Il Capo del Mondo – 1

Il Capo del Mondo – 1 – gennaio 2019
(dal profilo facebook di Paolo Rosti)

Spessore 2, Impegno 1, Disimpegno 4

1 gennaio
Leggo di amici che ce l’hanno anche col discorso di Mattarella, con sfumature e toni diversi, Una domanda, sapete il paese dove vivete? Sapete il mondo dove vivete? Vi fate ogni tanto due domande? Pensate che per me sia il meglio possibile? E soprattutto, avete ancora una minima percezione della realtà? Oppure, volete la rivoluzione d’ottobre 2.0 ma non sapete neanche organizzare uno scherzo a un fascio leghista? L’ottimo è nemico del buono o no?
Coglioni.

4 gennaio
Vi saluto. Ogni tanto esagero, lo so, e qualche amica o amico mi manda simpaticamente affanculo. Io non mi offendo, è la dialettica che in fondo imposto io, quindi mi va bene. Nei contenuti naturalmente la vedo come la vedo io, la vedo contro il bigottismo, di cui siamo circondati nonostante le credenze dei singoli, che si contraddicono appena vengono messi di fronte ai fatti, ai cazzi e alle fighe, ma va bene pure questo in fondo son cazzi loro. La vita è la loro. Soffrano pure. L’autoflagellazione è antica e non muore mai. Negli ultimi anni ho scoperto cose nuove, umanamente, credevo fossero film, invece ci sono e sono anche ben diffuse. Friends with benefits? Esistono, funzionano, devi essere adulto, emancipato, non serve molto altro. E vivi bene, senza ansie del cazzo, senza temere il tradimento, quale? e quando lei o tu vuoi, fai una cenetta, passi una notte d’amore, è amore, vale, solo non è esclusivo, possessivo. Poi, mi piacerebbe avere l’anima gemella? E a chi non piacerebbe, ne avrò avute una decina nella vita, ma son finite. Ora col cazzo che ci ricasco, cioè, o giro l’angolo e resto folgorato, e lei resta folgorata, è l’unica opzione, piuttosto improbabile, oppure consiglio molto questa strada, semplice, reale, razionale e allo stesso tempo emotiva, tu regali e lei regala, letterale, senza obblighi, doveri, cazzi e mazzi. Diciamo che si può sopravvivere decentemente. Se hai qualche altra solida certezza nella tua vita è meglio. Adios companeros.

4 gennaio
Ohohoh, stamo qua, eggià, che silenzi, che bella coppia, mai sentito de una coppia che nun se sia presa na vacanza, tradimento o chiamano, ma de che? Se scii fai sempre a stessa pista? Se scali fai sempre a stessa via? Dai, è na grandissima rottura de cojoni. O sappiamo tutti, poi se sa, e conveziò, e usanze, e religgioni, i parenti, i vicini, tutte stronzate, volemo dire? Eh, o so anche io, ammettere, non esse de ipocriti, ammette de esse de ipocriti, così se finisce a esse ipocriti du volte, ma è bello, a società se regge su na strunzata, contenti? Beh va bene così, Mai conosciuta una coppia che non si sia presa la vacanza, sarebbero malati. Ma visto che siamo tutti contenti, contentoni, di aver costruito il castello di carte sulla menzogna, beh, nessuno, e nessuna mi caghi il cazzo, come è successo negli ultimi tempi. Vi piace? Perfetto, mentire per godere va bene, vi perdono, mentire per soffrire è solo da poveretti. Oh, arriva la befana, auguri

5 gennaio
C’è una cosa che mi fa girare le palle a trottola. Quando per descrivere azioni fatte da umani che sono azioni odiose si tirano in ballo le bestie. Neanche le bestie, così neanche gli animali ecc. Vi informo che quando facciamo qualcosa di disumano, e in questi giorni se ne vede de ogni, ma in ogni epoca, è perché è roba umana, e solo umana. Solo noi umani usiamo la crudeltà gratuitamente, solo noi siamo capaci di tortura e via così. Umani, ok? E’ un fatto culturale, paragonarci alle bestie quando commettiamo le nostre vigliaccate, non è solo un insulto alle bestie, loro se ne fottono, è un insulto all’intelligenza, altra cosa che va di moda, non esiste un animale crudele, la crudeltà prevede volontà, scelta, discriminazione. gli animali, cosiddetti ne sono scevri, ve lo spiego perché ne ho pieni i coglioni di chi ci paragona, il bello è con le migliori intenzioni, ad animali quando violentiamo, squartiamo, torturiamo, rubiamo le coperte a chi muore di freddo, abbandoniamo al suo destino persone alla deriva. Vaffanculo, piantatela. E imparate anche cosa vuole dire in bocca al lupo. Sveglia.

