Il sistema immunitario e l’alpinismo

Il sistema immunitario e l’alpinismo
di Heinz Grill

Calore e febbre
Il sistema immunitario del corpo umano ha bisogno di una buona base di calore per funzionare in modo ottimale. In condizioni di salute normali, la temperatura corporea, intesa come temperatura corporea centrale, dovrebbe essere di 37 gradi Celsius. In generale, nel corso degli anni, la temperatura corporea della maggior parte delle persone sembra essere diminuita di 0,2 o 0,3 gradi e questo è un fatto che non depone necessariamente a favore di un sistema immunitario buono e intatto. A partire da 38 gradi Celsius si può parlare di febbre. La febbre, un fenomeno in realtà molto misterioso, può essere considerato generalmente positivo perché nella maggior parte dei casi indica una reattività favorevole dell’intero organismo. Una reazione molto buona e flessibile del bilancio termico, come per esempio un riscaldamento relativamente rapido dopo un’ipotermia, può essere vista molto positivamente come indicatore di una salute intatta.

Nel caso di un’infezione non è la febbre a rappresentare la vera malattia, ma piuttosto i processi infiammatori che insorgono come reazione del corpo a sollecitazioni esterne e alla presenza di organismi estranei. Il sistema immunitario si difende dai microrganismi intollerabili reagendo con un aumento della temperatura corporea, arrossamenti, gonfiori, formazione di secrezioni e dolori. Tuttavia, ci sono malattie che non sono accompagnate da processi infiammatori e che sono molto comuni nei tempi moderni. Nel tumore, una patologia molto temuta, la maggior parte delle persone soffre di una scarsa risposta immunitaria alle cellule che sono diventate patogene e generalmente si riscontra un deficit nella risposta febbrile acuta.

Sass Pordoi

L’alpinismo può avere un’influenza positiva sul bilancio termico del corpo umano
Dopo un giro fatto in montagna, su ghiaccio, neve, sentieri o rocce, l’alpinista avverte una piacevole sensazione di calore, soprattutto quando ha dovuto affrontare zone con venti freddi e basse temperature. L’attività fisica stimola il metabolismo nell’addome e negli arti e questo, per sua natura, genera calore, che fluisce dall’interno verso la periferia. Forse le mani erano ancora intirizzite dal freddo all’inizio di una via d’arrampicata e facevano male al contatto mattutino con la roccia ghiacciata. Ma presto il calore prende a fluire attraverso il corpo e le mani e i piedi diventano sempre più caldi. Alla sera ci addormenteremo piacevolmente stanchi e a volte avremo perfino la sensazione di avere le estremità incandescenti.

Questo calore, prodotto dalla stimolazione delle forze metaboliche dell’organismo attraverso il movimento, costituisce la prima base per una buona reattività e per il rafforzamento del sistema immunitario. L’alpinismo in ogni sua forma, soprattutto se praticato in montagna per ore con ritmo e assiduità, porta sostanzialmente a sviluppare una forza favorevole nell’organismo umano. L’arrampicatore si adatta alle diverse temperature e condizioni meteorologiche e molto spesso oppone resistenza al freddo producendo più calore dall’interno del proprio organismo. Diventa, per dirlo in parole povere, più forte[1].

La funzione del sistema immunitario
Sostanzialmente il sistema immunitario forma i cosiddetti anticorpi, che sono diretti contro virus e batteri specifici. Tuttavia, prima che questi anticorpi forniscano una difesa immunitaria specifica tramite corrispondenti plasmacellule, cioè linfociti B maturi, si sviluppano reazioni di difesa generali e aspecifiche, che di solito colpiscono i nemici invasori con una violenza piuttosto incontrollata, la cosiddetta fagocitosi.

Questa fase può essere descritta come una prima reazione di difesa metabolica e termogenetica. È paragonabile a una persona che si sente rivolgere un insulto intollerabile e reagisce con un urlo. Manca ancora l’azione ponderata, coordinata ed efficace. Tuttavia, così come è giustificato un urlo contro un insulto intollerabile, così è necessaria anche la prima fase di risposta immunitaria aspecifica. È come una sorta di reazione traboccante di dolore e infiammazione. Con il progredire dell’infezione, l’organismo produce i linfociti B e T specifici, che sono dotati di memoria e reagiscono allo straniero con saggia superiorità. Gli anticorpi non si formano fin dall’inizio, ma solo in una seconda fase di difesa immunitaria.

Dopo l’esposizione al freddo si produce calore, dopo l’esposizione al calore si produce un raffreddamento. Normalmente le persone non prendono il raffreddore quando sono coscientemente esposte al freddo, bensì quando sperimentano irregolarità in zone calde e fredde e non elaborano coscientemente le sensazioni. Florian Kluckner a Cima Scotoni.

La seconda fase di difesa immunitaria richiede una distribuzione affinata della generazione di calore
Se il malato si limitasse ad accelerare la produzione di calore metabolico muovendosi assiduamente e andasse in montagna nonostante la febbre, finirebbe col sovraccaricare il cuore e probabilmente non guarirebbe. Egli ha bisogno di riposo e moderazione affinché il suo organismo possa avviare la fase successiva di difesa immunitaria specifica. Si potrebbe dire che in questa fase non si tratta di accelerare la produzione di calore metabolico, bensì di generare un altro tipo di calore sensibile capace di creare un ordine intracorporeo. Come si può intendere e descrivere questo tipo di calore?

