Il conto alla guida

Il conto alla guida

Giovanna Mongilardi, guida alpina della Valle d’Aosta, era stata coinvolta il 20 febbraio 2015 in un incidente potenzialmente fatale.

La simpatica professionista è poi recentemente salita alla ribalta nazionale grazie alla partecipazione al programma di Rai 2 Monte Bianco-Sfida verticale, che l’ha vista vincere con il suo compagno di cordata Gianluca Zambrotta.

La Punta di Rabuigne. Foto: www.climbandtrek.it
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La guida, con il collega Mathieu Vallet, era impegnata con otto (il quotidiano La Stampa dice “dieci”) clienti stranieri nella zona della Punta di Rabuigne (alta Valgrisenche) per una uscita di eliski. Verso le 9.30 si è staccata una valanga che ha travolto la Mongilardi e un cliente.

Il gruppetto di Vallet, in testa, era ormai ben più in basso. Tutto il gruppo era dotato di pala, sonda, apparecchi ARTVA e zaino con airbag. I compagni dunque prontamente iniziavano la ricerca dei due sepolti, mentre veniva chiamato il soccorso.

Prima è estratto l’uomo, poi la donna. “Sono riusciti a tirarci fuori in quattro minuti” racconta la Mongilardi. In quindici minuti arriva anche l’elicottero, in tempo per constatare che tutti erano in salvo e senza nulla di rotto.

Giovanna Mongilardi: “Io ho detto che stavo bene, che non c’era bisogno di portarmi in pronto soccorso. La dottoressa che era a bordo non è neanche scesa a visitarmi, avrei potuto essere sotto choc e svenire un secondo dopo: ero appena stata estratta da una valanga”.

Subito dopo l’elicottero ritorna alla base e gli sciatori raggiungono il fondovalle. Qualche mese dopo la Mongilardi riceve a casa una lettera dell’Usl. Si parla di «intervento inappropriato a mezzo elicottero» ed è indicata la cifra da pagare, 1.750 euro.

C’è un errore, si sono sicuramente sbagliati” pensa Mongilardi che subito chiede spiegazioni a soccorso alpino e Usl.

 

La valutazione di eventuale inappropriatezza è normalmente fatta dal personale medico a bordo dell’elicottero, ma in questo caso non si capisce come la dottoressa, neppure scesa dal mezzo, abbia potuto giudicare.

Mi sa che la dottoressa – è ancora Giovanna Mongilardi a parlare – non ha neanche capito chi fossi tra quelli sulla neve e neppure chi di noi fosse finito sotto alla valanga”.

Giovanna Mongilardi in arrampicata. Foto: Luis Vevella
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E’ vero che la Mongilardi non ha riportato ferite, ma il giorno successivo è comunque andata dal medico per un controllo e le è stata assegnata una cura di antibiotici e per una settimana non è riuscita a parlare.

Anche Vallet concorda: “È un paradosso. Forse il problema è che siamo stati troppo bravi, li abbiamo tirati fuori troppo in fretta…”.

Mongilardi: “Questa è una procedura di soccorso, se qualcuno viene travolto chiami i soccorsi, come fai a multare una guida per una cosa del genere? All’altro ragazzo travolto, poi, non chiedono nulla. Curioso”.

La guida valdostana ha in seguito cercato di spiegare la situazione mille volte, ma non c’è stato nulla da fare. Per il soccorso e per la Usl quella chiamata per due persone travolte da valanga ha costituito un «intervento inappropriato». Ovvio che la Mongilardi abbia affidato tutto a un avvocato, perché segua la pratica. La cifra da pagare sarà anche importante, ma ancor più lo è la questione di principio. Non interessa neppure sapere se vi era o no una copertura assicurativa.

Da quando in buona parte delle regioni alpine si richiede alle persone soccorse una compartecipazione alle spese per gli interventi è diventata fondamentale la valutazione che ne fa l’equipe di soccorso.

Al di là di ogni considerazione sull’opportunità o meno del soccorso alpino a pagamento, occorre fare molta attenzione, perché in alcuni casi regionali la legge definisce “intervento inappropriato” quello che si è eseguito in seguito a una chiamata di soccorso senza feriti e senza ricoveri in ospedale. A nostro parere un’equipe responsabile dovrebbe però essere in grado di dare un giudizio giusto anche in difetto di una norma corretta.

Giovanna Mongilardi
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Personalmente ritengo la richiesta economica dell’Usl un vero e proprio sopruso.

Se in un sinistro in montagna è presente una Guida Alpina, direi che PER DEFINIZIONE non si può parlare di incompetenza e imprudenza. Dunque qualunque richiesta economica è infondata. Giovanna deve essere difesa da tutta la categoria e non solo.
Ed è irrilevante se c’è l’assicurazione o no: perché in questo caso, sembra davvero che l’unica colpa di Giovanna Mongilardi sia stata quella di… non essersi fatta male!
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Il conto alla guida ultima modifica: 2016-01-31T05:02:54+01:00 da GognaBlog

80 pensieri su “Il conto alla guida”

  1. 80
  2. 79
  3. 78
  4. 77
    Gianni Sartori says:

    Per Antonio Arioti.
    Giusta l’osservazione sulla sanità che funziona “a macchia di leopardo”. Ero stato troppo sbrigativo.
    Esistono certamente situazioni encomiabili, in genere (a mio parere, beninteso) per merito soprattutto di “persone” più che delle istituzioni.
    Del resto qualcosa del genere succede anche nella scuola…
    Lo “schifo” (sempre a mio modesto avviso) è rappresentato dai tagli alla sanità che poi si ripercuotono nelle situazioni reali, quotidiane…
    (vedi recentemente la privatizzazione del servizio ambulanze in molti comuni con i prevedibili effetti collaterali, già denunciati dai sindacati di base)
    D’altra parte se (per fare un esempio) si chiudono gli ospedali minori e chiaro che poi si intasa il pronto soccorso di quelli in funzione (vedi, anche se è storia passata, gli effetti della chiusura di Sandrigo su Vicenza)
    Ma vedo che mi sto allontanando dall’argomento della serata…pardon
    Gianni

  5. 76
    Teo says:

    Caro Giovanni, necessaria ed encomiabile.

  6. 75
    paolo panzeri says:

    1-Bell’esempio di “intelligenza escrementizia”, come dice Ballard.

    2-Che bella torta e quanta panna!

    3-Tanto paga chi è capace di fare le cose, gli altri sono vittime.

  7. 74
    Giovanni says:

    Carissimo Teo, spiegamela tu questa movimentazione in stile Apocalypse Now, e dimmi tu se era necessaria.

    http://www.varesenews.it/2016/02/tre-elicotteri-per-cercare-il-giovane-varesino-disperso-in-val-grande/482366/

    “Adoro l’odore del Napalm di primo mattino”

  8. 73
    Teo says:

    Caro Michelazzi, forse dovresti rileggere i tuoi interventi prima di dare del maleducato/saccente/offensivo agli altri. Ma tant’è, poco importa, ho inteso il tipo che sei (gli altri hanno ragione se la pensano come te) 😉 Capisco, dal tono dei tuoi interventi, che probabilmente hai aperto qualche enciclopedia e letto qualche parola a casaccio che suonava bene, ti è piaciuta e l’hai utilizzata, ma vicino a sumero tra l’altro ce n’è pure un’altra che suona simile, ma con significato diverso..;)
    Ti ringrazio per aver dato mostra del tuo sapere anche a livello pseudo legale, chiedendo anche possibili risposte a livello europeo (altra parola molto in voga, fa fine e non impegna) ;). Ragionamenti che in confronto, la partita discussa in azienda il lunedì sembra un consesso tra Accademici della Crusca.
    Grazie Michelazzi, grazie, e dico davvero, se prima avevo qualche dubbio, adesso, sentendoti parlare, non li ho proprio più: l’elicottero, in questo caso, va proprio pagato..

  9. 72

    Teuccio caro,
    un corso di nivologia e valanghe a te lo può fare qualche dio sumero visto che sembra la numerologia sia il tuo cavallo di battaglia .
    I livelli culturali dei tuoi interventi dimostrano già parecchio su chi probabilmente sei ed a mio avviso sei un perfetto rappresentante della degenerazione attuale di questo Paese.
    Sputi sentenze con fare da tuttologo, giudichi su metri personali e sei piuttosto offensivo oltre che ovviamente come da prassi ti firmi con uno pseudonimo, millantando conoscenze in ambiti dedicati (ti spiego sennò ho timore tu non ci arrivi da solo: “ho degli amici guide”) per avallare in qualche modo le tue tesi e conoscenze.
    Hai spostato più volte l’asse della discussione per sfogare le tue frustrazioni ora abbi pietà…: rimani nel cantuccio che di ruspaioli ne abbiamo già troppe in giro. GRAZIE anticipatamente!

  10. 71
    Giovanni says:

    Per carità! Non è mia intenzione tirarla, ne a te ne a nessuno!
    Però con la mia ultima frase parlavo con cognizione di causa: tutte le volte che mi son detto “sono gli altri che sbagliano, io non farò mai errori del genere”, il destino mi aveva sempre riservato delle belle figure di m…a.
    Penso e spero di averlo capito ora.

  11. 70
    Teo says:

    Il destino non esiste, è l’ignoranza delle cause, nel caso volessi tirarmela:). Poi puoi anche augurarmi tutto il male possibile, non mi scompongo per questo. Memento mori, prima o poi tocca a tutti;)

  12. 69
    Giovanni says:

    “Guarda Giovanni, ti dico solo questo, perché usciremmo poi davvero dal seminato. Io l’impasticcato o l’ubriacone che prende l’auto e magari mi ammazza la fidanzata o qualcuno a cui tengo, non cerco di capire i suoi gesti. O il drogato che mi punta un coltello alla gola e mi prende i soldi, non cerco di capire perché l’ha fatto. Mi sono rotto le palle di questo buonismo ipocrita che quelli come te portano avanti. Finché non tocca a loro….”

