Il recupero dei sacconi

Il recupero dei sacconi
di Alexa Flower
(da Climbing n. 347, http://www.climbing.com)
Titolo originale: How to haul. Traduzione © Luca Calvi

 

Padroneggiate l’arte del recupero per la vostra prima big wall!
Sono parecchi i fattori che possono incidere sul successo o meno di una scalata su una big wall e, per i principianti, il recupero del saccone può diventare di certo il più duro dei passaggi-chiave. La combinazione delle migliori tecniche assieme a parecchia pratica fatta prima della scalata possono trasformare in una impresa semplice e assolutamente gestibile lo sconfortante compito di riuscire a tirar su voi, il vostro compagno e parecchie decine di chilogrammi di materiali lungo una parete alta mille metri. Che la cordata sia composta da due omoni oppure da due minute ragazze, questa guida al recupero aiuterà chi si accinge a salire per la prima volta una big wall a portare a termine felicemente quella salita.

Lista del materiale
Carrucola bloccante – per esempio Petzl Pro Traxion o Mini Traxion
Corda da recupero – 60 m di corda statica da 9,8 mm.
Cordino da lower-out – cordino da 7 o 8 mm, da 12 a 15 m. circa.
Protezione nodo – parte superiore di una bottiglia di plastica tagliata via
Girella per recupero – Per esempio girella Black Diamond Rotor
Dispositivo per la risalita – gri-gri o bloccante, a scelta
Moschettoni a ghiera – almeno 12
Due daisy chain – regolabili o standard, a scelta
Due staffe (per esempio  le Yates big wall Ladder)

Primo passo
Attaccare il saccone alla corda di recupero
– Prima di alzarsi da terra assicurarsi che la corda da recupero e il saccone siano attaccati correttamente. Collegate all’asola principale del saccone, utilizzando un moschettone a ghiera, la girella che servirà ad evitare che il saccone si metta a girare fino a far aggrovigliare la corda. Collegate la corda da recupero all’altro capo della girella utilizzando un nodo a otto inseguito e un moschettone a ghiera.

– Proteggere questo nodo usando la parte superiore della bottiglia che sarà sistemata sul cordino attorno al nodo. Questo eviterà al nodo di subire danni qualora venisse fatto sfregare contro spigoli acuti e roccia ruvida.

– Utilizzando un altro moschettone a ghiera collegare il cordino da lower-out al moschettone che collega il saccone alla girella.  Collegare il cordino da lower-out al di sotto della girella per evitare eventuali intrappolamenti.

Questioni di stile: ci sono due asole principali su un saccone da recupero per il collegamento con la corda da recupero. Lasciate una delle asole collegata alla girella con il moschettone a ghiera. Collegate l’altra asola al moschettone a ghiera con un altro moschettone, senza ghiera. Quando avrete bisogno di mangiare o di bere qualcosa, oppure di prendere altro materiale, staccate il moschettone senza ghiera ed avrete un accesso comodo al sacco.

recuperosacconi0001

 

Secondo Passo
Primo di cordata: piazzare la sosta e prepararsi al recupero
– Fate in modo di avere un piano che vi consenta di avere tutto già organizzato. Sono molte le cordate che passano ore per liberare le corde e sistemare la sosta solo per non averlo fatto in modo sistematico. Quando ci si trova ad avere davanti una via con trenta tiri il tempo perso aumenta a dismisura. Se è possibile tenete gli ancoraggi separati, in modo tale che il secondo possa risalire da un lato mentre il saccone viene sollevato dall’altra. Se il primo di cordata arriva a una sosta a tre punti di ancoraggio su spit  potrà creare un primo ancoraggio principale con lo spit sinistro e quello mediano, e un secondo punto di ancoraggio principale con lo spit mediano e quello destro. Un ancoraggio servirà al secondo di cordata per tirarsi su, mentre l’altro potrà essere usato per issare il saccone.  Questo permette di tenere le corde separate, consente di avere più spazio per i compagni di cordata e fa risparmiare tempo nell’organizzazione della sosta.

– Collegate il capo della corda da recupero all’ancoraggio con un moschettone a ghiera. Se va storto qualcosa nel sistema, il peso del saccone andrà a finire sull’ancoraggio invece che addosso allo scalatore che lo sta issando.

