Daniza, a sipario chiuso

Dopo le interminabili polemiche avvampate la scorsa estate sulla vicenda dell’orsa Daniza, ormai a sipario chiuso, Barbara Chiarenzi prova a riconsiderare l’intera problematica suscitata dall’abbattimento del plantigrado. Problematica ben lungi dall’essere risolta, anzi.

Barbara Chiarenzi gestisce i progetti di conservazione di Oikos in Italia. Nata nel 1967, dopo la laurea in Biologia si è occupata di gestione della fauna alpina — principalmente mammiferi. Da libera professionista, collabora con molti enti attivi in questo campo: parchi, Province, associazioni. Ma, dal 1998, la sua ”carriera” è corsa parallela a Oikos: un rapporto che negli anni si è fatto sempre più stretto. Lì Barbara, in qualità di Responsabile Ambiente per l’Italia, trova molto gratificante lo scambio di esperienze, il lavoro di squadra, a fianco di altre persone che condividono fino in fondo non solo gli obiettivi di ciò che fanno — la loro mission — ma anche il modo per raggiungerli.


Daniza, a sipario chiuso

di Barbara Chiarenzi

Ora che i riflettori si sono spenti, che non si sente più parlare di “mamma orsa” o “bestia feroce”, mi sento di poter esprimere qualche opinione in merito alla “faccenda Daniza”.
Io non ero presente. Ma la sensazione forte è che si siano commessi alcuni errori tecnici, e molti, moltissimi errori strategici, in particolare sugli aspetti mediatici.

Barbara Chiarenzi
Daniza-photo

In realtà sono convinta che la conservazione dell’orso si giochi tutta lì. C’è chi sostiene che non ci sia più l’ambiente naturale per l’orso ma in realtà nasconde l’incapacità di accettare l’orso. Tutte le specie montane sono in crescita, cervi, camosci, persino le vipere (che condividono con i lupi l’onta di essere considerati dei “paracadutati”). Gli animali stanno semplicemente riprendendosi i luoghi che noi stiamo abbandonando. Spazio per gli orsi, ecologicamente parlando, ce n’è.

L’unico ambiente in cui l’orso non ha spazio è nella nostra testa: sulle Alpi ci siamo abituati al nostro “parco giochi”, sicuro e protetto, e non vogliamo essere disturbati dagli eventi naturali mentre giochiamo.

Da Daniza, appunto.

Le pressioni mediatiche sono infatti forti: l’attuale economia montana spinge a non avere un ulteriore elemento di disturbo, quali gli orsi, tanto più se “fanno gli orsi”.

Trovare il giusto equilibrio non è facile e sicuramente ancora più difficile se, come in Provincia di Trento, non si ha una ferma convinzione politica nel sostenere una linea di sviluppo sostenibile. E quindi, a cascata, non si è neanche definita una “strategia di crisi” quando gli interessi, di sviluppo da una parte e di conservazione dall’altra, si scontrano.

Nel caso di Daniza ci sono state pubbliche dichiarazioni che prima ne decretavano la soppressione, poi ritrattavano e ne volevano invece la cattura e la detenzione. Comportamenti contradittori che fanno dubitare nella capacità delle amministrazioni di gestire la cosa pubblica e fare le adeguate valutazioni.

A questo aspetto fa da contrappunto la mancanza di una solida base scientifica che indirizzi le scelte gestionali e le valutazioni di merito.

Mi verrebbe da dire, da biologa della conservazione, che manca una attenta valutazione della genetica e delle dinamica di popolazione, ad esempio, i trend di crescita unitamente ad una valutazione del grado di consanguineità, da cui poi desumere una stima degli effetti a livello di dinamica di popolazione nel sottrarre una femmina riproduttiva.

Troppo tecnico? E’ comunque quello che si fa per altri elementi naturali che, quando si manifestano, chiamiamo calamità: alluvioni, valanghe, frane, persino per i terremoti. Si tratta di una valutazione del rischio e una stima degli scenari possibili che si possono verificare con le relative azioni da intraprendere.

A mio avviso Daniza (e tutti gli orsi alpini con lei) fa parte, in tutto e per tutto, degli elementi naturali.

Quindi per me il nodo non è tanto se sia stato giusto decidere di catturala, piuttosto che di abbatterla: in entrambi i casi Daniza sarebbe stata rimossa dalla popolazione di orsi delle Alpi. Pertanto la domanda è più a monte: Daniza andava lasciata in pace o andava rimossa? Il suo comportamento è socialmente accettabile/tollerabile o meno?

La risposta che mi do è “No”.

Orsa con cuccioli Daniza-Orsa-con-cuccioli-Photo-courtesy-Corpo-Forestale-dello-Stato
A fronte del fatto che esiste un habitat naturale in grado di sostenere una popolazione alpina di orso, non vedo infatti al momento un “habitat sociale” che sia disposto ad accettarne i rischi che vadano un po’ oltre la tolleranza nei confronti di qualche pecora mangiata e alcuni apiario rovesciati.

