L’amara vicenda Doglioni – parte 2

La vicenda Doglioni – parte 2
continuazione da http://bit.ly/1H6bBTc

Revoca del titolo di istruttore nazionale
Nel frattempo qualcosa cambia anche in ambito CNSASA. Non sono più solo i vertici del CAI a mettere con inevitabile prudenza le mani nel pasticcio.

Maurizio Dalla Libera
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E’ dell’11 maggio 2013 la delibera del CNSASA, approvata all’unanimità, firmata dal Presidente Maurizio Dalla Libera e alla presenza di Renato Veronesi (Vice Presidente), Claudio Busco, Paolo Butturini, Davide Dematteis e Antonio Radice, che revoca con atto formale a Massimo Doglioni il titolo di istruttore nazionale e che sospende per mesi 12 lo stesso titolo a Maurizio Callegarin.

Ciò a seguito di quanto contestato ai due istruttori.

Nella relazione del Presidente Dalla Libera Massimo Doglioni è accusato di aver violato i principi del volontariato nella più totale assenza di delibere legittimamente adottate e di aver remunerato la segreteria (per gli importi già visti in precedenza); di aver distrutto i documenti; di aver trattenuto danaro sul conto (poi chiuso nel gennaio 2012) imponendo per 13 mesi al neo presidente Puddu una ridotta disponibilità di cassa e una regolare gestione; di aver falsificato il reale numero degli iscritti ai vari corsi generando una disponibilità sul c/c di euro 5.297,50, non rendicontata in bilancio; di non aver rimborsato per euro 6.833,00 le spese degli istruttori relative all’anno 2010.

Nella stessa relazione è contestato a Maurizio Callegarin di aver permesso a Massimo Doglioni l’uso improprio delle risorse; di avergli consentito la firma sul c/c n. 10586 anche dopo la sua scadenza; di non essersi attivato al fine di impedire il disagio gestionale al neo-presidente Puddu provocato dalle manovre del Doglioni; di aver falsificato il reale numero degli iscritti ai vari corsi generando una disponibilità sul c/c di euro 5.297,50, non rendicontata in bilancio; di non aver rimborsato per euro 6.833,00 le spese degli istruttori relative all’anno 2010.

Il verbale sottolinea che la discussione ha considerato l’avvenuto annullamento d’ufficio della radiazione (27 luglio 2012), ma giudica tale provvedimento inerente solo a norme procedurali e non a quelle sostanziali, pertanto la Commissione si ritiene libera di deliberare, e revoca (con atto formale da assumersi da parte del Presidente Generale) il titolo di istruttore nazionale a Massimo Doglioni in via definitiva e a Maurizio Callegarin in via sospensiva per 12 mesi.

Relazione del Direttore del CAI (verifica contabile 2003-2010)
Il 20 febbraio 2013 il Direttore del CAI Andreina Maggiore scrive a Massimo Doglioni allo scopo di avere i documenti necessari alla relazione di cui è stata incaricata. In particolare gli chiede di produrre gli estratti conto del periodo 15.02.2003 – 31.12.2005; gli estratti conto carta di credito del periodo 01.2007 – 31.12.2010; le contabili di ben 69 movimenti bancari (2006-2010, precisamente elencati con data e importo) + supporto di copia assegno o bonifico.

Quindi si spinge a suggerire la richiesta di estrazione dei documenti predetti alla Banca Antonveneta nel caso il Doglioni non ne fosse provvisto (cosa peraltro abbondantemente risaputa, acclarata l’avvenuta e dichiarata distruzione): per questa operazione il CAI è disponibile al rimborso di eventuali spese.

La relazione, consegnata il 18 settembre 2013 (e qui riportata in integrale), elenca con precisione le ulteriori richieste di documentazione che non giungevano nella qualità e nella quantità richieste: in totale ben tre sono stati i successivi invii di materiale dal Doglioni al Direttore.

Poi entra nello specifico:

Non è stato possibile effettuare una ricostruzione compiuta e puntuale dell’utilizzo delle somme messe a disposizione dell’OTTO CISASA VFG poiché i giustificativi di spesa pervenuti sono insufficienti e carenti; inoltre, non vi è alcuna documentazione relativa alle entrate provenienti da soggetti diversi dalla Sede Centrale.
Si precisa inoltre che non è pervenuta alcuna documentazione relativa agli assegni emessi dal Socio Doglioni Massimo a valere sui ccb intestati all’OTTO CISASA VFG
.

