Gestione dell’epidemia: i due stili strategici

Gestione dell’epidemia: i due stili strategici
di Roberto Buffagni
(pubblicato su italiaeilmondo.com il 14 marzo 2020)

Propongo una ipotesi in merito ai diversi stili strategici di gestione dell’epidemia adottati in Europa e altrove. Sottolineo che si tratta di una pura ipotesi, perché per sostanziarla ci vogliono competenze e informazioni statistiche, epidemiologiche, economiche che non possiedo e non si improvvisano. Sono benvenute le critiche e le obiezioni anche radicali.

L’ipotesi è la seguente: lo stile strategico di gestione dell’epidemia rispecchia fedelmente l’etica e il modo di intendere interesse nazionale e priorità politiche degli Stati e, in misura minore, anche delle nazioni e dei popoliLa scelta dello stile strategico di gestione è squisitamente politica.

Boris Johnson

Gli stili strategici di gestione sono essenzialmente due:
1) Non si contrasta il contagio, si punta tutto sulla cura dei malati (modello tedesco, britannico, parzialmente francese);

2) Si contrasta il contagio contenendolo il più possibile con provvedimenti emergenziali di isolamento della popolazione (modello cinese, italiano, sudcoreano).

Chi sceglie il modello 1) fa un calcolo costi/benefici, e sceglie consapevolmente di sacrificare una quota della propria popolazione. Questa quota è più o meno ampia a seconda delle capacità di risposta del servizio sanitario nazionale, in particolare del numero di posti disponibili in terapia intensiva (T.I.). A quanto riesco a capire, infatti, il Coronavirus presenta le seguenti caratteristiche: alta contagiosità, percentuale limitata di esiti fatali (diretti o per complicanze), ma percentuale relativamente alta (intorno al 10%, mi pare) di malati che abbisognano di cure nei reparti di terapia intensiva. Se così stanno le cose, in caso di contagio massiccio della popolazione – in Germania, ad esempio, Angela Merkel prevede un 60-70% di contagiati – nessun servizio sanitario nazionale sarà in grado di prestare le cure necessarie a tutta la percentuale di malati da ricoverarsi in T.I., una quota dei quali viene così condannata a morte in anticipo. La quota di pre-condannati a morte sarà più o meno ampia a seconda delle capacità del sistema sanitario, della composizione demografica della popolazione (rischiano di più i vecchi), e di altri fattori imprevedibili quali eventuali mutazioni del virus.

Il culto degli antenati in Cina

La ratio di questa decisione sembra la seguente:
a) L’adozione del modello 2) (contenimento dell’infezione) avrebbe costi economici devastanti;

b) La quota di popolazione che viene pre-condannata a morte è in larga misura composta di persone anziane e/o già malate, e pertanto la sua scomparsa non soltanto non compromette la funzionalità del sistema economico ma semmai la favorisce, alleviando i costi del sistema pensionistico e dell’assistenza sanitaria e sociale nel medio periodo, per di più innescando un processo economicamente espansivo grazie alle eredità che, come già avvenuto nelle grandi epidemie del passato, accresceranno liquidità e patrimonio di giovani con più alta propensione al consumo e all’investimento rispetto ai loro maggiori;

c) Soprattutto, la scelta del modello 1) accresce la potenza economico-politica relativa dei paesi che lo adottano rispetto ai loro concorrenti che adottano il modello 2), i quali devono scontare il danno economico devastante che comporta. Approfittando delle difficoltà dei loro concorrenti 2), le imprese dei paesi 1) potranno rapidamente sostituirsi ad essi, conquistando significative quote di mercato e imponendo loro, nel medio periodo, la propria egemonia economica e politica.

Naturalmente, per l’adozione del modello 1) sono indispensabili due requisiti: un centro direzionale politico statale coerentemente e tradizionalmente orientato su una accezione particolarmente radicale e spietata dell’interesse nazionale (tipici i casi britannico e tedesco); una forte disciplina sociale (ecco perché l’adozione del modello 1) da parte della Francia sarà problematica, e probabilmente si assisterà a una riconversione della scelta strategica verso il modello 2).

L’adozione del modello 1), insomma, corrisponde a uno stile strategico squisitamente bellico. La scelta di sacrificare consapevolmente una parte della popolazione economicamente e politicamente poco utile a vantaggio della potenza che può sviluppare il sistema economico-politico, in soldoni la scelta di liberarsi dalla zavorra per combattere più efficacemente, è infatti una tipica scelta necessitata in tempo di guerra, quando è normale perché indispensabile, ad esempio, privilegiare cure mediche e rifornimenti alimentari dei combattenti su cura e vitto di tutti gli altri, donne, vecchi e bambini compresi, nei soli limiti imposti dalla tenuta del morale della popolazione, che è altrettanto indispensabile sostenere.

Sun Tzu

Gli Stati che adottano il modello 1), dunque, non agiscono come se i loro concorrenti fossero avversari, ma come se fossero nemici, e come se la competizione economica fosse una vera e propria guerra, che si differenzia dalla guerra guerreggiata per il solo fatto che non scendono in campo gli eserciti. La condotta di questo tipo di guerra, proprio perché è una guerra coperta, sarà particolarmente dura e spietata, perché non vi ha luogo alcuno né il diritto bellico, né l’onore militare che ad esempio vieta il maltrattamento o peggio l’uccisione di prigionieri e civili, l’impiego di armi di distruzione di massa, ecc. Per concludere, la scelta del modello 1) privilegia, nella valutazione strategica, la finestra di opportunità immediata (conquistare con un’azione rapida e violenta un vantaggio strategico sul nemico) sulla finestra di opportunità strategica di medio-lungo periodo (rinsaldare la coesione nazionale, diminuire la dipendenza e vulnerabilità della propria economia dalle altrui accrescendo investimenti statali e domanda interna).

***

Alla luce di quanto delineato a proposito degli Stati che adottano il modello 1), è più facile descrivere lo stile etico-politico degli Stati che adottano il modello 29.

Nel caso della Cina, è indubbio che il centro direttivo politico cinese sappia molto bene che la competizione economica è componente decisiva della “guerra ibrida”. Furono anzi proprio due colonnelli dello Stato Maggiore cinese, Liang Qiao e Xiangsui Wang, che negli anni Ottanta elaborarono il testo seminale sulla “guerra asimmetrica”[1].

Credo che il centro direzionale politico cinese abbia scelto, pare con successo, di adottare il modello 2) per tre ragioni di fondo:
a) il carattere spiccatamente comunitario della tradizione culturale cinese, nella quale il concetto liberale di individuo e il concetto cristiano di persona hanno rilievo scarso o nullo;

b) il profondo rispetto per i vecchi e gli antenati, cardine del confucianesimo;

c) una valutazione strategica di lungo periodo, riassumibile in queste due massime di Sun Tzu, il pensatore che più ispira lo stile strategico cinese: “La vittoria si ottiene quando i superiori e gli inferiori sono animati dallo stesso spirito” e “Una guida coerente permette agli uomini di sviluppare la fiducia che il loro ambiente sia onesto e affidabile, e che valga la pena combattere per esso”. In altri termini, penso che la direzione cinese abbia valutato che il vantaggio strategico di lungo periodo di preservare e anzi rafforzare la coesione sociale e culturale della propria popolazione superasse il costo di breve-medio periodo del danno economico, e della rinuncia a profittare nell’immediato delle difficoltà degli avversari. Perché “le vie che portano a conoscere il successo” sono tre:
c1. Sapere quando si può o non si può combattere;
c2. Sapersi avvalere sia di forze numerose che di forze esigue;
c3. Saper infondere uguali propositi nei superiori e negli inferiori.

Roberto Buffagni

Nel caso dell’Italia, la scelta – per quanto incerta e mal eseguita – del modello 2) credo dipenda dalle seguenti ragioni:
a) Sul piano culturale, dall’influsso della civiltà italiana ed europea premoderna, infusa com’è di sensibilità precristiana, contadina e mediterranea per la famiglia e la creaturalità, poi parzialmente assorbita dal cattolicesimo controriformato e dal barocco: un influsso di lunghissima durata che continua a operare nonostante la protestantizzazione della Chiesa cattolica odierna, e nonostante l’egemonia culturale, almeno di superficie, di liberalismo ideologico e liberismo economico;

b) Sempre sul piano culturale, dal pacifismo instaurato dopo la sconfitta nella Seconda Guerra Mondiale e perpetuato prima dalle sinistre comuniste e dal mondo cattolico, poi dalle dirigenze liberal-progressiste UE; un pacifismo che genera espressioni buffe come “soldati di pace”, e la negazione metodica della dimensione tragica della storia;

c) Sul piano politico, sia dal grave disordine istituzionale, ove i livelli decisionali si sovrappongono e ostacolano reciprocamente, come s’è palesato nel conflitto tra Stato e Regioni all’apertura della crisi epidemiologica; sia dalle preoccupazioni elettorali di tutti i partiti; sia dalla fragile legittimazione dello Stato, antico problema italiano;

d) sul piano politico-operativo, dalla sbalorditiva incapacità delle classi dirigenti, nelle quali decenni di selezione alla rovescia e abitudine a scaricare responsabilità, scelte e relative motivazioni sulle spalle dell’Unione Europea hanno indotto una forma mentis che induce sempre a imboccare la linea di minor resistenza: che in questo caso è proprio la scelta di contenere il contagio, perché per scegliere la via del triage bellico di massa (comunque la si giudichi, e io la giudico molto negativamente) ci vuole una notevolissima capacità di decisione politica.

In altre parole, la scelta italiana del modello 2) ha ragioni superficiali e consapevoli nei nostri difetti politici e istituzionali, e ragioni profonde e semiconsapevoli nei pregi della civiltà e della cultura a cui, quasi senza più saperlo, l’Italia continua a ispirarsi, specie nei momenti difficili: siamo stati senz’altro umani e civili, e forse anche strategicamente lungimiranti, senza sapere bene perché. Però lo siamo stati, e di questo dobbiamo ringraziare i nostri antenati defunti, i Lari[2] il cui culto, sotto diversi nomi, si perde nei secoli e millenni; e che senza saperlo, oggi onoriamo e veneriamo facendo tutto il possibile per curare i nostri padri, madri, nonni, anche se non servono più a niente.

Farebbe sorridere Sun Tzu e forse anche Hegel constatare che i due modelli impongono metodi operativi di implementazione esattamente opposti rispetto allo stile strategico.

L’implementazione del modello 1) (non conteniamo il contagio, sacrifichiamo consapevolmente una quota di popolazione) non richiede alcuna misura di restrizione della libertà: la vita quotidiana prosegue esattamente come prima, tranne che molti si ammalano e una percentuale non esattamente prevedibile ma non trascurabile di essi, non potendo ottenere le cure necessarie per ragioni di capienza del servizio sanitario, muore.

L’implementazione del modello 2) (conteniamo il contagio per salvare tutti i salvabili) richiede invece l’applicazione di misure severissime di restrizione delle libertà personali, e anzi esigerebbe, per essere coerentemente effettuato, il dispiegamento di una vera e propria dittatura, per quanto morbida e temporanea, in modo da garantire l’unità del comando e la protezione della comunità dallo scatenamento delle passioni irrazionali, cioè da se stessa. Operativamente, la direzione esecutiva del modello 2) dovrebbe essere affidata proprio alle forze armate, che possiedono sia le competenze tecniche, sia la struttura rigidamente gerarchica adatte.

Concludo dicendo che sono contento che l’Italia abbia scelto di salvare tutti i salvabili. Lo sta facendo goffamente, e non sa bene perché lo fa: ma lo fa. Stavolta è facile dire: right or wrong, my country.

Note
[1] Liang Qiao e Xiangsui Wang, Guerra senza limiti. L’arte della guerra asimmetrica fra terrorismo e globalizzazione, LEG Edizioni, 2011;
[2] v. https://www.romanoimpero.com/2018/07/culto-dei-lari.html.

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Gestione dell’epidemia: i due stili strategici ultima modifica: 2020-03-19T04:01:00+01:00 da Totem&Tabù

121 pensieri su “Gestione dell’epidemia: i due stili strategici”

  1. 121
    Grazia says:

    Lusa, ancora una volta i giornalisti si sono impegnati: più che assaltare, delle persone hanno fatto la spesa e volevano uscire senza pagare. That’s all. 
    Capisco, purtroppo, la disperazione. 

  2. 120
    Fabio Bertoncelli says:

    Insomma: “Vincere. E vinceremo”.
    Siete d’accordo? 😂😂😂  (pardon: 😷😷😷)
     

  3. 119
    Roberto Pasini says:

    Speriamo tanto Paolo. Proprio poco fa ho avuto un’informazione importante che un po’ mi ha consolato e che va nella direzione del precedente post su Gattinoni.   La fonte è bergamasca, molto autorevole, di ambiente Mario Negri. Sembra stiano lavorando molto alacremente da tutte le parti sul piano clinico e che sperino di arrivare a protocolli terapeutici più efficaci che si possano mettere in campo prima del vaccino. Il mostriciattolo è furbo e cattivo, ma lo siamo anche noi piccoli predatori opportunisti con dei lobi frontali sproporzionati e venderemo cara la pelle come specie, a meno che ci mettiamo a farci del male a vicenda.

  4. 118
    Lusa says:

    Sui giornali sta circolando la notizia che a Palermo un gruppo di gente ha assaltato un market.

  5. 117
    paolo says:

    Numeri un poco ragionati.
    Oggi tutti i mezzi di informazione dicono che i numeri ieri sono aumentati.
    Dico veramente con gioia che oggi il numero dei necrologi della mia provincia, che conto da parecchi giorni, ha toccato il “livello più basso” degli ultimi 14 giorni, oggi è a 152, dopo un recente picco fino a 203 e varie oscillazioni.
    Quando scenderà sotto i 100 sarò fiducioso in un rientro a livelli strutturali (20-30).
    Almeno i miei piccoli pensieri nascono da dati storici e confrontabili. 🙂 

  6. 116
    Grazia says:

    Pour la dernière fois: i dati su cui si fonderà il lavoro dell’illustre prof. Gattinoni scaturiscono dalla sua esperienza e dalla sua ricerca personale, non provengono dai giornali. 
    Nel frattempo, i meno noti infermieri e medici in prima linea vengono imbavagliati, come sta accadendo in Sardegna, dove si lamenta la mancanza di presidi di base preziosi, per sé e per i degenti. 

  7. 115
    Roberto Pasini says:

    Questo e il modello mentale “clinico” al suo più alto livello. Il prof. Gattinoni, maestro indiscusso di tutti i rianimatori italiani: usare i dati e le intuizioni per comprendere i meccanismi sottostanti i fenomeni e poi trovare le soluzioni. La clinica ci darà la soluzione: la statistica medica sarà la base su cui costruire ma poiché l’uomo non è un algoritmo entreranno in gioco altre capacità umane, attualmente non emulabili dall’IA e il cui fondamento ancora ignoriamo.
    https://www.leggo.it/italia/cronache/coronavirus_
    medico_gattinoni_attacca_polmoni_diventa_letale_cosa_succede-5136343.html
    Sui gruppi. Io uso i miei ferri del mestiere. Nei gruppi entrano in gioco tre emozioni primarie potentissime che stanno sotto la dimensione operativa e razionale (Alfred Bion) soprattutto sotto stress: Dipendenza, Fraternità, Attacco e Fuga. Oggi le puoi osservare in azione tutte e tre, a volte contemporaneamente. Anche la seconda ha dei pericoli, ma le altre due possono essere letali. Dipende cosa prevarrà e qui gioca un ruolo cruciale la leadership.

