Il dopo Camp Jeep 2019

Il 2 maggio 2019 su questo quotidiano, davamo notizia di un evento tragico per le sue conseguenze ambientali e culturali, il Camp Jeep® 2019.

Come da copione l’evento si è svolto regolarmente dal 12 al 14 luglio 2019: a distanza di poco più di due settimane GognaBlog ha deciso di riprendere l’argomento, cercando di fare un quadro del fallimento di tutti i tentativi di fermare la manifestazione.
Il comunicato ufficiale, ripreso servilmente da molti giornali ed emittenti, è
molto trionfalista: parla dei nuovi record di altitudine (fino ai 2000 m del
Passo Rolle e su sei tracciati per un totale di una quarantina di km) e di
partecipazione (700 unità). Con orgoglio fa notare il centinaio di fuoristrada in
più rispetto alla passata edizione, che si è svolta in Austria nell’area dello
Spielberg, a 800 m sul livello del mare.

Il dopo Camp Jeep 2019

Lettura: spessore-weight(1), impegno-effort(1), disimpegno-entertainment(2)

San Martino di Castrozza, quartier generale del raduno, è stato affollato da oltre 1.500 persone, famiglie di jeeper incluse. Non a caso il prato sotto Malga Ces, dove è stato allestito il Camp Jeep, ospitava anche una ruota panoramica (l’anno scorso c’era una mongolfiera) e alcuni modelli giocattolo con le insegne delle Sette Feritoie per la gioia dei più piccoli. Anche le cabine dell’impianto di risalita che sovrastava l’area del raduno erano griffate Jeep.

Ruota panoramica, camp e attrazioni per tutti i gusti, ai piedi delle Pale

Pare che, all’insegna della sostenibilità, il Camp Jeep sia stato costruito con più di 100 metri cubi di tronchi schiantati dalla tempesta Vaia dell’autunno 2018.  In totale sono state impiegate 250 tonnellate di legno, una fine poco gloriosa per le piante della vicina “foresta dei violini” dove il liutaio Stradivari veniva a selezionare gli abeti di risonanza per fabbricare i propri strumenti musicali. Per la “pavimentazione” naturale sono stati utilizzati anche 306 quintali di cippato.

Il comunicato mena anche vanto del fatto che, in occasione del raduno (con oltre 200 giornalisti provenienti da Europa, Medio Oriente e perfino dal Giappone), sono stati esibiti in anteprima europea nuovi potenti modelli, tra i quali la Jeep più veloce e potente di sempre, la Grand Cherokee Trackhawk equipaggiata con un V8 turbo da 6.2 litri da 710 cavalli. Naturalmente “all’ombra delle Dolomiti, montagne patrimonio dell’umanità per l’Unesco”.

Nessuno di coloro che nei mesi precedenti ha protestato per l’uso distorto che si sarebbe fatto dell’ambiente montano è stato ascoltato: e i boschi riconosciuti Patrimonio Mondiale dell’Umanità per il loro valore estetico e paesaggistico e per l’importanza scientifica a livello geologico e geomorfologico, sono stati trasformati in un circuito off road privato.
Ciò che irrita e fa male è dover accettare che FCA (Fiat Chrysler), per accontentare 800 clienti smaniosi di mettere alla prova i propri fuoristrada e per incorniciare le proprie smanie di grandezza in una cornice grandiosa, ha dimostrato ottusa insensibilità e grande superficialità per quei boschi già funestati dalla tempesta Vaia dell’ottobre 2018.
Ciò che irrita e fa male è anche sapere che il mondo politico, il Comune di Primiero e la Provincia, in particolare gli assessori Roberto Failoni e Giulia Zanotelli sapevano che i danni sarebbero stati ingenti: strade forestali totalmente devastate dal passaggio di enormi fuoristrada, nello spregio che va a braccetto con il cattivo gusto e la maleducazione, blaterando di avventura.

«È una zona di natura eccezionale — aveva denunciato su La Repubblica Anna Facchini, presidente della SAT – e va valorizzata in altro modo. Trovo straziante che il marketing turistico si riduca a puntare su rumore, smog e motori, umiliando un luogo che proprio dieci anni fa ha ottenuto
la tutela dell’Unesco”
.

