La montagna come palcoscenico

GognaBlog intende con questo scritto esprimere la propria posizione sul previsto concerto di Lorenzo Jovanotti nella cornice montana di Plan de Corones, il prossimo 24 agosto 2019. Naturalmente, è nostro dovere dare voce anche al cantante stesso: e per questo abbiamo scelto l’articolo di Tatiana Marras.

La montagna come palcoscenico
di Carlo Alberto Pinelli

Lettura: spessore-weight(3), impegno-effort(1), disimpegno-entertainment(3)

Il cantante Lorenzo Jovanotti sostiene che nella scelta dei luoghi in cui si possono organizzare grandi concerti un posto vale l’altro (vedi articolo più sotto, NdR). Dal punto di vista strettamente geografico forse ha ragione. Una grande piazza, una prateria, una spiaggia, un’elevazione montana fanno tutte parte allo stesso modo dell’ambiente fisico in cui il formicaio degli umani si muove e interagisce.

Il concerto di Jovanotti a RisorgiMarche (Monti Sibillini)

Ma Jovanotti ha torto marcio se si tengono in considerazione le aspettative che ciascuno di quei luoghi suggerisce e stimola, le loro diverse vocazioni culturali, gli investimenti affettivi e esistenziali che essi possono propiziare nonché il potenziale disturbo alla fauna selvatica che ci abita. In poche parole: il loro significato autentico. Un significato derivato da un indissolubile intreccio di valori estetici, etici, storici, comportamentali, psicologici.

Tutti sappiamo benissimo che non è la stessa cosa trovare una lattina di birra dimenticata sulle gradinate di uno stadio o abbandonata in un bosco o su una vetta montana. In questi ultimi due casi basta la presenza di quel cilindretto di alluminio ammaccato per incrinare la magia del luogo, rendendo di conseguenza più povera l’esperienza di chi ha speso energie e tempo per trovare nell’incontro con quegli spazi silenziosi e deserti una parte dimenticata di se stesso. Ma – Jovanotti e i suoi accoliti obietteranno – solo una minoranza dei nostri simili cerca quegli incontri. La maggioranza dei cittadini se ne sbatte della natura incontaminata e del messaggio che essa sussurra sottovoce in chi le si avvicina in punta di piedi, a cuore aperto. E allora?

Allora noi crediamo che una società davvero civile dovrebbe essere in grado di comprendere e rispettare i bisogni immateriali delle sue minoranze, anche se la maggioranza non ne riesce ancora a individuare fino in fondo le ragioni. Ripetiamo per l’ennesima volta un esempio forse banale: possiamo essere atei, ma dovremmo tutti combattere con le unghie e con i denti per non permettere che una chiesa, anche se ormai frequentata da un esiguo pugno di fedeli, venga trasformata in una discoteca, affollata da un pubblico ben più numeroso. Chi non è in grado di afferrare la differenza non è degno di chiamarsi civile. Si badi bene: non lo sosteniamo solo noi; lo dice a chiare lettere anche la Costituzione italiana e la stessa preoccupazione è implicita in tutte le leggi promulgate per tutelare gli ambienti naturali di particolare pregio: parchi nazionali e regionali, SIC, ZPS, Natura 2000, ecc.

Lorenzo Jovanotti

Nel caso specifico di cui ci occupiamo ora, esiste certamente e ha un certo peso una seconda obiezione: Plan de Corones in Alto Adige è un pezzo di montagna già spogliato in gran parte del suo significato originario a causa di impianti per lo sci altamente invasivi ed anche – duole dirlo – del recente museo (per altro di alta qualità artistica) voluto da Reinhold Messner e progettato dalla grande architetta Zaha Hadid. Basta questo per dare il via libera all’assalto progettato dal baldo cantante italiano e dai suoi sponsor?