  8. 114
    Grazia says:

    Caro Roberto, certamente comprendo cosa scrivi. Ognuno di noi interpreta la realtà con i propri strumenti, è naturale.
    Tuttavia penso che sia utile, forse non indispensabile, cercare di andare oltre questa dimensione astratta dei calcoli in cui, inconsapevole, tutti tendiamo per via delle notizie continue che vengono fornite e della modalità con cui vengono diffuse.
    Uno dei motivi per cui raramente prendo il metrò quando sono a Milano è perché mal sopporto la musica ad alto volume trasmessa dagli altoparlanti e i display con notiziari e pubblicità senza posa.
    Anch’io sono una runner solitaria, ma nella comunità ci credo. Penso che se ognuno di noi fa la propria parte tendendo la mano al proprio vicino, si possa andare più lontano e in maniera più salutare. 
    Ciò di cui desideravi convincere Crovella sono corse reali oppure qualcosa di virtuale? 
    Perdonate lo sfogo,  mi sento anch’io stanca. 

  9. 113
    Grazia says:

    Caro Fabio, attenzione: sin dall’inizio ripetiamo che i numeri forniti possono non essere reali.
    Sin dall’inizio si sono nutriti dubbi riguardo ai tamponi, ovvero se effettivamente includessero la precisa sequenza del virus attuale. A questo proposito erano stati interpellati gli ospedali coinvolti che hanno risposto in maniera evasiva. 
    Tutto il diligente studio che avete portato avanti si basa su dati di cui non abbiamo certezza. Ognuno ha le sue passioni ed è lecito trascorrere il tempo come più gli aggrada, ma se è una caccia ai morti quella che perseguite per puro esercizio, si può giocare alla play station. Oppure, se non ci si vuole troppo scostare dalla realtà, si faccia i conti di quanta gente si ammala all’ombra delle raffinerie, per esempio, di quante modificazioni genetiche avvengono negli esseri viventi coinvolti (animali, piante, esseri umani).
    Il popolo non è esasperato da ciò che realmente accade, ma da questa continua conta dei morti, dei “contagiati”, dei guariti.
    Da sempre baso le mie credenze su fatti concreti e questo mi tiene al riparo dalla bacchetta di chi orchestra così mirabilmente le nostre vite (visti i risultati del popolo pronto a fare tutto) e così, invece di guardare la bacchetta, come fanno i più, il mio sguardo può spingersi fino all’orizzonte,  invece di rimanere inchiodato dove vorrebbero loro. 
    Ribadisco che sarebbe utile alzare la testa e volgere lo sguardo altrove, come peraltro invita Lorenzo Merlo nel suo ultimo post, magari trovando anche modi più adeguati per nutrire la nostra anima e quella di coloro che ci circondano. 
    Bonne journée.

  10. 112
    Roberto Pasini says:

    Grazia, dai tuoi interventi percepisco in te un’anima empatica e affettiva. Applicando queste qualità dovrebbe risultarti chiaro perché molti si concentrano con una certa puntigliosità sui numeri. Ognuno di noi di fronte ad un evento fuori dell’ordinario e dal forte impatto emotivo cerca di inquadrarlo con le categorie interpretative che sono legate alla sua formazione ed esperienza di vita e che sono più vicine alla sua sensibilità personale. Circa trenta anni fa fu pubblicato un libro “La costruzione sociale della realtà” di Peter Berger che è diventato un classico della psicologia sociale (campo disciplinare al quale io appartengo). Le diverse lenti  mettono a fuoco uno dei diversi “strati” della realtà che osserviamo. Se tu leggi i nostri interventi con un certo distacco puoi rintracciare i diversi filoni, intellettuali, politici e umani e le diverse “preoccupazioni” che in questo momento agitano l’animo delle persone. Avrai notato sicuramente ad esempio come il tema dei diritti sia passato in secondo piano rispetto a temi ritenuti al momento più urgenti. I numeri, anche se non sempre affidabili, sono per qualcuno una chiave di lettura che soddisfa il bisogno profondamente umano di dare un senso alle cose. Non c’è un punto di vista superiore. Il bello di un dialogo libero e condotto con mente aperta è proprio quello di arricchire e integrare le nostre soggettività e i nostri limiti personali. Quindi io propongo di andare avanti così, penso ci arricchisca e ci consoli anche un po’ in questo TOR collettivo. Uno dei miei dispiacere nei mesi scorsi è stato il fatto ( pur essendo io un tapascione solitario) di non essere riuscito a convincere il nostro caro Crovella che anche le prove collettive di resilience possono creare un senso di comunità, magari artificiale e contingente, ma che comunque lascia qualcosa nelle persone che può essere utile in certi momenti. Questo è uno di quelli.

  11. 111
    Fabio Bertoncelli says:

    Cara Grazia, nell’universo mondo i numeri sono molto importanti, che ci piaccia o no (e qui non mi riferisco certo soltanto all’economia). Se non credi a me, chiedi a Matteo: su questo punto io e lui siamo perfettamente d’accordo.
    Poi, beninteso, accanto ai numeri ci sono le persone, c’è il nostro cuore, la nostra anima. Ma a Madre Natura ciò non interessa minimamente. Che esistiamo o non esistiamo, a lei non fa un baffo. E la battaglia per la vita si fa anche con i numeri.
    Viva la matematica! Viva la fisica, viva la chimica! Sono le nostre armi per sopravvivere in un mondo oscuro. In un mondo ostile.
     

  12. 110
    Grazia says:

    Buongiorno,
    davvero non ci si rende conto di quanto sterile sia questa corsa ai numeri?
    Vogliamo impiegare il tempo a comprendere a fondo ciò che sta accadendo invece di focalizzarci su cifre che vengono fornite proprio per scombussolare l’animo della popolazione?
    Davvero non si vede che c’è dell’altro al di là dei numeri? 

  13. 109
    Fabio Bertoncelli says:

    Ieri sera il primo resoconto scriveva di 662 morti, come riportato anche da Geri Steve. Però poco piú tardi il numero è stato aumentato a 712.
     

  14. 108
    Geri Steve says:

    CORONAVERITA’ 8
    26.3.2020
    In Italia non si pubblicano più i dati dei deceduti nelle regioni.
    Lamentavo che non si pubblicano i dati per province. Oggi neanche quelli regionali. Ma non è un grande perdita: sarebbe bene averli, ma vedremo quanto non sono affidabili.
    Nel mondo la pandemia panda-galoppa (tranne Cina, Giappone, S Corea, Iraq):
    ITALIA +662 (+683) 8.165 morti 132 morti/milioneSPAGNA +498 (+443) 4.145 morti 88 morti/milioneFRANCIA + ? (+231) ? morti ? morti/milione . Non pervenuto. (Ieri:+ 231 (+240) 1331 morti 19 morti/milione)SVIZZERA + 38 (+ 27) 191morti 22 morti/milioneOLANDA + 78 (+80) 434 morti 27 morti/milioneBELGIO + 42 (+ 2) 220 morti 19 morti/milioneDANIMARCA + 7 (+ 11) 41 morti 7,3 morti/milioneSVEZIA + 27 (+ 4) 71 morti 7 morti/milioneUSA +261 (+ 39) 1.080 morti 3,3 morti/milioneCINA + 4 (+ 7) 3.287 morti 2,3 morti/milione
    In Italia la mortalità giornaliera risulterebbe essere ancora alta: 662 , ma leggermente inferiore a quella di ieri: 683 e nettamente inferiore a quella di sabato 21, quando era 793.
    Arrivano pessime notizie dal bresciano ma, come detto, la protezione civile stasera non ci dà i suoi dati né nel bresciano né nella Lombardia.
    Ma se anche ce li desse, quei numeri sarebbero affidabili?
    Non perdiamo tempo con i “contagiati” che finalmente la protezione civile più onestamente chiama: “attualmente positivi” ma che tutti continuano a spacciarceli come: “casi” o “contagiati” oppure “malati”.
    Sono numeri inutili che non significano niente, eppure come dati regionali la protezione civile, il ministero sanità, l’ISS, danno soltanto quelli.
    Andiamo sui dati di mortalità, che giorni fa io ho incautamente definito, a parte le note eccezioni, come “sostanzialmente attendibili”.
    Non è così, non è così nel mondo e non lo è neanche in Italia, che sembrava ( e forse lo è tuttora) la nazione più “sincera”.
    Qualche giorno fa ho riportato le dichiarazioni del sindaco di Bergamo che sosteneva che nel bergamasco la mortalità da covid19 fosse sottostimata e che in realtà fosse 4 volte di più. Sbagliava: a Bergamo la sottostima è ben più forte.
    C’è chi ha fatto una indagine semplice semplice. E’ andato a vedere se, rispetto agli anni precedenti, in quelle regioni e in quei mesi, la mortalità fosse aumentata quanto la mortalità ufficiale da covid19. La risposta è che no: si riscontra una mortalità anomala (divergente da quella media) molto più alta della mortalità ufficiale da covid19.
    https://www.corriere.it/politica/20_marzo_25/numero-vero-morti-covid-19-almeno-4-volte-quello-ufficiale-eebbe3ae-6eb8-11ea-925b-a0c3cdbe1130.shtml?fbclid=IwAR1ry6VNuMta5TvJe9iNG5U7WATGD3bZodP6I3b8nvo7q0OdYwOzdgxywSw
    A Nembro (nel bergamasco) il sindaco e un imprenditore sanitario (non analfabeti, ma entrambi laureati in fisica) si sono fatti una loro indagine sui morti da covid19. Potete leggere, a pag 6 di Corriere della Sera le loro conclusioni; ne estraggo:
    “A Nembro ufficialmente risultano 31 morti da covid19, ma nei tre mesi epidemici si sono avuti 123 morti in più della media di quei mesi(e ancora non sono trascorsi i tre mesi, quindi possono aumentare; nota mia)
    A Nembro “il numero di decessi anomali rispetto alla media è 4 volte quelli ufficialmente attribuiti alla covid19.
    A Cernusco sul Naviglio (MI) il numero di decessi anomali è (già) 6,1 volte quelli ufficialmente attribuiti alla covid19 … anche a Pesaro (Marche) è 6,1. Impressionanti i dati di Bergamo, in cui il rapporto arriva addirittura a 10,4.
    … nell’ipotesi – nient’affatto remota – che tutti i cittadini di Nembro abbiano preso il virus, 158 decessi equivarrebbe ad un tasso di letalità dell’ 1%. Che è proprio il tasso di letalità misurato sulla nave da crociera Diamond Princess in Sud Corea. Nembro rappresenta quello che accadrebbe in Italia se tutti fossero contagiati da coronavirus covid19: morirebbero 600 mila persone”.
    Io aggiungo soltanto che in Italia gli abitanti residenti (esclusi quindi gli stranieri residenti e quelli di passaggio) sono almeno 62 milioni, il che porterebbe a 620 morti.
    Comunque, tanto di cappello a questa semplice e incontestabile analisi.
    Non perdo mai tempo a riportarvi le tante fesserie che si dicono nelle sedi ufficiali e nei tanti articoli in cui giornalisti intervistano i “grandi esperti”, ma stavolta faccio una eccezione, perché nella stessa pagina, più sopra, un giornalista ci spiega che “Qui le vittime sono il 10% dei contagiati, all’estero il 4%”, e ci spiega “Perché in Italia il virus fa più morti”.
    Non gli passa per la testa che la letalità (N° morti/ N° malati) sia in realtà molto inferiore, e che in Italia appaia così alta semplicemente perché si sottostimano i malati ancor più che all’estero, ma invece cita un ricercatore dell’ISS che ipotizza che in Italia i casi siano sovrastimati (sì, proprio così, non dice “sottostimati” ma:) SOVRASTIMATI PER ECCESSO DI ZELO (!!).
    Vorrei essere certo che nessuno mi fraintenda: questi conteggi dimostrano che c’è una sistematica sottostima dei morti malati da covid19, ma questo non significa che qualcuno (almeno in Italia) volutamente ci nasconda il numero dei veri morti. Significa soltanto che molti muoiono di covid19 ma non vengono diagnosticati come tali.
    A questo punto tutte le fesserie su chi arzigogola sulla distinzione fra “morti PER covid” e “morti CON covid” fanno ridere. Non perché la distinzione sia insensata: ci sarà sicuramente qualcuno così malridotto che se anche non si fosse preso il virus sarebbe lo stesso morto proprio in quei giorni; ma è insensata perché nei pochi luoghi in cui sono stati fatti i conteggi si è visto che, sotto epidemia, la mortalità è aumentata molto di più della mortalità ufficiale da covid19. Quell’aumento di mortalità è tutto da attribuire all’epidemia in corso.
    Non è il caso di polemizzare sul perché le diagnosi di cause di morte siano così pesantemente imprecise: è chiaro che il nostro sistema sanitario è sotto stress e che tenta di curare non riuscendo così a dare la dovuta importanza alla correttezza delle diagnosi di mortalità.
    E’ il caso invece di rendersi conto di quanto importante sia la sfida di cui scrivevo ieri.
    Se non si riesce ad abbassare la letalità migliorando le cure in modo tale che molti più malati guariscano, in Italia da questa epidemia ci dobbiamo aspettare oltre mezzo milione di morti. Non è poco.

  15. 107
    Andrea Parmeggiani says:

    Grazia, 
    gentilissima. Grazie

  16. 106
    Grazia says:

    Bonsoir Andrea, in super sintesi:
    Si racconta come sin dalle prime relazioni sulla nuova polmonite (COVID-19) a Wuhan, si sia sviluppato un notevole dibattito sulle possibile origini del virus.
    Riportano i dati dell’ampia diffusione della malattia alla data del 11/03 con 11.564 casi, 110 paesi coinvolti e 4.373 decessi.
    Viene offerta una prospettiva sulle caratteristiche rilevanti del genoma del virus e si discutono gli scenari che ne possono scaturire.
    La loro analisi sostiene che il virus non è un prodotto da laboratorio e non è stato intenzionalmente manipolato.
    Si propongono, in alternativa, due possibilità che possano spiegare l’origine del virus: selezione naturale in un animale ospite prima del passaggio all’uomo, e una selezione naturale negli esseri umani seguita al passaggio;  infine, se la selezione durante il passaggio può aver dato effettivamente vita al virus. 

  17. 105
    Andrea Parmeggiani says:

    Grazia,
    interessante articolo quello di Nature..
    Purtroppo non sono cosi’ ferrato in inglese da comprenderne il significato in fondo… Se lo hai letto, più farcene una sintesi? 🙂

  18. 104
    Antonio Arioti says:

    Basta guardare la seconda, quella della Johns Hopkins, per rendersi conto che mentre i dati dei vari paesi sono abbastanza uniformi quelli della Germania sono incommentabili.

  19. 103
    Aldo says:

    Magari questo può interessare, mi sono chiarito tante cose.
    Invito a guardare questi dati e questi grafici più volte al giorno perché quasi tutti vengono aggiornati e sopratutto a confrontarli.
     
    Italiano
    https://lab24.ilsole24ore.com/coronavirus/
    viene poco aggiornato, ma è localmente specifico
     
    usa https://www.arcgis.com/apps/opsdashboard/index.html#/bda7594740fd40299423467b48e9ecf6
    quello con aggiornamenti più frequenti, mette anche dei dati stimati, ma di solito poi li conferma
     
    svizzeri
    https://www.data4covid19.com/
    con molta attenzione alla pagina 4 dell’Italia e scegliendo la regione
     
    https://www.rts.ch/info/suisse/11137312-le-coronavirus-en-chiffres-et-en-cartes.html
    da osservare le velocità di progressione nei grafici animati
     
    spagnolo
    https://elpais.com/sociedad/2020/03/16/actualidad/1584379038_891570.html?rel=friso-portada
    con mappe mondiali alle quali si accede alla fine
     
    In qualche giorno ci si può fare una idea abbastanza agganciata a ciò che succede.Per le previsioni si può solo ascoltare ciò che dicono gli epidemiologi e i virologi che hanno a che fare col WHO, tutti gli altri fantasticano, dato che non hanno gli strumenti.
     