Luigi Casanova aveva osservato: “Ci si indigna per le grandi navi nel Canal Grande e non per le jeep nei parchi dolomitici, o per le cabinovie che girano anche di notte e che ti servono la cena sorvolando le foreste distrutte dalla tempesta Vaia, simbolo globale della terra ferita”.

Le incertezze della Provincia
Luca Andreazza il 13 luglio 2019 relaziona sulla risposta del presidente della Provincia all’interrogazione di Filippo Degasperi, consigliere del Movimento 5 stelle:
“Non si conoscono i dettagli tecnici e l’esatto tracciato dell’iniziativa dal momento che ne abbiamo appreso dagli organi di stampa”, così il presidente Maurizio Fugatti sul mega raduno di jeep previsto per questo week end in Primiero, che aggiunge: “Non risulta essere stata presentata alcuna domanda di autorizzazione agli uffici provinciali”.

In circa due mesi e mezzo la Provincia non sarebbe riuscita a raccogliere informazioni sull’evento, scarica sulle amministrazioni comunali, che hanno piena autonomia, e se arrivano oltre 500 jeep non interessa altro. Dall’aspetto ambientale a quello economico. Nonostante le dichiarazioni di voler approfondire, anche in sede di Stati generali della montagna (Qui articolo), le polemiche (Qui articolo) e le interrogazioni di diversi consiglieri (Qui articolo), i compiti non sarebbero stati fatti.

“Sono senza parole – commenta il pentastellato – si tratta di una presa in giro. L’unica preoccupazione della giunta è quella di catturare l’orso, il resto a quanto pare non interessa”.

A una settimana dall’evento (la risposta è datata 3 luglio) la Provincia, infatti, sembra sapere pochino sull’evento. “Sempre da articoli di stampa e attraverso successivi contatti con gli attori del territorio – spiega Fugatti – si è appreso comunque che l’iniziativa sarebbe stata promossa da un’agenzia incaricata dal titolare dell’evento (gruppo FCA) a seguito di una verifica, nel corso del 2018, prima della tempesta di fine ottobre, rispetto all’eventuale disponibilità della località ad accogliere la manifestazione”. 

I contatti, viene precisato nella nota, sono avvenuti tutti a livello locale, senza coinvolgere il Parco naturale Paneveggio-Pale di San Martino (Qui articolo), “il cui territorio – prosegue il presidente – sempre per quanto si apprende dalla stampa, non dovrebbe essere coinvolto nell’iniziativa. La giunta provinciale ha piena consapevolezza dell’autonomia dei comuni e dei territori all’interno delle loro competenze e non intende interferire con scelte che competono esclusivamente alle singole amministrazioni comunali”.

Insomma, i quotidiani vengono letti, ci si fa un’idea, arrivano circa 600 jeep, ma la giunta preferirebbe fermarsi lì, tanto che alle domande “Quale tipo di valutazione preventiva è stata effettuata in relazione ai probabili danni ambientali e se è stata prevista una forma assicurativa o fideiussoria a garanzia, per esempio, del ripristino degli ambienti attraversati dal tracciato”, la risposta è “Una valutazione definitiva sull’opportunità dell’iniziativa potrebbe essere rilasciata solo con la piena conoscenza dei contenuti“. 

Tra presidente, assessore all’ambiente Tonina e al turismo Failoni, nessuno si sarebbe preoccupato di raccogliere informazioni. “Non essendo noti i contenuti reali dell’iniziativa – continua Fugatti – si può affermare solo che, nel caso in cui venisse presentata formale domanda, sarà valutata a partire dai tracciati individuati, rispetto ai quali dovranno essere organizzati specifici sopralluoghi ed effettuate puntuali verifiche”.

