La diffusione del telemark

Lentezza, eleganza, poesia: queste le caratteristiche dei telemarker, romantici della montagna che praticano la più antica tecnica sciistica che l’uomo abbia inventato. Uno sci a “corpo libero” che rappresenta, ancora oggi, un sogno di libertà.

Lettura: spessore-weight(3), impegno-effort(1), disimpegno-entertainment(2)

La diffusione del telemark
di Luca Gasparini
(pubblicato su Montagne360 del gennaio 2019)
Foto di Luca Gasparini

Il telemark è come il fuoco sotto la brace, è sempre vivo, in ogni momento è pronto a incendiare ancora l’entusiasmo di uno sciatore stanco della ripetitività dello sci alpino o uno colpito dalla sua bellezza gestuale. Così ci siamo tutti innamorati del telemark e così molti si innamorano oggi e si innamoreranno in futuro. In linea di massima si diffonde per sue energie proprie.

Sulle nevi del Giappone

Le Federazioni dello sci mondiale non si interessano e non aiutano questa disciplina ma un buon veicolo di accesso sono i corsi di formazione per maestri di sci, dove sempre più maestri lo scelgono come specializzazione o come forma sciistica alternativa. Le aziende non aiutano più di tanto, ma il telemark ha tutto per essere moderno: gli sci sempre più facilitanti, attacchi sempre più performanti e scarponi di plastica. Non necessita nulla di ancor più nuovo.

Elogio della lentezza
Analizzando più profondamente, sento di poter dire che il telemark moderno ha forse terminato la corsa per cercare di eguagliare la sciata a tallone libero dello sci alpino e, se continuerà in quella direzione, ri-morirà lentamente; ma i più affezionati o più puri si augurano che possa diffondersi o riprendere slancio grazie alla prima e più vera qualità del telemark. Una qualità a cui tutti tendiamo nella vita quotidiana ma che, stranamente, si dimentica quando arriva il momento della “libertà” di far sport nella natura. Tutti siamo a esaltare le qualità ambientali, gestuali ma tutti (o quasi) cadiamo nella trappola di ricercare la velocità. Forse i ritmi della vita e le richieste d’efficienza della società sono penetrati così tanto nei nostri cervelli che è raro vedere telemarker sciare lentamente, come credo si dovrebbe fare quando si è finalmente in vacanza.

Tra il cielo e la neve profonda delle Alpi

I sognatori dello sci
Quindi la futura diffusione del telemark potrebbe basarsi sulla lentezza, sull’eleganza, sulla poeticità del movimento, sulla sua propria nobiltà. Nobiltà di nascita (è la prima tecnica sciistica che l’uomo abbia inventato), nobiltà gestuale (nulla è più sinuoso, articolato del movimento telemark), nobiltà d’essere sempre moderno e al passo coi tempi. Non c’è altra forma sciistica completa come il telemark dal punto di vista di quante parti del corpo vengono utilizzate, il telemark non è sci a “tallone libero” è sci a “corpo libero”. Ha anche la nobiltà legata alla modestia È fallimentare puntare sui parametri di oggi: velocità, super prestazione atletica. Se mai ci sarà uno scatto nobile nella testa degli sciatori o del mondo dello sci (mannaggia, bisogna cambiare un’intera cultura), la fiamma sotto le braci finalmente avvolgerà il mondo dello sci d’oggi.

Un sogno? Beh, è più facile trovare sognatori tra gli sciatori a tallone libero perché una curva a telemark è e rimarrà sempre un sogno.

16
La diffusione del telemark ultima modifica: 2019-03-02T05:10:37+02:00 da GognaBlog

5 pensieri su “La diffusione del telemark”

  1. 5
    Tiziano Cappellin says:

    Caro Luca,

    ti ringrazio per le tue belle parole sul Telemark. Trovo molto buon senso ed una bella analisi del telemark nel tuo articolo. Da circa vent’ anni ho sposato il telemark come stile di sciata ma, come dici tu, anche come stile di vita. Sono d’accordo con te quando dici che spesso si dimentica che il telemark è leggerezza ed alcune curve fatte bene ti riempiono il cuore e la giornata di gioia. Ho cominciato con un paio di sci Morotto e scarponi in cuoio che uso ancora in alcune uscite. Ecco, quando li indosso e mi lascio portare da loro sento che sono nel mio mondo. Non so in realtà se sia poi così importante che il telemark venga considerato dalle istituzioni o dalle aziende. Le Federazioni considerano quello che le aziende indicano, secondo l’importanza del numero di praticanti e quindi del fatturato. Lo snowboard è giustamente diventata disciplina olimpica anche se più recente del telemark, proprio per la sua diffusione e quindi per l’importanza economica. Comunque vedo anch’io che sempre più spesso ci sono maestri di sci giovani che praticano il telemark e questo può fare solo bene alla nostra disciplina. Non mi sento discriminato perché penso che non c’è nulla da dimostrare. Siamo e rimarremo sempre una piccola parte di appassionati che amano semplicemente divertirsi sciando. Sono il presidente del gruppo “Dai che n’don” e posso dire che lo spirito che ci unisce è proprio quello da te descritto. Lentezza, piacere dello stare insieme, soddisfazione per una discesa fatta bene. Il sognare è questione di gioventù e nonostante i miei sessant’anni, mettere gli sci inginocchiandomi per chiudere il mollettone posteriore, osservare il pendio appoggiato al mio bastone, sentire il scivolare degli sci sulla neve accompagnando ogni movimento con armonia, è un sogno che  rende cuore e mente liberi. Assaporo questa libertà, questo infinito che mi circonda e questi silenzi, la dolcezza che percepisco intorno. Non ho la pretesa di pensare che questa sia la verità assoluta, ma sicuramente questa è la “mia” verità. Grazie Luca per le tue parole. Spero di incrociare un giorno le mie curve con le tue. In ogni caso rimarremo sempre telemarker nel profondo del nostro cuore e l’unica cosa veramente importante è questa.

  2. 4
    Giovanni Verzani says:

    Ottimo Luca Gasparini!

    Oggi come ieri, sei sempre il Faro per chi fa anche solo due curve, ma fatte bene.

  3. 3
    van3di says:

    Bellissimo elogio alla lentezza !

  4. 2
    Enrico54 says:

    Bravo Luca!!

    hai fatto una fantastica analisi all’ elogio alla lentezza ed allo spirito dell’andare per monti in inverno per assaporare a pieno la magia della natura innevata ….grazie!!!

     

  5. 1
    Giorgio Daidola says:

    Sante parole, speriamo vengano recepite. Dai telemarker e soprattutto dalle aziende. Mi permetto solo di aggiungere che il telemark è anche un meraviglioso modo per vivere in profondità lo scialpinismo, che infatti è nato grazie ad esso. Purtroppo l’attrezzatura da telemark moderna è stata studiata per soddisfare le esigenze del freeride servito da impianti e non del scialpinismo: non punta infatti sulla leggerezza, soprattutto per quanto riguarda gli scarponi. Queste scelte sbagliate, fatte per assecondare il mercato americano, rischiano di far morire il telemark, che infatti, proprio negli Stati Uniti (dove sono arrivati con gran ritardo gli attacchini e le scarpette al carbonio per lo scialpinismo a talloni bloccati) è in declino. Con questo non voglio dire  che con  la leggerezza si risolvano tutti i problemi: non si scia a telemark per convenienza ma per le sensazioni uniche che esso offre. Provare per credere. Difficilmente si ritorna indietro.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.