5 gennaio
L’altra sera ho usato la parola odio. Ho premesso che andava usata con grandissima attenzione, è pericolosa ed estrema. Vi dirò che per il vice sindaco di Trieste, quello che ruba le coperte a chi muore di freddo e dorme all’addiaccio, la trovo inadeguata. Per lui in realtà userei indifferenza, indifferenza se lo vedessi morire lentamente con la sua famiglia, se ce l’ha, lo guarderei fumando una sigaretta, bevendo un thè caldo mentre congela, ma piano. Non proverei nulla, probabilmente nel frattempo guarderei una partita di calcio, lui dovrebbe capirlo, esulterei al gol dei miei e mi incazzerei al gol degli altri, dovrebbe sentire che non è più ai miei occhi un essere umano, dovrebbe capire il peso di quello che ha fatto. Badate, so cosa sto dicendo e ne sono responsabile. Il gesto di questo individuo è roba da Dachau. Forse non lo sa, ma io sì.

11 gennaio
500 milioni di ricchi, ci capiamo, hanno discusso settimane per accogliere 49 persone. 10 le abbiamo prese noi, noi, beh, la chiesa valdese, una realtà piccolissima, talmente piccola da non potersi contare, chiesa cattolica non pervenuta. Lo stato lasciamo perdere, comunque ok, non ci dimentichiamo di niente. Quando queste cose torneranno, saranno sulla faccia, nel senso che la vostra faccia sarà spaccata a randellate, peccato, eh, capisco, poi si sta all’ospedale e si riflette. E’ meglio, perché se esci dall’ospedale e ricominci stavolta vai al cimitero. Adios.

16 gennaio
Dovevamo essere in 15. Non in 1000, non sembrava complesso, eravamo in 5. Ma solo perché all’ultimo si è unita una amica simpatica, out of the blue, e abbiamo passato una bella serata tra vecchi e nuovi amici. Tra quelli più o meno giustificati e quelli che possono volare affanculo, la sintesi è un bel vaffanculo. Vi ho invitati, con preavviso enorme, vi offrivo la cena, capisco che siete ricchi e non ve ne fotte, ma era un gesto cortese, capisco che tutti hanno una vita, beh, tenetevela, ben stretta, da me aspettatevi dei vaffanculo di quelli diretti. Fare cose con voi, povera gentucola, è come fare un aborto senza aver scopato. Uno dice, è impossibile, e invece lo è. Siete oltre la natura. Scordatevi di me. Grazie.

16 gennaio
La ggente è indinniata per tutte le strade e le piazze intitolate a Cesare Battisti, il pericoloso terrorista. La ggente hanno raggione, bisogna fare a manifestaziò, è stato il PD.
( Io non posso non amare il paesello dei balocchi, e ridere alle lacrime per questo nostro meteorite vagante nello spazio profondo, buio e freddo, alla deriva verso i confini dell’universo. Addio)

19 gennaio
Bankitalia informa che siamo sull’orlo della recessione, le previsioni di crescita sono dimezzate. Di Maio, noto economista, dice che bankitalia non ne azzecca mai una. Ora, che il suo popolo si schianti contro il muro non me ne frega una sega, se uno guida ubriaco tutte le notti prima o poi gli succede, diciamo che me ne fotto, ma una domanda ce l’ho? Ha ancora senso usare le parole, parole che significano cose, cose provate da ricerche e numeri, se queste parole vengono negate con una battuta da avanspettacolo, se il popolo ride e si dimena alla battuta….ecc ecc.? Io mi auguro che nei meandri, negli angoli bui di questa nostra gente, ci sia chi ha ancora il coraggio e la responsabilità dell’azione. Questa gente va combattuta con le armi, non con le parole, va combattuta perché porta il paese, anche il loro paese, alla rovina. Rovina economica, rovina morale, ed etica, rovina della speranza in un futuro, ci sono pur sempre milioni di ragazzi che vanno a scuola, e hanno il diritto di giocarsi il loro futuro. Oggi è lo zero. Questa gente , il fascista Salvini è il più pericoloso, perché al contrario dei 5rincoglioniti, lui non lo è, va affrontata per quello che è, nemici mortali della democrazia, della convivenza civile, delle più elementari regole della civiltà occidentale. Va affrontata con i giusti metodi. A meno che non ci piaccia in realtà questo posto, dove dei pagliacci ridendo governano, prendendo per il culo tiranneggiano. Alla fine sono scelte. Nostre. Vostre. Mie e tue. Ma scommettiamo che andrà così come capita?

20 gennaio
Mi vengono idee così terribili da non condividerle.

