Che bello scrivere

Che bello scrivere
(come mi piacerebbe scrivere musica)
di Marco Fanchini

Ma questa è musica per le mie orecchie! Sarebbe meglio leggere queste righe ascoltando il Secondo Movimento della 7a sinfonia di Beethoven (meglio se diretta da Wilhelm Furtwängler).

La montagna è sempre stata considerata un ambiente pericoloso, ostile, addirittura infestato da creature demoniache. Nessuno mai nell’antichità ci sarebbe andato a vivere, la si temeva, guardata da lontano e vista come un territorio popolato da dei e demoni. Un luogo dove la vita ha sempre avuto un equilibrio molto precario.

Dall’arrivo dei primi walser, che riuscirono a sopravvivere nonostante un periodo di glaciazione, e si insediarono con la prospettiva di una vita dura ma libera, in collaborazione e condivisione con gli altri, con poche risorse ma con la volontà di realizzare la propria visione di libertà nel rispetto reciproco; passando a Fra Dolcino, che si insediò con più di mille anime vicino a Campertogno, e dovette subire tre guerre Sante prima di essere giudicato dall’inquisizione e condannato ad essere torturato fino alla morte; per arrivare finalmente alla lotta partigiana. La Valsesia e la sua gente, hanno sempre avuto un desiderio di libertà.

Quella diffidenza, quell’atteggiamento un po’ duro apparentemente chiuso di chi vive in montagna, sono anche l’espressione della vita che viviamo. Questa libertà la coltiviamo ancora, insieme all’ambiente che ci circonda, dove cresce la libertà. C’è stato trasmesso da generazioni, evviva i nostri padri e le nostre madri. Dopo qualche giorno che mio padre lasciò il corpo (basta), non posso scriverlo. Però posso dire che la vera eredità non sta nel denaro o nelle mille proprietà che ti lascia, ma in tutta la conoscenza che trasmette al proprio figlio per aiutarlo a diventare consapevole. Queste conoscenze sono frutto di generazioni, di tentativi e anche fallimenti, eredità passate che, nell’esperienza, hanno portato a questa realtà: un equilibrio da difendere, molto fragile, e questo va difeso. Chi ha orecchie per intendere. In tenda, gli altri in roulotte e qualcuno ci vuole anche dire dove andare.

Occorre leggere molto lentamente per seguire la musica, l’armonia è la chiave; ho visto orti con aiuole divise tra loro dal cemento, come tombe in un cimitero, un orto inquietante che dimostra un evidente bisogno di ordine in un cervello disordinato e sporco, che vorrebbe riappacificarsi con se stesso, ma non sa cosa fare e cerca un’armonia insana al di fuori, mentre la si dovrebbe trovare prima dentro se stessi, altrimenti si fanno dei danni, esprimendo solo la propria disarmonia, assenza e distacco dalla realtà.

La fragilità va difesa, l’illusione sarebbe meglio curarla, purtroppo qualcuno ci vive dentro tutta la vita ed è convinto che, quando il Signore lo chiamerà al suo cospetto, dovrà mostrare l’estratto conto della banca e a San Pietro dare le chiavi della sua cassaforte e delle cassette di sicurezza in cambio delle chiavi del Paradiso. Sveglia! I sogni di alcuni possono essere incubi per altri. Però è bello sentirsi considerati i più ricchi del cimitero… infatti le persone passano e il posto resta. Vi lascio sentire il resto del II movimento della 7a di Beethoven e immaginare quello che potrà ancora succedere. Buon ascolto.

Marco Fanchini sulla via Maestri al Cerro Torre (1988). Foto: Marcello Cominetti.
Marco Fanchini in apertura di una via nuova (1987) sul Sass dla Crusc. Foto: Marcello Cominetti.
Marco Fanchini sulla via Schmid alla Nord del Cervino (1985). Foto: Marcello Cominetti.
Marco Fanchini nella prima invernale della via Yperscotoni (1987), Cima Scotoni. Foto: Marcello Cominetti.
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Che bello scrivere ultima modifica: 2019-11-03T05:46:16+01:00 da GognaBlog

4 pensieri su “Che bello scrivere”

  1. 4
    Giampiero Turco says:

    Scrivi ancora , Gesù Bambino !
     

  2. 3
    Paolo Gallese says:

    Che bello, mi ero perso questo scritto!

  3. 2
    Andrea Rossi says:

    Riflessioni su parole immagini e musica, concetti limpidi e chiari in fondo la montagna andrebbe proprio vissuta in sintonia con questi valori . Grazie per le esperienze che trasmetti.

  4. 1
    Marta Trucco says:

    Caro Marco, 
    mi piacerebbe leggere un pezzo scritto da te per ogni paragrafo di cui sopra: uno sulla libertà, uno sulle eredità (e sulle madri e sui padri),  uno sull’armonia, uno sulla fragilità… Se ti piace scrivere, fallo! Racconta storie, chissà quante ne hai,  non dare soltanto perle…
     
    Marta 

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