Galletti: ancora lui!

Per l’evidente importanza dell’argomento, e a costo di apparire un po’ formali e di allontanarci leggermente dalla linea di questo quotidiano d’informazione, oggi diamo notizia e quindi evidenza alla lettera inviata ieri al Presidente del Consiglio incaricato, Paolo Gentiloni, dalle associazioni Italia Nostra, Mountain Wilderness Italia, Federazione Pro Natura, LIPU ed ENPA. Troppo tardi!

Gian Luca Galletti
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Si è partiti qualche giorno fa da una lettera, concepita da Mountain Wilderness e che riportiamo qui in allegato, indirizzata al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Questa missiva, nelle intenzioni, avrebbe dovuto essere firmata, oltre che dalle suddette associazioni, anche da WWF e Lega Ambiente. Stante l’attuale scontento delle associazioni ambientaliste italiane sull’operato del Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, sostanzialmente si chiedeva al Presidente della Repubblica di adoperarsi affinché la carica di Ministro dell’Ambiente fosse finalmente affidata “a una personalità riconosciuta per competenza e impegno in questo ambito, di alto profilo, capace di determinazione ma anche di confronto e dialogo, e che abbia contezza delle cruciali sfide ambientali e culturali in atto e sappia convintamente impegnarsi per esse“.

In seguito le cose si sono evolute rapidamente. La lettera originale, vittima dei filtri delle varie associazioni, prima è stata trasformata in un messaggio per Paolo Gentiloni e poi via via sempre più addolcita. La sera di ieri, alle 20, il giuramento del nuovo governo vedeva Gian Luca Galletti riconfermato Ministro dell’Ambiente nel nuovo governo Gentiloni. Con buona pace di tutti gli sforzi di chi ha veramente a cuore la sorte del nostro territorio.

Paolo Gentiloni
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Ecco il testo della lettera a Paolo Gentiloni:

Al Presidente del Consiglio dei Ministri Paolo Gentiloni
Roma, 13 dicembre 2016

Signor Presidente,
in questo delicato momento per il Paese, consapevoli del compito che grava su di Lei, Le rivolgiamo il nostro appello affinché voglia operare la giusta scelta sul prossimo Ministro dell’Ambiente, e di porre fine alla situazione di marginalizzazione in cui il Ministero dell’Ambiente viene a trovarsi ormai da lunga data e ricollocarlo al centro dei programmi e delle iniziative politiche ed economiche.

Il Ministero dell’Ambiente deve tornare a garantire il fondamentale contributo al Paese, attraverso politiche e strategie che sostengano la tutela dell’ambiente e del paesaggio e la sostenibilità di uno sviluppo sociale ed economico green, ispirate ai valori ambientali e naturalistici determinanti per la nostra identità e cultura.

Anche per questo, è necessario che l’importante carica di Ministro dell’Ambiente sia ricoperta da una personalità riconosciuta per competenza e impegno in questo ambito, di alto profilo, capace di determinazione ma anche di confronto e dialogo, e che abbia contezza delle cruciali sfide ambientali e culturali in atto e sappia convintamente impegnarsi per esse.

L’Italia, lo merita, lo meritano le sue comunità umane, che nella svolta ambientale – ovvero nell’armoniosa combinazione di economia e natura – possono trovare la vera occasione di futuro.

Auspichiamo che Ella vorrà, sin dalla cruciale fase di formazione del nuovo Governo, qualunque ne siano la natura e la prospettiva temporale, fare in modo di restituire dignità e valore all’ambiente.

Certi della Sua attenzione, Le formuliamo i più sentiti auguri di buon lavoro.