Ogni generazione di calore ha luogo attraverso il movimento. Il calore metabolico aumenta attraverso l’attività sportiva e l’esposizione variabile del corpo ai diversi elementi naturali e al freddo. Il calore sensibile è la seconda dimensione portante che ora si aggiunge alla prima e viene prodotto dai movimenti della coscienza. Mentre con il movimento fisico il calore si diffonde negli arti dall’interno verso l’esterno, l’attività del pensiero e della percezione origina un movimento dall’esterno o dalla periferia verso l’interno. Proprio come il sole riscalda la terra per irraggiamento, così una vivace e cosciente attività di pensiero e percezione può riscaldare l’essere umano in profondità. Forse non parliamo tanto della grande onda di calore che si avverte quando si pratica uno sport che fa sudare, ma piuttosto di quella eccitazione dell’animo che genera un lieve flusso interiore che arriva fino al cuore. Anche questo secondo tipo di calore è necessario per il sistema immunitario. Per il paziente è più facile muovere i passi fino alla maturazione degli anticorpi se riceve sostegno morale dai suoi simili e se rimane coscientemente attivo sul piano mentale e affettivo. Durante la malattia il corpo dovrebbe riposare, circondato da un tepore avvolgente, in un luogo ritirato, mentre l’attività di pensiero e percezione dovrebbe essere indirizzata con crescente attenzione verso le circostanze della malattia.

Come può l’alpinismo promuovere questo secondo tipo di produzione di calore?
Le diverse forme di percezione reciproca in una cordata sono ben note. Quanto può essere forte la sensazione di sostegno che il secondo trasmette al suo capocordata seguendone i movimenti, percorrendo con la fantasia i passaggi sulla roccia e vigilando mentalmente su ostacoli inaspettati. Ogni forma di attenzione vigile e di percezione delle condizioni del compagno di cordata e dell’ambiente naturale favorisce il movimento della coscienza e crea un sensibile rapporto di calore che arriva in fondo al cuore.

L’esperienza maturata negli ultimi anni nella gestione terapeutica delle malattie cardiocircolatorie dimostra che i pazienti che combinano l’attività fisica con una vivace attività della coscienza hanno presupposti di guarigione di gran lunga migliori rispetto a coloro che fanno solo esercizio fisico.[2]

Soprattutto in montagna, quando i sensi scivolano lungo creste e balze, l’alpinista può concedersi momenti di interiorità e di riposo nei confronti del proprio corpo. Gli arti restano inerti mentre i sensi sono indirizzati verso la percezione cosciente. Può essere come la percezione di stimoli uditivi o di sensazioni tattili nello spazio. Ritmo e frequenza degli atti respiratori sembrano trovare un nuovo ordine. Si realizza così un momento di contatto cosciente dei sensi con la natura, come se si dovesse percepire una singola goccia d’acqua alla periferia del proprio corpo. In questo modo alleniamo l’attenzione e attraverso di essa si crea uno spazio aperto e l’alpinista può osservare se stesso nei propri pensieri mentre questi scivolano lungo gli oggetti naturali. Soprattutto alle quote più alte, dai 2000 metri in su, l’alpinista stesso avverte sempre più spesso i movimenti della propria coscienza e può osservare se stesso mentre la sua mente genera immagini mentali. Questo fenomeno deriva dal fatto che la coscienza alle alte quote non è così fortemente legata al corpo a causa della mutata pressione parziale dell’ossigeno.[3]

La stanchezza con una respirazione limitata

Un esercizio per avviare l’attività della coscienza
Prendete in mano, per esempio, la foto di una montagna o di una catena montuosa. Questo esercizio lo potete fare anche direttamente nella natura vivente senza usare una foto. Ora lasciate correre l’occhio lungo le creste da sinistra a destra e dall’alto verso il basso fino a quando non ha scansionato l’intera montagna sotto l’orizzonte. Con questo esercizio avvertiamo come il percorrere la forma della montagna con i sensi realizzi un movimento della nostra coscienza. L’arrampicatore percepisce come l’esercizio agisce all’interno del suo corpo e sul suo cuore. Sentirà che il suo corpo continua ad essere pervaso da una sensazione di calma e allo stesso tempo avvertirà nell’animo una finissima, piacevole, quasi impercettibile eccitazione termica attraverso la coscienza. Esercizi mirati come questo, che vengono eseguiti esclusivamente a livello mentale, senza emozioni, generano più che altro un’attività e un calore interiori.

