Le opinioni del presidente Cesa Bianchi

Le opinioni del presidente Cesa Bianchi

Cesare Cesa Bianchi è stato appena rieletto (all’unanimità) per il triennio 2015-2018 presidente del Collegio Nazionale delle Guide Alpine Italiane (CONAGAI). In effetti il consiglio, riunitosi a Milano il 29 giugno 2015, ha ritenuto valido il suo operato nel triennio precedente e gli ha rinnovato la fiducia.

Mount Live ha pubblicato il 9 luglio 2015, e a firma di Fabio Zampetti, un’intervista a Cesa Bianchi leggendo la quale non si può non intervenire per puntualizzare alcune opinioni del presidente. L’intervista è tutta imperniata sulle priorità e sui temi di stretta attualità inerenti la montagna, e ad essa rimandiamo per potersi fare un’opinione “con il testo davanti”.

Giudichiamo assai positivo l’impegno per un riordino delle figure professionali della montagna e per l’ottenimento della “card europea delle guide”. Altrettanto valida è la volontà di contrastare la licenza agli albergatori per l’accompagnamento dei turisti in montagna (vedi la recente legge del Trentino). Questi sono tre temi “forti” citati nell’intervista, anche se il compito e il programma di Cesa Bianchi sono certamente più ampi e impegnativi.

Cesare Cesa Bianchi
OpinioniPresidente-Cesare-Cesa-Bianchi
Ma, nella stessa intervista, ci sono altre due domande. E qui le sue risposte suscitano forti perplessità.

La prima riguarda l’eliski, la seconda il progetto per la realizzazione di un maxi-comprensorio sciistico tra Monte Rosa e Cervino tramite la temuta giunzione del Vallone delle Cime Bianche.

Sul primo punto il presidente risponde di “essere favorevole all’eliski nell’ambito di una regolamentazione rispettosa dell’ambiente e delle persone che vivono in quegli ambienti“. Paventando che la cessazione dell’eliski potrebbe danneggiare luoghi come per esempio la Valgrisenche (in cui a suo dire la pratica ha determinato negli anni un discreto indotto), Cesa Bianchi fa distinguo tra proibizione e regolamentazione. Lui stesso fa riferimento alle regolamentazioni dei paesi transalpini: e allora perché questi propongono solamente e sempre di più l’eliski sui monti italiani? La realtà è che, nell’assenza di regolamentazione totale, non solo noi permettiamo l’eliski, ma pure lo svendiamo!

Quanto al collegamento delle Cime Bianche, Cesa Bianchi risponde che “il collegamento ci può stare, è un progetto grandioso, verso cui non ho particolari preclusioni, purché sia costruito nel maggiore rispetto possibile“. Continua suggerendo che, magari, sarebbe assai più importante rivolgere le nostre ansie ambientaliste alla costruzione di tunnel, tipo quelli del Lötschberg o del San Gottardo. Stupisce che il presidente caldeggi un progetto che porterà alla rovina definitiva un ambiente unico e già abbondantemente provato.

In più, nel rispetto più totale delle opinioni del presidente, va detto che:

– anche se lui si è sempre espresso (nell’intervista) in prima persona singolare, non ha mai detto che quelle sono le sue opinioni. Tacere questo significa lasciar pensare che le sue siano le tesi delle guide alpine italiane. E certamente non è così. Non esiste alcun mandato collegiale su questi argomenti. Il presidente non può parlare su questi scottanti argomenti come se parlasse a nome di tutti.

– in entrambe le risposte fa cenno al “massimo rispetto possibile”. Possibile che il presidente non sappia che la frase non significa nulla? Che la usano anche i politici e gli amministratori della peggior specie? Possibile che una persona della sua intelligenza e preparazione (e anche della sua sensibilità) non sia in grado, in tema di ambiente, di formulare qualcosa di più preciso e meno scontato? E che non lo ponga automaticamente in posizione sospetta di acquiescenza ai poteri e al business?

