Alt(r)i Spazi

Lettura: spessore-weight(2), impegno-effort(1), disimpegno-entertainment(2)

Nel giugno 2003 nasce Alt(r)i Spazi – Associazione Culturale Ettore Pagani, per iniziativa di un gruppo di amici sulla scia di un’idea mai realizzata di Ornella Antonioli (Videomontagna) e in ricordo dell’alpinista Ettore Pagani.

Da subito è un’organizzazione indipendente e senza scopo di lucro che opera in ambito culturale a favore della maggiore conoscenza del mondo della montagna.

L’Associazione, da tutti chiamata per semplicità Altri Spazi e costituita a Milano perché città di lunga tradizione alpinistica e da sempre curiosa e aperta a stimoli di respiro internazionale, ha ora sede legale a Pietramurata di Dro (TN). L’attività dell’Associazione è resa possibile dall’entusiasmo e dalla determinazione di amici e sostenitori di età e ambienti diversi ma tutti accomunati da amore per la cultura, passione per la montagna, l’esplorazione, la natura, il viaggio.

Volendo, ci si associa ad Altri Spazi con https://www.altrispazi.it/come-associarsi/.

Paola Ornella Antonioli
Paola Antonioli, da tutti chiamata Ornella, nasce a Zurigo il 12 ottobre 1944.
Appassionata di montagna si dedica fin da giovanissima agli sport ad essa collegati: escursioni a piedi, sci e scialpinismo.
Specialmente nello sci raggiunge livelli tecnici molto buoni, tanto da farle pensare di sostenere l’esame per diventare maestra. Scelta che però ritiene opportuno non fare.
Diplomata al liceo linguistico sceglie di lavorare in ufficio, cosa che ben presto si accorge non esserle sufficiente.

Alla fine del 1968 conosce Alessandro Gogna, con il quale si unisce poi in matrimonio nel novembre 1971. Con Gogna inizia una movimentata vita di montagna e viaggi: per lungo tempo Ornella si dedica alle escursioni extraeuropee, facendo da tour leader in vari viaggi organizzati dal pioniere del trekking in Italia, Beppe Tenti.

Ornella Antonioli in Niger, gennaio 1985

Nel 1972 Ornella è tra i primi italiani, assieme a uno di questi gruppi, a percorrere il corridoio del Wakhan, in Afghanistan.
Nel 1975 con Alessandro è la prima italiana a visitare il Ladakh subito dopo la fine della sua chiusura agli stranieri. Stessa cosa per il Sikkim, nel 1977.
Ornella e Alessandro organizzano anche trekking per proprio conto (Sikkim, Groenlandia), indipendentemente da Trekking International e da Beppe Tenti.

Nel 1981 fa parte del team che Alessandro mette in piedi per la realizzazione di un ambizioso libro: Mezzogiorno di Pietra. Si propone lo studio e la scoperta di tutte le più belle zone adatte all’arrampicata e al trekking del nostro Meridione, un lavoro che costa sei mesi di tempo solo per le campagne svolte sul campo.
In questo progetto l’apporto di Ornella è essenziale, soprattutto dal punto di vista logistico.

Altra attività di Ornella è la brillante traduzione di opere dal francese o dal tedesco: i volumi da lei tradotti sono circa una dozzina, tra cui i più significativi libri di Reinhold Messner.

Nel 1982 fonda con Alessandro la Edizioni Melograno, una casa editrice che si distingue subito per la novità di concezione e per i titoli, tra i più significativi del tempo.

Dopo il divorzio da Alessandro, prosegue la sua attività nel campo della cultura di montagna, collaborando per anni con Gino Buscaini alla redazione dei vari volumi della Collana Monti d’Italia del CAI-TCI.
Tra i sogni che più desidera realizzare è l’inizio di una nuova attività, quella di tramite tra i conferenzieri di montagna e gli enti interessati a serate culturali sulla montagna. “Videomontagna” è il nome di questo progetto, destinato però a non vedere la luce, che si perfezionerà invece (e con notevoli modifiche) nel giugno del 2003, con il nome di “Alt(r)i Spazi“. Ornella è ovviamente tra i fondatori della nostra associazione.

La competenza, le capacità, l’iniziativa e il carattere di questa donna hanno purtroppo una dolorosa fine il 29 dicembre 2003, a Milano, dopo una malattia, relativamente breve ma senza possibilità di appello.

Ettore Pagani
L’amicizia tra Alessandro Gogna ed Ettore è di lunghissima data, parliamo del 1965, quando era ancora studente di architettura a Milano. Ettore era nato a Sueglio, in provincia di Lecco, a 800 metri d’altezza e con il lago a portata di mano. Papà Alfonso era di Affori, un quartiere di Milano. Mamma Tina, bergamasca della Val di Sclave, nell’estate del 1943 era sfollata a Sueglio con il pancione per scappare dai bombardamenti.