La nostra società, a tutti i livelli, è in questo momento disponibile a una fruizione solo mediata, magari solo informatica, certamente non diretta, di certi fenomeni naturali. Siamo interessati agli animali selvaggi, ma che essi se ne stiano buoni buoni in un habitat che non dev’essere il nostro. L’orso Yoghi ha permeato di sé un’intera generazione e ci piace vedere l’orso con questo filtro. In effetti non siamo disponibili al rischio di un incontro, a parte chi con telefonino schierato non sa neppure a che rischio si sta esponendo.

L’amministrazione non vede di buon occhio fenomeni che non siano riconducibili a una qualunque responsabilità: e in definitiva anche noi siamo stati trasformati.

Di questa immensa trasformazione culturale e sociale, sicuritaria, garantista all’eccesso per tutte le responsabilità e in fuga da ogni imprevisto, la conservazione dell’orso in Italia dovrà tener conto, se vorrà avere un futuro.

L’uccisione di un orsodaniza_morta.jpg.pagespeed.ic.VdW_VohFqC

Ultime notizie (dal quotidiano Trentino)
L’11 febbraio 2015 il gip di Trento Carlo Ancona ha riaperto il caso Daniza. Ha depositato il provvedimento con il quale ha respinto la richiesta di archiviazione dell’inchiesta sulla morte dell’orsa durante il tentativo di cattura. Il giudice ha riconosciuto che la ricostruzione della Procura è corretta, ma ritiene che si possa configurare la responsabilità del veterinario che ha preparato la dose per narcotizzare Daniza. Il giudice osserva che si possa configurare una reponsabilità per il reato di maltrattamento di animali. Si tratta di una contravvenzione per la quale è sufficiente una condotta colposa. La Procura aveva escluso anche questa contravvenzione dal momento che aveva ritenuto che il veterinario avesse comunque agito in un quadro normativo chiaro, ovvero le operazioni di cattura dell’orsa rientravano in un caso previsto dalle norme e anche dai protocolli. Il giudice, però, osserva che il protocollo prevede la possibilità di catturare gli orsi problematici, non di ucciderli. Per questo il giudice ordina alla Procura di iscrivere il veterinario sul registro degli indagati. La Procura aveva osservato che l’ordinanza è stata adottata seguendo il piano di azione per la conservazione dell’orso bruno sulle Alpi. Però, allo stesso tempo, il veterinario non ha avuto «un’adeguata capacità di contrastare in modo efficace la complicanza della narcosi sostanziatasi nell’ipossiemia indotta dall’uso della medetomidina. Nel momento topico si è verificato un inappropriato approccio da parte del veterinario».

 

 

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Daniza, a sipario chiuso ultima modifica: 2015-03-18T06:20:25+02:00 da GognaBlog

32 pensieri su “Daniza, a sipario chiuso”

  1. 32
    Gianni Sartori says:

    Tranquilli, le vostre possibilità di venire aggrediti da un orso sono alquanto scarse. Più probabile venir investiti da qualche automobilista col telefonino (soprattutto se siete ciclisti e pedoni; troppo “nature”?) o morire di cancro per inquinamento. Ma perché nessuno se ne occupa radicalmente come si è fatto con gli orsi?
    A quando lo sterminio delle vipere? E i cervi? Non vorrete lasciar in giro questi bestioni distratti che (come mi spiegano regolarmente in Val d’Astico dove attendono con ansia la prosecuzione della A31, tapini) “provocano” incidenti stradali?
    Ma allora restate a casa (che è meglio, direbbe il Grande Puffo).
    Parafrasando Seattle “quando avrete sterminato l’ultimo orso…”etc
    EF!
    Gianni

  2. 31
    GIANDO says:

    Ti ringrazio Sergio delle precisazioni.

  3. 30
    Alberto Benassi says:

    l’intelligenza è un dono che a tutti non viene dato.

  4. 29
    sergio63 says:

    un’altra precisazione…

    per quanto riguarda la convivenza fra valligiani ed orso ha fatto più danni la campagna “violenta” ed indiscriminata contro di noi trentini in genere degli animalisti che tutte le “aggressioni” dalla reintroduzione ad oggi…

    quante castronate si son sentite a partire dalla volontà di uccidere Daniza…ma credete che se volevano ucciderla avrebbero operato in questo modo??

    vabbè che siam montanari baucchi…forza dai un po’ di intelligenza…

  5. 28
    sergio63 says:

    alcune precisazioni…

    è evidente che la discussione sull’orso è viva ma era viva anche sull’istituzione del parco Adamello brenta…se aspettavamo l’unanimità ciao…
    chi ha lavorato per il parco qualche insulto la ricevuto (compreso il sottoscritto) ora le cose sono molto migliorate ma si discute ancora…è ovvio…anche con l’orso il clima è mutevole…nella stessa val rendena dove è esploso il caso di daniza poco prima un cucciolo abbandonato è stato salvato dalla gente del posto…

    io preferisco fare magare sbagliando che star li solo a chiacchierare all’infinito…e comunque si era tutti coscienti dall’inizio che pur nella sua “mitezza” l’orso alpino poteva anche causare problemi con l’uomo…la sua reintroduzione ( a dir il vero al momento qualche esemplare autoctono vecchio e malandato pareva esserci ancora…) è stata decisa dalla maggioranza che peraltro è sempre stata rieletta…