Il sistema immunitario ha bisogno di entrambi i movimenti, quello che attiva il sistema metabolico producendo calore e che deriva dall’impiego ritmico delle forze fisiche e quello della coscienza, che si sviluppa di più liberamente, in modo chiaro e nei momenti di riposo del corpo. Dall’allenamento di questi due movimenti così diversi che generano calore il sistema immunitario può trarre enormi benefici. Durante la seconda fase di difesa immunitaria, quando i linfociti B maturano trasformandosi in plasmacellule specifiche che formano anticorpi ad alta affinità, il malato ha assolutamente bisogno di questa forza della coscienza. Egli può chiedersi per quanto tempo un individuo può indirizzare con la massima concentrazione la propria coscienza verso una cosa. Quanto più a lungo riusciamo a fornire la prestazione mentale indipendentemente dalle emozioni, tanto più facilmente gli anticorpi possono trasformarsi in plasmacellule specifiche e nell’organismo possono svilupparsi “cellule della memoria” capaci di garantire durevolmente una difesa immunitaria specifica.[4]

Uno stimolo per la respirazione e anche per la linea verticale suscita nuove forze

Il Coronavirus
Il pericolo con questo virus è che il sistema immunitario produca una risposta eccessiva (iperreazione) ed esaurisca tutte le risorse nell’espletamento della funzione metabolica, ovvero nel fornire la prima prestazione aspecifica. La complicazione che può verificarsi con l’infezione da Coronavirus è la polmonite interstiziale. Questa complicazione determina un indebolimento delle condizioni generali del paziente, per cui il virus può penetrare più in profondità nei sistemi di controllo enzimatici. Per evitare un’iperreazione è necessaria una buona ed efficiente attività della coscienza perché questa attività regola in ultima analisi le reazioni metaboliche eccessive. I processi proteici reattivi troppo forti ed eccessivi, che alla fine si depositano nei polmoni, possono essere fermati più facilmente da un’attività della coscienza auto-attiva.[5]

In ogni caso il paziente infetto da Coronavirus ha bisogno di una salutare reazione febbrile che possibilmente, se il paziente riesce a sopportarla, non andrebbe soppressa, e quindi di riposo con una buona attività della coscienza. Questa attività, con il suo sensibile rafforzamento della produzione di calore, di solito non è immediatamente percepibile né ha subito successo e richiede pratica ed esercizio. A questo scopo sarebbe molto utile un ambiente privo di paure, perché le paure provocano un numero crescente di reazioni incontrollate, come succede quando ne siamo sopraffatti in modo non fisiologico durante la salita di una via di arrampicata. Il pericolo con il Coronavirus è soprattutto che il sistema immunitario produca reazioni eccessive e incontrollate.

Le due principali tipologie di calore, quello generato dal corpo tramite l’attività diretta e quello controllato dalla coscienza e dai processi percettivi sviluppati, possono fornire una buona base per lo sviluppo dell’immunocompetenza.[6]

La respirazione “ampia”
In generale per persone deboli è una piccola sfida respirare l’aria a una quota compresa fra i 1300 e i 2000 metri e questo crea un bello stimolo per i polmoni e per il cuore. Secondo differenti studi con pazienti con pressione alta o una malattia dei polmoni, questa sfida dell’aria più sottile rigenera i nervi, i vasi sanguigni e le membrane mucose, alcuni giorni dopo della permanenza in altitudine.

Per persone anziane la respirazione è essenziale per la salute e impedisce qualche infezione. Dunque le persone in età avanzata non devono respirare solo come un motore, che porta la macchina in salita. Piccoli movimenti e una coscienza vigile, insieme a una buona percezione dell’ambiente, guidano la consapevolezza verso un sentimento d’ampiezza: in seguito la respirazione avviene con leggerezza, profondità e rilassamento. Durante il giorno un bell’innalzamento della schiena apre l’uomo alla linea verticale. Ma per quelli che, nelle salite su roccia, creano con lo stile forzato una gobba, quando la forza vitale gli viene meno negli anni, la postura gli risulta troppo inclinata in avanti. Per una buona salute e anche per uno stimolo del sistema immunitario, la linea verticale della postura con sensi aperti e una respirazione leggera sono importanti. Camminando, o in arrampicata o anche durante un viaggio in macchina possiamo porre un po’ d’attenzione alla respirazione e alla postura.

Le prossime due immagini mostrano la situazione nella vita quotidiana e possono anche essere trasferite allo stile di scalata.

Note
[1] Un gran numero di pazienti risponde a bassi stimoli infiammatori con reazioni febbrili rapide. Si tratta di persone metabolicamente attive e le reazioni febbrili indicano una sorta di insofferenza verso gli influssi intollerabili. D’altra parte, però, ci sono pazienti che reagiscono solo con grande difficoltà alle infezioni con un rialzo della temperatura corporea e che quindi non riescono a produrre una risposta immunitaria abbastanza rapidamente. Complicazioni e processi cronici possono svilupparsi più facilmente in questi casi, a causa di una cattiva reazione del bilancio termico.

[2] Studi della medicina antroposofica, vedi anche dott. Stefano Gasperi: “Il ciclismo è uno sport spesso unilaterale e col tempo mette anche a dura prova il cuore.” 

[3] Rudolf Steiner scrive: “In montagna, con l’aria fina, con il diverso rapporto di distribuzione di ossigeno e azoto, la coscienza perspicace è più predisposta a vivere le ispirazioni, a far emergere nuove forze chiaroveggenti.” Fonte: GA 139, pag. 151

[4] Secondo ricerche della medicina antroposofica durante gli anni 2000-2016 nei differenti corsi di medicina, Svizzera, Tenno/Italia.

[5] Le paure aggravano spesso l’infezione. Nella paura manca la visione d’insieme della mente. E’ probabile che non sia il virus ma più le paure, che creano le complicazioni nella malattia.