  20. 102
    Fabio Bertoncelli says:

    Antonio, i Tedeschi negli ultimi anni si sono dimostrati poco piú attendibili e affidabili del sindaco di Napoli, il fenomenale Giggino.
    In piú – ciliegina sulla torta – l’Unione Europea (telecomandata dalla Germania & C.) ha recentemente risposto all’Italia: “Sono cazzi vostri”. Questa è la solidarietà tedesca, francese, olandese, ecc.: ne possiamo fare a meno.
    Ora però l’epidemia sta bussando pure alle loro porte: coronavirus ad portas.
     
    P. S. Alessandro e tutti voi, scusatemi per il turpiloquio. Mi sono accorto che succede solo quando sono leggerissimamente turbato.

  21. 101
    Antonio Arioti says:

    Comunque per tornare ai numeri e alle cause di morte, e poi mi taccio su quest’argomento perchè giustamente stiamo parlando di persone e della relativa cerchia di affetti, ho sentito in diretta in Aula il ministro per i rapporti col parlamento (mi pare fosse lui) sciorinare una sfilza di dati, aggiungendo che alla fine di questa situazione, che tutti ci auguriamo si verifichi il prima possibile, verrà fatta chiarezza sulla base delle cartelle cliniche.
    Personalmente non sono interessato a discutere di opinioni ma di fatti e pertanto saranno necessarie indagini approfondite al termine delle quali ciascuno si farà la propria idea.
    Al tempo stesso la vita continua per i vivi e relativamente a ciò non può passare inosservato il fatto che sulla stessa conta dei contagi e dei morti, ovviamente non solo su questo, si giocherà una partita e non sarà una partita a carte scoperte perchè i paesi che vanteranno minori contagi e vittime state pur certi che si fregeranno del distintivo di essere stati i più bravi, con un miglior sistema sanitario, con una migliore politica di contenimento del virus e quant’altro anche se al lato pratico potrebbe non essere assolutamente vero.
    Come diceva il buon Andreotti “a pensare male si fa peccato ma spesso ci si azzecca”.

  22. 100
    DinoM says:

    Segnalo un interessante articolo sul Corriere della Sera che espone le statistiche sul Comune di Nembro (Bg) . L’articolo e i calcoli mi sembrano ben fatti e i dati finalmente credibili. L’unica cosa che mancherebbe è la composizione demografica per fasce d’età del Comune.
    Dai dati emerge che la mortalità, per ottenere l’immunità di gregge è dell’ 1%. Ho letto da qualche parte che oltre il 60% dei contagi la malattia si estingue. Ciò equivale, in termini nazionali, a 360.000 decessi. Considerato che in Italia ci sono normalmente 360.000 decessi anno equivale ad un raddoppio del tasso di mortalità nazionale. Quindi gli obbiettivi proposti da Steve mi sembrano coerenti. Oltre a rallentare la curva occorre un potente investimento nella sanità per curare meglio gli ammalati e quindi diminuire il tasso di mortalità.

  23. 99
    Grazia says:

    Good morning and:
    nature.com/articles/s41591-020-0820-9
     

  24. 98
    Matteo says:

    E intanto Germania e Olanda si oppongono all’emissione degli Eurobond, cioè alla mutualizzazione comunitaria dei danni che il COVID produce e produrrà.
    Forse pensano di cavarsela meglio, perché magari arriva un vaccino grazie al tempo guadagnato dallo sforzo e a spese di altri paesi? Forse per questo la Germania continua a contare i morti in un modo tutto suo?
    E Trump prova a far accettare la medesima linea, ma pare con minor fortuna.
    Come accennavo in un intervento precedente, isto che il danno all’economia e al sistema sanitario prima del COVID l’abbiamo già fatto, sarà meglio iniziare a pensare seriamente alle ricadute future e alla loro gestione per non trovarci col cerino in mano, grecizzati!

  25. 97
    Geri Steve says:

    CORONAVERITA’ 7
    25.3.20
    Parleremo di una grande sfida.Oscillazioni: oggi in Italia e in Lombardia la mortalità giornaliera è scesa.
    Nelle altre regioni no, però sale solo in Veneto e Marche.
    LOMBARDIA: + 296 (+402) 4.474 morti 442 morti/milioneEMILIA R. + 92 (+ 93) 1077 morti 241 morti/milioneMARCHE + 56 (+ 28) 287 morti 188 morti/milioneVENETO + 42 (+24) 258 morti 53 morti/milionePIEMONTE + 75 (+59) 449 morti 103 morti/milionePUGLIA + 4 (+ 7) 48 morti 18 morti/milioneLIGURIA + 23 (+19) 254 morti 164 morti/milioneTRENTINOAA + 23 (+ 24) 117 morti 109 morti/milioneVALD’AOSTA + 5 (+ 7) 24 morti 96 morti/milione
    Siamo quindi autorizzati a sperare che, a partire dalla Lombardia, si inverta la tendenza.
    Se però guardiamo alle cause di questa augurabile inversione, la situazione è molto problematica; non conosciamo (perché non ce le comunicano) le mortalità raggiunte nel bergamasco, lodigiano , cremonese e piacentino, ma sappiamo che sono altissime, molto più di quelle regionali corrispondenti (cioè lombarde ed emiliane). Al prezzo di tanti morti, lì molta gente è ormai immunizzata ed è questo che ci permette di sperare nel rallentamento dell’epidemia, fino al suo esaurimento. Ma nelle altre province di quelle due regioni non è così, e fortunatamente non è così neanche nelle altre regioni italiane.
    Il grosso problema è questo: nelle altre zone d’Italia si riuscirà ad invertire la tendenza senza arrivare anche lì a quegli spaventosi livelli di mortalità?
    Credo che nessuno sia in grado di rispondere: la sfida non è da poco.
    Scovare tutti i contagiati e tracciare tutti i loro contatti sarebbe forse stato possibile all’inizio dell’epidemia (io ci credo molto poco) ma adesso è impensabile: in Italia oggi la covid19 è dappertutto.
    Adesso si punta molto sul contenimento: scuole chiuse, attività chiuse, molti a casa. L’effetto sarà quello di rallentare l’epidemia, ma non di fermarla. Ma non possiamo chiuderci in casa per tempi lunghi: il paese crollerebbe. E comunque, anche se potessimo e se puntassimo sul solo isolamento, il risultato finale sarebbe lo stesso: arriveremmo all’immunità di gregge (nessuno più che si ammala perché tutti sono ormai immunizzati) ma al prezzo di una mortalità altissima.
    C’è una alternativa? Sì: riuscire a curare le persone ammalate in modo che ne muoiano di meno.
    Il rallentamento già di per sè è utile: se in ospedale ogni giorno arrivasse un numero accettabile di malati gravi si potrebbe salvarne di più. Cosa ottima, ma è chiaro che questo non basta. Inoltre il personale ospedaliero è già stato sovraccaricato e contagiato, non potrà a lungo dare il massimo. Si potrebbero tenere a casa e all’aria aperta solo tutte le persone anziane (non solo i vecchi pensionati) e quelli con certe malattie; in questo modo si ridurrebbero i malati gravi e crescerebbero i malati guariti e immunizzati.
    Bisognerà riuscire a curare i malati senza arrivare alla terapia intensiva per tenerli in vita. Bisognerà curarli anche fuori dagli ospedali attuali, usando altre strutture; a Roma sono stati chiusi tre ospedali (san Giacomo, Regina Margherita e Forlanini) che si potrebbero riaprire rapidamente, ce ne sono molti altri, l’Italia è piena di caserme inutilizzate… Per farle funzionare si può utilizzare personale volontario, non solo medici e infermieri.
    Bisognerà aggiungerci molti altri miglioramenti: diagnosi precoci e cure precoci per evitare di ricoverare soltanto quando si è gravi e già debilitati, studiare come migliorare le terapie, scoprirne di nuove e di più efficaci.
    L’arma migliore sarebbe il vaccino, ma qui non facciamoci illusioni: se anche oggi ce l’avessimo già, ci vorrebbero molti mesi di sperimentazione prima di somministrarlo a tutta la popolazione. Una somministrazione incauta ed estesa potrebbe essere più letale della covid19.
    Ripensare i tanti errori, vedere le alternative ci servirà nell’emergenza e ci servirà -speriamo- a ripensare il nostro mondo, stupidamente inquinato e disumanizzato.
    La sfida è troppo grande? Io non sono un ottimista, ma sono convinto che nell’umanità ci siano grosse potenzialità che invece che valorizzate vengono represse, e invece sono le persone con quelle potenzialità che possono salvarci.
    Un esempio?
    Mi è stata segnalata una lettera di medici ospedalieri. Stanno in quell’inferno dell’Ospedale Giovanni XXIII di Bergamo. Potrebbero essere sopraffatti, distrutti e scoraggiati. Potrebbero scriverci che hanno perso e che non c’è più niente di possibile da fare. E invece no: lucidamente si pongono il problema di cosa è possibile cambiare per vincere la sfida. Sono persone come quelle che possono vincerla.
    https://www.leggo.it/italia/cronache/coronavirus_bergamo_lettera_medici_ospedale_contaminato_25_marzo_2020-5132159.html
    per conoscere il contesto vedi ad esempio:
    http://www.rainews.it/dl/rainews/media/Balducci-Bergamo-viaggio-cuore-emergenza-covid-9ae2264e-d0b5-4815-83de-bb55db26c833.html

  26. 96
    Grazia says:

    TGR Leonardo 16/11/2015
     https://youtu.be/7jM68-x-R-Q

  27. 95
    Giuseppe Balsamo says:

    Dispiace dover leggere una frase come “la Protezione civile e tutti gli enti ufficiali (non solo italiani) hanno finora ingannato la gente”.
    Che il numero di “contagiati” riflettesse i casi positivi rlevati con i tamponi era piuttosto ovvio. Da quale altra rilevazione sarebbe dovuto scaturire questo dato ?
    Se il significato è stato mal interpretato, la colpa è di chi lavora cercando gestire l’emergenza o di chi non ha fatto buon uso della propria intelligenza ?

  28. 94
    Grazia says:

    Siamo d’accordo che i numeri possano essere utilizzati per influenzare il nostro atteggiamento…ed è per questo che trovo insensato continuare a seguirli! 
    Sono tornata dal nord 20 giorni fa e ho cercato solo tre volte i dati relativi alla Sicilia: il giorno successivo al mio arrivo, scoprendo con mia grande sorpresa a dispetto degli infiniti scambi tra nord e sud, che eravamo a quota 3 (non si ha idea, per esempio, di quanti insegnanti meridionali impiegati al nord, tornino a casa almeno su base quindicinale); la volta successiva è stata  la scorsa settimana quando erano 6 e l’ultima due giorni fa leggendo che avevamo passato la decina.
    Purtroppo ho difficoltà a considerare vero tutto ciò che viene scritto, poiché da tempo il vero giornalismo che si limitava a riportare meramente i fatti non è più in voga. Sono rari i professionisti che riportano descrivono gli eventi senza aggiungere una narrazione personale. Non mi sento di affidarmi a ciò che viene detto ripetutamente al solo scopo di impegnare la mente del popolo, distraendolo da altro.
    Chi mi conosce personalmente sa quanto mi addolori per la scomparsa di un numero così importante di persone in un lasso di tempo così limitato e quanto sia vicina al personale che si trova in prima linea – non amo usare termini che si riferiscono alla guerra, ma in questo momento sembra inevitabile. Tra l’altro, tra loro conosco anche professionisti del collegio impegnati sia in Lombardia che in Veneto.
    Tuttavia, faccio del mio meglio per non farmi travolgere dal bombardamento continuo di notizie. 
    Perdonatemi se insisto.
     

  29. 93
    Andrea Parmeggiani says:

    Grazia, io per primo vorrei togliermi da questo balletto di numeri sui morti… Pero’ credo che sia giusto fare chiarezza.. E finora non c’è, anzi credo che i numeri vengano usati per condizionare i nostri comportamenti.
    PS: i morti complessivi (intendo i decessi totali a causa di problemi “non incidentali”) non sono opinabili, purtroppo: quello è un dato certo 🙂

  30. 92
    Grazia says:

    Andrea, anche quello dei morti complessivi è un dato che può lasciare ampi margini di dubbio.
    Vogliate perdonarmi, magari è perché sono una donna, e invece il mondo maschile ha necessità di aggrapparsi a ciò che sembra più razionale, però a me pesa questo calcolo quotidiano, senti che ci sottrae energia…e poi distoglie l’attenzione su ciò che continua ad accadere e accadrà. 

  31. 91
    Andrea Parmeggiani says:

    E’ vero, i numeri sono ballerini, e mai come in questo caso si prestano a interpretazioni a seconda di cosa si vuole mostrare. 
    L’unico numero che potrà essere realmente significativo, è la tendenza del numero di morti complessivi a livello nazionale, nel corso del tempo. In base a quanto aumentano, possiamo farci un’idea del vero numero di morti per Coronavirus

  32. 90
    Grazia says:

    Buongiorno, la prima cosa che ho visto stamattina è stata la neve, che come sempre ha portato gioia nel mio cuore, nonostante le fioriture siano partite da un pezzo.
    Pur ammirando lo studio eseguito, mi domando perché continuare a inseguire i numeri quando sappiamo che possono non essere reali?
    Perché non ci concentriamo sul mantenimento del benessere psico-fisico, nonostante tutto? Perché non cerchiamo soluzioni e adattamenti a questa nuova vita? Perché non proviamo a capire se si possa mitigare l’ingerenza nelle nostre vite, a dispetto dei contagi? 

