Cinque anni dopo

Lavorare intensamente. 
Pensare all’alpinismo.
Cercare la libertà (quella vera).
Occuparsi di ambiente. 
Allarmare sui tecnicismi.
Valorizzare il passato. 
Essere nel presente. 
Dedicarsi al futuro.
Spogliare se stessi.
Allargare le vedute.
Comprendere il pensiero altrui.
È un po’ in tutto ciò, e oltre, il contenuto-valore di GognaBlog e di Totem&Tabù.

Era il 20 dicembre 2013 quando www.gognablog.com ha avviato la pubblicazione quotidiana di articoli. Sono passati 5 anni, un tempo utile per qualche considerazione sul lavoro svolto, sulla relazione con i lettori-commentatori, sull’impegno a proseguire.

Lettura: spessore-weight(3), impegno-effort(2), disimpegno-entertainment(2)

Cinque anni dopo
Intervista ad Alessandro Gogna
di Lorenzo Merlo

Dopo cinque anni di www.gognablog.com qual è il tuo pensiero sull’iniziativa?
Ho cominciato con un notevole entusiasmo che, invece di affievolirsi, in questi anni è ancora cresciuto. Sono stato il primo a stupirmene. Avere modo di rendere pubblici dei contenuti che altrimenti resterebbero nelle biblioteche, oppure promuovere le nuove idee che circolano mi dà una carica ineguagliabile, come anche l’idea di poterlo fare ogni giorno. C’è illusione di fare cultura, ma c’è anche tanta voglia di commisurare le idee proprie e quelle degli altri. A volte lascio trasparire qualche mia convinzione, spesso do spazio a voci che non condivido, al solo patto di preventivamente riconoscere in queste una genuina ricerca di verità.

Qual era la visione e l’intento che ti hanno spinto a realizzarlo?
All’inizio le cose non erano così chiare, francamente avevo molti dubbi sull’utilità della comunicazione in rete. Ero un reduce nostalgico della carta stampata: avevo visto il modo bislacco con cui funzionavano i forum, trattavo con sufficienza discussioni, confessioni, esibizionismi e sfuriate che leggevo su facebook, con il quale cercavo di non aver nulla da spartire. Per questo fin da subito ho cercato contenuti che approfondissero piuttosto che strillare delle news. All’inizio, e forse ancora adesso, sono sempre l’ultimo a prendere in considerazione un fatto, lasciando che siano altri a fare cronaca a caldo.

A distanza di anni cosa è da confermare e cosa hai aggiornato in corso d’opera?
Le mie sensazioni iniziali sull’immediatezza a volte rozza dei social non sono variate. Con l’impegno e magari anche attraverso gli errori, pian piano mi guadagnavo una modalità di essere anch’io presente nel panorama social che non rinunciasse mai a un preciso stile. E’ difficile parlare di oggettività (giornalismo britannico) in un paese dove regna la soggettività più esagerata, spesso vera e propria faziosità. Il bilanciamento tra le due spesso passa per quella che è una sostanziale contraddizione. Chi ha dubbi ed è assetato di conoscenza sa che la sua ricerca sarà contraddittoria. Attribuire valore alla contraddizione non è nelle frequenze culturali dell’oggi corrente: a dispetto di ciò, io e i miei pochissimi collaboratori insistiamo per quello che riteniamo essere l’unico sentiero praticabile: il valore aggiunto dei pareri opposti e la contraddizione come unica possibilità creativa.

La manodopera e la creatività messe alla prova quotidianamente possono logorare motivazione e creatività. Come ti senti nei confronti di questi due pilastri a restare sopra le nebbie della massificazione?
Se la manodopera è creativa, e davvero libera, non perde mai motivazione: e allo stesso modo non esiste sforzo che possa abbattere una creatività che non si crea aspettative contingenti.

Un blog permette di sentire il polso della base, che considerazioni puoi fare?
Se vedo le cose dal punto di vista delle mie convinzioni, il polso sembra assai debole. Non essendo peraltro dotato di sapienze mediche, ciò che serve è indagare con virtù appartenenti ad altri piani, e rivoluzionare il rapporto paziente-medico. Se si resta terra-terra il giudizio non può che essere negativo. Dischiudere la stanza in cui si svolge questo rapporto in genere muta il bicchiere da mezzo vuoto a mezzo pieno. Faccio un esempio: si può avere maggiore motivazione ad assistere un malato grave su una nave in piena tempesta se per radio veniamo informati che questa sta per finire.

Qual è stata la sorpresa più forte?
Ho lavorato duramente per avere lettori ma non pensavo di giungere all’attuale livello. Anche qui il pessimismo l’aveva ingiustamente vinta sull’ottimismo…

Puoi dare qualche numero del blog?
Siamo sul milione di visite all’anno.