[6] In questo contesto non è stata ancora menzionata l’alimentazione e molto poco si è detto sulla respirazione e su tipologia e modalità del movimento.

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Il sistema immunitario e l’alpinismo ultima modifica: 2020-03-27T05:54:00+01:00 da GognaBlog

53 pensieri su “Il sistema immunitario e l’alpinismo”

  1. 53
    Lorenzo says:

    ecco, ci mancavano giusto Steiner e l’antroposofia per completare il paniere di sciocchezze sul virus.

  2. 52
    Barbara says:

    Il contributo di Dino è molto  prezioso!
    … ora tutto è chiuso per la crisi… L’unica cosa che ci rimane è di pensare l’ideale per l’arrampicata per il futuro, un arrampicata più sociale, estetica e salutare.
    Quando poi le confini saranno di nuovo aperte, dobbiamo evitare una esplosione nelle nostre attività. Ci auguro che ruisciamo ad agire in tutto in modo responsabile.

  3. 51
    DinoM says:

    segnalo un articolo sul sito wumingfoundation dove vengono confrontati i vari provvedimenti presi dai governi.
    Posso anticipare che  l’Italia è l’unico paese ( e meno rigidamente la Spagna) dove è stato vietata l’attività all’aria aperta in forma singola. La motivazione è che tale tipo di attività aumenta le difese immunitarie.
     

  4. 50
    Alberto Benassi says:

    Non c’è un io che scala ma siamo lo scalare.

    uomo e roccia una cosa sola.

  5. 49
    lorenzo merlo says:

    Per Paolo.
    Penso accadono quando, sebbene involontariamente, siamo liberi dalle strutture dell’io.
    Non c’è un io che scala ma siamo lo scalare.
    La conoscenza necessaria a quanto dobbiamo fare per progredire verso la vetta, non deriva più dal sapere, dal capire, ma dal sentire.

  6. 48
    Paolo Panzeri says:

    Qualche cultura umana riesce a far superare la razionalità nella comprensione della percezione e a far trovare momenti anche molto lunghi di fusione con il tutto.
    I grandi artisti sono capaci di superare la razionalità nell’esprimersi.
    Noi siamo esseri civili che vivono in enormi società e abbiamo bisogno di regole e sicurezze, ci è difficile non concepirle.
    Talvolta l’alpinismo spinto agli estremi riesce a farci entrare in sintonia con ciò che ci circonda: sono attimi di infinita gioia.

  7. 47
    Riva Guido says:

    E’ solo una questione di testa, di testa lucida però. Se la testa è lucida, il corpo si predispone e la segue. Diversamente il corpo dopo un po’ si ribella. C’è solo una condizione in cui la testa segue il corpo e cioè quando uno precipita nel vuoto.

  8. 46
    Barbara says:

    Interessante anche questo aspetto del calore più sottile. Alcune volte l’ho sperimentato, nei momenti di concentrazione sulla parete, di percezione sensitiva delle caratteristiche dei diversi passaggi e della roccia. Al ritorno ma anche già nei momenti sentivo poi un calore interiore, calmo e rinforzante.

  9. 45
    Giovanni Battista Raffo says:

    Come è già stato descritto esaurienteme nel vostro articolo la temperatura corporea è determinante perchè si svolgano alla perfezione  i processi biochimici dell’organismo. Non deve evidentetemente superare livelli cosiderevoli penalizzando, invece che favorire tali processi e distruggendo le membrane cellulari che essendo lipidiche avrebbero delle  conseguenze irreversibili. E’ anche vero che la temperatura leggermente superiore alla norma dovuta all’attivtà fisica e/o ad altri fattori aiuta a superare i classici inconvenienti contingenti ;fatti , che nonstante siano   solo  in parte  conosciuti ,  hanno avuto un riscontro oggettivo.
    La lunga permanenza in ambienti chiusi associata all’inattività fisica,infatti, come è risaputo abbassa la temperatura corporea e   qualora subentrassero problemi di natura infiammatoria il corpo umano non riuscirebbe ad innescare la cascata di inerluchine, leucotrieni eec.  necessaria per far fronte  a tali inconvenienti,prescindendo da moltre altre difese legate all’ aumento della temperatura stessa..saluti raffo
    Infatti, lo  avete accennato…..un aumento non eccessivo della temperatura corporea in casi pseudonormali e la febbre in casi patologici  sono una difesa.( entro certi range, evidentemente)

  10. 44

    Grill, non direi proprio che in Italia alla Sanità mancano i mezzi e l’organizzazione. Siamo in un’emergenza e i numeri della Lombardia sono davvero stati imprevedibili. Nel resto d’Italia mi sembra che la Sanità se la stia cavando egregiamente. Non voglio sminuire nulla né nessuno, ma, senza augurarglielo, vorrei vedere un ospedale X tedesco come reagirebbe in una situazione simile a quella che c’è a Bergamo. In Germania probabilmente non si sono ancora resi conto della vera gravità della situazione ma se dovranno avere più contagiati (cosa che non mi auguro) faranno come hanno fatto tutti chiudendo tutto il chiudibile col ritardo che ormai non si dovrebbe più avere, perché il virus si è già espanso. Mia figlia vive a Berlino, studia da casa e va a correre in un parco dietro casa ogni giorno. Buon per lei, mi dico, ma a casa nostra abbiamo visto che ci sono troppi furbetti (e ignoranti) e quindi tutto va vietato. In questo ammiro il senso civico dei crucchi.