    Carissimo Teo, ti ringrazio del buonista ipocrita. E’ evidente la deriva culturale alla Salvini che sta prendendo questo paese.
    Quello che fai tu è un discorso sull’ingiustizia e sulla CERTEZZA DELLA PENA, cosa che pure io auspico in tutti i casi, anche se succedesse a miei cari (con relativa incazzatura). Ma quando ottengo o non ottengo la certezza della pena, mi è consentito chiedermi perchè un individuo debba comportarsi in quel modo? Penso di sì. Io me lo chiedo, tu magari invece preferirai i raduni a Pontida.

    La Spesa Sanitaria è già sostenuta dalle nostre tasse, quindi sarà il sistema soccorso che dovrà utilizzare tutti gli strumenti e i mezzi necessari per salvare le persone (vedi elicottero), e usare la parsimonia quando non ce n’è bisogno; tantomeno il cittadino non dovrà pagare un’ulteriore tassa.
    Perchè anche un elicottero SAR che fa 7 viaggi in una giornata dagli impianti sciistici (cioè dal campo base) all’ospedale vicino per delle caviglie slogate o robe del genere, solo per fare Statistica, è uno scandalo.

    Il resto, i discorsi sull’infallibilità di alcuni, sono solo chiacchiere. Occhio a giudicare perchè il destino a volte è beffardo.

  13. 68
    Alessandro Gogna says:

    … è irrilevante se c’è l’assicurazione o no…
    Questa frase da me scritta è riferita esclusivamente al fatto in questione, cioè se sia o non sia lecito chiedere un rimborso a quella guida. Mentre è chiaro che non è per nulla irrilevante l’avere o non avere un’assicurazione!
    Questa precisazione si rende necessaria dal momento che nel testo di legge in corso di approvazione (a furor di popolo) in Parlamento sul c.d. omicidio stradale, è scritto (suo art. 1, che introdurrà nel codice penale il nuovo art. 589 bis):
    … Nelle ipotesi di cui ai commi precedenti la pena è aumentata [nota: si parla di anni di galera] se il fatto è commesso… nel caso in cui il veicolo a motore sia di proprietà dell’autore del fatto e tale veicolo sia sprovvisto di assicurazione obbligatoria…
    In altre parti di questo blog si è già sostenuto come dietro all’incremento di certi fenomeni contemporanei vi siano le Compagnie assicuratrici, che oggi in Italia comandano.
    Ci si può chiedere cosa c’entri con il comportamento di una guida la circostanza che l’autovettura sia assicurata o meno: eppure queste cose (che costeranno appunto anni di galera aggiuntivi agli ingenui che oggi applaudono ) vengono fatte passare senza che nessuno nel popolo se ne accorga (forse è meglio così, potrebbe andare anche peggio data la natura notoriamente forcaiola di alcune “brave persone” al riguardo dei casi di incidenti esposti anche in questo Blog, lo si è visto da alcuni commenti degli stessi alpinisti).
    Le insidie bisogna coglierle prima e i sistemi si espandono a macchia d’olio: vigilare su quel che verrà proposto ed opporsi per tempo.

  14. 67
    paolo panzeri says:

    Il legislatore/politico è stato convinto da varie “entità” che il soccorso alpino debba essere un servizio obbligatorio in caso di incidente. Poi lo stato si è accorto che costa molto (per vari motivi anche clientelari) e allora i politici hanno preso spunto, semplificando con l’intelligenza e la cultura che li contraddistingue, da un sistema usato “anche” in altri stati e ora se non si viene ricoverati in ospedale si paga un ticket di vari importi a seconda delle opportunità politiche clientelari.
    Quindi la discussione si fa per rientrare in una corporazione più o meno clientelare?
    E’ illusione parlare di civiltà, altruismo, competenze, capacità…… sono slogan usati dai politici e dai loro accoliti solo per massimizzare il proprio tornaconto?

  15. 66
    Alberto Benassi says:

    Si TEO è uno scandalo . Ma sono queste le cose che rovinano l’Italia, non l’intervento di un elicottero che salva la vita ad una persona. Questi sono soldi ben spesi.
    Certo che se poi si gonfiano le spese e certi servizi si fanno costare come se fosse oro mentre c’è gente che deve andare avanti con 500 euro al mese e altri campare la propria famiglia con 1.100 euro .
    Allora si che è un’altro discorso.

    Ma certo questi sono discorsi “POPULISTI”

    E non mi fare l’esempio della….”civile”.. Svizzera. Che è ricca con i soldi degli altri. Manco Hitler l’ha toccata. Ci sarà stato un motivo.

    Il soccorso in un paese che si definisce civile deve essere gratuito per tutti !! Se poi ci sono delle responsabilità è un’ altra discorso e verranno appurate dopo.

  16. 65
    Teo says:

    Qui si è parlato di incidenti stradali, come mezzo di paragone. Però nella polizza auto, RCA, è previsto un contributo proprio per il SSN, pari a circa il 10%. L’esempio è dunque improprio.

  17. 64
    Emanuele says:

    Sarebbe auspicabile rimanere sul tema trattato. Fino a stamani si leggevano commenti contrastanti ma pertinenti all’argomento e arricchiti da nozioni tecniche, cerchiamo di mantenere la discussione incentrata sul tema della montagna e dei propri frequentatori.

  18. 63
    Alberto Vernizzi says:

    Accertato che c’erano due estratti da valanga (anche se per fortuna al momento apparentemente illesi) sarebbe stato appropriato che il medico od il comandante del velivolo li caricassero in ogni caso e li portassero all’ospedale per un controllo che, peraltro, la guida Mongilardi ha fatto il giorno dopo dal medico di base. Così si sarebbe attivato un principio di precauzione e non ci sarebbero stati strascichi economici.
    Alberto Vernizzi, da facebook 3 febbraio 2016 ore 11:48:17

  19. 62
    Enea Berardi says:

    Questo caso ha il merito di chiarire molti dei punti oggetto di discussioni online sulle decisioni di alcune regioni di far pagare un ticket, secondo determinate regole.
    Nell’incidente in esame, ogni soggetto coinvolto ha fatto quello che era tecnicamente corretto e “giusto” .
    Componenti preparati, una guida alpina, condizioni giudicate compatibili con l’attività in programma. Accade l’incidente, due sciatori. tra cui la nota guida, coinvolti. Il resto del gruppo allerta il Soccorso, che decide correttamente per l’uso dell’elicottero. Nel frattempo gli altri sciatori mettono in opera le procedure di soccorso e liberano i due travolti. Illesi: nessuna frattura ed estratti in tempi brevissimi.
    Le norme regionali prevedono che nel caso non ci siano feriti e non sia necessario un ricovero, alla persona soccorsa venga richiesto un ticket molto rilevante.
    Ebbene, nelle discussioni passate si è sempre perso di vista la sostanziale “convenzionalità” della procedura. Rientra infatti tra le competenze regionali stabilire ticket relativi a prestazioni, gli importi e le prestazioni “tagliate” o “coperte” vengono stabilite con criteri di bilancio e politici.
    Le norme specifiche per il soccorso in montagna sono state ammantate di giustificazioni tecnico morali: è giusto far pagare gli “imprudenti” . E la generalità delle persone è concorde. Perché pagare per le “manie” e gli “errori” di una minoranza? Quindi stangare le vittime della montagna paga in termini politici e si può fare. Ticket ridotto o nullo se c’e’ un ferito che necessità di ricovero (e qui vi chiedo: che merito sarebbe “farsi tanto male”?) altrimenti ticket da migliaia di euro, tra il plauso dei non praticanti.
    Si sorvola sul fatto che per esempio, in assoluto e generalizzando, gli incidenti stradali sono causati da comportamenti sostanzialmente criminali e ben individuabili, gli incidenti in montagna hanno cause e concause individuabili solo a posteriori. Ovvero, in termini astratti ed assoluti sarebbe “più giusto” soccorrere gratuitamente chi ha qualunque incidente in montagna che chi causa incidenti stradali (o segue stili di vita a rischio: tossici, alcolisti e così via).
    Il caso della Mongilardi rende evidente che “intervento improprio” è tutto quello che la Regione, ed i suoi rappresentanti, dice – ha stabilito- sia improprio. E non c’entra nulla, tranne la parola, che il comportamento della vittima sia stato tecnicamente ineccepibile o comunque ragionevole. Temo che la Mongilardi dovrà pagare.
    La eventuale linea difensiva può far leva sul fatto che il medico, se è vero quanto afferma, non la ha visitata. Eventualmente attaccare la legittimità delle norme regionali, che devono essere in accordo con le norme nazionali: perchè deve pagare la vittima dell’incidente, anche se non ha chiamato lei i soccorsi né tantomeno ha fatto la valutazione dei mezzi necessari? Chi stabilisce che debba pagare solo la Mongilardi? Avevano solo il suo nome? Era quella assicurata?
    Detto questo penso sia irrilevante che l’intervento, in corretto italiano, sia in realtà stato necessario (e non “improprio”) e che da un punto di vista del buon senso gridi vendetta la richiesta (che suona punitiva perché così la hanno presentata quando hanno varato la norma) di un ticket per “intervento improprio”.
    In sintesi, la Regione può decidere di pagare il vaccino antinfluenzale agli anziani e a chi non ha un certo reddito, ed i limiti di reddito ed età saranno ancora una volta “convenzionali”, oppure di pagare certe prestazioni e non altre, per motivi sostanzialmente politici e di bilancio. E’ “giusto”? Tanto quanto i ticket per i soccorsi in montagna.
    Enea Berardi, da facebook 3 febbraio 2016 ore 10:21:34

  20. 61
    Teo says:

    Più che assistenzialismo, è uno scandalo!

  21. 60
    Alberto Benassi says:

    anche quello che prende una pensione da 90.000,00 Euro al mese è assistenzialismo.