Perché non vi si trova pubblicità?
Trovo che fare a meno della pubblicità sia un privilegio. Finché saranno solo volontari a lavorare non ce ne sarà. Dovessimo assumere dei collaboratori non garantisco. Per fortuna c’è sempre di più la collaborazione di amici o conoscenti che suggeriscono temi o perfino li procurano. I nomi di queste persone si possono trovare facilmente guardando i più frequenti autori di post. A loro il mio più sentito ringraziamento.

Quanto ci lavori al giorno, mese, anno?
Le uscite sono quotidiane e in genere gli articoli superano di molto la lunghezza consigliata dalle buone norme del web. E’ difficile rispondere alla tua domanda: vado dai trenta minuti minimo al giorno (quelli che mi servono per poter promozionare il post quotidiano su tutti i social (Fb, Twitter, Instagram, LinkedIn, Pinterest, Telegram e Google+) alle tirate da 12-14 ore senza neppure staccare un momento. L’uso del pc da tavolo è obbligatorio, quindi penalizzo molto lo smartphone. Vedo mail, whatsapp e sms in intervalli che possono anche essere assai sporadici nella giornata… Già qualche anno fa ci fu un post satirico che mi vedeva “ricoverato per troppi post”.

GognaBlog è anche il seguito della tua indole giornalistica?
Certo che sì, è stato sempre uno dei miei sogni vivere di giornalismo. Per molti motivi, anche per colpa mia, il sogno non si è mai realizzato, però sono riuscito a vivere abbastanza da vedere disgregate tutte le ragioni che me lo avevano impedito. Da questa vicenda esco “vincitore” senza vittoria.

Molti anni fa, ai tempi di Alp e Vivalda, non pochi ti invitavano a realizzare una rivista. Perché hai sempre rifiutato? GognaBlog ha qualche legame con quelle circostanze? 
Molti legami. Non ho mai pensato seriamente a dirigere una rivista per il motivo che non ero del tutto sicuro che avrei potuto farlo senza scontrarmi con il padrone. Ma è anche vero che nessuno mi ha mai fatto questa proposta precisa, tipo prendere o lasciare. GognaBlog nel 2013 voleva dire poter fare il giornalista in piena libertà. Però bisognava pagare lo scotto di non considerare alcun guadagno economico.

Quali sono stati gli articoli pubblicati in www.gognablog.com che più ti hanno sorpreso nel seguito di commenti che hanno avuto? E quali, all’opposto, avresti pensato vibranti e sono invece passati inosservati?
Qui la lista sarebbe assai lunga, specie la seconda. Una bella sorpresa l’ebbi quando ricevetti dal CAI il primo premio per la comunicazione al riguardo del Nuovo Bidecalogo, cui avevo dedicato ben 21 puntate che, per certi argomenti, non gli risparmiavano critiche costruttive. Vado fiero di parecchie inchieste e alcune ricostruzioni storiche. La gente guarda con favore alla lettura delle puntate del mio Diario e dell’Extradiario. Probabilmente ciò che tra tutto salverei sono le due interviste a me Due (anzi 19.000) parole con Alessandro Gogna (tre puntate con Christine Kopp) e La pervicace ricerca del destino (due puntate con Giorgio Robino); il ricordo di Marco Anghileri Marco, a che punto è la notte?, quello di Lorenzo Massarotto Le vie e la Via del Mass e quello di Renato Casarotto Renato Casarotto, l’Insubordinato. Sono articoli che considero delle pietre miliari, non solo di GognaBlog.

Con il contatto con i lettori concesso dal blog ci si può fare un’idea sulla mentalità delle persone? Si può cogliere la ragione delle posizioni delle persone? Si può comprendere il perché del contesto sociale in cui viviamo?
A queste domande è “necessario” rispondere di sì, altrimenti il nostro scrivere e tramandare sarebbe del tutto inutile. L’interazione del lettore, tramite il blog, è una novità assoluta nel panorama della scrittura di qualunque genere. Se si accetta che l’osservato venga comunque modificato dall’osservatore, nel caso del blog ciò potrebbe essere vero a livello esponenziale. Le reazioni del lettore (negative e positive) devono far crescere la consapevolezza di chi scrive o propone.

Da circa due anni hai attivato Totem&Tabù. Da dove nasce l’dea? Qual è lo scopo?
Se la maggior parte degli articoli di Totem&Tabù fosse scritta da me o da te, che da circa un anno te ne occupi, allora potremmo essere facili bersagli di chi ci accusa di tuttologia. Per fortuna su cento articoli di Totem&Tabù solo tre o quattro sono nostri, dunque il nostro lavoro è soprattutto di selezione nell’esistente panorama. Tu ed io riteniamo che l’esperienza della montagna e dell’alpinismo possano aiutare, proprio come chiedevi tu poco fa, a “comprendere il perché del contesto sociale in cui viviamo”. La passione per la montagna delle nostre vite e di tanti altri non deve mai farci dimenticare il contesto più ampio in cui siamo inseriti. E qui le cose si complicano: un conto è scannarsi per uno spit in più o in meno, altro è dibattere di politica, di spirito, di libertà, di declino dell’Occidente.

