Allegre proposte turistiche outdoor

Allegre proposte turistiche outdoor
(tutte braccia rubate all’escursionismo)

Tiro al piattello in montagna
Evidentemente molte persone NON considerano essenziale il silenzio in montagna. Ad alcuni il silenzio fa orrore.

Il trofeo memorial Ducoli Giacomone, 2015. La rete stesa serve a raccogliere i piattelliAllegreProposteTuristiche-16-GIACOMONE-018

Al cosiddetto “rifugio” Bazena-Tassara 1804 m si giunge in auto, da Breno o dal Passo di Croce Domini (a lato della Valcamònica): chi, domenica 17 luglio 2016, fosse andato in gita sul monte Frerone (El Frér in camuno, Al Frerù in bresciano), proprio sopra al suddetto “rifugio”, avrebbe udito per tutto il giorno il ripetuto e assordante rumore di colpi di carabina. Gli spari si susseguivano in occasione dell’annuale trofeo memorial (di tiro al piattello) Ducoli Giacomone, organizzato dalla FIDASC (Federazione Italiana Discipline Armi Sportive da Caccia) e giunto alla 17a edizione. Un frastuono che sentivano proprio tutti, anche quelli che non avrebbero voluto.

La gara (www.fidascvallecamonica.it/eventi-2016.html), vinta quest’anno da Maurizio Belotti, era ambientata sul prato appena a lato del detto “rifugio”, peraltro aduso ad altre iniziative ben rumorose e invasive (d’inverno con le motoslitte, d’estate con un corto alpine coaster/fun bob). Vedi a questo proposito il sito http://www.rifugiobazena.it/, nel quale il “rifugio” si autopresenta così:

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Del resto, in zona, ogni anno, nell’ultimo week-end di luglio, si tiene il motoraduno di Passo Croce Domini, della durata di tre giorni (venerdì, sabato e domenica).

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Il sottile legame tra specializzazione e consumismo
Se c’è una cosa che non dà fastidio a nessuno è il silenzioso nordic walking. La mia scarsa considerazione per quest’attività non è dovuta al fatto che sia prossima alla “fatica zero”. Ognuno è libero di fare quanta fatica desidera e come lo desidera, poca o tanta, anche a seconda delle sue possibilità.

Mi limito a osservare che la sua recente “invenzione” e “diffusione”, a dispetto di quanto predicato, non differisce affatto dal comune “escursionismo”, una parola che, chissà perché, nessuno pronuncia più. Anche la parola “passeggiata” è ormai praticamente riservata alle gite a cavallo.

Ötzi faceva qualcosa di simile 5000 anni fa, senza pretese, nonostante tutte le operazioni da specializzazione che le hanno cucito addosso per attribuirle (come si dice) “dignità” di disciplina sportiva.

Mi infastidisce non l’esercizio in se stesso bensì la sua denominazione, poiché questo “battesimo” evidenzia come tanti di coloro che trattano qualcosa non riescono ad evitare di tentarne una “qualificazione”, dunque darne le regole e quindi in qualche modo, più o meno invasivo, di imporla ad altri, anche a costo di forzarli.

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In quest’ultimo senso, ad esempio, si può interpretare l’intestazione Nordic Walking Park di Brenzone sul Garda data a un qualsiasi percorso pre-esistente.

Il problema che vorrei evidenziare non riguarda la validità o meno dell’attività (qualunque essa sia è comunque indifferente a chi non la pratica); riguarda invece il fenomeno per il quale, quando qualcuno rimaneggia qualcosa è come se ne appropriasse e, di fatto se non di diritto, la imponesse ad altri, quantomeno come modello da considerare secondo una sua pretesa configurazione, la quale risulterà più o meno rilevante o vincolante a seconda dell’importanza che riesce ad acquisire nel pubblico (più o meno consumistica).

Per chi non lo sapesse, ricordiamo qui che anche per il Nordic walking si fanno corsi, si rilasciano diplomi e c’è qualcuno che di fatto fa intendere che ve ne sia un’esclusiva professionale.

Di tale attività didattica a me e tanti altri non importa nulla, però non mi piacciono né le prese in giro (come quelle volte a dimostrare, con dovizia di argomenti tecnici se non scientifici, che è un qualcosa a sé), né le operazioni di mercato che operano, in ogni possibile angolo in cui si possa farlo e nella combinazione con analoghe altre, sul terreno “culturale“.

