Il Soccorso alpino ha un’altra faccia?

Recentemente una lettera è stata inoltrata, con alcuni allegati, ai Consiglieri Centrali del CAI. Autore ne è Riccardo Innocenti, avvocato, protagonista di una vicenda con il Soccorso alpino che lo ha portato anche sulla stampa…
In questa lettera e negli allegati si trova dunque la documentazione che riguarda la vicenda. Chi è curioso può leggere a lungo.
C’è da rimanere perplessi, perché tra altre cose ben poco chiare sembra proprio che alcuni volontari del soccorso alpino siano stati regolarmente pagati/rimborsati più di 300 euro al giorno.
Attendiamo tutti delle risposte.

Il Soccorso alpino ha un’altra faccia?
di Riccardo Innocenti

Fiano Romano, 12 marzo 2015

Ai Signori Consiglieri Centrali del Club Alpino Italiano: Angelo Schena, Antonio Montani, Eugenio Di Marzio, Franca Guerra, Francesco Romussi, Gabriella Ceccherelli, Giancarlo Nardi, Gianni Zapparoli, Giorgio Brotto, Giovanni Polloniato, Lorella Franceschini, Luca Frezzini, Manlio Pellizon, Mario Vaccarella, Paolo Valoti, Riccardo Giuliani, Umberto Pallavicino, Walter Brambilla

Al Direttore Generale del CAI: Andreina Maggiore

e p.c.
Al Signor Presidente Generale del CAI: Umberto Martini

Ai componenti del CDC

Oggetto: vicende del CNSAS (Corpo Nazionale Soccorso alpino e speleologico)

Buongiorno, mi chiamo Riccardo Innocenti e sono un socio della Sezione di Leonessa del Club Alpino Italiano.
Il mio nome è stato portato alla vostra attenzione nel corso del 2014 per essere ratificato quale componente della Scuola Centrale di Alpinismo.

Nel corso della seduta del Consiglio che ha trattato la mia vicenda prese la parola il Sig. Baldracco in qualità di Presidente del CNSAS per invitarvi a non ratificare il mio nominativo in quanto personaggio poco gradito al CNSAS nonché autore di contenziosi civili e penali con lo stesso CNSAS.

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Per quasi quindici anni ho fatto parte del CNSAS Servizio Regionale del Lazio impegnandomi come volontario e conseguendo molte delle qualifiche tecniche del Corpo fino a quella di Tecnico di elisoccorso. Durante la presidenza del CNSAS Lazio tenuta dal socio Massimo Mari (2008/2012) l’attività di volontariato fu seriamente condizionata da una presunta mancanza di fondi che sarebbero dovuti pervenire dalla Regione Lazio. Mi attivai presso la Regione Lazio per favorire lo sblocco dei fondi attesi e fu con mio grande stupore che scoprii che i fondi erano stati sempre erogati (più di 225.000 euro in quattro anni) e sempre incassati dal CNSAS Lazio. Ma con più grande stupore ritrovai tra gli atti della Regione Lazio – richiesti ufficialmente con un accesso agli atti – una serie di documenti a dir poco sorprendenti come rimborsi spese a mio nome con firma falsa e numerosi documenti che attestavano l’avvenuto rimborso ai vertici del CNSAS Lazio di spese effettuati dai volontari, come l’acquisto delle divise, che però ai volontari non erano mai state rimborsate. Purtroppo i fatti riscontrati erano tanti e tali da non poter pensare a un errore di rendicontazione.

Dal 2102 ho raccolto una grande mole di documenti e ho chiesto in primo luogo spiegazioni al CNSAS nazionale, quindi proprio al Sig. Baldracco, di come si sarebbero potute verificare certe cose a partire da alcune nomine fatte in capo a persone prive dei requisiti – previsti dai regolamenti CNSAS – per essere nominati. Il CNSAS Nazionale ha istruito in maniera sommaria una pratica riguardo alle molteplici cose segnalate per concludere che andava tutto bene così. Nel frattempo il CNSAS Lazio mi ha immediatamente espulso dal soccorso alpino con motivazioni assolutamente pretestuose. Il CNSAS Lazio ha sostenuto che ero meritorio di espulsione poiché non avevo partecipato a una giornata di reperibilità domenicale. Non è valsa la spiegazione che quel giorno stavo svolgendo le mie funzioni di Ufficiale delle Forze Armate Italiane presso una struttura della NATO in Veneto e non potevo “disertare” per fare il volontario del CNSAS nel Lazio. Contro questa espulsione ho avviato una causa presso il Tribunale civile di Roma (Allegato 1 Atto di citazione Tribunale di Roma).

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Singolare è stato l’atteggiamento del CNSAS nazionale subito dopo la mia frettolosa espulsione. Alle mie rinnovate richieste di spiegazioni sui vari fenomeni segnalati mi è stato risposto che in quanto espulso non avevo più diritto a nessuna spiegazione. Alla mia richiesta di accesso agli atti presso il CNSAS nazionale lo stesso Sig. Baldracco si è premurato di rispondermi per iscritto che il CNSAS non rispetta la legge 241/90 e non fa fare l’accesso agli atti.

A fronte di questi fatti ho ricorso a tutti i gradi della giustizia interna del CAI. Per primo al CDC, che a fronte delle spiegazioni dei chiamati in causa ha archiviato il procedimento. Valutando l’archiviazione non corretta e falsata da dichiarazioni mendaci dei chiamati in causa, ho ricorso di nuovo al CDC, e poi al Collegio dei probiviri del Lazio e infine al Collegio Nazionale dei Probi Viri che, finalmente, ha accolto il mio ricorso e rinviata tutta la vicenda allo stesso CNSAS nazionale che si era sottratto celermente ad ogni confronto con motivazioni non condivisibili (Allegato 2 Sentenza del Collegio Nazionale dei Probiviri).

Tutto quello che ho denunciato alla giustizia interna del CAI è stato denunciato alla Procura di Roma con una serie di esposti e querele che non sono state ritenute infondate e per la quali la Procura ha delegato la Guardia di Finanza per una complessa indagine di polizia giudiziaria che è tutt’ora in corso.

Ho sempre ritenuto il buon nome del Club Alpino Italiano il bene più alto da tutelare per tutto il sodalizio. Comportamenti opachi e contra legem che danneggiano la reputazione del CAI andrebbero immediatamente circoscritti e analizzati dallo stesso CAI.

Invece in questa vicenda ho constatato l’atarassia più completa da parte del CAI in senso lato. Di fronte a precise denunce si sono date delle non risposte.

Vorrei invitarvi a mettermi nei miei panni: se voi aveste trovato delle richieste di rimborso con firme false a vostro nome che cosa avreste pensato? Che cosa avreste fatto? Bisognava fare finta di niente? Dal CDC mi è stato risposto che le firme sono false (c’è una querela di falso) ma non si sa chi le ha apposte. E’ vero: non si sa chi le ha apposte. Ma si sa che grazie a quelle firme false sono stati incassati dei fondi pubblici. Io non li ho mai ricevuti. I vertici del CNSAS Lazio sì, e se li sono tenuti.

Come vi sareste sentiti se, invitati a pagare di tasca propria centinaia di euro per acquistare la divisa ufficiale del CNSAS Lazio e dopo aver acquistato i capi d’abbigliamento, aveste scoperto che le fatture di quei capi (per decine di volontari) sono state rimborsate integralmente dalla Regione Lazio mentre a me, come agli altri volontari, che avevamo speso i propri soldi, non è stato rimborsato nulla?

Questa vicenda di cui vi ho sommariamente descritto i contenuti è sia all’attenzione della giustizia interna del CAI che di quella penale e civile presso l’Autorità Giudiziaria di Roma.
Da queste strutture mi aspetto le dovute risposte.

Ma tutta questa vicenda ha preso un rilievo nazionale sugli organi di stampa. Il 13 febbraio 2015 il Fatto Quotidiano ha pubblicato questo articolo:

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/02/13/soccorso-alpino-volontario-denuncia-comportamenti-opachi-sui-rimborsi/1384866/ (Allegato 3 Articolo 13 02 2015 il Fatto Quotidiano).

 

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Ritenete che il livello reputazionale del CAI e del Soccorso Alpino ne esca rafforzato?

