La soppressione della Forestale

Il professor Alberto Abrami, già ordinario di Diritto Forestale e dell’Ambiente nell’Università di Firenze, si esprime sulla Riforma del Corpo Forestale dello Stato recentemente soppresso da decreto legislativo del Governo.

La soppressione della Forestale
(come lo Stato si è sbarazzato della Polizia Forestale e Ambientale)
di Alberto Abrami
(pubblicato su http://www.pensalibero.it il 23 settembre 2016)

Il Governo può finalmente ascrivere a suo merito un fondamentale risultato che è stato fortemente perseguito dal Presidente del Consiglio e ora finalmente è stato raggiunto con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, in data 12 settembre 2016, del decreto legislativo che sopprime la struttura appositamente deputata alla repressione dei reati forestali e ambientali, ossia il Corpo Forestale dello Stato.

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Una struttura, questa, che era operante fin dall’epoca del Regno Sardo-Piemontese essendo stata istituita da re Carlo Alberto, e che godeva di un altissimo prestigio (in particolare nel mondo ambientalista) dalla gente del popolo, ai magistrati, ai docenti universitari. Tutti hanno fatto presente in mille modi l’irragionevolezza del provvedimento che faceva venir meno una funzione che , semmai, avrebbe dovuta essere potenziata, ma non è servito, né tanto meno, si è tenuto conto del livello di preparazione raggiunto, come della passione, che accompagnava l’esercizio delle competenze amministrative, oltre che di polizia, dei dipendenti del Corpo. Si può senz’altro dire che essi avessero l’orgoglio di servire lo Stato e, quindi la collettività nazionale in un settore di tanto rilievo sociale e, per questo motivo, era una delle pochissime istituzioni che funzionavano nel nostro Paese e, addirittura, funzionava bene.

Ci si domanderà, allora, come sia stato possibile addivenire a questa decisione, dal momento che la funzione veniva esercitata al meglio e le tematiche ambientali stanno acquistando una sempre maggiore rilevanza a livello nazionale e comunitario. La risposta è molto semplice, quanto desolante, e riposa sulla considerazione, più volte manifestata dal Presidente del Consiglio, che quattro Corpi di polizia fossero eccessivi, essendo presenti già la Guardia di Finanza, i Carabinieri e la Polizia di Stato, sicché non aveva senso far gravare sul bilancio dello Stato una spesa ritenuta superflua, per cui meglio, allora, eliminarla.

In realtà è davvero raro sentire il nostro Capo del Governo sottolineare l’importanza dell’ambiente e della sua tutela, sicché si ha proprio l’impressione che siano tematiche, quelle della protezione ambientale, che non rientrino, più di tanto, nel suo patrimonio culturale. Non è altrimenti è possibile spiegare la soppressione di un organismo avente il fine specifico di far rispettare quel complesso di norme che, appena dieci anni prima, hanno costituito addirittura l‘oggetto di un apposito Codice, quello appunto, dell’Ambiente.

Che poi il Corpo Forestale esercitasse, oltre che funzioni di polizia, anche funzioni di natura amministrativa (come sopra si è accennato) decisamente rilevanti a livello dell’interesse nazionale, questo non era neppure stato preso in considerazione dal legislatore delegante. E però una tale situazione ha dovuto essere normata dal legislatore delegato nel momento stesso in cui ha proceduto alla soppressione del Corpo.

Allora ci si è resi conto che, fra le varie competenze amministrative, il Corpo Forestale gestiva tutta la proprietà forestale statale che all’epoca del decollo dell’ordinamento regionale era residuata allo Stato a motivo della sua peculiarità naturalistica, e, in gran parte, ma non nella totalità, ricadente nei territori costituiti in parco e riserva nazionale. Un patrimonio forestale di 130 mila ettari affidato alle cure di una particolare struttura interna al C.F.S.