21 gennaioEcco succede, nuore la mamma di un tuo amico che è un fratello. E lei ti voleva bene. E’ tutto ok, è la vita, ogni tanto te lo ricordi, una lacrima vale la pena

22 gennaio
Io sono entusiasta, Lino Banfi all’Unesco. Noi non avevamo capito, il disegno ora è scoperto, forse un grande errore, loro ci prendono semplicemente per il culo. Se fosse così sarebbe il più grande progetto rivoluzionario di tutti i tempi. L’altra possibilità sono gli alieni, pure loro che non hanno altra idea se non percularci. Dagli torto. Ma non so se gli itagliani capiranno la raffinatezza del piano. Questo è il solito problema. Se fossimo noi svizzeri avrebbe successo garantito. Detto che amo Lino Banfi, detto che è di ben altro livello rispetto a un Giggino qualsiasi, detto che siamo un paese forte, solido, con fondamentali al sicuro, detto questo, avrei voluto un referendum con Alvaro Vitali, e Nadia Cassini al ministero della famiglia. Il culo più bello di sempre meriterebbe qualcosa di prestigioso

23 gennaio
Lo so che sono ripetitivo, è che ascolto e riascolto, e questa è la canzone del tempo, ti canta nelle orecchie tappate la fottuta realtà, lo fa in modo diverso, col metodo del roocknroll, un metodo laterale comunque, ma ti racconta proprio questo, quello che noi zecche abbiamo sotto gli occhi, lo fa direttamente, non usa giri di parole o metafore, te lo dice.

25 gennaio
Migliaia di battute fanno ridere, partecipo anche io. Beh, penso sia ora di finirla. Coi fascisti, coi razzisti, coi nazisti le battute portano male alla lunga. Le uniche battute che dovremo usare sono le battute di caccia. La caccia al leghista, al fascista mascherato, al non sono razzista però, all’ometto comune, che beve il caffè e ridendo dice “negro”.
Mandarli all’ospedale deve diventare un dovere, sociale, quotidiano, semplice, ragazzi, non ci vuole niente, e ve lo dico è l’unico modo, prima che qualcun altro si faccia carico di tutto in modo tragico. Cazzi vostri, cazzi nostri.

25 gennaio
C’è una nave alla deriva, adesso. Vorrei Salvini tra le mie mani, adesso.

26 gennaio
Il mio è un appello:pensiamo di stare ancora molto con le mani in mano? Davanti a deportazioni, navi abbandonate al loro destino, gente strappata da rifugi per essere buttata in strada. Di cosa abbiamo bisogno? Ve lo chiedo amici, e vi assicuro che è l’ultima volta, di cosa abbiamo bisogno per tornare ad agire? Agire responsabilmente, con lucidità e giustizia, non facendo di tutte le erbe un fascio, di cosa abbiamo bisogno? Del gas? Perché non ci sarà il gas, ma è come se ci fosse, e non ve ne accorgete, io mi vergogno, ma mi vergogno di più per voi, imbelli, pusillanimi, inermi parolai. Se un giorno uno mi chiederà sarà un triste giorno. Se un giorno uno di voi si sveglierà sarà il benvenuto, sperando non sia tardi.

27 gennaio
Bene, tiriamo le somme, finisce la giornata della memoria, domani ce scordamo tutto. I deportati di oggi, le navi al largo senza approdo, piene di persone, quelli che vengono scaraventati in strada per dare sangue all’odio di quelli che noi andremo a prendere per farli a pezzi, un mondo di dementi, grazie per avercelo regalato, giocare a baseball con le vostre teste sarà un vangelo di pianti, lo faremo lo stesso, badate, non è divertente, è una tragedia, per noi e per voi, ma se mi capiti tra le mani faccio solo cio’ che è giusto. Ti spacco la testa, o se sono di buon umore, le ginocchia. Auguri amici, il tempo delle parole è finito.

29 gennaio
Allora. 3 morti sul lavoro al giorno. Una strage. Un anno. 365 giorni. 3 x 365. Lo so, non sapete fare le moltiplicazioni. La sicurezza degli italiani, prima gli italiani. Nel frattempo 47 persone, esseri umani come te, sono allo sbando al largo delle nostre coste. 47. 47. 47. E qui entra in campo l’ineffabile leggerezza dell’essere dell’Europa. Un ectoplasma incomprensibile, persino da chi pensa che il sogno europeo sia la cosa più sensata da sognare, no, da perseguire. 500 milioni di persone, un continente, contro 47 persone. Paradosso? No, questioni di principio e di interessi.
Comunque una miseria umana, concettuale, pratica, politica, tutto. Ha un nome tutto questo, è una definizione che ha un riferimento storico preciso, si chiama fascismo, si chiama nazismo, si chiama razzismo. Oggi. Noi siamo qui oggi. Noi vediamo tutto e non sentiamo niente. Oggi. Noi guardiamo, e voltiamo lo sguardo. Gennaio 2019. Ce lo ricorderemo. Veniamo a noi piccoli italioti. Il perdono non mi compete. Voi godete e gioite in maggioranza per questo ministro fascista, un personaggio goebbelsiano, un piccolo gerarca frustrato, che dice di tirare dritto, di difendere il suolo patrio e addirittura la Costituzione, Dio, i confini, la sicurezza dei cittadini italiani. Tutti sanno cosa gli auguro, Carrero Blanco? Kennedy? Allende? Sto parlando di tecniche naturalmente, a me van bene tutte. Penso che tirare la corda in quella direzione porti male, hanno sempre perso alla fine, quindi farà una brutta fine, per me bellissima. Il tempo però è un fattore che conta, il tempo gli permette di fare danni grandi. La mia idea è chiara, è inutile sprecare altre parole. Trarre le conseguenze, questo sì. Perché i morti sul lavoro a migliaia hanno la stessa matrice.