Foto: Daniele Gubert

I danni ambientali? Andrebbero valutati. “Andrebbe in ogni caso condotta – aggiunge il presidente – la valutazione di incidenza ambientale per gli habitat e per le specie della Rete Natura 2000, ogni volta che sussista la possibilità di estensione delle incidenze sugli habitat e le specie interne. La direttiva europea richiede, infatti, che venga fatta una valutazione formale ogni volta che possa scaturire un profilo di possibile incidenza, a prescindere dalla distanza dell’evento dalla zona speciale di conservazione e da quella di protezione speciale. Sulla base di quanto appreso si possono solamente formulare osservazioni di principio rispetto all’equilibrio che è necessario ricercare tra l’evento da una parte e il patrimonio ambientale, immagine e posizionamento di mercato dell’ambito dall’altra”. 

L’idea è quella di definire le linee guida per l’individuazione delle attività umane incompatibili con le peculiarità dei territori montani. “L’esecutivo provinciale – evidenzia il presidente – ha piena consapevolezza del ruolo anche economico e sociale del patrimonio ambientale del Trentino e di quanto il pregio naturalistico del territorio influisca sugli stessi risultati economici del territorio”.

Ma se sono previsti finanziamenti, a quanto ammontano quelli di Trentino Marketing e altri enti e quali sono le istituzioni direttamente o indirettamente coinvolte?: “Non sono di competenza di questa amministrazione”.

Foto: Daniele Gubert

Il via libera
E’ solo qualche giorno prima della data che la provincia di Trento, dopo l’istruttoria tecnica, dà il via libera allo studio d’incidenza.

La manifestazione – si legge nel documento – denominata Camp Jeep è un raduno motoristico con campo base posto in località Malga Ces, nei pressi delle stazioni di arrivo/partenza degli impianti di risalita, quindi all’interno dell’area sciabile del PUP. I partecipanti del Camp, oltre ad una parte ludico-gastronomica che si svolgerà all’interno dell’area individuata, verranno accompagnati in escursioni lungo alcune arterie forestali, il cui permesso di transito è stato già richiesto ai Comuni proprietari delle medesime.

Tutti i transiti avverranno in aree esterne al Parco Naturale Paneveggio Pale di San Martino e quindi esterne anche alla ZSC “Lagorai Orientale – Cima Bocche”, dal momento che i confini coincidono. Le strade saranno percorse dai mezzi ad andatura moderata (non si tratta in alcun modo di prove di velocità), contingentati in piccoli gruppi e saranno controllati da tutor posti lungo i tracciati”.

I furbetti del radunino
Si è parlato anche di divergenze di vedute tra SAT centrale e SAT locale: queste possono anche esserci. Però Luigi Casanova riferisce che il presidente SAT locale è la stessa persona che fa le valutazioni di incidenza ambientale da mandare in Provincia per conto della società che organizza il raduno di Jeep (in precedenza aveva fatto quella del concerto in quota di Moroder), mentre il vicepresidente della Sat locale è quello che elogia il raduno dicendo “Se vogliamo mantenere viva la montagna, dobbiamo incentivare l’economia, non continuare con gli ostracismi“. Questo fa davvero pensare che l’etica crolli in questa SAT locale, tanto più che in SAT centrale non si fa parola di ciò.

Foto: Daniele Gubert

Le immagini sui social
Sono stati in molti a prendere le distanze dalle immagini che sono girate sui social, con jeep che attraversano il torrente Vanoi. Da chi sono state autorizzate, quante sono, quali sono i tragitti percorsi, ma soprattutto è questo il messaggio turistico che la valle vuole trasmettere? Dov’è finito il territorio “Green way?”.

L’organizzazione si è affrettata a precisare che il Vanoi è stato interessato solo da alcuni passaggi promozionali, mentre i percorsi ufficiali del Camp Jeep, non hanno interessato il territorio e non sono stati autorizzati.

La foto che pubblichiamo (frame tratto dal video promozionale dell’evento) è divenuta però in poche ore virale su alcuni gruppi facebook e ha destato particolare disappunto in zona. Tanto da far intervenire anche il locale Consorzio turistico del Vanoi che si dichiara estraneo ad attività di questo genere sul territorio.