Avv. Marco Parini, presidente di Italia Nostra
Prof. Carlo Alberto Pinelli, presidente di Mountain Wilderness Italia
Dr. Mauro Furlani, presidente Federazione Pro Natura
Dr. Fulvio Maimone Capria, presidente LIPU
Dr. Carla Rocchi, presidente ENPA

 

Si associa alla richiesta di un Ministro dell’Ambiente qualificato il Comitato etico-scientifico di Mountain Wilderness Italia composto da: 1 Prof. Luisella Battaglia: ordinario di Filosofia Morale e Bioetica, Università di Genova; 2 Prof. Pietro Bellasi: già docente di Sociologia dell’Arte, Università di Bologna; 3 Prof. Remo Bodei: ordinario di Filosofia Teoretica, Università di Los Angeles e di Storia della Filosofia e Estetica, Normale di Pisa; 4 Prof. Luisa Bonesio: già prof. di Estetica e Geofilosofia del paesaggio, Università di Pavia; 5 Dr. Salvatore Bragantini: economista e editorialista del Corriere della Sera. Alpinista; 6 Prof. Duccio Canestrini: docente di Sociologia e Antropologia del Turismo, Università di Pisa e Lucca. Probiviro dell’associazione italiana Turismo Responsabile; 7 Dr. Alberto Cuppini: esperto in energie rinnovabili; 8 Dr. Federica Corrado: presidente di CIPRA Italia. Ricercatrice in tecniche e pianificazione urbanistica, Politecnico di Torino; 9 Enrico (Erri) De Luca: romanziere, poeta, traduttore, saggista, alpinista; 10 Fausto De Stefani: Alpinista, garante di Mountain Wilderness International. Presidente onorario di Mountain Wilderness Italia; 11 Kurt Diemberger: alpinista, scrittore, film maker. Presidente onorario e garante di Mountain Wilderness Internationa; 12 Vittorio Emiliani, giornalista, saggista, presidente del Comitato italiano per la bellezza, medaglia d’oro ai benemeriti della cultura e dell’arte; 13 Dr. Massimo Frezzotti: dirigente ricerca ENEA, già responsabile dell’ unità tecnica Antartide. Presidente del comitato glaciologico italiano; alpinista; 14 Prof. Carlo A. Graziani: ordinario di Istituzioni di Diritto Privato, Università di Siena. Già presidente del Parco Naz. dei Sibillini; 15 Alessandro Gogna, alpinista, guida alpina, scrittore, giornalista. Garante di Mountain Wilderness International; 16 Prof. Cesare Lasen: già presidente del Parco Naz. delle Dolomiti Bellunesi; botanico e protezionista; 17 Prof. Sandro Lovari: ordinario di Scienze Ambientali e Fauna, Università di Siena; 18 Prof. Paolo Maddalena : prof di Diritto per il patrimonio culturale e ambientale. Università della Tuscia; magistrato. Già Giudice Costituzionale; 19 Dr. Mario Maffucci: già dirigente RAI. Giornalista. Esperto in comunicazione; 20 Prof. Ugo Mattei: ordinario di Diritto Civile, Università di Torino. Competenze in giurisprudenza, beni comuni e ambiente montano; 21 Franco Michieli, scrittore, pubblicista, alpinista. Garante di Mountain Wilderness International; 22 Prof. Carlo Alberto Pinelli, alpinista, regista, scrittore. Docente di Cinematografia Documentaria, Università Suor Orsola Benincasa, Napoli. Garante di Mountain Wilderness International; 23 Prof. Stefano Rodotà: prof. Emerito di Diritto Civile, Università La Sapienza, Roma. Già garante per la privacy. Già membro del Parlamento. Strenuo difensore dei diritti comuni; 24 Prof. Italo Sciuto: docente di Filosofia Morale, Università di Verona; 25 Arch. Francesco Scoppola. Direttore Generale Beni Culturali, Ministero dei Beni Culturali e del Turismo. Alpinista; 26 Michele Serra. Giornalista, opinionista, scrittore; 27 Prof. Salvatore Settis: ordinario di Archeologia Classica, Normale di Pisa; 28 Dr. Stefano Sylos Labini: dirigente ENEA, geologo, esperto di energie rinnovabili e politiche economiche; 29 Prof. Francesco Tomatis, alpinista; ordinario di Filosofia Teoretica, Università di Salerno. Garante di Mountain Wilderness International; 30 Dr. Stefano Unterthiner, firma del National Geographic. Zoologo e fotografo.