31 gennaio
Ci sono persone che vai a vedere la loro pagina e sei contento che sono tuoi amici.

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Il Capo del Mondo – 1 ultima modifica: 2019-04-15T04:37:05+02:00 da GognaBlog

14 pensieri su “Il Capo del Mondo – 1”

  1. 14
    Fabio Bertoncelli says:

    Simone, è la prima volta che chiedo di eliminare dei commenti. Lo scopo è solo quello di non macchiare il blog lasciandovi insulti triviali.
    Di conseguenza, per forza di cose, dovrebbero essere cancellati anche i miei commenti – che comunque non contengono insulti – altrimenti non si capirebbe piú niente.
    Tutto qui.
    E con questo preferisco chiudere la diatriba. Ti saluto.

  2. 13
    Simone Di Natale says:

    Caro Fabio
    A parte il fatto che ben pensante lo scrivo come più mi aggrada, visto che anche la Treccani me ne da la facoltà…
    Io ho dato una mia interpretazione di un commento…..non ti ho affibbiato qualifiche, o dato giudizi nei tuoi confronti.
    Come al solito però, qualunque cosa si dica parti sempre all’attacco e molto aggressivo.
    A me non fischia niente, al limite potrebbe dispiacermi per questo tuo essere sempre così teso e sul chi vive… ma non avendo nessun rapporto che mi leghi a te, in realtà il tutto mi lascia piuttosto indifferente.
    Almeno abbi il coraggio dei tuoi ingiustificati scatti e smetti dichiedere ogni tre per due che vengano cancellati….ormai sei grandicello

  3. 12
    Fabio Bertoncelli says:

    😂😉

  4. 11
    Alberto Benassi says:

    siete tutti dei NAPALM51

  5. 10
    Fabio Bertoncelli says:

    E quanto ai tuoi commenti triviali e sessisti sui “culi” femminili, da lí si comprende che razza di persona tu sia. 

  6. 9
    Fabio Bertoncelli says:

    Matteo, i tuoi sono insulti di livello puerile, che si ritorcono a tuo danno. Non lo capisci?
    … … …
    Chiedo gentilmente ad Alessandro di rimuovere tutto, compresi i miei interventi.

  7. 8
    Matteo says:

    Simone guarda che associare nella medesima frase le parole “pensante” (bene o male che sia) e “Bertoncelli” è un errore da matita blu.

  8. 7
    Fabio Bertoncelli says:

    Hai inteso male. Se fosse cosí come dici tu, Visentini avrebbe ribattuto subito.
    In quanto al benpensante (si scrive attaccato), tienilo per te. Mi si possono contestare difetti, ma certo non quello di portare il cervello all’ammasso per seguire il conformismo, che sia di destra o di sinistra. Ti fischiano le orecchie, Simone? 😄😄😄

  9. 6
    Simone Di Natale says:

    Non ho letto insulti da parte di Visentini…forse una lieve presa di culo…quel ” che maleducato” sembrava essere la nuvoletta che esprimeva il pensiero del ben pensante nel.leggere l’ articolo. Cosí l’ho intesa io…  E per questo ti sei probabilmente sentito chiamato in causa.

  10. 5

    E il culo di Rosa Fumetto?

  11. 4
    Fabio Bertoncelli says:

    Guai esprimere opinioni che divergono da quelle di Luca Visentini: ti insulta.
    Non si confronta sui contenuti.
    E non ti nomina neppure.

  12. 3
    Luca Visentini says:

    Che maleducato!

  13. 2
    Fabio Bertoncelli says:

    Questo scritto è di livello infimo. L’autore pare semianalfabeta. L’italiano è indecente. I contenuti sono ancora peggio.

  14. 1
    Matteo says:

    Concordo su tutto.
    Quasi tutto in realtà, ma solo perché io penso che il culo della Hunziker fosse meglio di quello della Cassini.

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