Ne dubitiamo. Plan de Corones, sebbene sfigurato e in vari modi umiliato, resta comunque un luogo montano e come tale continua a rispecchiare simbolicamente (seppure a livello paradossale) quello che è il messaggio della montagna. Le folle in delirio che dovrebbero assistere al concerto vedranno tutt’intorno i profili di altre montagne e saranno portati a considerare lecito – anzi auspicabile – la loro trasformazione nel fondale pittoresco e senz’anima di un rumoroso palcoscenico di inequivocabile (e non esportabile) connotazione urbana. Salta agli occhi di chiunque sappia usarli il carattere profondamente diseducativo di iniziative di questo tipo. Diseducativo e arrogante: ennesimo affronto escogitato dagli impiantisti per mercificare la montagna, soffocando la percezione dei valori che, attraverso il respiro della natura, possono arricchire di senso la nostra vita.

Jovanotti a Messner: la nostra festa sarà un campo base lasciato meglio di quello dell’Everest
di Tatiana Marras
(pubblicato su montagna.tv il 9 aprile 2019)

Mentre gli appassionati di montagna si confrontano sulla posizione da assumere in merito allo svolgimento di un concerto di Jovanotti a Plan de Corones, in Alto Adige, dopo aver ascoltato le parole critiche di Reinhold Messner e la replica rassicurante del WWF sull’impatto quasi zero dell’evento sull’ambiente, è lo stesso Lorenzo Cherubini a prendere la parola, esprimendo la sua opinione in un lungo post sulla sua pagina Facebook.

Plan de Corones

“Non discuto con Messner di montagna, non mi permetterei mai, ma sui concerti ho qualcosa da dire”. Inizia così il monologo in cui l’artista ha voluto chiarire che il progetto estivo sia “serio, accurato e soprattutto nuovo, realizzato con criteri ambientali che oggi non sono solo possibili ma anche importanti da mostrare al pubblico”.
Un pubblico che, ci tiene a sottolinearlo, è “sensibile ai temi chiave del presente”.

Insomma quando il WWF parla di evento non impattante sull’equilibrio ambientale, non si tratta di esagerazione ma di una valutazione che arriva a seguito della definizione di un minuzioso modus operandi, che utilizzando tecnologie innovative consentirà di “mostrare un modo nuovo di fare le cose, non quello solito che giustamente preoccupa Messner”. Questo perché “il futuro non lo si affronta negandoci le esperienze ma immaginandone di nuove con nuovi mezzi”.

Stando alle parole di Jovanotti, il concerto sarà unico nel suo approccio ambientale. Nuovo e antico si mescoleranno al fine di realizzare ”non solo grandi giornate di goduria collettiva ma anche grandi aperture verso panorami di economia circolare, di comportamenti ecosostenibili e di equilibrio umanità/pianeta”.

Dopo i necessari chiarimenti a risposta delle accuse mosse da Messner, il cantautore si rivolge proprio al Re degli Ottomila: “Se poi lui preferisce il silenzio delle grandi altitudini in solitaria al battito dei piedi che ballano sulla terra nuda stimolati da una giusta potenza di watt rispondo che c’è un momento adatto a tutto, e a Plan de Corones la folla festosa non è una novità, è un luogo di tutti ed è bello per questo”.

Si tratterà dunque di un momento di festa in cui la montagna sarà invasa da “gente allegra che non ha nessuna intenzione di violare nessun tempio naturale ma casomai di celebrarlo”.

Plan de Corones

Il post si conclude con un rimando al mondo alpinistico, “io nella mia vita le uniche scalate che ho fatto sono di classifiche di canzoni ma ho esperienza di sognatore e anche quello può essere uno sport estremo che va praticato con tutta la cura possibile. Tra i miei sogni ce n’è uno che condivido con Messner, ovvero il sogno di un futuro in cui la presenza dell’uomo non sia distruttiva per la natura, e questo oggi è un sogno realizzabile anche su larga scala, partendo dai comportamenti dei singoli e di ognuno, coinvolgendo economia, politiche locali, aziende con questo tipi di obiettivo”.