  33. 89
    Geri Steve says:

    CORONAVERITA’ 6
    24.3.20
    Delusione: in Italia la mortalità giornaliera è nuovamente risalita. Anche in Lombardia e tutte le altre regioni italiane (tranne che in Liguria, Toscana e Campania).
    Però, pur risalendo, la mortalità giornaliera italiana è ancora sotto al picco di sabato scorso: 743 contro 793. In Lombardia: 402 contro 546, e non è poco.
    Possiamo quindi ancora sperare che in alcuni luoghi sia in atto una prima inversione di tendenza, ma non così decisa come speravamo, e con le sue oscillazioni statistiche.
    LOMBARDIA: + 402 (+320) 4.178 morti 414 morti/milione
    EMILIA R. + 93 (+76) 985 morti 220 morti/milione
    MARCHE + 28 (+ 19) 231 morti 152 morti/milione
    VENETO + 24 (+23) 216 morti 44 morti/milione
    PIEMONTE + 59 (+32) 374 morti 86 morti/milione
    PUGLIA + 7 (+ 6 ) 44 morti 11 morti/milione
    LIGURIA + 19 (+41) 231morti 149 morti/milione
    TRENTINOAA + 24 (+ 12) 94 morti 88 morti/milione
    VALD’AOSTA + 7 (+ 3 ) 19 morti 152 morti/milione

    ITALIA +743 (+601) 6.820 morti 110 morti/milione
    Nel resto del mondo è un’avanzata continua. Spagna galoppa (e il suo sistema sanitario collassa); Francia insegue:
    SPAGNA +489 (+451) 2800 morti 59 morti/milione
    FRANCIA + 240 (+180) 1100morti 16 morti/milione
    SVIZZERA + 2 (+ 20) 122 morti 14 morti/milione
    OLANDA + 63 (+34) 276 morti 17 morti/milione
    BELGIO + 34 (+ 13) 122 morti 11 morti/milione
    DANIMARCA + 8 (+ 11) 32morti 5,7 morti/milione
    SVEZIA + 9 (+ 4) 36 morti 3,6 morti/milione
    USA +105 (+ 64) 658 morti 2 morti/milione
    Germania e Inghilterra stanno ancora su livelli bassi (8,6 e 6) perché loro taroccano la mortalità: per essere morto di covid19 dovevi essere sanissimo, perché se avevi la covid19 e un’altra malattia, ti catalogano sotto quella.
    Per capire gli andamenti nel mondo dovremo aspettare.
    Dovrebbe finalmente finire la grande truffa dei contagiati:da settimane i siti ufficiali ci bombardano con tabelle e grafici truffaldini sui contagiati, spacciando come tali i “rilevati positivi al tampone”. Oggi il capo della Protezione civile, Angelo Borrelli, in una intervista al quotidiano La Repubblica ammette: “Il rapporto di un malato certificato ogni dieci non censiti è credibile; verosimilmente in Italia ad oggi ci sono circa 600mila contagiati dal nuovo coronavirus mentre i numeri ufficiali parlano di 63mila”. E in effetti oggi nelle tabelle della Protezione civile quelli che fino a ieri erano “casi” o “contagiati” non si chiamano più così, ma: “attualmente positivi”.
    Borrelli però non ci spiega perché Protezione civile e tutti gli enti ufficiali (non solo italiani) hanno finora ingannato la gente.Un malpensante come me ritiene che lo abbiano fatto perché sapevano bene che quel numero era molto più basso di quello reale e così pensavano di tranquillizzare la gente. Invece dal gran numero di morti la gente ha capito che o la letalità è spaventosamente alta oppure le fonti ufficiali mentono, e questo ha allarmato tutti. Per tranquillizzarci, in Italia han finalmente deciso di dire la verità.
    Personalmente, io ritengo che i contagiati siano ben più di dieci volte i positivi accertati e questo sarebbe buono per due motivi:- molti se la sono già cavata senza neanche accorgersene; – più sono i già contagiati – immunizzati e meno riesce a diffondersi la covid19.Però la contropartita è che ci sarebbero già tanti contagiati asintomatici a diffondere la covid19. Diversi studi recentissimi andrebbero in questa direzione: https://www.medicitalia.it/news/malattie-infettive/8434-i-risultati-dello-studio-di-vo-confermano-che-il-covid-19-cammina-sulle-gambe-degli-asintomatici.html
    In Francia stanno pagando la sottovalutazione del governo sulla covid19, con tanto di grande festa, tutti vestiti da puffi per puffare l’epidemia.
    In compenso un ministro ne ha finalmente fatta una giusta:
    Appello ai cittadini di andare nei campi.
    Il ministro dell’Agricoltura, Didier Guillaume, ha lanciato un appello “all’esercito dell’ombra di uomini e donne”, che “non hanno più un’attività” a causa della crisi del coronavirus, ad “unirsi al grande esercito dell’agricoltura francese” in cerca di manodopera. “Oggi c’è la possibilità di avere 200.000 impieghi diretti nei mestieri dell’agricoltura”, ha detto il ministro ai microfoni di BFM-TV, chiedendo a chi lo desidera di andare “nei campi” a coltivare la terra, in un contesto già difficile, in cui la Francia conta milioni di disoccupati oltre alle centinaia di migliaia tenuti a casa dal coronavirus.In Italia gli agricoltori piangono che non hanno abbastanza immigrati irregolari da sfruttare per i raccolti, la Confindustria urla che il PIL crolla per la chiusura delle industrie “non necessarie”. Possiamo sperare che anche qui a qualcuno venga una idea così geniale?

  34. 88
    Giuseppe Balsamo says:

    Arioti, l’anziano che muore per complicazioni dopo la rottura del femore (e sono tanti) se non si fosse rotto il femore non avrebbe avuto le complicazioni.
    Esattamente come l’anziano che muore per le complicazioni con il COVID. Se non avesse preso il COVID non avrebbe avuto le complicazioni.

  35. 87
    Matteo says:

    “La bassa mortalità in Germania e non solo lì è spiegabilissima. “
    Antonio, fin qui c’ero arrivato anch’io. Estremizzando un po’ (ma neanche poi tanto) si può sostenere che in realtà nessuno muore di cancro, di ictus, ecc. ma solo di collasso cardiocircolatorio. Però così non si fa molta strada nel risolvere i problemi.
    “A meno che qualcuno voglia cogliere l’occasione per forzare alcuni processi politici, economici, sociali”
    E qui il buon Pasini ventila l’ipotesi che mi preoccupa un po’. Sopratutto quando in ballo ci sono i tedeschi, che talvolta hanno un po’ la tendenza a fare i primi della classe facendo pagare gli altri. Grecia docet.
    Comunque un modo per stimare l’impatto del COVID sulla mortalità c’è: basterebbe andare a studiare la mortalità mese per mese degli ultimi 5 anni e si potrebbe rilevare la differenza tra pre- e post-COVID. Almeno in Europa non dovrebbe essere difficile.
    E adesso torno a far finta di lavorare, qui, ai domiciliari!

  36. 86
    Antonio Arioti says:

    L’anziano che si rompe il femore muore sovente per conseguenti complicazioni.
    La distinzione non è affatto speciosa, basta consultare un geriatra.
    Ottimo l’articolo del Sole. Questa è informazione.

  37. 85
    Giuseppe Balsamo says:

    In conseguenza alla frattura del femore si muore eccome, specie se anziani:
    https://www.albanesi.it/salute/frattura-del-femore.htm
     
    La distinzione dei decessi “con” vs “per” coronavirus mi sembra speciosa.
    Ma forse indicazioni in merito possono venire confrontando le cause più frequenti di morte prima del coronavirus:
    https://www.istat.it/it/files/2017/05/Report-cause-di-morte-2003-14.pdf
    e le patologie più comuni nei deceduti positivi (tabella 1):
    https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/bollettino/Report-COVID-2019_20_marzo.pdf
     
    L’incidenza dell’ipertensione arteriosa passa da 5,1% a 73,8%.

  38. 84
    Grazia says:

    Purtroppo le persone già fragili sono più facilmente affette da altre patologie, che non fanno altro che peggiorare il loro precario quadro clinico.
    Mio padre, ricoverato per effettuare un’angioplastica, alla fine della sua lunga degenza durata un mese, ha dovuto curare un’infezione alle vie urinarie, contratta in ospedale. Ai tempi eravamo agli albori del dilagare del coronavirus e solo il giorno delle dimissioni, il 24 febbraio, facevano entrare i parenti in reparto uno per volta.
    Interessante l’articolo proposto da  Roberto.

  39. 83
    Roberto Pasini says:

    Sono convinto che superata la fase di panico, attrezzato il sistema sanitario per reggere l’impatto e saturata la comunicazione emotiva e incalzante dei media (fenomeno inevitabile dopo un po’ ) si potrà avere un quadro più realistico del fenomeno e si definirà una nuova “normalità “ di convivenza con il problema che probabilmente durerà a lungo. A meno che qualcuno voglia cogliere l’occasione per forzare alcuni processi politici, economici, sociali e organizzativi che in condizioni normali avrebbero richiesto più tempo. Primum vivere…poi vedremo, anche se qualche avvisaglia si comincia a vedere. 

  40. 82
    Antonio Arioti says:

    Lusa, prendiamo un novantenne con qualche patologia che cadendo si rompe il femore. Sotto i ferri muore.
    La causa di morte è “frattura del femore”? Mah, la cosa mi lascia perplesso. Quante sono le persone che muoiono per frattura del femore? Quindi alla fine è una questione di punti di vista.
    Siccome le tue considerazioni sono giuste e sono proprio quelle che dividono la comunità scientifica a maggior ragione bisognerebbe stilare due macabre classifiche. Dopodiché ognuno le leggerà come vuole però almeno avremmo tutti un’informazione corretta.

  41. 81
    lusa says:

    morti DA coronavirus e non anche quelli CON coronavirus.

    Ma i deceduti con coronavirus, se non vi fosse stato il coronavirus avrebbero campato un pò di più? Se il coronavirus è stato il catalizzatore “per” cui sono deceduti potrebbe questi essere ritenuto il responsabile di quelle morti causando un peggioramento di un quadro clinico minato?
    E’ il catalizzatore il responsabile?
    Il con rimane un’incognita sulla responsabilità.
    Se una persona soffre di diabete, ipertensione, malattie degenerative e contrae il coronavirus il responsabile del decesso chi è? Il diabete, l’ipertensione, le malattie degenerative, il coronavirus?
    Se viaggio con una macchina scassata e vengo tamponato e la macchina viene distrutta, la macchina non è più utilizzabile perchè era scassata oppure perchè è stata tamponata?
    Vero è anche che rimangono inutilizzate anche macchine non scassate.
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     

  42. 80
    Roberto Pasini says:

     
    Nella logica ballerina dei dati che sostengono le diverse “narrazioni” è comunque interessante questo articolo che confronta le cause di morte.
    https://www.infodata.ilsole24ore.com/2020/03/18/43371/
    Dalle proiezioni che fanno (tranne precipitare della situazione oltre i 60.000 morti) i morti per coronavirus non dovrebbero rientrare “a saldo” 2020 tra le prime 10 cause di morte. Se tutto va bene ovviamente, bene per modo di dire.

  43. 79
    Giacomo Govi says:

    Confermo quanto dice Antonio. La “verita’” non e’ che ci venga nascosta, non la conosce ( per il momento ) nessuno, neppure gli esperti.  Per poter giudicare ‘come siamo messi’ manca nella maggior parte dei paesi un dato fondamentale: il numero totale dei contagiati. In Italia, dove il sistema sanitario e’ ormai al collasso, ci sfugge ora addirittura il numero dei malati ( e quindi dei morti)! In queste condizioni non ha alcun senso prendere per buona la letalita’ ufficiale, in quanto e’ ben poco rappresentativa. A maggior ragione non ha senso confrontare i dati da un paese all’altro, quando si hanno diverse fasi del contagio, diverse strategie di individuazione dei casi e diverse definizione delle cause di morte.
    Ad ogni modo quanto fa la Germania, che potrebbe apparire un po’ ‘barare’ ha un suo senso, in quanto fornisce ( in modo spietatamente freddo ) qual e’ il rischio concreto per una persona in buona salute e con discreta aspettativa di vita. 

  44. 78
    Antonio Arioti says:

    Per Matteo, commento 73.
    La bassa mortalità in Germania e non solo lì è spiegabilissima. In Germania vengono contati soltanto i morti DA coronavirus e non anche quelli CON coronavirus.
    Altre ipotesi, tipo quella che loro hanno fatto bene i tamponi in una fase iniziale, o che noi abbiamo una popolazione più anziana non sono per me credibili o almeno possono esserlo soltanto in minima parte.
    Con tutto il rispetto per i morti, che saranno sicuramente di più a detta dei sindaci di Bergamo e Brescia (e non ho motivo per non credere alle loro parole), basterebbe stilare due liste: morti di coronavirus IN ASSENZA DI ALTRE PATOLOGIE e morti di coronavirus IN PRESENZA DI ALTRE PATOLOGIE.
    In ogni caso la verità fino in fondo non la sapremo mai.

  45. 77
    Grazia says:

    Buongiorno a tutti,
    qui sull’Etna oggi pioggia, vento, nebbia e temperatura pari a 3 gradi.
    D’accordo con le considerazioni degli ultimi commenti.
    L’anno scorso per fare una visita ho atteso 4 mesi e penso che mi sia anche andata bene rispetto a tante altre persone. 
    Mi limito a leggere e ascoltare articolo e interviste che opinioni su ciò che stiamo vivendo, senza seguire l’andamento di crescita e decrescita dei numeri, che certamente può essere manipolato e, come qualcuno ha notato, accompagnato da narrazioni sensazionalistiche per dirigere l’attenzione. 
    I messaggi contrastanti sono ormai molti, ma la maggior parte del popolo non li vede. La vicenda del passaggio di decine di auto dallo stretto di Messina mi pare emblematica e non da spazio alla fiducia nei confronti di chi organizza i giochi.
     

  46. 76
    DinoM says:

    Lo scorso anno in Italia sono decedute circa 634.000 persone, pari a c a. 1.700 persone al giorno. Sicuramente poi ci saranno medie diverse per i diversi mesi.
    Sarebbe interessante confrontare le medie di quest’anno.
    Al di la di tutte le concause gli errori più macroscopici che abbiamo fatto  sono:
    1) una rete di medici di base numericamente scarsa e poco vicina alle persone; in molti casi i medici manco conoscono i propri assistiti che vedono saltuariamente solo per la compilazione delle ricette mediche spesso fatte dalla segretaria
    2) una errata impostazione del protocollo di tampone solo a chi aveva avuto contatti con la Cina. Mi chiedo come sia possibile che  ai medici di base si sfuggito il diffondersi di una influenza così aggressiva e senza possibilità di prevenzione.
    3)Un sistema ospedaliero minimale ( non era una novità che per fare un esame o una visita medica occorrevano mesi e che non c’erano abbastanza infermieri); nel momento in cui una malattia ha colpito massivamente la popolazione, ci siamo accorti che il numero di posti letto in terapia intensiva era 1/3 della Germania
    4) ci siamo accorti da poco che il numero delle borse di studio per i medici specializzandi sono in sufficienti a garantire non solo il ricambio ma anche il normale funzionamento della sanità. Io penso che il problema fosse noto nei ministeri.
    Per riassumere, una scarsa vigilanza medica di base ( eppure i dati cinesi avrebbero dovuto metterci in. guardia) e una struttura ospedaliera insufficiente.
    Il divieto di attività sportiva singola all’aria aperta è una forzatura che, come al solito, si ritorcerà contro noi stessi; non è un mistero che la sedentarietà sia negativa.
     

  47. 75
    Roberto Pasini says:

    Senza in alcun modo aderire a ipotesi complottistiche ma solo per allargare la comprensione dei fatti, a me pare che i dati siano abbastanza ballerini allo stato attuale e vengano utilizzati per costruire diverse “narrazioni” di cosa succede. Questo non è una manipolazione dei “cattivi” poteri ma un fenomeno fisiologico. Nelle diverse strategie c’è anche una componente sociale, politica ed emotiva, una visione della realtà che viene proposta al pubblico, come risposta al bisogno di dare un senso alle cose tipico di noi umani. Nei diversi approcci al problema entrano in gioco non solo fattori oggettivi ma anche fattori soggettivi, schemi mentali, valori,interessi , come vediamo ogni giorno sul palcoscenico dei media, anche nel dibattito tra esperti. Come suggerisce l’articolo, un osservatore consapevole che voglia mantenere un pensiero critico e libero non può non osservare anche questa dimensione “narrativa”  accanto ai numeri.

  48. 74
    Alberto Benassi says:

    Intendo dire che ci sono persone che contano (di cui spesso ignoriamo nome e tutto il resto) che investono sia su sistemi iperliberistici che autoritari, tipo USA e Cina

    il POTERE  non mostra il volto

  49. 73
    Matteo says:

    Continua a rimanere inspiegata, e a mio modo di vedere sospetta, la bassissima mortalità della Germania
    Per il resto good job Steve!