Totem&Tabù è stato compreso ed è ritenuto distinto da GognaBlog o credi serva una distinzione grafica tra il blog alpinistico-ambientale e quello più sociale, di ricerca?
Mi piacerebbe tanto poter dividere le due pubblicazioni, due siti diversi, due grafiche diverse. Questo al momento non è possibile, però la direzione è quella.

Totem&Tabu ha il medesimo pubblico di GognaBlog?
Inizialmente sì, poi gli affezionati di GognaBlog si sono divisi: chi non ne vuol neppure sentir parlare, chi invece ha coraggio e si butta nella mischia. Proprio il fatto che Totem&Tabù non abbia ancora sviluppato un proprio, consistente e indipendente parco lettori impedisce la separazione.

Forse, più di GognaBlog, Totem&Tabù aiuta a cogliere il punto di origine del pensiero delle persone, la loro concezione del mondo, degli uomini. Cosa ti ha fatto comprendere di noi stessi?
Scienza opposta ad anti-scienza, materia contro spirito sono categorie la cui faticosa sintesi ci farà migliorare. Sono fiero di adoperarmi con te per uno sviluppo, fosse anche solo millimetrico, di queste idee.

Cosa hai in mente nell’immediato futuro?
In questo periodo mi occupo parecchio della realizzazione di un portale web (che si chiama Sherpa) di assai prossima uscita i cui partner sono siti selezionati nel campo di montagna, ambiente e outdoor. Sherpa avrà la forza di arrivare più in alto. Il suo motto è “Alta quota di verità”.
Oltre a noi, ne fanno parte 8000ers, Alt(r)i Spazi, Dislivelli, Montagna magica, Mountain Wilderness, Outdoor Magazine, Rifugi-bivacchi, Stile alpino. Ma stiamo valutando l’adesione di altri ancora.

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Cinque anni dopo ultima modifica: 2019-01-21T05:14:16+00:00 da GognaBlog

9 pensieri su “Cinque anni dopo”

  1. 9
    Egidio Bona says:

    Caro Gogna, pregevole iniziativa che ci consente di leggere articoli e argomenti che non vengono trattati da altri media. L’indubbio successo conferma, se ce n’era bisogno, gradimento e validità. Spero e mi auguro che questo blog possa continuare a lungo.  Complimenti e grazie per l’impegno. Ad maiora semper!!

     

  2. 8
    Giorgio says:

    Gognablog, lettura quotidiana.

    Grazie, Alessandro.

  3. 7
    Roberto says:

    Grazie, Alessandro per questo blog. Al di là  della pluralità degli articoli, che permettono di spaziare su vari argomenti,  trovo positivo e valido il riproporre articoli “vecchi” ma sempre validi, dedicati alla montagna. È  anche apprezzabile la discussione che in genere si mantiene a livelli civili.

  4. 6
    Fabio Bertoncelli says:

    Io invece mi riferivo al mitico Fred Bongusto.

    Vi ricordate la sua canzone «Quando mi dici cosí»? Termina proprio con quelle parole. 😄😄😄

     

  5. 5
    Alberto Benassi says:

    “Se questo non è amore, dimmi tu cos’è.”

    potrebbe essere dipendenza.

    Tutti noi drogati di GognaBlog.

  6. 4
    Carlo Crovella says:

    Anche io ringrazio Alessandro per questa bella idea del Blog. In un contesto sociale sempre più “No limits”, qui si scrive, si legge e si dialoga di una montagna “vera”, a misura d’uomo e di ambiente, spaziando dalla storia all’attualita’. Credo sia uno dei pochi veri luoghi di incontro sano e costruttivo.

  7. 3
    Alberto Benassi says:

    ringrazio Alessandro Gogna per aver creato questo blog,  dove,  senza scadere nella giungla della superficialità, della aggressività, della guarda che faccio e ci sono,   dei vari social,  c’è la possibilità di parlare, di discutere confrontandoci sui vari temi della montagna : alpinismo, arrampicata,  ambiente anche in relazione alle Apuane. Insomma cultura della montagna a 360° .

    Ma anche  attualità attraverso i vari articoli pubblicati su  Totem & Tabù.

    Inoltre ringrazio  Alessandro per aver pubblicato sul blog alcuni miei scritti. Mi ha dato la possibilità di sentirmi un “quasi scrittore”……un pò di sana  illusione penso faccia solo bene.

  8. 2
    Fabio Bertoncelli says:

    L’ultimo pensiero di Marcello alla sera è per il GognaBlog. Il primo pensiero di Marcello alla mattina è per il GognaBlog.

    “Se questo non è amore, dimmi tu cos’è.” 😊😊😊

  9. 1

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