La vendita dell’aria fresca

Chi si trovasse a spasso per le Dolomiti di Ampezzo, al rifugio Averau troverebbe in vendita a 5 euro l’una delle graziose bottigliette etichettate “Aria delle Dolomiti”.

Uno scherzo? Forse, ma non proprio. Intanto c’è un prezzo. Fosse anche solo un euro, o solo qualche centesimo, un prezzo impone che non ci si approfitti della credulità della gente. Se c’è scritto che è “aria delle Dolomiti” indubbiamente lo è, se è imbottigliata sul posto (con la luna giusta, però…). E quanto alle percentuali descritte sull’etichetta? Sono corrette? Come hanno fatto tecnicamente a miscelare così tante arie di diversa provenienza? Per fortuna c’è quel 2% finale di aria “di follia purissima” che salva la situazione e ti strizza l’occhio.

I souvenir del rifugio Averau. Foto: Alberto De Giuli
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Senza ombra di dubbio, se di scherzo si tratta, chiunque vada alla cassa a comprarne una dovrebbe vedersela consegnare con un sorriso e con la frase “per Lei, Signore, questo è un omaggio, souvenir del nostro rifugio…” e con il condimento di un’altra strizzata d’occhio.

Comunque, attenzione. Perché l’idea non è nuova. Si favoleggia di una mitica “aria del Maloja” o anche di altra “aria delle Dolomiti” in vendita negli autogrill. Mentre siamo del tutto certi della vendita in Cina di aria canadese e di aria delle Blue Mountains australiane.

Il rifugio Averau
VenditaAriaFresca-_C6K6371 © D G Bandion

In Cina comprano aria in bottiglia dal Canada
Se vi capitasse di abitare a Pechino, magari ricerchereste anche voi una boccata d’aria pulita e fresca. Ve ne fareste scorta! Tra i prodotti più ricercati in Cina, insieme a Gucci e Ferrari, c’è l’aria delle Montagne Rocciose: un affare milionario per chi respira smog concentrato.

E’ del 18 dicembre 2015 la notizia che la società canadese Vitality Air era in difficoltà perché non riusciva a soddisfare la richiesta cinese di aria pulita imbottigliata. Moses Lam, fondatore di Vitality Air, ha iniziato questa attività “per scherzo” (rivela) dopo aver letto che il miliardario cinese Chen Guangbiao vendeva aria pulita in lattina a 1 dollaro al barattolo. Lam mise in vendita su eBay, allo stesso prezzo, sacchetti d’aria delle Montagne Rocciose: la risposta fu entusiastica. Il decollo di quest’idea ha fatto diventare i sacchetti vere e proprie bombole da 7,7 litri, 150 respiri garantiti, 59 dollari.

Troppo caro? Da un’indagine risulta che la più forte domanda viene dalle famiglie benestanti che vogliono far respirare aria buona ai figli chiusi in casa, come pure da case di riposo e night club.

Lake Louise, Alberta, Canada. Quest’aria è esportata in bombolette
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In Cina è «allarme rosso» per emergenza inquinamento
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E anche quella delle Blue Mountains australiane
Del 3 maggio 2016 (www.lastampa.it) è la notizia che due imprenditori australiani, John Dickinson e Theo Ruygrok, attraverso un macchinario apposito, catturano l’atmosfera pulita delle Blue Mountains e la rivendono in bottiglia alla Cina.

A detta dei fondatori di Green&Clean, l’aria imbottigliata assume una fragranza diversa a seconda dell’ambiente da cui viene estratta: eucalipto per quella montana (Blue Mountains) o sentore di salsedine per quella della costa (Bondi Beach e vento di Tasmania).

Ogni bottiglia è dotata d’inalatore e costa 18 dollari e 80 centesimi, circa 12 euro al cambio attuale. Ogni confezione contiene l’equivalente di 130 respiri a pieni polmoni: quindi, facendo un rapido calcolo, si tratta di quasi 15 centesimi a respiro.