    l’orso lo abbiamo incontrato in tanti (personalmente da una certa distanza) non è così aggressivo come certe razze d’oltre oceano, cosa sia successo di preciso con Daniza non lo so…in val d’Algone (brenta meridionale) vive e si riproduce regolarmente…ci son campeggi tutte le estati…a qualcuno ha annusato la tenda ma problemi particolari non ci son stati…

    dalla sua reintroduzione il parco sta portando avanti, specialmente nelle scuole un’ampia campagna di informazione; tutti e tre i miei figli hanno passato qualche giornata in compagnia degli esperti del parco durante elementari o medie…

    io preferisco l’orso, il lupo e quant’altro con problemi e difficoltà (magari anche con qualche esemplare morto) che boschi vuoti e tutto tranquillo…penso che anche loro preferiscano una possibilità all’estinzione o ai cartoni animati (di troppi pseudo animalisti)

  6. 27
    Alberto Benassi says:

    Carco non hai capito cosa intendevo dire . Comunque speriamo di parlarne a 4 occhi magari scalando.

  7. 26

    Quando abbiamo vinto la fight for survival con gli orsi (medio evo) lo eravamo ancora? E poi… che storia è? I mammiferi che han spazzato i dinosauri erano naturali e noi no? Mah. Colpa nostra se invece di artigli e denti abbiamo encefalo, pollice opponibile e linguaggio articolato? Mi sembra una concezione un po tardo idealistica della natura. Un po’ crociana, per dire. Ma lassem sta. Se ne parlerà faccia a faccia. 😉

  8. 25
    Alberto Benassi says:

    Noi vogliamo sottomettere la natura alle nostre condizioni. In Italia non abbiamo la cultura di convivere con essa.

    Marco noi ERAVAMO naturali. Adesso non più.

  9. 24
    GIANDO says:

    Ti dirò di più caro Marco, una volta mi sono trovato ad aspettare il pulmino che porta al Rifugio Vallesinella, praticamente nel cuore delle Dolomiti di Brenta, ed ho assistito ad un dialogo fra un turista ed un guardiaparco in merito a come comportarsi in caso di incontro ravvicinato di terzo tipo. Bene, la guardia forestale si è limitata a rassicurare il turista come se l’incontro con l’ipotetico orso, sicuramente alquanto raro, fosse assimilabile all’incontro col gatto del vicino di casa.

  10. 23

    Però Alberto quello che dovrebbe essere chiaro è che un eventuale provvedimento di deportazione (in realtà abbastanza inefficace dalle nostre parti sulle Alpi, che non hanno un’estensione di wilderness tipo Yellowstone) piuttosto che di abbattimento (se supportato da considerazioni etologicamente corrette) non ha nulla a che vedere con alcuna questione morale o di giudizio. Un comportamento di predazione assolutamente proprio e normale (ricordi l’esempio della tigre del Bengala che si mangia i bambini) può essere indesiderabile. I grandi predatori hanno pochi nemici naturali, se non nessuno. L’orso sparì dalle Alpi perchè si scornò con un predatore più feroce di lui (noi) che fino a prova contraria siamo naturali quanto lui. Reintrodurre l’orso è stata un’operazione interessante ed è automatico che avrebbe voluto dire concedergli qualcosa in termini di risorse. Quello che io trovo curioso è il fatto che in tutti i luoghi degli USA frequentati da selvatici, specie potenzialmente pericolosi come gli orsi, ci sono diffuse e particolareggiate istruzioni su come comportarsi coi medesimi. Da noi non ho mai visto manco un misero cartello. Da noi la gente troverebbe normale lasciare cibo e dentifricio (anche perchè di cassette anti orso non se ne vedono) in macchina e si stupirebbe di essere multata per averlo fatto.

  11. 22
    GIANDO says:

    Assolutamente d’accordo ma allora se le cose stanno così non bisognava ripopolare le Alpi di orsi e lasciare che gli stessi si estinguessero per mancanza di habitat sociale. Perchè introdurre un plantigrado in una zona fortemente antropizzata non è un bene nemmeno per l’animale stesso. Sull’arroganza di certi politici non ho nulla da dire mentre sulla dolosità dell’intervento da parte del veterinario mi permetto di avere delle riserve. Purtroppo l’anno passato circolavano commenti del tipo “per colpa di quel coglione di turista l’orsa ci ha lasciato le penne”. Beh, insomma, quando parlo di decenza nei commenti mi riferisco soprattutto a questo.

  12. 21
    Alberto Benassi says:

    Giando te parli di “GESTIRE” . ma come pensi che si possa gestire un animale come l’orso.

    Un orso è un animale: grande e grosso, forte, veloce, agile, mangia di tutto e anche piuttosto intelligente, si sposta facilmente e di molto.
    Mi verrebbe da dire una perfetta macchina da guerra. Per lui una pecora , una gallina (animali domestici) sono semplicemente delle prede come tanti altri animali del bosco. Non fa distinzioni , perchè non può farle.
    Se poi ci metti che avrà dei piccoli, in caso di pericolo , di minaccia anche umana , diventerà molto aggressivo. Ma tutto questo è naturale è istintivo. Non ci vuole un esperto per arrivarci.
    Quindi c’è un errore a monte che poi si trasforma in un finale ancora più sbagliato e drammatico. Quindi questa gente che decide, che si arroga il diritto da fare e disfare deve in qualche modo pagare.
    Non può solo pagare l’animale per le superficialità dell’uomo. Perchè alla fine di tutto qui chi fa pagato è solo l’orsa .

