I rompicoglioni

I rompicoglioni
di Marco Pizzi
(pubblicato sul gruppo facebook Alpinismo/mountaineering il 18 febbraio 2019 alle ore 10.00)

Lettura: spessore-weight(2), impegno-effort(1), disimpegno-entertainment(3)

Oggi sono molto arrabbiato. Anzi, diciamo pure incazzato. Non è la prima volta che mi capita, ma stavolta ho deciso di rendervi partecipi dei miei sentimenti. Mi auguro solo che gli amministratori del gruppo chiudano un occhio sul linguaggio non propriamente oxfordiano… so bene che avrei potuto utilizzare vocaboli un po’ più raffinati, ma credo che non sarei riuscito a rendere l’idea.
Tutto nasce da un post su facebook, corredato da un breve spezzone video, pubblicato da Hervé Barmasse una decina di giorni fa e che ho avuto occasione di vedere stamattina. Nel video, della durata sì e no di un minuto, il protagonista sta affrontando un tratto della cresta del Leone al Cervino; il passaggio è abbastanza aereo (anche se molto meno di quello che le prospettive e lo schiacciamento della ripresa possano far sembare), ma è palese che nelle intenzioni dell’autore ci sia la volontà di mostrare quanto la visuale sia spettacolare e non certo quanto sia “paurosa”.

Il video in questione è stato pubblicato da Hervé Barmasse sulla sua pagina fb il 7 febbraio 2019 alle 21.14. Alle ore 7.49 del 20 febbraio 2019 si contavano 421 commenti, 2166 condivisioni e 208.233 visualizzazioni.

Cervino, camminare sulla Cresta del Leone.

Pubblicato da Hervé Barmasse su Giovedì 7 febbraio 2019

Ebbene, quel post ha ricevuto a tutt’oggi centinaia di commenti ma, contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare in un mondo non dico perfetto ma quanto meno normale, solo una parte minoritaria erano commenti di pura e semplice ammirazione per le vedute spettacolari o commenti di chi, oltre ad ammirare lo spettacolo, riconosceva i propri limiti con frasi del tipo “Wow, che figata… ma io me la farei addosso solo al pensiero di passare di lì”.
La parte maggioritaria dei commenti erano, ahimè, scritti da una categoria di persone che possono essere definite in molti modi e uno dei più calzanti è “rompicoglioni”. Il ritornello abituale con cui accompagnano la malevolenza che riversano, anzi diciamo pure che vomitano, sugli alpinisti è sempre quello dei “costi per i soccorsi”… segno tangibile della loro ignoranza su come funzioni la ripartizione delle spese del soccorso alpino. Quasi come se ogni volta che c’è da soccorrere un alpinista, qualcuno vada a bussare nottetempo a casa loro per chiedergli una quota delle spese mentre invece le ambulanze che vanno a raccattare quei pirla che in moto (e lo dico da motociclista) sfiorano le auto a 250 km/h sulla Serravalle e si stampano sul guardrail, venissero sovvenzionate con i soldi del Monopoli.
E poi, santi numi, stiamo parlando di Hervé Barmasse che affronta un passaggio che potrebbe fare bendato e con un piede in un secchio… mica di quelle teste di cazzo che hanno postato il loro video in cui passeggiano in infradito a mezzo metro dai crepacci del Glacier du Géant.
Quello che colpisce di più, e che fa maggiormente incazzare, non è tanto o solo l’ignoranza in materia e l’incapacità di gustarsi immagini di una bellezza rara… quello che urta davvero è la cattiveria che si evince da alcuni di questi commenti. Scrivere “io non lo farei mai” ci può stare… scrivere “se casca gli sta bene” è di una meschinità inaccettabile. Meschinità e cattiveria rivolte tra l’altro a qualcuno che oltre ad essere un eccellente alpinista è anche una persona squisita… ma mi incazzerei pure se le avessero rivolte a Jack lo Squartatore.

