Appello al Ministero dell’Ambiente

Appello al Ministero dell’Ambiente
a cura delle associazioni: Club Alpino Italiano, ENPA, Federparchi, Italia Nostra, LegAmbiente, LIPU, Marevivo, Mountain Wilderness Italia, ProNatura, Touring Club Italiano e WWF

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Un comunicato stampa dell’11 marzo 2019 esprime la preoccupazione delle associazioni ambientaliste per il futuro dei parchi nazionali.

Il 18 marzo 2019 scade infatti il mandato del Presidente del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Un passaggio istituzionale al quale le associazioni in lista guardano con giustificata inquietudine. Come tutti sanno (o non dovrebbero dimenticare), il Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise nell’arco della sua storia quasi centenaria ha sempre rappresentato l’esempio concreto e simbolico di una lungimirante gestione del patrimonio paesaggistico, naturale, culturale del nostro paese. Fino ad acquistare il valore di modello di riferimento per tutti i successivi parchi nazionali presenti sul territorio italiano. Se le associazioni ravvisano in questo imminente passaggio del testimone un potenziale pericolo è perché l’esperienza maturata in questi ultimi anni non lascia ampio spazio all’ottimismo. La scelta di un nuovo presidente potrebbe portare a una defatigante catena di compromessi, rinvii, patteggiamenti, stalli. Insomma un’ennesima e particolarmente infausta criticità che si aggiungerebbe alle altre numerose criticità dalle quali deriva la paralisi gestionale della maggior parte dei parchi nazionali italiani.

Solo chi non conosce la realtà potrebbe pensare a un allarme esagerato.

Da anni e non da mesi sono commissariati i parchi dell’Appennino Lucano e della Sila; da anni e non da mesi sono privi di presidente i parchi nazionali delle Dolomiti Bellunesi, delle Cinque Terre, delle Foreste Casentinesi, dei Monti Sibillini, della Maiella, del Gargano, dell’Alta Murgia, del Circeo, dell’Aspromonte e dell’Asinara.

Le associazioni ricordano che alcune di queste realtà oggi sono anche prive di direttori legittimamente nominati e si affidano a dipendenti che ne svolgono le funzioni: è questo il caso dei parchi Dolomiti Bellunesi, Foreste Casentinesi, Maiella, Abruzzo-Lazio-Molise, Gargano, Appennino Lucano, Sila, La Maddalena e Pantelleria.

Tale essendo la drammatica situazione, profondamente preoccupati per la natura protetta italiana, le associazioni Club Alpino Italiano (CAI), ENPA, Federparchi, Italia Nostra, LegAmbiente, LIPU, Marevivo, Mountain Wilderness Italia, ProNatura, Touring Club Italiano (TCI) e WWF

si rivolgono al Ministro dell’Ambiente chiedendogli di intervenire con urgenza per risolvere le nomine in sospeso e per garantire da subito al Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise gli organi dirigenti e di Presidenza – di alto livello – necessari al suo migliore funzionamento.

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Appello al Ministero dell’Ambiente ultima modifica: 2019-03-14T05:49:32+02:00 da GognaBlog

3 pensieri su “Appello al Ministero dell’Ambiente”

  1. 3
    Alberto Benassi says:

    Il turismo sostenibile/slow è il futuro. Anzi a essere sinceri dovrebbe già essere il presente.

    Parole giuste!!  ma al vento.

  2. 2
    Carlo Crovella says:

    In Italua abbiamo il contesto naturale complessivamente più bella d’Europa (forse addirittura del mondo) e lo lasciamo marcire fra intoppi burocratici, muro di gomma politico-affaristico (da cui deriva sostanzialmentebl’impasse dei Parchi) e convergenza verso un modello consumistico e mercificatorio.
    Il turismo sostenibile/slow è il futuro. Anzi a essere sinceri dovrebbe già essere il presente. Le aree protette ne sono il prerequisito: se le lasciamo andare a ramengo, poi non lamentiamoci. Ognuno nel suo piccolo può fare la sua parte, anche il singolo cittadino (sottoscrizione petizioni, consolidamento di un’opinione pubblica, espressione di preferenza verso un certo orientamento politico attento a questi valori, etc).

  3. 1

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