  13. 20
    Alberto Benassi says:

    conflitto tra interessi umani e gli animali. Anche su questo ci sarebbe molto da discutere e non dare sempre per scontato che i primi sono sempre primari.

  14. 19
    GIANDO says:

    Alberto, tu parti dal presupposto, come probabilmente altri, che Daniza sia stata deliberatamente uccisa. Questa è una tua legittima opinione ed hai tutto il diritto di esprimerla ma, fino a prova contraria, rimane un’opinione (che rispetto ma non condivido). Posto che spetta al giudice emettere il verdetto finale credo che ben difficilmente potrà dimostrare l’intenzionalità da parte del veterinario. Purtroppo muoiono per errori nella somministrazione di anestetici anche degli esseri umani ma non è che tutte le volte l’anestesista venga incriminato per aver volutamente ammazzato una persona.
    Il fatto che la Procura abbia chiesto l’archiviazione del caso la dice lunga e, comunque, staremo a vedere.
    Sull’arroganza umana bisognerebbe fare dei distinguo perché altrimenti rischiamo di mettere sullo stesso piano il burocrate che prende delle decisioni a pera in merito all’ambiente (e non solo) con il malgaro o l’allevatore che s’incazzano perché l’orso ha fatto razzia nel pollaio o s’è pappato un paio di pecore.
    Comunque non è mia intenzione polemizzare con te in quanto ti rispetto sia come persona sia come alpinista, semplicemente non mi sento di condividere la tua valutazione dei fatti.
    Concordo con quanto detto da Marco Lanzavecchia e Sergio63 anche se quel “siamo favorevoli… ma se uno interagisce troppo…” mi lascia un po’ perplesso. Cioè, quello che voglio dire è molto semplice e consiste in una mera constatazione. Non è che l’orso si sia ricostituito, numericamente parlando, per i fatti propri o quantomeno non mi risulta che ciò sia avvenuto senza l’intervento dell’uomo. Da quanto ne so sono stati importati un tot di esemplari dalla Slovenia al fine di favorirne il ripopolamento e, sempre da quanto ne so, sulla questione si è acceso negli anni passati, e forse continua a svilupparsi tutt’ora, uno scontro politico il quale, tanto per cambiare, contrapponeva le forze di sinistra, favorevoli alla reintroduzione dell’orso, e le forze di destra, contrarie. Nel mezzo mi risulta ci stesse, e non so se ci stia ancora, una terza forza la quale non era tutto sommato contraria ma metteva in guardia sulla gestione dell’intero progetto.
    Non tutti gli esperti si sono dimostrati favorevoli e lo stesso presidente dell’International Bear Association ebbe a dire (uso parole mie) che il successo dell’operazione in oggetto non sarebbe dipeso solo dall’habitat naturale ma anche dal grado di accettazione culturale da parte della popolazione. In pratica le stesse cose che ha detto Barbara nell’articolo che stiamo commentando.
    Ora, non ho motivo di dubitare quanto detto da Sergio63 che vive in ambiente da 52 anni ma posso assicurare che ho diversi amici trentini i quali, pur votando a sinistra e pur non essendo per principio contrari alla rentroduzione dell’orso, lamentano il fatto che la cosa non sia stata gestita proprio a regola d’arte e che, comunque, su questioni di questo genere bisognerebbe puntare a raggiungere un obiettivo condiviso all’unanimità.
    Se poi dico delle fesserie sono pronto a chiedere scusa in quanto sono frequentatore delle Alpi da una vita ma non ci vivo e, pertanto, non posso avere il polso della situazione come ce l’ha un residente di quelle zone.

  15. 18
    Alberto Benassi says:

    ha senso sacrificare un animale quando è un fatto di sopravvivenza “o tu, od io” . . Quando un aninale diventa effettivamento troppo pericoloso e non ci sono altre ALTERNATIVE.

    Ma sacrificare un animale per il solo fatto che diventa SCOMODO . Per il solo fatto che abbiamo fatto una cazzata ed è più semplice eliminarlo che trovare delle doverose alternative . Questo è veramente una schifezza degna dell’arroganza umana.

