Intraprendere la grande trasformazione

Intraprendere la grande trasformazione
Colloqui di Dobbiaco 2013, 28-29 ottobre 2013
a cura dell’Accademia dei Colloqui di Dobbiaco
Ideatori: Wolfgang Sachs, Karl-Ludwig Schibel
Moderazione: Karl-Ludwig Schibel

Introduzione all’argomento
L’immagine dell’imprenditore nell’era del capitalismo globale non è buona. “Gli sfruttatori di Amazon”, agenzie interinali che frodano sistematicamente, imprenditori rapaci e criminali, corruzione e inquinamento ambientale.

Dobbiaco, settembre 2013

Molta meno attenzione gode un gruppo in crescita di imprenditori che considerano il bene comune obiettivo cruciale del proprio agire e che non solo producono beni e servizi per il mercato ma intraprendono forme di produzione socialmente ed ecologicamente sostenibili. Non vogliono più essere parte del problema ma della soluzione. La conversione ecologica avanzerà solo con l’impegno attivo del settore economico e degli uomini e delle donne che lo guidano.
Nei Colloqui di Dobbiaco 2013 i partecipanti hanno discusso con i relatori il ruolo di imprenditori ecologicamente e socialmente sensibili per la trasformazione verso una società capace di futuro. Chi è riuscito e come a produrre come amico dell’ambiente e del futuro, e che speranze ci sono che queste storie di successo potrebbero diventare la nuova narrativa di una società migliore?

Intraprendere la grande trasformazione
Nell’ambito della 24a edizione dei Colloqui di Dobbiaco si è discusso su come intraprendere la grande trasformazione. Punto di partenza degli incontri è stata la convinzione che per i grandi cambiamenti a venire è necessaria la partecipazione di tutti e in particolare degli imprenditori. Molti imprenditori sono consapevoli del loro ruolo e non vogliono più far parte di un problema, ma lavorare a soluzioni per affrontare le prossime sfide ambientali. La ricostruzione del sistema economico non può avvenire dall’alto, ma richiede una grande partecipazione anche di imprenditori, che mettono la sostenibilità ambientale e sociale al centro della loro attività. Anche se l’Alto Adige si può vantare di ospitare un numero relativamente elevato di aziende certificate CSR (Corporate Social Responsability) e di aziende con bilanci sociali del bene pubblico, il numero di attori nel campo della sostenibilità fra gli imprenditori è ancora relativamente modesto. Il potenziale di questi pochi attori economici non è ancora arrivato nel centro dell’attività economica al fine di spingere i prodotti ” non sostenibili” fuori mercato. L’economista austriaco Joseph Schumpeter ha parlato in questo contesto della distruzione creativa dell’economia. Nuovi modelli di business e strategie aziendali già hanno portato a uno sviluppo sostenibile in alcuni settori, mentre in altre aree, come il settore dell’approvvigionamento di prodotti alimentari biologici, necessitano di cambiamenti fondamentali nella struttura del mercato. Ma tutto questo non è sufficiente, abbiamo bisogno di un cambiamento di paradigma in alcuni valori fondamentali di un’economia di libero mercato. Nessuno mette in discussione la forza dell’economia di mercato orientata a spingere verso la soluzione di problemi, ma gli obiettivi di sviluppo orientati alla concorrenza nel mondo della finanza hanno messo in grave difficoltà l’intero sistema economico. Si è parlato di un turbocapitalismo, di un collasso, di un’economia che corre verso l’abisso. Un’impresa sostenibile deve essere intesa come un promotore e un driver di cambiamento perché si confronta in modo dolce e rispettoso con i mezzi di sussistenza economica, consente una maggiore innovazione e di creazione di valore aggiunto sostenendo un gioco di squadra tra piccole e grandi imprese. Oltre alla tradizionale economia individuale sarà sempre più importante far sorgere in futuro forme di imprenditoria orientate verso attività del bene comune, che consentono anche la formazione di nuovi processi decisionale nel governo societario.

