Disuguali effetti nel mondo

Disuguali effetti nel mondo
(CORONAVIRUS 20)
di Geri Steve
(scritto il 20 aprile 2020)

Le precedenti puntate di questo diario del Coronavirus sono apparse come commenti a tre articoli di Totem&Tabù:
puntate da 1 a 8:
https://www.gognablog.com/gestione-dellepidemia-i-due-stili-strategici/
puntate da 9 a 16:
https://www.gognablog.com/facciamo-chiarezza-sulla-contabilita-dellepidemia/
Le puntate da 17 a 19 son testo e commenti di:
https://www.gognablog.com/notizie-buone-cattive-mancanti-oscure-e-chiare/

L’Unione Europea sta scendendo in campo, anche oltre l’Europa, nella sua guerra vigorosa contro la CoViD-19: per combattere questa guerra ha donato alla povera Nigeria 50 milioni di euro, e così la Nigeria ha mobilitato il suo esercito che ha vinto 18 a 12. Per la precisione, l’esercito ha ucciso 18 nigeriani rei di non aver rispettato quarantena e coprifuoco, mentre la CoViD-19 ne ha uccisi soltanto 12.

Viva l’esercito nigeriano! Ha effettuato anche altre 105 azioni vittoriose che, secondo la commissione Nigeriana per i Diritti dell’Uomo sarebbero “casi di violazione dei diritti umani”; vedi:
https://www.ilsussidiario.net/news/coronavirus-nigeria-violano-quarantena-18-persone-uccise-esercito-sotto-accusa/2010735/

Al momento in Italia va meglio:
Coronavirus Rimini, in spiaggia con i quad per multare uomo su lettino: FOTO finisce su Bbc

La BBC ha pubblicato un video in cui due agenti arrivano con due quad su una spiaggia di Rimini a reprimere un tizio, solo in una enorme spiaggia, reo di aver preso il sole su un lettino e di essere stato avvistato da una fotocamera su drone. Fortunatamente, non risulta che sia stato giustiziato sul posto.

L’Unione Europea si cura di noi: Ursula van der Leyen, presidente della Commissione Europea, ha dichiarato che se ci sarà riapertura questa non potrà riguardare gli anziani, almeno per quest’anno. Forse l’anno prossimo, ma solo se loro ci arrivano, malgrado gli arresti domiciliari imposti. C’è chi si è suicidato e chi protesta:
Coronavirus, vecchi in rivolta, lasciateci uscire e anche morire. Ma non toccateci le pensioni

La volta scorsa vi ho scritto di: CoVIDittatura e purtroppo ci dovremo tornare; non soltanto per i progetti di tracciare e controllare tutti, ma perché risulta che siano in atto operazioni per poter oscurare siti se questi, secondo una certa “commissione” composta da non-si-sa-chi, divulgano notizie false. Ad esempio,

se sugli arresti domiciliari riservati agli anziani, io osassi scrivere che secondo l’art 3 della Costituzione tutti i cittadini italiani hanno pari dignità e sono uguali davanti alla legge senza distinzioni di sesso, di razza… e di condizioni personali e sociali”, parrebbe che una commissione governativa potrà impedirmi di accedere ad internet perché io scrivo cose false, anzi: fakes.

Se poi addirittura io vi scrivessi che l’art 21 della Costituzione Italiana afferma che “tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione” e che si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti previsti dalla legge ? In quel caso non basterà l’oscuramento per un recidivo come me: probabilmente mi verrebbero sequestrati tutti gli strumenti per delinquere, dal computer al modem ad ogni accesso alla rete.

E invece in Italia c’è chi è ufficialmente autorizzato a divulgare falsità, ad esempio chi ogni giorno ha snocciolato in conferenza stampa numeri di “casi”, di “contagiati”, che sono invece gli esigui numeri degli insufficienti tamponi positivi, che praticamente niente c’entrano con tutti i contagiati.

L’altro ieri, in una intervista a radio tre, il grande epidemiologo dell’ISS Giovanni Rezza ha affermato che in Italia c’è una mortalità da CoViD-19 più alta che in Germania perché gli italiani sono indisciplinati, mentre invece in Germania i tedeschi sono ossequienti e disciplinatissimi. Qui:
https://www.ilsussidiario.net/news/coronavirus-germania-3-804-morti-134-753-casi-a-berlino-il-27-aprile-scuole-aperte/2010400/

si può imparare che nel solo land di Brandeburgo e nella sola giornata del 15 aprile la polizia ha ordinato la chiusura di 877 attività commerciali, rilevato 1080 reati penali e 1693 amministrativi, e di individui ne ha denunciati circa 150 fra reati penali e illeciti amministrativi. In particolare, in un parco (lì sono giustamente aperti) ha posto fine ad una festa innaffiata con tre casse di birra e bottiglie di brandy.