Si segnala che:
– la gestione dei citati conti correnti, come precisato anche dallo stesso Doglioni nella Sua comunicazione 06.06.2012 è stata contraddistinta dalla commistione di operazioni afferenti sia l’attività dell’OTTO CISASA VFG che operazioni aventi natura personale;
– l’utilizzo della carta di credito n. 000010767379, collegata ai conti correnti suindicati, per il periodo 2007-2010, è stata anch’essa impropriamente utilizzata per spese personali, così come dallo stesso Doglioni dichiarato nella comunicazione del 20.05.2013;
– sui conti correnti suindicati sono confluiti rimborsi personali erogati dalla Sede centrale a Massimo Doglioni sia in veste di componente UNICAI che di Consigliere Centrale pari a € 6.778,49 per il periodo 2006-2010 (oltre ad € 1.738,70 relativi al 2011 e versati nel 2012);
– sui conti correnti suindicati sono confluiti, nel periodo 2003-2009, i contributi per l’attività istituzionale dell’OTTO CISASA VFG per l’importo complessivo di € 63.800,00 che sono stati regolarmente rendicontati alla Sede Centrale; i relativi giustificativi di impiego delle suddette somme non trovano, per la maggior parte di essi, riscontro nella citata documentazione bancaria.

Si segnala, inoltre, che dai riscontri effettuati sulla documentazione inerente i bilanci dei Gruppi Regionali Veneto e Friuli Venezia Giulia (già Convegno VFG) degli esercizi dal 2003 al 2010, in possesso della Sede Centrale, non è stato possibile desumere l’ammontare delle somme erogate dai medesimi all’OTTO CISASA VFG poiché tale dato è indicato in misura aggregata per tutti gli OTTO afferenti a tali GR. Tuttavia si è potuto rilevare che, ammontando il dato complessivo mediamente a circa € 4.800,00/anno, il bilancio dell’OTTO CISASA VFG non risulta “consolidato” con quello del Convegno/GR di riferimento.

Dall’esame della documentazione pervenuta, in particolare si evidenzia e si evince che il Socio Doglioni Massimo ha effettuato le seguenti operazioni:
1) nel periodo 2003-2005, spese a titolo personale, così come dallo stesso dichiarato, per € 7.393,52;
2) nel periodo 2004-2006, bonifici a vario titolo in favore di se stesso per € 4.609,62;
3) nel periodo 2007-2010, bonifici a vario titolo in favore di se stesso per € 6.500,00;
4) nel periodo 2007-2010, spese personali – come dallo stesso dichiarato – attraverso l’utilizzo di carta di credito n. 000010767379 per un totale di € 6.392,22;
5) nel periodo 2004-2010, bonifici in favore di Gruppo Ixelle Sas – società di cui è socio accomandatario – per € 4.974,50 di cui € 1.653,60 per rimborso spese varie OTTO CISASA VFG;
6) nel 2004, bonifici in favore della Sig.ra Franco Monica – socio accomandante della Società Gruppo Ixelle Sas e coniuge dello stesso Doglioni – per €
1.601,80 di cui € 1.000,90 per “compenso segreteria-presidenza commiss” ed € 600,90 per “rimborso spese telefoniche e varie pos”;
7) bonifici
in nome e per conto della Sig.ra Franco Monica, nel periodo 2007- 2008, in favore di Holiday Residence Srl per € 2.040.00;
8) nel 2008, bonifico in favore della Sig.ra Franco Monica per € 1.500,00 per “spese gestione Rimborsi/pagamenti telematici dicembre 2007-maggio 2008″;
9) prelievi tramite Bancomat o sportello:

Anno         Importo prelievi          (di cui esteri)

2003         Euro 2.310,00
2004         Euro 920,00
2005         Euro 2.720,00
2006         Euro 450,00
2007         Euro 750,00
2008         Euro 400,00
2009         Euro 1.630,00            710,00
2010         Euro 500,00
2011         Euro 3.750,00

Dall’esame della documentazione pervenuta e già in possesso della Sede Centrale, si riscontra che:
a) non vi è evidenza di movimenti relativi al pagamento del corrispettivo per
l’attività di segretaria dell’OTTO CISASA, così come indicato dallo stesso Doglioni;
b) diversamente da quanto indicato dallo stesso Doglioni, nel periodo in cui la Sig.ra Valleri Roberta avrebbe percepito un compenso per mansioni informatiche/burocratiche/organizzative” della segreteria dell’OTTO C
ISASA, veniva effettuato un pagamento con causale analoga in favore della Sig.ra Franco Monica per € 1.500,00;
c) non vi è evidenza di movimenti bancari relativi al pagamento di rimborsi a titolo forfettario per l’attività di Presidente dell’OTTO CISASA, così come indicato dallo stesso Doglioni;
d) sono state effettuate, nel periodo 2007-2010
, spese di viaggio inerenti riunioni CC e UNICAI tramite carta di credito n. 000010767379 e successivamente chieste a rimborso alla Sede Centrale del CAI, per l’ammontare complessivo di € 2.362,50.