“Promuoviamo da tempo – spiega Marco Felici, presidente del Consorzio turistico del Vanoi – un territorio green, un cuore verde del Trentino che sia davvero tale e ci ritroviamo poi immagini come queste sul web? Si tratta di un vero e proprio pugno nello stomaco per il nostro ambiente e per la Valle, oltre che per il nostro marketing, fatto di eventi ecosostenibili, attenti all’ambiente e alla cura del territorio”.

Jeep attraversano il torrente Vanoi in un video che viene diffuso sui social (frame tratto dal video promozionale)

I commenti sui social confermano la linea del Consorzio turistico del Vanoi e si chiedono in particolare chi abbia autorizzato attraversamenti del torrente o eventi off road di questo genere. Un messaggio per l’ambiente, che non passa di certo inosservato.

Dopo la cronaca di quanto è successo e alla luce delle deprimenti immagini possiamo solo chiedere che siano individuati i responsabili. Occorre che un forte movimento d’opinione si aggiunga a chi già da prima si era opposto e chieda alla magistratura trentina un’immediata indagine tesa a identificare i responsabili degli scempi ognuno nel proprio profilo istituzionale (Comuni e Provincia) e a intervenire presso le autorità che, con un comportamento omissivo, non hanno impedito né denunciato quanto accaduto. La tutela ambientale non è ristretta solo alle aree protette ma, come da sentenze della Cassazione, a tutti gli ambienti naturali.

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Il dopo Camp Jeep 2019 ultima modifica: 2019-08-02T05:38:41+02:00 da GognaBlog

14 pensieri su “Il dopo Camp Jeep 2019”

  1. 14
    luisa zonni says:

    No.n sacrifichiamo la natura in nome dell’economia e del guadagno!!!
    Alla lunga non paga e ci rende colpevoli della distruzione di ciò che di bello e irripetibile ci è stato donato

  2. 13
    Luciano pellegrini says:

    Ho ricevuto su FB diverse offese per essere contrario a questa STUPIDATA CHE HA AVUTO MOLTISSIMI… MI PIACE! EVVIVA! pubblico questo commento: 
    Luciano Pellegrini ma fammi capire pensi che li in vacanza e a passeggiare la gente ci arriva a piedi da tutta Italia???? 🤣🤣🤣
    Fossi? Ma hai visto le foto o parli per parlare? Sicuramente nn sai dove è e cosa c’era ma sei bravissimo ad aprire e dare fiato alla bocca .
    La montagna vive anche grazie a 💰 con cui possono fare investimenti per il territorio ma capisco perfettamente che nn tutti ci arrivino! P.S.: hai idea di quante macchine ci siano in trentino? Ma di che parli? (non ho tempo e voglia di andare a trovare il nome DI QUESTO PSEUDO AMBIENTALISTA… FORSE SEI TU ALEX? SE NON LO SEI HAI UN ALTRO AMICO… MA NE SIETE TANTI! SE HAI FIGLI NON TE NE FREGA DI QUELLO CHE AVETE COMBINATO? LA COLPA NON E’ VOSTRA E DEGLI ORGANIZZATORI MA DI CHI PENSA AI SOLDI E DI CHI HA GLI OCCHI CHIUSI – AD INIZIARE DALLA MAGGIORANZA DELLE 80TTANTA ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE FRA CUI PRIMEGGIA LA PRIMA ASSOCIAZIONE AMBIENTALISTA!)
     

  3. 12

    Alex, il terrorismo bisognerebbe farlo davvero, ma non psicologico, in certi casi. E’ che personalmente sono un vile e codardo e non lo pratico, ma vorrei rinascere terrorista romantico, giusto e inafferrabile. E capace di difendere cause giuste, terrorizzando così gli ignoranti
    E poi come ti esprimi? Ostia, ci vuole l’interprete, caspiterina!
    Per dare efficacia al tuo commento metterei qualche punto e qualche virgola. Sarai mica trentino 4×4? 

