Lavaredo stellari

Lavaredo stellari

Chi volesse andare a fare una gita dalle parti del Monte Piana, del Lago di Misurina o delle Tre Cime di Lavaredo nella settimana tra il 5 e il 12 maggio prossimo (ma anche prima), si astenga. Troverebbe mobilitazione di tutte le forze dell’ordine, con il massiccio intervento perfino di una società di Milano specializzata in servizi di security: i loro gorilla garantiscono la zona inaccessibile. Perché Guerre stellari, la quarantennale saga cinematografica, ideata da George Lucas e prodotta dalla Walt Disney, che ha conquistato otto premi Oscar incassando al botteghino oltre sette miliardi di dollari, ha scelto l’area tra Misurina e le Tre Cime per girare alcune scene dell’ultimo spinoff (una “derivazione” dal filone principale) dedicato alla figura di Han Solo e intitolato The Red Cup.

Proprio in quella zona del comune di Auronzo hanno previsto di girare alcune scene di un episodio destinato a uscire sul grande schermo il 25 maggio 2018: una a Monte Piana, una sulle Tre Cime e una in notturna nei boschi tra Misurina e le Tre Cime.

Roger Moore a Cortina

Il binomio Dolomiti/cinema vanta già molti precedenti. Nella vicina Cortina d’Ampezzo le troupe e le star sono state a lungo di casa, a partire dagli anni ‘50 (Alberto Sordi nel Conte Max e poi in Vacanze d’inverno); negli anni ‘60 Blake Edwards scelse la perla delle Dolomiti per ambientarvi la Pantera Rosa e negli anni ‘80 toccò a Roger Moore passare per Cortina, nei panni di 007 in Solo per i tuoi occhi. Nel 1993 è la volta di Sylvester Stallone con l’inguardabile Cliffhanger. Per ridere a buon mercato, le tradizionali ma alquanto insopportabili Vacanze di Natale del 1983, 2000 e 2011. Lo scorso anno, invece, il regista americano Terrence Malick ambientò a Sappada alcune riprese del suo film Redegund.

Il cast, con il capofila Alden Ehrenreich che nel corso degli anni ha preso il posto di Harrison Ford nell’interpretazione del protagonista Han Solo, arriverà sulle sponde del lago di Misurina il 5 maggio 2017 per ripartire il giorno 12. Tutti ben alloggiati al loro quartier generale, il Grand Hotel Misurina. Altri attori sono Emilia Clarke, Woody Harrelson, Donald Grover, Phoebe Waller-Bridge, Thandie Newton e Joonas Suotamo, il nuovo Chewbacca. Registi: Phil Lord e Chris Miller. La troupe coinvolgerà circa 250 persone, che faranno base all’Hotel Lavaredo, all’Hotel Sorapis e allo Chalet Lago Antorno.

Il 21 aprile grossi camion della logistica sono stati parcheggiati nell’aree selezionate per le riprese. I mezzi hanno scaricato dei container che sono usati come “base” per l’organizzazione dove trovano posto le sale trucco, regia e di produzione della saga più leggendaria del cinema di fantascienza.

Carovana numerosa, proveniente da Fuerteventura in Spagna dove sono stati girati altri set, quella che ha preso possesso di Misurina.

Le attività sul posto sono coordinate dalla società romana cui sono stati assegnati tutti i servizi relativi alla logistica e che di fatto ha stretto l’accordo di collaborazione con il Comune di Auronzo. Società che sta effettuando un casting per il reperimento di una corposa squadra di comparse. Le comparse scritturate entreranno in scena già il 2 maggio mentre il clou delle riprese sarà concentrato tra il 5 ed il 12 maggio.

George Lucas

Nel frattempo l’area delle riprese è off limits, controllata da un rigido servizio d’ordine: chiusa la strada d’accesso a Monte Piana e la superstrada che sale al rifugio Auronzo, sotto le pareti sud delle Tre Cime. Per il ponte del 25 aprile ci sono state “finestre quotidiane di riapertura” per i turisti. Stessa cosa per l’attuale ponte del 1° maggio.

La richiesta, arrivata ad Auronzo e alle autorità locali bellunesi, è stata quella di tenere alla larga qualunque curioso o “fan” delle avventure di Han Solo e rendere la zona inaccessibile: prontamente le autorità hanno concesso tutto. Il Comune di Auronzo ha provveduto ad accordare in tempi celeri e gratuitamente l’utilizzo del suolo pubblico per effettuare le riprese necessarie.

Queste località sono già interessate da un flusso turistico continuo, da ciò deriva la “logica” chiusura di tutte le strade a partire dal lago di Misurina e dei sentieri che portano verso il Monte Piana. Uno sforzo per il quale non basteranno carabinieri, poliziotti e vigili della zona e per questo è stata ingaggiata una società privata.