Il ricordo di Nicolò Berzi: «Il 3 gennaio 2003, Ettore Pagani, alpinista, arrampicatore, ma soprattutto il mio migliore amico, è volato via su una mina nel deserto del Niger (assieme a Marilena e Alessandro Carones, NdR). Da allora il mondo è molto meno bello.

Mount Kenya, Ornella Antonioli in vetta alla Punta Lenana, 4 gennaio 1973

La prima volta di Ettore con una guida alpina non andò tanto bene. In attesa dei suoi amici che sarebbero arrivati due giorni dopo e con il tempo splendido si accordò per una salita nel gruppo del Bianco e finì a condurre la cordata perché la guida non riusciva a salire. La seconda volta, parecchi anni dopo, fu con me, ma rischiò di finire alla stessa maniera perché io mi dimenticai a casa l’imbrago. Ma quell’incontro, cominciato con una gaffe, è presto diventato una grande amicizia. Ettore è entrato nella mia vita portandovi buona parte di quanto ora c’è di buono.

Da quella prima arrampicata insieme abbiamo fatto davvero tantissime salite. Ma con la serietà con cui si interessava alle cose, prima di ritornare in montagna si è iscritto ai corsi che tenevo in una palestra di Milano, ricominciando dall’inizio, curioso e interessato a capire come le cose sono cambiate. Poi, tra le salite sulle Alpi e i viaggi ad arrampicare in giro per il mondo, è riuscito anche a presentarmi quella che oggi è mia moglie, a farci da testimone di nozze, a progettarci la casa e ad aiutarmi molto nel mio lavoro. Qualche mese prima dell’incidente abbiamo finito di richiodare la via che aprì con Tiziano Nardella alla fine degli anni ’60 sul Medale, la famosa Milano ’68; e su questa iniziativa che ha scatenato polemiche ha scritto un articolo e abbiamo girato un film.

Anche nella vita di tutti i giorni Ettore ha cercato, e trovato, una vita completa e appagante, rinunciando alla professione di architetto per fare il falegname, lasciando l’alpinismo per la vela dopo la scomparsa di alcuni suoi grandi amici per poi tornarci tanti anni dopo, sposando Simona con la quale condivide la passione per la montagna e l’arrampicata e che gli ha dato tante soddisfazioni, anche se a volte faceva finta di arrabbiarsi quando lei arrampicava meglio di lui in aderenza sulle lisce placche di granito.

Ettore Pagani è stato il mio maestro di vita, spero un giorno di diventare un uomo come lui».

Il ricordo di Lorenza Pleuteri (6 gennaio 2003): «… Acqua e montagne. E la guerra, come quelle che continuano a uccidere nei posti lontani dove era approdato e quelle contestate nelle marce per la pace. Le costanti della sua esistenza, già nel ’68 barricadera, con l’occupazione del Politecnico e le prime manifestazioni. Alpinista provetto, tempo fa aveva seguito un corso di vela. L’ennesima esperienza entusiasmante, tanto da spingerlo a diventare istruttore e a solcare l’Atlantico.

Se fosse morto un altro, allo stesso modo in cui purtroppo sono morti loro, lui avrebbe detto: “Si parla delle mine perché ci sono saltati sopra tre occidentali in vacanza. E le altre vittime, quelle che nessuno vuol vedere?”». Era fatto così, sempre attento ai bisogni degli altri e con una forte coscienza civile, l’architetto-falegname-alpinista-giramondo Ettore Pagani. O semplicemente il legnamee, come lo chiamavano i vecchi della corte di corso San Gottardo 22 dove nel 1982 aveva avviato bottega e faceva quello che gli piaceva di più, abbandonato per scelta lo studio in cui si era occupato di urbanistica e progettazione. Maneggiare la materia prima, il legno. Odorare di resina e di bosco. Dare forma alle idee. Inventare e fare, con raffinato gusto, mobili di massello unici. Sognare un nuovo viaggio nel deserto e poi un altro e un altro ancora. Pensare al montaggio del video appena girato sulla Corna di Medale, dove di recente era tornato per richiodare la via Milano ‘68 da lui aperta. Immaginare la sognata casa nuova, quattro muri in montagna, da rimettere a posto. “Eppure – non c’è una voce che dissenta – era l’uomo più umile, generoso e disponibile della terra”. E per tutti era un piacere ascoltare brandelli di mille avventure – quella volta che aveva trasformato la Renault bianca in un accampamento viaggiante, il Maggiolone con cui era arrivato fino in Afghanistan assieme alla prima moglie – mentre lui dava da mangiare ai suoi due gatti.