Secondo uno studio dell’Università della California ogni anno un milione e seicentomila persone muoiono in Cina per malattie e complicazioni respiratorie e cardiovascolari, indotte dall’esposizione ad alti tassi di particelle inquinanti. I guai dell’inquinamento per la Cina derivano da una domanda energetica soddisfatta per lo più da centrali a carbone e da un’intensa politica industriale che, se da un lato contribuisce all’espansione della classe media, dall’altro fa sì che un vigile urbano di Pechino viva in media 43 anni (Marina Freri)”.

Aria in bottiglia, in diversi package e fragranze. Foto: Vitalityair
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L’aria delle Dolomiti è incontaminata, lo dice la scienza
Del resto anche la cosiddetta “scienza” non scherza. E’ del 10 marzo 2015 la notizia che la qualità dell’aria delle Dolomiti sia come quella del Polo Nord o della Groenlandia: purissima e incontaminata. Questo giudizio viene dagli scienziati del Consiglio Nazionale delle Ricerche e dell’Università Ca’ Foscari. Gli esperti hanno esaminato la composizione chimica dell’atmosfera a cominciare dall’estate del 2011, basandosi sui dati raccolti dalla stazione di rilevamento sul Col Margherita (Passo San Pellegrino). Qui è stato installato un sito fisso della rete GMOS (Global Mercury Observation System, http://www.gmos.eu), prima rete mondiale di monitoraggio del mercurio, che si avvale di decine di siti di campionamento per quantificare in tempo reale la presenza di questo contaminante in atmosfera.

Il progetto coinvolge 23 istituti di ricerca internazionali, e il ruolo della stazione del Col Margherita in questa rete mondiale di monitoraggio è quello di studiare i livelli di base di questo elemento in un sito alpino d’alta quota. I dati sperimentali, registrati dagli scienziati di CNR e Ca’ Foscari ad una risoluzione temporale di 5 minuti per 24 ore al giorno, 365 giorni all’anno, sono inviati in tempo reale ai centri di ricerca. Qui vengono elaborati e resi immediatamente disponibili al pubblico attraverso varie piattaforme web”.

Senza mettere in dubbio la serietà di queste affermazioni (ma francamente appare poco credibile che l’aria attorno al Passo San Pellegrino, con il turismo pluristagionale che vi si concentra, sia simile a quella di una deserta e glaciale Groenlandia), ci preme riportare però la frase di chiusura del comunicato stampa, quella che recita “Oltre al pubblico, anche la politica può beneficiare di queste rilevazioni, che diventano strumenti operativi per indirizzare le future politiche ambientali riguardanti le misure di contenimento e mitigazione delle emissioni inquinanti”. Come dire: chi parla di inquinamento nelle Dolomiti stia zitto, perché le rilevazioni scientifiche danno ragione alle politiche di certe amministrazioni, a questo punto non “dissennate” bensì “oculate e lungimiranti”.

Stazione di rilevamento sul Col Margherita (Catena di Cima Bocche, Passo San Pellegrino)
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La vendita dell’aria fresca ultima modifica: 2016-09-11T05:45:13+02:00 da GognaBlog

28 pensieri su “La vendita dell’aria fresca”

  1. 28
    Marcello Cominetti says:

    Il fatto é che noi guide alpine vediamo (e viviamo) cose che voi umani non potete neppure immaginare. Non lo dico per scherzo, ma voi che ritenete che salire una ferrata sia una cosa che chiunque potrebbe fare da solo, non avete la piú pallida idea di che cosa si celi oltre le vostre vedute molto ristrette. Anch’io vorrei ” vendere” solo belle vie possibilmente difficili, e una volta lo facevo, ma oggi vado sulle ferrate con chi cade da fermo sui prati in piano! Il benessere generale ha ridotto di molto le capacità motorie e intellettuali dei frequentatori della montagna, per cui noi professionisti ci siamo dovuti adeguate. Anche nostro malgrado. E visto che sono nato al mare, dico: un bagnino mica salva chi sta annegando solo se ha delle belle tette, bensì trae d’impiccio ciò che la sua missione gli mette davanti. E per noi guide alpine non é molto differente…

  2. 27
    Alberto Benassi says:

    Roberto Giardini , forse ce la cantiamo e ce la suoniamo, perchè c’è gente come te che se non trova approvazione se ne va via.
    Se invece tu restassi a dire e difendere la TUA opinione, che per altro nessuno ti impedisce di esprimere, non saremmo sempre…gli stessi.