  16. 17
    Alberto Benassi says:

    Appunto!! catturata e allontanata. Non AMMAZZATA

  17. 16
    sergio63 says:

    l’orso fa l’orso…ok
    ci sono anche tanti uomini che fanno gli uomini nel senso che non agiscono “positivamente” nei confronti della società mica per questo si lascia fare…si prendono e si “rieducano”…o sbaglio?

    nelle valli abitate dall’orso IN TANTI SIAMO FAVOREVOLI ALL’ORSO (non c’è sto habitat sociale così negativo…) ma se UNO interagisce troppo (e Daniza continuava a girare per gli ambienti di fondovalle) è giusto che venisse catturata e allontanata (NON uccisa beninteso); mi pare che esperti seri facciano discorsi ben precisi sulla questione dell’imprinting…

    al solito gli italiani (animalisti compresi) hanno scoperto l’orso da qualche mese qui ne discutiamo da anni…ma son tutti professori…mah…

    peraltro vicino casa ho anche una lince e un lupo…e non li ha reintrodotti nessuno…vado al lavoro tutte le mattine salutando una coppia di poiane…in questi giorni intorno a casa vola uno bellissimo stormo di gracchi che aspetta di tornare in Brenta…sono fiero di abitare in un ambiente del genere…vivo qui da 52 anni e negli ultimi decenni, sotto questi aspetti, è nettamente migliorato… 😉

  18. 15

    E’ la categoria del “meglio” che non c’entra con gli animali. La tigre del Bengala che mangia bambini umani non è cattiva. Semplicemente ha perso il timore istintivo per l’uomo. Purtroppo ha senso sacrificarla. Noi sottraiamo alla wild life spazi e risorse. Ed in questo modo le facciamo molto più danno che abbattendo qualche capo. Dal punto di vista “estetico” forse fa più impressione… Io pongo l’uomo anche se è brutto e rompicoglioni su un piano più alto degli animali. E’ una questione di fondo. Questo non autorizza ovviamente tutto. Le persone sono più importanti dei tappeti… ma cacare sui tappeti è ignoranza e maleducazione. Però mi ritengo assolutamente “specista” e qualora un interesse umano ed uno animale confliggano non ho dubbi. Spesso faccio l’esempio che pur adorando il mio cane sono consapevole del fatto che la sua vita non vale quella di uno sconosciuto cinese. Magari pure stronzo. Ed è per questo che quando vado a fare sci alpinismo con lui non mi sogno di mettergli l’ARVA. Se per tirar fuori il mio cane lasciassero indietro un uomo impazzirei.

  19. 14
    Alberto Benassi says:

    Marco io non sono un “animalista” e sono d’accordo con te sul non uminizzare gli animali. Anche perchè gli si fa solo del male. Si l’animale non è un uomo…ma spesso e volentieri è molto meglio.

  20. 13
    Alberto Benassi says:

    Giando ti ringrazio della considerazione. Ho visto gli orsi quando sono stato a scalare in California ma certamente non sono un esperto però sono nato e cresciuto in mezzo agli animali e ne ho anche allevati. Mio padre era anche un cacciatore, ma io non l’ho seguito in questa pratica, perchè ho grande rispetto di loro.
    Ho usato termini forti e impropri? può darsi, ma io non ho la tua capacità nella terminologia. Volevo essere forte nel definire questa uccisione veramente degradante e rappresentativa della violenza e dell’ arroganza umana che prima decide di mettere in un territorio un animale poi siccome non si comporta “come si dovrebbe”…..lo fa fuori!
    Così ci fanno i ragazzi (in toscana si dice bimbetti). Quando non gli piace più il giocattilino, che fanno? Lo buttano via.

    L’uomo non ha il diritto di prendersi tutti gli spazi che vuole. Non è il padrone, non ha il diritto di vita e di morte. E’ solo un ospite in un ambiente naturale e di questo ambiente ne fanno parte anche gli animali.

    L’uccisione dell’orso è stato un errore umano? Certamente non mi voglio eleggere a giudice ma istintivamente ho molti dubbi su questo errore. Secondo me si è scelto la via più semplice. Non si è mica cercato di addormentare un gattino, dove basta poco per sbagliarsi. Questo è un orso , animale bello grosso, forte e resistente.

  21. 12

    Nei parchi americani è normale che il controllo numerico della popolazione di orsi come pure di eventuali intemperanze comportamentali (spesso, ad onor del vero, indotte da uno storico o da un singolo evento di approccio scorretto da parte dell’uomo) siano effettuati con “deportazioni” o abbattimenti. Nel caso specifico non ho un numero sufficiente di informazioni, se non quelle che mi derivano dalla consultazione dei documenti annuali del Progetto Orso. E’ quindi ovvio che non saprei dire se l’abbattimento (tra l’altro mi pare di capire preterintenzionale) di Daniza è stato corretto. Invece mi sento di dire che l’abbattimento in se è in parecchi casi la soluzione corretta. Last but not least l’uso del termine “omicidio” è intrinsecamente scorretto. L’orso non è un uomo. E purtroppo mi sembra sintomo di un atteggiamento diffuso ma etologicamente e culturalmente scorretto che è l'”antropomorfizzazione” degli animali, anche selvatici. Gli animali sono animali e si comportano come tali e come tali vanno approcciati. Alcuni animali molto addomesticati (come il cane) hanno dei comportamenti particolari, ma anche in questo caso attribuire sentimenti umani è molto scorretto. E, a mio avviso, offensivo per gli animali, a cui va lasciata integra l’animalità. Vale per il vostro cane per cui dovrete essere un capobranco dal comportamento forte e deciso (gli permetterà di essere molto più libero un guinzaglio etologico che una catena) e vale per l’approccio agli animali selvatici, che essenzialmente deve essere la minima interazione possibile. date loro il tempo di evitarvi. Sarà meglio per tutti e due.