  22. 59
    Teo says:

    Il soccorso è assistenzialismo. Fa parte della sanità. L’elicottero è quello del 118. Sono costi. Sacrosanto salvare le persone. Encomiabile chi lo fa, ma questo non sposta il problema dalle proprie responsabilità personali. E ribadisco, se lo Stato inizia a mettere sotto i riflettori le libertà personali (ingiustamente!) di fare quello che si vuole è proprio perché accadono troppo incidenti, quindi troppi costi. Ci stiamo dando la zappa sui piedi da soli. Possibile che nessuno dica mai “sono stato un pirla, ho sbagliato”, prima di gridare al sopruso?
    Guarda Giovanni, ti dico solo questo, perché usciremmo poi davvero dal seminato. Io l’impasticcato o l’ubriacone che prende l’auto e magari mi ammazza la fidanzata o qualcuno a cui tengo, non cerco di capire i suoi gesti. O il drogato che mi punta un coltello alla gola e mi prende i soldi, non cerco di capire perché l’ha fatto. Mi sono rotto le palle di questo buonismo ipocrita che quelli come te portano avanti. Finché non tocca a loro….

  23. 58
    Alberto Benassi says:

    TEO questo non è assistenzialismo. Qui si tratta di salvare delle persone che possono essere anche in imminente pericolo di vita, ferite o in stato di schok.
    E come già ti hanno scritto anche persone in apparente buono stato possono pi in seguito avere dei gravi problemi.
    Quindi un una società che si fregia di chiamarsi “CIVILE” non è l’altruismo la sua rovina.

    L’assistenzialismo di cui parli te. Quello che ha rovinato l’Italia è un’altra cosa: è voto di scambio, è corruzione, è menefreghismo della cosa pubblica, è ladrocinio del bene pubblico, è mafia, è mancanza di senso dello stato.

  24. 57
    Giovanni says:

    Ecco bravo. Allora visto che ti stanno a cuore le tasse e i soldi che vengono spesi per il soccorso vai a leggerti questo documento e poi rifletti se ci sia o no una distribuzione equa delle risorse in tutti gli ambiti del soccorso.

    http://www.banff.it/la-tabella-dei-conti-del-cnsas/

    Poi, anche se a me darebbe fastidio soccorrere l’impasticcato o l’ubriacone, che oltre ad essere un danno per se lo è per la collettività, prima di inveire verso di lui o verso l’assistenzialismo all’italiana tanto denigrato, mi soffermo e cerco di capire come una persona possa rovinarsi in questo modo; e soprattutto mi chiedo se magari non è soltanto colpa sua, o se la vita gli ha riservato delle brutte sorpresine che noi benestanti manco possiamo immaginare.
    CHI SIAMO NOI PER GIUDICARE SEMPRE E A PRESCINDERE?
    IL NOSTRO RUOLO DA SOCCORRITORE E LA NOSTRA DIVISA DEVONO FARCI CREDERE DI ESSERE INFALLIBILI E INGIUDICABILI?

    E soprattutto: provate un attimo a “godere” del fatto che se una persona ha bisogno di aiuto, esistono delle Persone (pubbliche e private) che si adoperano per salvarla, e che a volte ci riescono. Con tutte le difficoltà del caso e con tutti i farisei che dal pulpito reclamano bollettini e soccorsi svizzeri a pagamento.

  25. 56
    Antonio Arioti says:

    Scusa Ioris, ma una risposta al caso specifico non preclude una valutazione di carattere generale sugli interventi di soccorso con particolare riguardo a quelli effettuati con l’utilizzo dell’elicottero.
    Da profano mi verrebbe da dire di sì, in caso di valanga, a prescindere da come poi vada a finire ma, sempre da profano, mi verrebbe da dire di sì anche in presenza di una caduta apparentemente non grave nella quale il malcapitato ha magari sbattuto la testa. Non sono rari i casi di persone che dopo una botta si sono rialzate e hanno continuato a fare le normali cose della vita per poi stramazzare a distanza di ore o giorni.
    Insomma dipende ma se il soccorso fosse gratuito a prescindere non staremmo qui a fare delle distinzioni.
    Poi mi rendo conto che in certi casi ci possano essere degli abusi che comportino dei costi non giustificati ma sono veramente questi i problemi?
    Per Gianni Sartori. Sulla schifezza della sanità pubblica italiana ci sarebbe molto da dire perché la situazione non è assolutamente uniforme, varia da regione a regione e a volte anche da Comune a Comune. Non facciamo sempre di tutta l’erba un fascio.

  26. 55
    Teo says:

    Andate a leggere sul sito vda il bollettino del 18/02/15, valido per i giorni dopo, che nell’articolo si è omesso di fare..
    Magari Michelazzi, con il suo tono pacato e educato, adesso da a tutti una bella lezione di nivologia.
    L’eliski c’entra eccome, perché è ancora più grave, a parer mio, perché c’è pure un discorso di tipo commerciale.
    Per Giando, il cui discorso condivido in parte, certo, anche il ragazzo impasticcato dovrebbe pagare di tasca propria. E’ sempre troppo facile pretendere che la società risarcisca.
    Caro Cominetti, io ho un profondo rispetto per la vita umana, tutto dove ho potuto, in montagna e fuori, nell’ambito delle mie modestissime capacità, ho cercato di aiutare chi era difficoltà. Il soccorso è una cosa bellissima e nobile (a tal proposito leggi “I samaritani della roccia” di Cesare Ottin Pecchio, un libro fantastico ed emozionante). Ma tutti quanti dobbiamo iniziare a prenderci le nostre responsabilità, l’Italia ha fatto dell’assistenzialismo sempre e comunque un punto fermo della sua politica, che però si è rivelata e si sta rivelando il punto debole di tutto il sistema, che ci sta portando al collasso inevitabile. Tutti vogliono sempre di più, tutti pretendono sempre di più, magari gli stessi che poi si “dimenticano” di pagare le tasse.

  27. 54
    ioris turini says:

    la vicenda per me era il sollecitare una discussione su
    -in una situazione di una valanga che coinvolge delle persone(ma più in generale all’occorrenza di un incidente in montagna) , è giusto chiedere l’immediato intervento del elisoccorso ?
    ovvero …. a prescindere se il travolto/i o il coinvolto/i sono o meno stati imprudenti o solo sfigati, se sono professionisti o no , se sono assicurati o no ….. etc ?
    – nel caso specifico :se mentre arriva l’eli ( che non è la garanzia di salvataggio … teniamolo a mente) , i compagni riescono a trovare il travolto che fortunatamente non ha conseguenze APPARENTI , L’EQUIPAGGIO ( o ciascuna delle figure professionali e NON costituenti ) quale comportamento deve tenere ?
    Le discussioni sulla liceità dell’eliski, sulla preparazione delle guide, sull’opportunità dello spendere denaro pubblico per andare a SALVARE degli ammalati di montagna ,sport , di avventura etc ….. potrebbero essere oggetto di altri blog
    …. e francamente comunque riporterei il livello della discussione a toni di civile e reciproco rispetto ….
    uno dei motivi che mi porta e spero CI PORTA a frequentare la montagna sono l’evitare discussioni e ambienti da stadio …

  28. 53
    paolo panzeri says:

    Mi sembra che, come sempre accade da noi, vi sia la giusta visione comunitaria e la gusta visione elitaria, ma non si vada mai oltre, con una visione dell’elite competente e capace rivolta alla comunità, facciamo solo corporativismo e così il sistema legislativo-giudiziario arranca. Peccato, non usciamo mai da questo sistema che segue sempre la facile via del clientelismo affaristico senza effetti positivi a medio-lungo termine.

    Soccorso-per tutti-bassa competenza-alti costi-ticket-nessuna capacità di valutazione-proteste corporazioni-applausi elites-costi legali-cambiamenti legislativi-difese corporazioni-attacchi elitari-privilegi clientelari-costi standard-procedure standard-costi generali in aumento-servizio automatico………………e si continua

  29. 52
    Gianni Sartori says:

    ma, cristo, vi rendete conto?
    La sanità pubblica fa schifo, i medici non escono nemmeno per bambini o anziani con 40 di febbre (di questi giorni, varie segnalazioni), mancano perfino le autoambulanze…e voi ve la tirate per una che non vuol pagare 1700 euro dopo aver partecipato all’ignominia del secolo (dal punto di vista dello sfruttamento commerciale-spettacolare delle Montagne)?
    La RAI l’avrà pur pagata, no?

    Parlare di “corporativismo” sarebbe un eufemismo…
    comunque statemi tutti in buona salute,ciao
    Gianni

    PS scusate l’ignoranza (solitamente vado in corriera): ma per “uscita di eliski” si intende che quella dozzina di sambei erano saliti con l’elicottero?

  30. 51
    Alberto Benassi says:

    Giando, sei sempre il migliore!!

  31. 50
    Giovanni says:

    Applausi!