Rezza spara balle sul perché della bassa mortalità in Germania ma, anche se è vero che in Germania si taroccano i dati di mortalità con il trucco di chi muore “con” la CoViD-19 e con altre patologie e di chi ha invece soltanto la CoViD-19, pare davvero che lì la mortalità sia nettamente più bassa che in Italia: ufficialmente risultano 55 morti da CoViD-19 su un milione di tedeschi contro 381 su un milione di italiani. Difficile spiegarli con il taroccamento dati e con l’indiscutibilmente meglio attrezzato sistema sanitario tedesco. E il problema non è soltanto quello di spiegare le differenze Italia Germania: è molto più profondo.

Il problema è che di questo nuovo virus SARS-COVID-2 e della pandemia di CoVID-19 sappiamo ancora troppo poco e che più passa il tempo più è chiaro che noi ne ignoriamo aspetti importanti.

L’epidemia è diventata una pandemia, perché ormai il virus sembra essere presente in tutte le parti del mondo; in qualche isoletta e in qualche luogo sperduto del mondo forse ancora no, ma è solo questione di tempo, forse invece lui è già anche lì, ma noi ancora non lo sappiamo.

Se è vero che è presente dappertutto, non è però vero che abbia colpito dappertutto con ugual forza. Purtroppo noi non sappiamo quanto sia diffuso però, pur in maniera incompleta ma sufficiente, sappiamo quanto uccide; e i dati di mortalità sono così diversi da posto a posto da non poter essere attribuiti semplicemente a diagnosi e rilevazioni più o meno buone. Sembra proprio che esistano differenze sostanziali fra la situazione in un luogo e quella in un altro, e noi non ne sappiamo il perché.

Se nel paese A la mortalità ufficiale da CoViD-19 è stata -poniamo- 30 volte più alta che nel paese B, questo vuol dire che in B l’espansione della CoViD-19 è semplicemente in ritardo rispetto ad A, oppure che per qualche motivo B è più protetto e non raggiungerà mai il livello di A? E se così fosse, cosa è che protegge B? Cosa si può fare perché B non arrivi anch’esso ai livelli di mortalità di A?

Sono domande importanti; il problema è complesso; probabilmente le risposte non saranno semplici, probabilmente per trovarle non basterà l’epidemiologia ma si dovrà fare ricerca interdisciplinare su tanti punti oscuri di questo nuovo virus.

Ma, drammaticamente, il problema è se noi ci stiamo seriamente ponendo il problema di capire e, ancor più drammaticamente, la risposta è che no.

Singoli ricercatori, singoli gruppi di ricerca, gruppi di ricerca coordinati fra di loro anche internazionalmente, certamente sì, loro se lo pongono, ma la terribile carenza è a livello istituzionale.

In Italia non c’è un servizio epidemiologico nazionale degno di questo nome e purtroppo il caso italiano non è affatto eccezionale. L’OMS che avrebbe il compito di indirizzare e coordinare le rilevazioni e le analisi epidemiologiche è sostanzialmente nullo. Nessuno coordina la ricerca mondiale su questo virus e sulle terapie per la CoViD-19. Certo, fortunatamente c’è la corsa al vaccino, ma sarebbe meglio dire le tante corse per arrivare primi, o per imporsi anche se primi o migliori non si è arrivati, per farci su enormi guadagni. L’affare del secolo; e se poi non funzionasse? meglio: un altro affarone.

Intanto, pur in mancanza dei presupposti di conoscenza e di ricerca necessari, vediamo almeno di inquadrare il problema.

E’ umanamente comprensibile che l’attenzione si sia concentrata sui luoghi in cui, drammaticamente, si è morti di più e che, negli altri luoghi ci si sia accontentati di sperare che si restasse a quei livelli. Ma ormai è l’ora di uscire da questi atteggiamenti che sono contemporaneamente di emergenza e di fatalismo, e di incominciare a ragionare su quei pochi e incerti dati che abbiamo.

L’Italia è stata a lungo il paese con la maggior mortalità, poi superata dalla Spagna, a sua volta superata dal Belgio. Ma se andiamo più sul dettaglio locale vediamo che esistono mortalità locali molto superiori a quelle statali. Sono, ad esempio, le mortalità di alcune regioni italiane, Lombardia in testa: 1209 su un milione; ma c’è di leggermente peggio: 1219 a San Marino, sempre in Nord Italia, anche se non amministrativamente in Italia.

