Il messaggio positivo di Nirmal Purja

Il messaggio positivo di Nirmal Purja

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Una progressione impressionante quella di Nirmal Nims Purja, il gurkha nepalese che ha scalato l’Annapurna 8091 m il 23 aprile 2019, il Dhaulagiri 8167 m il 12 maggio, poi il Kanchenjunga 8586 m il 15 maggio, l’Everest 8848 m e il Lhotse 8516 m il 22 maggio e infine il Makalu 8485 m il 24 maggio. Sei Ottomila in cinque settimane!

Ovviamente c’è chi fa notare che Purja ha compiuto questo exploit usando l’ossigeno (solo il Dhaulagiri è stato da lui salito facendone a meno): ma a noi sembra un’impresa sportiva di prim’ordine che, pur lasciando nel provvisorio campo del sogno l’idea di fare la stessa impresa prima o poi senza ossigeno, ha l’indubbio sapore di un gesto comunque sovrumano. Aggiungiamo che in queste sue “gite” veloci Purja ha trovato anche il tempo di impegnarsi in due soccorsi nella zona della morte sull’Annapurna e Kanchenjunga.

Nirmal Purja

Ma per Nirmal Purja il compito non è certo finito, anzi diciamo che è a metà strada. L’instancabile gurkha, terminata la prima fase del Project possible, si concede ora una breve fase di riposo prima di volare in Pakistan, per ricominciare a collezionare Ottomila. Là sarà il teatro della seconda parte del suo progetto: scalare il K2 8611 m, il Nanga Parbat 8126 m, il Broad Peak 8047 m, il Gasherbrum I 8080 m e il Gasherbrum II 8034 m. Questa seconda parte dovrebbe essere completata entro il 1° agosto 2019.
Nella terza fase, che avrà inizio a settembre, Nirmal si dedicherà ai restanti tre Ottomila Manaslu, Cho Oyu e Shisha Pangma, tentando di scalarli entro il 1° novembre 2019 e quindi riuscendo nell’impresa di salire i quattrodici Ottomila in sette mesi.

Nirmal Purja

“Quando ho annunciato il mio progetto, nessuno mi credeva. Ma ora sono stato in grado di dimostrare ciò che un uomo può fare se è disposto a farlo”, ha dichiarato Purja, durante un incontro con la stampa organizzato a Kathmandu. Ha inoltre espresso la sua convinzione che il suo successo ha cambiato la percezione del potenziale umano, oltre a gettare la nuova luce dell’iniziativa sulle capacità degli alpinisti nepalesi. L’obiettivo principale di Purja con il Project Possible è quello di raccogliere fondi per le organizzazioni militari britanniche e di beneficenza nepalesi che aiutano veterani, feriti e bambini bisognosi in Nepal.

Attraverso il suo progetto, Purja vuole anche sensibilizzare le persone di tutte le età agli effetti del cambiamento climatico sull’umanità.

Nirma Purja ha trascorso 16 anni nell’esercito britannico, 10 dei quali nelle forze speciali del Regno Unito. Ha lasciato il servizio militare nel 2019 per concentrarsi sul suo progetto.

Quello di Purja potrà anche essere un alpinismo “discutibile”, ma GognaBlog gli fa volentieri i propri complimenti, nonostante le polemiche sugli spostamenti in elicottero e l’uso dell’ossigeno supplementare.

Ci sono state volte in cui non ho dormito per settimane, arrampicando giorno e notte. Ci sono stati momenti in cui mi addormentavo senza controllo sui pendii anche durante le raffiche di vento. Il corpo agiva in modo autonomo, ma le mie gambe non si muovevano in avanti e mi sono sentito senza speranza. Ho combattuto contro la natura nella zona della morte e i membri della mia squadra in varie occasioni si sono ammalati sulla montagna. Ci sono stati momenti in cui le emozioni correvano veloci e ho dovuto mettere la mia e la vita della squadra a rischio sopra la zona della morte. Questo anche quando abbiamo compiuto il salvataggio di altri alpinisti senza ossigeno e nessuno è venuto ad aiutare. Ci sono stati momenti in cui abbiamo immaginato di fallire (Nirma Purja)“.