  4. 11
    Alex says:

    Buona sera con questo articolo state facendo solo un terrorismo psicologico solo si può avere rispetto alla natura anche se fanno dei raduni con fuori strada o delle manifestazioni del genere nel mondo c’è ben altro da fare articoli grazie 
     

  5. 10

    Il Trentino è la provincia italiana in cui maggiormente la politica agisce a due mani: la destra e la sinistra, senza però che l’una sappia cosa fa l’altra. Gli esempi non mancano e questo è solo uno dei tanti.
    Indipendentemente dall’area geografica nascerà un amministratore (sicuramente c’è già) che proporrà senza farlo il suo territorio come intoccato dalla mano umana, per quanto possibile: dove non si organizzano eventi, dove non ci sono i giochi di plastica (o legno) per bambini, le caprette tibetane, le spiaggette a 2000m., i cartelli indicatori, i parchi avventura, i concerti sui prati, le presentazioni di libri prezzolate dagli editori, i festival di checcazzo e tutte ‘ste cose che per molti “valorizzano” quello che ha già il massimo valore assoluto, ovvero la Natura.
    Ecco, là ci andranno in soggiorno (non in vacanza, notate bene) le persone intelligenti, ricche nell’anima e amanti della tranquillità, che comunque mangiano, dormono, si comprano qualcosa se le serve e… soprattutto non rompono i coglioni!Un po’ come in una famosa canzone di un certo Lennon che si chiama Imagine che comunque fa ancora sognare e sperare anche quegli inconsapevoli che credono che un SUV bianco e figli biondi con gli occhi azzurri ben vestiti siano il passaporto per la vacanza perfetta. Poveracci.

  6. 9
    agh says:

    Il problema, al di là del giudizio sull’evento in sé, è come si fermano queste iniziative. E’ quasi impossibile, visto che la politica è complice, e anzi è la prima a trasgredire le regole: del parere del Parco contrario, ad esempio, sia del concerto di Moroder che del raduno Jeep, se ne è fregata bellamente. Quando l’arbitro non arbitra ma sta da una parte, il confronto è impari, il gioco democratico è truccato. Poi c’è anche da dire che buona parte dei valligiani era favorevole al raduno. La forestale chiamata dal malgaro sul M. Vederna perché aveva le jeep nei prati, pare abbia stoppato le scorribande ma non abbia elevato nessuna contravvenzione. Anche su questo, andrebbe fatta luce. Il “forte movimento popolare” che invoca Gogna non è poi tanto forte: a parte i social, non ha armi, e i media sono sempre dalla parte dei valorizzatori. L’abbiamo visto bene anche con la Translagorai, lo spazio è sempre 10 a 1 per i valorizzatori. E quando l’ente pubblico fa piovere soldi, gratis, sempre sui soliti soggetti, i valorizzatori e i valorizzati li difendono con le unghie e coi denti. Sperare che si muova la magistratura trentina è come aspettare l’arrivo dei marziani. Del resto non è un caso se in Trentino per far scoppiare lo scandalo delle cave abusive in Valsugana (TN) hanno dovuto chiamare la Forestale del VENETO.

  7. 8
    Matteo says:

    Eros, ho una notizia per te: tu sei vecchio e rincoglionito, anche avessi 20 e facessi estrazioni di radici cubiche a mente.

  8. 7
    Luca Visentini says:

    Ogni tanto salta fuori un Eros, un Bonino o un M. L., a ricordarci che siamo in pieno neoliberismo.

  9. 6
    Alberto Benassi says:

    e allora caro Eros vai a tutta birra con motosega e lanciafiamme, facciamo fuori tutti i boschi , spianiamoli per farci piste per fuoristrada e motocross dove questo potranno rombare a sgassare a tutta randa.  Oltre tutto l’aria fine dei boschi è molto nociva alla salute. Che gli animali che ci abitato che se ne vadano da un’altra parte…mica è loro il mondo.
    Molto meglio l’aria che si respira a Taranto grazie ai residui delle acciaierie.
    E poi vuoi mettere i rifiuti sotterrati nella terra dei fuochi, hanno prodotto così tanta ricchezza che ne ha beneficiato l’intero welfare della regione Campania.
    Le Apuane sarebbe l’ora che le spianassero tutte, per altro ci fanno tante belle moschee, pavimenti e statue che abbelliscono il mondo e ci rendono questo paese grande nel mondo. Infatti l’attività di cava la  chiamano COLTIVAZIONE !!