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Torneremo fra poco su questo tema, perché ora ci preme mettere in evidenza come nella legge di delega si parlasse di “riorganizzazione” del Corpo Forestale ed anche del suo “eventuale assorbimento” in altra forza di polizia, facendo ritenere che la specificità e l’unitarietà delle competenze sarebbe stata salvata, ma alcuna garanzia in questo senso si rinviene nel decreto delegato, anzi si assiste ad uno smembramento del Corpo divenendo destinatarie delle funzioni, oltre all’Arma dei Carabinieri, anche la Guardia di Finanza e la Polizia di Stato, a tacere dei Vigili del fuoco destinatari anch’essi di funzioni, peraltro, secondo la previsione della legge di delega.

Di certo si può affermare che un patrimonio di esperienze specialistiche di assoluto rilievo per l’interesse pubblico, accumulate nel corso di oltre un secolo e mezzo di attività, ed esercitate, a parere di tutti, in modo encomiabile, viene disperso in cambio di una diminuzione della spesa di bilancio che si può definire irrisoria o pressoché tale. Si potrà osservare che questa somma di esperienze potrà essere recuperata se non immediatamente, col tempo. Intanto ammettere che ci vorrà del tempo, come è inevitabile, per condurre a regime la situazione che si è venuta a creare, significa che questo dovrà essere scontato dall’interesse generale che ne pagherà le conseguenze, oltre agli stessi interessati.

Ma poi come sarà possibile recuperare il cumulo di esperienze che costituiva la tipicità del Corpo Forestale se questo è finito in un gran calderone dove l’identità si è dispersa, oltre che confusa, poiché il fine principale dell’Arma dei Carabinieri è il mantenimento dell’ordine pubblico e il Ministero di riferimento è quello della Difesa per cui viene previsto nel decreto che gli addetti al Corpo Forestale dovranno fare un apposito corso di militarizzazione, loro che per statuto sono un corpo “ad ordinamento civile specializzato nella difesa del patrimonio agroforestale e nella tutela dell’ambiente, del paesaggio e dell’ecosistema?”

C’è ancora, in tale, già palese, disfunzione istituzionale, un fatto che ha, per questo aspetto, del clamoroso. Esso riguarda la gestione del patrimonio forestale dello Stato, al quale sopra abbiamo fatto cenno, e che dall’epoca della sua originaria istituzione, nella seconda metà dell’800, viene gestito dal Corpo forestale. Con la soppressione del Corpo, in mancanza nella legge di delegazione di alcuna indicazione al riguardo, perché le funzioni amministrative del Corpo forestale vengono ignorate dal legislatore delegante, anche questo complesso di beni è stato trasferito all’Arma dei Carabinieri, con il risultato che dei militari si trovano a dover gestire dei beni statali qualificati dalla legislazione di interesse naturalistico e, quindi, riconducibili alla materia “ambiente e tutela dell’ecosistema“. Ma come spiegare, secondo la logica che presiede alla distribuzione delle competenze fra i vari Ministeri questa collocazione? Intendiamo dire come si spiega rispetto ad un ordinato assetto istituzionale, che una tale funzione amministrativa divenga di competenza del Ministero della Difesa quando esiste il Ministero dell’Ambiente al quale quel complesso di beni indubitabilmente afferisce? Ci sarebbe anche da chiedersi come sia stato possibile che nessun Ministro, nel momento della delibera governativa del decreto delegato, abbia rilevato un tale squasso istituzionale; né il Ministero dell’Ambiente abbia rivendicato a sé tale gestione, considerando, fra l’altro, che esso è il “dominus” di riferimento nell’amministrazione dei parchi nazionali e delle riserve secondo la legge istitutiva. Evidentemente il Ministro, ha considerato questo complesso di beni come un fardello insopportabile per il suo Ministero anziché una dote che valorizzava il suo ruolo.

