Le Dolomiti nord-orientali

Le Dolomiti nord-orientali

A volte si è in difficoltà. Perfino uno come me, con una biblioteca considerevole, può trovarsi in difficoltà.
Dice: ma oggi in internet trovi tutto, basta digitare la parola…

Ne siete sicuri? Non credo sia così semplice quando ti trovi con uno o più amici, vi siete alzati tardi e dovete scegliere dove andare a scalare.

E’ difficile che internet ti suggerisca ciò che non gli chiedi: se non digiti quel nome, quella via non apparirà. E comunque la ricerca può essere complicata e richiedere parecchio tempo.

Ecco allora che le guide stampate, sì quelle d’una volta, salvano la situazione. Se ti ricordi te le porti dietro, se non le hai le puoi comprare vedendole in vetrina o negli scaffali delle librerie. Magari c’è l’amico che te le può prestare.

Dolomiti nord-orientali, di Matteo Bertolotti, Luca Galbiati e Francesco Vascellari, è l’ultima nata di una lunga serie di selezioni: quel territorio è già stato descritto, da Antonio Berti in poi, decine di volte e da autori diversi. Proprio per questo mi affascina scoprire, guardando l’indice della guida, quale criterio di scelta gli autori abbiano usato.

Sappiamo che gli autori adottano criteri strettamente dipendenti dal loro gusto estetico, dalla loro esperienza e conoscenza, dalla loro cognizione storica, dalla necessità di avere una consistente gamma di ogni difficoltà e dalle contingenze legate alle vie, che possono essere del tutto sconosciute (poco o mai trattate), nuove (e quindi ancora nella ristretta cerchia di qualche eletto) oppure classiche (quindi così note da non poter mancare nella lista). In questi 67 itinerari ci sono davvero estetica, esperienza, storia e concessione al classico nelle giuste misure.

Tra i gruppi più frequentati, tralasciando le Cinque Torri, comodo luogo di vie brevi da mattine o pomeriggi incerti, prendiamo ad esempio Lavaredo e Tofane. Il gruppo delle Lavaredo è quanto di più noto ci sia. Delle nove vie presentate cinque sono le famosissime Cassin alla Ovest e alla Piccolissima, la Preuss (sempre sulla Piccolissima), la frequentata Dibona alla Cima Grande, l’iperestetico Spigolo Giallo di Comici alla Piccola. Ottima l’idea di aggiungere la Dülfer alla Cima Grande, senz’altro meno nota ma molto meritevole e storica, come pure la via delle Guide alla Piccola, una volta assai frequentata e oggi un po’ (inspiegabilmente) dimenticata. Chiudono la lista trionfalmente la Comici alla Punta Frida (una delle vie più trascurate del grande triestino) e la Sidi-Bosotti-Lorenzini alla Piramide (riguardo alla quale posso confessare la mia più assoluta ignoranza, non solo della via ma anche della montagna). Sono le ultime tre quelle che io non ho mai salito, dunque una buona media, per un gruppo come Lavaredo.

Passando alle Tofane, c’è una scelta di sei vie. Ci sono le immancabili Costantini-Apollonio al Pilastro e Alverà-Pompanin al Primo Spigolo. Ma poi ecco la Costantini-Ghedina all’elegantissimo Secondo Spigolo, la notevole Alverà-Pompanin al Terzo Spigolo e la per me quasi misteriosa Ghedina-Monti-Zardini al Castelletto. Chiude la lista il grande nome di Bonatti che nel 1952 con Pietro Contini salì la via Tridentina: una via che solo di recente è stata rivalutata per la sua bellezza, complice la scomparsa di Walter.

La guida giunge a proporre anche itinerari nelle Dolomiti d’Oltrepiave e delle Alpi Carniche, fino a mettere il naso pure nelle Dolomiti di Lienz, tanto belle quanto pochissimo battute dagli italiani.

Lo schema di esposizione degli itinerari, modernamente illustrati da fotografie e tracciato, è abbastanza classico: una breve descrizione della montagna (che talvolta secondo me avrebbe potuto essere un po’ più esplicativa, ma evidentemente lo spazio era tiranno) precede un’esauriente descrizione, tiro per tiro, della salita e della discesa. Un piccolo box iniziale racchiude, a scheda, i dati numerici ed essenziali della via.

Dolomiti nord-orientali è l’ultima nata di una serie dedicata a queste montagne dall’editore Vividolomiti: il successo delle precedenti Dolomiti nord-occidentali e Dolomiti sud-occidentali fa prevedere con quanto entusiasmo anche quest’ultima sarà accolta. Degna continuazione di un grande lavoro, che si concluderà con una prevista Dolomiti sud-orientali.

Dolomiti nord-orientali, come pure Dolomiti nord-occidentali e Dolomiti sud-occidentali, è acquistabile presso il nostro shop.