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Questo è il problema. E’ una strategia, una pratica in corso: proporre e diffondere attività, a volte appunto insulse ma comunque gestibili, con mira a mutare la mentalità delle persone, da soggetti autopensanti, silenziosi, rispettosi, consci di limiti, ecc., a soggetti potenziali consumatori, ovviamente di ciò che è facile e divertente ove si vogliano attingere i numeri grossi.

“Discipline” come quelle del bob estivo, del tiro al piattello montano, del nordic walking, dei parchi-avventura, delle funi e ponti tibetani e analoghi divertimentifici, sono ciascuna e tutte nel senso di alterare la precedente mentalità (a cominciare da quella dei bambini) di chi frequenta la montagna: ed è su questo terreno che, se si vuole, occorre rinvigorire o creare anticorpi.

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Allegre proposte turistiche outdoor ultima modifica: 2016-09-01T05:34:37+02:00 da GognaBlog

36 pensieri su “Allegre proposte turistiche outdoor”

  1. 36
    Fabio Bertoncelli says:

    Le ciaspole sono di uso antichissimo. Una volta erano di legno, a forma di fagiolo, e del tutto inefficienti. Tant’è vero che ben presto sono finite abbandonate nella mia cantina.
    Quelle moderne, invece, sono utili e permettono di trasformare quella che altrimenti sarebbe stata una sfacchinata in una bella giornata nella neve. Permettono inoltre di raggiungere gli attacchi delle vie. Desmaison se le portò con sé durante la prima invernale del Pilone Centrale del Frêney.
    I bastoncini sono anch’essi utili. Me ne sono reso conto dopo averli snobbati per anni (ma allora ero giovane e forte). Permettono di far lavorare anche i muscoli superiori, in discesa alleviano lo sforzo sulle ginocchia (le nostre cartilagini ci ringrazieranno), favoriscono l’equilibrio sui ghiaioni, nei macereti e durante i guadi dei ruscelli.
    Hanno un unico difetto: la camminata con i bastoncini da qualcuno viene chiamata “nordic walking”. Allo stesso modo si usano spesso parole inglesi anche quando esiste l’equivalente italiano: trekking, climber, location, selfie, outdoor, manager, leader, ecc.
    Ma perché non usiamo la nostra bella lingua italiana?

    In merito ai corsi di “nordic walking” non mi pronuncio. Ricordo solo che, a suo tempo, per imparare a respirare non ho avuto bisogno di alcun corso.

  2. 35
    Alberto Benassi says:

    “Problemi suoi, le battaglie contro i mulini a vento sono passate di moda.”

    Non solo quelle contro i mulini a vento. Oggi, tutte le BATTAGLIE sono passate di moda…purtroppo!

  3. 34
    Marcello Cominetti says:

    A questo punto la domanda sorge spontanea: come mai la vendita dell’aria fresca e il nordic walking sono stati accomunati piú volte e con lo stesso denominatore di inutilità, pur provenendo da post diversi? Mah…

  4. 33
    Roberto Giardini says:

    Quante masturbazioni mentali. In oltre 150 anni di frequentazione ludica delle montagne non è stato ancora imposto nulla, tant’è che c’è gente che scala free solo. Ma da dove deriva tutta questa paura del consumismo? Non sarà che molti degli scriventi siano nati negli anni cinquanta sessanta? Chi vuole continuerà ad andare in montagna come gli pare assumendosi i relativi rischi, chi non vuole si farà prendere dalle mode ed entrerà a far parte dei pecoroni. Problemi suoi, le battaglie contro i mulini a vento sono passate di moda.

  5. 32
    Davide Galli says:

    Interessantissimo il ragionamento sul Nordic Walking. Proviamo a sostituirlo con la parola Escursionismo e ragioniamo rileggendo la stessa frase pensando alla pretesa di rendere esclusivo l’accompagnamento escursionistico forzando una legge che tale esclusiva non la prevede (poiché parla appunto delle attività che richiedono “corda, piccozza e ramponi”):
    “Il problema che vorrei evidenziare non riguarda la validità o meno dell’attività (qualunque essa sia è comunque indifferente a chi non la pratica); riguarda invece il fenomeno per il quale, quando qualcuno rimaneggia qualcosa è come se ne appropriasse e, di fatto se non di diritto, la imponesse ad altri, quantomeno come modello da considerare secondo una sua pretesa configurazione, la quale risulterà più o meno rilevante o vincolante a seconda dell’importanza che riesce ad acquisire nel pubblico (più o meno consumistica).
    Per chi non lo sapesse, ricordiamo qui che anche per l’ESCURSIONISMO si fanno corsi, si rilasciano diplomi e c’è qualcuno che di fatto fa intendere che ve ne sia un’esclusiva professionale.”