  11. 43
    grazia says:

    Sono d’accordo con i commenti 33 di Giacomo e 35 di Giovanni.
    Per il resto, nonostante abbia serie difficoltà nell’apprendimento del tedesco per via delle vicende politiche e sociali che nessuno potrà mai dimenticare, è sempre bene tenere presente che non è ladro solo chi ruba, ma anche chi tiene il sacco, come peraltro ho scritto nel mio articolo “L’anno della svolta?” pubblicato sul blog un mesetto e mezzo fa.
    E non mi pare opportuno, in un momento così drammatico, puntare il dito contro qualcuno o qualcosa e alimentare le nostre frustrazioni individuando il Monsieur Malaussène di turno. 
    Più che “isolamento” o “reclusione”, io da qualche settimana lo chiamo “ritiro”, termine che almeno entra nella sfera della volontà più che della coercizione. 

  12. 42
    Paolo Panzeri says:

    Cosa dicono i tedeschi di varia estrazione scientifica, sono tante pagine (la traduzione di google è buona) direi tutto molto interessante.
    Le esortazioni per i politici e la gente sono sempre le stesse…. c’è chi ci “arriva su” e chi non ci arriva. 🙂 
     
    https://www.zeit.de/wissen/gesundheit/2020-03/corona-pandemie-statistik-prognose-unstatistik-verbreitung-infizierte-covid-19?fbclid=IwAR2TsHUJ6_T8IR9eW8OyAm0lLo1QfQvGbnCcRCDWBvuZv6FPkygrkSKM7t4

  13. 41
    Riva Guido says:

    “I nemici sono come i denti cariati, o li elimini o li ricopri d’oro.”

  14. 40
    Heinz Grill says:

    A prescindere dal fatto, che la risposta di Fabio Bertoncelli è un po fuori dal tema, posso comprendere questa reazione contro Germania. Con un po’ d’intuizione ci accorgiamo della posizione di Merkel e della Germania. La politica tedesca non è molto solidale e tanti in Germania appuntano l’indice contro l’Italia. Come tedesco conosco bene la mentalità. Nella mia patria vive un po’ di arroganza e spesso i tedeschi, non tutti, pensano di essere superiori, ma non vedono che hanno giá perso i sentimenti umani. All’altro lato tanti amici e anche arrampicatori tedeschi riflettono con preocupazione: Che cosa è da fare per migliorare la grave situazione?
    Il sistema sanitario in Germania è ottimo, mentre in Italia manca quasi ogni struttura organizzativa. Che cosa porta il futuro? Secondo la mia opinione per Italia sarebbe un vantaggio di usare tutte le possibilità della Germania per rinforzare il sistema sanitario. La politica tedesca invece non la dobbiamo prendere a modello, perchè la Merkel e tanti altri aspettano il grande crollo dell’Italia per prendere il controllo economico totale.
    La scorsa estate abbiamo aperto nel Catinaccio la via „Via dell’Indipendenza“ con l’idea di un’Italia indipendente dagli influssi economici di Germania ed altri.

  15. 39
    Giacomo Govi says:

    Dino, credo che dipenda dai tempi del decorso della malattia. Non conosco i dettagli della situazione ricoveri in Friuli, ma nelle regioni piu’ compromesse in questo momento si ricovera solo nella fase acuta/grave della malattia. E i tamponi seguono lo stesso criterio. Per cui i ‘nuovi casi’ e i deceduti sono malati di piu’ di 12 giorni fa, presumibilmente anche 20.  Credo che prima di vedere una diminuzione netta bisogna aspettare il decorso delle persone ammalatesi prima del confinamento.

  16. 38
    DinoM says:

    Il discorso che più mi preoccupa è che noi qui in Friuli siamo decisamente in pochi; circa 1,2 mil in un  territorio abbastanza vasto. Dal 9 marzo con la serie di provvedimenti Nazionali e Regionali è stato chiuso progressivamente tutto in modo molto rigido in momenti di scarso contagio.  I friulani sono gente che in generale rispetta le leggi, e anche statistiche recenti dimostrano che è la Regione con il minor numero di infrazioni alle limitazioni.
    Il numero di decessi è in continuo aumento, come il numero dei positivi.Gli studi dicono che in Cina sono passati 12 gg tra l’introduzione delle limitazioni e la visibilità degli effetti. Qui gli effetti per ora non si vedono e le linee di incremento non si fermano. Io non sono ne un virologo ne un matematico, però sono molti giorni che non si può uscire e la cosa è estremamente pesante sotto ogni punto di vista e di effetti niente. 

  17. 37
  18. 36
    Fabio Bertoncelli says:

    A proposito di UE, di Germania e di solidarietà —
    “Non siamo un Paese ricco, ma non ci dimentichiamo dei fratelli italiani che ci hanno aiutati e ospitati.”  Cosí ha parlato ieri il capo del governo albanese, Edi Rama, davanti a trenta medici e infermieri in partenza per l’Italia.
     
    Albania – UE (Germania)    3 – 0
    Palla al centro.