  22. 11
    GIANDO says:

    Caro Alberto, non è questione di stare con i piedi in due staffe ma semplicemente di affrontare le cose con metodo. Sovente apprezzo i tuoi interventi però permettimi di dirti che il primo che hai postato non ti rende onore. In primo luogo perchè utilizzi una terminologia poco appropriata (omicidio ed assassinio hanno un significato ben preciso che non si adatta sicuramente al caso in esame) ed in secondo luogo perchè esprimendoti in quel modo non dai un buon esempio e ti metti sullo stesso piano di coloro che, per es., parlano a vanvera di attività montane (alpinismo, scialpinismo e quant’altro) senza praticare attivamente. A noi però dà fastidio leggere certi articoli e certi commenti, quindi cerchiamo per cortesia di non metterci sullo stesso piano perchè in caso contrario diventiamo poco credibili. Poi per carità, sentiti pur libero di dire quello che pensi però, avendo letto altri tuoi interventi, so che puoi fare decisamente meglio.
    Ciò detto la questione, per come è stata posta nell’articolo, non è di stare dalla parte dell’orso o dalla parte dell’uomo ma semplicemente di ragionare su come tutta sta’ storia è venuta fuori e sul fatto che non si possono fare le cose un tanto al chilo. Già prima dell’introduzione di nuovi plantigradi erano state mosse delle obiezioni, da parte di chi se ne intende, riguardo al fatto che si andava ad operare in aree fortemente antropizzate. Ci tengo a sottolineare, magari mi sbaglio ma ricordo di averlo letto a suo tempo, che negli anni ottanta gli orsi si erano ridotti a tre o quattro esemplari, cioè, in poche parole, si stavano estinguendo.
    Se vogliamo possiamo sempre dare la colpa all’uomo che è brutto, sporco e cattivo ma rimane il fatto che più di una generazione di persone non ha avuto a che fare con l’orso per diverso tempo.
    Non possiamo fare gli americani quando non abbiamo nè i territori nè, soprattutto, la mentalità. Le Alpi non sono il Parco di Yellowstone e l’orso non è l’Orso Yoghi. Dalle considerazioni di Barbara emerge che la decisione di ripopolare il territorio non è stata fatta sulle base di approfondite valutazioni, cosa di cui peraltro ci eravamo già accorti. Diciamo che Barbara ha evidenziato alcuni passaggi tecnici i quali ci fanno meglio comrpendere che la cosa non è assolutamente banale e facile da gestire.
    Volere l’orso e pretendere che lo stesso si comporti come l’orso yoghi è come sostenere che bisogna accogliere gli immigrati ma pretendere che gli stessi se ne stiano nascosti agli occhi della popolazione. Questa è ipocrisia, la quale fa comodo ai furbi e fa inorgoglire gli ambientalisti e gli animalisti di facciata. Quando poi però i nodi vengono al pettine e si comincia a fare i conti con la cruda realtà allora chi viene direttamente toccato smette di fare proclami e cambia barricata. Mi piacerebbe sapere quante sono le persone che prima dell’aggressione al turista da parte di Daniza (turista che sarà stato pure un coglione, mettiamola come vogliamo, tanto in questi casi gli epiteti si sprecano) si schieravano a favore degli orsi e che poi hanno fatto il salto della quaglia (secondo me parecchi).
    A mio modesto avviso, che sono garantista fino al midollo, il veterinario ha fatto male i conti ma non aveva nessuna intenzione di uccidere l’animale. Ritengo si sia trattato di un errore umano. Se poi il veterinario debba essere considerato colpevole o meno lo deciderà il giudice e non certamente noi anche perché, per quanto possiamo aver approfondito la vicenda, non abbiamo tutti gli elementi in mano per trarre delle conclusioni di tipo legale.
    Ha ragione Barbara a dire che non esiste attualmente un habitat sociale disposto ad accettare determinati rischi ma non è che questo habitat lo si può imporre senza tenere conto di tutti i vari aspetti del problema.
    Riflettere sulle cose e cercare di comprenderne le varie sfumature non significa stare coi piedi in due scarpe ma semplicemente cercare di avere una visione ampia della questione per poi farsi un’idea e conseguentemente poter operare al meglio. Rimango sempre molto perplesso e talvolta sospettoso nei confronti di chi ha certezze perché io non ne ho e cerco sempre di calarmi mentalmente, e a volte anche fisicamente, nelle situazioni per cercare di comprendere a fondo come stanno le cose. Continuo a sostenere, e lo dicevo anche in tempi non sospetti, che il ripopolamento degli orsi non è stato fatto con le dovute attenzioni e con il giusto coinvolgimento di tutte le parti in causa e, quindi, è normale che oggi ne piangiamo le conseguenze. Se devo scegliere fra il non fare una cosa ed il farla male rimango dell’idea che sia sempre meglio non farla ma evidentemente non tutti sono d’accordo.