  10. 5
    Eros says:

    Venezia fa del turismo il suo petrolio? Quella è l’Italia che volete? Volete la decrescita felice? Bene ma accettate di non avere più un welfare. Non è logico volere ricchezza senza produrla. Questa mentalità sta affossando il paese. E quando saremo tutti vecchi e rincoglioniti ci renderemo conto che non ci saranno più giovani a cui dare il testimone. Gogna esci dal torpore per favore!

  11. 4
    Carlo Raffin says:

    Le grandi battaglie «contro» sono tipiche dell’italiano che crede che il proprio paese crei ricchezza dal turismo e dalla cultura ovvero il «la cultura è il nostro petrolio». Balle! L’Italia è (era) un paese industriale
    Vero ma solo in parte, il problema è che non sappiamo valorizzare quello che abbiamo. All’estero grazie al turismo, riescono a far rendere anche una siepe secca. Figuriamoci qui in Italia con tutto quello che abbiamo…non ci sarebbe da inventare niente.  

  12. 3
    Luciano pellegrini says:

    Io e penso tanti altri cittadini italiani, vorremmo che il MINISTRO COSTA si esprimesse, a favore o contrario.

  13. 2
    Eros says:

    Le grandi battaglie «contro» sono tipiche dell’italiano che crede che il proprio paese crei ricchezza dal turismo e dalla cultura ovvero il «la cultura è il nostro petrolio». Balle! L’Italia è (era) un paese industriale (dal cibo alla componentistica militare), questo ha permesso ha molte famiglie a non soffrire più la fame. Se rinunciate a questi eventi, verrannk fatti da altri. E quando mancheranno i soldi vi lamenterete per la scarsa manutenzione. Magari vorrete stampare moneta per farlo, ma chi paga se il paese è in calo demografico e sempre più vecchio? Chi lavora? Chi paga le tasse? Allora invece del solito piagnucolare e perbenismo, si offra un modello alternativo e in cui ci ai guadagna (per reinvestire). Altrimenti tutti sono bravi ad essere contro, i consensi sono facili perché si punta alla pancia e non alla testa delle persone. Non vi piacciono i privati? Andate porta per porta a chiedere i soldi ai contribuenti già spremuti, chiedetegli altri soldi, vedrete come vi risponderanno. Ma voi, forse, preferite seguire la via politica che non chiede direttamente soldi ma se li prende violentemente aumentando le tasse. Bravi! Bon esistono pasti gratis! Sveglia!

  14. 1
    Roberto Mosele says:

    Le Dolomiti sono un patrimonio di tutti ed é triste vedere questi scempi, perpetrati sempre in nome del “mantenere viva la montagna”. Con questi eventi la si uccide. 
    Se poi “incentivare l’economia” significa deturpare la natura, allora credo che gli amministratori di questi luoghi non abbiano la minima idea di quale futuro si prospetti. Ricordo un progetto di rivalutazione “vero” proposto da un imprenditore della Val di Fiemme e riguardante l’area del Passo Rolle, che prevedeva lo smantellamento (sì é vero) di buona parte degli impianti sciistici a vantaggio di un turismo a misura più naturale (percorsi con ciaspole, sci-escursionismo, passeggiate su neve battuta) anche in funzione di cambiamenti climatici che avevano visti gli stessi impianti chiusi la stagione precedente per mancanza di neve. Ebbene questo progetto é stato bocciato proprio dagli stessi gestori degli impianti, che per presunti interessi privati hanno rifiutato la possibilità di aprire gli occhi ad un futuro verde … anche per le loro tasche…
    Sono trentino, ma mi dissocio da certe scelte che guardano solo ed esclusivamente all’evento e a quello che può portare in termini di soldoni, limitati al solo evento. Bisogna guardare oltre, avere una mente aperta e capire che il futuro é nella natura, nella sua bellezza e nella sua asprezza, certo. Ma chi vive in città e viene nei nostri monti per vacanze o sport, vuole trovare un ambiente integro, non rumore, smog, caos e solchi di fuoristrada…. 
    Grazie Alessandro Gogna per le puntualizzazioni e riflessioni pertinenti.

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