  32. 49
    GIANDO says:

    Come ho già scritto in un’altra occasione una delle cose belle di questo blog è che si possa partire da un argomento e sviscerarne altri. Allo stesso tempo è bene entrare nel merito per comprendere bene le diverse posizioni.
    Credo che nell’articolo vi sia la seguente frase potenzialmente incriminabile “Se in un sinistro in montagna è presente una Guida Alpina, direi che PER DEFINIZIONE non si può parlare di incompetenza e imprudenza”.
    Questa frase rischia, se letta male o con atteggiamento di parte, di dare origine a discussioni infinite, spostando l’attenzione dal problema principale che è, e rimane, quello del soccorso a pagamento.
    Personalmente sono d’accordo con Alessandro, se è presente una Guida Alpina parlare di incompetenza ed imprudenza è PER DEFINIZIONE in contrasto con la logica che dovrebbe sempre seguirci in ogni nostro ragionamento. Questo non significa che una guida non possa fare delle cazzate, significa semplicemente che prima di dare dell’incompetente o dell’imprudente ad una guida bisogna essere molto sicuri di ciò che si sta’ affermando. Le guide alpine si sottopongono ad un percorso formativo come pochi altri professionisti al mondo e ciò per il semplice motivo che dal loro operato dipende la vita umana. Aggiungo che, rispetto ad altre attività professionali, in questo campo non si può barare, lo spazio per i raccomandati non esiste perché se si fanno delle cazzate è in gioco la propria stessa vita (non è come il chirurgo che se sbaglia ci rimette solo il paziente).
    Poi è ovvio che come in tutti gli aspetti della vita c’è chi è più preparato e chi lo è di meno ma il fulmine che ti centra il moschettone quando sei in cordata, tanto per fare un esempio, non lo puoi prevedere. Se la memoria non mi abbandona (non sono più tanto giovane) un fratello di Messner è morto a seguito di ciò, ed è morto lui non il cliente che stava accompagnando sulle Torri del Vajolet.
    Se io mi affido ad una Guida Alpina mi aspetto che sia lei ad operare nel migliore dei modi per la mia incolumità, anche a livello di soccorso, così come mi aspetto che i medici facciano la loro parte per altri aspetti.
    Quindi, polemizzare sulle guide, sul fatto che se l’incidente fosse capitato ad un poveraccio, ecc. secondo me lascia il tempo che trova. Credo piuttosto che le guide farebbero bene a coalizzarsi e a smetterla di ragionare
    come se fossero dei singoli che vanno ciascuno per la propria strada. Personalmente, se mi venisse chiesto di contribuire con un obolo a sostenere le spese legali della Mogilardi lo farei ben volentieri perché ritengo che su certe questioni si dovrebbe lottare fino alla morte, perché oltre ad essere questioni di principio possono avere dei risvolti a cascata di una certa importanza.
    Per quanto concerne il pagamento dei soccorsi il mio parere l’ho già espresso ripetutamente, per me il soccorso dovrebbe essere GRATUITO!!!!!!
    Posso anche comprendere che un amante del mare o della vita comoda possa considerare giusto il pagamento dei soccorsi in montagna ma che nell’ambito degli stessi alpinisti e frequentatori della montagna vi sia chi consideri giusto e sacrosanto far pagare i soccorsi ai cosiddetti imbecilli (categoria alquanto variegata e non facilmente confinabile) mi sembra oltre che onanistico (per usare le parole di Michelazzi) anche masochistico perchè oggi potrei godere nel veder pagare un coglione ma domani potrei piangere perché la coglionata l’ho fatta io. In un paese dove sono nate le corporazioni tutto questo va veramente venire il mal di pancia.
    E poi se la mettiamo su questo piano esigo che d’ora in poi i soccorsi vengano pagati anche dal ragazzotto demente che sta’ male in discoteca perchè si è impasticcato di merda, esigo che le ditte produttrici di materiale per la montagna la smettano di fare pubblicità alla propria attrezzatura e a far vedere i filmati di Honnold che sale slegato, esigo che le aziende del settore turistico la smettano di pubblicizzare la montagna perché pericolosa, perché non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca. Da un lato si vuole che la gente vada in montagna per vivere l’avventura (ma per favore..) e dall’altro la si vuol far pagare se si trova in difficoltà come se vivere l’avventura fosse a rischio zero.
    Io credo che da parte di coloro che vanno in montagna ci vorrebbe molta umiltà di giudizio oltre che di comportamento e soprattutto ci vorrebbe una visione maggiomente solidale anche perché la persona che fa la cazzata non ha bisogno di essere sanzionata indirettamente col pagamento del soccorso, credo che l’esperienza negativa gli servirà da monito per il futuro.
    E questa volta, per far contento Cominetti, mi firmo pure
    Giandomenico Foresti

  33. 48
    marcello cominetti says:

    Teo, non sono d’accordo con te e il motivo lo leggi in quello che ho già scritto nei commenti precedenti che rispondono pure alle tue domande. Trovo le tue parole irrispettose nei confronti della vita umana, specie quando quest’ultima è nelle mani di un professionista, aggiungo. Non si può imputare alla tua disapprovazione verso l’heliski (che in linea di massima disapprovo anch’io) il mancato rispetto di norme elementari di civiltà. Si, mi riempio la bocca con questa parola perché conosco bene paesi incivili!
    Mi sembra comunque che io e te parliamo lingue diverse, quindi chiedo scusa a tutti gli altri per avere rubato spazio al tema originario di discussione.

  34. 47

    Errata valutazione… e può pure essere… se fosse così facile individuare il pendio che scaricherà non ci sarebbero più travolti ma non sembra sia il caso… e la Guida non da la certezza assoluta di evitare qualunque evenienza ma di ridurre il rischio ai minimi termini possibili, non sono le Guide a propagandarsi con “sicuri al 100%” e mi sembra che questo punto sia stato toccato più volte dai commenti apparsi qui ed in svariati altri commenti ad articoli su questo blog, ma non solo…
    Discussioni in merito ad evenienze similari in cui non erano coinvolte Guide ce ne sono anche quelli e la minestra è la stessa (sempre su questo blog) quindi non si tratta né di corporativismo né di scarso interesse se non viene coinvolto un professionista.
    Le domande di Ioris Turrini sono ovviamente e palesemente retoriche… è una Guida Alpina e quindi sa dare benissimo una risposta di tipo professionale, ma visto che la discussione tende a scappare dal punto nodale divagando sulle ragioni dell’articolo lo ha ribattuto. Se leggi un po’ più in giù le risposte professionali c’erano già…:
    1) per prassi le Guide allertano il soccorso organizzato in ogni caso
    2) se si decidesse di agire senza eseguire la prassi al punto 1) e per una qualunque fatalità l’autosoccorso prestato non andasse a buon fine il responsabile (e quindi la Guida in questo caso) sarebbe imputato di negligenza e su questo fronte, processato.
    Quindi sta di fatto che la richiesta di rimborso per «intervento inappropriato a mezzo elicottero», vista la prassi, è quantomeno inopportuna.
    Sulla civiltà svizzera poi ci sarebbe parecchio da obiettare, sempre che non si consideri civile qualunque sistema che metta l’interesse finanziario davanti all’interesse umanitario e su quello sicuramente sono maestri…
    Vedi comunque Teo che alla lunga, ma risulti meno maleducato…!?

  35. 46
    Teo says:

    Vedi Marcello, il problema sta anche qui..prendo spunto dalla tua battuta (spero:)) tanta gente pretende di avere tutto gratis, perchè dice di pagare le tasse, e poi le tasse non le paga..ma l’elicottero devo averlo sempre e comunque gratis. Tutto deve avere gratis, anche quando commette errori.
    Io non pretendo di essere ascoltato, non me ne può fregare di meno, soprattutto da gente che capisce fischi per fiaschi e fa finta di non capire. Mi sembra di aver dato risposta a precise domande, cosa che tu non hai fatto.
    Non ce l’ho con le guide in generale, ho degli amici guide, ottime persone e onesti lavoratori. Quello che dico è che qui non si vuole ammettere una colpa. E chi sbaglia paga, se non ci sono infortunati. Se uno si mette nei guai, anche se è un professionista (e tirarsi giù una valanga, lo ribadisco, è frutto di un’errata valutazione, magari difficile da fare, ma errata – l’abbiamo fatto tutti purtroppo, ) è ovvio sia giusto che venga soccorso. Ma se l’alpinista sta bene, non si può sempre e solo pretendere. Guida o non Guida. E torno a ribadire, questo “sdegno” non sarebbe venuto fuori se il soggetto principale non fosse stata una guida. E’ questo che fa incazzare. E’ il concetto della Corporazione. Se tocchi la Corporazione, in Italia, non va più bene..Tutto diventa un odioso sopruso, anche quando si sbaglia..
    Un elicottero purtroppo costa, il personale costa. Bisogna prima di tutto responsabilizzare, o meglio essere responsabili e consapevoli delle proprie scelte. W la solidarietà in montagna, W l’elicottero..Ma mi spieghi perchè nella civile Svizzera (visto che qualcuno si è riempito la bocca con la parola civiltà, oggi fa fine parlare bene) se chiami il soccorso e stai bene la prima cosa che chiede è la carta di credito?
    Più di così non so come spiegartelo. Fai anche tu un respiro profondo, ossigena il cervello e cerca di dare una risposta sensata..;)

  36. 45
    marcello cominetti says:

    Teo, ma che lavoro fai? ma come mai le guide ti fanno cosí incazzare? Fai mica il commercialista? perché saresti giustificato, ma cosí no, non puoi fare tutta questa confusione e pretendere che qualcuno ti ascolti. Respira profondo, sii sereno e riordina le idee (sono semplici, ce la puoi fare) , poi se ne può parlare, ma cosí per me no.

  37. 44
    paolo panzeri says:

    Il soccorso alpino potrebbe essere fermato per 3 anni: nel primo si vedono gli effetti, nel secondo si valutano-verificano e si pensa cosa fare e nell’ultimo si realizza un nuovo sistema.
    Si otterrebbero alcuni risultati: pulizia “etnica” dei frequentatori della montagna e dei soccorritori con posizioni di rendita in generale, nuova responsabilizzazione globale dell’agire in montagna sia dei professionisti che dei dilettanti, revisione dei costi abnormi e ripensamento legale del servizio sociale sulla base delle competenze e delle capacità sia dei fruitori che degli operatori.
    Qualche attività molto commerciale verrebbe fortemente ridimensionata e lo sfruttamento del territorio montano forse verrebbe rivisto in forme più genuine e si equilibrerebbe in modi naturali anziché cervellotici.
    Però nessuno, dilettante o professionista, penso sia capace di rinunciarvi e abbia le normali competenze per riuscire a risolvere i suoi problemi da solo in montagna,
    Inoltre si dovrebbe avere la volontà di imparare e il coraggio di provare.
    Magari in futuro ogni uomo potrà andare in tutti gli ambienti ostili a piedi nudi e senza nessuna preparazione.

