Alessio Conz: “Non toccate il Lagorai”

Nei numerosi post che abbiamo dedicato al progetto del Translagorai

ci era sfuggita una bella e accorata lettera dell’aspirante guida alpina e autore di guide Alessio Conz, dal titolo Non toccate il Lagorai, un luogo dell’anima, un Jurassic park inestimabile.

Quando Conz è sceso in campo si era nel pieno delle polemiche intorno al progetto della Translagorai, per il quale si parlava di un investimento complessivo di 3 milioni e 681 mila euro. L’accordo vedeva tra i firmatari i rappresentanti della Provincia di Trento, la SAT, la Magnifica Comunità di Fiemme e i comuni limitrofi

Sono tante le critiche messe in evidenza dalle associazioni ambientaliste e dagli amanti della montagna che considerano il Lagorai l’ultima frontiera, un paradiso wilderness (Qui articolo). Dopo un periodo di approfondimento la SAT aveva rotto il silenzio per rispedire al mittente tutte le accuse: “Basta strumentalizzazioni politiche, il progetto non mette in pericolo niente” (Qui articolo).

Ed è in quella che Alessio Conz, fondatore della realtà LagoraiAvventura, mise in discussione il progetto della Translagorai con la sua lettera, che qui pubblichiamo in forma integrale.

La parte settentrionale del gruppo delle Pale di San Martino vista dai Lagorai

Non toccate il Lagorai
di Alessio Conz

“Da circa un mese si è costituito un gruppo su Facebook che contesta l’impianto del progetto “Translagorai” al quale ho subito aderito in quanto ritrovo nello spirito della protesta molte considerazioni che mi appartengono da vicino.

Frequento anch’io da sempre il Lagorai ritrovandolo sempre “un luogo dell’anima”, come qualcuno lo ha già definito giustamente; un luogo magico soprattutto per essersi miracolosamente mantenuto lontano dalle rotte turistiche di maggior traino e per la sua apparente povertà di interesse turistico.

Solo apparente, appunto, perché negli ultimi 10 anni le cose sono parecchio cambiate ed i luoghi integri ed incontaminati hanno iniziato ad attirare molta più gente. E fin qui niente di male, il bello piace a tutti, e in fondo il territorio è grande e si può sempre trovare una uscita lontani dalla folla che in linea di massima affolla sempre gli stessi posti relativamente comodi e vicini al fondovalle.

Io peraltro ho sempre pensato che l’afflusso di turisti fosse una ricchezza per tutti coloro che in Lagorai ci vivono e ci devono lavorare, e quindi ci ho “puntato” anche in termini professionali.

La mia attività come aspirante guida alpina si chiama LagoraiAvventura e finora sono l’unico ad avere puntato in termini esclusivi su questo territorio.

Alessio Conz

Oltre alle mie proposte come aspirante guida alpina ho pubblicato una guida di sci alpinismo con 150 itinerari nel 2010, una guida di arrampicata nel 2011 (in fase di conclusione una seconda edizione), una guida di mountain bike nel 2018 con molti percorsi sul lato meridionale del gruppo e credo di poter affermare senza tema di smentita che ognuno di questi libri abbia portato ad una maggiore frequentazione del territorio.

In questi anni mi sono sempre attivato per divulgare la conoscenza del gruppo e per valorizzare le sue peculiarità anche in altri modi: dopo l’uscita della guida di arrampicata in Valle del Vanoi abbiamo portato avanti un progetto aiutati dal Comune di Canal San Bovo che ha portato al restauro e alla creazione di una ventina di vie di arrampicata e alla creazione di una bella falesia.

In cinque anni questo piccolo intervento si è rivelato un successo attraendo decine di persone in una valle fino a poco tempo prima quasi sconosciuta. A volte si può ottenere molto con molto poco.

Chi ha voglia potrà leggere le introduzioni alle mie guide: noterà che ho sempre parlato di spazi incontaminati, di natura integra, di uno spazio “interiore” nel quale ritrovarsi, di avvicinarsi con umiltà e rispetto, in punta di piedi.