La montagna, secondo Jovanotti, “non ha più diritti di un bel prato a Woodstock o di una spiaggia a Rimini o del Circo Massimo”, pertanto le cose si possono fare bene o male ovunque. Ogni ambiente va rispettato, senza però porre freni alla possibilità di sognare e tentare di realizzare sogni.

Plan de Corones

“Non è solo un sogno realizzabile, è anche opportunità di nuovi lavori e di trasformazioni, di prospettive di rinascita di un paese che pare imprigionato nei no, nei vedremo, nella difesa di piccoli personali privilegi e corsie preferenziali. Ce la faremo, e spero di stringere la mano dell’uomo che ha scalato gli ottomila in arrampicata libera, consapevole che la grande impresa del nostro tempo sia quella di ripensare il nostro rapporto con l’ambiente”.

Uno sfogo quello del cantautore romano, dai tempi dell’Ombelico del Mondo impegnato nel campo della solidarietà e della difesa dell’ambiente, che si conclude con una frase decisamente critica, che vuole ricordare a Messner e a quanti stiano attaccando la sua iniziativa montana, l’impatto che lo stesso alpinismo sugli Ottomila ha obiettivamente sull’ambiente himalayano: “Il cammino è iniziato e reale, e le nostre feste saranno un nuovo campo base che a differenza di quello sull’Everest verrà lasciato meglio di come lo troveremo con la collaborazione di tutti quelli che vivranno una grande giornata insieme”.

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La montagna come palcoscenico ultima modifica: 2019-04-15T05:39:43+02:00 da GognaBlog

39 pensieri su “La montagna come palcoscenico”

  1. 39
    bruno telleschi says:

    In generale si verifica una inquietante inversione tra il fine e i mezzi, tanto che molti ormai vanno in montagna per correre e pedalare o addirittura per mangiare e ascoltare musica. E sono sempre meno i viaggiatori che hanno la montagna come fine del viaggio. Si capisce che senza un rapporto autentico con la montagna l’industria del divertimento voglia riempire il vuoto delle vacanze con passatempi sostitutivi. Che senso ha tuttavia organizzare un concerto sulle Dolomiti per i milanesi o i romani? che senso ha favorire l’esodo di masse che cercano altrove quello che possono ottenere in città con minore spesa e fatica?
    Si capisce che per vedere il duomo di Milano sia necessario andare a Milano o a Roma per San Pietro in Vaticano, ma per il resto i viaggi della noia sono inutili e molto spesso dannosi. 

  2. 38
    luigi zanetti says:

    a causa del decreto Minniti ,emesso a seguito dell’incidente a piazza San Carlo  Torino, moltissime manifestazioni non potranno più tenersi.
    L’eccessiva burocrazia,i costi esorbitanti per ottenere certificazioni di professionisti abilitati alla sicurezza.ecc e tutto per sagre o feste di paese con numeri inferiori alle 200 persone.
    in questo caso caso chi garantisce la sicurezza di 20.000 persone e chi paga?

  3. 37
    Alberto Benassi says:

    Ma Jovanotti non è Toscanini…

  4. 36
    renzo says:

    Rivolgendosi a un giornalista che gli aveva chiesto cosa ne pensasse dell’opera fatta all’aperto, Toscanini rispose. All’aperto si gioca a bocce

  5. 35
    emanuele menegardi says:

    Adesso ci si mette anche Jovannotti ad aumentare il disprezzo per l’ambiente e soprattutto della montagna, condivido la tesi di Pinelli e spero che l’Accademico del Cai faccia altrettanto!

  6. 34
    Giorgio Dalpiaz says:

    Buona Pasqua. Pace e bene. Vi rendete conto che contribuite a fare una pubblicità gratuita all’evento ?

  7. 33
    Alberto Benassi says:

    Ma tu sei davvero napalm51!

    Ebbene si maledetto Carbone! hai vinto anche stavolta!

  8. 32
    Andrea carbone says:

    Ma tu sei davvero napalm51! 

  9. 31
    Alberto Benassi says:

    quanti anni hai Carbone?
    che a Ca di Carna si arriva a piedi lo so dal 1981.
    Comunque ricordati:   non pensare solo alla Val di Mello, di luoghi naturali in pericolo in Italiace ne sono tanti altri.