  38. 43
    Teo says:

    Antonio, finalmente un commento sensato e senza “code di paglia”. Il problema, ci scommetterei 1000 euro, è che se tutto questo non fosse toccato ad una guida, a nessuno ne sarebbe fregato nulla. Questo fa incazzare..

  39. 42
    Teo says:

    Meno male che c’è qualcuno che ci capisce, o forse fa finta di non capire..:)
    Turini ha fatto una domanda precisa: primo : se si viene coinvolti da una valanga , è giusto che chi è rimasto “fuori “chieda soccorso immediatamente ? Per me ognuno deve valutare secondo scienza e coscienza. Dipende se ci sono feriti, se si è choccati, etc. Conosco gente infortunata da slavina ( e non solo) che è scesa con le proprie gambe.
    secondo : se nel frattempo i compagni riescono a estrarre il travolto/i è giusto che il soccorso/elisoccorso venga pagato ? se nessuno si è fatto male, per me si. Soprattutto se si tratta di eliski!! Ognuno deve essere responsabile delle proprie azioni. Se uno pretende sempre che la società sia a pagare per lui e per le sue imprudenze, un giorno la società richiederà indietro tutto. Anni fa una signora, in montagna, chiamò l’elicottero perché si sentì un po’ male dopo il pranzo al ristorante..quando il mezzo arrivò, stava bene. Le hanno mostrato il conto? hanno fatto bene? per me si..
    Contento adesso? E’ sufficiente aver preso la licenza elementare..;) e non scomodare Bruxelles e cazzate simili..!!

  40. 41
    Antonio Arioti says:

    Teo, c’è già chi ha evidenziato in più di una occasione che un’assicurazione potrebbe non bastare. Comunque la questione non riguarda solamente le Guide Alpine bensì tutti coloro che vanno in montagna, anche semplicemente per fare una passeggiata, perché un turista, escursionista o alpinista potrebbe trovarsi nella condizione di dover chiamare un elicottero semplicemente perchè scivola banalmente su un sasso e sbatte la testa. Tutto questo aumento di incidenti e soccorsi vorrei poi vederlo. Se non ricordo male qualche mese fa, sempre su questo blog, qualcuno si è preso la briga di reperire dei dati ufficiali ed è emerso che stiamo parlando di niente.
    Quello del pagamento dei soccorsi è un problema che a mio avviso tocca le Guide molto di striscio, in primo luogo perché sanno come muoversi in montagna (potranno talvolta sbagliare, come tutti, ma sicuramente di gran lunga meno di altri) ed in seconda battuta perchè penso se ne guardino bene dal far correre dei seri rischi ai propri clienti, pena andare incontro a tutti i casini del caso.
    Il poveraccio di turno, magari anche esperto ma non titolato, rischia invece di vedersi recapitare a casa un conto salato anche solo per una sgambata finita male. Se tutto questo ha senso.. Per me non ce l’ha, poi vivendo in un paese apparentemente democratico è giusto che ciascuno abbia le proprie opinioni.

  41. 40

    Teo, secondo me non ci capisci niente.

  42. 39
    Teo says:

    Al di là di chi vorrebbe portare addirittura in sede europea questo “problema” (fantastico!), ancora una volta mi sembra di capire che i commenti piccati/preoccupati di qualcuno siano nati dal fatto che sia stata toccata la figura della guida alpina. Sicuramente tanto strillare non ci sarebbe stato se il conto fosse stato presentato al poveraccio dilettante della domenica, tacciato di imprudenza ad essersi tirato una valanga addosso. Ripeto, se la valanga cade, non è mai colpa della montagna. ma di chi ci è andato sopra. Piaccia o non piaccia.
    Capisco che qualcuno possa essere stato punto sul vivo, altrimenti i maestrini non sarebbero saliti in cattedra, però la
    questione è una sola: se ho i soldi per prendere l’eliski per andare a divertirmi e violentare pure la montagna e l’ambiente, e mi tiro addosso una valanga, è giusto che si paghi. Nessuno eccepisce il salvataggio, ma non è giusto sempre e solo avere pretese. In questa società ormai tutto è dovuto. Basterebbe fare una cosa molto semplice, come accade in Svizzera con la Rega. pagare una quota annuale e tutte queste polemiche non avrebbero senso di esistere. Questo volere, queste pretese a tutti i costi è un gioco perverso, che va proprio nella direzione di limitare la libertà personale: se aumentano gli incidenti e aumentano i soccorsi, prima o poi l’opinione pubblica e quindi la politica, e quindi gli amministratori decideranno di limitarla , per limitare possibili interventi. Con un’assicurazione nessuno potrebbe eccepire invece nulla.

  43. 38

    Il punto nodale Antonio Arioti credo sia proprio quello che tu esponi indicando due diversi risvolti di una stessa situazione:
    va eliminato il pagamento del soccorso PUNTO!
    Questo per svariati motivi che vanno dal pagamento già in atto di imposte sulla sanità che lo comprendono, di volontariati vari e “last but not least” un concetto di solidarietà che dovrebbe essere alla base di qualunque operazione di soccorso (quindi non soltanto in ambiente montano…!
    ————
    Chiedo lumi al gestore del blog:
    ma la pratica onanistica che, nel senso originale del termine, può essere la benvenuta, in quanto elimina possibilità, purtroppo, fisiologiche di procreazione e quindi continuazione negli errori genetici della specie, dev’essere sopportata anche qui sul blog?
    Certo che questa condizione ci permette di dimostrare un certo atteggiamento di tolleranza (seppure con un vago senso di nausea) ma è proprio necessario?
    Grazie per eventuali delucidazioni

  44. 37
    Antonio Arioti says:

    Stefano, ciò che dici è giusto e assolutamente condivisibile (almeno si spera) però potrebbe non bastare.
    Le questioni in ballo sono sostanzialmente due:
    – la prima verte sul concetto generale d’inappropriatezza relativamente a determinati interventi di soccorso (elicottero);
    – la seconda verte sempre su tale concetto ma in presenza di una Guida Alpina (vale a dire il top dei professionisti della montagna).
    Per quanto concerne la seconda credo che ci sarebbero delle buone possibilità di portare a casa il risultato, che peraltro sarebbe a mio avviso sacrosanto.
    Con riferimento alla prima non lo so perché potrebbero mancare dei punti di riferimento precisi ed oggettivi. Supponiamo che i soccorsi li chiami un alpinista forte e preparato ma non Guida Alpina chi decide se l’intervento è appropriato o meno?
    Il punto della questione è che, secondo me, un medico, a meno che non sia un esperto alpinista, non può decidere sull’appropriatezza o meno di un certo tipo d’intervento, tanto più se tale decisione viene a sua volta collegata al ricovero ospedaliero o meno.
    Sinceramente, se malauguratamente mi trovassi a dover chiamare l’elicottero per soccorrermi potrebbe anche starmi bene che l’adeguatezza o meno la decidessi tu o Cominetti, e potrebbe anche starmi bene un vostro giudizio negativo sulla mia preparazione (pagare mi starebbe poi ugualmente sulle balle ma questo è un altro discorso), ma che a giudicare sia un medico che, per quanto bravo nella sua professione, di alpinismo non sa una mazza francamente non mi va molto bene.

  45. 36
    Teo says:

    Bravo Michelazzi, io mi appellerei anche al Tribunale di Strasburgo! Certo che di cazzate ne scrivi…

  46. 35

    Tralascio risposte a bollettini valanghe e compagnia bella (siccome sembra che qualche saccente si appelli sempre a numerologie da bollettino vi invito a contattarmi in privato per un bel corso di auto-soccorso in ambiente innevato almeno la prossima volta scriverete meno cazzate…) perché usciremmo dal nocciolo di questa situazione perdendo inutilmente tempo.
    Che sia capitato ad una Guida Alpina di incappare in una situazione paradossale, può essere un bene (magari Giovanna la vede un po’ diversa visto che c’è coinvolta direttamente…), perché vista proprio la caratteristica di paradosso, se si concepisce un ricorso che possa magari far sentenza, si potrebbe sperare in un cambiamento radicale che dia avvio all’eliminazione di queste assurdità giuridiche in merito a situazioni di solidarietà. Probabilmente, se pensiamo un po’ in grande stile (a volte essere troppo modesti non porta a risultati) ed essendo anche cittadini europei oltre che italiani, il ricorso oltre che in sede nazionale si potrebbe inoltrare anche in sede europea e forse mettendo in futuro la parola fine a situazioni che stanno diventando ogni giorno più lesive del concetto di libertà individuale.
    Poi i vari sapientoni da salottino avranno certo da obiettare che “BISOGNA PAGARE!” ma sappiamo bene tutti che di frustrati pronti a godere delle disgrazie altrui è pieno il mondo…
    Per ottenere però un risultato e permettersi di inoltrare ricorsi in sedi di valutazione europea c’è bisogno che il CONAGAI si faccia avanti (oltre ad essere d’accordo il diretto interessato), stuzzicando magari anche l’UIAGM che guarda caso dovrebbe essere il riferimento in sede internazionale…
    Concludendo direi che si può fare molto e forse moltissimo ma si deve uscire allo scoperto, cosa che finora non ho notato…
    ——–
    Ioris, concordo sul fatto che si sia in pochi ad esporsi ed un maggiore intervento da parte dei nostri colleghi sarebbe auspicabile, ma come ben dici non si può obbligare nessuno ad esprimersi, fatto salvo che l’istituzione in qualità di rappresentante, dovrebbe farlo almeno per obbligo etico (siccome è stata eletta…) e se non gradisce il dibattito in sede pubblica, ha da qualche tempo lo strumento per farlo in sede dedicata, anche se appare chiaro non lo stia usando…

  47. 34
    marcello cominetti says:

    Teo,
    dalle mie ultime parole hai capito il contrario, mi sa…
    mai sentito invincibile, giuro!
    Ma ha ragione Turini, il problema è chi e come giudica inappropriato un intervento di soccorso.
    E poi smettiamola con questo odio tout court condizionante verso l’heliski. neppure io sono favorevole, ma qui il problema è diver so e coinvolge tutti noi frequentatori.
    E mi auguro che alla Mongilardi l’avvocato lo paghi il suo Collegio di appartenenza. Sarebbe il giusto contributo dal mondo delle guide alpine per una frequentazione da paese civile della montagna per tutti.
    L’heliski per ora non c’entra.