  50. 72
    Geri Steve says:

    Da meditare. Ho l’impressione che la sua teorizzazione dei modelli seguiti dai decisori sia attraente, ma estranea (in quanto troppo razionale) al mondo dei decisori. Potrebbe essere però aderente al pensiero di centri di potere (logge, poteri imprenditoriali e finanziari, partiti) che condizionano i decisori. Mentre quei centri di potere una volta (oltre un secolo fa) erano locali, da tempo sono transnazionali (gli accordi oltre le frontiere nazionali) e poi globali (le multinazionali e la finanza internazionale). Questa globalizzazione non si fa vincolare da modelli ideologici e nazionali: persegue i suoi interessi cavalcando modelli diversi, anche in contrasto fra loro. Intendo dire che ci sono persone che contano (di cui spesso ignoriamo nome e tutto il resto) che investono sia su sistemi iperliberistici che autoritari, tipo USA e Cina. A seconda di come va, investono più su uno che sull’altro, ma tengono sempre i loro piedi in più staffe. Nè i piedi nè le staffe sono soltanto due nè io, che sono fuori da quei giochi, sono in grado di seguire quegli investimenti e quei condizionamenti. Probabilmente un agente di borsa ne capisce più di me.

  51. 71
    Geri Steve says:

    CORONAVERITA’ 523.3.20
    La Covid19 avanza dappertutto, ce lo aspettavamo, ma la cosa importante è che in Italia e in Lombardia da due giorni avanza di meno.
    Due giorni non sono tanti, ma tutti speriamo che segnino una tendenza: dopo Cina e Sud Corea, è il primo calo.
    Se il calo di morti giornalieri si confermerà significherebbe che in Lombardia da almeno due settimane sono calati i contagi o la letalità o tutt’e due.
    A confortarci, anche in Emilia R., Veneto, Marche e Piemonte, le altre regioni infettate per prime, c’è un calo o un arresto dei morti giornalieri:
    LOMBARDIA: +320 (+361) 3776 morti 374 morti/milione
    EMILIA R. + 76 (+101) 892 morti 200 morti/milione
    MARCHE + 19 ( + 30) 203 morti 133 morti/milione
    VENETO + 23 (+ 23) 192 morti 39 morti/milione
    PIEMONTE + 32 (+45) 315 morti 72 morti/milione
    PUGLIA + 6 (+29) 37 morti 9 morti/milione
     
    Purtroppo non è ancora così in altre regioni:
    TOSCANA + 90 (+ 19) 109 morti 29 morti/milione
    LIGURIA + 41 (+ 19) 212 morti 137 morti/milione
    TRENTINO AA +12 (+10) 70 morti 65 morti/milione
    VALD’AOSTA + 3 (+ 1) 12 morti 96 morti/milione
    LAZIO +10 (+ 3) 63 morti 11 morti/milione
    MOLISE 7 morti 23 morti/milione
    UMBRIA 16 morti 18 morti/milione
    In Europa abbiamo un forte aumento di morti in Spagna, Francia, Svizzera, Olanda e anche in Danimarca e Svezia, dove finora la situazione era tranquilla.
    ITALIA +601 (+651) 6077 morti 98 morti/milione
    SPAGNA +451 (+375) 2207 morti 47 morti/milione
    FRANCIA +180 (+112) 860 morti 10 morti/milione
    SVIZZERA + 20 (+ 18) 118 morti 14 morti/milione
    OLANDA +34 (+ 43) 213 morti 13 morti/milione
    BELGIO +13 (+ 8) 88 morti 8 morti/milione
    DANIMARCA +11 (+ 0) 24 morti 4 morti/milione
    SVEZIA + 4 (+ 1) 25 morti 2,5 morti/milione
    L’Italia pur con il maggior numero di morti, con la maggiore mortalità, è oggi quella che sta portando la speranza in tutto il mondo.

  52. 70
    Grazia says:

    Buongiorno a tutti.
    Grazie, Geri, per il tuo contributo e per il link al video di Mazzucco.

  53. 69
    Geri Steve says:

    CORONAVERITA’ 4
    22.3.20, ore 23.59
    La mortalità da covid19 galoppa ancora, ma non più di ieri e questa è una notizia buona che apre a qualche speranza.
    In Lombardia sono morte altre 361 persone: tante, ma molto meno delle 546 di ieri. Continuano a salire in altre regioni, che però sono “partite dopo”:
    EMILIA R. +101 (ieri +75) 816 morti 183 morti/milione; MARCHE + 30 (ieri +17) 184 morti 121 morti/milione; PIEMONTE + 45 (ieri +29) 283 morti 65 morti/milione; ABRUZZO + 11 (ieri + 5) 33 morti 25 morti/milionementre in diverse altre calano, anche se non molto.
    Purtroppo LOMBARDIA +361 ( +546) 3456 morti 342 morti/milione è record mondiale, ma lo era già e già lo sapevamo.
    Nel mondo abbiamo: ITALIA +651 (+793) 5476 morti 88 morti/milione; SPAGNA +325 (+335) 1756 morti 37 morti/milione; IRAN +129 (+123) 1685 morti 20 morti/milione; FRANCIA +112 (+ 78) 674 morti 10 morti/milione; SVIZZERA + 18 (+16) 98 morti 11,5 morti/milione; OLANDA +43 (+30) 179 morti 11,1 morti/milione; UK (GB) +48 (+49) 281 morti 4,2 morti/milione.
    Ormai quasi tutti riconoscono che la diffusione e la mortalità superano ogni precedente aspettativa.La comunità scientifica si sta muovendo, formulando ipotesi verificabili.Quasi nessuno pretende che la sua ipotesi da sola spieghi tutto il fenomeno: la tesi (ieri io la definivo “personale”) che l’altissmo numero di decessi nel nord Italia dipenda dalla concomitanza di più fattori, si sta facendo strada. Vediamo le principali ipotesi.
    La demografia italiana
    Già citata in CORONAVERITA’ 1; in Italia ci sono più vecchi, sopravissuti perchè ben curati (potrei essere fra loro). E’ verissimo in Africa e Sud Korea, non molto in Cina, poco in Europa e niente in Giappone.Per questo, secondo me non spiega le loro differenti mortalità.La maggior prevalenza di morte nei maschi degli anni ’30 si spiegherebbe invece con il fatto che in quelle classi di età le donne italiane fumavano molto meno, quindi oggi hanno polmoni più sani. Inoltre i maschi sono più spesso ipertesi e alcuni assumono Ace-inibitori che (a differenza dei beta-bloccanti) facilitano l’infezione.
    Le mutazioni del coronavirus
    Ci sono diversi report (studi non ancora pubblicati su riviste) recentissimi in questa direzione.Il coronavirus è costituito da RNA (che muta più rapidamente del DNA) e diverse equipe di ricercatori in collaborazioni internazionali stanno costruendo cluster (gruppi) di virus simili nel mondo e valutando la loro deriva genica. Risulterebbe che i coronavirus avrebbero buone capacità di mutare i loro spikes (spuntoni) che sono glicoproteine con cui si agganciano alle cellule per poi invaderle, ingannando così il sistema immunitario dell’ospite. Questo potrebbe spiegare (in tutto o in parte) l’aumentata letalità.L’equipe dell’infettivologo Galli (osp. Sacco di Milano) tracciando la deriva genica ne conclude che il virus dovrebbe essere entrato contemporaneamente in Italia da più luoghi, diffondendosi prima che venisse identificato il paziente 1 di Codogno.
    L’inquinamento ambientale: il particolato.
    La SIMA (Società Italiana di Medicina Ambientale) ha già prodotto uno studio che suggerisce una correlazione diretta nei territori fra l’inquinamento rilevato di Pm10 e la mortalità da covid19. Il particolato funge da carrier (vettore trasportatore) dei contaminanti e fa anche da substrato che permette al virus di restare in vita nell’aria più a lungo.
    Per i non addetti, aggiungerei che i virus non svolazzano mai da soli nell’aria ma in tessuti cellulari di cellule infettate, magari con saliva o muco, con cui si “appiccicano” bene al particolato.Ma il particolato non è soltanto un trasportatore: è anche un guastatore del sistema cardio respiratorio.Crosignani (epidemiologo, ex istituto tumori Milano) afferma: “quando le Pm2,5 superano i 10mg/mq, la mortalità per patologie cardiorespiratorie aumenta dello 0,6%. Quindi provoca patologie e decessi che altrimenti non ci sarebbero.I polmoni dei lombardi sono minati da anni di esposizione ad un inquinamento intollerabile: siamo pieni di bronchiti croniche”.
    La diffusione negli ospedali.
    Questa è stata una particolarità italiana. A Codogno e poi ad Alzano (credo nel lodigiano e nel bergamasco) i malati si sono recati in ospedale e lì hanno dapprima escluso che avessero la covid19 perchè non avevano avuto contatti cinesi. Pare che in alcuni giorni le direttive ministeriali farlocche imponessero così. Facendo avanti e indietro nei pronto soccorso hanno infettato altri pazienti e personale ospedaliero, che a sua volta ha amplificato la diffusione su persone già debilitate e sui loro visitatori. Si ipotizza che anche gli impianti di riciclo dell’aria abbiano contribuito.Gli ospedali sono ottimi veicoli di diffusione, forse secondi soltanto ai mezzi di trasporto. La storia si è poi replicata a Roma, dove un malato è duvuto andare ben tre volte in tre diversi pronto soccorso. E’ un poliziotto, coscenziosamente si è presentato sempre con mascherina e forse per questo non è partito una altro grande focolaio.
    Scarso contenimento.
    C’è un noto urlatore che, per darsi visibilità e alzare il suo gradimento, a giorni alterni ha urlato di chiudere tutto e poi invece di aprire tutto.Per quel che se ne sapeva allora, chiudere tutto sarebbe stato ridicolmente eccessivo, ma chiudere dove c’erano focolai di epidemia (lodigiano, bergamasco, Vo…) certamente sarebbe stato buono e giusto. Lo hanno sostenuto sindaci e governatori regionali (per tutta la regione, quindi eccedendo), ma lo ha contrastato la Confindustria, quella lombarda in testa. Quella di Bergamo addirittura diffondeva con orgoglio l’hastag: Bergamo is running ! Rezza (ISS) ha dichiarato che “non si può fare una serrata, ma si deve lavorare in condizioni di estrema sicurezza sia per raggiungere il posto di lavoro sia nel posto di lavoro stesso” e così gli operai hanno viaggiato spesso accalcati e hanno lavorato spesso senza distanze adeguate e senza protezioni.Il mancato stop dei trasporti pubblici e delle attività produttive nei focolai è stato certo una concausa. Lo stop si avrà, pare, domani.
    Insufficienza del definanziato sistema sanitario pubblico italiano.
    Ne abbiamo già detto: almeno in Lombardia molti malati sono morti senza alcuna cura, altri che per sopravvivere dovevano essere intubati sono morti senza che fosse possibile.Si deve aggiungere la mancanza di dispositivi di protezione individuale necessari per tutti gli operatori sanitari, che così si sono dovuti infettare e hanno infettato a loro volta. Non sono stati neanche garantiti i tamponi di controllo a tutti gli operatori.A questo si aggiunge il fatto, ovvio, che con gli ospedali saturi per l’emergenza covid19 non si sono potuti assistere adeguatamente ammalati e infortunati per altre cause. Si è avuta così una rilevante “mortalità indiretta” da covid19 che, come sempre, ha colpito di più i più poveri.Tutte le regioni finora messe alla prova hanno dimostrato la loro inadeguatezza e le altre non promettono di meglio, anzi.
    Le teorie climatiche.
    Ne ho già scritto, ma non in questi appunti. Da giorni circola una teoria di virologi di università del Maryland con alcuni iraniani che avrebbero trovato una perfetta correlazione nei territori fra la diffusione della covid19 e un parametro climatico medio che considera temperatua e umidità ad una certa quota. Sarebbero così stati risparmiati dalla covid19 i territori più freddi e quelli più caldi. La teoria è molto attraente, ma è pur vero che se si cercano correlazioni a strascico se ne trovano sempre, anche senza alcun valore. Fra qualche giorno, con l’arrivo del freddo in Brasile, in tutto il Sud America e in Africa subequatoriale, si potrà validare o scartare quella teoria, come onestamente affermano gli autori.
    Curiosamente, il Maryland compare anche in altra teoria, vedi biongegnerizzazione.
    La teoria indiana.
    Viene citato uno studio in cui, analizzando il genoma dei coronavirus, scienziati indiani avrebbero stabilito che si differenzierebbe da Sars e analoghi per alcuni inserimenti di Hiv e che questo spiegherebbe l’alta letalità. Gli inserimenti potrebbero anche essere stati fatti artificialmente.Non ho capito se sarebbe lo stesso studio o un altro (sempre di scienziati indiani) che e’ stato poi inspiegabilmente ritirato. Vedi anche: bioingegnerizzazione.
    La teoria della bioingenerizzazione in laboratorio.
    Ne circolano diverse, la prima è stata quando ancora l’epidemia non era uscita o quasi dalla Cina. E’ stata pubblicata da due biologi cinesi, quindi con il permesso governativo.Nell’articolo si espone la possibilità che il coronavirus sia sfuggito da un laboratorio molto vicino a Wuhan in cui si ricercava un vaccino contro la SARS. Se ricordo bene, il veicolo sarebbero stati pipistrelli infettati con un “possibile vaccino”. Non mi risulta che ci siano stati seguiti a quella pubblicazione.Un’altra, con taglio più complottista, si riferisce invece ad un laboratorio nel Maryland (USA) ed è ben documentata in un breve video di Mazzucco:https://www.youtube.com/watch?v=t_ub8R5l73wCita fatti e affermazioni che appaiono ben documentate. Cita anche precisi fatti di censura, in Italia, in USA e non solo. Sapevo da giorni che circola, ma io lo ho visto soltanto oggi. E’ decisamente preoccupante. Vedremo.
    L’Eco di Bergamo normalmente aveva una pagina di necrologi. In questo periodo ne ha una dozzina.Diversi medici affermano che, sulla base della loro esperienza diretta, nel bergamasco ormai gran parte della popolazione sarebbe stata infettata. Se fosse vero lì si dovrebbe finalmente avere una prima immunità di gregge con relativo rallentamento dei contagi.Se vero o no lo sapremo dai dati di mortalità, ma difficilmente prima di una ventina di giorni (tempo medio di incubazione più quello di malattia).

  54. 68
    Andrea Parmeggiani says:

    @Riva Guido
    “Non pensi al fatto che una o più persone perfettamente sane che si muovono qua e là rispettando tutte le regole imposte non possano fare da traino per quelle che in salute non sono e che non rispettano le regole imposte? Dobbiamo fare sentire sole queste persone per non innescare l’effetto gregge.”
    Forse chi è malato e sa di esserlo, si sente in diritto di uscire di casa e mettere a repentaglio la salute degli altri? Questo sarebbe un comportamento abominevole, ma a prescindere dal contagio da Coronavirus. La nostra vita è già piena di limitazioni dovute al comportamento sbagliato di altri. Possibile che ci deve rimettere sempre chi invece si comporta bene?

  55. 67
    Riva Guido says:

    “Per distrarre da questa colpa dei politici, ormai storica, si colpevolizzano innocentissimi cittadini che vanno a correre all’aria aperta dei parchi: sono bravi cittadini che tutelano la loro salute e quindi anche quella degli altri, ma rischiano di essere mandati al rogo come untori.”
    @ Gevi Steve per il commento 65. Perchè non la fai finita anche tu con questa storia? Non pensi al fatto che una o più persone perfettamente sane che si muovono qua e là rispettando tutte le regole imposte non possano fare da traino per quelle che in salute non sono e che non rispettano le regole imposte? Dobbiamo fare sentire sole queste persone per non innescare l’effetto gregge.