Marco Pizzi

E’ spiacevole poi notare che la massa di decerebrati è in notevole aumento… ricordo che una decina di anni fa pubblicai una fotografia presa da una delle punte dell’Aiguille Blanche e mentre quasi tutti hanno ammirato lo spettacolare panorama dei Piloni, solo un paio di teste di minchia l’hanno un po’ menata sulla pericolosità della posizione del compagno di cordata che stava venti metri avanti sulla crestina molto aerea che porta all’altra punta. La pubblicassi oggi probabilmente, con l’aumento esponenziale di idioti che commentano su facebook, le percentuali sarebbero invertite: due ad ammirare i Piloni e tutti gli altri a rompere il cazzo.
E per finire c’è una domanda che mi gira in testa e che rivolgerei a questi mascalzoni del web se non mi facesse schifo anche il solo interagire con loro: ma se siete così mentalmente limitati da non essere capaci di gustarvi un panorama spettacolare, se non sapete una beata minchia di come funziona il soccorso alpino, se non siete in grado di riconoscere la differenza tra un alpinista esperto e prudente e uno spericolato irresponsabile… mi dite che cazzo ci andate a fare sulle pagine fb degli alpinisti?

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I rompicoglioni ultima modifica: 2019-02-24T05:47:58+01:00 da GognaBlog

18 pensieri su “I rompicoglioni”

  1. 18
    LAURA SCARLATA says:

    bellissimo articolo,mi sono fatta due risate,condivido pienamente…cmq neanche io passo il mio tempo su fb…però questa notte mi sono letteralmente incollata al profilo di D.N l’alpinista del Nanga Parbat……in cerca di notizie …e sono stata malissimo….

  2. 17
    Andrea says:

    Facebook…

    Ci sono entrato qualche anno fa per curiosità… Dopo i primi mesi in cui PERDEVO da mezz’ora a un’ora al giorno, ora lo ignoro nel modo più assoluto

  3. 16
    Luca Visentini says:

    Ma cosa c’entra Facebook? Siamo noi! Anche qui.

  4. 15

    Quando facebook era agli albori, lessi non ricordo più dove, un’intervista a George Clooney al quale l’intervistatore chiedeva se lui fosse su quel social.
    Io non sono un fan di Clooney ma ricordo che la risposta fu: preferirei fare una colonscopia.

    Non so perché ma quella risposta mi si stampò in testa e mai mi venne in mente di mettermi su facebook e non ho una per nulla buona opinione di tutti quelli che ci sono.

  5. 14
    lorenzo merlo says:

    La sola sede della ragione è nei ruoli.

    Ma essi vagano tra noi.

  6. 13
    Matteo says:

    “Forse cosi’ toglieremmo loro il 90% degli argomenti e la smetterebbero di romperci le scatole.”

    Scordatelo Claudio: se le accuse sono irragionevoli, rispondere secondo ragione non serve a nulla…

    Anch’io sono contro il linguaggio usato da Pizzi: è fottutamente troppo buonista e accomodante, ekekazzo!

  7. 12
    Claudio Crivelli says:

    Condivido il concetto espresso nell’articolo (ma non il linguaggio ;-).
    Per quanto riguarda alcuni commenti sulla possibilita’ di non usare i social media per evitarsi gastriti: da un lato sarebbe sicuramente semplice ed immediato. Il problema e’ che il mondo ormai i social li utilizza e questi contribuiscono a formare le opinioni della gente, che poi si trasformano magari in leggi… Ormai e’ opinione diffusa (non solo in Italia) che “alpinista/scialpinista = deliquente e costo per la societa’”.
    Io non so come si ripartiscono le spese del soccorso alpino, ma a volte penso che se il soccorso alpino fosse gestito esclusivamente dalle associazioni alpinistiche, senza contributo alcuno dello stato, forse sarebbe meglio. La gente piu’ che sulle spese mediche di degenza, punta sempre il dito sulle spese e pericolosita’ del soccorso in montagna. Forse cosi’ toglieremmo loro il 90% degli argomenti e la smetterebbero di romperci le scatole.

  8. 11
    Salvatore Bragantini says:

    Lorenzo,

    qui non si tratta di buoni e di cattivi. Se vuoi posso mettermi anch’io a dire che nessuno ha il monopolio della ragione, che bisogna ascoltare gli altri senza pregiudizi (ma dirai che sono concetti espressi troppo rozzamente). Resta vero, come disse un grande, che anche la persona più astuta non sa cosa gli conviene, ma anche la più semplice sa qual è il suo dovere.

    La ragione e il torto, alla fine, in tanti casi, anche se non sempre, esistono; nessuno ne ha la privativa, ma come persone raziocinanti siamo abilitati ad esprimere il nostro parere: a volte siamo anche costretti a farlo, e lì non hai scelta. Anche la vita, a volte, non fa sconti.