E’ del tutto evidente dalla verifica contabile effettuata che le somme messe a disposizione dell’OTTO CISASA VFG non sono state, in diversi casi, correttamente utilizzate nell’ambito dello svolgimento dell’attività svolta dall’OTTO stesso e che non vi è completa e puntuale corrispondenza tra i documenti prodotti dal Socio Doglioni Massimo e gli estratti conti bancari (conti correnti e carta di credito). Inoltre emergono dalla documentazione prodotta palesi contraddizioni nelle affermazioni rese dallo stesso Doglioni in merito all’utilizzo di tali somme.

Andreina Maggiore
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Infine conclude:
Alla luce di quanto sopra esposto, e a conclusione dell’attività fin qui svolta, si segnala che il Socio Doglioni Massimo:
1) ha provveduto allautoerogazione di rimborsi spese a carattere forfettario, così come dichiarato dallo stesso e come affermato dal Gruppo Regionale del Veneto nella propria comunicazione del 29.08.2012, cui non è allegata alcuna delibera in tal senso anteriore all’utilizzo delle somme, in palese contrasto con quanto disposto dall’art. 33 del Regolamento per gli Organi Tecnici Operativi Centrali e Territoriali e venendo pertanto meno al principio enunciato dall’art. 76, comma 1, del Regolamento generale;
2) ha provveduto ad effettuare bonifici in favore e/o in nome e per conto della Sig.ra Franco Monica in palese contrasto con quanto disposto dall’art. 70, comma 3, del Regolamento generale;
3) ha provveduto ad effettuare bonifici a saldo di fatture intestate all’OTTO CISASA VFG ed emesse da Gruppo Ixelle Sas in palese contrasto con quanto disposto dall’art. 70, comma 3, del Regolamento generale nonché dell’art. 71, comma 7, lettera b) del Regolamento generale;

e che, pertanto, tutte le somme dallo stesso utilizzate a titolo personale non possono essere considerate documentate.

Alla luce di quanto sopra riportato e documentato si sottopone, pertanto, la presente relazione e documentazione allegata al Comitato Direttivo Centrale per la valutazione e l’assunzione delle decisioni del caso.

Umberto Martini
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Ineleggibilità a Consigliere Centrale e denuncia penale
Se ha seguito con pazienza la vicenda, così come indegnamente abbiamo cercato di riassumerla, il lettore a questo punto, ebbro di date, codici e conti, nonché di linguaggio “burocratese”, giuridico e contabile, si sarà fatta un’opinione di questa triste storia.
Che però, a rigor di logica, non può terminare qui. Richiamiamo pertanto ulteriore pazienza per la prosecuzione, prima delle conclusioni e delle domande finali.

Il 31 ottobre 2013, in seguito a precedente delibera, il CAI richiede parere all’Avvocatura dello Stato in merito alla situazione contabile dell’OTTO CISASA VFG. Detto parere giunge il 28 novembre 2013.

Nella successiva riunione del 29 novembre 2013, il Consiglio Direttivo Centrale delibera di proporre nei confronti del socio Massimo Doglioni denuncia penale con trasmissione degli atti alla Procura della Repubblica. Detta denuncia sarà predisposta dall’avv. Francesco Vignoli. Delibera inoltre di trasmettere al Doglioni, nelle more dell’esito della denuncia penale, richiesta di rimborso delle somme di denaro non documentate “con formale diffida di pagamento al fine di interrompere la prescrizione”. Delibera infine di segnalare l’avvenuta perdita delle condizioni di eleggibilità del Doglioni a Consigliere Centrale.

Il 6 febbraio 2014 è inviata a Massimo Doglioni una raccomandata A.R. in cui gli si comunica che tra il 1999 e il 2009 sono confluiti sui conti dell’OTTO CISASA FVG importi per un totale di € 63.925,00, gli si contesta ancora l’inidoneità della documentazione pervenuta e la gestione personalistica.

Con riserva di una più puntuale quantificazione, il CAI gli intima sin d’ora a restituire le somme da lui impiegate per fini estranei a quelli istituzionali dell’OTTO CISASA VFG.

Lo stesso giorno, 6 febbraio, il Direttore Andreina Maggiore si rivolge al Comitato Centrale di Indirizzo e di Controllo del CAI per segnalare l’ineleggibilità del socio Massimo Doglioni a qualunque carica del CAI.

L’iter burocratico a questo punto è lento ma efficace. Il Comitato Centrale di Indirizzo e di Controllo nella riunione del 29 marzo 2014 prende atto della sopravvenuta condizione di ineleggibilità del socio Massimo Doglioni per conflitto d’interessi con il CAI e quindi sancisce la decadenza della sua carica di Consigliere Centrale.