  48. 33
    ioris turini says:

    … la discussione ,secondo me ,purtroppo sta prendendo una piega , che esula dal nocciolo della questione.
    possiamo confrontarci sull’essenziale?
    Ovvero
    primo : se si viene coinvolti da una valanga , è giusto che chi è rimasto “fuori “chieda soccorso immediatamente ?
    secondo : se nel frattempo i compagni riescono a estrarre il travolto/i è giusto che il soccorso/elisoccorso venga pagato ?
    credo sia questo il punto focale
    parliamoci chiaro : un incidente in montagna avviene siccome siamo ammalati di montagna …. sia che si faccia dell’eliski, sia che si faccia scialpinismo …. siamo comunque tutti alpinisti … verrebbe da chiedersi addirittura perchè ci sia il bisogno di soccorso alpino ….

  49. 32
    Teo says:

    Caro Cominetti, forse dovresti essere più umile e sentirti meno invincibile. La guida non è infallibile, così come non lo sono i medici, gli avvocati, gli ingegneri, gli autisti e tutti i professionisti, anche bravi, che compiono il loro lavoro..Si può anche sbagliare, punto. Se una valanga viene giù, non è mai per colpa della montagna, ma per colpa dell’uomo, che piaccia o no. Che si chiami professionista o dilettante, quell’uomo non ha saputo valutare bene il pendio. Solo che quando è un dilettante a tirarsela addosso, questo è un incapace, un imprudente, etc. e subito la guida alpina di turno a sottolinearlo sui giornali..quando invece è una guida a sbagliare, solo fatalità! Anzi, come ha sottolineato qualcuno, una valanga con una guida è ancora peggio, perché a detta tua “sono le persone più competenti in montagna”.. Mi piacerebbe sapere quanto era il bollettino quel giorno..forse 3? se era 3 andiamo a leggerci cosa in teoria si potrebbe e non potrebbe fare quando c’è 3..Andiamo a vedere tutti gli incidenti con l’eliski (vedi anche il post qui sul Gogna Blog), erano tutte fatalità? O tante altre tragedie occorse? Per me un incidente causato da o con eliski è sacrosanto farlo pagare. La prossima volta ci penseranno due volte!

  50. 31
    marcello cominetti says:

    Giovanni, usa pure il tuo cognome per augurarti di non avere mai a che fare con un errore che ti metta nell’involontaria condizione di chiedere aiuto.
    Avrai la risposta alla tua domanda.
    una guida alpina

  51. 30
    sergio bella says:

    Direi che la richiesta di rimborso fatta come raccontato è un sopruso per ogni alpinista non solo per una guida e credo che per loro sia riduttivo e controproducente ridurre la cosa a una questione di categorie.
    Chiunque è in una situazione di pericolo imminente DEVE chiamare il soccorso (per assurdo uno appeso in parete, sano come un pesce, ma con corda tranciata da una scarica chiamando il soccorso richiede un intervento inappropriato??) indipendentemente da come si risolve la situazione…questo se ci si vuol definire società civile (e tralascio di commentare un paio di interventi qualunquisti su lussi vari…).
    L’intervento inappropriato deve essere (eventualmente) solo quello chiaramente inutile e in assenza di pericolo imminente per la vita di qualcuno.

  52. 29
    Alberto Benassi says:

    Giovanni una guida alpina non è uno schermo atomico è anche lei un uomo. E come tale soggetta a degli errori.
    Se cerchi la sicurezza assoluta non devi ingaggiare una guida ma startene a casa in poltrona.
    Sempre che la tua casa sia stata progettata e costruita bene…..

  53. 28
    giovanni preghiera says:

    Perché si dice che se è coinvolta una guida in un incidente non si può parlare di imprudenza o errore ? Se si finisce sotto una valanga si è commesso qualche errore perché tu li non ci dovevi stare . Perche evidentemente le condizioni erano da valanga.Se poi ci finisci accompagnato da una guida che dovrebbe proprio salvaguardati da incidenti del genere é gravissimo. Dalla descrizione fatta sembra una cosa normale. C era un gruppo con addirittura due guide e finiscono sotto una valanga ? Allora cosa la ingaggio a fare una guida ? Per finire sotto una valanga?

  54. 27
    ioris turini says:

    ovviamente vi ringrazio della vostra presa di posizione e del vostro contributo : convieni con me che siamo pochi (troppo pochi) a sentire come importante e urgente il definire in modo appropriato ed univoco lo spazio di manovra ed il comportamento corretto da attuare.
    auspico che il dibattito , che riguarda nello specifico molto la pelle delle guide , giunga ai nostri rappresentanti non come voci sparute e isolate , ma come istanza collettiva a cui si chiede una lecità presa di posizione e risposta
    pertanto chiedo anche a giovanna di sensibilizzare i suoi colleghi diretti al renderci partecipi delle loro posizioni in merito alla vicenda ….
    prendendo atto che non si può obbligare nessuno ad esprimersi ……

  55. 26
    Giovanni says:

    Parliamoci senza girarci attorno: con questa legge è stato creato un sopruso, una mancanza di rispetto verso il diritto a ricevere un soccorso.
    Ogni soccorritore sa che gli interventi fasulli, o quelli semplici, danno fastidio. Ma se uno è veramente un soccorritore sa anche che questo fenomeno non sarà mai arginabile, tantomeno aggiungendo una tassa in più.
    Perchè di fatto è questa: una tassa per pagare un servizio che via via diventerà sempre più privatizzato. E questo solo perchè si è scoperto che l’Elicottero costa come giochino alle Regioni, e che il ricorrere alla Statistica (e truccarla) per poter giustificare l’esistenza di un aeromobile, porta a queste soluzioni spiacevoli. Elicotteri che si alzano in volo senza motivo… e il tutto per giustificare (grazie alla statistica) la presenza di personale a bordo, e quindi di giustificarne i lauti rimborsi, sia per i TE che per i medici e infermieri.

    E’ un cane che si morde la corda

    Ma se arrivasse una chiamata al 112 dove il richiedente segnalasse la presenza di un malvivente sotto casa, e la SO mandasse 8 gazzelle, 2 elicotteri e 3 nuclei antisommossa, per poi scoprire che era solo un barbone…sarebbe colpa solo della valutazione del richiedente? o anche di chi ha gestito la telefonata?

    E al 115? “pronto? mi brucia un cassonetto..” e arrivano 3 aps, 2 autoscale, una 25.000litri e carro bombole. Ed infine una bella multa da 1700 euro per il richiedente.

    Non è così che si può garantire e gestire un soccorso.
    Le Sale Operative sono e devono essere addestrate per cercare di capire quali risorse siano necessarie. E se a fine intervento viene appurato un abuso, o una presa in giro nei confronti dei soccorritori, esiste il Reato di Procurato Allarme.

  56. 25

    Gianni Sartori c’è chi la prende in quel posto ogni giorno (e mi sa che il numero è piuttosto alto) senza per questo essere per forza brutalmente assassinato o abbandonato nei campi a crepare, ma non significa che vista la minore gravità della propria situazione davanti ad altre, magari più crudeli o cruente, debba stare zitto e dire grazie… D’accordo che lottare per il bene comune è una pratica ormai dimenticata (meno quando fa comodo) ma sarebbe bello applicarla e non solo per le vittime dello tsunami, perché Mario Rossi ingiustamente multato ha tutti i diritti di incazzarsi e farlo notare anche se in Africa continuano a morire di fame, poi la differenza la può fare chi interviene, per Mario Rossi o per l’Africa a seconda di ciò che ritiene più opportuno o più consono o ancora, più arrivabile per la propria condizione.

    —————–
    Caro Ioris Turini , Giovanna ha risposto in sede giornalistica con articoli su diverse testate, va di conseguenza la discussione pubblica e sarebbe male in questo casi non ci fosse… Qui abbiamo risposto sia io, sia Marcello Cominetti e tutti e due operiamo a tempo pieno…
    Piccola parentesi:
    Personalmente ho sottolineato anche sul blog delle guide che a mio avviso debba esserci un interessamento dei nostri vertici collegiali chiedendo anche un intervento sul blog stesso per chiarire se e come ci sia un’azione o meno in atto in questo caso che oggi tocca una collega domani potrebbe toccare chiunque di noi chiedendo anche, se hai letto bene, un possibile commento da parte della collega. Al momento risposte zero, probabilmente il sistema del dibattito sul blog interno deve ancora decollare non a caso le iscrizioni se hai notato sono poche. Personalmente ho stimolato molti colleghi ad iscriversi e diversi l’hanno fatto ma dovremo credo tutti quanti un po’ darci da fare, affinché diventi uno strumento utile, come dovrebbe e potrebbe essere.

  57. 24
    Alberto Benassi says:

    Giovanni in parte hai ragione: l’alpinismo è un lusso e i lassi vanno pagati. Ma quello che preoccupa sempre di più è la sempre maggiore mancanza di “solitarietà” verso cui stiamo andando.
    Tutto deve essere pagato. Contano solo i soldi.
    Stiamo ritornando verso il medioevo.

  58. 23
    Alberto Benassi says:

    Paolo il livello non deve essere abbassato.
    Gli accademici però non sono professionisti e per come la vedo io non lo devono diventare.