  19. 35
    Giovanni Battista Raffo says:

    Il virus uccide e/o potrebbe uccidere, ma la sedentarietà implica un inseme di fattori fisiopatologici che coinvolgono quasi tutte le parti vitali dell ‘organismo, minando non solo le  difese immunitarie, bensì l’equilibrio mentale che , tra l’altro, contribuisce a ridurre ulteriormente le difese naturali di cui  disponiamo.
    Le conseguenze peggiori sono, chiaramente, a carico dell’apparato  circolatorio ….ictus…ecc. L’attività fisica d’appartamento, per quanto sia intensa non potrà mai sostituire il benessere che ci proviene ”  vivendo la montagna”. Saluti, gb raffo.

  20. 34
    lorenzo merlo says:

    Sono d’accordo con Giacomo. Evvai!

  21. 33
    Giacomo Govi says:

    Credo che “i domiciliari” come giustamente li ha chiamati Matteo, siano duri per tutti. Ma suvvia… Come implementereste la deroga per il moto all’aria aperta? Intendo quello ‘serio’, non la corsettina.  Si autorizza ad uscire dal comune ( qui in Francia addirittura e’ max 1km da casa … )? Se si, liberi tutti con l’automobile! Ve lo immaginate il casino? La gente si inventerebbe di tutto e di piu’. E poi non puoi mica contare sul fatto che la gente rispetti la distanza.  Non se ne esce, o riapri tutto o se chiudi lo devi fare bene. 

  22. 32
    Lusa says:

    In un commento si legge: Una quarantena troppo lunga crea più danni che il corona.
    “Dire sciocchezze per caso e per debolezza è un male comune; ma dirle di proposito, questo è insopportabile.” (Pascal)

  23. 31
    Lusa says:

    In un commento si legge:

    Cari arrampicatori,penso che dobbiamo lottare per il futuro come alpinisti

    Heinz è un nuovo sindacalista emergente?

  24. 30
    Matteo says:

    “Quindi la mozione di Heinz ( che pure non e’ d’accordo che il virus sia pericolosissimo ) di rilassare il confinamento per poter tornare ad arrampicare e’ “cosa di assoluto buon senso”?”
    Assolutamente si. Come anche l’escursionismo, la canoa e il torrentismo, l’alpinismo, il ciclismo su strada e la mountain bike, la pesca in lago o torrente.
    Mi sembrano tutte attività che implichino una distanza tra i corpi media tale da rendere l’infezione molto, molto meno probabile che comprare il pane o il giornale ogni mattina. Se poi sono svolte con un minimo di attenzione in  più credo che i rischi di contagio siano nulli.
    Tutto sommato credo che la stessa cosa valga anche per il camminare in città curando di mantenere una certa distanza

  25. 29
    Giacomo Govi says:

    Fabio, i tuoi punti 1, 2 e 3 sono indiscutibili, sta ovviamente ad ognuno di noi decidere se un giudizio storico giustifichi “perenne” antipatia. Sul resto ho dei dubbi, anzi credo che dire “il criminale caso della Grecia, ora in miseria, e dei suoi debiti verso le banche tedesche (soprattutto loro), debiti ripianati – in sostanza – dai contribuenti UE”, sia una lettura fortemente distorta dei fatti reali.
    Anche il “Coronavirus? Cazzi vostri!” richiederebbe elaborazione, ma qui siamo fuori tema…

  26. 28
    Lusa says:

    Bergher Iris dice: “non si deve evitare lo sport!”
    Si può sempre ripiegare sul ping pong (si può praticare in casa con le finestre aperte). Il ping pong ha notevoli effetti benefici sul nostro organismo.

  27. 27
    Berger Iris says:

    non si deve evitare lo sport!

  28. 26
    Fabio Bertoncelli says:

    Giacomo, in vita mia ho sempre cercato di non generalizzare, perché la ragione mi dice che si tratta – o dovrebbe trattarsi – di un errore. Negli ultimi anni però mi sono ricreduto alcune volte. Per esempio, nel caso della Germania:
    1) Lí è nato e prosperato il nazismo, uno dei peggiori orrori nell’intera storia dell’umanità.
    2) La Germania ha scatenato la Seconda guerra mondiale, con cinquanta milioni di morti e l’Europa in rovina.
    3) I Tedeschi hanno sterminato sei milioni di ebrei, zingari, omosessuali, disabili mentali, prigionieri sovietici, avversari politici. 
    Senza parlare del criminale caso della Grecia, ora in miseria, e dei suoi debiti verso le banche tedesche (soprattutto loro), debiti ripianati – in sostanza – dai contribuenti UE.
    E ora la Germania è lí, col ditino alzato: “Coronavirus? Cazzi vostri!”.
    Ecco perché. 
    … … …
    Al solito, scusate il turpiloquio. Mi sono accorto che negli ultimi tempi mi capita sempre piú spesso. Chissà perché? 
     

  29. 25
    Riva Guido says:

    Non sopravvivrà il più forte, neanche il più intelligente e nemmeno quello più allenato, ma solo quello che meglio si adatterà ai cambiamenti.

  30. 24
    DinoM says:

    Ovviamente non mi riferivo a quello ma al parere del virologo

  31. 23
    Giacomo Govi says:

    Quindi la mozione di Heinz ( che pure non e’ d’accordo che il virus sia pericolosissimo ) di rilassare il confinamento per poter tornare ad arrampicare e’ “cosa di assoluto buon senso”?