1 agosto 1985 (Mesolcina). Ettore Pagani in arrampicata sull’Anticima dello Stagn (Monte Cardinello), prima ascensione di Nobile Pomeriggio

Simona, la seconda moglie, sposata nel 1997, gli era sempre a fianco. “Non riusciamo ad immaginare – concorda chi frequentava entrambi – come si sentirà appena riaprirà la porta di casa, in via Meda, e verrà schiacciata dal vuoto”. Il legnamee, pianto ieri anche dalla prima moglie Mary, legatissima e affezionata a lui, mancherà molto pure all’uomo coi capelli bianchi che non vuole dire il suo nome e ai giovani della palestra di roccia di via Bonghi. “Era amato dai ragazzi – racconta il compagno di sempre, più di un fratello – e lui si dava da fare per trasmettere loro la sua passione, insegnare le tecniche di scalata, i segreti delle montagne. E la prudenza, perché sventato non lo è mai stato. Tutt’altro. Ogni arrampicata e ogni viaggio erano preparati con cura maniacale, con attenzione. Un passo falso non lo avrebbe fatto”. E non aveva paura. “Ha cenato da me, due sere prima che partisse per il Niger – spiega l’uomo con i capelli bianchi – Aveva saputo che, mesi addietro, una comitiva di francesi era stata sequestrata dai briganti o dai ribelli. Però lui e il suo gruppo, guidato da Piero Ravà, vecchio e fidato amico, si sarebbero tenuti alla larga da quella zona. Le mine no, non le temeva, altrimenti me lo avrebbe detto. Invece non ne abbiamo neanche parlato. E io adesso ci penso in continuazione. Finire così, non esiste. Non ho parole, per quello che è successo. Ma un pensiero sì, forse cattivo. Che la mina che ha ucciso lui e gli amici l’hanno costruita qui, in Italia”».

L’attività culturale di Altri Spazi
Nel 2004 ebbe inizio con la proposta a Milano di Montagne in città, rassegna internazionale di cinema e cultura di montagna che la Cooperativa La Montagna proponeva già da dieci anni a Roma.

Bella anche la mostra fotografica Alpi ultima wilderness , dove le immagini di Marco Milani proponevano una visione delle Alpi come da lui sentita e vissuta.

Nel 2005 si diede il via all’iniziativa TrentoFilmfestival a Milano, una sintesi degli eventi principali dell’annuale Festival di Trento. Questa fortunata rassegna, già dal 2006 accompagnata da tre giornate dedicate alla cultura di montagna, esplorazione e avventura, continuerà ininterrotta fino alla decima edizione, quella del 2014. In seguito Altri Spazi è stata costretta a cedere il passo a gestori più intraprendenti e motivati cui la sua presenza dava solo fastidio.

Nel 2006 nacque pure la serie di serate denominate Tarallucci e Vino: ne scegliamo una, tanto per darne un’idea, Tarallucci e vino – Aouslou, una storia di deserti, proiezione del film Aouslou, una storia di deserti di Rocco Ravà con Issaka Boureima (26 minuti).

Settembre 1984. Milano, via Volta 10: Ornella, Giulia Mortara, Mary Pagani, Ettore Pagani. Il tavolo, lungo più di 4 metri e del tutto a sbalzo, è un’idea e realizzazione di Ettore.

A quest’esperienza (di un totale di sei serate tra il 2006 e il 2007, senza grandi pretese e del tutto gratuite) seguì con la buona volontà di tutti nel 2007 quella più strutturata di Le Alt(r)e Sere che ebbe svolgimento fino al 2015, per un totale di 28 serate con pubblico pagante. Tra di queste ricordiamo Alt(r)esere – Simone Moro 8000 metri di vita, storia di un lungo viaggio attraverso esperienze di vita e di alpinismo vissute in diversi e remoti angoli del pianeta (2007); Alt(r)esere – Omaggio a Patrick Berhault, proiezione dei film Metamorphosis e Sur le fil des 4000 (2007); Alt(r)esere – Senza chiodi fissi, proiezione del film Senza chiodi fissi di Alessio Viola (41’, Italia 2005), (2007); Reinhold Messner a Milano, Reinhold Messner intervistato da intervistato da Claudio Sabelli Fioretti e presentazione del libro Dolomiti-Patrimonio dell’Umanità (2010); Alt(r)esere – Enigma Himalaya, presentazione del libro di Kurt Diemberger e Roberto Mantovani, in collaborazione con Mondadori Editore e la Cineteca Italiana (2010); Alt(r)esere – Steve House a Milano, in collaborazione con Patagonia, l’edizione italiana del suo primo libro Oltre la montagna (2010); Altresere – Walter Bonatti, con stima e affetto, due serate di film e interviste (2011); Alt(r)esere – Riccardo Cassin e il Mount McKinley, prima ascensione della parete sud del Mount McKinley (Spedizione “Città di Lecco”, Alaska, 6-19 luglio 1961), (2011); Alt(r)esere – Denis Urubko a Milano, presentazione del libro Colpevole di alpinismo (2011); Alt(r)esere – Emozioni ad alta quota, omaggio a Walter Nones (2011); Alt(r)esere – Enzo Cozzolino , omaggio a una Singolarità segnata dall”Assoluto (2012); Infinite Jest, una serata con i Ragni di Lecco (2013); Alt(r)esere – Il Trofeo Mezzalama, 80 anni di storia 1933-2013, (2013); Alt(r)esere – Patrick Edlinger. Una vita sulla punta delle dita, serata in omaggio a Patrick Edlinger, che ha segnato in modo indelebile il mondo dell’arrampicata (2013); Alt(r)esere – La Pietra dei Sogni, l’arrampicata nel Mezzogiorno d’Italia (2014); Alt(r)esere – SOUTH!, l’avventura in Antartide di Ernest Shackleton, della Endurance e dei 27 uomini del suo equipaggio (2014); Alt(r)esere – Per Rossana Podestà, omaggio all’attrice e alla donna che con Bonatti ha formato una delle coppie più belle e affascinanti del Novecento (2014); Quella del signor Miura e altre storie, emozioni, adrenalina e libertà tra montagne di neve e creste immacolate con Emilio Previtali (2015).