Gelje Sherpa (a sinistra) e Nirmal Purja (a destra) dopo la salita al Makalu del 24 maggio 2019. Foto: FB @Dawa Sherpa

Il messaggio
L’alpinista gurkha pochi giorni fa ha postato queste righe. Un bel quadro della sua filosofia di vita, che ci allieta leggere, un invito a non aver paura e segnale di fiducia proprio nel momento in cui ci stiamo accorgendo di quanto ce ne sia bisogno:

Nell’arco di 48 ore ho scalato tre delle più alte montagne da 8000 metri, Everest, Lhotse e Makalu battendo il mio precedente record di 5 giorni.

Come avrei potuto fallire, amici miei?

Io rappresento la migliore unità di classe 1 al mondo – forze speciali del Regno Unito / special Boats Service #sbs. Io rappresento i più coraggiosi dei coraggiosi – i gurkha.

Sono nato in una famiglia povera in una zona molto remota del Nepal, ma con l’obiettivo, il sogno e la visione per un intenso lavoro, determinazione e mentalità positiva, sono passato da ragazzo di villaggio alle forze speciali di classe 1 British… Rappresento quelli che non ne hanno avuto l’opportunità ma disposti a crearsene una. Io rappresento sia il Nepal che il Regno Unito.

Io rappresento i miei fratelli sherpa che sono stati la frontiera degli uomini degli 8000 dal giorno 1.

Everest, primavera 2019, salita dell’Hillary’s Step. Foto: Nirmal Purja.

Rappresento coloro che mettono tutto per la loro visione e continuano a insistere, nonostante qualsiasi cosa gli altri abbiano  da dire.

Sono anche il sostegno per mia mamma e mio padre che sono in uno stato di salute molto povero, so di essere tornato. Hanno dato i loro risparmi e tutto per la mia educazione e chi sono oggi è merito loro. Ora non possono più lavorare, ora è mio dovere prendermi cura di loro. Per questo motivo devo sopravvivere a qualsiasi cosa.

Con tutto il rispetto, io rappresento la positività e l’implacabile ricerca dell’eccellenza. #Nopressure

Tutto nella vita è possibile se si è armati solo di un approccio determinato e una mentalità positiva. Parola di Nirmal purja mbe.

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Il messaggio positivo di Nirmal Purja ultima modifica: 2019-06-10T05:46:37+01:00 da GognaBlog

5 pensieri su “Il messaggio positivo di Nirmal Purja”

  1. 5
    Sergio bella says:

    Tutta la mia simpatia e la mia stima per questo grande montanaro e alpinista…in quanto alle cose sull’Everest…che due p@@@e…affari loro…(basta si riportino l’immondizia…)…che poi sul Cervino, su rosa, sul bianco, alle tre cime…stesse storie…

  2. 4

    Ragazzi, qui non c’entra la morale a chi si mette in coda sulle normali agli 8000. Che vadano pure lì cosi restano liberi altri posti. Qui si è davanti a un uomo coi contro cazzi. Ho diversi amici nepalesi che appena hanno potuto hanno mandato il loro figlio nei ghurkas. Piaccia o no, siamo.di fronte a persone di statura morale immensa. Dico questo perché conosco il Nepal e le sue condizioni di vita. Mi associo ai complimenti del gognablog, come potrei non farlo?!

  3. 3
    Andrea says:

    Concordo con Matteo…
    Solo per l’ambizione, e per il desiderio di salire la più alta montagna del mondo si vedono spettacoli come quello… Quando esistono montagne un po’ più basse, molto meno costose e molto più remunerative da salire…
    L’ambizione a volte può essere positiva… Molte altre volte no.

  4. 2
    Paolo Panzeri says:

    Che solidità d’Uomo !

  5. 1
    Matteo says:

    L’ultima foto è una delle cose più raccapriccianti e deprimenti che abbia mai visto!

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