  10. 30
    Andrea carbone says:

    alberto benassi, la tua è una risposta degna da napalm51.
    Rinnovo l’invito non solo a te ma a tutti coloro che seguono questo blog. Sabato 18 ore 14 in zona ca’ Di carna. Si arriva a piedi. Saluti

  11. 29
    Alberto Benassi says:

    Andrea
    ma perchè devi associare l’opinione contraria spessa qui al concerto di Jovanotti, che non riguarda solo Plan de Corones ma ad esempio anche tante spiagge (anche Viareggio) con quello che ha detto Messner?
    Che me ne frega a me di Messner e dei suoi musei ?!?!
    Lo sappiamo benissimo come è ridotto Plan de Corones.
    Te ci inviti  in Val di Mello a protestare per la sua difesa. BENE ottima iniziativa!
    ma te hai mai protestato per la distruzione delle  Apuane?
    La la di Mello di interessa, le Apuane NO?

  12. 28
    Andrea Carbone says:

    Ho sentito di questo concerto grazie alla polemica scatenata da Messner e al tam tam sui social. Anch’io mi sono fatto l’idea che sia una polemica un po’ forzata e ipocrita.Concordo sul fatto che i grandi concerti non debbano essere fatti in montagna.Ma Plan de Corones è un parco giochi,e come già suggerito da qualcuno, ospita migliaia di sciatori al giorno e uno scempio di cemento armato. Quindi, nel farsi un opinione libera, bisognerebbe saper scindere, ma spesso su internet la foga di condividere spesso prevale sulla ragione. Se seguire Messner nelle sue false battaglie per la salvaguardia del SUO posto per fare business è così importante per voi Augusto del gognablog allora fatelo, però vi invito anche a fare un azione concreta: venite il 18 maggio alle 14 in val di mello e lottiamo per salvare un luogo naturale.Per la val di mello è importante farlo ORA! Per evitare di lamentarsi sui blog dopo.Mi trovate lì. Andrea 

  13. 27
    Fabio Bertoncelli says:

    Che cos’è un “umpa lumpa”?
    Un francesismo? Un nuovo lemma del vocabolario? O un grido di battaglia delle tribú dell’Africa nera?
    … … …
    Io mi meraviglio di Gogna, che credevo persona integerrima.
    E invece scopro che fa l’umpa lumpa di Messner. È uno scandalo! 😂😂😂

  14. 26
    Alberto Benassi says:

    a me  di Messner non me ne frega nulla e non me ne frega nulla del suo intervento contro il concerto di Jovanotti.
    Il problema è un altro.
    Tanto per precisare, anche a me non piacciono i leccapiedi ma nemmeno i LECCACULO!

  15. 25
    Paolo Panzeri says:

    Sai per caso quanti soldi fa girare il posto? Una sommatoria anche spannometrica.
    Così, per farmi una idea… non ci sono mai andato.

  16. 24
    alberto folaghi says:

    Messner ha degli interessi, fortissimi interessi, sui Plan de Corones, quindi, da questo squallido punto di vista, è legittimato a porre una sorta di veto. Ovviamente lo fa mascherando il tutto dietro l’ipocrisia della “morale ecologico-Montana” (consideriamo che I Plan de Corones non è un più un luogo naturale da moltissimo anni e ci sono già stati mega concerti, tra l’atro). Poi ci sono gli umpa lumpa mediatici di Messner, tipo gogna blog, che fanno davvero ridere. Ovviamente siamo tutti a favore di una montagna serena e silenziosa, ma sui Plan de Corones e su questo evento in particolare, voi che vivete di opinioni, state scivolando su contraddizioni enormi ed evidenti. Umpa lumpa, servi dei servi e lacchè del sistema messner, che ha fatto più danno alla montagna (come natura) che chiunque altro su questa terra! Se non si è capito, sono sia contro il concerto che contro il museo che contro gli impianti da sci, ma sopratutto sono contro i leccapiedi! Ciao

