo fa schizzare in alto con le sue conseguenze. E’ biochimica. Se la prostata si ingrossa dopo una certa età (tema di grande attualita’🤪) il fenomeno è legato più al dosaggio del testosterone (sembra) che al benessere spirituale senile.
    La domanda che ho posto io ha una valenza personale. Io sono un vegetariano non vegano perché  i miei referenti mi hanno detto che comunque era necessario aumentare con l’età e lo sport la dose di proteine. Nessuno dei vegani che conosco mi ha dato una risposta soddisfacente per me su come fare senza un po’ di cibo animale (carne comunque esclusa) ma magari esiste. Sono in attesa. Io mi sono ritagliato il ruolo in questo talk show di quello che chiede” E allora?”
     

  16. 10
    lorenzo merlo says:

    «Quando si mescolano cibo e principi etici e religiosi la faccenda diventa davvero complessa».
    Se ti riferisci all’articolo, non c’è alcun principio religioso.
     
    «Ci si può fare male fisicamente non tanto spiritualmente».
    Si tratta della stessa cosa.

  17. 9
    Fabio Bertoncelli says:

    POST SCRIPTUM
    Al di là delle battute scherzose, sono d’accordo nel proibire l’uso degli animali nei circhi, sono d’accordo nel diminuire drasticamemte (ma non di eliminare) il consumo di carne, e personalmente lo sto già facendo da molti anni. Sono contro le atrocità negli allevamenti. Sono contro le corride, da vietare. 
    … … …
    Qui però Franco Libero è uscito di coppo. Totalmente.
    Speriamo solo momentaneamente.
     

  18. 8
    Fabio Bertoncelli says:

    Caro Alessandro, confessa: quanti paninazzi grondanti maionese 🍔🍔🍔 ti sei fatto fuori negli ultimi tempi?
     
    Sessista, razzista! E financo specista! Tiè! 🤘🤘🤘
     
     

  19. 7
    Roberto Pasini says:

    Quando si mescolano cibo e principi etici e religiosi la faccenda diventa davvero complessa. A me interessano le implicazioni pratiche e quindi vorrei proporre un interrogativo che mi pongo da un po’. La premessa è che sulle scelte alimentari non si scherza e il fai da te è pericoloso. Ci si può fare male fisicamente non tanto spiritualmente. La letteratura e gli esperti che conosco io dicono che dopo una certa età (diciamo 50) bisogna aumentare la quota giornaliera di proteine, soprattutto se si vuole continuare a praticare un’attività sportiva abbastanza intensa. L’eccesso di carboidrati è passato di moda, i famosi pasta party prima delle gare, e oggi si indicano i picchi glicemici come un grande pericolo per la salute. Addirittura c’è chi consiglia a chi vuole fare sport anche invecchiando diete paleo o chetogeniche. Per aumentare la quota di proteine solo con cibo vegano, ammesso che uno voglia fare questa scelta, bisognerebbe mangiare  quantità veramente elevate di verdure a contenuto proteico come i legumi; ammesso di riuscirci potrebbe avere per molti conseguenze non gradevoli. Gli integratori proteici, a parte il gusto, sono ricavati dal latte e quindi ci siamo di nuovo. Allora come salvarsi l’anima, rimanere in salute, e continuare a fare sport anche da vecchi assumendo la giusta dose di proteine? Mi piacerebbe chiederlo all’autore o a un suo seguace.

  20. 6
    paolo says:

    I cinesi sono capaci di nutrirsi cucinando di tutto, ma quasi tutti noi abbiamo schifo dei cibi non “raffinati” e inventiamo filosofie e regole facendone degli ideali o delle fedi.

  21. 5
    Matteo says:

    Non sono assolutamente d’accordo con l’impostazione misticheggiante e fideistico dell’articolo e nemmeno la sua filosofia.
    Non è certo essere vegetariani che rende gli uomini migliori e l’esserlo non dimostra di per sé alcun rispetto per la vita: Hitler era vegetariano, odiava l’alcool e aborriva il fumo.
    Non ho alcun ritegno ad ammazzare un animale per cibarmene, esattamente come un qualunque animale non ne avrebbe a uccidere me.
    Il problema credo sia un altro; l’uomo ha travalicato i limiti del sistema terra anche nel campo dell’alimentazione generando le aberrazioni di cui parla l’articolo (allevamenti intensivi, torture, sofferenze, eccetera). A cui aggiungerei anche uso di anabolizzanti e abuso di antibiotici.
    Il problema è la convinzione che siccome sono capace, posso; e siccome posso è un mio diritto. 
    E’ l’industria del cibo e l’economia di mercato, che peraltro porta a un cibo che fà male e spesso anche schifo (ho smesso di mangiare il pollo da molti anni, perché mi ricordo ancora come dovrebbe essere un pollo)
    Senza trucchi, per tirare su un bue dovrei usare un campo che altrimenti pianterei a patate o grano e la carne del bue dovrebbe costare come il raccolto mancato; a occhio almeno 150-200€ al chilo in media (e compresi tutti i tagli che ora si buttano)
    Come nota personale, interessasse a qualcuno, ammetto che non sempre sono coerente: è difficile vivendo qui e ora. Comunque mangio carne in media meno di una volta alla settimana, che è circa quello che dovrebbe fare la scimmia-uomo, perché così si è evoluta.
    E non mi piace l’integralismo religioso sotto qualunque forma, anche quella mazi-vegana
     

  22. 4
    paolo says:

    Allora EBOLA ha diritto di esistere !
    Non mi vanno a genio le certezze di alcuni uomini perché diventano fedi.
    E le fedi fanno anche sacrifici umani.

  23. 3
    lorenzo merlo says:

    Dentro una bolla di autoreferenza a 360* ci permettiamo di tutto. Anche il diritto di ridurre esseri senzienti a oggetti. 

  24. 2
    Onnivoro says:

    Per fortuna sono diverso da voi e viva la costata e la tartare

  25. 1
    Massimo says:

    Ha scordato gli animali da compagnia. O crederà che il cane sia nato per vivere nelle case delle città e scendere in un’aiuola dieci minuti? Com’è che questi non gli suscitano il ribrezzo che gli causano gli animali dei circhi? Eppure ambedue servono solo a divertirci.
    Detto che la vivisezione è proibita per legge lo invito a trarre le conseguenze dalle sue posizioni. Alla prossima visita odontiatrica di fronte alla necessita di una devitaluzzazione rifiuti sdegnosamente l’anestetico. Anzi rifiuti la visita, in toto.
    Del resto chi sono io per impedire al signore di sentirsi fratello di un pollo.

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