Emergenza Caccia al Senato

E’ in corso un pericoloso attacco alla legge 157 sulla tutela della fauna. L’Italia, terra di biodiversità e bellezze naturali, non merita di essere trattata così.

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Emergenza Caccia al Senato
di Danilo Selvaggi (Direttore generale Lipu – BirdLife Italia), con la collaborazione di Sandro Lovari

E’ un vero attacco alla legge nazionale sulla tutela della fauna selvatica quello in atto in queste ore al Senato della Repubblica.

Lo hanno sferrato i senatori della Lega, approfittando della conversione in legge di un provvedimento – il Decreto sulle Semplificazioni – che nulla ha a che vedere con la protezione degli animali selvatici ma è una sorta di cavallo di Troia per aggredire una parte importante della legislazione naturalistica italiana. Segno, anche questo, dell’attuale degrado istituzionale che attraversa la vita politica del Paese.

Al grave vizio di forma, che di per sé dovrebbe bastare a dichiarare l’inammissibilità degli emendamenti, si aggiunge la loro sostanza, altrettanto negativa. Vittime sono soprattutto gli uccelli migratori, patrimonio della comunità internazionale tutelato da direttive comunitarie e convenzioni internazionali, già sofferenti per varie cause tra cui la crisi di molti ambienti naturali.

La migrazione, infatti, rappresenta un particolarissimo e delicato momento biologico nell’esistenza delle specie, durante il quale si formano temporaneamente loro alte densità in transito dall’area di estivazione a quella di svernamento o viceversa. La loro apparente abbondanza sulle vie di migrazione è dunque una conseguenza di questa momentanea aggregazione. Al contrario, l’enorme sforzo fisico e i rischi che la migrazione comporta rendono queste specie particolarmente vulnerabili.

Danilo Selvaggi

Gli emendamenti rimuovono i principali dispositivi di tutela per l’avifauna, riportando in auge pratiche e istituti giustamente eliminati da tempo. Tra le altre cose, se approvati gli emendamenti consentiranno alle Regioni, mediante legge regionale, di cacciare in deroga i piccoli uccelli protetti attualmente non cacciabili e persino ripristinare il barbaro utilizzo di richiami vivi, in infrazione delle direttive comunitarie, senza che lo Stato possa impedirlo in tempo utile (emendamento 3.0.77 Ripamonti); sostituiranno i pareri dell’ISPRA sui calendari venatori con quelli degli osservatori regionali, dunque condizionati dalle regioni stesse, con il risultato di stagioni venatorie più lunghe e minori tutele per le specie a stato di conservazione negativo (emendamento 3.0.78 Ripamonti); consentiranno ai cacciatori di non annotare immediatamente l’abbattimento dei capi, come richiesto anche dall’Europa, ma farlo in un secondo momento, offrendo la possibilità di “truccare” i carnieri e cacciare molto di più del consentito (emendamento 3.0.75 Ripamonti).

Si tratta di interventi normativi che vanno dunque a toccare aspetti essenziali della legge 157/92, svilendone il sistema di protezione e la capacità di tutela e a riaprire i conflitti con l’Unione Europea faticosamente superati nel tempo. Inconcepibile, inaccettabile.

Per questo ci appelliamo al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, al Ministro dell’Ambiente Sergio Costa, alla Presidente della Commissione Ambiente del Senato Vilma Moronese e a tutti i senatori responsabili, affinché fermino questa indebita, inaccettabile, pessima iniziativa. L’Italia è un ponte ecologico per gli uccelli migratori, un luogo di vitale importanza come meta o semplice sosta. La bellezza dell’Italia risiede anche nella ricchezza della sua ancora straordinaria biodiversità. Bocciare questi emendamenti è un dovere minimo al quale, per il bene della natura e del senso di comune civiltà, non ci si deve sottrarre.

Fino a mezzo secolo fa, la mala gestione aveva condotto l’Italia a essere una sorta di deserto faunistico: questo ritorno a norme ormai estinte da qualche decennio è ecologicamente ingiustificabile e solo obbedisce a logiche di sostegno politico, tornando a produrre potenziali danni a un patrimonio che è invece sovranazionale.

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Emergenza Caccia al Senato ultima modifica: 2019-01-15T05:53:31+01:00 da GognaBlog

6 pensieri su “Emergenza Caccia al Senato”

  1. 6
    Germano Ferrando says:

    E’ la vittoria dell ignoranza, che ci condurrà sulla soglia di una guerra civile.

  2. 5
    Luca Visentini says:

    Grazie Danilo.

  3. 4
    elena sabbadini says:

    spero tanto che qualcuno possa fare qualcosa contro questa barbarie. se ci sarà una petizione sarò ben lieta di firmarla. I media non dicono nulla “ovviamente”………..

  4. 3
    Danilo Selvaggi says:

    I due peggiori emendamenti (quello su deroghe/richiami vivi e quello sulla sostituzione di Ispra con osservatori regionali, vedi calendari venatori “autogestiti” dalle regioni) sono stati dichiarati inammissibili. E’ un ottimo risultato.
    Ne restano però tre, molto negativi, tra cui quello sull’annotazione non immediata degli abbattimenti sul tesserino.
    Il testo andrebbe rivisto ma bisogna capire cosa accade in queste ore. La situazione nelle Commissioni è in movimento. Vi tengo informati, ci sto lavorando costantemente.

  5. 2
    Maurizio says:

    Condivido al 100%

  6. 1
    Alberto Benassi says:

    altra iniziativa acchiappa voti dell’esercito dei cacciatori italiani.

    C’è proprio da sentirsi dei grandi e coraggiosi uomini per sparare a degli UCCELLACCI come: fringuelli, cardellini, lucherini, ect. ect.

    Verrà ripristinata la barbarie della messa in gabbia degli uccelli da richiamo tenuti al buio per mesi per poi farli cantare fuori stagione?

    Complimenti altra dimostrazione di civiltà.

     

     

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