  17. 23
    Enrico 54 says:

    ….Tutti sappiamo benissimo che non è la stessa cosa trovare una lattina di birra dimenticata sulle gradinate di uno stadio o abbandonata in un bosco o su una vetta montana. In questi ultimi due casi basta la presenza di quel cilindretto di alluminio ammaccato per incrinare la magia del luogo, rendendo di conseguenza più povera l’esperienza di chi ha speso energie e tempo per trovare nell’incontro con quegli spazi silenziosi e deserti una parte dimenticata di se stesso.
    Anche trovare una croce o una statua della madonna può rendere per alcuni più povera l’esperienza di chi ha speso energia e tempo per trovare nell’incontro con quegli spazi silenziosi e deserti una parte dimenticata di se stesso…!

  18. 22
    Alberto Benassi says:

    ne sono convinto anch’ io che il (B)roker Jovanotti non cambierà idea.
    Quando afferma che anche lu è sensibile al problema ambientale fa come il coccodrillo quando piange dopo aver  mangiato la sua preda

  19. 21
    Fabio Bertoncelli says:

    Perché Jovanotti sí e Al Bano no?
    “Quod licet Jovi non licet bovi.”

  20. 20
    Carla says:

    Non cambierà idea: gli impatti della sua carovana sono stati messi in risalto e criticati anche per le diverse località balneari che ha scelto. Un conto è una spiaggia libera seppur bistrattata nella quale vanno al massimo 100 persone in alta stagione e un altro conto è  farci arrivare 25.000 persone tutte assieme ( ma a Plan de Corones saranno di certo di più, il costo del biglietto è più alto, lo spazio è maggiore e di sicuro quella tappa gli serve per ammortizzare molte spese)  dove la viabilità  è scarsa e i parcheggi pure, montare un palco di 5000 metri quadri, portarci i fari, gli amplificatori, gli stand per il ristoro, i bagni chimici, la corrente elettrica ecc. nei giorni prima e smantellare tutto nei giorni successivi, sottraendo fra l’altro per diversi giorni l’uso al pubblico di una spiaggia libera. E su quella spiaggia seppur maltrattata si riproduce una delle specie animali più a rischio di estinzione, che ad agosto può ancora avere piccoli in giro, ma non ci vive solo lei  in quel pezzo di spiaggia: decibel che scuoteranno per almeno 12 ore le dune vicine, togliendo loro anche la tregua delle ore notturne. E il precedente, il rischio che quell’area venga d’ora in avanti scambiata per un palasport. Per quanto bistrattati, non è ambientalmente accettabile per questi luoghi la filosofia del “tanto, ormai, la zona è disturbata”. E sul problema della plastica, tanti stanno già facendo tanto, la sensibilizzazione si può fare anche in un altro modo.

  21. 19
    Alberto Benassi says:

    Quanti parrucconi affollano questo blog!

    e allora che ci intervieni a fare ?!?!

  22. 18
    Daniele Piccini says:

    Perchè la musica a Plan de Corones o sui monti Sibillini per il Risorgi Marche portando in luoghi non dedicati decine di migliaia di persone ? L’impatto, checchè se ne dica, è devastante anche se chi partecipa è mosso dalle migliori intenzioni.
    Jovanotti, si dice, è bravo e sensibile ai temi ambientali ma questo non giustifica  anzi aggrava la scelta, pensate se invece l’avessero proposto chessò Al bano o Toto Cotugno o magari “I cugini di campagna” sarebbe cambiato qualcosa per la montagna? Io penso di no (forse il camoscio sarebbe rimasto turbato dagli acuti di Albano) ma  tutti sarebbero insorti contro i barbari usurpatori di sacri luoghi.  