La notizia è di quelle che rimbombano e moltiplicano attenzione e curiosità, anche se d’altra parte, e come succede in questi casi, la “febbre” del grande evento si mescola con la voglia di riservatezza dei protagonisti. Da parte sua, il Comune di Auronzo ha il suo daffare nel diffondere (in accordo a specifiche norme contrattuali) meno notizie possibili. Dunque il “buen retiro” della troupe è assicurato, il set sarà inavvicinabile dai curiosi, almeno durante le riprese. Solo sulle statali sarà permesso il traffico (Cortina-Misurina-Dobbiaco e Cortina-Auronzo).

Questa produzione ha scatenato la curiosità dei fan italiani e internazionali che stanno in tutti i modi di avere maggiori informazioni su questa pellicola. I fan stanno prendendo letteralmente d’assalto gli abitanti locali per avere maggiori informazioni riguardo alla saga che tanto amano: ma per ora è tutto top secret. Sul set è calato un silenzio interstellare vista la massima segretezza richiesta al personale coinvolto, agli abitanti del luogo e agli esercenti (che hanno firmato un contratto di massima riservatezza, con tanto di penali in caso di infrazione del silenzio). Un bunker a tutti gli effetti, con una base autosufficiente che contiene un’area medica e una pista per l’atterraggio degli elicotteri, in cui è severamente vietato l’utilizzo dei telefonini, anche per scattare foto, è da considerare militarizzata e per questo inaccessibile, se non con speciali deroghe concesse col contagocce dalla stessa produzione.

E’ disarmante la divertita dichiarazione della sindaca di Auronzo Daniela Larise Filon, che evidentemente crede molto che le sue celebri montagne, tra il 5 e il 12 maggio si sposteranno in “una galassia lontana lontana”, entrando di diritto nella Storia del Cinema: «Non ho mai visto nemmeno un episodio di Guerre Stellari… Questi posti sono già conosciuti in tutto il mondo, sono patrimonio dell’Unesco e perciò frequentatissimi. Un film così famoso sarà un ulteriore ritorno di immagine, non possiamo che esserne contenti. Intralci con il flusso abituale dei turisti? Non penso: il periodo scelto per le riprese non è alta stagione».

Considerazioni
Le Tre Cime di Lavaredo sono già state teatro di una guerra vera e non stellare, quella del ‘15-‘18. Confessiamo che questa provvisoria confusione non ci disturba più di tanto. Queste nostre montagne sono già, purtroppo, “massificate” e rese attrazione turistica, con vero e proprio scempio delle stesse, e una installazione temporanea come questa è meno impattante anche di un solo impianto di risalita, di un eliski appena regolamentato o di un’intera stagione di traffico privato e pedaggiato al rifugio Auronzo. Poi, il fatto che queste non siano montagne qualsiasi non ci induce quell’adorazione speciale che tanti hanno nei loro confronti, ma dimenticando montagne più “riservate”.
Sappiamo bene che è tardi per poter fare qualcosa, l’azione è in pieno divenire e nessuno tornerà sui suoi passi. Troppi sono gli interessi economici in ballo.

Noi pensiamo prima di tutto che la zona delle Lavaredo è stata cento anni fa teatro di un conflitto sanguinoso. Il più pesante tributo di sangue da entrambe le parti si è avuto proprio nella zona del Monte Piana, dove verranno effettuate le riprese. Questo Sacrario Militare dovrebbe essere rispettato come un immenso cimitero di guerra, un luogo sacro. Anche gli americani credono in questi valori, e non credo avrebbero dato il permesso a Lucas e compagnia di girare saghe pop-fantascientifiche nel cimitero di Arlington, in Virginia.

In secondo luogo (e senza scomodare più di tanto Julius Evola che scriveva in Meditazioni delle vette che “la montagna si lega a qualcosa che non ha principio né fine e che, conquista spirituale inalienabile, fa ormai parte della (nostra) propria natura, come qualcosa che si porta con sé ovunque a dare un nuovo senso a qualsiasi azione, a qualsiasi esperienza, a qualsiasi lotta della vita quotidiana”) vediamo in queste montagne qualcosa che si oppone alla perdita del senso del sacro e che favorisce la ricerca dei propri limiti.

In terzo luogo pensiamo all’ambiente, e ci chiediamo che garanzie scritte abbia fornito la produzione colonizzatrice per garantire ai servi colonizzati che il territorio non subisca aggressione permanente alcuna. Che garanzie ha dato sul numero di ore di volo di elicotteri e su altre aggressioni non permanenti? Alla stampa sono stati resi noti i rigidi accordi di massima riservatezza, ma nulla è stato comunicato a proposito di garanzie sull’ambiente.

In quarto luogo: è’ davvero legale che, per motivi economici e di “sicurezza” (fasulla, in quanto si riferisce alla sicurezza dei colonizzatori, non a quella nostra), si possano vietare al transito intere fette di territorio montano, di fatto militarizzandole?

E, infine: cosa ne pensa l’Unesco? Ha dato il suo benestare? Sia in caso di risposta affermativa che negativa, ci chiediamo davvero se sia stato utile o dannoso che le Dolomiti siano diventate Patrimonio Unesco dell’Umanità. Perché in questo modo le Dolomiti sono doppiamente vilipese, non solo da chi è interessato esclusivamente al ritorno economico di simili iniziative, ma anche da chi dovrebbe tutelare queste montagne perché memoria collettiva di un Paese, nonché patrimonio ambientale, libertario e storico.