  6. 31
    Alberto Benassi says:

    ho usato i bastoncini in diverse occasioni e sono d’accordo con Marcello.
    Penso possano essere utili nel caso di un bel peso sulle spalle mentre si attraversa un terreno particolarmente disagiato e sconnesso come quello di una morena per facilitare il passaggio/salto da un masso all’altro.

  7. 30

    Credo che nessuno qui ce l’abbia con il Nordic Walking in sé.
    Detto ciò vi invito a questa lettura http://marcellocominetti.blogspot.it/2015/09/leggende-quasi-metropolitane.html sull’uso dei bastoncini per camminare dalle origini ai giorni nostri. E mi aspetto aspre critiche. Ciao a tutti. (Istruttori compresi)

  8. 29
    Antonio Arioti says:

    “Questo è il problema. E’ una strategia, una pratica in corso: proporre e diffondere attività, a volte appunto insulse ma comunque gestibili, con mira a mutare la mentalità delle persone, da soggetti autopensanti, silenziosi, rispettosi, consci di limiti, ecc., a soggetti potenziali consumatori, ovviamente di ciò che è facile e divertente ove si vogliano attingere i numeri grossi.”
    La riflessione è assolutamente condivisibile, l’esempio del nordic walking forse sì e forse no. Il problema è che fa sorridere, a me fa sorridere, tutte le cose che sono state dette fanno sorridere perché relative ad un’attività che non esiste. Cioè esiste ma non esiste. Vendere un corso di NW mi ricorda Totò e De Filippo che vendevano la Fontana di Trevi. Sono quelle situazioni in cui non si sa bene quanto debba essere condannato il truffatore e quanto andrebbe invece sfottuto chi si fa truffare per la sua dabbenaggine.
    Per questo ho apprezzato due interventi diametralmente opposti, quello di Giampiero Assandri, molto corretto, e quello di Marcello Cominetti che ha riportato il tutto nell’ambito del tragicomico, come peraltro dovrebbe essere.

  9. 28
    GIANDO says:

    Allora, se si cerca di fare qualcosa in barba alla legge è un conto se ne facciamo una questione etica è un altro. Se con la scusa del NW vengono portate delle persone a fare dei percorsi il cui accompagnamento è di competenza di altri professionisti è una cosa se invece vogliamo combattere l’ignoranza becera ed evitare che il pollo di turno venga spennato mi dispiace ma la penso come Nicola Montanari perché a tutto c’è un limite.
    Andare a spiegare a una persona adulta e sana di mente che gli stanno palesemente vendendo dell’aria fritta sarebbe come andare a dirgli che si è appena fatto la pipì nelle mutande. Se non se ne accorge nonostante si sia bagnato è giusto che si faccia spennare.

  10. 27

    E qui ci casca l’asino o meglio si inserisce quello che dicevo nel primo intervento… “Una giornata in ambiente a scelta è compresa…”
    e si entra nell’ambito dove qualcuno pur di far soldi, tenta di cambiare il nome alle cose, by-passando la legge o tentando di farlo…
    E mi ci sono già trovato invischiato quindi so bene di cosa parlo… quindi tornando al senso dell’articolo non è che il NW sia una novità ma il tentativo (peraltro già ben consolidato ormai) di far soldi sul pollo di turno…!

  11. 26
    paolo panzeri says:

    Me l’ha spiegato oggi un amico

  12. 25
    paolo panzeri says:

    60 euro a testa, minimo 5 persone, 5 lezioni di max un’ora su ciclabile pedonale sotto le mura, la sera dopo le 18.
    Una giornata in ambiente a scelta è compresa, con spese tutte a carico degli allievi.
    Età minima 14 anni se accompagnati da responsabile certificato.
    Certificato medico e cardiologico da presentare.
    Per famiglie agevolazioni se due mezze giornate.
    Attrezzatura completa fornibile per 8 euro a volta.

  13. 24
    GIANDO says:

    Sono d’accordo Alberto, era solo per dire che noi giudichiamo spesso e volentieri chi non svolge un’attività per così dire tradizionale ma a nostra volta veniamo giudicati. Sulle patacche sono anche lì d’accordo.