Ritenete che la replica del Sig. Baldracco entri nel merito dell’articolo o sia solo un maldestro tentativo per tentare di sviare i lettori dal problema principale che l’articolo pone?

Sostenere che “… che per il sig. Innocenti sia difficile assumersi la responsabilità dei propri errori – andarsene per i fatti propri durante un turno di guardia attiva senza avvisare i responsabili del soccorso – e ancor di più accettarne le conseguenze. Quando non lo si fa, si può facilmente cadere nella tentazione di trasformare la realtà per renderla più accettabile a sé stessi e agli altri.…” mi offre l’opportunità di chiedere conto, nuovamente, all’Autorità Giudiziaria se il concetto di servire il proprio paese sotto le armi sia correttamente espressa con l’espressione “andarsene per i fatti propri” o integri gli estremi della diffamazione a opera del Sig. Baldracco.

Solo per fare un esempio pensate che l’opinione pubblica condivida il fatto che siano stati spesi migliaia di euro di soldi pubblici per allestire una autovettura SMART a due posti con le insegne, i lampeggianti e le sirene del soccorso alpino? Tutti voi pensate che la SMART sia la macchina più idonea per fare il soccorso alpino? Se la SMART del Soccorso Alpino finisce a Striscia la Notizia io non mi sorprenderei. E Voi?

Il CAI è paladino di un sano modo di fare volontariato. Di un modo di pensare, di un modo di porsi all’interno della società civile. E portatore di un’immagine costruita in decine d’anni da tante persone che hanno dato il loro impegno di volontario in nome del CAI. Ma in questo contesto di puro volontariato c’è qualcosa che stona.

Il CNSAS nazionale riceve ogni anno direttamente dallo Stato circa 1.500.000 euro. L’INPS eroga più di 200.000 euro all’anno quale rimborso alle aziende i cui dipendenti si assentono dal lavoro per esercitazioni o interventi del CNSAS. Il Ministero del lavoro eroga circa 300.000 euro all’anno ai volontari del CNSAS liberi professionisti e/o lavoratori autonomi per le mancate giornate di lavoro in occasione di esercitazioni o interventi del CNSAS. In totale sono più di 2.100.000 euro ogni anno.

Le Regioni contribuiscono ai vari servizi regionali del CNSAS con importi che variano da 30.000 euro a 2.800.000 euro all’anno. In totale i servizi regionali del CNSAS incassano in questa maniera circa 8 milioni di euro ogni anno.

In totale stiamo parlando di oltre 10 milioni di euro che sono destinati a una associazione di volontariato.

Una cifra del genere, destinata ad un ente che fa del volontariato la sua bandiera, dovrebbe essere investita nel migliore dei modi e alla collettività dovrebbe essere assicurata la massima trasparenza sull’uso dei fondi assegnati.

Purtroppo non è agevole reperire i bilanci del CNSAS centrale e quelli dei singoli Servizi regionali (non sono presenti sul sito del CNSAS centrale né tantomeno sui siti dei servizi regionali e neanche su quello del CAI). Tanto meno esiste un bilancio consolidato del CNSAS.

La maggior parte degli operatori del CNSAS sono persone che operano nel vero spirito del volontariato. L’opera del CNSAS è meritoria per tutti gli interventi portati a termine che sono stati riconosciuti negli anni con le più alte onorificenze della Repubblica. Ma non è in discussione il valore e la competenza di questi unici ed inimitabili volontari.

Vi possono essere vicende non edificanti come quella in cui sono stato coinvolto nel CNSAS del Lazio. Ma non sono la norma.

Invito a posare la vostra attenzione su alcuni radicati comportamenti che da tempo sono la prassi nel CNSAS nazionale.

All’interno del CNSAS nazionale operano 8 Scuole Nazionali. In tutto e per tutto assimilabili alle Scuole centrali degli OTCO del CAI.

Cito la Scuola Nazionale Tecnici (SNATE con 25 operatori) la Scuola Nazionale Forre (SNAFOR con 12 operatori), oltre a quelle per medici, per unità cinofile, per lo speleo sub e per i medici. Queste Scuole sono riconosciute da una legge dello Stato.

La legge dello stato non dice però che, per fare un esempio, gli Istruttori della SNATE siano retribuiti per ogni giornata del loro “impegno” con 336,00 (trecentotrentasei/00) euro. Riconoscimento economico che viene erogato a fronte di regolare fattura, inclusa di IVA.

Siamo in presenza quindi di una particolare figura di volontario che viene pagato come un professionista. In realtà tutti gli Istruttori che operano nelle scuole nazionali del CNSAS sono Guide Alpine che prestano il loro impegno “volontario” al modico compenso di 336 euro al giorno.

Oltre a questo modico compenso giornaliero – ovviamente “tipico” di ogni attività di volontariato – il CNSAS consente che ogni spesa a piè di lista di questi Istruttori per viaggi, vitto e spostamento sia poi rimborsata integralmente oltre al compenso che viene “fatturato” da questi volontari.

Alcuni di questi Istruttori hanno fatturato decine di giornate di presenza annuali per compensi, senza i rimborsi spesa, di migliaia di euro l’anno.

Chiedo a voi illustri componenti del Consiglio Centrale, se ritenete legittima questa prassi di remunerare con tali cifre questi “Volontari” che operano nel CNSAS e quindi nel CAI?

E’ normale spendere qualche centinaia di migliaia di euro dei fondi nazionali del CNSAS per remunerare poche decine di operatori che si fregiano del titolo di volontari?

I dati del bilancio CNSAS del 2013 indicano che su 1.420.226,23 euro di finanziamento gestione ordinaria ben 254.068,77 sono destinati alla SNATE e alla SNAFOR cioè a 37 persone Allegato 4 bilancio CNSAS 2013 che assorbono ben il 18% delle risorse complessive.

E’ assolutamente lontano dal mio punto di vista morale giustificare un tale trattamento per un volontario. Che volontariato è quando è retribuito 336,00 euro al giorno?

Non solo questi istruttori delle Scuole del CNSAS ricevono questo tipo di retribuzione; perché di vera e propria retribuzione si tratta!

Chi svolge il compito di tecnico di elisoccorso sugli elicotteri, che di solito le Regioni adibiscono al servizio 118, riceve compensi analoghi per ogni turno di lavoro fino a 350,00 (trecentocinquanta/00) euro al giorno.

L’operatore dei Vigili del Fuoco, della Guardia di Finanza o dell’Aeronautica che svolge lo stesso compito – con regolare contratto di lavoro dipendente – riceve al massimo 1.500,00 euro al mese come stipendio. 1.500 euro al mese per fare il tecnico di elisoccorso tutti i giorni.

Non è peculiare che il “volontario” del soccorso alpino del CAI con soli 4/5 giornate di “lavoro” guadagni lo stesso importo?

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Che cosa è il volontariato e cosa è il professionismo? Chi sono i “professionisti” del Soccorso Alpino del CAI? Queste sono le domande a cui dovrebbe rispondere il Sig. Baldracco che paga decine di migliaia di euro all’anno a dei “Volontari”.

E’ questo il volontariato che il CAI promuove? Non credo che in questo particolare momento storico, di crisi finanziarie e di spending review, l’opinione pubblica colga il sofisticato motivo per cui dei volontari sono compensati con tali cifre.

Se la stampa portasse all’attenzione dell’opinione pubblica questo regime di rimborsi ai volontari si potrebbe avere un danno d’immagine e reputazionale? Sarebbe difficile da spiegare che il CAI è una cosa è il CNSAS è un’altra cosa.

Se il giornalista Massimo Gramellini fosse stato al corrente di questi fatti la sua esternazione durante la trasmissione televisiva Il tempo che fa sarebbe stata diversa? Oppure ne è al coerente e le sue affermazioni si basano su questi fatti?

Ritengo mio dovere informare questo consesso sulle vicende che vi ho segnalato. Vicende che intendo segnalare all’Autorità di controllo ministeriale sul CAI, alla Corte di Conti e alla competente Procura della Repubblica in quanto coinvolgono l’uso di fondi pubblici.

Mi auguro che il Direttore generale del CAI, per la sua competenza, verifichi che i finanziamenti pubblici che sono di pertinenza del CNSAS siano impiegati – in maniera sostanziale e formale – secondo le norme vigenti.