  56. 66
    Grazia P. says:

    Considerando la mappatura delle zone maggiormente colpite, mi pare evidente che sono quelle più esposte all’inquinamento (dell’aria, delle acque, della terra) a cui si aggiunge quello delle onde elettromagnetiche. Ed è sicuro che gli abitanti di questi luoghi sono più a rischio, visto che l’attività dei loro organi vitali risulta già di per sé impoverita e meno efficiente. 

  57. 65
    Geri Steve says:

    CORONAVERITA’ 3
    21.3.20

    Oggi è primavera, ma non se ne è accorto nessuno; un po’ perchè i giorni prima erano già primaverili, un po’ perchè ormai ogni giorno è peggio del precedente.

    In Italia, da ieri sono morte quasi ottocento persone, esattamente: 793.
    Dai 3-400 morti degli ultimi giorni ieri eravamo saliti a 627, oggi a 793.
    Ieri qualche scemo aveva provato a tranquillizzarci dicendoci che il picco era dovuto al fatto che erano stati caricati dei morti del giorno prima, forse oggi ci spiegherà che per errore ci hanno aggiunto anche dei morti di domani.
    Ma ormai la verità non la si puo’ più nascondere: questo virus corre veloce ed è micidiale, soprattutto in Italia.

    Da ieri sono morte 16 persone in Svizzera, 30 persone in Belgio e altrettante in Olanda (tante per paesi così piccoli) portando le loro mortalità su un milione a 8,5 5,9 e 8,4: più di otto su un milione di olandesi (o di svizzeri).
    Ricordiamoci che sono soltanto le mortalità cumulate dall’inizio dell’anno; per conoscere le mortalità annuali aspettiamo febbraio 2021.
    Da ieri in Francia sono morte 78 persone e in Spagna 335 (worldometer stranamente ne dichiara 285, ma sono 335 più del giorno precedente), quindi i loro morti e le loro mortalità su un milione son saliti a:
    Francia: 450 m – 6,6 m/mil
    Spagna: 1.378 m – 29 m/mil
    L’Iran: 1.556 – 18,5 m/mil , e dicono tutti che in realtà stia molto peggio.
    L’Italia, in testa a tutti, con i 793 morti da ieri ha 3.095 morti totali, quindi una mortalità di 78 morti per ogni milione di italiani.
    Sembra il massimo, ma non è così: troviamo mortalità più alte nelle solite quattro regioni italiane, e ne troveremmo più alte ancora se avessimo alcuni dati provinciali (Bergamo, Cremona, Piacenza…)
    PIEMONTE: 238 morti (+ 29) quindi: 54 morti/milione
    MARCHE: 146 morti (+ 25) quindi: 101 morti/milione
    EMILIA R.: 715 morti (+ 75) quindi: 160 morti/milione
    LOMBARDIA: 3.095 morti (+ 546) quindi: 306 morti/milione
    In Lombardia abbiamo già raggiunto i 3 morti su diecimila lombardi e molto probabilmente siamo a più di un morto su mille bergamaschi.
    Qualcuno prova a consolarci ricordandoci che era previsto il picco proprio in questi due giorni, alludendo che da domani potrebbe migliorare, ma credo siano in pochi ad illudersi davvero.
    Qualcuno sostiene che la colpa è dei cittadini che non rispettano le raccomandazioni dei politici. Di stupide imprudenze ce ne sono state di certo, anche comportamenti delinquenziali come di quelli che sono migrati dalle zone più contagiate andando ad infettare parenti e amici al sud, ma certo non è colpa dei cittadini se il sistema sanitario pubblico italiano è stato saccheggiato dai politici e dagli interessi privati. Per distrarre da questa colpa dei politici, ormai storica, si colpevolizzano innocentissimi cittadini che vanno a correre all’aria aperta dei parchi: sono bravi cittadini che tutelano la loro salute e quindi anche quella degli altri, ma rischiano di essere mandati al rogo come untori.
    Anche se nessuno osa dichiarare ad alta voce che è da almeno una decina di giorni che si tace la gravità della situazione, tanti ne sono ormai coscienti.
    Molti dicono che si deve fare qualcosa per fermare l’epidemia, ma non c’è convergenza sul “cosa fare” e non potrebbe essere altrimenti, perchè non sappiamo il perchè di una diffusione così rapida e letale e così diversificata da un luogo ad un altro.
    Nella comunità scientifica ci sono come sempre alcuni papaveri che millantano spiegazioni e soluzioni, mentre tanti (quelli seri ) riconoscono di non avere tesi solide su cui lavorare e invitano pubblicamente alla collaborazione.
    In Italia è il caso della Gismondo e della Capua, vedi:
    https://www.huffingtonpost.it/entry/in-lombardia-ce-qualcosa-che-non-comprendiamo-forse-il-virus-e-mutato_it_5e75fbb1c5b6f5b7c544f35a?ncid=other_trending_qeesnbnu0l8&utm_campaign=trending
    La Gismondo considera la possibilità che il coronavirus sia mutato in altro, più aggressivo. Se davvero così fosse dovremmo saperlo in pochissimi giorni.
    Personalmente ritengo che il problema sia complesso perchè probabilmente l’attuale grave situazione non è dovuta ad una sola causa.
    C’è chi sostiene la tesi dell’inquinamento, vedi:
    https://www.perunaltracitta.org/2020/03/18/piu-particolato-piu-covid-19/
    ma l’autore stesso suggerisce che, più che una causa, l’inquinamento sia una importante aggravante perchè compromette le vie respiratorie rendendole più aggredibili.
    Ieri ho affermato che regioni come il Trentino&AA e la Vald’Aosta non avrebbero l’inquinamento della val Padana. Pensando alle loro montagne ho fatto un’affermazione incauta, perchè in realtà la popolazione si concentra nei fondovalle che l’inquinamento, se c’è, se lo conservano ben racchiuso dalle loro montagne. Bisognerà capire se anche in Francia e Spagna la mortalità è associata a zone inquinate. Il problema è anche che molte zone sono inquinate ma poco se ne sa.
    Oggi il Trentino A.A. ha raggiunto una mortalità di quasi 50 su un milione e la Vald’Aosta di 64, superando così il Piemonte, che è a “solo” 54. La Liguria è salita a ben 98 morti su un milione di liguri (ieri: 77), circa a pari con le Marche (101).

    Vedremo, anzi, più precisamente: chi vivrà vedrà.

  58. 64
    Roberto Pasini says:

    E’ una triste contabilità ma serve anche a capire. Età media: 78,5 anni e poi il resto. 
     
    https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/bollettino/Report-COVID-2019_20_marzo.pdf

  59. 63
    Geri Steve says:

    CORONAVERITA’2
    20.03.2020
    Oggi l’aggiornamento della mortalità è spaventoso.In un solo giorno in Francia 106 morti, in Spagna 212,  in Italia 627 di cui: nella sola Lombardia 381, nell’Emilia R. 109, in Piemonte 34 e Liguria 28.
    In Cina, Giappone e Sud Korea la mortalità è ferma o quasi.In Europa sale, ma non uniformemente:Francia: 5,4  Svizzera: 6,3  Olanda: 6,6  Spagna: 22,1 (era a 17)In Italia, con 3405 morti cumulati, la mortalità è arrivata a 65 (65 morti su ogni milione di italiani); ieri era a 55.
    Nell’Italia ci dovrebbero essere picchi altissimi nel Bergamasco, nel Lodigiano, a Cremona, a Piacenza; ma da nessuna parte trovo i dati per provincia.
    I dati regionali annacquano i picchi, ma sono pur sempre informativi.
    Sono in forte ascesa quattro regioni piccole, vicino alle montagne o al mare, lontane dall’inquinata pianura padana:
    Abruzzo: 13 (ieri 8,5)  TrentinoA.A: 28 (24) Vald’Aosta: 56 (48)  Liguria: 77 (59)
    Il Lazio in un solo giorno  ha raddoppiato: 6,5 (ieri: 3,24)Campania: 3 (2,9) Puglia: 9,5 (6,5) Toscana: 12,6 (10,1) Veneto: 27 (23) FriuliV.G.: 31 (30)   Piemonte: 48 (40)Marche: 90 (76) Emilia R.: 143 (119) Lombardia: 252 (215)
    Su 10 000 Lombardi ne sono morti 2,52 di Covid 19, per un totale di 2168.
    Sono numeri molto alti, con una diffusione rapida, non sembra essere quel virus “più letale dell’influenza ma meno della Sars”. Che sia mutato? E’ presto per dirlo.
    Il “Fatto Quotidiano” in edicola oggi (quindi notizie di ieri) titola: 9 MORTI SU 10 SENZA TERAPIA INTENSIVA. Sotto, in caratteri più piccoli, precisa: L’ 87% DEI LOMBARDI MAI GIUNTI IN RIANIMAZIONE. Si tratterebbe quindi del sistema sanitario della Lombardia, anzi: della sola Lombardia orientale, che è andato in saturazione e non riesce più a far sopravvivere i malati: solo il 13% dei casi gravi ottiene la terapia intensiva.
    Va bene, anzi: malissimo, ma è un problema soltanto di quei luoghi? Non risulta che anche in Emilia, nelle Marche e in Piemonte gli ospedali siano saturi, eppure anche lì la mortalità vola. Mi risulta che nel Lazio i posti in rianimazione siano quasi vuoti, eppure nel Lazio la mortalità (relativamente bassa) è raddoppiata in un giorno.
    A pag. 4 Il Fatto Quotidiano titola: MEDICI: 661 INFETTATI IN 24 ORE.
    Poi rassicura che a Crema sono arrivati 65 medici cubani esperti di Ebola, ma che il buco è nelle case di riposo. Sotto ci ricorda i 249 medici del Cardarelli a Napoli che si sono dati malati e di cui i NAS richiedono le diagnosi.
    Che ci siano tante altre disfunzioni del sistema sanitario di cui non abbiamo notizia e che queste causino tutti questi morti? difficile crederlo. Fra l’altro, non si vedono i nessi causa – effetto: in Campania la mortalità è ancora bassa: soltanto il 2,9, poco più della Cina. E l’esplosione in Spagna e in Francia? non risulta che lì gli ospedali siano saturi e che i medici siano malati.
    Anche la teoria che i morti aumentano perchè saremmo vicini al picco non è convicente: il bergamasco, con i forni crematori che non ce la fanno a bruciare i cadaveri, dovrebbe averlo passato il picco, e invece proprio lì la mortalità aumenta ancora.
    Leggo ora su Huffpost che Giorgio Gori, sindaco di Bergamo, dichiara: “In questa provincia il numero dei decessi a causa del virus è di gran lunga superiore a quello delle statistiche ufficiali. Molti malati anziani muoiono di polmonite a casa loro, o nelle case di riposo, senza che nessuno abbia fatto loro un tampone, né prima né dopo il decesso. Ho chiamato una dozzina di sindaci, per farmi un’idea: in quei comuni il numero dei decessi attribuibili all’epidemia è all’incirca quattro volte quello ufficiale.”
    La verità è che i morti crescono oltre ogni aspettativa e che al momento non ci sono ipotesi credibili che ci spieghino il perché. La situazione non è né bella né rassicurante, ma non possiamo fare altro che aspettare e aumentare le precauzioni.  E’ l’unica cosa che quei 627 italiani morti tutti in un giorno ci dicono, e ce lo dicono molto chiaramente.
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    CORONAVERITA’  1
    19.03.2020
    Da qualche giorno ho deciso di cercare di capire qualcosa dell’epidemia di covid19. Una settimana fa scrivevo ad un amico: “Se su: https://www.worldometers.info/coronavirus/ti guardi i casi “chiusi” vedi che in Italia la letalità oscillerebbe intorno al 30%. Un giorno è arrivata addirittura al 41%: valori non credibili.
    C’è una sola spiegazione: i casi guariti sono molto di più di quelli diagnosticati.
    Questo dipende da due fattori:
    – molti casi sono asintomatici
    – abbiamo direttive folli che negano i test a chi non è stato in Cina e non ha avuto contatti con infettati. E’ il caso del paziente 1 e del poliziotto romano che è dovuto andare ben tre volte a tre diversi pronto soccorso e poi chiamare il 118.
    Quindi i casi di contagio sono sottostimati di almeno un ordine 10, forse 100.
    La cosa è confermata dai dati cinesi: dapprima anche loro presentavano una letalità eccessiva nei casi conclusi. Poi hanno esteso molto le analisi e quindi la letalità si è molto abbassata.
    Non ti annoio ricordandoti poi che noi non conosciamo (e non possiamo ancora conoscere) sensibilità e specificità dei test…
    “Sabato scorso mi sono stufato di leggere di fisici teorici che costruiscono modelli epidemiologici sui cosiddetti “casi” che in realtà sono invece “positivi certificati” e che sono molto più correlati alla disponibilità di test-tamponi che ai “veri casi di infettati”.
    Non avendo stime credibili sulla vera quantità di infettati, qualunque discorso sulla letalità (morti/infettati) della covid19 è penoso.
    Non è così invece sulla mortalità. La mortalità è data dal rapporto morti/abitanti, e qui si può ragionare meglio.Sugli abitanti c’è qualche problema, ma non grande. Dapprima ho preso per buoni i dati impliciti di worldometers,  che per ogni paese dà un indice ii = casi/popolazione x 1.000.000 ,cioè i = numero di infettati su un milione di quella popolazione da cui ci si può calcolare le popolazioni (N°abitanti) dei diversi stati. Siccome allora l’indice i era di sole due cifre accadeva che l’approssimazione era eccessiva, così talvolta lo ho corretto con il N° di abitanti reperibile su wikipedia; sarebbe stato meglio utilizzare una tabella di dati stimati, tutti riferiti alla stessa data. Credo che qualche tabella sincronizzata esista, ma non l’ho trovata, quindi i miei dati sulle popolazioni sarebbero da rivedere; in buona sostanza però sono dati attendibili e stabili. Per i morti ho usato i dati reperibili su  worldometer. Sono i dati dall’inizo della rilevazione, quindi sono dati che sono in crescita, in quanto i morti possono -eccome- aumentare, ma non rinascere. Statisticamente si definise come mortalità di una certa malattia in un certo luogo il numero di morti in un anno di quella malattia e in quel luogo. Quindi le mortalità rilevabili da worldometer sono “mortalità in itinere” verso la più classica mortalità annuale. Sono utili per comparare le situazioni attuali di diverse nazioni, ma non tengono conto delle diverse insorgenze delle infezioni, che sono non conoscibili: vedi le diatribe sui vari “pazienti 0”. Del resto, con il passare del tempo, le diverse date dei pazienti 0 diventano meno rilevanti.
    I primi conteggi li ho fatti sabato scorso, 14/3/20, sulle mortalità cumulate (= fino ad allora) riportate su: https://www.worldometers.info/coronavirus/
    L’Italia aveva una mortalità di 23,3 cioè 23,3 morti di coronavid19 su un milione di italiani. La Spagna di 4, la Cina di 2,2, la Svizzera di 1,5 e il SudKorea di 1,4. L’Iran di 7,2 ma non credibile, deve essere moolto superiore: lì vengono conteggiati soltanto i personaggi pubblici, gli sconosciuti vanno direttamente nelle fosse comuni.
    Cmqe, l’Italia era già allora prima al mondo, seguita dall’Iran. In Cina sono quasi fermi; difficile che a fine anno superino i 3 morti su un milione di cinesi. Mio figlio mi ha detto che l’Italia non la dovevo confrontare con la Cina ma con l’Hubei (la regione di Wuan). Con qualche stima (non avevo la mortalità per quel giorno) ho computato la mortalità in Hubei a 22,7, circa quella italiana.
    Ma ci sono due differenze:
    1) La mortalità giornaliera di Hubei, a differenza di quella italiana, era già in calo;
    2) Era in calo perchè gli hubeiani son il 4,27 % dei cinesi e il 95% dei cinesi (cioè gli altri) si sono mobilitati per costruire due ospedali in dieci giorni, per fornire agli hubeiani medici, infermieri, materiale sanitario…
    Mentre non è successo che il 95% degli europei hanno fatto altrettanto per gli italiani.
    C’è anche una terza differenza: anche l’Italia ha qualche sua “Hubei”: Lombardia, Emilia R., Marche, con mortalità rispettive:  95,6,  54,   23,7, tutte più alte che in Hubei.
    Stasera è giovedì 19/3 e i dati attuali di mortalità sono: Italia: 55; Spagna: 17; Olanda: 4,7; Svizzera: 4,23; Giappone: 2,56; Cina: 2,26.
    Ma poi in Italia abbiamo: Lombardia: 215, Emilia R.: 119, Marche: 75,7, Liguria: 68,7, Piemonte: 40, Valle d’Aosta: 40, Friuli V.G.: 30, Veneto: 23,5. Trentino A.A.:24,3, Lazio: 6,5.
    Sono dati attendibili? Nella gran maggioranza, sì. Sovrastime non ce ne sono, ma sottostime sì. Ci sono certamente anomalie. Come detto, in Iran muoiono soltanto i personaggi pubblici; quelli sconosciuti vanno nelle fosse comune senza entrare nelle statistiche. Negli Usa il test costava 1000$, adesso oltre 3000$, per cui lì tutti i morti di coronaviorus non tamponati risultano morti di polmonite. Trump ha promesso test gratis per tutti, ma per il momento non avviene. Forse, dopo che avrà carpito/acquistato 500.000 test prodotti nel bresciano, lo farà davvero.
    https://www.repubblica.it/cronaca/2020/03/19/news/coronavirus_tamponi_da_brescia_a_stati_uniti-251735473/?ref=RHPPTP-BL-I251736270-C12-P1-S1.12-T1
    In Germania e, pare, anche in Inghilterra, per morire di coronavid19 devi essere sanissmo, perchè se hai il diabete e il covid19, tu sei morto di diabete. Nel bergamasco c’è una moria di vecchietti, a casa loro, negli ospizi. Negli ospedali non sanno come intubare tanti malati gravi; non possono certo perdere tempo su altri per fare  tamponi post mortem. Anche lì è certo che i morti vengono sottostimati. Al di fuori di questi casi taroccati e al netto delle diverse insorgenze, l’indice di mortalità è affidabile e ci dice che in Italia la situazione è molto pesante, che nelle zone che ancora sembrano salvarsi ci sarà una esplosione di contagiati, che i contagi corrono molto più veloci del previsto, che la letalità non la conosciamo, ma che già sappiamo che per gli ultrottantenni è molto più alta di ogni previsione.
    Le dicerie secondo cui in Cina se la sono cavata meglio perchè lì sono giovani è infondata: a parte i tanti bambini piccoli della fine del “figlio unico”, la distribuzione per età cinese è simile a quella italiana. In Giappone è identica, hanno cominciato prima, eppure lì stanno molto meglio. Quello che è certo è che in Europa l’epidemia è e sarà molto più grave che in Cina e che è difficile fare previsioni.