  59. 22
    paolo panzeri says:

    Insisto perché mi sembra che si cominci a discuterne.
    Le valutazioni non vengono affidate a persone capaci e competenti, ma a persone che crescono per certificazioni successive emesse internamente a strutture chiuse e quindi persone “solo” competenti in esse.
    Da noi funziona così.
    E le strutture legislative, giudicanti e sanzionatorie si rivolgono ovviamente alle stesse persone.
    Stimo le capacità e le competenze di moltissime guide, molti accademici e alcuni istruttori nazionali.
    Ora faccio una provocazione agli accademici e alle guide.
    Se si abbassa il livello del curriculum di ammissione quale sarà la competenza dell’accademico?
    Se gli aspiranti guida sono selezionati in modo differente dai vari collegi vuol dire che le competenze sono diverse e la capacità minima è diversa? A livello internazionale poi è ancora più interessante, perché si vogliono spesso capacità elevate magari in attività diverse stato per stato.
    Facendo così si libera la fantasia di chi legifera e sanziona perché non sa che riferimenti prendere.
    Quindi chi interviene nel soccorso deve agire secondo protocolli, non è tenuto a sapere perché fa quello che fa, basta esegua il protocollo, e non deve avere capacità, per non rischiare di non rispettare le regole.
    Per me non si deve discutere solo sulle competenze, ma anche sulle capacità, altrimenti “il giro si magia la coda”.

  60. 21
    Luigi says:

    Penso che il soccorso debba essere gratuito per tutti … comunque …
    Penso anche che la montagna non sia assassina …. se è venuta giù una slavina qualcuno una valutazione non corretta l’ha fatta !!
    Penso anche che ci sono assicurazioni che con poche decine (poche) di euro coprono i costi di eventuale soccorso …
    Penso che Gianni Sartori abbia ragione …

  61. 20
    ioris turini says:

    giovanna probabilmente non avrebbe neanche sollevato la questione su di un blog:
    ho posto all’attenzione il fatto sul blog delle guide perchè ci chiarissimo un pò tra di noi(guide) confidando che i nostri colleghi con responsabilità istituzionali prendessero spunto dalle nostre riflessioni per prendere in mano la questione e darci le indicazioni del caso.
    Ho notato purtroppo un certo disinteresse da parte delle guide professioniste ( guide che fanno veramente le guide alpine a tempo pieno) : può essere che la questione non sia arrivata alla loro attenzione.
    Sarebbe interessante avere la loro opinione.
    A prescindere da come la pensiamo , ma auspicando ne tengano conto ,auspicherei che i nostri colleghi guide alpine a capo delle istituzioni che ci rappresentano e che rappresentano anche in parte il soccorso alpino ( in valle d’aosta è così) prendano a cuore la questione, (caso mai non l’abbiano già fatto) e con obiettività diano chiare indicazioni per la questione particolare.
    Credo sarebbe un bell’esempio di esercizio dell’autorevolezza che riconosciamo alle persone che abbiamo scelto di rappresentarci

  62. 19
    Gianni Sartori says:

    Mai sentito parlare di tagli alla sanità, di donne morte di parto (nel 2015, non nel medioevo)? Di malati terminali “lasciati morire” – eufemismo – senza assistenza o quasi?
    Di ambulanze che non arrivano per ricoveri urgenti di anziani (anche “nel “ricco” Nord-Est)? Di mancata assistenza per persone in difficoltà fisica o psichica?
    Ma insomma, il compagno Mastrogiovanni è stato lasciato crepare, disidratato, su un letto di contenzione (per un arbitrario TSO) e vi lamentate per il conto alla guida?
    Mi vengono in mente gli alpinisti in Nepal bloccati, temporaneamente, dopo il terremoto (ma comunque provvisti di tende, viveri, fornelletti e quant’altro per il picnic in quota) che pretendevano (e in parte ottenevano) gli elicotteri per tornare in albergo mentre sotto le macerie migliaia di nepalesi poveri erano in corsa con la morte e mentre si scavava a mano….
    O pensate che chi va in montagna goda di qualche privilegio? In fondo, almeno in certe situazioni (sci, alta quota, ghiacciai ecc, ) sta diventando un lusso…e i lussi, almeno, si pagano. O no?
    GS

  63. 18
    Giuseppe Penotti says:

    L’episodio è veramente allarmante. Dimostra in maniera eclatante che la valutazione di “intervento inappropriato” è assolutamente soggettiva e non definibile con standard certi. Il rischio è che si crei un ginepraio di ricorsi.
    Giovanna Mongilardi ha annunciato ricorso e tutti quanti ci auguriamo, stante l’assurdità del fatto, che le sue ragioni vengano accolte.
    Con timore ipotizzo, se tale pratica valutativa prenderà piede anche in altre regioni, un forte contenzioso sulle richieste di rimborso per intervento inappropriato che genererà maggiori costi, senza la certezza da parte della USL di un recupero economico in quanto non vi è certezza normativa e di diritto senza considerare il rischio legato alla rinuncia di richiesta di intervento per timore di dover pagare dei costi. Penso a una persona sepolta o semi sepolta da una valanga e tirata fuori che in apparenti buone condizioni subisce successivamente un trauma da choc importante.
    Non rammento chi, ma per giustificare tale richiesta di rimborso, venne fatta l’analogia con il triage del pronto soccorso che valuta in casi in cui la prestazione sanitaria non abbia carattere di urgenza, il pagamento di un ticket. Dimenticandosi che in quel caso la valutazione viene fatta in triage da personale sanitario qualificato e previa valutazione diretta. Nel caso dell’intervento di elisoccorso chi valuta chi? Il caso della Mongilardi dimostra che questo non viene fatto da chi è in gradi di valutare (es. Guida) ma da personale che non ha competenza alpinistica.

  64. 17
    GIANDO says:

    Il medico che stabilisce se l’elicottero è appropriato o meno? E perdippiù in presenza di una Guida Alpina? Robe da matti. Ma succedono sono in Italia queste cose?

  65. 16
    Antonio Arioti says:

    Quando si entra nel territorio delle valutazioni personali comincio a preoccuparmi, soprattutto quando le suddette valutazioni vengono fatte superficialmente. Questo è uno dei principali motivi per i quali sono contrarissimo al pagamento di qualunque tipo di soccorso.
    Purtroppo la direzione sembra ben definita e, pertanto, sarebbe auspicabile che a valutare fossero almeno persone aventi le cognizioni all’uopo necessarie. Che il medico sia deputato a stabilire l’appropriatezza o meno di un intervento con l’elicottero sarebbe come dire che la Guida Alpina è deputata a stabilire l’appropriatezza o meno della riduzione di una frattura mediante un intervento chirurgico. Senza entrare nel merito dell’atteggiamento della dottoressa di cui all’articolo e limitandosi, pertanto, ad una mera analisi di base, credo che ogni professionsita dovrebbe fare bene il proprio mestiere e non sforare in campi a lui sconosciuti o conosciuti solo parzialmente.
    Ma se per intervento inappropriato s’intende quello in cui non ci sono né feriti né ricoveri significa che si sta’ andando nella stessa direzione dell’autovelox, facciamo cassa e buona notte al secchio.

  66. 15
    Alberto Benassi says:

    ” in uno stato di normale democraticità ”

    io direi in uno stato di normale CIVILTA’.

    Ho la civiltà si misura da quanto è gonfio il portafoglio…?

  67. 14
    massimo ginesi says:

    concordo in buona parte con l’intervento di Stefano Michelazzi e con quanto chiarito dal proprietario del blog.

    Trovo assurdo che oggi, per ragioni di folle gestione della cosa pubblica ci si trovi a discutere di costi del soccorso come se si fosse chiamato un taxi. E’ evidente che si tratta di un servizio pubblico essenziale e che – come opportunamente sottolinea Michelazzi – ogni volta che c’è un incidente si debbano attivare tutte le cautele idonee e necessarie (in astratto ed ex ante) a preservare il bene essenziale in gioco (vita/incolumità personale).

    Per tale ragione la teoria del soccorso a pagamento è a mio avviso una solenne castroneria.

    Semmai, a posteriori, con adeguata valutazione e in contraddittorio con le parti (se non in sede giudiziale quantomeno in una sede di opportuno confronto e conciliazione), ove la condotta di qualcuno- sia esso guida o meno – si riveli assolutamente inappropriata e colposa nell’aver allertato il mezzo a fronte di plateali ed evidenti ragioni che viceversa avrebbero cosentino di evitarlo potrà essere chiamato a rispondere delle conseguenze economiche del suo gesto.

    Tale valutazione dovrebbe comunque essere rimessa ad un terzo (giudice, authority specifica o qualcosa del genere) e non certo l’esercente il servizio tramite i suoi incaricati che passano avvolto radente.

    Si tratta comunque di una scelta pericolosa e da valutare attentamente nella sua attuazione pratica, poiché i servizi essenziali – in uno stato di normale democraticità – dovrebbero essere erogati comunque ed a prescindere e gli abusi repressi con i mezzi ordinari che già ci sono.

    Altrimenti di fronte ad eventi che, anche soloa scopo precauzionale richiedono l’ìallertamento del serviziio (siano una valanga, un incendio o una rapina) si rischia di indurre il cittadino a tentennare per il timore di pagare il costo di volo, il gasolio dell’autopompa o la benzina della volante.

    e poi magari, se ha tentennato, lo si indaga per omissione di soccorso…

    mala tempora currunt :o(

  68. 13
    Matteo Pellegrini says:

    Francamente la cosa più assurda mi pare chiedere il rimborso per una chiamata inappropriata a chi di sicuro non ha chiamato il soccorso, visto che era sotto la valanga. Credo proprio che Giovanna non dovrà pagare proprio nulla.
    E spero che la vicenda diventi paradigmatica per l’abolizione dell’eliski!