Sono convinto che questa vicenda possa farvi trarre spunti di riflessione sul ruolo del volontariato nel CAI.

Nel rimanere a vostra completa disposizione per ogni chiarimento e per fornirvi ogni documento che possiate ritenere utile vi porgo i miei più cordiali saluti.

 

 

 

 

 

 

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Il Soccorso alpino ha un’altra faccia? ultima modifica: 2015-03-17T07:00:43+01:00 da GognaBlog

59 pensieri su “Il Soccorso alpino ha un’altra faccia?”

  1. 59
    Daniele says:

    Com’è finita questa storia? Marzo 2017

  2. 58
    Alberto Benassi says:

    Mi piacerebbe sapere se era veramente così imperativo l’uso dell’elicottero in questo intervento.
    Posso anche sbagliarmi, ma da quello che è stato detto non mi sembra che questa persona fosse in pericolo di vita. una brutta frattura ma non in pericolo di vita. Ne che fosse in una zona particolarmente difficile da raggiungere.
    Era o non era su di una pista o nelle sue immediate vicinanze?
    Non bastava recuperarlo con un toboga e portarlo via con l’ambulanza dato che la strada era libera e transitabile?
    Perchè fare intervenire l’elicottero, visto che sembra ci fosse anche nebbia?

  3. 57

    Sicuramente va tributato tutto il cordoglio a chi ci ha lasciato la pelle, ma ribadisco che il CNSAS andrebbe smantellato e il suo posto dovrebbe essere ricoperto dalle forze armate che già esistono e si addestrano a spese dello Stato.
    E’ triste dirlo ma credo che così facendo uno sciatore con una semplice frattura potrà essere trasportato in toboga e poi in ambulanza senza che nessuno rischi la vita inutilmente.

  4. 56

    Purtroppo a poche ore dalla sciagura di Campofelice ci troviamo ancora una volta a riflettere con amarezza e cordoglio sulla gestione del CNSAS.
    A Campo Felice le condizioni di visibilità non erano pessime, erano tremende. Nebbia fitta, nuvole basse, luce grigia. La strada per campo felice completamente praticabile sia da Lucoli che dall’autostrada. La località 30′ da L’Aquila. L’infortunato recuperato dalle piste lamentava una frattura alla tibia.
    Perché usare l’elicottero, così come avviene quotidianamente sulle strade italiane? strade non montagne! Perché una nobilissima associazione come il CAI e il suo derivato CNSAS. hanno perso (ma solo per alcuni badate bene) quella vocazione altruistica che fa grande il volontariato? Mi tolgo il cappello davanti alle vittime di questa ennesima tragedia, mi stringo con affetto ai ragazzi del CNSAS, e alle loro famiglie, ma purtroppo l’inseguimento della logica del denaro perseguita dai vertici del CNSAS porta a questi tremendi risultati. Si vola quando non si dovrebbe e quando altre più facili soluzioni sono alla portata. Ma certo l’ambulanza non porta soldi.
    Onore alle vittime ma serve un cambio di rotta e di vertici. Aria nuova nel CNSAS.

  5. 55
    Enrico says:

    Caro Luigi, ero presente all’ intervento del drago al Mugello, il soccorso a traumatizzato è stato chiesto da un sanitario sul posto; il trasporto con fuoristrada avrebbe aggravato le condizioni del traumatizzato, sospettato di avere un trauma spinale, Pegaso non era disponibile.
    Se devi parlare, senza conoscere i fatti, per partito preso, fai pure, ma fai la figura di certi integralisti religiosi.

  6. 54
    Gabriele says:

    Povero signor GIOVANNi
    mi sa che lei di duro ha solo il cervello, se non arriva a capire che la differenza fra una Amministrazione e una Associazione o Ente stà nello status giuridico e nelle responsabilità di cui devono anche rispondere.
    In tanti anni di servizio, non ho mai visto condannare un volontario, e di errori ne fanno, come i professionisti, ma chi porta una divisa e sbaglia,,,, viene giustamente (quando sbaglia davvero) condannato o comunque richiamato e diciamo sottoposto a qualche “forzatura”

    Lei ha mai visto un corpo di volontari che coordina un Corpo professionista dello Stato?
    Senno, diciamola tutta e dite apertamente che pozzo di soldi pubblici prosciugate ogni anno… e allora non siete più volontari
    Sarei contento invece se il CNSAS fosse davvero a costi zero, e lavorasse (come tantissimi tecnici del CNSAS fanno) con la verà professionalità che mostrano ma consci di essere un bellissimo strumento nelle mani di chi ha responsabilità oggettive.
    Cari saluti

  7. 53
    luigi says:

    mi sento così migliore, ho il cervello così lavato, che faccio “pubblicità” al soccorso alpino in una discussione di un anno fa a cui prendono parte una ventina di persone di cui 19 che la pensano diversamente da me. eh si, sono proprio uno che vuole apparire!!!! comunque, tranne qualche eccezione, quando si parla di montagna gli interventi per ora li fanno il cnsas o il sagf o i servizi dedicati di carabinieri-forestale-polizia-esercito-marina-aeronautica (pur avendo distribuzione non omogenea sul territorio) e guardacaso tutti vanno d’accordo tra loro, aldilà delle strette di mano. gli unici sempre sul piede di guerra sono gli unici che rifiutano di collaborare con tutti gli altri.

  8. 52
    Giovanni says:

    Luigi: “i pompieri tranne qualche eccezione, fanno a gara a chi ce l’ha più duro solo su prati in fiore e boschetti; dove il terreno si fa più duro non tutti e non sempre hanno le competenze. E’ vero, c’è il sagf, la forestale, gli alpini… ma ci saranno 10 stazioni e solo sulle alpi, e se qualcuno si fa male in appennino, chi mi viene a prendere se mi blocco in parete, e magari c’è vento forte? i pompieri con l’autoscala?”

    dicesi “Lavaggio del cervello” o meglio “Noi siamo i migliori e gli altri non contano e non sanno fare un c…o”

    Ma va bene così, siete voi i più bravi. Noi pensiamo solo a portare a casa l’intervento e la pelle; della pubblicità, delle convenzioni e delle strette di mano coi politici non ci interessa.

  9. 51
    luigi says:

    scusate, ma non capisco perchè prendete per veritiere affermazioni di comunicati sindacali e per fasulle o faziose le comunicazioni ufficiali del cnsas. se diffido dai sindacati vvf è perchè, da soccorritore, ho vissuto situazioni molto simili a quelle del mugello, in cui NON i “pompieri” sul campo (a cui va tutta la mia stima), ma sindacalisti e dirigenti hanno stravolto i fatti o strumentalizzato situazioni per dar contro al soccorso alpino, e non si tratta di casi isolati… rispondendo più nello specifico a stefano, e partendo dal presupposto che gli errori li fan tutti, è vero che paghiamo un sacco di corpi militari e civili per garantirci il soccorso…ma diciamoci la verità, i pompieri tranne qualche eccezione, fanno a gara a chi ce l’ha più duro solo su prati in fiore e boschetti; dove il terreno si fa più duro non tutti e non sempre hanno le competenze. E’ vero, c’è il sagf, la forestale, gli alpini… ma ci saranno 10 stazioni e solo sulle alpi, e se qualcuno si fa male in appennino, chi mi viene a prendere se mi blocco in parete, e magari c’è vento forte? i pompieri con l’autoscala? partono da courmayeur i finanzieri o dalla valgardena i carabinieri? perchè in una ricerca, nelle zone in cui son nato e vissuto, devo farmi dire da che parte passare da un dirigente che spesso e volentieri ha una pancia che non si vede le scarpe e che non ha la minima conoscenza della zona, solo perchè lui prende lo stipendio e io sono volontario? se ci fosse un soccorso tecnicamente uniforme e ben distribuito allora sarebbe giusto lasciare spazio a chi è già a libro paga, ma putroppo non è così…ripeto, non ne voglio fare una questione di difesa ad oltranza della casacca che indosso, anche perchè io con il soccorso alpino (essendo un umile osa) non ho mai guadagnato un penny. ci sono mille contraddizioni ancora da risolvere in casa cnsas, ci sono stati episodi spiacevoli che condanno anch’io,ma non si possono prendere da esempio per dipingere l’operato quotidiano del soccorso alpino