  3. 26

    Giando se ti rispondo veniamo accusati di fare un duetto canoro…! 😀

  4. 25
    Alessandro Gogna says:

    Caro Roberto Giardini, se per “la chiudero’ qui” intendi “non intendo piu’ leggere nulla su questo blog”, lascia che ti dica che mi spiace. Qui nessuno vuole fare un’orchestra, non vogliamo suonarcela e cantarcela. Qualunque contributo o voce discordante sono ben accetti, direi necessari. Anche arrabbiarsi un po’ fa bene alla democrazia. Nel caso pero’ che la tua decisione sia irrevocabile, ti prego di segnalarci l’indirizzo del sito dove eventualmente se la cantino e se la suonino MENO di qua. Un cordiale saluto

  5. 24
    GIANDO says:

    Michelazzi perchè fai arrabbiare le persone? 😉

  6. 23
    Roberto Giardini says:

    Tre sono i casi possibili, il primo è che non leggete attentamente ciò che posto, il secondo è che lo leggete ma lo interpretate male, il terzo è che sono io a non farmi capire. Dato che non ho presunzione olimpica mi accollo le mie responsabilità e battezzo la terza ipotesi. Partecipare a questo blog è stato interessante e istruttivo ma penso che la chiuderò qui. Tanto ho già visto che siete sempre gli stessi che ve la suonate e ve la cantate. Buon divertimento.

  7. 22

    Roberto Giardini da quale cognizione olimpica (Olimpo= sede degli Dei) esprimi che accompagnare in una ferrata o magari anche solo un semplice trekking poco fuori dal paese è gabbare un pollo?
    Ti sei mai chiesto se le tue cognizioni siano o meno valide? Magari il pollo che crede di essere invincibile domani lo recuperiamo su qualche passeggiata per pensionati (come li vediamo noi ma non come li interpretano i turisti occasionali…)
    Tutto ha una sua dimensione ma non tutti sono in grado di far parte autonomamente di quella dimensione. I bambini che scambiano la mucca per un cervo sono una realtà non una barzelletta…! Te lo posso assicurare con cognizione di causa e anche nel 2016 dove internet fa volare foto a go-go…!
    Il discorso di base però con i tuoi interventi devia non di poco… ferrata è ferrata=percorso alpinistico pre-attrezzato e non vi sono vie di mezzo (almeno per ora fino a che non arriva il furbacchione di turno…ma in questo caso ce l’avrebbe dura visto appunto le Guide Alpine…), N.W. è tutt’altro… divagazione confezionata di ciò che semplicemente e universalmente viene riconosciuto come allenamento a secco per lo sci di fondo… poi tentano di spacciarlo per qualcosa d’altro rispetto all’escursionismo per poter uscire in ambiente… MA NON E’ COSi’…! E NON LO POSSONO FARE!
    PUNTO
    Peace and love!

  8. 21
    Roberto Giardini says:

    Secondo me Bruno stai facendo un po’ di mischione con sottofondo ideologico. Che le competenze e il merito contino sempre meno è vero ma è altrettanto vero che le guide alpine, le quali di competenze ne hanno in sovrabbondanza, vendono le escursioni in ferrata e altre cose che potrebbero essere fatte anche senza accompagnatore. Il problema di fondo è che per campare bisogna guadagnare e quindi, a parte qualcuno veramente furbo, la maggior parte delle persone si ingegna o con i mestieri tradizionali che sono sempre meno oppure inventandosi qualcosa per quanto banale e stupido. A Napoli dove il lavoro tradizionale è un miraggio c’è chi fa il parcheggiatore abusivo, tanto per fare un esempio.
    Se volete vi faccio una lista di quelli che possono essere gli acquirenti medi di bottigliette all’aria di montagna (l’industrialotto brianzolo, il professionista con la moglie che non sa come spendere i soldi, il collezionista di cianfrusaglie, ecc.), tutti soggetti che non hanno problemi ad arrivare a fine anno (non alla terza settimana del mese come un lavoratore al call center), e scommetto che quando la leggerete penserete che forse è giusto che tali acquirenti vengano gabbati perchè in fondo è un modo come tanti per ripartire il denaro.

  9. 20
    Bruno Telleschi says:

    Il problema non è quello che ingenuamente immagina Roberto Giardini se pagare o no un servizio per quanto stupido. Chi offre in servizio deve essere pagato. Però qualcuno vende aria, altri vendono l’acqua. Nei rifugi alpini vietano il picnic per vendere l’acqua. Nelle città vietano il bivacco per vendere l’aria (la tassa di soggiorno che si paga negli alberghi è in sostanza una tassa sull’aria). Alcuni vendono le ferrate e le passeggiate, altri vendono le chiese e le spiagge. Eccetera. Alla fine qualcuno vorrà essere pagato per distribuire i numeri d’accesso alle ferrate o per indicare le strade ai turisti! Nell’ambito di tanti mestieri che il capitalismo introduce per sopravvivere è evidente che le competenze e il merito è pressoché nullo.

  10. 19
    Marcello cominetti says:

    Roberto, lo dico ironicamente, ma per non valerne la pena di commentare argomenti così ridicoli, certo che non scherzi. Chissà se li avessi trovati seri, non oso immaginare la valanga di parole… Battute a parte, l’idea della bottiglia d’aria (cioé vuota) che fa da sopramobile mi sembra la piú accettabile.
    I consumatori di sopramobili sono meno dannosi (forse) dei cosumatori di armi o di droga. Industrie e business che esistono perché c’é la richiesta. Diversamente nessuno fabbricherebbe mitragliatrici o produrrebbe cocaina. Tanto per fare banali esempi.

  11. 18
    Alberto Benassi says:

    neanche io mi faccio paladino di chi la compra la bottiglia con l’aria.
    Ma i FURBI mi stanno sui coglioni più dei BISCHERI.
    Un bischero, un debole, un ingenuo lo posso anche scusare. Anche se casca nelle fregature più banali ed evidenti.
    Un furbacchione che si aprofitta , NO!!
    Perchè la sua azione è premeditata.
    Colui che ha la pretesa di vendere bottiglie di aria, ha la presunzione di considerare il prossimo una branca di cretini.
    Sicuramente di cretini/ingenui ce ne sono visto che qualcuno le compra. Ma questa presunzione mi sta sui coglioni.
    I cretini/ingenui mi fanno tenerezza.
    I furbi mi fanno incazzare.

  12. 17
    Roberto Giardini says:

    Alberto io voglio sperare, anzi voglio credere, anzi voglio essere sicuro che tu non stia pensando quello che stai dicendo perchè sarebbe un insulto alla tua intelligenza.
    In linea di massima posso anche concordare ma solo in linea di massima, in riferimento cioè a situazioni in cui farsi fregare possa risultare abbastanza facile. Se io non capisco un tubo di finanza e voglio investire i miei miseri risparmi e mi rivolgo a te che sei un super consulente genio della finanza la fregatura ci può stare e non è certamente onesta (d’altronde la fregatura non può mai essere onesta). Ma stiamo parlando di un settore particolare dove tu sei un maestro e io, che magari nella vita faccio l’idraulico, non ci capisco un tubo.
    Ma mi spieghi che razza di fregatura sia la vendita di una bottiglietta con dentro dell’aria di montagna? Oppure mi spieghi che razza di fregatura ci sia in un corso di nordic walking? Siamo in presenza di situazioni talmente banali che o si è dei cretini nel vero senso della parola, e allora bisognerebbe parlare di circonvenzione d’incapace, oppure i presunti cretini sono correi di quanto gli sta’ capitando.
    Come ha scritto giustamente qualcuno la bottiglietta con aria di montagna è un gadget paragonabile al portachiavi, alla piccozzina, al cappello con la piuma che non verrà mai usato se non come soprammobile o appeso al muro. Chi compra sto’ cazzo di bottiglia voglio ben sperare che si renda conto che dentro non c’è un’emerita fava e che colui che gliela sta’ vendendo gli sta’ in realtà dando un soprammobile. D’altro canto se compro una bottiglia di vino del 1800 sto’ comprando del vino o sto’ comprando un soprammobile? Poniamocela bene questa domanda perché nella sostanza non cambia nulla. Il vino imbottigliato nel 1800 mica me lo vado a bere.
    Allora prima di sparare a zero sarà meglio cercare di inquadrare le cose a 360 gradi perchè se no si continua con le solite menate di cui non se ne può più: il capitalismo, il consumismo, i politici ladri, il denaro che fa girare il mondo, l’inquinamento, il buco nell’ozono, insomma le solite cose.
    Qualcuno ha tirato in ballo gli americani. Beh gli americani (parliamo degli statunitensi perché già in canadese è diverso) hanno sicuramente molti difetti però sono prevalentemente protestanti e il protestantesimo insegna che fare soldi non è contro la morale. Noi che invece siamo cattolici, il più delle volte per modo di dire, siamo sempre lì a vedere il povero disgraziato che viene fregato per colpa dei cattivi. Ma nella vita non c’è nè il buono nè il cattivo, ci sono semplicemente persone attive e persone passive. persone che fanno e persone che subisono e chi subisce è molto spesso consenziente perché non mette in moto nulla, il suo corpo, la sua mente, è un decerebrato per scelta non per imposizione. Salvo condizioni particolarissime chiunque potrebbe usare la propria intelligenza quanto meno per farsi fregare il meno possibile. Se non lo fa cavoli suoi. Chi è causa del suo mal pianga sè stesso. Quindi se da un lato non esalto chi vende la bottiglia con aria di montagna dall’altro non mi faccio certo paladino di chi la compra.

  13. 16
    Alberto Benassi says:

    caro Roberto non è che siccome nel mondo ci sono tutta una nutrita serie di cretini che credono al miccio che vola , ci si deve sentire autorizzati ad approfittarsi della cretinaggine o della ingenuità degli altri.
    Esiste uno certo stile di comportamento o se vogliamo possiamo anche dire una certa onestà di comportamento.
    Chi compra e chi vende sono le facce della stessa medaglia? Non credo. Perchè in questo caso chi vende parte dal presupposto di fregare chi compra; parte dal presupposto di contare su una massa di cretini.

    Quanto al marcio sono d’accordo con te , è evidente che c’è da tutte le parti e il mondo della montagna non è certamente immune.

  14. 15
    Roberto Giardini says:

    Per Bruno Telleschi, chi è che pretende di essere pagato? Non è per polemizzare, non ne ho voglia, ma quando si afferma qualcosa bisogna farlo con cognizione di causa. Io ho 40 anni e vado in montagna da 25, non ho mai pagato nessuno, né una guida né un istruttore. Ho iniziato ad arrampicare con amici più bravi che mi hanno insegnato ciò che serve e non faccio cose estreme. Non ho mai conosciuto nessuno che pretendesse di essere pagato.
    Se ci sono persone che frequentano e pagano dei corsi di escursionismo non sono stati certamente consigliati dal dottore. Al mondo ci sono semplicemente persone che offrono dei servizi ed altre che ritengono tali servizi validi e meritevoli di essere pagati. Non sta’ scritto da nessuno parte che tutto debba essere gratis. Se ci sono persone che pagano una guida alpina per farsi portare su sentieri attrezzati di una banalità disarmante non vedo perchè non ci possano essere persone che pagano per farsi insegnare, a titolo esemplificativo, il nordic walking.
    Non facciamoci troppi viaggi da casti e puri perché anche nel nostro ambiente di marcio ce n’è parecchio, se proprio vogliamo metterla sull’ideale. Forse che i libri di Messner siano tutta sta’ poesia? Alcuni sì, notevoli, ma altri se non si leggono si sta’ bene ugualmente. Anche lì, alcuni li comprano e pagano e altri no. Per questo dobbiamo dire che Messner non ha moralità? Perché ha fatto dei soldi vendendo in parte dell’aria fritta? Ma dai.