  23. 17
    Matteo says:

    A me il rock piace e piace abbastanza anche Lorenzo Cherubini, che di rock ha abbastanza poco.
    Mi piacciono anche molte altre cose, ma di sicuro mi piace di più la montagna.
    Non vedo però alcuna contraddizione tra queste e la montagna, purché non vogliano prevaricare. Intendo dire che mi va benissimo un concerto di qualunque musica (anche Heavy Metal o lirica) purché non pretenda di imporsi su un ambiente diverso, montagna, mare o campagna che sia.
    Che non voglia violentarlo.
    Quindi il cantante, i musicisti, gli spettatori e tutti gli strumenti (musicali e tecnici) devono andare in montagna come si va in montagna: a piedi.
    Sono certo che così sarà un’esperienza, altrimenti resta solo colonizzazione e inquinamento e come tale da combattere. Anche se si svolge in quel cesso che è  Plan de Corones, se non altro per motivi culturali…che in fondo sono poi i più importanti!

  24. 16
    Lorenzo Gribaudo says:

    Quanti parrucconi affollano questo blog!

  25. 15
    Alberto Benassi says:

    Hanno bisogno di elettricità, basta toglierla.

    poi dopo danno la colpa agli anarchici…

  26. 14
    Paolo Panzeri says:

    Una domanda seria: che valutazione di incassi è stata fatta dagli interessati ?
     Di solito il problema vero per organizzare certe manifestazioni è solo questo, tutti gli altri sono corollari e “disturbi” da gestire proclamando propositi.
     Penso che a nessuno degli organizzatori interessi altro, non si muovono per beneficenza.
     Mi sembra vi sia molta ipocrisia in ciò che dicono, parole solo per fare marketing.
    10.000 x 50 = 500.000 : un bel colpo… ma anche la metà lo è
    Hanno bisogno di elettricità, basta toglierla. 🙂 

  27. 13
    Alberto Benassi says:

    Il cantante Lorenzo Jovanotti sostiene che nella scelta dei luoghi in cui si possono organizzare grandi concerti un posto vale l’altro.

    Jovanotti non si rende conto, o forse se ne frega, che ci sono dei luoghi naturali molto delicati, dove gli equilibri sono precari e basta poco per romperli. In questi luoghi bisogna entrarci in punta di piiedi altrimenti si fanno dei danni molto seri.
    Un prato un bosco, una spiaggia, dove ci sono anche animali, non possono essere paragonati ad una discoteca, ad uno stadio.
    Plan de Corones non è, purtroppo, uno di questi luoghi, ma come giustamente scrive Pinelli e sottolinea Gogna, tutto questo può creare una pericolosa convinzione, un precedente,  che tutti i luoghi devono essere asserviti all’uomo e per questo l’uomo ha il diritto di fare quello che vuole.
    Se Jovanotti ragiona così, allora manca di sensibilità e non venga a parlare di rispetto dell’ambiente perchè è sullo stesso piano di quelli che l’ambiente lo inquinano,  per menefreghismo, ignoranza  o per  il  proprio tornaconto economico e politico.

  28. 12
    Alberto Benassi says:

    https://www.montagna.tv/cms/138977/messner-contro-il-concerto-di-jovanotti-a-plan-de-corones-il-wwf-nessun-impatto-sullambiente/

    che il WWF non riconosca problemi per questo concerto e di conseguenza crei un precedente  è veramente GRAVE !!

  29. 11
    Carlo Alberto Pinelli says:

    Nel 1860 il romanziere inglese Wilkie Collins nel suo best seller “ La Donna in Bianco” a pag. 70 ( Fazi Editore) scrive:
    Gli uomini che trascorrono tutta loro esistenza tra le mutevoli e infinite meraviglie del mare e della terra sono proprio quelli più insensibili a qualsiasi aspetto della natura che non sia direttamente associato con i loro interessi e bisogni quotidiani. La nostra capacità di apprezzare le bellezze del mondo in cui viviamo è, in verità, un talento tutt’altro che innato.

  30. 10
    Alberto Benassi says:

    L’osservazione  di Pinelli è perfetta e il rischio c’è. Non tutti i luoghi sono adatti a fare tutto. Non si può e non di deve fare tutto , ci sono dei limiti  che vanno rispettati perché non si può appiattire tutto.  Ci  sono luoghi che hanno la loro anima , che non è uguale ad un’ altra.
    Ma forse per il R(b)roker Jovanotti la montagna non ha un anima perchè per lui è solo un mucchio di sassi.