  10. 50

    Luigi, non riesco a capire da quali fonti tu abbia desunto che gli escursionisti protagonisti della vicenda di cui stiamo discutendo (soccorso a Dicomano), abbiano solo fatto una richiesta di informazioni…
    Stando al comunicato ufficiale di USB VV.FF. Toscana datato 9 agosto u.s. (https://www.scribd.com/document/320659875/Prot-28-Soccorritori-Preferiti#fullscreen&from_embed) la loro fu una richiesta d’intervento non d’informazioni… Ora, non credo che i VV.FF. raccontino frottole così importanti da meritarsi una querela in caso non siano veritiere… lo spero per loro in ogni caso… e le notizie che sono stato in grado di trovare in linea non dicono nulla di diverso…
    Seguo la storia del CNSAS del quale feci pure parte nel lontano 1994 e dal quale diedi le dimissioni per difficoltà di ordine famigliare, dall’incidente di Vermicino che ne segnò l’ufficializzazione ed il riconoscimento, ho conosciuto molto bene alcuni dei reali fondatori i quali non erano altro che praticanti d’alpinismo e speleologia resisi conto che l’organizzazione confusa dell’allora CNSA spezzettato da invidie e gelosie locali non era in grado di rispondere adeguatamente alle nuove realtà emergenti in campo prima alpino e oggi definibili outdoor… potrei elencare alcuni incidenti finiti male (tralasciando il pilone del Freney su cui è stato raccontato tutto…) che sono finti malamente per gli infortunati a causa di diatribe poco nobili… a partire da Vermicino.
    Senza contare che in speleologia non vi era alcuna cognizione, se non quella dei veri volontari, che spesso venivano allontanati d’autorità preferendo vanagloriosi sedicenti esperti che non so come facciano a quadrare i conti con la propria coscienza…
    Oggi le cose sono nettamente cambiate!
    Abbiamo sul libro paga del bilancio statale: Polizia, Carabinieri (ridotti rispetto a qualche anno fa ma sempre attivi), Guardia di Finanza, Corpo Forestale dello Stato, Vigili del Fuoco, Esercito… e tutti con scuole formative spesso gestite da Guide Alpine (arruolate quindi facenti parte dei corpi stessi) specializzate ovviamente nel soccorso collettivo.
    Oggi a mio avviso il CNSAS dovrebbe avere compiti di supporto in caso di incidenti particolari tipo ricerca nei boschi o operazioni consimili, visto che stiamo profumatamente pagando i vari corpi statali per rimanere a sonnecchiare (senza ovviamente alcuna colpa) in quanto non vengono coinvolti dalle convenzioni attuate da altri enti pubblici tipo ASL…
    Che dire poi degli abusi dei quali Luca Gardelli e Riccardo Innocenti ci hanno ampiamente erudito ed hanno denunciato, i quali non sono certi casi isolati? Basta chiedere chi sono i manutentori del campanile di Pordenone e si capisce subito quale pericolosa deriva stia prendendo il CNSAS almeno in certe sue stazioni… e l’imitazione non tarda ad arrivare con il CAI di Catania che si cala (peraltro con sistemi non certo previsti dal T.U. 81 come si può serenamente vedere sulle foto pubblicate dai giornali…) a pulire il Duomo…
    Il CNSAS è sezione del CAI… siam messi bene…!

  11. 49
    Giovanni says:

    “non ne dubito che possano esserci dei sovradimensionamenti da entrambe le parti, ma in questo caso specifico è indubbio che un elicottero con verricellate ecc ecc non serviva. detto ciò, il caso a cui ti riferisci te è ben diverso, poichè vi era speranza di ritrovare un ragazzo disperso ancora vivo, in un posto in cui – per le temperature e per il terreno – qualche ora può significare vita o morte, e se ho 10 elicotteri disponibili li uso tutti e 10…”

    Appunto, anche nel caso in questione vi era speranza di ritrovare un ragazzo disperso, anzi 4 ancora vivi, di cui una non in perfette condizioni. Quindi stai ribadendo il concetto che se per cercare e recuperare un disperso si alza Drago VVF allora è carburante sprecato o i pompieri vogliono fare gli eroi, mentre se ad alzarsi in volo sono altri aeromobili allora tutto è lecito. Direi che hai proprio confermato.
    Hai poi contestato il verricello, ma fidati che parecchi tuoi colleghi mi hanno detto “che era più giusto si alzasse Pegaso” (eh beh…lui non ce l’ha)

    Stando alle tue insinuazioni di influenze e spinte sindacali, ti risponde uno che rifiuta le OO.SS. e che non possiede nessuna tessera sindacale; ma se le OO.SS. si sono “svegliate” ed hanno scritto per tutelare la figura e il rispetto dei lavoratori, allora forse per una volta hanno fatto il loro lavoro.

    Poi scusa eh? Ma faceva così schifo salire a bordo di Drago, o per lo meno dire al telefono o a voce “No grazie, troppo gentili, riusciamo a farcela da soli…etc…”?
    Qui si evince che dicono di preferire un Ente (e non parliamo di costi, che c’ha già pensato qualcun altro a fare chiarezza) e soprattutto che si sono presi a male parole.
    Se tutto ciò fosse falso come tu e molti altri asserite, allora non capisco come mai nessuno abbia paventato l’ipotesi o parlato di una denuncia per diffamazione etc…

  12. 48
    luigi says:

    intanto io parlavo del link in questione, e nel link in questione, ovvero al mugello, è stato mobilitato un elicottero per niente, o meglio un caso non urgente, senza implicazioni sanitarie ed in una zona facilmente raggiunta qualche minuto dopo da un fuoristrada. poi hai ragione te, ci sono le registrazioni, e pagherei oro per vederle pubblicate…. non ne dubito che possano esserci dei sovradimensionamenti da entrambe le parti, ma in questo caso specifico è indubbio che un elicottero con verricellate ecc ecc non serviva. detto ciò, il caso a cui ti riferisci te è ben diverso, poichè vi era speranza di ritrovare un ragazzo disperso ancora vivo, in un posto in cui – per le temperature e per il terreno – qualche ora può significare vita o morte, e se ho 10 elicotteri disponibili li uso tutti e 10. poi giovanni ti do un consiglio: non mi fiderei troppo dei comunicati sindacali presso cui forse ti sei informato, poichè il ministero ha convocato tutti e due i corpi in questione… che poi sia sistematico il denigrare, da parte di CERTI ambienti, il lavoro del soccorso alpino è un dato di fatto, anche quando proprio tribunali, consigli di stato e centrali operative hanno appurato la regolarità e la legittimità del suo operato…

  13. 47
    Giovanni says:

    Dicesi “difesa a prescindere della propria bandiera”

    In effetti uno dei due sta mentendo.
    Ma mi rifiuto di sentire frasi del tipo “quelli che hanno voluto fare gli eroi a tutti i costi, mandando un elicottero per 4 escursionisti che han chiesto semplici informazioni”, quando per moltissimi altri casi, si usano tre elicotteri del 118 per una ricerca a persona (http://www.varesenews.it/2016/02/tre-elicotteri-per-cercare-il-giovane-varesino-disperso-in-val-grande/482366/) , o ci si fa dare il passaggio da quelli della Polizia o dell’Esercito; il carburante lì invece è sempre lecito usarlo, vero?. Se lo usano i VVF invece è solo uno spreco, o sono loro che vogliono a tutti i costi fare gli eroi.

    Esistono le telefonate registrate delle SO, esistono i dati, ma soprattutto esiste un Comandante Provinciale che in una determinata occasione si espone e lancia un allarme (e se l’ha fatto, è stato sicuramente dopo aver raccolto tutti i dati audio e non).
    E questo dovrebbe far pensare.

    Come fa pensare il fatto che il Ministero dell’Interno aveva già convocato il CNSAS (precedentemente a questo episodio); evidentemente tali atteggiamenti e situazioni sono diventati insostenibili.