  14. 23
    Alberto Benassi says:

    che la massa delle persone pensi che noi siamo dei deficienti lo so benissimo ma sinceramente non me ne frega nulla.
    Mica vado in montagna per cercare l’ approvazione degli altri. Ci vado per me e tanto basta!
    Dopo che sono più di 35 anni che ci vado, perfino i miei gentitori ancora non lo capiscono. Mio padre, dopo tutti questi anni, mi chiede se ancora non mi sono stufato di salire sempre sui SOLITI … sassi.
    E comunque anche coloro che nella vita non vedono altro che il lavoro e fare soldi su soldi e magari sacrificano i rapporti personali con amici e familiari, e si fanno veniore le malattie cardiache, non è che sono meno …deficienti.
    Quello che mi fa sorridere è che tutti oggi vogliono essere qualcosa e sopratutto qualcosa di diverso dagli altri con tanto di patacca:
    istruttore di qui , istruttore di là; guida di quì, guida di là. E guai ad oltrepassare i rispettivi limiti e campi d’azione.

    Comunque Alessandro in inglese è decisamente più FIGO…

  15. 22
    GIANDO says:

    Probabilmente, anzi sicuramente, sarò tonto ma cosa ci sia di male nell’insegnamento del nordic walking (anche se da insegnare non c’è praticamente nulla), nel codificarlo (bah..), nel dare diplomi (doppio bah..) onestamente non lo so. Per quale motivo insegnare arrampicata, alpinismo, sci di fondo, sci normale o scialpinismo dovrebbe essere più nobile? Se avessi un figlio senza lavoro che invece di cazzeggiare al bar facesse l’istruttore di nordic walking e raggranellase due soldi sarei contento. Non considererei la sua attività poco etica e non mi farei dei viaggi al pensiero di cosa potrebbe generare in termini didattici, etici, e quant’altro.
    Ma ci rendiamo conto che la stragrande maggioranza delle persone pensa che noi alpinisti/ escursionisti, soprattutto se estremi, siamo una manica di deficienti?

  16. 21
    Nicola Montanari says:

    Mi arrendo.

  17. 20
    Alessandro Gogna says:

    Caro Nicola Montanari, sono assolutamente della tua idea sul fatto che stiamo parlando di un problema “minore”. A volte però certe verità appaiono chiare soprattutto nei casi piccoli. In quest’occasione è toccato al NW, in altre toccherà ad altro, ma il succo è sempre lo stesso.
    Quando tu stesso dici (e lo dici) che non bisogna “avere pietà nei confronti dell’ignoranza becera”, la mia opinione è che, se si vuole fare cultura, occorre ogni tanto interessarsi all'”ignoranza becera” stessa, nella speranza di diminuirla, almeno un poco. Questo è il mio tentativo, e non mi sembra affatto di interessarmi a un problema “inesistente”. Francamente io non credo che tu goda particolarmente a dividere il mondo in becero e intelligente: e se non accetti questa distinzione allora non puoi far finta di nulla e dire che intanto il mondo va così.

  18. 19
    Nicola Montanari says:

    Scusa Alessandro ma per me ti metti dei problemi inesistenti. “Chi definisce in realtà delimita, quindi dà delle regole, con tutto ciò che ne consegue in termini didattici, etici e soprattutto commerciali.” mi può stare bene in linea di principio ma stiamo parlando di camminare con l’ausilio di due bastoncini. Possiamo veramente credere che un’attività del genere possa generare ripercussioni importanti in termini didattici, etici e commerciali? Suvvia, se vogliamo farci due risate siamo qui apposta ma se vogliamo costruirci un ragionamento articolato credo che, fra tutte le attività outdoor, il nordic walking sia il meno adatto a tale scopo.
    Nel mondo ci sono persone scaltre, intelligenti o meno è un altro discorso, e gonzi. I primi sfruttano i secondi, non sarà etico ma è così. In un mondo dove è sempre più difficile trovare un lavoro tradizionale ci si ingegna. Non è che il nordic walking sia da questo punto di vista tanto diverso dalla ginnastica in acqua, dalla pedalata in acqua e che dir si voglia. E allora non stiamo qui a fare dei voli pindarici sul nulla. Se c’è della gente talmente cogliona da farsi insegnare il nordic walking è giusto che ci sia gente furba che si spacci per istruttore di passeggiate. Mi dispiace, sarò cattivo, ma nei confronti dell’ignoranza becera non ho pietà. Per tutti i nordic walkers autodidatti invece massima stima.