  31. 9
    Paolo Panzeri says:

    Qualche settimana fa ho incontrato tanta gente e alcune persone erano super attrezzate per fotografare animali.Io dicevo che le Orobie sono piene di camosci e loro mi dicevano che non ve ne sono più perché gli stambecchi li hanno scacciati. Dopo un poco di discussione e nonostante le mie varie indicazioni ognuno è andato per la sua strada con le sue convinzioni. Per superare una cimetta loro hanno voluto aggirarla seguendo un sentiero e hanno attraversato un ripido pendio di neve ghiacciata, mentre noi siamo saliti per una facile cresta erbosa e poi siamo discesi dall’altro versante in meno di un’ora.Dopo qualche tempo abbiamo visto andare e tornare un elicottero giallo del soccorso. Non so cosa sia successo dall’altra parte, spero nulla, ma da quel sentiero a mezza costa non è arrivato nessuno di loro.Oggi sul nostro quotidiano c’è una foto con la didascalia che dice: uno splendido stambecco nella neve di ieri.Ho capito tutta la discussione di quel giorno: nella foto c’è un camoscio e non uno stambecco!Purtroppo io invecchio e rimbambisco, ma la gente … e non c’è niente da fare, secondo me è meglio far loro sentire dei concerti, almeno non si fanno del male andando in montagna.

  32. 8
    GognaBlog says:

    A tutti i commentatori di questo post. Mi sembra importante farvi notare una frase di Carlo Alberto Pinelli. Eccola:

    “Le folle in delirio che dovrebbero assistere al concerto vedranno tutt’intorno i profili di altre montagne e saranno portati a considerare lecito – anzi auspicabile – la loro trasformazione nel fondale pittoresco e senz’anima di un rumoroso palcoscenico di inequivocabile (e non esportabile) connotazione urbana”.

    A mio parere è in questa osservazione il nocciolo della vicenda, il vero pericolo.

  33. 7
    Alberto Benassi says:

    che a Plan de Corones un concerto rok non faccia più danni di quelli che già sono stati fatti ci sta sicuramente.
    Quello che non torna è l’affermazione di Jiovanotti quando dice che i luoghi son tutti uguali:

    La montagna, secondo Jovanotti, “non ha più diritti di un bel prato a Woodstock o di una spiaggia a Rimini o del Circo Massimo”, pertanto le cose si possono fare bene o male ovunque. Ogni ambiente va rispettato, senza però porre freni alla possibilità di sognare e tentare di realizzare sogni.

    Non  so, se  in questa sua affermazione c’è ignoranza, superficialità, egoismo, o ingenuità. Comunque sia non è così. A parte che la montagna di diritti ne ha e anche tanti!!
    Ma il problema non è  maggiori o minori diritti. Il problema è se fare una certa cosa in un luogo è il caso oppure no.
    Io di concerti rock ne ho visti tanti. Non credo sia il caso di farli in un ambiente dove ci sono esseri viventi, animali e vegetali,  che sicuramente ne avranno un danno, oltre a dire che a questi del concerto rock di Jovanotti e di altri, non gli frega una minchia.
    Mi sembra solo che Jovanotti voglia fare il GANZO.
    I luoghi adatti ci sono, che li faccia li.

  34. 6

    Plan de Corones è già cosi massacrato che è meglio se fanno un concerto lì piuttosto che in un altro posto magari a più alto valore ambientale. Ci siete mai stati?
    Claudio Barbier sosteneva che il massimo dell’alpinismo per lui fosse scalare sulla nordovest del Civetta slegato con sotto i Rolling Stones a fare un concerto. Lo cito per stimolare altri punti di vista, anche se non la penso cosi. Comunque la musica in montagna, classica o di altro genere, spaventa gli animali. Al Plan de Corones credo non ce ne siano più da tempo…

  35. 5
    gio says:

    sai se a meta concerto viene giù un acquazzone di quelli che  a 2300 metri ricoprono tutto con 5 centimetri di grandine ghiacciata?