  14. 46
    Luigi says:

    luca & stefano, assolutamente d’accordo sul fatto che in casa cnsas – come del resto in altre associazioni, enti, onlus e amministrazioni – sia ora di fare “le pulizie di pasqua”. però il mio post era riferito nello specifico a un caso, quello del mugello che stefano ha linkato, in cui il soccorso alpino è fatto passare come un ente che guarda più al protagonismo ed al celodurismo piuttosto che alle reali necessità del prossimo quando poi, analizzando i fatti, si capisce che gli stessi che nell’articolo sono passati per vittime sono in realtà quelli che hanno voluto fare gli eroi a tutti i costi, mandando un elicottero per 4 escursionisti che han chiesto semplici informazioni. il tutto inserito poi in una discussione – questa- che parla di illeciti, furbetti, secondi fini ecc. , mi è sembrato parecchio fuori luogo. orbene, in questo caso forse, sentendo le altre campane, si sarebbe capito che la questione dei dispersi al mugello sia stata l’ennesima imboscata ai danni del cnsas, da parte dei soliti noti, che per motivi non certo legati alla qualità dei soccorsi contestano l’operato di un corpo che – al netto delle vostre esperienze negative – fa ancora penso il 90% degli interventi di soccorso in montagna, e li fa anche bene . non capisco come un articolo come quello linkato possa supportare le vostre (rispettabilissime) ragioni circa l’onestà del soccorso alpino, a maggior ragione visto il curriculum di stefano e il passato da soccorritore di gardelli. a me sembra solo una marchetta a mezzo stampa su input di qualche sindacato in campagna di tesseramento, nulla ha a che vedere con l’onestà del cnsas.

  15. 45

    Luigi, ti ha risposto Luca Gardelli con le stesse parole che avrei usato io…
    Non credo sia avallando un sistema, il quale si evidenzia piuttosto viziato (ci sono diversi articoli qui nel blog ma anche da altre parti che riportano molteplici situazioni di vizio…), che si sostengano o si dia merito alle diverse individualità presenti né che si migliori una condizione.
    Se hai trovato offensive le mie parole, sono queste comunque sempre riferite al sistema, senza dimenticare però, che il sistema non agisce da solo ma è creato e manovrato da individui.
    In un ambito così ampio come quello del CNSAS che accoglie al suo interno centinaia di operatori, qualcuno che operi fuori dagli schemi è ovvio si possa trovare e quel qualcuno (sembra non proprio così pochi…) rende ben poco merito a chi invece tenta di operare in maniera pulita… a coloro sono rivolte le mie parole e non credo, anzi ne sono sicuro, di non fare torto agli onesti…!

  16. 44
    Luca Gardelli says:

    Luigi: non credo che le questioni poste con competenza da Stefano Michelazzi siano riconducibili ad un problema di “simpatia” come tu dici. Si tratta invece di osservazioni su questioni oggettivamente fondate in cui il CNSAS non ha dato prova nè di trasparenza, ne di correttezza. Questioni quindi gravi che mal si addicono alla sua missione. Per questo, accanto al riconoscimento di tante missioni positive condotte dal CNSAS, ritengo che le critiche di Stefano e di tanti altri, tra cui il sottoscritto, siano non solo discrezionali ma dovute affinchè possa crearsi una opportuna sensibilità rispetto ad un miglioramento etico del CNSAS di cui tanto già è stato detto e che gli stessi volontari dovrebbero ritenere irrinunciabile.

  17. 43
    luigi says:

    stefano michelazzi, leggendo nel tempo gli interventi in questo blog ho carpito che il cnsas a te non sta simpatico, e ci mancherebbe altro, ognuno ha le proprie motivazioni rispettabili, ancor più degne di attenzione se ad esporle è un addetto ai lavori, ovvero una guida alpina di esperienza, spessore e con un curriculum coi controc**** come il tuo …ma prima di offendere forse sarebbe bene anche sentire l’altra campana, soprattutto su una questione così grave – se fosse vera. dopo la risposta del cnsas in merito è assolutamente chiara una cosa: o i vvf o il cnsas stanno mentendo. cosa molto brutta visto che il solo fine dovrebbe essere la tutela delle vite umane.

  18. 42
    Alberto Mangili says:

    Credo proprio che a fronte di avvenimenti del genere, i litigi servano a poco.
    Si tratta principalmente di dare i nomi giusti alle cose: Volontariato corrisponde a gratis, vogliamo rimborsare le spese? Giustissimo quindi a fronte delle ricevute, le rimborsiamo… Tutto quello che va al di fuori di questo non si può chiamare volontariato.
    C’è necessita di professionisti ulteriori che vengano Pagati? bene, questi però non potranno MAI fregiarsi del titolo di volontari.
    Cmq per gli interventi e nelle situazioni in cui sono stato coinvolto, mi auguro di non avere mai bisogno e concordo che la vita delle persone (soldi o non soldi) sia affidata a corpi di professionisti.

  19. 41

    Meravigliati?
    Siamo alle solite già commentate situazioni grottesche e… Costose.

  20. 40

    Il soccorso alpino ha un’altra faccia? Sembra di sì e sembra sia una faccia di…. o quantomeno che nel CNSAS ci siano delle facce di… che si prodigano affinché i contribuenti paghino… spero solo che i vigili del fuoco facciano partire un esposto nei confronti del personaggio in questione, magari per procurato allarme così forse si rende conto… magari regalargli uno specchio per vedersi quale faccia abbia potrebbe essere utile…!
    http://www.ilfilo.net/quando-gli-escursionisti-rifiutano-i-soccorsi-la-sconcertante-vicenda-di-dicomano/

  21. 39

    E non mi riferisco ai volontari veri, quelli che ci credono (anch’io lo ero) ma a quelli che usano il volontariato per ingrassare facendogli credere di fare la cosa giusta.

  22. 38

    Anch’io sono stato per anni nel soccorso alpino e confermo che il volontariato ha oggi dei limiti d’azione che lo rende anacronistico. E’ assurdo che corpi militari ben addestrati debbano essere in concorrenza (è proprio così) con i volontari del CNSAS pesando sul bilancio economico di noi tutti. Il soccorso lo devono fare i professionisti che già ci sono e i volontari possono essere impiegati quando serve far numero: ricerca dispersi, valanghe, ecc. Il CNSAS dovrebbe essere smantellato e il CAI dovrebbe occuparsi di volontariato e basta, che dalle ultime news pare ne abbia abbastanza. Ma come dice Popi, quanti miseri (e ricchi) poteri verrebbero a sgretolarsi? Quanti doppimenti e panze costrette in quelle giacche obbligatoriamente aderenti, scomparirebbero? Che puzza! Che odore sgradevole! Vergognatevi voi che sapete bene chi siete e andatevene a casa a mangiare, non nelle casse dello Stato. Sono incazzato pure perché le tasse le pago eccome e se non ci fossero quelli come voi lo farei più volentieri!

  23. 37

    Completamente d’accordo con Popi!
    La Gendarmerie in Francia opera 24/24-7/7 stipendiata dal Ministero, qui da noi le varie F.d.O. coinvolte nel soccoso alpino rimangono inutilizzate, seppur si spenda per la loro esistenza, già professionalizzate, ma si preferisce il volontario…
    E si parla di sprechi…?

  24. 36
    Popi Miotti says:

    Ho già scritto in merito e mi voglio ripetere anche se in fondo con un pizzico di dispiacere visti i miei trascorsi. Abolire questa struttura del CNSAS!!!! Affidare il servizio alla GdF che ha uomini e mezzi già addestrati e pagati allo scopo e che al limite può essere potenziata dirottando sul suo apparato i soldi che adesso vengono ingoiati dal CNSAS . Usare i volontari solo per grandi operazioni di ricerca in montagna. Per terremoti e calamità varie c’è già la Protezione Civile!
    Certo qualcuno soffrirà per mancanza di cadreghino, patacchino e di pecunia, ma il cittadino ci guadagnerà. Tutti a casa!

  25. 35

    Io sono stato nel soccorso alpino per 20 anni!! e non ho mai!! preso una lira. Scrivo Lira perché allora c’erano ancora le Lire. Se arrivava qualche rimborso a seguito di qualche intervento, lo si lasciava nella casse della stazione di soccorso per spese future. Ad esempio acquisto materiali.
    Ho messo a disposizione la mia attrezzatura, il mio tempo , la mia macchina ma l’hoo fatto con spirito di solidarietà perché ho sempre pensato che visto che andavo in montagna anchio a fare alpinismo, ne avrei prima o poi potuto avere bisogni anchio.