Si associano singolarmente: Prof Franco Pedrotti, Università di Camerino, già presidente della società botanica italiana; storico punto di riferimento dei protezionisti italiani; Prof. Paolo Matthiae, accademico dei Lincei, già professore di Archeologia e Storia dell’Arte del Vicino Oriente. La Sapienza, Roma; Prof. Adriano La Regina, Archeologo. Presidente dell’Istituto Nazionale di Archeologia e Storia dell’Arte. Già sovrintendente alle antichità di Roma; Prof. Antonio Pinelli, professore emerito di Storia dell’Arte, Università di Firenze; Prof. Francesco (Pancho) Pardi, già ordinario Facoltà di Architettura, Università di Firenze; Prof. Piero Craveri, già ordinario di Storia Moderna e Contemporanea, Università di Napoli ( Federico II, Orientale, Suor Orsola Benincasa); On. Luciana Castellina, giornalista, scrittrice. Presidente onoraria dell’ARCI; già Europarlamentare; Prof. Roberto Gambino, prof. emerito di Urbanistica e Pianificazione, Università di Torino; Prof. Giorgio Daidola, ordinario di Economia, Università di Trento; Prof. Claudio Greppi, già ordinario di Geografia, Università di Firenze; Prof. Paolo Baldeschi. Urbanista. Università di Firenze. Presidente della Società dei Territorialisti; Prof. Ignazio Becchi, ordinario di Costruzioni Idrauliche, Università di Firenze; Prof. Claudio Chiuderi, ordinario di Astronomia e Astrofisica, Università di Firenze; Prof Tomaso Montanari, ordinario di Storia dell’Arte Moderna, Università Federico II, Napoli. Editorialista; Dr. Maria Pia Guermandi, Archeologa. Responsabile italiana del progetto “cultural heritage”; Arch. Luisa Calimani-De Biasio, ex parlamentare; Prof. Ignazio Camarda, Università di Siena. Già presidente del Parco Naz. della Maddalena.

 

 

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Galletti: ancora lui! ultima modifica: 2016-12-13T05:15:20+01:00 da GognaBlog

14 pensieri su “Galletti: ancora lui!”

  1. 14
    Fabio Bertoncelli says:

    Notizia dai giornali
    —————————
    «Il governo italiano, nella persona del ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, in occasione della conferenza Stato-Regioni pare intenzionato a dare il via libera al Piano Lupo che prevede la riapertura della caccia a questo meraviglioso animale.»
    Dopo Alfonso Pecoraro Scanio, il ministro lottizzato dell’Ambiente di rara inettitudine, che non sapeva distinguere un toro da una vacca, ecco ora Galletti, il ministro dell’Ambiente (!) che vuole sparare ai lupi.

    Ricordiamocene alle prossime elezioni.
    Se e quando ci faranno votare.
    Se e quando sarà rispettato il voto del popolo.
    Se e quando non avremo piú governi non votati dal popolo.
    I lor signori pensano che la democrazia sia “Cosa nostra”.

  2. 13
    Fabio Bertoncelli says:

    Notizia ANSA
    ——————-
    «La Conferenza Stato-Regioni ha approvato nel pomeriggio in sede tecnica il Piano di Conservazione del lupo. L’approvazione finale del piano, in sede politica, è fissata per il 2 febbraio. Lo fanno sapere fonti del Ministero dell’Ambiente. Quest’ultimo ha recepito alcune richieste di modifica da parte degli enti locali, che nel complesso hanno apprezzato il Piano. Una posizione più critica è stata assunta dalla Regione Lazio. Il Piano lupo, elaborato con la collaborazione di un settantina di esperti, prevede 22 azioni per favorire la convivenza fra i lupi e le attività agricole. Negli ultimi tempi l’aumento del numero di questi animali selvatici in Italia ha creato grossi problemi agli allevatori, che hanno visto colpite mandrie e greggi. Il Piano indica tutta una serie di misure da prendere per tutelare gli allevamenti, dalle recinzioni speciali ai rimborsi. La misura più controversa è la 22, che prevede un abbattimento controllato di un numero di lupi non superiore al 5% del numero complessivo in Italia, previo un piano regionale approvato dal Ministero dell’Ambiente. Le associazioni animaliste sono insorte, mentre il Ministero difende la misura, dicendo che non minaccia la sopravvivenza della specie e previene il bracconaggio.