  15. 14
    Roberto Giardini says:

    Alberto, che vuoi che ti dica, che non è morale? Se vuoi lo dico però non è che l’aria di montagna venga comprata dal malato di mente bensì da persone sane, almeno secondo i parametri della medicina ufficiale.
    Vendere l’aria di montagna non è morale, va bene, sono d’accordo ma rimane il fatto che chi la compra non può fare il finto tonto. E’ anch’egli responsabile nella stessa misura perché l’idiozia ha un limite (parliamo sempre di persone sane).
    Chi vende l’aria di montagna e chi la compra sono per me due facce della stessa medaglia.

  16. 13
    Alberto Benassi says:

    ” o ci si inventa qualcosa per campare”

    certo inventarsi di vendere barattoli di aria è proprio da grandi. Ci vuole grande fantasia. Credere molto in se stessi ma sopratutto molto poco negli altri!!
    O meglio, credere poco nell’intelligenza e molto invece nella cretinaggine degli altri.

  17. 12
    Roberto Giardini says:

    L’oggetto dei commenti è talmente ridicolo che forse non vale nemmeno la pena di commentare. Se poi vogliamo ragionare in termini di PIL possiamo calare il sipario fin da subito. I furbi e i gonzi ci saranno sempre, facciamocene una ragione.
    Proviamo però a vedere le cose da un altro punto di vista. La tendenza generale, e lo sarà sempre di più, è quella di utilizzare sempre più le macchine e l’intelligenza artificiale per fare cose che prima faceva l’uomo. Questo comporta, per una miriade di persone, avere più tempo libero. A fronte di tutto questo continua però ad esistere il denaro e senza di esso non si fa niente.
    Ne consegue che o si campa di sussidi (quando vengono erogati) o si muore di fame o si ruba o ci si inventa qualcosa per campare. Non è solo una questione di togliere la libertà a qualcuno, sempreché questa si possa togliere in toto, ma una questione di sopravvivenza la quale, in certi casi che non costituiscono certamente la regola, possono portare anche ad arricchimento.
    L’avere più tempo libero comporta la richiesta di maggiori servizi; senza tempo libero, oltre a soddisfare i bisogni essenziali, si fa ben poco. Quindi c’è un incontro fra due soggetti: coloro i quali hanno lavoro, soldi e tempo libero e coloro i quali non hanno né lavoro né soldi e cercano di vendere servizi ai primi.
    E sarà sempre più così perché, lo ripeto, i mestieri tradizionali a poco a poco scompariranno o quanto meno si ridimensioneranno ai minimi storici.
    Fino ad ora non è stato inventato nessun sistema sociale che abbia soppiantato il capitalismo o forme ad esso simili. Qualcuno ci ha provato nel novecento con risultati pessimi e un controllo sociale della peggior specie.
    La società ideale dovrebbe esser priva di denaro, la terra dovrebbe essere di tutti, i mezzi di sussistenza per tutti e nella stessa misura. Utopia! Non sarà mai così, facciamocene una ragione.

  18. 11
    Alberto Benassi says:

    “E penso che la nostra colpa sia quella di guardare agli USA scimmiottandoli .”

    Non scimmiottiamo solamente gli USA….