  23. 10
    Alberto Benassi says:

    Giando non si può sempre tenere i piedi in due staffe e fare i diplomatici. Questo è un paese di diplomatici e infatti siamo ben ridotti. Bisogna prendere delle posizioni e la mia è a favore dell’orsa. E l’uccisione di questo animale, soprattutto nel modo in cui è stata fatta, non ha giustificazioni!
    Chi l’ha fatta e chi l’ha autorizzata andrebbero messi in galera perchè questo è il classico esempio del comportamento da sbruffone e da bullo violento e arrogante che ha da sempre l’ uomo nei confronti dell’ambiente che lo circonda.

    Quando hanno introdotto questo animale cosa pensavano? che sarebbe stato ben fermo li dove l’avevono liberato?
    Che non fosse cresciuto? che non avesse avuto fame e non avrebbe avuto il bisogno di procurarsi il cibo?

    E come avrebbe dovuto procurarsi il cibo? aspettando in gloria che qualche guardia fostestale gli portasse il panierino come ai bimbi dell’asilo. Oppure avrebbe dovuto fare domanda in carta da bollo “scusate sono un orso e ho fame. Come mi devo comportare?”

    E se gli minacciavano il piccolo cosa doveva fare? telefonare al 113 perchè nella nostra bella società ….”CIVILE”…..non è ammesso difendersi da soli.

    C—O!! ma è un orso in carne e ossa mica di peluche!!!

  24. 9
    GIANDO says:

    Ma a me va poi bene così eh. Non è che smetto cdi andare in montagna perché c’è l’orso. Solamente alle cose ci penso e alle situazioni mi ci metto tutto lì. E se tutti facessimo così si potrebbe sviluppare un dialogo che potrebbe portare a prendere delle decisioni mirate e consapevoli.
    Evidentemente manca la voglia.

  25. 8
    GIANDO says:

    Vabbè Blitz allora trovati davanti ad un orso e poi ne riparliamo.

  26. 7
    GIANDO says:

    Guarda che non mi stavo riferendo a te in quanto hai postato mentre stavo ancora scrivendo e comunque ribadisco quello che ho detto. Ciascuno è libero di scrivere quello che vuole però secondo me bisognerebbe anche pensare alle varie situazioni e non solo parlare per partito preso se no, ripeto, facciamo come quelli che parlano delle “stragi in montagna” senza esserci mai stati e questo, naturalmente, ci dà fastidio.
    Personalmente i commenti tecnici li lascio fare ai tecnici e mi limito solo a fare delle riflessioni che, come avrai potuto notare in altri miei post, non sono scritte alla boia d’un giuda ma cercano di entrare un minimo nei dettagli.
    Se tu ed io dovessimo un domani essere aggrediti da un orso percorrendo un sentiero e dovessimo riportare delle ferite non credo che ci piacerebbe leggere sui giornali degli articoli in cui veniamo fatti passare per coglioni. La decenza secondo me sta’ semplicemente nello scrivere e nel commentare con un minimo di cognizione di causa e se di cognizione non se ne ha allora è meglio stare zitti o quantomeno stare sul generico, facendo delle riflessioni e ponendosi dei dubbi.
    Tutta la questione è stata gestita alla porco giuda, some sempre, e quello che dice Barbara è giustissimo perchè prima di procedere con un ripopolamento di animali in via d’estinzione bisogna porsi una serie di problemi e non andrebbe nemmeno bene procedere, per es., per referendum perché alle persone le cose vanno spiegate nei minimi dettagli. Quindi, una volta che si è fatto questo tipo di lavoro, il quale può anche durare anni, si procede di conseguenza.
    Questo è il modo in cui si dovrebbe lavorare, tutto il resto è spazzatura per racimolare molto probabilmente qualche voto.

  27. 6
    Blitz says:

    Giando nello stesso periodo in Austria una donna è stata uccisa da una mucca: cosa c’ entra questo con Daniza? entrambi erano MAMME, entrambi hanno visto i loro piccoli minacciati, entrambi hanno reagito da mamma.
    Che facciamo, eliminiamo le mucche perché quando vedono il vitellino minacciato partono a incornare?

    Tutti i discorsi sulla non informazione e non preparazione ad eventuali incontri sono giusti, però ricordiamoci che un minimo di buonsenso ci vuole sempre.
    Penso che tutti ricorderanno il video dell’ anno scorso in cui l’ escursionista sul Baldo si è visto passare l’ orso come un treno letteralmente sopra i piedi: l’ orso ha attaccato? no, gliene fregava così tanto di quell’ uomo che mancava poco lo stirasse…

    E ricordo sempre il solito esempio: andate nel parcheggio di un centro commerciale, magari con berretto sciarpa ed occhiali, avvicinatevi ad un neonato in carrozzina facendogli “cucci cucci” davanti alla madre, voglio proprio vedere in che condizioni tornate a casa 😉

  28. 5
    Alberto Benassi says:

    Decenza?? ma di che decenza parli! io scrivo quello che penso e non mi sembra di mancare di rispetto a qualcuno . Come del resto fai te e non mi sembra che ti venga imposto il silenzio o limitata la libertà di pensiero.

    L’orso è un essere vivente e come tale ha il diritto di essere rispettato e non trattato come un oggetto che quando non mi serve più o mi crea problemi, lo prendo lo elimino e lo getto nei rifiuti.