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Lavaredo stellari ultima modifica: 2017-05-01T05:34:00+01:00 da GognaBlog

8 pensieri su “Lavaredo stellari”

  1. 8

    gli alpini si accompagnerebbero agli intrusi a magnare e a bere, stanne certo. sanno discernere a quali ordini obbedire. ad ordini del piffero obbedirono già abbastanza.

  2. 7
    Matteo says:

    Peccato solo di abitare lontano e non avere trent’anni di meno; sarebbe fantastico scatenarsi in una gara di guardie e ladri con la security…
    che non credo basterebbero 10000 alpini a rendere impenetrabile la zona e sarebbe impagabile apparire da dietro una roccia mangiando un panino mentre le terribili Stormtrooper sono in azione!!

  3. 6
    Paolo Spagnolli says:

    Tre cime di Lavaredo? Monte Piana/Piano? Luoghi sacri alla memoria di chi vi ha combattuto e degli alpinisti. Il Comune ha dato tutto gratis? Almeno avesse chiesto un compenso per qualche progetto delle associazioni locali di volontariato…. così mi sembra che il patrimonio naturalistico e storico venga svilito e svenduto. Pessimo poi che si possa chiudere un territorio pubblico ad uso di privati. E’ un pericoloso precedente. Non credevo fosse possibile a termini di legge.

  4. 5
    Luca A. says:

    Sto (ri-leggendo) alcuni scritti di montagna di Massimo Mila, e leggevo proprio ieri quello in cui racconta (con la solita godibilissima autoironia) le sue avventure di occidentalista alle prese con verticalità per lui inedite in zona Tre Cime, anno 1950, proprio in giorni di “chiusura” per esercitazioni militari, con tanto di “sequestro” del letto al rifugio Lavaredo (o era il Locatelli?) da parte di un colonnello dell’esercito mentre Mila e socio erano abusivamente in parete.
    Certo se nel 1950 la coscienza ambientale e la mentalità corrente potevano ancora sopportare che una esercitazione dell’esercito “blindasse” per vari giorni una area dolomitica di quella fama, dubito fortemente che si possa passare sotto silenzio la “privatizzazione” temporanea (sia pure in bassissima stagione) di cui si parla oggi. Ma lasciamo perdere l’aspetto della “chiusura al pubblico”, tutto sommato questione secondaria (e del resto capita che un set cinematografico chiuda per qualche ora anche importanti vie di importanti città, senza scandalo…).
    La questione è piuttosto sempre la stessa quella dell'”uso” che si vuol fare di questo patrimonio naturale unico al mondo. Ne parliamo ogni santa volta, per ogni nuova pista da sci, per ogni nuova ferrata, per ogni torrente imbrigliato, per ogni via classica spittata, per ogni “sala cinema” e “area wellness” a 3000 e oltre.
    Che la sensibilità ambientale e la filosofia di fruizione intelligente della montagna di certe amministrazioni locali siano diciamo “opinabili”, lo testimonia l’esistenza stessa della strada a pedaggio sul versante veneto, e non val neppure la pena di parlarne con chi non ci arriva. Che fare certe cose in certi posti non sia giusto e non sia bello, se uno non lo capisce da sé è anche inutile tentare di spiegarglielo.
    Si vorrebbe almeno sperare che sulla dignità delle massacrate e prostituite Dolomiti vigilasse qualcuno di più “estreno” che avesse un briciolo in meno di interesse economico, e un briciolo di più di lungimiranza (sto parlando dell’Unesco ovviamente), ma temo che siano speranze mal riposte.

  5. 4
    Zaffo Zaffari says:

    Per fortuna che son iscritto a sto gruppo, perche dovevo andarci proprio in quei giorni😅👍🏻👍🏻👍🏻
    Grazie!
    Da facebook, 1 maggio 2018, ore 10

  6. 3
    lorenzo merlo says:

    Poesia di disperazione
    Lamento di perdizione
    Sofferenza d’inceedulità

    Da prendere
    Fare copia incolla
    Mandare a tutti i sindaci

  7. 2
    Fabio Bertoncelli says:

    Le Dolomiti stanno assomigliando sempre di più a un luna-park, nel senso letterale della parola.
    I valligiani sono i nuovi giostrai.
    I sindaci sono i capi giostrai.
    Proprio come a Riccione. O a Las Vegas.
    … … …
    A quando le prostitute lungo la strada della Val di Fassa? A quando le prime rapine a mano armata al Passo Pordoi? A quando lo spaccio di droga nelle funivie? A quando ballerine, nani e saltimbanchi al “rifugio” Auronzo?
    È meglio andare in altri posti.
    Che fine misera per quelli che una volta erano tra i luoghi piú belli del mondo!

  8. 1

    faccio sempre più fatica a leggere articoli più lunghi di alcune righe… purchè non costruiscano un parcheggio anche a forcella Lavaredo… ostia, non vorrei aver suggerito l’idea a qualcuno…

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