  19. 10
    Marcello cominetti says:

    Giusto Bruno! E penso che la nostra colpa sia quella di guardare agli USA scimmiottandoli .
    Ma i fatti purtroppo dimostrano che a un certo punto c’é qualcuno che si incazza da morire. E non é per niente bello.

  20. 9
    Bruno Telleschi says:

    Nonostante la retorica dell’innovazione il capitalismo gira a vuoto e vende aria fritta. Trasforma in merce i beni naturali (l’aria per esempio) e in lavoro le attività spontanee. Se le passeggiate diventano footing, per esempio, la specializzazione apre la strada agli specialisti del nulla che pretendono di essere pagati per espropriare gli uomini della loro libertà.

  21. 8
    Luca A. says:

    “E’ il mercato, bellezza”. Di che vi stupite?
    Tuttavia non mi straccerei le vesti. Da molti decenni tutte le località alpine (ed anche i rifugi) vendono “souvenir” assolutamente inutili, fasulli e pacchiani. Di fatto, si acquista semplicemente il ricordo e il desiderio di quel luogo, perché la nostra memoria si nutre anche di materia. Esempio: da ragazzino salii il Cimon della Pala, montagna dei miei sogni, luogo altamente simbolico per me già allora innamorato delle Pale di San Martino, e mi portai a casa in tasca un minuscolo sassolino della vetta, che ho ancora da qualche parte. Gratis ovviamente, ma il meccanismo è simile. Altro esempio: sono certo che molti dei lettori alpinisti di questo blog hanno in casa, più o meno segretamente, qualche vecchissimo e rugginoso chiodo di illustri predecessori, portato a casa da vie famose… Chi non arrampica cerca in qualche modo l’equivalente alla sua portata, per un bisogno interiore più o meno simile. Qui, è vero, c’è l’aspetto commerciale a involgarire il tutto, ma direi che la bottiglietta d’aria è un gadget non più stupido e non più insensato dell’accendino con la stella alpina e la scritta “saluti da…” o del magnete in plastica con le Tre Cime o il Cervino da attaccare al frigo. Con in più e in meglio l’autoironia di chi sa bene (e ne ride lui stesso, diversamente forse dall’acquirente di uno dei gadget si cui sopra) che sta acquistando “il nulla”, o meglio solo un “nodo sul fazzoletto” della memoria.

  22. 7
    Matteo says:

    Certo che parlare di “aria delle Dolomiti” fa un po’ ridere, stante la differenza di ambienti, quote e situazioni in Dolomiti (o in montagna in generale), ma pensare di definirne la purezza con un solo punto di rilevamento è semplicemente insensato.
    Misurerei in val di Fassa o Cortina in agosto o a Natale…
    Oppure, se la misurazione deve essere fatta a un passo, proverei sul Sella!

  23. 6
    alex says:

    a me hanno portato in regalo un barattolino contenete “aria del monte fuji” :-))

  24. 5

    Beh… allora Piero Manzoni è stato un grande innovatore!!! Con la sua merda d’artista ha segnato un’epoca a quanto pare… “Ogni giorno nasce un cucco beato chi se lo cucca!”

  25. 4
    Michele H says:

    Sono ancora alla ricerca dell’aria fritta..

  26. 3
    Marcello Cominetti says:

    Giorgio, le lattine della Grivel erano vuote o… piene d’aria? Aprendone una come si capisce la differenza?
    Ciao. Marcello

  27. 2
    luciano pellegrini says:

    E’ la stupidaggine umana che offre ai furbi di fare soldi. Chi ha queste idee e riesce a fare soldi, è un fregnone. (furbo). I fessi ci cascano e acquistano … NULLA!

  28. 1
    Giorgio Daidola says:

    Per completezza anche la Grivel di Courmayeur un po’ di anni fa propose delle scatole di latta con scritto sopra “Aria del Monte Bianco” . Si trattatava però di un gadget promozionale e gratuito, le scatole erano ermeticamente sigillate ma vuote. Un’idea uscita dalla fervida mente di Gioachino Gobbi…

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