  19. 18
    Alessandro Gogna says:

    Caro Luigi, io non me la “prendo” affatto con il Nordic Walking (attività rispettabilissima come tutte quelle che si svolgono nel silenzio e nel rispetto della natura). Io me la “prendo” con la DEFINIZIONE che è stata data a un normalissimo tipo di escursionismo.
    Chi definisce in realtà delimita, quindi dà delle regole, con tutto ciò che ne consegue in termini didattici, etici e soprattutto commerciali.
    Se un domani qualcuno chiamasse l’alpinismo ITALIAN MOUNTAINEERING (tanto per fare un esempio) e poi ne descrivesse caratteristiche, limiti, ambiti, chi lo può insegnare, ecc, mi preoccuperei in ugual modo. E’ chiaro adesso cosa intendo?

  20. 17
    luigi says:

    capisco (ma non condivido) l’odio atavico per cacciatori, motociclisti, motoslittari ecc… ma prendersela con nordic walking… ricordiamoci che la montagna è di chiunque la rispetta, non solo dei top climber o degli alpinisti di livello. da montanaro e appassionato di alpinismo (della domenica) penso che sia pericolosissimo associare l’idea di montagna alla sola pratica dell’alpinismo.

  21. 16
    vito says:

    Salve signori mi sono divertito a leggere questo post che mi è piaciuto moltissimo, ma vorrei fare un qualche appunto,
    uno la natura è di tutti e tutti vanno rispettati anche se praticano un qualcosa di strano come quello che ho visto salire in montagna con le mani e le gambe al vento, cosa gli volete contestare che con le scarpe sporca il cielo, uvvia signori sopratutto quello che da degli IDIOTI a chi pratica una disciplina che gli piace, anzi sono da ammirare che sperimentano nuove aperture mentali, e un pò rispetto ai motociclisto e ai tiratori che impegnano solo un giorno in un anno, anche loro hanno il diritto di godere la natura nel modo che preferiscono e non dite che in un giorno distruggono il mondo, loro vi rispettono non si mettono a criticare il modo in cui camminate o vi arrampicate o se invece del martello con i chiodi usate un trapano tassellatore. Dobbiamo essere più conprensivi nel rispetto delle idee degli altri, altrimenti ritorniamo all’era di “chi non la pensa come me perchè solo la mia è quella giusta allora ti sopprimo”.
    Facciamoci anzi fatevi un pò di analisi di coscienza e iniziate da voi, a fare un pò di autocritica su quello che dite e fate

  22. 15
    Luca Visentini says:

    E il Cristo Pensante sulla vetta del Castellàz chi se l’è inventato? Un istruttore fiammazzo di nordic walking!

  23. 14

    Nordic Walking…ovvero allenamento a secco per i fondisti… mi vien da ridere anzi da sghignazzare a pensare al movimento imposto del fondo riportato su terreni accidentati come anche un semplice sentiero ripido, frequentato da ogni tipo di fruitore, può presentare… vorrei proprio vedere quale differenza di movimento siano in grado di presentare i diplomati della “specialità”… Un bel business creato ad arte del quale è indiscutibile la caratteristica socializzante ma che visti gli spazi ridotti, ora vuole essere esportato in ambiente che non lo riguarda affatto tentando anche, e direi ovviamente, di by-passare le normative esistenti (L.6/89 in primis…).
    Rifugio Bazzena:
    in zona sono state proposte situazioni di sviluppo di attività alternative e compatibili per un turismo non impattante che sono state boicottate e quindi cassate dalle varie associazioni che si interessano dello sviluppo del territorio, questo perché non gliene frega niente dello sviluppo in generale se non in forma soggettiva e quindi a livello di possibile arricchimento (miraggio peggio che nel deserto…) , in un modo o nell’altro… e allora vai con le moto (ogni anno fioccano diverse multe da parte della forestale per il mancato rispetto delle prescrizioni sull’apertura della strada al traffico…appena va via la neve, cartelli o non cartelli arrivano anche dall’estero e si fiondano a rompere le balle su per i passo croce domini… ZONA PARCO!!!), via con le moto da cross, enduro e trial su per i sentieri grazie alle recenti “liberalizzazioni” della provincia e parliamo sempre di Parco… , via a manifestazioni di vario genere tipo motoslitte che due anni fa quando ho visto dove hanno tracciato il percorso mi si son rizzati i peli e per fortuna che a causa della troppa neve han rimandato la gara (accesso stradale interdetto per altissimo rischio valanghivo), altrimenti altro che notizia sulla montagna assassina… Intanto il sentiero dell’Alta via numero 1 dell’Adamello che non a caso è considerato tra le alte vie più belle delle Alpi e parte proprio da Bazena, non viene nemmeno preso in considerazione se non a livello di frequentazione da parte dei locali…
    Ottusità, si chiama così… e fortuna che la proposta di allungamento degli impianti da sci del Gaver (chiusi ormai da due anni) per il rilancio della zona non è stato preso in considerazione… sennò per tentare un rilancio di una zona che sciisticamente non ha più niente da dire (frequentazione assolutamente ridicola nei numeri) si sarebbe distrutto un ambiente che già ora appare piuttosto disastrato malgrado la connotazione a PARCO… !!!
    Per il resto mi associo a Marcello Cominetti ed offro lo sponsor per i preservativi (purtroppo non hanno ancora inventato quelli per il cervello…)