Il dipartimento di epidemiologia del Lazio, per conto del ministero della Salute ha tentato una sua elaborazione raggruppando le mortalità di alcune città del Nord Italia e quelle di alcune altre del Sud Italia. La potete guardare per intero nel rapporto:
www.deplazio.net/images/stories/SISMG/SISMG_COVID19.pdf

Ma ne potete trovare una efficace sintesi su:
https://ilmanifesto.it/nei-capoluoghi-del-nord-mortalita-aumentata-del-72/

Un Paese spaccato in due… A partire dall’inizio di marzo, nelle città del Nord si è rilevato un incremento della mortalità pari al 72%, mentre nelle città del Centro-Sud l’incremento è stato più contenuto (+10%).

Del “Rapporto” molti aspetti lasciano perplessi, come la scelta di prendere i dati soltanto da alcune città, sia nel Nord che nel Centro Sud Italia. Forse non di tutte hanno reperito i dati, però è stupefacente che manchino proprio Bergamo, Lodi e Cremona: proprio le città del Nord che hanno avuto i picchi più alti di mortalità.

Se invece gli autori avessero considerato più città e raggruppate per zone, e non in soltanto due macro-zone, avrebbero notato l’andamento geografico di cui diciamo più avanti.

Comunque, accade che con quei due soli raggruppamenti, la differenza fra Nord e Centro Sud Italia appare fortissima. La potete vedere nei due grafici allegati.

Nel primo c’è l’andamento della mortalità (per tutte le cause) in 8 città del Centro-Sud Italia:
Perugia, Civitavecchia, Roma, Frosinone, Bari, Potenza, Messina, Palermo.
Mancano però: Firenze, Siena, Pesaro, Ancona, Ascoli, Teramo, Chieti, Pescara, Campobasso, Viterbo, Napoli, Salerno, Foggia, Cosenza, Brindisi, Cagliari…

e nel secondo, l’andamento della mortalità in 10 città del Nord Italia:
Aosta, Bolzano, Trieste, Torino, Milano, Brescia, Verona, Venezia, Bologna, Genova.
Mancano però: Trento, Bergamo, Lodi, Cremona, Piacenza, Treviso, Udine, Mantova, Parma, Modena, Ferrara, Forlì, Reggio Emilia…

Ma perché gli autori hanno usato una separazione Nord-Sud e non, ad esempio, Est-Ovest?

Perché, guardando i dati regionali (che sono invece di sola mortalità ufficialmente per CoViD-1919) si nota chiaramente un andamento geografico: i valori più alti si concentrano nel Nord Ovest. Al 19 Aprile abbiamo: Val d’Aosta 1000 su un milione (non esistendo un milione di valdostani sarebbe più realistico scrivere: uno su mille), Piemonte (535), Lombardia (1.209), Liguria (599), Emilia Romagna (678), Trentino Alto Adige (565) e poi si attenuano più ad Est: Veneto (222), Friuli Venezia Giulia (186). Scendendo verso Sud e ad Est degli Appennini, dopo il picco di san Marino (1.219), si hanno valori ancora alti nelle Marche (531), che si attenuano in Abruzzo (198) e ancor più nel Molise (57) e in Puglia (79).

Ad Ovest e a cavallo degli Appennini si parte dal 171 della Toscana e poi, scendendo a Sud, tutti gli altri valori sono più bassi: Umbria (66), Lazio (58), Campania (52), Basilicata (43), Calabria (13), Sicilia (40), Sardegna (54).

In Italia questo andamento geografico si potrebbe tentare di spiegarlo con il fatto che tutto sia partito da una bomba epidemica in Lombardia che poi da lì si è espansa nei territori vicini. Ma se così fosse ci si dovrebbe attendere un rallentamento della mortalità nelle zone lombarde e limitrofe e una accelerazione altrove; ma, almeno finora, questi fatti non li si osservano.

E invece si capisce qualcosa se guardiamo nel resto del mondo?
Gli USA sembrerebbero essere in grande crescita, ma è presto per dirlo. In alcuni stati come New York (943), New Jersey (477) e Michigan (241) la mortalità è già molto alta, ma non è così per quella complessiva degli USA, che è a “solo” 121; è presto per sapere se quelle differenze si appianeranno o no.

In Centro e Sud America attualmente la mortalità è ancora bassa, ma sta già salendo in Equador (27) e Brasile (11). Non si può capire molto da una situazione in evoluzione.

In Africa si sa soltanto che non si sa, e che probabilmente non si saprà, se non qualcosa alla fine quando si riuscirà a stimare la mortalità totale anomala, cioè quella sopra alla media di prima della CoViD-1919.