– Collegate la carrucola bloccante all’ancoraggio principale con un moschettone a ghiera e fateci passare dentro la corda da recupero (seguite le istruzioni delle varie carrucole bloccanti.  Utilizzate i dentini per il bloccaggio. Alcuni dispositivi hanno bisogno di essere bloccati utilizzando un moschettone senza ghiera attraverso il punto di collegamento più basso, al fine di prevenire l’apertura della puleggia).

– Collegate un dispositivo da risalita all’anello del vostro imbrago e al capo libero della corda (gri-gri o maniglia). Questo vi metterà in condizione di poter issare il saccone con il dispositivo da risalita anche utilizzando il corpo come contrappeso.

– Per rinforzare la carrucola bloccante, collegate una fettuccia o un rinvio all’ancoraggio principale e alla corda da recupero subito sotto il vostro dispositivo. Questo funziona da sicurezza nel caso di malfunzionamenti della vostra carrucola bloccante.

– Urlate “recupero pronto!” al compagno.

Questioni di stile: Quando issate il saccone fate appoggiare la corda sul ginocchio o sul piede, poi legatela con una fettuccia e collegatela all’ancoraggio a debita distanza.

Nunavut, Isola di Baffin (Canada)
BAFFIN ISLAND, NUNAVUT, CANADA. A rock climbing expedition prepares to lower huge haul bags that are used to drag food, water and equipment up a big wall climb. This load was so heavy that the friction generated by a braking device almost melted the rope.

 

Terzo Passo
Secondo di cordata: spostamento del saccone sulla verticale (lower-out)
– Quando il primo di cordata urla “pronto a recuperare” il secondo cala il saccone dalla sosta inferiore fin sotto alla verticale della sosta superiore (la manovra si chiama lower-out) per fare in modo che non vada a sbattere contro la roccia ed evitare quindi eventuali danneggiamenti alla corda e al contenuto del saccone.

– I sacchi dovrebbero essere collegati all’ancoraggio con un mezzo barcaiolo con asola di bloccaggio (v. passo quinto, bloccare il saccone) sul cordino da lower-out. Dopo che il primo ha recuperato tutta la corda da recupero, sciogliere l’asola sul cordino da lower-out in modo tale che il sacco sia trattenuto dal mezzo barcaiolo. Assicuratevi di avere in mano il cordino del lower out in modo tale che il saccone non sfugga al controllo.

– Abbassate fuori  il saccone facendo passare il cordino per il mezzo barcaiolo fino a quando il saccone arriva a trovarsi sotto all’ancoraggio superiore e quando chiaramente si vede formarsi il lasco del cordino di lower-out.

– Staccare dall’ancoraggio inferiore il cordino di lower-out e lasciarlo libero. Rimarrà attaccato al sacco da recupero senza dare disturbo e sarà già pronto per il prossimo utilizzo. Urlare al primo di cordata “Recuperalo”.

Questioni di stile: se ci sono tetti o altre strutture nelle quali il saccone potrebbe incastrarsi, fate in modo di avere a portata di mano il cordino da lower-out (collegatevelo all’imbrago con un moschettone in modo che ci passi attraverso) mentre state risalendo. Se il saccone si incastra, tirate la corda per sbloccarlo dagli ostacoli.

Quarto passo
Primo di cordata: issare il saccone
– Estendete al massimo le daisy chain (o ciò che è stato utilizzato dallo scalatore per ancorarsi in sosta) per guadagnare quanto più lasco possibile.

– Fate in modo che le staffe siano collegate all’ancoraggio davanti a voi per trovarvi in una posizione comoda.

– Utilizzando il corpo come contrappeso accovacciatevi di colpo per far sbalzare i sacchi e issateli (cercate di far sì che la gravità faccia il proprio lavoro).

– Alzatevi e tirate sul lasco per far sì che il dispositivo di risalita sull’anello dell’imbrago arrivi vicino alla carrucola di bloccaggio sull’ancoraggio.

– Lanciare poderose urla di forza e di rabbia!

– Ripetere.