  24. 13
    paolo panzeri says:

    Per ridere.
    A me va benissimo il nordic walking, anche se mi sembra che quasi tutti quelli che lo praticano soffrano “dabbestia”, han di quelle facce e non sorridono mai.
    Continuo a trovare in giro bastoncini rotti.
    A casa ne riparo uno con due e faccio dei regali!
    Tutti contenti!

  25. 12
    Roberto Giardini says:

    Passi per il tiro al piattello ed altre attività rumorose ma la disquisizione sul nordic walking mi lascia basito.
    Ho come la sensazione che chi l’ha scritto non avesse in quel momento cose più importanti da fare. Ma va bene anche così eh, non si può certo parlare sempre dei massimi sistemi.

  26. 11
    Alberto Benassi says:

    non è da idioti praticarlo.
    E’ da idioti chiamarlo nordic walking, visto che siamo in Italia.

  27. 10
    Nicola Montanari says:

    Comprendo lo spirito di fondo dell’articolo e istintivamente lo condivido però condivido anche le riflessioni di Giampiero Assandri che trovo molto sensate.
    Volendo entrare nello specifico giusto per rimanere in tema spezzerei però una lancia a favore del nordic walking. Praticarlo sarà forse anche da idioti, per usare un termine che non mi piace di Marcello Cominetti, ma non vedo quale fastidio dia. Diverso è il discorso del tiro al piattello, che ci regala sempre delle medaglie olimpiche, e di altre attività impattanti a vario livello sul territorio.

  28. 9

    Propongo una gara di Tiro al Motociclista in Valcamonica, con pranzo e premiazione presso il Rif. Bazena. Primo premio: un corso di Nordic Walking, secondo: oun giro in motoslitta, terzo: una confezione di preservativi. Per una modesta non proliferazione di idioti.

  29. 8
    Antonio Arioti says:

    Bella la piuma sul cappello! Anch’io anch’io 😉

  30. 7
    GIANDO says:

    Non lo so, a volte ho la sensazione che si esageri. A questo punto rimettiamoci i pantaloni alla zuava e la piuma sul cappello ma buttando a mare anche corde, moschettoni e chiodi tradizionali. Torniamo a muoverci come i cacciatori di una volta e non lamentiamoci se qualche ordinanza impedisce di arrampicare per via della nidificazione del falco pellegrino. Se siamo coerenti non devono esserci vie di mezzo se no significa che diamo un colpo al cerchio e uno alla botte anche noi secondo il nostro tornaconto.