In Asia e Medio Oriente ci sono i tre casi anomali di Cina (3,2), Sud Corea (4,6) e Giappone (1,9) in cui parrebbe che sia stata fermata l’epidemia, poi la Corea del Nord che non fornisce dati, l’Iran che li fornisce (61) ma che è poco credibile, la Turchia (25) che è in ascesa iniziale; anche lì si intravede un andamento geografico, ma è più difficile farne una sintesi; guardiamo perciò l’Europa.

In Europa infatti si può avere un quadro decisamente più chiaro: l’attendibilità dei dati, pur se dubbia, è piuttosto omogenea; in nessun paese europeo si è avuto notizia che si nascondessero montagne di cadaveri in fosse comuni o in grandi inceneritori. Ci sono casi, come quello lombardo, in cui certamente si è avuta una forte sottostima della mortalità da CoViD-19, ma questo non inficia completamente il confronto perché comunque in quei casi risulta sempre un’alta mortalità.

Vediamo allora (al 19/4) la distribuzione geografica della mortalità da CoViD-19.

L’Europa è chiaramente tagliata in due da una linea che parte dall’Inghilterra (UK, a 238), passa per l’ Olanda (229) e per il Belgio (499), sfiora la Francia (288) fino alla Svizzera (164), Lombardia (1209), Emilia Romagna (678), Liguria (599) e giù per l’Italia (382).

A Ovest di quella linea la mortalità è stata decisamente alta mentre ad Est decresce e poi cala uniformemente, senza distinzione di clima: vedi Finlandia (17) e Grecia (10), oppure di vicinanza al mare: Lituania (10), Lettonia (2), Bulgaria (5) e Ucraina (3) o lontananza: Slovacchia (2) e Bielorussia (5).

Per maggior completezza, vediamo i dettagli.
All’estremo Nord Ovest abbiamo l’Islanda che, malgrado il suo forte isolamento è arrivata ad avere mortalità 30. L’Irlanda arriva a 130 e l’Inghilterra a 238, ed è pure in rapida crescita. Il Portogallo è quasi stazionario a 70, la Spagna è rapidamente salita a 438 e salirà ben oltre. La minuscola Andorra, nascosta sui Pirenei non si è salvata: 450; la Francia è in crescita ed è già arrivata a 288. Il Belgio tiene il suo record di 499 e infatti sta sulla linea calda con Olanda (229), Lussemburgo (155), Svizzera (164) e Italia (382). Malta no: malgrado la sua altissima densità (1258 maltesi su un Kmq) sta soltanto a 7,5 ; forse ha profittato dell’essere un’isola per isolarsi bene, o forse gode della protezione dei potenti Cavalieri di Malta; non saprei.

Sempre su quella linea, ma più a Nord, troviamo la Danimarca (63) e la Svezia (152), mentre la Norvegia sta soltanto a 33. Subito accanto a loro, ad Est, c’è già la discesa: la Finlandia sta a 17. Germania (55) e Austria (53), pur confinando con Belgio e Svizzera, stanno saldamente ad Est di quella linea, e lo è anche la Slovenia (37) e ancor più decisamente i paesi balcanici: Croazia (10), Bosnia (12), Montenegro (7), Albania (7), la Serbia (13) e la Macedonia del Nord che, pur stando isolata sui monti, stranamente raggiunge il 25. Più a Sud la Grecia che, pur fra i primissimi paesi europei contagiati, si è poi fermata a 10.

Risalendo a Nord abbiamo la Bulgaria a 5 e la Romania (20), che forse paga per i suoi troppi rapporti con l’infettata Italia, e la vicina Moldavia (18). L’Ucraina invece decisamente fa parte del profondo Est Europa: sta a soltanto a 3.

Nella mittel-Europa abbiamo ancora la Boemia (la Repubblica Ceca) a 18 e l’Ungheria a 19, ma più ad Est già la confinante Slovacchia sta a 2, la Polonia a 9 e la Bielorussia a 5.

Nei paesi baltici abbiamo la Lituania (10) la Lettonia (2) e, leggermente eccezionale, l’Estonia (31).

Della Russia abbiamo soltanto il dato nazionale ufficiale (2,4) che vale fino alla Siberia.

Ai suoi confini meridionali abbiamo la Georgia (0,9), l’Azerbaijan (2) e lì accanto l’Armenia (6) nonché il Kazakistan (1), l’Uzbekistan (1) e la Mongolia (0). Lì quelli decisamente si godono di essere molto lontani da quella linea calda in Europa.

Questa distribuzione geografica ci dice chiaramente che c’è ancora molto da capire sulla CoViD-1919.