  36. 4
    Luciano pellegrini says:

    Questo “POVERO…” Jovanotti, NEL MESE DI AGOSTO 2018, nell’evento RisorgiMarche (Monti Sibillini) ha effettuato un concerto, con tanti strumenti “rumorosi” E DIFFUSORI potenti, con un pubblico di 70MILA PERSONE PLAUDENTI! PERBACCO, COME AVRANNO LASCIATO la cotica erbosa ed i boschi? Stupisce che fra le OTTANTA ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE, solo Mountain Wilderness e pochi altri, hanno reclamato. E il CAI? Non è la più grande associazione ambientalista con i suoi 320mila soci? Consoliamoci perché la “giovin fanciulla GRETA” sta insegnando a tutti gli ambientalisti del pianeta e con i capelli bianchi, come risolvere il problema ambientale del Pianeta. IL VENERDÌ TUTTI GLI STUDENTI IN PIAZZA, CON STRISCIONI! (CHISSÀ perché NON SCENDONO IN PIAZZA LA DOMENICA?). Ho posto la domanda a Greta, scrivendogli, NESSUNA RISPOSTA!

  37. 3
    Carlo Crovella says:

    Nelle valli cuneesi da parecchio tempo di organizzano (in genere per la giornata di Ferragosto) dei concerti di musica classica e sinfonica. Probabilmente i problemi di impatto sull’ambiente (numerosissimi spettatori) e di “inquinamento” (sonoro, fisico, rifiuti, puzza benzina, etc)  sono confrontabili con quelli di un concerto rock. Ma devo dire che la musica classica mi pare in armonia con l’ambiente montano (e quindi non mi scandalizza e non mi irrita che si facciano concerti del genere). Quella rock NO. Sarà il diverso “rumore”, saranno forse le tipologie di spettatori. I fan di una rock star non mi sembrano proprio i tipi che entrano in punta di piedi nell’ambiente. Secondo la mia sensibilità, questo concetto vale anche per una spiaggia… non è solo della montagna. Certo è, come scritto anche da Cognetti, che ci sono ben altri danni provocati all’ambiente dall’antropizzazione. Però se potessimo evitare almeno i concerti rock…

  38. 2
    Alberto Benassi says:

    Non tutti i luoghi sono uguali.
    Un bosco, un alpeggio, dei prati alpini o appenninici, sono luohi molto delicati. Non sono  uguali ad un parcheggio, uno stadio, un supermercato, ne un teatro.
    Questo Jovanotti che credo sia una persona intelligente e con una certa sensibilità dovrebbe capirlo. Non è difficile arrivarci.
    Che si metta un attimo a pensare, lasciando da parte interessi economici e di immagine. Non ne ha bisogno.

  39. 1
    Paolo Cognetti says:
    Caro Pinelli, io sono stato interpellato dai giornali e mi sono espresso contro il concerto. 
    Tuttavia credo che la tua motivazione sia un po’ fuori bersaglio: per te è dissacrante un concerto, per me la musica lo è molto meno di altre cose (lo sci per esempio). Anzi la musica in montagna può essere bellissima. 
    Anche il problema spazzatura è marginale, basta raccoglierla e non dubito che Jovanotti lo farà.
    Il vero problema – lo vedo facendo un festivalino da 1.000 persone al giorno – sono le infrastrutture necessarie ad accoglierne 20.000. Parlo di bagni, bar, elettricità, il palcoscenico, la sicurezza, le ambulanze, i pompieri. Tir che vanno e vengono per una settimana prima e dopo il concerto, migliaia di auto che si spostano verso la montagna. È questo il disastro che nemmeno con tutto l’impegno Jovanotti potrà evitare.
    Infine userei un tono più amichevole e meno sdegnato con lui, conoscendolo c’è la possibilità che cambi davvero idea.

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