  31. 6
    paolo panzeri says:

    Giando forse ci illudiamo.
    L’altro giorno salivo ad un rifugio e nel tratto con una fissa c’era un gregge di pecoroni espertissimi e attrezzatissimi tutti accavallati e preoccupati che avevano reso tutto pericoloso per loro e per gli altri facendo anche cadere sassi e loro pezzi vari.
    Sì, dopo una mezz’ora io son salito da un’altra parte, il vecchio tracciato senza fissa, ma ero preoccupato per loro e anche per ciò che potevano farmi arrivare addosso altri greggi sparsi qua e là.
    Civilizzare in modo consumistico e rendere sicura la montagna secondo me è una grande fesseria, una illusione da ignoranti, ma la gente ci crede sempre più, quindi non c’è niente da fare se non dare l’esempio.
    Ora si parla sempre più di fatalità, quando qualcuno si fa male o muore, mi domando se non si sa più cosa dire.
    Però in un pezzo dove avevano spostato la ferrata per farla “più sicura” son sceso lungo il tracciato della vecchia e quando della gente mi ha chiesto perché lo facessi ho risposto loro che a me piace l’intelligenza dell’uomo in montagna e non la tecnica. Quando dopo un po’ mi son girato a guardarli, loro salivano contenti dove io ero sceso. Mi ha fatto piacere. Ma è un fatto raro.

  32. 5
    giampiero assandri says:

    Invecchiando sono diventato più tollerante rispetto alle scelte altrui, sia in montagna sia nella vita, e non credo si possano classificare le attività umane secondo una scala assoluta di “nobiltà”, essendo i valori del tutto soggettivi e determinati dalla propria cultura e dal proprio carattere. Non penso ad es. che rischiare la vita su una parete di 6c, magari in solitaria, sia in assoluto più meritevole, più divertente, o addirittura più “etico”, rispetto all’appendersi ad un moschettone e scendere lungo un cavo teso tra due alberi dopo aver bevuto un bicchiere di Bonarda. Mi tengo alla larga da cavi ed elastici, ma non per questo mi sento superiore o biasimo chi si diverte con quei mezzi. La questione sta nell’evitare che la propria libertà confligga con quella degli altri e dunque anche per il tiro al piattello, per le motoslitte , l’elisky e per tutte le attività che impattano sull’ambiente si tratta di adottare delle regole, cercando di evitare che il denaro e i pregiudizi siano gli unici parametri su cui fondare queste regole: è l’eterno ed impegnativo compito della politica, compresa quella locale di Regioni e Comuni, anche se questa parola ormai ci fa orrore. Non mi scandalizza che in alcune aree si realizzino aree attrezzate con annessi parchi avventura, che magari consentono a qualche piccola impresa o cooperativa di sopravvivere. Nè trovo così scandaloso che si sia diffuso il nord walking o l’escursionismo con le ciaspole grazie alla capacità imprenditoriale di qualcuno, se il risultato è quello di far camminare la gente che prima stava in poltrona. Da sempre la pubblicità si appropria di qualcosa che già esiste in forme marginali e le ammanta di effetti speciali con l’aggiunta di qualche briciolo di tecnologia per renderla più appetibile e vendibile: dovessi dire ad es. che i miei sci da scialpinismo ulteramoderni con tanto di spatole larghe, triplice raggio di curvatura e roker siano radicalmente diversi dai vecchi Fischer Habeler degli anni ’80, beh! non potrei. C’è posto per tutti in montagna (o almeno speriamo che i cambiamenti climatici non ci spazzino via troppo presto tutti quanti!) e ognuno accenda il cervello per decidere consapevolmente quanto vuole cedere alle lusinghe della pubblicità.

  33. 4
    GIANDO says:

    A me il nordic walking fa sorridere ma se tutti i problemi della montagna stessero lì di nordic walker ne vorrei a migliaia. Tanto dove vado io e dove va gente assai più brava di me i nordic walker non arriveranno mai.

  34. 3
    Antonio Arioti says:

    L’unica maniera per creare anticorpi è dare un esempio. L’esempio vale più di mille parole.

  35. 2

    Cosa vuoi commentaare…..Chi sente odore di Bisnees. Può far tutto! Le associazione “Così dette ambientaliste” possono solo scrivere le loro proteste. Comunicarle sui MEDIA….ma poi!!!!! Chi ha interessi fa i propri interessi.

  36. 1
    Salvatore Bragantini says:

    Concordo in pieno. Fra un po’ qualcuno pretenderà di chiamare le gite in montagna solo col nome di “Hiking” o “Trekking”, affiancandogli però la R inserita in un circoletto. Avrà registrato quel marchio, e sarà suo…
    Temo pure che il Ducoli cui è intestato quella gara organizzata da braccia rubate all’ecursionismo sia Giandomenico, morto nel ’93 con Battistino Bonali sulla Nord dello Huascaran. Non credo meriti di essere ricordato con spari spetazzanti in un luna park trasferito in montagna, un “Mountain Park” agli antipodi dei “National Park” americani…

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