Sequestro in Comune di Plataci (CS): due cacciatori sono stati sorpresi a cacciare beccacce nel Parco Nazionale del Pollino
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Un tale modo di far politica non può però costituire la normalità, anzi bisogna dire che esso lede il disposto dell’art. 97 della Costituzione il quale dispone, nel I comma, che la legge deve assicurare “il buon andamento dell’Amministrazione“. Di certo si può affermare che se si fosse trattato di un atto amministrativo, invece che di un atto del Governo avente la stessa valenza di un atto legislativo, qual è il decreto delegato, questo sarebbe stato giustiziato dai Tribunali amministrativi pe eccesso di potere.

C’è anche un altro aspetto di questa vicenda che merita di essere evidenziato: è l’indifferenza del Ministro dell’Agricoltura e delle Foreste che, privato del personale afferente alla branca forestale, non ha mostrato alcuna reazione, nonostante che, non solo l’autorevolezza del Ministro ne venga a risentire, ma tutto quanto il settore forestale nel suo complesso. Un settore, quello forestale, che fino ad ieri era stato considerato strategico, sia sotto il profilo produttivistico (il legno rappresenta la terza voce passiva nella bilancia dei pagamenti) sia sotto il profilo dell’interesse ambientale per via delle numerose funzioni di interesse pubblico riconducibili al bene bosco. Evidentemente tutto questo è di poco conto per il Ministro, come per lo stesso Governo: il che spiega come nel progetto di riforma costituzionale del Titolo V, oggetto del referendum sospensivo, sia stata conservata alle Regioni, diversamente che in altre materie che sono tornate allo Stato, la competenza esclusiva in materia di Foreste, già disposta dalla sciagurata riforma del 2001, quando anche gli Stati federali trattengono a sé tale competenza in forza della sua tipicità che in questa sede non possiamo descrivere, ma che è facilmente intuibile. Una competenza che la Corte costituzionale era riuscita in parte a recuperare allo Stato attraverso una felice interpretazione della norma costituzionale.

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La soppressione della Forestale ultima modifica: 2016-10-09T05:33:15+02:00 da GognaBlog

16 pensieri su “La soppressione della Forestale”

  1. 16
    adolfo notargiacomo says:

    Sono un Forestale, non voglio entrare nella discussione, anche perchè ne ho perso la libertà, ma voglio ricordare un concetto importante: non bisogna mai parlare o esprimere opinioni su argomenti che non si conoscono ed è questo il caso di quanto leggo  nei post precedenti. Inutile esercizio retorico su vicende che invece hanno influenzato profondamente la vita di 8000 persone e delle loro famiglie.

  2. 15
    fabio db says:

    Mi scusi caro Benetton, lei a chi lecca il culo invece? Il suo commento mi pare altrettanto fazioso, scommetto che è un renziano doc. Dato che effettivamente 1+1 fa 2, facciamoli due conti visto che le chiacchiere stanno a zero. Si risparmia si o no con l’accorpamento? Renzino dice 100 milioni in 3 anni, peccato sia stato sbugiardato dalla stessa Ragioneria dello Stato. La verità è che non si risparmia niente visto che il 90% della spesa riguarda gli stipendi e quelli rimangono gli stessi. Bisognerà invece cambiare le auto, le divise, riverniciare e/o militarizzare gli elicotteri, rifare le caserme etc… Vorrei far notare poi che TUTTI i paesi hanno una forza di polizia specializzata nell’ambiente, sicuramente militare l’abbiamo solo noi. Non è il caso di mettere invece mano alle spese della Difesa che sono le uniche che crescono da sempre, 17 miliardi annui di cui 4,5 solo ai CC. Continuate a credere alle favole…….

  3. 14
    Bruno Telleschi says:

    Consiglio a tutti una gita a Roma, dove il Corpo Forestale dello Stato è utilizzato in servizio di ordine pubblico per vigilare sui confini del Vaticano. Non mi sembra un compito specifico che richieda particolari competenze forestali.