  32. 22
    Giacomo Govi says:

    Bertoncelli posso chiederti da dove deriva tanta ricorrente acrimonia verso la Germania? Motivi storico/personali o semplice sovranismo?

  33. 21
    DinoM says:

    Mi sembra una cosa di assoluto buon senso.
     

  34. 20
    Heinz says:

    Cari arrampicatori,
    penso che dobbiamo lottare per il futuro come alpinisti. Proibire lo sport e l’attività nell’aria fresca indebolisce i polmoni. Nei nostri corsi di medicina parliamo dei polmoni chiamandgli gli organi del contatto. Ogni respiro passa per il naso, la trachea, per i bronchi e i polmoni. Se mancano due cose: una respirazione ampia con aria fresca e i contatti dei sensi con la natura (perchè i sensi respirano pure, nella natura) e i polmoni soffrono. Anche depressioni caricano molto i polmoni e si crea la malattia della melancolia, che è una tipica espressione di una pesantezza dei polmoni.
    Per questo motivo dobbiamo essere prudenti con contatti troppo vicini, questo consiglio è sensato, per esempio in un assemblea o assembramento; ma non dobbiamo rinunciare a passeggiate o sport e salite sulle montagne. Una quarantena troppo lunga crea più danni che il corona.
    Come non dobbiamo buttare sassi alle cordate che ci seguono, allo stesso modo dobbiamo trovare la nostra propria responsabilità nella situazione. Chi può scrivere al governo e fare una proposta spiegando cosa è sensato e che cosa invece è un pericolo? Il professore virologo Christian Drosten (noi non siamo amici, ma è molto famoso e ascoltato in Germania) dice, che questo virus è pericolosissimo (non sono d’accordo), ma dice anche, che movimenti e lo sport sono inevitabili per la salute e profilassi.

  35. 19
    Matteo says:

    Il problema non dovrebbe essere da dove arrivi il “paziente zero”: da qualche parte è arrivato per “atto di dio” e al massimo puoi aggiungere aggettivi qualificativi più o meno coloriti ed espressivi.
    Il problema dovrebbe essere cosa ha fatto il paese per prevenire il diffondersi del contagio o perché non se ne è accorto in tempo per fare qualcosa.
    I cinesi, sputazzati da tutti, hanno fatto tutto il possibile e anche qualcosa di più. Noi poveri ‘taliani, con un po’ di casino e approssimazione, molto rumore, chiacchiere e sceneggiate (d’altra parte siamo fatti così e in fondo siamo anche simpatici) stiamo superando qualunque previsione e facendo quanto possibile.
    I tedeschi e gli austrici (vedi Ischgl) non si sono accorti che lo avevano in casa (forse), stanno facendo poco e evidentemente stanno cercando il modo per far pagare il conto agli altri. 
    L’articolo mi sembra un’estensione di un precedente che riguardava la risposta al freddo. Mi pare molto interessante per la solita precisione (quasi pedante!) di Heinz e per il taglio “umano”, ma dice cose che mi paiono, da profano, ovvie.
    La risposta al freddo o al virus, come quella alla fatica o alla fame, in qualche modo si “allena”…almeno entro certi limiti, aggiungo io.
    Ed è cosa saggia farlo, perché oltretutto aiuta a vivere meglio sempre.
    Il mio commento n°2 voleva essere una battuta, ma ripensandoci dovrebbe diventare un programma per il futuro prossimo

  36. 18
    Fabio Bertoncelli says:

    Studi medici sostengono che il paziente 0 in Europa – in Italia – sia stato un tedesco. Ergo, è l’Italia che deve puntare il dito contro la Germania.
    Non viceversa.
    … … …
    N.B. Il mio ragionamento vale partendo dal presupposto sbagliato che, nel XXI secolo globalizzato con l’umanità che si muove in continuazione, si creda ancora agli untori.
    La Germania crede agli untori?

  37. 17
    Barbara says:

    Ho alcuni amici medici in
    Germania, tutti dicono: se i pulmoni non ricevono impulsi di movimento, aria, respirazione all’aperto, il corona puó svilupparsi con piú facilità. Parlano persino di un effetto nocebo, che si crea con la quarantena. Secondo me un passo importante sarebbe ora, ribellarsi e non accettare più questi provvedimenti. Un altro passo dovrebbe essere, distanziarsi dalla Germania, perchè puntano il dito verso l’Italia in un modo, che non trovo giusto.

  38. 16
    Fabio Bertoncelli says:

    In Europa, nel 1348-1350, comandava la peste bubbonica.
    Nel mondo, nel 2020, comanda il coronavirus. Possiamo fingere che non esista, ma esiste e comanda.
    Cosí come in montagna comanda la forza di gravità: ignorarla è molto pericoloso. Si muore.

  39. 15
    DinoM says:

    Io penso che se le limitazioni fossero di breve durata sarebbero possibili le forzature sulle limitazioni, per molti versi incomprensibili imposte per affrontare l’emergenza. Ora però pare che le limitazioni continueranno non si sa per quanto. Credo che sia ora di prendere il problema delle limitazioni all’attività fisica sul serio e non come “marginali”. Credo che sia ora di capire che la quota di attività fisica costituisca una cosa essenziale per il benessere delle persone.