C’è già chi ha tentato delle spiegazioni climatiche di queste differenze, ma quelle spiegazioni non risultano confermate dai fatti.

C’è sicuramente una certa correlazione con la densità demografica. Ad esempio questa correlazione vale per Svizzera (164) e Austria (52) che hanno la stessa popolazione (8,5 milioni) ma hanno densità diverse: 177 abitanti /Kmq contro 97. Però la Svezia (152) ha densità 19,7 mente l’Ungheria (17) ha densità più alta: 108. La Spagna (485) ha densità 89 mentre la Germania (55) ha densità ben più alta: 233.

Certamente conta l’efficienza del sistema sanitario, però ad est di quella linea ci stanno sia la Finlandia con ottimo sistema sanitario e mortalità 17 che l’Armenia, con una mortalità ancora più bassa della Finlandia: 6.

Abbiamo quindi un importante problema da risolvere.
Si dice che siamo in guerra contro la CoViD-19 e per vincere le guerre è importante sapere tutto del nemico: serve l’ intelligence. Ad esempio, per sapere come combattere la CoViD-19 sarebbe vitale sapere se ad Est di quella linea è bassa anche la diffusione del Sars-cov-2 oppure se si ha una diffusione analoga ma invece lì è bassa la letalità della CoViD-1919.

In medicina, la intelligence si chiama: Epidemiology & Research, che in italiano suona: Epidemiologia e Ricerca scientifica. Se invece non ce le abbiamo, allora c’è la stupidity, che in italiano si chiama stupidità. Con questa, per vincere la CoViD-19 serve l’esercito, come in Nigeria, o anche la dittatura, come qualcuno qui vorrebbe.

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Disuguali effetti nel mondo ultima modifica: 2020-04-23T04:03:00+02:00 da Totem&Tabù

6 pensieri su “Disuguali effetti nel mondo”

  1. 6
  2. 5
    Matteo says:

    Interessante soprattutto perché finalmente si inizia a contare semplicemente i morti (finendola con l’inutile diatriba morti per-morti con, contagiati, ecc.), che era quello che avevo tentato io -molto parzialmente- qualche giorno fà.
    Altrettanto interessante (e sospetto) è che i dati siano limitati o incompleti, perché il numero totale dei morti dovrebbe essere aggiornato in automatico e ben noto in una società strutturata ed evoluta.
    Adesso occorrerebbe estendere a tutto il mondo il medesimo sistema per poter far raffronti in qualche modo validi.
    Quello che è impressionante nel rapporto è come in alcune città sia evidente l’incremento del numero di morti (Mi-To-Bs-Ge) ed in altre molto meno (Pg-Ve-Pa-Fr) e capirne la ragione potrebbe portare a interessanti scoperte su cause e quindi rimedi. 
    La teoria della linea di faglia N-S mi pare francamente improbabile, ma anche questa potrebbe essere verificata molto semplicemente se si iniziasse ad analizzare la mortalità totale anziché perdersi in numerologia fantasiosa; come fa anche il dott. Jensen indicato da Grazia, che sottolinea una realtà (gli enormi interessi economici e le loro aberrazioni ) ma con un metodo sbagliato e altrettanto pericoloso.

  3. 4
    grazia says:

    In aggiunta all’attenta analisi di Steve e all’interessate contributo di Marco Benedetti, vi invito ad ascoltare l’intervento del dr. Jensen:
    https://m.youtube.com/watch?v=jhhT3IO2qAo

  4. 3
    Andrea Parmeggiani says:

    “poi farci ammucchiare davanti ai supermercati e relegarci a casa”
    Dov’è la coerenza, nel permetterci questo e nel vietarci di muoverci all’aperto a piacimento, mantenendo le distanza che attualmente vedi in fila davanti al supermercato? (2 mt in media)

  5. 2
    grazia says:

    Mi pare improbabile che l’unico che l’unico ad aver fatto quest’analisi sia Steve.
    A parte la casta che analizza, divide, ordina e dirige, comincio a pensare che certi fatti siano talmente paradossali – misure prese e non prese, provvedimenti identici su tutto il territorio a dispetto delle differenze esorbitanti dei decessi, multe disseminate a caso salvo poi farci ammucchiare davanti ai supermercati e relegarci a casa, mortalità elevatissima in alcune aree, provvedimenti differenti per ogni paese del mondo – che il popolo si rifiuta di vederli e ammettere che qualcosa non quadra. 

  6. 1
    Andrea Parmeggiani says:

    E’ un argomento molto interessante, di cui pero’ si parla poco… Perchè?

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