    Questo per me è volontariato.

  26. 34
    Massimo Pantani says:

    Gentile sig. Filippo,
    grazie per i riferimenti normativi. Siccome però credo ancora di saper leggere… mi potrebbe cortesemente illuminare
    * sull’art.3 della Legge 74/2001 (http://www.parlamento.it/parlam/leggi/01074l.htm) che recita: “Ai fini della presente legge, l’attività dei membri del CNSAS si considera prestata in modo volontario e senza fine di lucro.”?

    Sarà anche peculiare il CNSAS, come dice lei, e nessuno lo mette in dubbio. Ma la Legge dello STATO ITALIANO (metto il maiuscolo anch’io che fa più effetto) a me pare piuttosto puntuale: chi è MEMBRO del CNSAS deve operare in modo volontario e senza fine di lucro. Punto. Non a caso, il CNSAS è una Sezione Nazionale del Club Alpino Italiano, i cui soci svolgono incarichi “assumendo come unici criteri di selezione l’idoneità e la disponibilità a operare con prestazioni personali volontarie e gratuite, svolte a favore del Club alpino italiano, dei suoi soci e di terzi, con professionalità, ad un buon livello di competenza e di efficienza” (estratto dal regolamento generale del CAI).

    * sull’art 6 della stessa Legge 74/2001 => “Sono individuate e riconosciute le seguenti figure professionali specialistiche le cui qualifiche sono rilasciate dalle scuole nazionali di cui all’articolo 5: a) tecnico di soccorso alpino (…)

    Ho letto e riletto, ma non trovo scritto da nessuna parte (neanche nelle successive modificazioni a tale Legge dispositiva), di un esplicito riconoscimento di “figure professionali specialistiche REMUNERATE” o “REMUNERABILI” in deroga all.art 3 della Legge stessa. Io perciò, nella mia semplicità, la Legge la intendo così: lo STATO ITALIANO riconosce la necessità – vista la peculiare attività del CNSAS – che vi siano figure specialistiche professionali la cui particolare formazione è curata dalle Scuole di cui all’art. 5. Ma un medico (ossia un professionista), se membro del CNSAS, una volta formato e “specializzato” opererà volontariamente per le attività di Soccorso Alpino, fatte ovviamente salvi tutti i rimborsi e le eventuali diarie PARIMENTI riconosciute anche a TUTTI gli altri membri del CNSAS.
    O forse da qualche parte, e a me è sfuggita, c’è un richiamo di Legge dello STATO ITALIANO in cui si specifica che vi sono dei MEMBRI del CNSAS che – in deroga all’art.3 – possono essere regolarmente retribuiti?

    ======================

    Per finire: io non ci vedo nessun “giochino di rivalsa personale” nel riflettere su come, seguendo il ben conosciuto ed italico modus operandi di insinuarsi nelle pieghe più oscure delle Leggi, appellandosi a cavilli e codicilli amministrativi di proprio tornaconto, vi sia un manipolo di persone che aggira la Legge dello STATO ITALIANO auto-giustificandosi e auto-assegnandosi remunerazioni e stipendi per delle attività che il Legislatore aveva chiaramente inteso come basate sul volontariato (essendo Il CAI, d’altra parte, essa stessa un’associazione fondamentalmente basata sul volontariato).

    Poi possiamo discutere, per esempio, sulla necessità (che mi pare evidente, almeno per chiunque conosca un minimo le realtà operative del Soccorso in ambienti montani e ipogei) di far convivere accanto ai volontari (se vogliamo che restino), figure professionistiche specializzate e REMUNERATE alla luce del sole. Ma che abbiano compiti specifici extra-ordinari rispetto ai volontari, che siano facilmente individuabili e che il compenso sia stabilito per Legge o per Regolamento amministrativo, nel modo più uniforme possibile su tutto il territorio nazionale. Perché così, ossia nella situazione attuale… in alcuni casi (ALCUNI, eh?) mi pare altrettanto evidente che vi sia un triste “magna magna” dei tanti soldi (tanti, ma tanti…) che piovono sul CNSAS dallo Stato e dalle Regioni. E solo un cieco (o un disonesto) potrebbe non vederlo.

  27. 33
    Alberto Benassi says:

    che c’ incastra l’istruttore titolato del CAI (IA IAL INA ect) con il CNSAS . NULLA!

  28. 32
    Filippo says:

    Il CNSAS svolge un servizio di pubblica utilità per espresso mandato delo STATO ITALIANO.

    Tale servizio non ha nulla a che vedere con il “volontariato” istituzionale regolato dalla legge sul volontariato Legge. 266/1991.

    Le norme che regolano il CNSAS sono:
    Legge 74/2001- http://www.parlamento.it/parlam/leggi/01074l.htm
    Legge 289/2002 art. 80 – http://www.camera.it/parlam/leggi/02289l03.htm
    legge 26/2010 – http://www.parlamento.it/parlam/leggi/10026l.htm

    Le figure tecniche di cui parla Innocenti sono “Figure professionali specialistiche” per espresso volere dello STATO ITALIANO (art. 6 legge 74/2001).

    Le “scuole nazionali” del CNSAS sono costituite per espresso volere dello STATO ITALIANO (art. 5 legge 74/2001) gli Istruttori che le costituiscono formano le “figure professionali specialistiche” di cui sopra.

    L’ istruttore titolato del CAI non è una figura professionale (Legge 6/1989 ordinamento della professione di guida alpina)

    Il CNSAS svolge delle funzioni istituzionali peculiari ed in forma esclusiva rispetto ad altri Corpi ed Enti dello stato per espresso mandato dello STATO ITALIANO : legge 74/2001 art. 2 comma 2 (servizio sanitario di emergenza); legge 289/2002 art.80 (funzione di coordinamento)

    Megio informarsi prima di commentare semplici giochini di rivalsa personale.

    Di probabili abusi amministrativi di gestione se ne occupa in via ordinaria la Magistratura a cui, sembra, Innocenti si sia rivolto. Si attendono impazienti i risultati.

  29. 31

    Sarebbe interessante che gli anonimi avessero la palle e si firmassero altrimenti fanno la stessa cosa degli struzzi.

  30. 30
    carlo says:

    ……..ed ora che in Lombardia sono diventati gli esattori di AREU ci sarà da ridere!!!!…..chiederanno la compartecipazione alle spese per i recuperi non sanitari mentre magari nello stesso momento i Vigili del Fuoco recupereranno gratuitamente un cane!!!…..come è gia successo!!!!!!

  31. 29
    Anonimo says:

    A questo punto e’ compito delle autorita’ ad indagare sui fatti, purtroppo tutti i giorni in questo paese c’e’ uno scandalo di tangenti bustarelle ecc.ecc. A Lecco qualcosa di poco chiaro c’e’ e c’e’ stato nel soccorso alpino difatti la finanza e procura si e’ interessata al fatto, sappiamo i soldi che girano nel soccorso alpino soldi dati dalla regione x milioni di euro. Ma come e’ possibile che volontari o volontari/guide alpine percepiscono rimborsi fino a 50.000 € e oltre, ma allora e’ un malcostume nel SOCCORSO ALPINO volontario?
    Senza contare sullo sperpero di danaro x acquisizioni di mezzi esempio ambulanza poi rivenduta x impossibilita di poterla guidare o mezzi come i quod moto a quattro ruote che volontari si divertono a scorazzare x i boschi e altro ancora. Come si vede la storia si ripete nel centro Italia.

  32. 28
    Anonimo says:

    se il soccorso alpino è nel giusto ci dimostri con foto che tipo di auto possiede che l’assicurazione della moto di un privato non è stata pagata da loro e che le firme false sui rimborsi non esistono.
    il socio innocenti faccia lo stesso, penso non sia difficile fare una foto ad una smart!!!!

  33. 27
    Anonimo says:

    Perché “inquisitoria”? Se qualcuno fa la mia firma falsa, lo perseguo. E se lo fa per soldi, lo perseguo e chiamo ladro. Qualcuno crede che il cnsas non abbia dentro qualcuno che lo fa per interesse? Ingenuo!