    Qui si può solo parlare di INDECENZA : indecenza nelle scelte senza aver pensato alle conseguenze; senza avere pensato che si trattava di un animale e non di un soprammobile; indecenza nel avere AMMAZZATO un essere vivente e non mi si venga adire che si sono sbagliati nella dose. Ma non ci raccontiamo palle!

    Quanto a trovarti davanti ad un orso. Se si in natura le regole non le detti te uomo. Le detta la natura!

  29. 4
    GIANDO says:

    Come al solito su questa vicenda hanno parlato in troppi e sono state dette una marea di idiozie. Gli italiani sono sempre esperti in ogni settore: calcio, alpinismo, medicina, zoologia, politica, e chi più ne ha più ne metta.
    Mi piacerebbe però sentir parlare tutti i soloni del caso in presenza di un normale orso (perché se poi parlassimo di grizzly od orso bianco sarebbe meglio stendere un velo pietoso), senza le sbarre protettive di una gabbia. Perché, ovviamente, i soloni di cui sopra sanno perfettamente come comportarsi coi plantigradi, potremmo dire che tutte le sere ci vanno a cena insieme.
    Le considerazioni di Barbara sono assolutamente condivisibili, soprattutto quando dice di non vedere un habitat sociale disposto ad accettare rischi che vadano oltre.. ecc., ecc.. Ma infatti la questione è proprio questa. A quanto ammontavano gli esemplari di orsi prima del ripopolamento? Da quanto tempo era in atto l’estinzione di questo plantigrado? Non ci vuole Einstein per comprendere certe cose. Non si può pensare che una popolazione non solo residente (perché ci sono anche migliaia di turisti) possa accettare di punto in bianco un animale che, insomma, non è proprio un gattino da mettere sulle ginocchia e a cui fare due carezze.
    Nei parchi nazionali americani il grizzly esiste, esisteva prima e continuerà ad esistere anche dopo. Chi si avventura da quelle parti lo sa e ne accetta anche i rischi se no se ne sta’ a casa propria. Nel Parco Adamello- Brenta l’orso trent’anni fa in pratica non c’era mentre oggi c’è ed in numero alquanto superiore. La popolazione ed i turisti sono stati adeguatamente preparati a ciò? Ovviamente NO, come sempre, perché le decisioni vengono prese a c….
    Pertanto, non sopporto né coloro i quali hanno fatto una scelta senza valutare adeguatamente i pro ed i contro, come evidenzia Barbara, né coloro i quali sono saltati sul carro degli ambientalisti da quattro soldi senza aver mai avuto a che fare con un orso dal vivo (un po’ come quelli che parlano di valanghe senza aver mai visto la neve se non in TV).
    Con amici e parenti ho sempre detto che sarebbe andato tutto bene fino a quando non ci sarebbe scappato il morto, inteso come essere umano. Siccome per il momento è morto solamente l’orso le polemiche si sono placate nel giro di un paio di mesi.
    Per essere politicamente corretto dovrei dire che sono favorevole alla reintroduzione dell’orso però, in tutta onestà, non so come reagirei se me lo trovassi davanti durante un’escursione. So di persone che se la sono data a gambe levate, sono stati inseguiti e non hanno riportato alcun danno. Può darsi che in linea di massima il tutto si concluda con uno spavento però..
    Quello che voglio dire è che la cultura dell’accettazione dell’orso non si sviluppa dalla sera alla mattina, ci vogliono generazioni. Qualcuno potrà sostenere che prima o poi si debba cominciare però siamo sempre lì, le decisioni dovrebbero essere condivise da tutti e bisognerebbe fare un lavoro a monte che, come sempre, non si fa mai per tutta una serie di ragioni.
    Certo che almeno un po’ di decenza nello scrivere articoli e nel fare commenti la si potrebbe avere.

  30. 3
    Alberto Benassi says:

    sbagliata o non sbagliata, sempre di un omicidio si tratta.

    Cosa si pretende da un orso? che si debba comportare secondo le regolare dettate dall’uomo?

    Un orso fa l’orso punto e basta secondo quanto madre natura gli ha trasmesso.

    Quello che mi dispiace che Daniza prima di morire non sia riuscita a dare una palla zampata al suo assassino.

  31. 2

    la foto “Daniza uccisa” è sbagliata. Non si tratta di Daniza ma dell’orso ucciso dai bracconieri in val di Rabbi

  32. 1
    agh says:

    L’articolo non mi pare chiaro riguardo la posizione dell’autrice in questo punto: “Pertanto la domanda è più a monte: Daniza andava lasciata in pace o andava rimossa? Il suo comportamento è socialmente accettabile/tollerabile o meno? La risposta che mi do è “No”. Ma no cosa? Non si capisce se allude alla non accettazione sociale dell’orso, che la Chiarenzi descrive in precedenza, oppure al fatto che Daniza avesse un comportamento non accettabile. Ricordo a questo proposito che mai è stata fatta chiarezza sulla presunta aggerssione al fungaiolo. E che è pietoso accettare l’idea che un’orsa non possa o non debba difendere i suoi cuccioli da una evidente intrusione

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