    Galletti, dobbiamo permettere convivenza lupi-agricoltori
    “Nessuno vuole ammazzare i lupi. Vogliamo una normativa che permetta di conservare la biodiversità e che permetta la convivenza fra i lupi e gli agricoltori”. Lo ha detto il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, alla presentazione a Roma della prima edizione del calendario dei Carabinieri dedicato alle specie animali e vegetali a rischio. “Il problema del lupo è ormai evidente – ha detto Galletti -. Mi rifiuto di affrontarlo solo con la pancia, voglio affrontarlo in un modo scientifico. E’ un tema scottante. In certe zone la presenza del lupo è diventata un rischio per le attività agricole. Ci sono attività che chiudono per la presenza dei lupi. Per questo ho messo intorno ad un tavolo 70 esperti, che hanno predisposto 22 azioni per migliorare la convivenza fra i lupi e gli agricoltori”. Le azioni compongono il Piano per la conservazione del lupo, che deve essere approvato in Conferenza Stato-Regioni. Le associazioni animaliste sono già insorte contro il Piano, criticando il fatto che permette un abbattimento controllato degli animali. “La ventiduesima azione – ha spiegato il ministro – prevede che, dopo l’espletamento di un certo numero di procedure (un piano della Regione per il lupo, verificato dal Ministero dell’Ambiente), sia permesso il prelievo di un massimo del 5% del numero complessivo di questi animali sul territorio nazionale. Questa percentuale, dicono gli esperti, non mette a rischio la presenza del lupo in Italia. Se non facciamo questo, il bracconaggio diventerà lo strumento di tutela degli agricoltori. E allora davvero la sopravvivenza del lupo sarà a rischio”.»

    Galletti ci prende per i fondelli: dice che per salvare i lupi bisogna sparare ai lupi.
    Soltanto grazie a un’incommensurabile impudenza come quella dei politici italiani si può arrivare a simili castronerie astronomiche.
    E cosí è per qualsiasi argomento, di qualsiasi natura. Imbecilli noi che glielo permettiamo.
    Finché qualcuno non comincerà a sparare (non ai lupi), non ci sarà speranza.

    Per scrivere cosí bisogna proprio che io sia al limite.

  3. 12
    Silvo says:

    Grazie Fabio (nonostante il virus intestinale) mi hai tirato fuori una risata di gusto che non facevo da tempo !!!!

  4. 11
    Matteo Fumagalli says:

    Non voglio alimentare polemiche tra associazioni ambientaliste, ma non si può non notare l’assenza di Legambiente tra i firmatari…

  5. 10
    DANILO VILLA says:

    Incredibile, Scandaloso, Raccapricciante…
    In Italia 80 associazioni riconosciute, forse a qualcuno fa comodo che siano così tante, sarebbe meglio se fossero di meno, tipo 5, magari farebbero qualcosa di più…e si caro Alberto hai ragione, il nostro voto non vale NULLA!!!

  6. 9
    GIANDO says:

    La cosa più incredibile è che Casini, il cui partito alle ultime elezioni politiche ha preso poco più di 600.000 voti (…), sia riuscito a piazzare un suo fedelissimo nella carica di ministro. Ma questa è l’Italia.

  7. 8
    Daniele says:

    Scandaloso e raccapricciante! Ancora lui.

  8. 7
    Fabio Bertoncelli says:

    «Ancora tu. Ma non dovevamo vederci piú?»
    A quale canzone appartengono queste celebri parole? Al grande Lucio Battisti! Il quale, come Gian Piero Motti, fortunatamente non ha nulla da spartire né con Paolo Gentiloni né con il Galletto («Galletti, Galletti… Chi sarà mai costui?»).
    Ragazzi, prendetevi l’antologia degli scritti di Gian Piero Motti, pubblicata anni fa da Vivalda, sdraiatevi sulla vostra poltrona preferita, magari con la musica di “Pensieri e parole” in sottofondo. Come d’incanto svaniranno sia Gentiloni che il Galletto. Le notizie della politica possono attendere, il mal di fegato può aspettare.
    Facciamo volare la fantasia tra le vette.

