Il Sasso “Prois” sotterrato

Molti di voi ricorderanno un post da noi pubblicato il 19 agosto 2016 in cui si denunciava l’assurda situazione di un masso erratico, il famoso Sasso Preuss, situato in uno dei pochi prati ancora presenti accanto a Courmayeur (vedi https://www.gognablog.com/il-sasso-prois/).
L’amico Vittorio Bigio ci comunica di aver appena inviato al Sindaco di Courmayeur la seguente lettera.

Lettura: spessore-weight(2), impegno-effort(1), disimpegno-entertainment(1)

Il Sasso “Prois” sotterrato
di Vittorio Bigio (guida alpina)

Ho letto sui Quaderni de La Tsapletta un prezioso servizio sui massi erratici nella valle Courmayeur, residui di enormi glaciazioni del Pleistocene. Mi sono soffermato sulla descrizione, molto valida, del Sasso Preuss scoprendo con sgomento che il mitico Sasso è stato seppellito con qualche camionata di terriccio e ne rimane solamente una ridicola puntina. Non ne capivo il motivo, allora sono andato a curiosare, anche cercando di comprendere l’ottica dei distruttori.

Forse che i costruttori di quella inammissibile ferraglia-condominio, più appropriata nelle periferie metropolitane, che scientemente hanno denominato il condominio “Prois“ (beata ignoranza), hanno voluto far sparire le prove di una possibile caduta del masso dal monte di La Saxe alle spalle, per non spaventare i potenziali acquirenti?

Sasso erratico o masso caduto, come possibile, dal sovrastante franosissimo monte, fonte di svariati danni negli ultimi anni, senza risalire al Pleistocene, non meritava certo la sepoltura!

La leggenda del SassoPreuss
Si racconta, anzi si tramanda, che intorno alla fine del 1800 un contadino, che probabilmente saliva dalla bassa valle a vendere mele con la gerla, fu visto passare per La Saxe dove lasciò qualche chilo di ottime mele e andandosene annunciò che sarebbe salito fino ad Entreves seguendo il sentiero a monte.

Intanto aveva iniziato a piovere forte, ma l’uomo aprì un ampio ombrello che copriva anche la gerla con le mele e proseguì. Dopo una decina di minuti tutti udirono una grande frana rotolare dal monte di La Saxe: un fitto polverone oscurò la mattinata cupa, il rimbombo e l’eco della frana furono uditi lontano, oltre Morgex.

Quando la pioggia cessò di cadere e il polverone si depositò, tutto il paese corse ad osservare l’accaduto. Il monte di La Saxe fumava ancora, una nebbiolina copriva il terreno sottostante dove decine di massi di varie dimensioni ricoprivano il prato a pascolo, Quasi nel centro, esattamente sulla linea del sentiero ora interrotta, troneggiava il Sasso Preuss.

Nessuna traccia del venditore di mele, lo cercarono pure i carabinieri ma i nativi sostengono che sia profondamente sepolto con le sue mele sotto il grande Sasso.

Il misfatto
Ricoprire di terra il Sasso Preuss è stato come distruggere una tomba dei Salassi o una colonna Romana. Nessuno si sognerebbe di seppellire il Masso Gastaldi, sicuramente un “erratico” arrestatosi nella pianura di Pianezza, monumento e meta di visitatori. Iconoclasta senza giustificazioni chi ha concesso l’autorizzazione per quella devastazione.

Si distrugge la Storia Alpinistica in una località che ne dovrebbe essere l’orgoglioso santuario : il Monte Bianco e Courmayeur
Il Sasso aveva una sua storia centenaria di arte arrampicatoria. Grandi alpinisti da Paul Preuss che lo aveva scoperto nel 1912 a Bonatti, da Rébuffat a Diemberger e a Gogna, si sono allenati, hanno scalato, hanno consumato scarponi e dita sulle ruvide asperità granitiche. Molte guide alpine di Courmayeur e della vallata (sottoscritto compreso) nei decenni hanno accompagnato al Sasso i loro allievi.

Ultimamente, migliorate le tecniche di arrampicata, era diventato Sasso per il bouldering, una disciplina arrampicatoria che utilizza massi di modesta altezza ed elevata difficoltà. Dove i moderni climbers testano le loro capacità, senza usare le corde, ma solamente dei materassini da posizionare alla base della via prescelta, per proteggersi da un eventuale salto all’indietro.

Il Centro di addestramento alpino di Courmayeur, diede incarico a Filip Babics, istruttore e forte rocciatore, di tracciarvi una decina di vie dal 4° grado al 6c+ (gradazione bouldering).

Il Sasso Preuss oggi

Poi sono arrivate le ruspe, hanno costruito un altro ecomostro ad abbellire la panoramica locale e…. crimine supremo, hanno seppellito di terriccio il Sasso.