Questioni di stile: fate in modo di prendere un certo ritmo e acquistare efficienza facendo sempre movimenti ampi. Piazzate il dispositivo di recupero dei sacconi all’altezza degli occhi e quando vi alzate fate in modo che i piedi siano alla stessa altezza. Se il saccone si incastra tirate sul capo della corda che sostiene il peso mentre contemporaneamente vi accovacciate (un dispositivo di risalita messo all’inverso potrà essere d’aiuto in tal caso) per far sì che il movimento ricominci.

Quinto Passo
Primo di cordata: bloccare il saccone.
– Bloccare il saccone usando un mezzo barcaiolo con asola di bloccaggio sul cordino usato per il lower-out. Questo evita di dover sollevare grossi pesi e consente poi di controllare il sacco durante il lower-out.

– Usando un moschettone a ghiera, collegare il mezzo barcaiolo con asola di bloccaggio a un ancoraggio principale. Stringere il mezzo barcaiolo tirando al massimo l’asola in modo tale che ci sia il minor lasco possibile tra il nodo e il saccone. Rinforzare il sistema collegando l’asola del nodo all’ancoraggio.

– Allentate i dentini del dispositivo di recupero e fate passare il peso sul cordino da lower-out. Usare il dispositivo di risalita ancora collegato alla corda per calare lentamente il saccone sul cordino da lower-out.

– Adesso ad avere il lasco è la corda da recupero, che può essere staccata dal dispositivo di recupero. Staccare anche il bloccante dalla corda di recupero e prepararsi al tiro successivo.

Questioni di stile: Bloccate il saccone con la minor quantità di lasco possibile sul cordino da lower-out. In questo modo il saccone sarà appeso all’altezza dei piedi e gli scalatori potranno raggiungere facilmente il sacco per prendere da mangiare o da bere. Il saccone, inoltre, può fungere da trespolo in caso di sosta appesi.

Paranchi
Per big walls che richiedono più di tre giornate in parete o cordate superiori ai due componenti il saccone può essere troppo pesante per poter essere issato da una persona sola. Se il saccone pesa più dello scalatore il paranco può rendere più semplice issarlo. Portatevi un sistema di recupero predisposto del tipo 2:1. Per quanto ostici possano sembrare nominarli, questi sistemi sono utili e di facile utilizzo. Per informazioni e istruzioni v. Tech Tip – Aid – 2.1 Hauling Ratchet (tinyurl.com/z5645xd). Far pratica con questo sistema prima di utilizzarlo in parete.

Vedi anche Intelligenza artificiale, di Fabio Elli e Diego Pezzoli, Versante Sud, 2016.

recuperosacconi-1363140720

 

Alexa Flower lavora d’inverno sulle piste da sci come addetta alla sicurezza e d’estate allo YOSAR. Ha scalato parecchie vie a El Capitan, tra le quali anche Zodiac, The Shield e The Nose in giornata.

1
Il recupero dei sacconi ultima modifica: 2016-10-26T05:20:28+02:00 da GognaBlog

3 pensieri su “Il recupero dei sacconi”

  1. 3
    Alberto Benassi says:

    Giando, nel maggio del 1988 tentammo il Nose. Eravamo in 3. Per diversi motivi non riuscimmo a fare la salita. Arivammo un pò sotto El Cap Tower bivaccando sulle staffe in mezzo ad un tiro.
    Avevamo viveri e roba da bere per 3 giorni più altra roba. Il saccone era enorme e pesava un casino.
    A tirarlo su, si faceva una fatica bestia. Spesso si incastrava . Insomma un vero nemico.
    Sulle traversate era impressionante vederlo partire in pendolo.
    Fu una fatica anche riportarlo giù quando decidemmo di rinunciare.
    Non eravamo abituati a questo tipo di scalate. E il saccone era troppo grosso e pesante. Pensa che avevamo anche alcuni barattoli di ravioli. Senza dubbio pagammo molto l’inesperienza.
    Fu comunque una bella avventura.

  2. 2
    GIANDO says:

    Grande Alberto 🙂

  3. 1
    Alberto Benassi says:

    il saccone da recupero è indispensabile, ma è un personaggio che non collabora. Diciamo pure che rema contro.
    E come giustamente recita l’articolo alcune salite possono fallire se non si gestisce il saccone nel migliore dei modi.
    Esperienza vissuta.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.