    Buona lettura e buon ascolto.

  9. 6
    luciano PELLEGRINI says:

    Le associazioni ambientaliste riconosciute so OTTANTA. Mi chiedo… perchè solo CINQUE hanno firmato? Una lettera molto “dolce”, forse per avere più considerazione? In cosa?

  10. 5
    Marco says:

    Il punto è che il ministero dell’ambiente non dovrebbe esistere. Come quello per la semplificazione, per esempio. Sono contraddizioni. Il rispetto per l’ambiente deve essere un valore trasversale a tutti i ministeri. Erigere un ministero apposito diventa un alibi per gli altri ministeri – MIN. SVE in primis – per fare azioni che se ne fregano dell’ambiente.
    A sto punto uno o l’altro poco cambia, tanto è sempre in minoranza.

  11. 4
    Carlo Alberto Pinelli says:

    La riconferma di Galletti a ministro dell’ambiente è una sconfitta non solo dell’ambientalismo, ma della serietà e del buon senso. La lettera a Gentiloni, firmata dai presidenti di Italia Nostra, Mountain Wilderness, ENPA, LIPU non è stata presa in considerazione, malgrado avesse ottenuto l’appoggio di numerose personalità della cultura e della scienza. Una efficace sintesi la trovate a pag 5 del Fatto Quotidiano di oggi. Abbiamo davanti tempi duri. Dobbiamo essere preparati.

  12. 3
    Alberto Benassi says:

    Questo altro governo, se dico nuovo rischio l’infarto, è la dimostrazione di come il nostro VOTO, non valga NULLA !!

  13. 2
    Alberto Cuppini says:

    Posto che la lettera al Presidente della Repubblica, così com’era impostata, è ormai superata dai fatti (incredibili: è stato riproposto lo stesso identico Governo di prima ma con a capo un uomo di paglia!), non si potrebbe elaborare un altro testo, insistendo pur sempre sulla necessità, comunque, di “invertire la rotta”?
    Anche perchè ci stiamo dirigendo, anche limitando la visuale al solo “patrimonio naturalistico, ambientale e paesaggistico”, verso gli scogli. E adesso pure con una velocità maggiore…
    Per il prossimo aprile, ad esempio, è attesa dal MISE (Ministero dello Sviluppo Economico) la nuova “Strategia Energetica Nazionale” per conformarla agli obiettivi europei del 2030 – post COP21 di Parigi – e che ci si attende tale da soddisfare tutte le lobby del settore (comprese quelle delle energie “pulite”, che sono tali solo di nome). Faccio riferimento in particolare agli obiettivi di produzione da FER elettriche (ribadisco: elettriche e non altre), che non a caso l’Europa ha deciso di rendere non più vincolanti proprio per evitare gli eccessi di pressioni indebite verificatesi nel decennio precedente.
    Si teme, da parte del Governo italiano, la fissazione di obiettivi inverosimili e che gli stessi siano resi vincolanti.
    Ma non basta.
    In base all’esperienza del precedente modus operandi del MISE, ed essendo ormai esauriti i fondi per sussidiare il fotovoltaico, questo comporterebbe inevitabilmente una scelta privilegiata sui grandi impianti eolici da collocare inevitabilmente sui crinali appenninici, che ne sarebbero, altrettanto inevitabilmente, ricoperti. Con le conseguenze facilmente prevedibili non solo per il paesaggio ma anche per la biodiversità.
    Anche in questo àmbito, un cambio di Governo avrebbe comportato una rinegoziazione degli accordi ormai già presi dai lobbysti con i decisori politici.
    Tutta l’azione di Renzi in questi mesi per indebolire (o scardinare) il sistema di tutele del territorio va intesa in questo preciso senso.
    Eppure altre soluzioni – meno brutali e meno costose – sarebbero possibili.
    Anche LIPU ed Italia Nostra (e altre associazioni) in passato si sono già dimostrate sensibili a questi problemi.

  14. 1
    Fabio Bertoncelli says:

    Nel giro di ventiquattro ore siamo passati da Gian Piero Motti a Paolo Gentiloni. Piú o meno come il crollo di Wall Street.

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