Si può ancora salvare questo pezzo di storia alpinistica della Valle? Ebbene si, se un Sindaco illuminato darà ordine alle ruspe di togliere, con pochi colpi, la terra, far tracciare un sentiero di accesso, segnalare il Sasso sulla strada con un cartello e apporre una elegante targa esplicativa alla sua base. Magari tornerebbero anche i climber!

Sarebbe atto di intelligente restaurazione: recuperare l’avita storia del Sasso Preuss alla storia alpinistica di Courmayeur. Siamo nel mondo dei sogni o… la bellezza salverà il mondo?

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Il Sasso “Prois” sotterrato ultima modifica: 2019-01-31T05:59:55+01:00 da GognaBlog

14 pensieri su “Il Sasso “Prois” sotterrato”

  1. 14

    Sarebbe bello se al sindaco di Courmayeur potessero arrivare anche i commenti qui scritti, a sostegno di quanto già inviato da Bigio.

  2. 13
    Boccalatte Lorenzo says:

    Da bambino mia mamma mi portava a vedere il SassoPreuss e mi raccontava che era come un divertimento ed una palestra per mio papà Gabriele e per tutta la combriccola di suoi amici alpinisti, quando il tempo impediva di fare scalate vere. C’è anche una bella descrizione nel libro di Camanni sulla vita di Giusto Gervasutti.  Era anche citato come uno dei posti da vedere, in una guida di Courmayeur fino a qualche anno fa.  L’ho poi cercato ed ho fatto fatica a trovarlo, chiuso fra orrende case, con macerie, assi e scale appoggiate alla roccia. Una tristezza !

  3. 12
    Carlo Pucci says:

    Fatela poco lunga. Si penda un escavatore e in un ora si diseppellisce il sasso ! Poi andate a cercare i colpevoli.

  4. 11
    Enrico54 says:

    I Valdostani ed in primis i “ veri residenti “ in Courmayeur con il Sindaco in testa dovrebbero ribellarsi e riportare il nobile sasso alle origini…

    Sarebbe finalmente un bel segnale di “ amore” per il proprio territorio e per le proprie origini al di la delle solite parole di circostanza…. fatti!!!! Non parole ..!!!

  5. 10
    Alberto Benassi says:

    La bellezza non soccombe solamente sotto l’illegalità.

     

    Anche quello che è legale (o almeno lo è ufficialmente) crea bruttura. Basta vedere le opere pubbliche. Una più brutta dell’altra….e con  costi altissimi.

    chissà perchè…..?

  6. 9
    Riva Guido says:

    Con tutta questa illegalità in circolazione, che dilaga e devasta impunita, per qualsiasi aspetto, a qualsiasi livello, la bellezza non può che soccombere.

  7. 8
    Matteo says:

    Ma la domanda vera è perché? Così tanto per fare, come un ragazzotto con lo spray davanti a un muro o un monumento?

    E ruspa e ruspista costano pure…

    Rimango sempre attonito davanti all’ignoranza e alla stupidità umana

  8. 7
    Alberto Benassi says:

    Purtroppo non basta urlare. Certa genta, purtroppo la maggioranza, è cieca e sorda. Sorda perchè non vuol sentire . Cieca perchè vede solo il proprio tornaconto economico.

    Il paese del “Rinascimento”  è diventato il paese del DECADIMENTO. Basta guardarsi intorno.

    C’è un consumo del territorio tra i più alti con la realizzazione di opere una più brutta dell’altra.

  9. 6
    Guido Sora says:

    Ma ”il mondo salverà la bellezza?” (S.Settis). Non ne siamo in grado. Si deve URLARE basta! con tutta la forza che ci rimane. Questa è l’unica speranza

     

  10. 5
    Alberto Benassi says:

    Purtroppo oggigiorno la società considera l’aspetto economico prioritario rispetto al tutto il resto…

    Ma per un paese come noi che si vanta di essere “IL BEL PAESE”  si rifletterà anche in un danno economico.

    Che ci viene a fare un turista  straniero in un paese cementificato.

  11. 4
    Alberto Saponaro says:

    Purtroppo oggigiorno la società considera l’aspetto economico prioritario rispetto al tutto il resto…

    A mio modesto parere è una tendenza generale, non solo italiana.

    Gli amanti della montagna sono rimasti tra i pochi che provano a cambiare questa mentalità.

  12. 3
    Alberto Benassi says:

    Ho molti dubbi che la bellezza vincerà.

    Riguardo alla bellezza siamo molto scaduti come paese.

  13. 2
    Roberto Bianco says:

    E’ bello pensare che la bellezza vincerà….

    Per vivere bisogna poter sognare.

     

  14. 1

    La bellezza salverà il mondo di certo ma al prezzo di estenuanti battaglie contro l’ignoranza della più parte di noi.

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