Dal 2016 Altri Spazi è tra i promotori della fortunata iniziativa Milano Mountain Film Festival, cinema, fotografia e teatro in una grande festa annuale di alpinismo, esplorazione e arrampicata. Quest’evento, con la sigla di MiMoFF, è in programmazione anche per il 2019.

Per una dettagliata descrizione dell’attività culturale svolta anno per anno, vedi l’apposita sezione archivio eventi.

Cos’è dunque Alt(r)iSpazi
Il mondo della montagna (nel suo respiro più internazionale) sempre di più si fa cornice di quella che ormai è parte essenziale della vita di un cittadino. Aumenta il desiderio di proposte specifiche e di occasioni culturali, perché è un’esigenza degli spiriti liberi.
Il grande pubblico oggi non può accedere che raramente a una produzione artistica che spesso è relegata a esprimersi in ambienti settoriali o assai confinati. Di questo disagio era ben cosciente Ornella Antonioli, figura di rilievo nella cultura della montagna, impegnata ambientalista, da sempre curiosa di esplorazione e alpinismo e attiva nel mondo dell’editoria di settore.

L’Associazione vuole perciò sollecitare l’interesse e la curiosità del pubblico sui temi più attuali del rapporto fra uomo e ambiente, quindi dell’avventura e di molte delle sue declinazioni sportive e culturali, nell’intento di una maggiore partecipazione generale e nell’ottica della nostra crescita individuale.
Il motore di questa collaborazione è costituito dalla comune ricerca in Alt(r)iSpazi dei valori più autentici della vita, ricerca che si traduce in impegno culturale e civile, nella massima apertura al confronto, alla partecipazione e al coinvolgimento emotivo.
Nell’ambito di quanto chiaramente esposto nel suo Statuto, l’Associazione si vuole accreditare come realtà dinamica e capace, a disposizione della cultura della montagna e dell’esplorazione, diventando punto di riferimento non solo delle persone di tutte le età che vivono la pratica sportiva, il viaggio e il contatto con l’ambiente ma anche di coloro che sono nati e vivono in montagna e che s’impegnano in una visione di vita per dare nuovo senso alla pur nobile ma vecchia figura del montanaro. Abbiamo visto come l’Associazione si sia distinta nell’organizzazione di riusciti e periodici incontri,, dibattiti e confronti tra vecchi e nuovi protagonisti sui temi alpinismo, ambiente, viaggi e avventura.

Nel 2018 è stato rilanciato il Sito web, punto di riferimento italiano per la cultura della montagna in rete, accessibile ogni giorno con proposte sempre nuove. Fotografia, film, letture ed eventi selezionati con cadenza periodica perché non ci si perda nulla, ma proprio nulla di ciò che di buono accade intorno al mondo della montagna. Dall’inizio del 2019 il sito http://www.altrispazi.it è partner del grande portale Sherpa, alta quota di verità (http://www.sherpa-gate.com). E’ di questi giorni l’arrivo in libreria di Valle della Luce, alpinismo nelle valli della Sarca e dei Laghi. L’opera, firmata da Alessandro Gogna e Marco Furlani, promette d’essere un libro-caposaldo della storia dell’alpinismo. Anch’essa è nata come grande iniziativa editoriale di Alt(r)i Spazi.

Per associarsi, https://www.altrispazi.it/come-associarsi/.

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Alt(r)i Spazi ultima modifica: 2019-04-19T05:37:19+01:00 da GognaBlog

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