  34. 26
    Anonimo says:

    Riccardo Innocenti è un Avvocato (e credo anche ina), si capisce bene che ha già cercato di fare chiarezza nelle sedi opportune, e quello che scrive purtroppo nn mi lascia tanto stupito.

    Ciò nn toglie minimamente che il Cnsas è pieno di volontari veri, tanta gente in gamba che si fa un mazzo tanto per tutti i frequentatori della montagna.

    Anche io sono stato volontario del CNSAS e mi era solo capitato di intuire certe situazioni. Credo sia necessario fare chiarezza, soprattutto per il buon nome del CAI e dl CNSAS

  35. 25
    Laudati says:

    Letta così mi sembra una polemica tra galli che si sono trovati nello stesso pollaio e rispettive schiere… la lettera è al limite dell’ ossessione…giusto punire i corrotti ma i santi inquisitori di solito mi preoccupano.
    Poidopo sono d’accordo con Tronchero, non vedo uno scandalo se un istruttore SNATE porta a casa 150 Euro per un giorno e la credibilità del tutto mi è calata. Certo se poi se l’istruttore va in giro per il mondo a dire sono un santo Francescano e faccio volontariato non ci siamo…. ma nel mondo di oggi pieno di superficialità e stupidaggini non vedo proprio queste schiere di istruttori SNATE a farsi belli al telegiornale! Magari si parlasse di più di montagna! Senno sembra che questo Innocenti si sente più puro, lancia la sua lotta di celodurismo, sinceramente chi se ne importa.
    La vicenda delle fatture e dei rimborsi è sicuramente delicata e va approfondita ma tra gli interessati, illustrata cosi’ con la storia delle firme false (sempre sue!) e l’espulsione si capisce solo che hanno litigato…un processo civile via blog mi sembra complicato e manca l’altra campana. Verificate e fateci sapere! Nel frattempo meno chiacchere…

  36. 24
    Anonimo 2 says:

    Caro Strombach, i tizio di cui parli non ha utilizzato nessuno spazio se non quello delle sedi preposte !!!!
    Lo spazio lo ha utilizzato (ho meglio, ne ha dato spazio, notizia) il Sig. Alessandro Gogna, il blog è suo !!

  37. 23
    Strombach says:

    Ci sono spazi appositi per le dettagliate querele ed accuse di malefatte e sono i tribunali. Utilizzare spazio di divulgazione pubblica sulla Montagna come questo per parlare delle firme false di Tizio sulle fatture, e della polemica su perché Tizio è stato espulso, è un po’strano e sinceramente genera sospetti sulle intenzioni. Altro sarebbe dire: il CAI cosi’ come e’ non va, va riformato nel modo X o Y, gli obiettivi debbono essere Z o W. Ma nelle pagine di questa privata inquisitoria online c’e’ qualcosa di stonato.

    Mi sembra più una lite condominiale che una discussione di interesse pubblico. Qual è la tesi di Innocenti sul CAI che lui vorrebbe? Questo magari ci interesserebbe. Dobbiamo invece concentrarci sulle perizie calligrafiche della sua firma? Ha ragione lui perché ha avuto tempo e voglia di illustrare con dettaglio leguleio le sue posizioni? E’ ovvio che se ci sono soldi pubblici mal utilizzati bisogna porre rimedio, non c’è bisogno che ce lo spieghi Tizio. E anche ‘sti cavoli della sua vicenda privata, che ci pensino gli organi preposti.

    Questo non vuole dire “condonare la corruzione” (ale’, bum!), vuol dire che nelle società civili si distinguono i temi e gli spazi appropriati per discuterne. Altrimenti si fa solo confuzione da azzeccagarbugli, che non è un buon anticorpo per la corruzione, anzi (il casino è un grande alleato dei corrotti) ne’ un buon viatico per parlare della Montagna. Per gli appassionati di liti civili io consiglio Forum.

  38. 22
    Anonimo 2 says:

    Sentendo alcuni interventi mi vien da pensare che siamo proprio in Italia … meglio stare zitti e non denunciare ciò che si vede, poi ovviamente lamentarsi della corruzione, ruberie e quant’altro …

  39. 21
    Gammaray says:

    L’intervento di Innocenti è troppo giudiziario, articolato e specifico (questo portale non è un tribunale) per essere solo frutto di un legittimo interesse. Intravedo i profili dell’ossessione e del cartabollismo. Perche?

    La “distinzione morale” tra volontariato e attività retribuita (ben poco) è un tema interessante, se ne può discutere, ma ma mi sembra molto artificioso e polemico utilizzarla come fondazione di un attacco a tutto il CAI. Più concreto il problema di una specifica vicenda di falsa rendicontazione: ma anche qui è fatto giudiziario, ci saranno individui responsabili da accertare in sede propria, qual è l’opportunità di una difesa/attacco coram populo se non quella di attirare l’attenzione (su di sè)?

    Qualche forma di rivalsa personale mi sembra l’oggetto centrale di questo lungo intervento. Peccato perché a uscirne intaccata è soprattutto la credibilità di Innocenti, che mi risulta continui a praticare attività di istruttore ma che a questo punto appare più interessato alle dinamiche di potere che alla montagna.

    Non ha, di sicuro, fatto un grande servizio alla cultura della montagna ,che ha bisogno di passione e creazione, non di polemiche. Le patologie, che sono proprie di tutte le vicende umane, vanno affrontate nei luoghi opportuni. Avrei più capito, in sede pubblica, un confronto con il CAI (e volendo un attacco, certamente legittimo) su priorità, obiettivi e visione. Queste carte bollate si condannano da sole a spazi angusti e angosciati.

  40. 20
  41. 19

    Quale che sia la verità sulla vicenda, ammesso che ce ne sia una sola, la storia descritta con dovizia di particolari può rappresentare una brutta pagina per l’immagine del sodalizio e del CNSAS. Leggere certe cose fa star male a prescindere, ma non ci si può nascondere dietro la solita foglia di fico. Penso comunque che ci sia spazio sia per i volontari (la maggioranza) che per i professionisti (pochi ma determinanti in certi ruoli) purchè tutto sia fatto alla luce del sole, con la massima trasparenza.
    Auguri a chi dovrà sbrogliare la matassa e fare chiarezza sui fatti rappresentati, e massimo rispetto per chi “si fa il mazzo” per gli altri.

  42. 18
    Alberto Benassi says:

    Sono stato nel soccorso alpino per 20 anni. Non si può fare di tutta un’erba un fascio. Ma nel soccorso alpino, come in tante altre attività di volontariato, c’è sempre stato chi si è fatto il culo sul terreno: di notte, con il brutto tempo, mettendo a rischio la propria pelle, per andare a soccorrere chi aveva bisogno. E questo senza percepire soldi e senza gloria.
    Chi invece ben seduto sulla propria poltrona dirigenziale si è fatto grande sul lavoro degli altri…..

  43. 17
    Gigio says:

    In Lombardia e’ peggio

  44. 16
    marco says:

    Sono un volontario del soccorso alpino ed un ufficiale di polizia giudiziaria. Non entro nel merito ma volevo dirti che forse la cosa migliore era prendere le carte con le firme false andare da un perito calligrafico e presemtare formale denuncia. In bocca al lupo

  45. 15
    Massimo says:

    Non conosco le dinamiche interne al Cai e condivido il fatto che una Guida Alpina debba essere retribuita se non vuol fare beneficenza! In questo caso però si dovrebbe ricorrere a contratti esterni, mettendo in gara tra loro chi vuol partecipare ed affidare nero su bianco un tot di giornate a disposizione e retribuite. Evitiamo però di parlare di VOLONTARIATO!