  69. 12

    Il nocciolo della questione è la motivazione del rimborso richiesto: «intervento inappropriato a mezzo elicottero»
    Cominciamo a capirci, almeno su queste pagine, visto che sembra da parte degli operatori “specializzati” (le virgolette non sono casuali) vi sia difficoltà di comprensione e/o anche solo di conoscenza delle normali prassi di intervento in caso di incidente, alla faccia appunto della “specializzazione”…
    Chiunque abbia partecipato ad un qualsiasi corso formativo sulle tecniche di intervento per incidente in valanga, insieme alle Guide Alpine, sa benissimo che il primo passaggio da eseguire è quello di allertare il soccorso organizzato e questo perché (visto che nemmeno noi siamo omaggiati della virtù dell’infallibilità) in caso non fossimo in grado, per svariati, considerabili o meno, motivi, di eseguire autonomamente il soccorso e/o l’eventuale ferito avesse riportato traumi tali da dover intervenire in brevissimo tempo, l’elisoccorso sarebbe in grado di fornire l’aiuto necessario in termini di squadra operativa sul terreno ed ovviamente (ma forse neanche tanto sembra) di essere in grado di intervenire medicalmente in tempi abbreviati proprio dal fatto che, siamo stati tempestivi ad allertarlo e quindi nel mentre stiamo eseguendo il disseppellimento l’elicottero è già in volo. In questi casi si possono salvare delle vite anche grazie alla tempestività d’intervento.
    Una Guida Alpina quindi in ogni caso, allerterà sempre e comunque il soccorso organizzato, perché né lei né nessun altro che sia umano, può valutare a priori se l’intervento di elisoccorso sia necessario o meno!
    Va da se che la frase di Gogna relativa all’assurdità di un provvedimento, scattato in base alle valutazioni di un “perito” con cognizioni ed esperienze personali infinitamente inferiori all’infortunato ed ai suoi compagni (le due Guide ovviamente) sia quantomeno arbitrario e dettato da, appunto, cognizioni falsate ed insufficienti ad una valutazione reale.
    Se aggiungiamo poi il comportamento quantomeno atipico che la collega Mongilardi ci fa osservare da parte del medico, direi anche atteggiamento arrogante, non professionale e presupponente, che , quello sì, andrebbe fatto rilevare in sede di valutazione deontologica!!!

  70. 11
    Alessandro Gogna says:

    Caro Emanuele, io non dico che “se al posto della guida alpina ci fosse stato una persona normale (preparata, coscienziosa, ecc. ma non guida alpina) il rimborso sarebbe giustificato”. Dico che, quando è presente una guida, il team di esperti nell’ambito del soccorso alpino (che deve giudicare SOLO AI FINI ECONOMICI se il comportamento è stato imprudente) non dovrebbe neppure porsi il problema. Per eventuali responsabilità giudiziarie è un altro discorso, la materia è molto più opinabile.
    Riassumendo: io sarei dell’opinione che il soccorso deve essere sempre gratis per tutti, ma se proprio dobbiamo metterci a giudicare AI FINI ECONOMICI e di rimborso a un ente comunque sprecone, allora mi pare che la competenza di una guida possa sempre essere al di sopra di queste questioni (economiche). Spero d’essere stato chiaro.

  71. 10
    marcello cominetti says:

    Direi che Alessandro Gogna ha risposto anche per me.
    nessun muro di intoccabilitá, solo corretto ouso delle parole.
    Anzi, proprio perché una guida alpina va in montagna ogni giorno, aumentano le probabilità di un errore, perché la guida non é dio. Mai pensato. Mi sembra che ci siamo chiariti.

  72. 9
    Emanuele Deiso says:

    Scusa ma non riesco a capire perchè se al posto della guida alpina ci fosse stato una persona normale (preparata, coscienziosa, ecc. ma non guida alpina) il rimborso era giustificato. Ovviamente parlo di uno scenario e un’evoluzione precisi e identici a quanto accaduto.

  73. 8
    Alessandro Gogna says:

    Vorrei precisare che il mio dire che per definizione l’operato di una guida non puo’ essere imprudente era riferito solo all’ambito della esigibilita’ o meno di un rimborso. Tutti siamo fallibili, anche le guide: ma nell’ambito del semplice rimborso spese alle ASL direi che il problema non si deve nepppure porre.

  74. 7
    Emanuele Deiso says:

    Mi chiamo Emanuele Deiso e sono un semplicissimo appassionato di montagna. Sicuramente non mi sono spiegato. Ci riprovo senza ironia.
    Premetto che sono un sostenitore convinto della gratuità del soccorso. In tutte le sue forme, senza se e senza ma. Il 118 si avvale anche del CNSAS e dell’elisoccorso per quanto riguarda il soccorso in montagna? Bene, paghiamo già le tasse. Non mi sembra il caso di infierire ulteriormente sull’utente. Altrimenti ce ne sarebbero centinaia di eccezzioni da far pagare, in tutti gli ambiti. O tutti o nessuno.
    In passato ho già avuto modo di utilizzare i servizi delle Guide Alpine e ne ho apprezzato la competenza. Se dovesse capitare nuovamente di sicuro mi affiderò a loro.
    Quello che trovo ridicolo (e lo ribadisco) è che si eriga un muro di intoccabilità attorno ad un professionista, a prescindere da tutto, che essendo umano ha la possibilità (probabilmente si tratta di un evento raro) di sbagliare e magari creare danni. E non voglio dire che possa sbagliare intenzionalmente per recare danno…
    Tutti i giorni capita di leggere notizie nelle quali professionisti dei più svariati settori sbagliano. Guai a condannarli o assolverli senza un giusto “processo”. In montagna idem.

  75. 6
    massimo ginesi says:

    “Se in un sinistro in montagna è presente una Guida Alpina, direi che PER DEFINIZIONE non si può parlare di incompetenza e imprudenza. ” è una affermazione decisamente forte.

    Premesso che la vicenda, così come narrata ha del surreale e che probabilmente la valutazione effettuata sommariamente da qualcuno (e si tratterebbe di capire chi) sull’intervento in questione ha la mera finalità economica di recuperare i costi di volo, resta il fatto che la guida – come chiunque altro essere umano – può sbagliare e può essergli rimproverata in determinati casi una responsabilità (non so se sia questo il caso, qualcuno mi pare se ne stia occupando a livello professionale per capirlo).

    A meno che non si voglia sostenere che ogni volta che è coinvolto un medico non vi può essere colpa medica, ogni volta che è coinvolto un giudice non vi può essere errore giudiziario e via discorrendo.

    La faccenda, assai più generale e complessa , è comprendere di volta in volta se vi sia qualcuno che ha sbagliato e debba rispondere delle conseguenze della propria condotta. Sicuramente non potrà essere chi arriva e sorvola e se ne va a stabilirlo.

    Fermo restando che chiunque, salvo che non appartenga alla divinità, può – purtroppo – sbagliare.

    buona serata

    mg

  76. 5
    paolo panzeri says:

    Non litigate, il problema della competenza e delle capacità nelle attività di montagna e in tutto ciò che ruota loro attorno qui da noi è enorme; per esempio in Slovenia e Francia dove la cultura della montagna è di gran lunga più elevata, meno spettacolare-calcistica, il problema è molto più ridotto.
    Faccio qualche osservazione che spero faccia ragionare, magari in un futuro miglioreremo.
    Il cai si appropria delle attività di montagna da sempre, ma da decine d’anni non coltiva più all’interno l’alpinismo e fra poco saranno numerose le cause nei confronti delle persone che certifica.
    Le guide devono lavorare in montagna e la montagna sicura è uno slogan, coltivato dal cai, detto solo da gente incompetente e incapace, per massimizzare il proprio ambito di azione.
    Il soccorso ha scarse competenze alpinistiche, ma ha un servizio generale ridondante molto ben finanziato.
    Il legislatore nella sua profonda incompetenza delle problematiche alpinistiche, legifera prendendo come base di partenza le leggi sulla sicurezza ormai famose e sentendo a rotazione persone che ritiene competenti perché in luce sui media, raramente persone con esperienza profonda e di alto livello delle problematiche alpinistiche.
    Il giudice giudica ovviamente secondo prassi normali, nominando esperti che esperti di solito non sono.
    Le assicurazioni assicurano in base a margini di copertura (loro)
    I costi dei servizi in questo marasma continuano a salire.
    Io so solo dare una indicazione; ridurre la struttura e rendere molto più difficile ogni selezione e scelta organizzativa o legale, senza fare delle guerre fra gruppi volontari e professionali che rafforzano le strutture incompetenti e i giochi di potere e d’immagine.
    Ma questo diminuirebbe fortemente il giro degli affari economici per almeno 5 anni.

  77. 4

    Egregio Emanuele (ma un cognome ce l’hai, innanzitutto), é bello che tu trovi ridicola una situazione che nulla ha a che vedere con il tuo esempio. Almeno ti farai delle risate.
    Visto che sfoderi competenza in materia, ti pregherei di dirmi perché mai una guida alpina nell’esercizio della professione dovrebbe commettere volontariamente imprudenze?
    Sulla competenza ti informo che le guide alpine sono le persone più competenti che frequentano la montagna in forma cosiddetta ludica. Per gentilezza rendici edotti rispondendo al resto.
    Grazie.

  78. 3
    Emanuele says:

    “Se in un sinistro in montagna è presente una Guida Alpina, direi che PER DEFINIZIONE non si può parlare di incompetenza e imprudenza. Dunque qualunque richiesta economica è infondata. Giovanna deve essere difesa da tutta la categoria e non solo.”

    Se un incidente automobilistico coinvolgesse un pilota professionista non si può parlare di incompetenza e imprudenza???????

    Semplicemente ridicolo.

  79. 2
    Valter says:

    io ho avuto un malore e il mio compagno ha chiamato il soccorso,all’arrivo dell’elicottero mi ero già ripreso.
    ma mi hanno portato lo stesso al pronto soccorso tra le ingiurie di una assistente,io al momento ero ancora shoccato e non capivo la sua arrabbiatura.poi per fortuna mi hanno tenuto in osservazione per 4 ore ed ho potuto parlare con un dottore per fare successive analisi. mi hanno dimesso senza ulteriori riferimenti all’uso inappropriato dell’ elisoccorso (mi trovavo in montagna) …questo per dire che qualsiasi cosa lieve possa accadere se alla chiamata dell’ elisoccorso siamo illesi è meglio che al suo arrivo abbiamo almeno una falange rotta.

  80. 1
    andrea says:

    Molto utile.

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