Dobbiaco, settembre 2013: Reinhard Pfriem e Karl Ludwig Schibel. Foto: C. J. Rehmann

Durante l’incontro sono stati discussi e confrontati molti concetti: moderazione della crescita economica, economia della sufficienza, capitalismo ed economia di mercato, mercato dominante e di nicchia, concorrenza e cooperazione, bene comune e benessere individuale, efficienza delle risorse e consumo illimitato, costruzione e decadimento, bellezza e bruttezza. Molti interventi hanno sottolineato che intraprendere la grande trasformazione significa porre l’attenzione sui valori condivisi e sui principi etici capaci poi di reggere a un processo di accordo democratico.

Relatrici e relatori 2013
Federica Angelantoni, amministratore delegato di Archimede Solar Energy, ricopre altre cariche presso il gruppo della Angelantoni Industrie Spa. Massa Martana (Perugia);

Gabriele Centazzo, presidente della Valcucine, autore del manifesto Per un nuovo Rinascimento italiano, Pordenone:
Cosa fare, dunque, per un rinascimento dell’imprenditoria?
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Dobbiaco, settembre 2013: Hans Schmieder, Hansjörg Viertler, Karl-Ludwig Schibel, Daniel Dahm. Foto: C. J. Rehmann

Daniel Dahm, geografo e scienziato della sostenibilità, membro del reparto di ricerca “Rating etico ecologico” presso l’Università Goethe di Francoforte. Membro di numerose istituzioni di ricerca e fondatore di diverse imprese nell’ambito della sostenibilità, Berlino (D):
Economia di mercato senza esternalizzazione
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Daniela Ducato, responsabile della rete di aziende sarde “Casa Verde CO2.0”, polo produttivo per la bio-edilizia, Guspini, (Provincia VS -Medio Campidano, Sardegna);

Christian Felber, autore austriaco che tratta principalmente temi economici e sociali, è membro fondatore del ramo austriaco di ATTAC e iniziatore della “Banca Democratica”: ha coniato il termine “economia del bene comune”:
L’economia del bene comune
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Alois Lagender, responsabile dell’omonima azienda vitivinicola a vocazione biologico-dinamica a Magrè, Presidente dell’Ökoinstitut Alto Adige, (Bolzano);

Eva Lotz, facilitatrice accreditata in Comunicazione Ecologica, Formatrice e Counsellor Relazionale, Anghiari, (Arezzo);

Lukas Meindl, proprietario e amministratore dell’omonima azienda calzaturiera di secolare tradizione, Lukas Meindl s.r.l. nella Baviera Alta, Kirchanschöring, Traunstein (D);

Federico Mento, dottore di ricerca in scienze etnoantropologiche, si occupa di studi urbani, insegna Antropologia Culturale presso l’Università La Sapienza a Roma ed è coordinatore responsabile di Uman Foundation. (Roma):
Social Entrepreneurship and Social Finance for the Common Good
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Valentino Mercati, presidente di Aboca Spa, azienda leader del settore agro-farmaceutico, San Sepolcro (Arezzo);

Dobbiaco, settembre 2013: Daniel Dahm e Karl Ludwig Schibel. Foto: C. J. Rehmann

Reinhard Pfriem, professore di economia aziendale. Oldenburg (D):
Il contributo delle imprese a un’economia della sufficienza
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Wolfgang Sachs, Istituto Wuppertal per il clima, l’ambiente e l’energia, professore onorario all’Università di Kassel, Berlino-Roma (D);

Stefan Schaltegger, ordinario di Economia Aziendale in particolare Management della Sostenibilitä. Direttore del “Centre for Sustainability Management” (CSM) presso I’Universita Leuphana, Lüneburg (D):
Il business case della sostenibilità
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Änder Schank, fondatore del Gruppo OIKOPOLIS che controlla la cooperativa agricola BIOG, il distributore all’ingrosso BIOGROS e la catena di negozi biologici NATURATA, Lussemburgo (L);

Karl Ludwig Schibel, coordinatore Fiera delle Utopie concrete, membro della presidenza dell’Allenza per il clima e coordinatore per l’Italia Città di Castello (Perugia).

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Intraprendere la grande trasformazione ultima modifica: 2019-11-05T04:52:50+01:00 da Totem&Tabù

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