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Le Dolomiti nord-orientali ultima modifica: 2017-06-15T05:20:45+02:00 da GognaBlog

12 pensieri su “Le Dolomiti nord-orientali”

  1. 12
    Fabio Bertoncelli says:

    Ora che la Guida dei Monti d’Italia non esiste piú – sciaguratamente depennata dai maggiorenti del Club Alpino – restano queste guide e non molte altre a descrivere le montagne italiane cosí come esse si meritano. Benché di ottimo livello, purtroppo questi volumi sono soltanto una selezione di itinerari e mancano di quell’impostazione unitaria che sarebbe invece garantita da un’unica collana.
    I dirigenti del CAI non hanno mai spiegato ufficialmente ai soci il motivo della loro decisione (anche se noi tutti lo sappiamo): sarebbero stati sommersi dai fischi.
    Ogni socio degno di questo nome sarebbe stato felice di pagare cinque euro in più di bollino pur di mantenere in vita una collana che tutti ci invidiavano.
    … … …
    Il Club Alpino Italiano non descrive piú le montagne italiane: che ci sta a fare allora?

  2. 11
    D.L. says:

    Mai sentito muga? Marcello, perchè dopo una vita in Badia, resti comunque un forèsto [cit.] ^_^

  3. 10

    Ma non era mugo? PIno mugo. Pina muga mai sentito.

  4. 9
    Alberto Benassi says:

    D.L.
    certo che una volta usato il foglio dietro alla muga, diventa difficile continuare la sua consultazione.
    Meglio trattenersi fino all’uscita della via.

  5. 8
    D.L. says:

    Emanuele, il resto non lo conosco, ma i salsicciotti della Stosser sono evidentissimi!
    … almeno quanto gli anelli di roccia ^_^

  6. 7
    D.L. says:

    siete incompetenti
    le migliori guide erano le grige
    cominciavi a strappare la storia geologica, poi le note storiche ecc…
    in effetti però lo scopo dello strappare non consisteva nel portar seco una relazione
    ma avere un decente supporto tattico
    dietro a una muga
    ps: la cara vecchia dinoia II ed. non aveva carta adatta: troppo lucida.

  7. 6
    emanuele says:

    Con l’editore (e coautore) diversi anni fa avevamo iniziato un rapporto epistolare e io man mano che ripetevo delle vie in Dolomiti gli inviavo la relazione per esteso, lo schema e qualche foto, poi non l’ho più sentito e mi sono ritrovato questi bei volumetti che sicuramente venderanno di più di quello che doveva essere un libro per alpinisti che amano l’esplorazione e la riscoperta.
    Nella raccolta proponevo molte vie poco note di Castiglioni-Detassis, alcune vie di Livanos quasi ignote e qualche salita che sulla guida Berti era descritta in modo incomprensibile.
    A proposito di guide classiche devo ancora ben capire cosa significhino i termini della guida Berti che fanno riferimento a camino rovescio, superamento di strapiombo con lancio di corda, “salsicciotti” strapiombanti,ecc.

  8. 5

    La pagina va strappata con metodo. Ne va lasciata una striscia a cui riattaccarla dopo l’uso con lo scotch. Oltre a diminuire il peso, la pagina scocciata e stropicciata serve a ricordare le vie fatte.
    Ci sono i libri, e le guide. Va bene essere bibliofili ma guidofili mi sembra esagerato, però ….

  9. 4
    LUCIANO PELLEGRINI says:

    Bravo Fabio, un italiano che difende la nostra lingua. Ho sempre combattuto L’ESTEROFILIA! Ma con scarsi risultati. Spero che Alessandro accetti la “critica” tutta italiana e sostituisca… thoughts, con COMMENTI.

  10. 3
    Fabio Bertoncelli says:

    Per Alessandro Gogna
    ———————————–
    Ma che cosa sono questi “thoughts”?
    Una volta si diceva “pensieri” o “commenti”.
    Il mio maestro delle elementari mi faceva scrivere dieci pensieri come compito. Bei tempi!

  11. 2
    Fabio Bertoncelli says:

    Per Alberto
    —————–
    Il tuo amico è matto.
    Anche Alberto Paleari ha scritto che strappava le pagine delle guide per diminuire il peso. Addirittura fece a pezzi la Guida Vallot.

  12. 1
    Alberto Benassi says:

    Una rivisitazione dello stile dei 2 gloriosi libri del Buscaini: Dolomiti Occidentali e Dolomiti Orientali ? ?

    Avere in mano un libro è ben altra cosa. Anche se non si può negare l’utilità da internet.
    Diverse volte ci siamo portati dietro il libro/guida. Soprattutto con il Dinoia.
    Un mio amico, poco amante delle guide, per non portarsi tutto il libro, gli strappava la pagina della relazione.
    Una volta lo voleva fare anche con una mia guida. Lo minacciai di morte.

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