Conclusione
Con questo atto del 29 marzo 2014 si direbbe conclusa una storia triste che fino a questo momento è stata confinata al ristretto ambito del Sodalizio.
Riteniamo però che questa vicenda non possa dichiararsi conclusa.
Sono ancora irrisolti gli aspetti risarcitivi e penali.
In particolare sono tre le domande che il comune socio CAI si sta facendo:

1) A che punto siamo con la restituzione del denaro? E con il mancato rimborso spese agli istruttori del 2010? E’ stata avviata in sede opportuna la causa civile per il contenzioso economico?

2) Anche se lo scrivente non dispone del documento, abbiamo notizia che è stata presentata denuncia penale circa quindici mesi fa, come obbligatorio per delibera. Sappiamo che, per qualche motivo a noi sconosciuto e comunque incomprensibile, la denuncia, invece che essere correttamente per “appropriazione indebita”, è per semplice “truffa”. E’ intenzione del CAI seguire con attenzione la pratica o ci si è accontentati della formalità, una denuncia inutile tipo quelle che si sporgono contro ignoti per furto di un’autoradio?

3) Per quale motivo il Presidente Generale non ha ancora revocato con atto formale il titolo di istruttore nazionale a Massimo Doglioni in via definitiva e a Maurizio Callegarin in via sospensiva per 12 mesi?

4) Per quale motivo si è deciso di accantonare le responsabilità del socio Maurizio Callegarin? Posto che siamo d’accordo sulla sua minor responsabilità, a molti pare che il suo comportamento sia stato meritevole di essere preso in considerazione.

Ci auguriamo che il CAI sappia continuare fino in fondo le azioni intraprese. Questo per il buon nome del sodalizio e perfino a salvaguardia della reputazione dei due protagonisti.

 

Vincenzo Torti
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L’amara vicenda Doglioni – parte 2 ultima modifica: 2015-05-13T06:24:49+02:00 da GognaBlog

5 pensieri su “L’amara vicenda Doglioni – parte 2”

  1. 5
    piero says:

    Sarebbe interessante e utile conoscere come è proseguita la vicenda. Augurandoci che non accada, come spesso in Italia, che i ladri passino dalla parte della ragione.

  2. 4
    Alessandro Gogna says:

    Caro Massimo, in effetti non è mai stato scritto da nessuna parte… però tutto ciò che non è altrimenti attribuito sotto al titolo (di Pinco Pallino), è mio. Essendo appunto il Gognablog!

  3. 3
    Massimo Pantani says:

    Ciao Alessandro, sarebbe interessante capire (anche per completezza di informazione) chi firma questo duplice, approfondito e ben documentato articolo. Si può sapere, per cortesia, chi è lo “scrivente”? O va considerato anonimo? Grazie

  4. 2
    Alessandro Gogna says:

    Gent. avvocato Ceccato, la ringrazio delle precisazioni relative a truffa/appropriazione indebita.
    Quanto al commento finale, esso non vuole insinuare nulla, al pari dell’intero articolo.
    Un conto è voler mettere a tacere il tutto, un altro conto è accontentarsi di ciò che si è fatto finora.
    Se Lei, come certamente ha fatto, ha letto attentamente, credo convenga con me che sull’operato del CAI, in questa vicenda non si abbia molto da eccepire: appaiono episodi di corridoio collaterali che però alla fine non hanno influito sulla correttezza.

  5. 1
    Tommaso Ceccato says:

    Che triste vicenda.
    Se risulterà tutto vero (come parrebbe di leggere), non posso che compatire le azioni di Massimo Doglioni (che conosco personalmente), il quale – va detto – ha dedicato un’intera esistenza al Sodalizio, ma che è forse caduto nella spirale dell’avidità.
    Se invece la magistratura accerterà un diverso svolgimento dei fatti, non posso che compatire le istituzioni Cai, le quali hanno impiegato una quindicina di anni per rendersi conto di un grosso problema, senza peraltro risolverlo.
    In ultimo, mi pare francamente fuori luogo il commento finale insinuante il dubbio che il Cai voglia mettere a tacere il tutto. Basti sapere che il reato di truffa (art. 640 c.p. – pena base della reclusione da 6 mesi a 3 anni, ma in tal caso con l’aggravante del danno ad un ente pubblico come il Cai, che porta la pena da 1 a 5 anni) è considerabile più grave di quello di appropriazione indebita (art. 646 c.p. – pena della reclusione da 1 giorno a 3 anni. In ogni caso, la querela espone i fatti, ed è poi la Procura della Repubblica ad attribuire ai fatti la qualifica di questo o quel reato.
    Altrettanto va detto che i 15 mesi finora passati dalla presentazione della querela, senza che sia iniziato alcun processo, sono (purtroppo) i tempi “normali” della Giustizia italiana, e su cui il Cai non può fare nulla.

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