  4. 13
    Marco Benetton (Blitz) says:

    Perdonami Alessandro, ma io nei miei commenti vedo solo un voler chiamare le cose col proprio nome: come una montagna la chiamo montagna, e spero di non dover mai “dialogare” sul fatto che possa essere un camion, cosí una menzogna la chiamo menzogna, e una marchetta la chiamo marchetta.

    Purtroppo per campare ho un pavoro che mi occupa a tempo pieno, e quando torno a casa non ho né il tempi, né la voglia, né la concentrazione per scrivere un articolo.

    L’ accorpamento del CFS spero solo possa “sfondare la porta” a quello, ben piú complesso, della Penitenziaria nella PS.

    Poi, se vuoi credere a teorie del complotto, UFO, balle varie in genere, liberissimo di farlo, ma non stupirti (dando del ruvido e del poco aperto al dialogo) se uno chiama le cose col proprio nome.

    Se 4 + 4 fa 8, sono ruvido perché do del balista a chi dice che fa 140?

  5. 12
    Alessandro Gogna says:

    Caro Marco Benetton (Blitz), leggo solo ora (e me ne scuso) il tuo ruvido commento di qualche giorno fa. A prescindere dal fatto che le tue opinioni sull’articolo e sulla persona di Abrami potevi senz’altro esprimerle con maggior propensione al dialogo, ti invito a scrivere tu un articolo sull’argomento, che pubblicherei volentieri e con uguale dignità. Grazie della collaborazione.

  6. 11
    germano ferrando says:

    Non si tratta di guardie forestali ,ma di operai stagionali forestali, attenzione a non parlare a vanvera

  7. 10
    Daniele says:

    Comunque la si pensi sull’indispensabilità di un corpo forestale a sè stante piuttosto che accorpato, rimane l’inequivocabile disinteresse all’ambiente e alla qualità dell’agricoltura nel nostro Paese da parte della politica degli ultimi decenni.

  8. 9
    Marco Benetton (Blitz) says:

    Guarda, anch’ io pensavo fosse un’ anomalia tutta italiana, ma mi son reso conto che invece (quasi) tutto il mondo è paese…
    guarda per esempio negli USA quanti Services hanno… FBI, DEA, Polizia di singolo Stato, Polizia di singola Contea/Città, TSA (polizia dei trasporti), Border Patrol, guardie penitenziarie…

    O anche in Austria, dove ci sono ALMENO polizia, gendarmeria, gdf…

    In linea di massima sono d’ accordo con te, bisogna tagliare e razionalizzare, e direi che il prossimo auspicabile passo dovrebbe essere l’ accorpamento della Penitenziaria nella PS…
    Per il momento, possiamo dire che il taglio del CFS è stato il piú facile per la quantità di personale coinvolto: ridistribuire 7’500 operatori è piú facile che ridistribuirne 75’000…

  9. 8
    Luca A. says:

    Esiste sicuramente in Italia un grosso problema di ridondanza delle diverse forze di polizia.
    Abbiamo: Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia Penitenziaria, Corpo Forestale, Polizia Locale, e in alcuni posti una Polizia Provinciale; e forse dimentico qualche altro corpo. Credo sia una pluriformità che esiste solo in Italia.
    Tutti hanno una loro specificità e utilità, non dico di no, ma esiste anche una ampia area di sovrapposizione di competenze con “doppioni” di tutto: strutture, carriere, impianti tecnologici (dalle trasmissioni alle strutture informatiche ai laboratori scientifici), scuole, ambiti di specializzazione (visto che qui si parla di montagna: quantomeno Polizia, Carabinieri e GdF hanno loro separate scuole di alpinismo, solo per citare una voce di spesa sicuramente minoritaria). Tutto ciò ha ragioni storiche ma ormai è economicamente assurdo e operativamente controproducente, non volendo nemmeno pensare a possibili rivalità e sgarbi reciproci (che ipotizziamo non vi siano).
    Una forte sforbiciata dei doppioni e razionalizzazione è da fare assolutamente.
    La mia personale sensazione è che -come sempre quando si taglia- si sia tagliato semplicemente il ramo più facile da tagliare, che opponeva meno resistenza all’accetta. Null’altro che questo.