  46. 14
    Anonimo says:

    Francesco, penso che la possibilità di dialogare o verificare i fatti sia un diritto di tutti. A ciò si aggiunge che Innocenti , se ha calunniato qualcuno, ne risponderà: ma se fosse il contrario? Hai letto l’interrogazione che c’è nei post in fondo (provincia di Trento)? hai letto quanto prende li annualmente il soccorso alpino? Sicuramente non è uguale ovunque ma non facciamo che etica , moralità ed altruismo di nstri colleghi (che nulla hanno a che fare con certe porcherie) fungano da scudo per gli atteggiamenti di persone che non dovrebbero portare quest’uniforme

  47. 13
    Francesco Pallavicini says:

    La questione è già nota da tempo al CNSAS Nazionale e al CAI, che hanno verificato i bilanci fin nelle virgole senza trovare nulla da ridire. Cosa che ha fatto anche la Regione Lazio con il medesimo risultato. Qui qualcuno vuole una rivalsa personale e fa credere alla gente che il volontari del CNSAS prendono 300 euro al giorno!!! Ma dove vive questa gente?? Il 99, 9 percento dei volontari fa fatica a prendere i rimborsi quando vanno a rischiare la vita per salvare quella altrui… e il giorno dopo alle 8 al lavoro!! Poi si leggono articoli del genere da chi dovrebbe tutelare la montagna. Mha

  48. 12
    Stefano dalsass says:

    Mah, tanto mistificatore non sembra. Anche solo per la documentazione che è allegata all’articolo. Comunque i dati sono verificabili per cui, prima di dare del mistificatore, accertiamoci della genuinità delle informazioni

  49. 11
    Anonimo says:

    Che lavoro fa questo Sig. Innocenzi? Conosco tanti amici del Cnsas, anche in Lazio, e vi posso assicurare che i soldi li devono cacciare loro per fare attività… compresi quelli per la benzina per andare a fare i soccorsi o le esercitazioni. Come al solito i soliti ben informati invece lanciano polemiche gratuite… Complimenti Innocenti, bel mistificatore!!

  50. 10
    Paolo Caruso says:

    Molto interessante in proposito quanto denunciato dal sindacato autonomo dei vigili del fuoco della regione umbria: 750.000,00 euro in 5 anni per il soccorso alpino e speleologico umbro (SASU) per interventi che sconfinano in soccorsi di natura NON sanitaria e in particolare in “ambienti urbani, rurali, antropizzati, zone artigianali, industriali ecc.” di competenza già dei vigili del fuoco. Sembrerebbero incluse anche le abitazioni, ciminiere, ponteggi ecc. Questo è il link. Da leggere…

    http://www.conapo.it/2015/SG_28-15_CONVENZIONE_UMBRIA.pdf

  51. 9
    Alberto Benassi says:

    evviva l’Italia.

  52. 8

    Sono socia del CAI da quasi 30 anni e non mi stupisce per nulla quanto affermato da Riccardo Innocenti. Mi stupisce semmai che sia stato così bravo da riuscire a documentare tutto così bene e da avere avuto il coraggio (e la bravura ) di denunciare tutto e la costanza di andare avanti nonostante i risultati avvilenti : i miei più sinceri complimenti !!!! Temo proprio che ne dovrebbero essere molti di più di Riccardo Innocenti (sicuramente in qualche sezione che conosco)…… e lo dico con gran dispiacere !

  53. 7
    Anonimo says:

    pare che in molte regioni e province d’italia accada la stessa cosa…………. Non sarebbe l’ora di dare un taglio a tutta sta ruberia e cominciare a chiedere indietro i soldi rubati???????????????????????????????????????????????

  54. 6

    Sono un socio del CAI ed un volontario del CNSAS. Sono un semplice OSA (operatore di Soccorso Alpino, il livello più basso) e sono un lavoratore autonomo (no, non sono una Guida Alpina). Da più di 10 anni ho scelto di rinunciare ai rimborsi che lo stato riconosce ai volontari del CNSAS a fronte delle giornate di lavoro perse per interventi di soccorso o determinati tipi di esercitazione.
    Proprio per rimarcare, prima di tutto con me stesso, la peculiarità ed il valore del mio impegno e, qualche volta, del mio sacrificio.

    Per questi motivi, ho trovato interessante, stupefacente e preoccupante quello che stavo leggendo; fino a quando sono arrivato a leggere delle scuole nazionali.
    Non so nulla della SNAFOR.
    Qualcosa invece so della SNATE. E qui, e proprio perché ne so solo qualcosa, cominciano i dubbi.
    Il signor Innocenzi non può non conoscere il livello tecnico richiesto agli istruttori SNATE; non lo si raggiunge per caso, non lo si mantiene per caso. Lo si può fare solo se si è scelto di fare, dell’attività alpinistica, una professione. La Guida Alpina.
    Conosco più di una Guida Alpina che nella propria stazione e delegazione (le strutture locali del CNSAS) fa il volontario ed il formatore a titolo esclusivamente gratuito.
    Ma non si può chiedere ad un professionista (perché professionali dovremmo esserlo tutti) di sacrificare alcune decine di giornate lavorative all’anno per girare l’Italia mettendo gratuitamente a disposizione una competenza ed un livello tecnico per raggiungere e mantenere i quali ha speso e continua a spendere tempo, risorse e denaro.
    Gli si deve pagare la giornata. E le spese di trasferta.

    Quanto all’ammontare della giornata, mi risulta che i famosi 366 € siano lordi, e quindi diventano 300 al netto dell’Iva.
    Anche le pietre sanno che per un lavoratore autonomo la tassazione odierna vale almeno la metà del fatturato.
    Quindi, i 300 € sono diventati 150. Se la giornata di lavoro è di 10 ore, fanno 15€/ora. Sono ancora tanti? Per un lavoratore dipendente, in effetti sì, a priori sono una bella cifra. Per un lavoratore autonomo, senza garanzia di continuità di lavoro?
    A proposito, ma che lavoro fa il SIgnor Innocenzi?

    Rimane tutto il discorso su firme false, presunti bilanci falsi, reticenza nel fornire le informazioni, ecc.
    Bene ha fatto il Signor Innocenzi, stanti i fatti che ha affermato, a cercare chiarezza e a denunciare.
    E spero che il CAI, e anche il CNSAS, facciano chiarezza ben prima dell’Autorità Giudiziaria.

    Per le considerazioni che ha fatto sulla SNATE, ai miei occhi perde parecchio di credibilità.

  55. 5
    MountCity says:

    Una gestione davvero creativa della cosa pubblica…non parlerei di destino.

  56. 4
    Teo Longfield says:

    Speriamo ! Ma temo non cambierà nulla ! E’ “destino” che, dove ci sono in ballo centinaia di soldi, si instauri questo modo di fare.
    Ho fatto il volontario nel C.S.A., dal 1988 al 2000, e mi son presto reso conto di esser strumentalizzato dai soliti … “NOTI”.
    E’, purtroppo … umano.
    In molti vedevano … ma tutti tacevano.
    Chi, come me accennava, con un minimo di spirito critico/costruttivo, a queste cose veniva automaticamente denigrato e delegittimato.
    Il giochino è molto semplice! E funziona. D’altra parte chi ha contatti privilegiati con gli organi d’informazione ha il coltello dalla parte del manico.
    E l’unico modo è … andarsene !
    Pena … il rimetterci la salute.
    Lo posso affermare essendomene andato dal volontariato e essendomi imbattuto in simili dinamiche sul lavoro; dove ho dovuto, “per principio”, combattere in nome della legalità.
    Lì … dovevo farlo !
    Comunque … tantissima ammirazione per chi porta alla luce tali pratiche ignobili.
    Tanto vale istituire direttamente un Corpo di pochi professionisti ma … alla luce del sole, anche nella gestione dei fondi.
    Senza disturbare una istituzione tanto benemerita come il … volontariato!
    Comunque … ancora bravo Riccardo Innocenti. Massima ammirazione e appoggio … morale.

  57. 3
    Anonimo says:

    vi segnalo questa interrogazione di un mese fa di un Consigliere Provinciale di Trento: ad oggi il soccorso alpino non ha ancora risposto, pur essendo scaduti i termini http://www.consiglio.provincia.tn.it/attivita/atti-politici/archivio/Pages/Interrogazione%20n.%201252XV%20a%20risposta%20scritta_459173.aspx?zid=61a02c8c-2fb2-4c4e-b800-19f2dbd87e49

  58. 2
    berton giampaolo says:

    E’ ora che qualcuno faccia luce sui FINTI VOLONTARI di qualche ONLUS convenzionata nei soccorso , nel trasporto dei malati , nella erogazione e distribuzione di pasti agli indigenti ,,,,,,

  59. 1
    Anonimo says:

    Molto interessante era ora che qualcuno si interessi di questo giro di affari…spero giustizia sia fatta ma bisogna avere molta pazienza e determinazione che mi sembra ci sia!!

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