  40. 14
    Barbara says:

    Certo Alberto. Io non sono tedesca (ma altoatesina) e penso, che è meglio farsi indipendente dalla Germania. Il sistema sanitario è ottimo in Germania, ma un atteggiamento umano si trova raramente. Vedo la partenza di questa crisi di corona nella Germania. Meglio farsi indipendente dai tedeschi! 

  41. 13
    Alberto Benassi says:

    Questo stesso articolo é stato pubblicato anche in tedesco- con riscontri molto positivi. Qui invece noto una grande frustrazione e la comprendo bene, vista la situazione: In Germania si continua arrampicando liberamente, qui invece niente. Un fatto che il virologo tedesco Dr. Drosten ha constatato e tutti sanno: il movimento all’aria aperta è indispensabile per ogni persona sia per la psiche che per la salute in generale…

    Che ci vogliamo fà…del resto voi teteschi siete più intelligenti.
    Anche se  poco solidali.

  42. 12
    Giovanni Battista Raffo says:

    Considerazioni giustissime che hanno un riscontro pratico. Il sistema nervoso è tanto importante quanto  il sistema immunitario  e ,tra l’altro, i due  sono strettamente collegati.
    E’ necessario non dimenticare l’immportanza dell’epigenetica: uomo, DNA, ambiente.
    Grazie per il servizio.

  43. 11
    Fabio Bertoncelli says:

    E invece staremo tutti in casa. Sino alla fine di maggio. Come minimo.  😂😩😂😩😂😩
    … … …
    Ragazzi, una battuta al giorno leva il pensiero di torno (magari!). In ogni caso, le nostre sono “quisquilie e pinzillacchere” rispetto alla tragedia immane.

  44. 10
    Simone says:

    Questi pensieri mi ispirano a andare in montagna!

  45. 9
    Barbara says:

    Questo stesso articolo é stato pubblicato anche in tedesco- con riscontri molto positivi. Qui invece noto una grande frustrazione e la comprendo bene, vista la situazione: In Germania si continua arrampicando liberamente, qui invece niente. Un fatto che il virologo tedesco Dr. Drosten ha constatato e tutti sanno: il movimento all’aria aperta è indispensabile per ogni persona sia per la psiche che per la salute in generale…

  46. 8
    emanuele menegardi says:

    Mi sembra tutto poco razionale, ma condivisibile. Seguivo in gioventù Rudolf Steiner ma il mio profondo empirismo ha presto preso il sopravvento. Purtroppo molte delle cose scritte da Grill sono dubbie!

  47. 7
    Barbara says:

    Riallacciandomi al comento di Matteo: Se si toglie il vino all’italiano muore; lo stesso succede, se si tolgono le montagne all’alpinista.

  48. 6
    Aldo says:

    Penso sia molto meglio leggere e magari seguire le spiegazioni e le indicazioni che vengono date da un medico alpinista, per esempio un Nicolas Jaeger, a quelle di un alpinista bravo guru di non so che.

  49. 5
    lorenzo merlo says:

    Ma mi pare che l’articolo parli del rinforzo del sistema immunitario non dell’immunità.

  50. 4
    Lorenzo says:

    Da medico , anche un poco ricercatore e quindi abituato ad avere a che fare con casistiche , evidenza, razionalità  non condivido quanto scritto senza nulla togliere all’amico Grill.che.stimo e rispetto ma che vive in una dimensione diversa dalla mia. Quindi inevitabile una concenzione diversa sulla immunità  che come.ogni funzione è  uguale.per.tutti come.meccanismi ma con risposte differenti fra individui. Come avviene per chi arrampica ….vi sono gli scarsi i mediocri gli ottimi e pochi i super ma tutti appartenenti alla stessa famiglia e.con la.possibilita di usare gli stessi mezzi.di progressione. Per quanto.riguarda la immunità e ancora scienza fresca e poco ancora si sa sulla.regolazione e la immunità d’organo e sulla immunità endocrina  e neuro immunità….

  51. 3
    lorenzo merlo says:

    Nell’induismo il prana è l’energia vitale.
    A ogni ciclo respiratorio lo assumiamo insieme all’aria.
    È maggiormente presente in ambienti non intossicati da inquinamenti elettromagnetici, chimici, ecc.
    Dedicarsi alla respirazione in combinazione con la meditazione permette di compiere un’azione volontaria destinata a qualunque intenzione: aiutare qualcuno; ridurre/eliminare un malessere personale.
    Se non intendo male, e vedendo i riferimenti all’antroposofia, mi pare sussistano sovrapposizioni tra l’articolo e quanto accennato.

  52. 2
    Matteo says:

    Ma la domanda vera è: usando questo saggio possiamo chiedere deroga ai domiciliari e andare ad arrampicare?

  53. 1

    Tutto si rifà alla conoscenza e percezione di se stessi (postura e controllo della respirazione, segnali che invia il corpo, ecc) e nel trascorrere un’esistenza attivamente senza subirne gli eventi in maniera passiva. Non credo che l’alpinismo sia l’unica via, ma sicuramente ne rappresenta una.
    Comunque mi è capitato di iniziare una via col freddo e le mani gelate e finirla nelle stesse condizioni, purtroppo.

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