  60. 62
    Giacomo Govi says:

    Devo rettificare, avendo confuso i nomi. Il nome dello pseudoscienziato e’ Montanari, mentre ovviamente Parmeggiani e’ Andrea ( con cui mi scuso ). Leggasi quindi: “Montanari e’ fuori di 5 sigma” e “ascoltare Montanari”…

  61. 61
    Grazia P. says:

    Credo sia normale interrogarsi sul come e il perché. Come non considerare il quadro economico e politico? Come non notare le aree più colpite sono quelle più industrializzate e colpite dall’inquinamento? Come non pensare ai campi elettromagnetici? Come non dimenticare il 5-G?
    Però, al di là di tutto, trovo importante fermarsi, per noi, per le nostre vite, per la nostra consapevolezza, per il pianeta.
    https://youtu.be/XxCBOPeCKrU

  62. 60
    Giacomo Govi says:

    Sai Andrea, non te la prendere, ma credo che cercare di convincere le persone con il tuo modo pensare dell’utilita’ di evitare comportamenti collettivi sia davvero difficile, e questo spiega la necessita’ delle restrizioni.
    Con un po’ di immaginazione potresti pensare a infinite situazioni in cui, anche rispettando la famosa distanza, siano possibili ‘errori’ che in un parco con centinaia di persone ( si fa presto … ) possono coinvolgere uno o piu’ dei ‘contagiati con sintomi blandi’ e creare quindi occasioni di contatto con il virus che rimane a suo agio sui molte superfici per un discreto tempo. Basta un bimbo per contagiare una famiglia, e sua volta le famiglie dei colleghi eccetera…

  63. 59
    Andrea Parmeggiani says:

    Non sostengo di riaprire i cinema, né di andare tutti in metropolitana insieme a Milano, ma dubito che la soluzione sia chiudere i parchi e impedire alle persone di uscire di casa… Tutto qui

  64. 58
    Grazia P. says:

    D’accordo con Andrea.
    Ragione per la quale pian piano ci si fermerà in tutti i paesi e l’operazione richiederà non meno di un semestre.

  65. 57
    Giacomo Govi says:

    Beppe dice bene, Parmeggiani e’ fuori di 5 sigma. Andrea, e’ molto probabile che non si riuscira’ ad avere 0 contagi, senza vaccino. Quindi, a maggior ragione, per evitare di moltiplicare le migliaia di morti, si deve ridurre il contagio. Tue proposte? Ascoltare Parmeggiani e riaprire i cinema?

  66. 56
    Andrea Parmeggiani says:

    Giacomo, io temo di si. 
    Ho letto che si potrà arrivare al ritorno ad una vita normale quando ci sarà un numero di nuovi contagi = 0
    Io penso semplicemente che questo non sia possibile, perché come anche se in Italia si arrivasse a tenere 56 mln di persone in casa per 20 giorni, e quindi teoricamente azzerare il contagio, poi dovremmo fare i conti con i contatti con l’estero. 
    Quante persone al giorno, in condizioni normali, transitano dentro e fuori dall’Italia, considerando i trasporti aerei, marittimi, terrestri? Qualche centinaio di migliaia? Bene, tutte queste persone dovrebbero essere messe in quarantena. E non abbiamo né la capacità di farlo. Quindi io penso che arrivare a contagi=0 sia semplicemente impossibile. 

  67. 55
    Beppe says:

    Il Dott Stefano Montanari è un più che convinti assertore dell’inutilità dei vaccini. Spiacente, ma per dirla in termini statistici è collocabile agli estremi di una curva gaussiana, per cui non sugnificativo dal mio punto di vista.

  68. 54
    Giacomo Govi says:

    Scusa ma non colgo il tuo punto. Verita’ su cosa? Credi che si stia bloccando tutto per nulla?

  69. 53
    Andrea Parmeggiani says:

    Giacomo, ogni opinione è rispettabile… ma io ho paura che ci andiamo a intrappolare su divergenze di mentalità, come tra chi ad esempio crede nel riscaldamento globale (io ci credo) e non (di cui non conosco la tua opinione). 🙂
    Tuttavia io avevo già sentito parlare anni fa di Stefano Montanari in merito ai suoi studi sui PM2.5, e mi è sembrato tutt’altro che un fanatico in cerca di notizia, piuttosto in cerca di verità.
    Comunque, credo che la verità su questa faccenda ce la faremo, se farà ancora notizia, tra qualche anno…

  70. 52
    Govi Giacomo says:

    Andrea, una chicca di pseudo scienza. Per me, da NON ascoltare ( abbandonato al minuto 5). Quand’anche nel lockdown il tempo va amministrato decentemente. Ascoltare i deliri di un personaggio a cui piace fare scalpore e’ puro tempo perso. Ma purtroppo, trovera’ terreno fertile…

  71. 51
    Andrea Parmeggiani says:

    https://m.youtube.com/watch?v=tC84wONn1ZA&feature=share
    Opinioni fuori dal coro… Da ascoltare perlomeno per cercare di capire meglio

  72. 50
    Alberto Benassi says:

    Presto dovremo portare le arance in carcere al povero Cominetti…

    non credo si possa fare…non lo so se come giustificazione da scrivere sulla autcertificazione sarà valida.

  73. 49
    Fabio Bertoncelli says:

    A Pietracamela, sul versante teramano del Gran Sasso, i carabinieri forestali hanno denunciato una guida alpina e un cliente per “escursione vietata”.
    … … …
    Presto dovremo portare le arance in carcere al povero Cominetti…
     

  74. 48
    Alberto Benassi says:

    No, spiacente, il concetto che il Pil del mondo deve solo crescere ha fatto il suo tempo!

    LO SPERO!!
    Quando c’è comunque chi mette in primo piano la salvaguardia dell’economia rispetto a  quella delle persone , per farne un vantaggio per poi approfittarne sugli altri paesi quando il peggio sarà passato, la vedo dura che si possa aver capito.

  75. 47
    Grazia P. says:

    Anche secondo me a Wuhan hanno bloccato tutto e tutti. 

  76. 46
    Beppe says:

    Mi sento membro di una comunità alla quale, nel corso della mia vita ho contribuito, contribuisco e , a Dio piacendo, contribuirò con il mio comportamento, il mio lavoro, il mio essere parte della comunità. Essere considerato un ingranaggio di un macchinario che avanza secondo regole economiche che ormai stanno segnando il passo e che si stanno rivelando in un prossimo futuro deleterie per la nostra sopravvivenza, non mi trova d’accordo. Chi siamo, quale è lo scopo della vita di ognuno di noi su questo pianeta? È forse nascere, crescere, istruirsi, lavorare e generate nuova vita al solo scopo di arricchire una comunità che relega a una percentuale minima il godimento fi questa aumentata ricchezza o nascere, crescere, istruirsi , lavorare r generare nuova vita per vivere in armonia con il pianeta la propria vita? No, spiacente, il concetto che il Pil del mondo deve solo crescere ha fatto il suo tempo!

  77. 45
    Fabio Bertoncelli says:

    Ma è chiaro: “Avanti, c’è posto!”.
     

  78. 44
    Lusa says:

    E la strategia verso i migranti africani quale sarà?

  79. 43
    Roberto Pasini says:

    Caro Giacomo sappiamo bene che nelle situazioni di emergenza la rapidità di decisione può fare la differenza. Ricordo bene da ragazzo i discorsi istruttivi di mio padre ufficiale della Regia Marina sulle sue esperienze durante la guerra. Un paese militarizzato e confuciano decide in fretta e passa subito all’azione, costi quello che costi. Noi abbiamo aspettato perché bisognava mediare gli interessi e cercare di tenere tutto insieme e adesso invochiamo l’esercito e cerchiamo gli untori. Possiamo solo sperare che  non sia troppo tardi e che il prezzo da pagare per ritardi, indecisioni, indoramento della pillola non sia troppo alto. 

  80. 42
    Giacomo Govi says:

    Roberto, sembra che effettivamente a Wuhan fosse tutto fermo. Beh questo spiegherebbe la relativa rapidita’ della loro remissione del contagio.
     

  81. 41
    Grazia P. says:

    Anche in questo post invito ad ascoltare l’intervista al dottor Olivieri, pneumologo e psichiatra:
    https://youtu.be/DavWFA0ymgQ
    L’idea che mi sono fatta è che quasi tutta la popolazione è, a questo punto dell’epidemia, portatrice sana e che, come per tutte le patologie che possano venirvi in mente (ce le siamo dimenticate all’improvviso, ma sono innumerevoli!), anche questo virus porta conseguenze gravi in persone già deboli da qualche punto di vista.
    I decessi continuano a rimanere irrisori rispetto ad altre malattie e, naturalmente, il problema vero risiede nell’alta concentrazione di malati gravi in un breve lasso di tempo. 
    E come scrive Dino, se anche bloccassimo tutto qui in Italia, poi ci sarebbe il problema dei contagi di ritorno da altri paesi.
    Forse ci sarebbe voluto un arresto globale? Non sono efficaci le soluzioni proposte? Nessuno ha una risposta, poiché questo si sta rivelando un viaggio della scoperta.
    Sono certa che le misure restrittive verranno acuite e che la camminata in montagna (a partire da casa), fatta oggi dopo giorni di ritiro forzato a seguito del mio viaggio al nord, fra pochissimo  sarà una chimera.
     

  82. 40
    Giacomo Govi says:

    Trasporti bloccati per uscire dalle citta’. Non credo che sia completamente fermata l’intera Wuhan ( 11 milioni di abitanti ).  Ma convengo, non si leggono descrizioni dettagliate del lockdown, quindi potresti avere ragione.

  83. 39
    Roberto Pasini says:

    Da quello che ho letto io ci sono andati giu’ pesante nella limitazione dei contatti usando anche la mobile phone location. Quindi hanno bloccato anche gran parte delle imprese. Come vai a lavorare se blocchi tutti i trasporti? 
    https://www.nature.com/articles/d41586-020-00741-x

  84. 38
    Alberto Benassi says:

    gli esperti dicono che il contagio si alimenta con il contatto tra le persone che parlando stando vicine si trasmettono il virus per le vie respiratorie, oppure toccandosi a vicenda se poi ti vai a toccare le mucose .
    Quindi se questa vicinanza tra le persone  non c’è , niente contagio e non c’è problema se si sta fuori da soli.
    Oppure il contagio c’è comunque   e non la raccontano giusta perchè non lo sanno o perchè non vogliono creare panico. Se così fosse siamo fritti.
     

  85. 37
    Andrea Parmeggiani says:

    Si Giacomo, non riesco a capire questo punto, ma probabilmente è un limite mio…  

  86. 36
    Giacomo Govi says:

    No, continui a non cogliere il punto. Se la gente sta a casa, anche non ‘stando attenta’ non contagia e non si contagia. Se va al parco, 99 persone avranno dei comportamenti prudenti, ed il centesimo sbaglia e ti vanifica tutto. Non puoi ragionare ‘da quello che vedi’ con migliaia di persone…

  87. 35
    Andrea Parmeggiani says:

    Giacomo, infatti è quello che ho detto in un commento precedente:
    “Purtroppo sembra che il buonsenso non esista, e quando non c’è il buonsenso le regole colpiscono anche coloro che invece il buonsenso ce l’hanno”
    Forse gli esperti non hanno ancora ben chiaro le dinamiche con cui il virus rimane al di sopra degli oggetti che potenzialmente possono essere toccati da tante persone, e per quanto tempo… Ma sicuramente non può propagarsi nell’aria a metri di distanza… Capisco che se c’è vento a 30 km/h e una persona tossisce a 10 metri di distanza, c’è una probabilità relativamente alta che una parte delle goccioline di saliva arrivi anche a me (se sono sopravento), ma non è la regola… E per questo penso che la misura di vietare le passeggiate al parco sia una sorta di “Puritanesimo sanitario”

  88. 34
    Giacomo Govi says:

    Non ce la raccontano giusta… nascondendo cosa?? Semmai quello che sarebbe interessante sapere e’ come siamo messi. Voglio dire, qual’e’ la frazione della popolazione davvero contagiata. Si leggono numeri variabili, un fattore 10-20 volte il numero dei contagiati verificati.  Ma non lo sanno neppure loro, credetemi.