  9. 10
    Marco Pizzi says:

    Indipendentemente da quanto Alessandro e i lettori del Gognablog possano essere d’accordo o meno con quanto ho scritto, già il solo vedere che il mio “sfogo” ha catturato l’attenzione di un alpinista che ammiro (come è Alessandro Gogna) è per me fonte di soddisfazione per la quale posso solo ringraziare.

  10. 9
    Luca Calvi says:

    Marco Pizzi,

    In merito a “quel” post ho pubblicato sul mio account facebook la seguente riflessione:

     

    “A chi non sopporta l’esistenza di chi ama la montagna e augura di far pagare eventuali soccorsi in parete, sui sentieri o sulle piste da sci, ribadisco di essere del tutto d’accordo.

    Spese sanitarie a pagamento per alpinisti, escursionisti e sciatori. Fanno attività pericolose.

     

    A questo punto idem dicasi per chi corre a più di 130 in autostrada, per chi fuma, per chi si droga, per chi beve, per chi va a prostitute senza preservativo, eccetera. Ogni condotta potenzialmente pericolosa porta all’automatico diniego dell’utilizzo del SSN e prevede il rimborso di ogni singola spesa.

     

    Soprattutto non verranno rifuse le spese odontoiatriche a chi si sarà preso un cartone nei denti per aver parlato di cose di cui non capisce una beata fava, oppure per aver parlato senza aver prima riflettuto”.

    Per i leoni da tastiera una sana pratica insegna rapidamente a riconoscerli ed a saltarli a pie’ pari. Leben und leben lassen,  scrisse Schiller…  Andrebbe riletto.

  11. 8
    luciano says:

    non ti curar di lor ma guarda e passa…

  12. 7
    lorenzo merlo says:

    E magari vantano la loro region veduta.

    «Il mondo si divide in buoni e cattivi. I buoni stabiliscono chi sono i cattivi».
    Charles Schulz/Linus

  13. 6
    Salvatore Bragantini says:

    Non mi pare una mancanza di riguardo, né una pretesa di superiorità, dire che alcuni non sanno di cosa stanno parlando, o meglio, che cosa stan vedendo nel video. Tutti possono dire la loro opinione su tutto, ma qualcuno ha più elementi di altri per farlo a ragion veduta. Magari qualcuno crede che Barmasse sia un famoso chef belga, sulla Cresta del Leone in giornata libera da Masterchef…

  14. 5
    Dario Bonafini says:

    l’Alpinismo è spesso usato dai Media per fare notizia e la sempre maggior diffusione dei Social fa sì che chiunque possa sfogare la propria frustrazione e ignoranza di fronte ad una attività incomprensibile hai più. Aggiungerei una decadenza di valori generale di questa società e il risultato è quello descritto dall’articolo.

  15. 4
    Roberto Scala says:

    Concordo con il contenuto. Purtroppo ogni medaglia al suo verso, oggi ognuno può  facilmente diffondere il suo pensiero senza filtri e stiamo assistendo come questo contribuisca alla degenerazione della nostra società  e condizioni la politica. Si può evitare di interagire sui social media, persino di leggere le scempiaggini, per evitare il mal di fegato, ma …oggi esistono e sono mezzi di condizionamento potenti. Tenersi completamente fuori può anche non essere una decisione corretta, a meno che non si accettino e subiscano passivamente le conseguenze.

  16. 3
    lorenzo merlo says:

    Se loro giudicano e noi li giudichiamo la qualità morale è uguale e reciproca.

    Il diritto di non sapere e di parlare oltre che loro è nostro per quando abbiamo detto o diremo con pari distanza, ignoranza, superficialità.

    Le doti che inducono alla ricerca che ci ha portato dove siamo – qualunque sia e ovunque si sia – non non sono personali, non ce ne si può vantare.

    Diversamente col culto della propria personalità si arriva a eliminare il prossimo in quanto, per qualche misura, considerato inferiore.

    Senza amore non si scappa, il ciclo si ripete e il bello è che la nostra intelligente critica non lo smorza, lo alimenta.

  17. 2
    Alessandro Gentilini says:

    Non sono sui social e manco ci voglio andare .

    Anche per quanto descritto dall’articolo che condivido.

    Riflettiamo sullo starci o meno in queste seppur comode ma ormai troppo deleterie forme di comunicazione/opinionismo .

  18. 1

    I social network hanno dato libertà di parola a milioni di imbecilli.
    Umberto Eco

    È comunque per evitarsi molte imbecillità, sui social si può decidere di non esserci, aggiungo.

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