Per questo mi risulta incomprensibile il lancio “in grande stile”, lontanissimo dalla storia del Lagorai, lontanissimo dalla sua cultura (regno di pastori e di rarissimi turisti fino a una manciata di anni fa), e pure in netta contraddizione con quanto hanno fatto finora molti comuni sul territorio (purtroppo non tutti) cioè evitare aggressioni e mantenerlo nella sua integrità, sviluppando con equilibrio ed intelligenza quel giusto per favorire l’economia locale e assecondare un turismo di escursionisti ed alpinisti.

L’ultima guida di Alessio Conz

I dubbi nascono innanzitutto dal fatto che sulla Translagorai poteva bastare un unico bivacco, o piccolo rifugio, sulla rotta classica del percorso e in secondo luogo dalla evidente vicinanza (non solo fisica ma anche, per così dire, imprenditoriale) agli impianti del Cermis che già hanno prodotto una ferrata a dir poco discutibile.

Il Lagorai è già una ricchezza così come è, un vero gioiello, un Jurassic park in grado di attirare escursionisti e alpinisti (gli stranieri, soprattutto tedeschi, hanno appena iniziato a conoscerlo) e non credo ci sia bisogno di farlo diventare l’ennesimo esempio di “montagna violata”.

Credo invece che meriti attenzione e rispetto, e l’aiuto di tutti quelli che lo amano “così come è”. E’ stato bello vedere tante persone stringersi assieme intorno a questa idea, questa cosa mi ha emozionato molto e voglio dire grazie di cuore a tutti.

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Alessio Conz: “Non toccate il Lagorai” ultima modifica: 2020-07-09T05:19:27+02:00 da GognaBlog

8 pensieri su “Alessio Conz: “Non toccate il Lagorai””

  1. 8
    Matteo says:

    “Da che mondo e mondo tra lo zero e l’infinito esistono migliaia di numeri intermedi che distinguono il buon senso dal fanatismo.”
    Concordo assolutamente con Telleschi.
    Però:
    dalla val di Fiemme le cime distano almeno quattro ore
    mi sembrano assolutamente accettabili, anzi direi il minimo sindacale per una vetta, dall’Antelao al Pelmo (per limitarmi alle dolomiti)
    Di meno significa appunto voler banalizzare inseguendo la logica del voler portare tutti dappertutto per poterli “mungere”…in altre parole “sputtanare” la montagna a parco avventura per deficienti!

  2. 7
    bruno telleschi says:

    Da che mondo e mondo tra lo zero e l’infinito esistono migliaia di numeri intermedi che distinguono il buon senso dal fanatismo. Giro spesso in Lagorai senza incontrare nessuno, ma vado a piedi e lascio le ferrate ai ciclisti.
     

  3. 6

    Telleschi, da che mondo è mondo per contemplare certi paesaggi é previsto fare uno sforzo fisico che può variare da zero (automobile) a infinite ore di duro cammino.  L’installazione di manufatti lungo il cammino è una perversione umana che ricalca l’antica storia della volpe e l’uva. 

  4. 5
    bruno telleschi says:

    Belle parole, ma un solo punto d’appoggio non basta per girare in Lagorai  (dalla val di Fiemme le cime distano almeno quattro ore!), a meno di non trasformare i viandanti in corridori o ciclisti che vedono nella montagna soltanto una palestra sportiva. Lo spirito è il luogo della contemplazione estetica piuttosto che l’esercizio di prestazioni fisiche.

  5. 4
    grazia says:

    È bello sapere che da qualche parte c’è un’accorata e fiera sentinella del territorio che abita.

  6. 3
    Roberto Scala says:

    Assolutamente condivisibile. Basterebbe infatti un punto d’appoggio per la traversata, non valorizzazioni  che portano al solo degrado.

  7. 2
    Alberto Benassi says:

    giù le mani imprenditoriali dal LAGORAI.

  8. 1

    Belle parole, complimenti! 
    “Fiero” di esserti collega.
     

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