  10. 7
    Marco Benetton (Blitz) says:

    Ok, ma non penso cambi qualcosa ai fini della disonestà dell’ articolo

  11. 6
    Sandro says:

    Marco Benetton: il cfs non ha mai avuto le stellette. È stato “militarizzato” durante la seconda guerra mondiale ma senza confluire nelle forze armate

  12. 5
    Marco Benetton (Blitz) says:

    No Alfredo, si occupano solo in parte delle stesse cose, visto che i Carabinieri sono ad ordinamento militare e si occupano anche di “cose militari” su cui la Polizia non può mettere il becco.
    Avrebbe senso invece una ridefinizione dei ruoli e delle competenze, questo si, in modo da ottimizzare il personale, per esempio come accadeva una volta quando la Polizia aveva quasi l’ esclusiva dei grandi centri urbani, mentre i Carabinieri erano diffusi su tutto il territorio, come accade in Francia, con il dualismo Police – Gendarmerie

  13. 4
    Alfredo says:

    Non avrebbe avuto più senso accorpare polizia e carabinieri che di fatto sono due organismi che si occupano delle stesse cose ed in molte situazioni (paradossale) operano in regime di “concorrenza”?

  14. 3
    Marco Benetton (Blitz) says:

    Fabio Bertoncelli: se ti riferisci a quelli dello scandalo siciliano, sono dipendenti della Regione e non del CFS, quindi per loro non cambia niente.
    .
    Luciano Pellegrini: veicoli, animali e alti ufficiali verranno assorbiti dai CC, per quanto riguarda i mezzi aerei stanno già transitando ad altri corpi dello Stato.
    .
    Per quanto riguarda l’ articolo, mi pare forzatamente fazioso, una squallida marchetta che ci si poteva anche risparmiare di pubblicare…
    .
    L’ articolo dice che il CFS sarà spezzettato tra le varie forze dell’ ordine / corpi dello Stato: si certo, qualche unità andrà ai VVF, qualche altra alla GdF e qualche altra ancora alla PS, ma volutamente non dice che il grosso delle competenze andrà a confluire nel già costituito “Comando unità per la tutela forestale, ambientale e agroalimentare”, di cui entrerà a far parte anche il vecchio NOE.
    .
    Poi lamenta la militarizzazione, dimenticando che poco sopra elogia l’ antica nascita del corpo, quindi mi viene da chiedermi come abbiano fatto per un secolo, visto che fino al 1948 avevano le stellette.
    .
    Poi la piú grande chicca che dimostra tutta la malafede: lamenta che dipenderà dal Ministero della Difesa, che è stato “scaricato” dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, ecc…
    A CHI STA LECCANDO IL CULO?
    Perché o è ignorante, o è volutamente marchettaro visto che i Carabinieri dipendono amministrativamente dalla Difesa, ma operativamente dall’ Interno (a parte ovviamente i reparti impiegati all’ estero), e non racconta la verità che il nuovo “Comando unità per la tutela forestale, ambientale e agroalimentare” dei Carabinieri dipenderà operativamente dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali.
    .
    Sostanzialmente questa mi pare una marchetta di disinformazione pesante, che sarebbe stato meglio non pubblicare visto che può portare a fare considerazioni completamente distorte e sbagliate.

  15. 2
    luciano pellegrini says:

    Bella domanda! Ed il parco vetture, gli elicotteri, i cavalli, le motoslitte, le caserme, gli alti ufficiali, ecc.?

  16. 1
    Fabio Bertoncelli says:

    Che fine faranno le decine di migliaia di guardie forestali nullafacenti del Meridione?

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