  89. 33
    Giacomo Govi says:

    Andrea, il contagio e’ un fenomeno stocastico. Tu hai le percezione dei singoli casi che vedi, che ai tuoi occhi pare ragionevole che non producano contatti. Ma se ne hai un grande volume, e’ sufficiente che ci siano delle violazioni per creare catene di contatti.  Ed ecco che il controllo scappa rapidamente. Per questo si mettono regole strette, perche’ anche se ti potessi fidare di molti ( ammesso e non concesso! ), non ti puoi fidare di tutti.  

  90. 32
    Andrea Parmeggiani says:

    Alberto, quindi, quale delle 2? 

  91. 31
    Alberto Benassi says:

    Perchè se è cosi’ allora gli esperti non hanno capito niente o non ce la raccontano giusta.

    infatti

  92. 30
    Andrea Parmeggiani says:

    Giacomo, non per fare qualunquismo… Ma siamo sicuri che il nostro problema sia quante persone sono in giro?
    Può veramente aumentare il contagio chi esce di casa, magari fa una passeggiata al parco, e se incontra un’altra persona gli passa a 3-4 metri di distanza?
    Perchè se è cosi’ allora gli esperti non hanno capito niente o non ce la raccontano giusta. 

  93. 29
    Giacomo Govi says:

    Roberto, da quello che ho letto ( posso sbagliare ) il  lockdown aWuhan non ha bloccato tutti a casa, chiudendo tutte le attivita’. Mi pare che in altre citta’ minori di Hubei sua stato implementato un blocco totale,  di 7 giorni.  Quindi le misure prese in Italia sono davvero molto simili. Probabilmente quello che e’ diverso e’ la reazione della gente e quanto il protocollo viene rispettato. 
    Le “scelte radicali” dipendono quindi molto da noi. Come tu riporti, troppe persone in giro, verosimilmente non solo per andare/tornare dal lavoro

  94. 28
    Andrea Parmeggiani says:

    L’Italia e gli Italiani sono pronti e in grado di fare questo?

  95. 27
    Roberto Pasini says:

    Possiamo e abbiamo il coraggio di farlo compiendo scelte radicali in barba alle pressioni dei diversi portatori di interessi e convincendo gli italiani che non tutto si può fare a debito e che per salvarsi devono mettere mano al portafoglio mettendo in gioco il loro patrimonio privato (4300 miliardi di patrimonio finanziario)?
    “A Wuhan è stato un mese dopo l’inizio del lockdown che abbiamo avuto i primi risultati – ha continuato il presidente della Croce Rossa – gli ospedali hanno potuto trattare i pazienti con le misure necessarie superando così di fatto il picco della pandemia e abbassando i contagi”. E poi i consigli dopo aver visitato Milano: “Le persone non indossano le mascherine, ci sono troppe persone in giro e il trasporto pubblico è ancora attivo – ha spiegato – nessuno deve stare a guardare: c’è bisogno che tutti i cittadini seguano le regole, ognuno deve essere parte della macchina per sconfiggere il coronavirus. C’è bisogno di misure di sicurezza elevate”. “In questo momento dobbiamo chiuderee tutte le attività economiche: tutte le persone devono stare a casa in quarantena. Tutti devono essere pronti e preparati a rallentare questa pandemia per salvare le vite.  Non c’è una seconda scelta di fronte alla vita”

  96. 26
    Roberto Pasini says:

    Il 71,1% dei decessi è avvenuto in Lombardia, il 17,3% in Emilia Romagna, il 3,9% in Veneto. L’età media dei pazienti deceduti, positivi al Covid-19 è di 79,5 anni. Le donne che hanno perso la vita rappresentano il 30% dei decessi. L’età media dei pazienti che hanno contratto il coronavirus è di 63 anni.

  97. 25
    lusa says:

    I dati confermano che non colpisce solo gli anziani, ma altre fasce di età inferiori.
    L’illusione è di coloro che pensano che il virus colpisca solo gli anziani. Nessuno è immune, ogni essere umano è potenziale bersaglio del virus.
    Il virus non fa distinzioni di sorta ed è anche vero che ogni fisico umano reagisce diversamente in base alla sua capacità di neutralizzare il virus.
     

  98. 24
    Roberto Pasini says:

    Lusa premesso che io appartengo alla “zavorra” , che amo come tutti la vita, in primis la mia come ogni essere vivente, e che non sono a favore della strategia 1 dico solo che anche questo articolo che avevo già letto, pur interessante e acuto, tende un po’ a riportare la strategia 1 in modo quasi caricaturali come se fosse una scelta di eutanasia nazista. Purtroppo questa è colpa soprattutto di Bojo che con la sua eccentricità e spocchia da tipico rappresentante della upperclass inglese ha reso ridicole e inaccettabili alcune tristi e dure opzioni di verità che anche altri conoscono ma non dicono apertamente per diversa tradizione culturale e prassi politica preferendo illudere, lenire, e adelante pedro con jucio, si puedes. Che grande maestro Manzoni.

  99. 23
    DinoM says:

    Io penso che nessun governo possa ignorare il numero di morti e nemmeno ignorare le sorti dell’economia. L’unica strategia possibile è quella di “controllare” la curva dei contagi in modo da renderli compatibili con le capacità di cura. Pensare di “bloccare tutto per salvare gli anziani” è pia illusione. Ancorchè si bloccasse tutto e si azzerassero i contagi “domestici”, ci sarebbero sempre i contagi di ritorno dagli altri paesi che farebbe ripartire il tutto. Al giorno d’oggi non è più possibile ragionare per comparti stagni.

  100. 22
    lusa says:

    Pasini, la realtà è certamente molto complicata e nessuno può prevedere l’eventuale comportamento della popolazione (o degli individui) nel caso dello stile modello 1: “La scelta di sacrificare consapevolmente una parte della popolazione economicamente e politicamente poco utile a vantaggio della potenza che può sviluppare il sistema economico-politico, in soldoni la scelta di liberarsi dalla zavorra” (come specificato nel suddetto articolo).
    Chi applica il modello 1  potrà prevedere le reazioni della zavorra? Considererà che questa zavorra si troverà ad affrontare 2 minacce: una minaccia  invisibile ed una visibile?
     

  101. 21
    Roberto Pasini says:

    Lusa in linea di principio hai perfettamente ragione. Purtroppo la realtà è complicata , non sempre si può salvare tutto e tutti e chi ha responsabilità a volte deve prendere decisioni drammatiche in situazioni eccezionali come accade per i trapianti o in situazioni di guerra o emergenza. Questo è un test per i leader, per le loro capacità, i loro valori e la loro coscienza e anche un test per le comunità sociali che li esprimono. Sono d’accordo con Giacomo sul fatto che non va messa in politica, nel senso del colore, ma aiuta come anti-ansia osservare con distacco critico sia i comportamenti collettivi che quelli dei diversi leader. Anni fa lessi per lavoro un libro sul ruolo della leadership nei processi decisionali dei team sotto stress. Si trattava di uno studio che aveva preso le mosse dall’abbattimento per errore di un areo civile da parte del gruppo di comando dell’incrociatore Vincent  nel 1988. Dopo questa vicenda ci sarà un ampio materiale per ulteriori studi, che sono estremamente utili per elaborare protocolli che riducano gli errori e migliorino l’efficienza. Noi come contemporanei possiamo solo osservare e registrare le differenze che si manifestano in vari aspetti del ruolo, dalla comunicazione all’uso dei tecnici. Il nostro e il suo team sono un esempio interessante, anche se è difficile rimanere freddi visto che siamo coinvolti personalmente. Chi manca all’appello per ora è l’ex colonnello del KGB, una casualità? 
     
     
     
     
     
     

  102. 20
    Alberto Benassi says:

    Fabio non ho detto di andare in montagna. Io non ci vado per non creare problemi in questo momento a cui ce ben altro a cui pensare.
    Però qui si sta rischiando la caccia alle streghe, di insinuare nella popolazione delle paure , uno contro l’altro.
    Se c’è un pericolo , c’è sempre e comunque sia che tu faccia una camminatella sia che tu vada al lavoro.
    Il problema è che abbiamo chiuso la stalla troppo tardi e adesso non si può scaricare la colpa su chi fa la camminatella.
    Se vuoi guidare un paese devi avere le palle, ti devi assumere le resposabilità di dire DECIDO IO!!  , non si possono tenere i piedi di quì e di là o assistere a vari balletti tra governatori, sindaci, ministri, ect. …e poi  scaricare le colpe.

  103. 19
    lusa says:

    Ritengo che il modello 2 sia l’unico perseguibile efficace, democratico,  l’unico che garantisce il diritto alla vita.
    Sacrificare consapevolmente una quota di popolazione non è la peggiore delle dittature? E’ barbarie! E’ un orrore!
    E’ mancanza di rispetto per il valore della vita!
    La vita, il diritto alla vita non “deve” essere mai messo in discussione!!
    La vita “vuole” vivere.
     

  104. 18
    Andrea Parmeggiani says:

    Tra farsi una passeggiata da soli e andare in discoteca stretti come sardine c’è in mezzo il mare… 
    Purtroppo sembra che il buonsenso non esista, e quando non c’è il buonsenso le regole colpiscono anche coloro che invece il buonsenso ce l’hanno

  105. 17
    Fabio Bertoncelli says:

    Alberto, in linea di massima io la penso come te. Però mi sono anche posto la stessa domanda di Guido.
    Ammesso che si potesse farlo, in questo periodo andrei davvero in montagna da solo? Oppure, per non rischiare di far danni, sarebbe meglio che stessi a casa? Nei casi incerti forse è meglio stare dalla parte della prudenza. 
    N.B. Qui parlano addirittura di vietare le passeggiate e le corse in campagna da soli!
    … … …
    Quando tutto questo pandemonio/pandemia sarà finito, per festeggiare faremo una cena tutti insieme. Paga il GognaBlog.

  106. 16
    Giacomo Govi says:

    Per me se c’e’ un momento in cui e’ inutile metterla in politica e’ proprio questo. Non vedo cavalli di razza all’orizzonte. Ripeto, nessuno puo’ e potrebbe esimersi di navigare a vista e per tentativi. 
    Il trend di Milano ( leggibile dal post di Roberto con un cut ) perlomeno mi pare piatto. Se non comincia a scendere dovranno chiudere tutto tutto.

  107. 15
    Alberto Benassi says:

    RIVA GUIDO
     
    hai ragione.
    chi va a camminare fuciliamoli.
    Gli altri invece che lavorino comunque ! saranno eroi immolati sull’altare del profitto.
    Ho detto che le cose inutili possono benissimo essere evitate, ma non esageriamo il problema, non facciamo di una mosca un elefante.
    Ho parlato di una camminatella intorno casa. Non della solitaria alla nord del Cervino.

  108. 14
    Roberto Pasini says:

    Io mi auguro che funzioni anche questa soluzione a metà ma ho molti dubbi. Ho letto che anche i cinesi li hanno e ci consigliano di andare oltre. Ho la sensazione che ci vorrebbe per questo una leadership diversa da quella del nostro avvocato mediatore.

  109. 13
    Riva Guido says:

    @ Benassi per il commento 9. Prova a metterti nei panni di uno che lavora in ospedale rischiando la propria vita per salvare quella degli altri e ne vede arrivare uno, magari in elicottero, che si è fatto male camminando qua o là perchè era in giro da solo e non faceva del male a nessuno.

  110. 12
    Roberto Pasini says:

    Contagi Milano città metropolitana (giornalieri)*
    11/3: +333(+55,4%)- 12/3: +221(+23,7%)-13/3: +152(+13,2%)-14/3: +244(+18,6%)-15/3: +200(+12,8%)-16/3: +233(+13,3%)-17/3: +343(+17,2%)-18/3: +318(+13,6%)

  111. 11
    Giacomo Govi says:

    Eviterei confusioni. “Limitare le liberta’ personali” per ridurre i contatti e’ il nodo stesso della strategia. Se deroghi sulla corsetta “a distanza garantita” per tutti viene fuori il solito casino all’Italiana. Al limite, se fossimo tutti sufficientemente disciplinati, rispetteremmo la consegna di stare a casa anche solo perche’ persegue il nostro stesso interesse, senza bisogno di imposizioni. Ma ci conosciamo bene.
    Sul chiudere veramente tutto o no, in una situazione tanto inedita credo non sia evitabile procedere per tentativi e compromessi. Per ora non sortisce un effetto di drastica diminuzione, che lo rende insoddisfacente? – Roberto hai i dati di nuovi contagi della sola Milano? 

  112. 10
    Roberto Pasini says:

    Alberto io seguo su Facebook due gruppi : Cai e quelli della montagna. Leggi cosa scrivono. La caccia all’untore. È incredibile come molti cascano in questo gioco degli specchi e lo dico io che sono tutt’altro che un anarchico ribelle.

  113. 9
    Alberto Benassi says:

    Il problema non sono quelli che vanno a spasso o forse non solo.

    ma non ci prendiamo in giro, che problema è una persona che da sola, lontana da tutti,  va a fare una camminata?1?!
    Qui si punta il dito sul nulla, per giustificare cosa?
     E tutti gli altri che si muovono per andare al lavoro?

  114. 8
    Roberto Pasini says:

    Giacomo la metropolitana alle 6 è piena di gente che non va a correre. Nei luoghi di produzione dove non si può fare lavoro in remoto stanno correndo ai ripari ma forse è tardi e ci sono molti limiti alla prevenzione e la gente si sposta per andare al lavoro coi mezzi. Il problema non sono quelli che vanno a spasso o forse non solo.

  115. 7
    Alberto Benassi says:

    chiudere la stalla quando i bovi sono scappati è tardi.
    Il problema di noi italiani è che si tiene i piedi sempre in 2 staffe, moglie briaa e botte piena.
    Non funziona così.

  116. 6
    Roberto Pasini says:

    Probabilmente andava fatto subito per 15 giorni come una specie di Ferragosto allargato. Ma non hanno avuto il coraggio. Troppe pressioni. Fonti ben informate mi hanno detto che nella bergamasca è andata così . Si doveva chiudere prima ma ci sono state pressioni enormi per mantenere fino all’ultimo in funzione la macchina.

  117. 5
    Giacomo Govi says:

    Roberto cosa intendi dire con chiude e non chiude? “Lascia crescere la paura” invece di fare che?

  118. 4
    Alberto Benassi says:

    il problema credo sia che la Cina ha si chiuso tutto ma riguardava una  parte circoscritta del suo territorio. Nel resto del paese  mi sembra non ci fossero problemi.
    Qui in Italia, a questo punto,  si tratta di chiudere tutto il paese.

  119. 3
    Roberto Pasini says:

    La strategia tipo Italia non è la strategia cinese del chiudi tutto. È una strategia “vorrei ma non posso”. Chiude e non chiude. Infatti per ora non si vedono risultati. Oppure si lascia che cresca la paura per giustificare provvedimenti cinesi che oggi incontrano diversi ostacoli da vari portatori di interessi ? Spero di sbagliarmi ma ho paura che stare a metà del guado non porti lontano.

  120. 2
    Matteo says:

    Probabile che in realtà puntino semplicemente a spostare più in là il problema, sperando sull’arrivo di un vaccino o nello spegnersi dell’epidemia; e nel frattempo, ovviamente, fare cassa sulla pelle degli altri.
    Fortunatamente pare che le cose evolvano in altro modo e Germania, USA e Inghilterra sono avviati ad allinearsi (anche se con colpevole ritardo)

  121. 1
    Andrea Parmeggiani says:

    Agghiacciante. Ma vero. 
    C’è solo un dubbio: nei paesi che adottano la strategia uno, cosa succede se la popolazione, quando vede che il sistema sanitario collassa, impazzisce e si ribella?

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