 

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Le opinioni del presidente Cesa Bianchi ultima modifica: 2015-08-19T06:00:07+01:00 da GognaBlog

13 pensieri su “Le opinioni del presidente Cesa Bianchi”

  1. 13
    Alessandro Gogna says:

    Caro Roberto, grazie di quesa tua “estremizzazione” del fatto: rovesciando le posizioni che ci si aspetta da me?
    Beh, semplice. Se Cesa Bianchi avesse detto appunto che l’eliski è una “cagata pazzesca” non avrebbe espresso il parere della totalità delle guide, dunque si sarebbe espresso malamente, fuori dal suo contesto direttivo.
    Però, ci avrebbero pensato gli altri, quelli che invece l’eliski lo praticano, a sconfessarlo. O, per lo meno, avrebbero dovuto farlo. Sarebbe venuto fuori un bel casino…
    In ogni caso, chi ti garantisce che, sia pure per ragioni garantiste e non pratiche, non mi sarei associato a loro? Sui due piedi non riesco ad affermarlo, ma di certo la gravità di un tale enunciato sarebbe stata uguale a quella che invece è stata reale. Il tuo “supponiamo che” mi avrebbe suscitato sentimenti contraddittori, ma alla fine scommetto che avrei denunciato la cosa. Perché questo vuole essere un blog serio e la mia volontà di aver ragione non supera il limite di ciò che io ritengo giusto.
    Con stima, Roberto, perché mi sembra di capire che qualcosa si stia muovendo.

  2. 12

    Scusa Alessandro e scusa anche Roberto se rispondo io al posto dell’interpellato ma qui siamo all’Odissea…
    Se Bianchi avesse risposto che gli piace tanto il nuovo progetto, ma talmente tanto, che ha deciso di abbandonare la professione di guida per fare il vetturino sulla nuova funivia, sarebbe stato implicito che era un’opinione sua e soltanto sua (con buona pace delle guide che volessero seguirne le sorti…), se avesse puntualizzato che Bianchi è favorevole al nuovo impianto a titolo puramente personale, l’esito sarebbe stato lo stesso!
    Lasciando invece libero pensiero nei confronti di quale peso sia la sua presa di posizione, è ovvio che lo scrivente (MOI) in quanto contrario lo sa bene che parla a nome suo, molti altri la pensano così (forse anche tu Roberto…) ma l’opinione pubblica, quest’opinione pubblica che da almeno venticinque anni si ritrova a leggere opinioni che da personali diventano collettive, magari fa fatica ad intuire, vista anche e soprattutto la genericità con cui è stata esposta e malgrado tutto il collega Bianchi riveste un ruolo ufficiale (appena rinnovato) che lo vede nelle vesti di rappresentante ufficiale delle opinioni collegiali (ovvero tutte le Guide). Siccome per mandato non ha libero arbitrio su ciò che ci riguarda è ovvio e sacrosanto (che parolaccia… 😀 ) che qualcuno risponda pubblicamente a ciò che è stato PUBBLICAMENTE affermato… PUNTO ESCLAMATIVO!

  3. 11

    Ciao Alessandro, se invece Bianchi, interpellato a proposito dell’heliski, avesse risposto “è una cagata pazzesca, noi siamo profondamente contrari”, secondo te avrebbe fatto bene? Ma soprattutto, avrebbe rappresentato il volere di tutte le Guide?
    È proprio per questo motivo che io ti sto “criticando” e, seppur convinto del fatto che condividiamo molte opinioni e molti ideali, non apprezzo, in questo caso, il tuo “modus operandi”!
    Spero che tu capisca quello che voglio esprimere.

  4. 10
    Alessandro Gogna says:

    Caro Alberto Fantone, credo tu sia in errore stimando che il presidente del CONAGAI possa esprimersi a nome di tutte le Guide. Non è come il presidente della Repubblica, un uomo cioè con poteri limitati ma dotato (almeno teoricamente) di quel carisma che lo possa definire “il migliore” degli Italiani. Qui siamo di fronte a un presidente che ha un “esecutivo” in mano, ma senza potere di fare decreti legge. E’ autorizzato a gestire le guide italiane e a operare per il loro meglio. Ma, come ogni buon governante, deve garantire di cercare di realizzare ciò che ha messo in programma e quindi ciò per cui è stato votato. Non essendoci stato, nella fattispecie dell’eliski e della posizione da tenere di fronte ai megaprogetti, alcun confronto democratico nell’ambito del CONAGAI, ritengo che il presidente non possa esprimersi in proposito in pubblico usando solo le sue convinzioni personali, peraltro rispettabili.
    E siccome è stato lui per primo a esprimersi in pubblico, in pubblico gli viene risposto.

  5. 9
    Alberto Fantone says:

    ” Il presidente non può parlare su questi scottanti argomenti come se parlasse a nome di tutti.”
    Invece secondo me è proprio così che deve fare in quanto Presidente, tra l’altro votato in modo democratico……..Se poi delle Guide a livello personale non sono d’accordo ci sta benissimo, va però discusso in una sede ufficiale e non in un blog secondo me.

  6. 8

    Se per Alessandro l’heliski è un problema che riguarda anche le Guide, è giusto che lo faccia mettere all’ordine del giorno del Conagai e che se ne discuta democraticamente e civilmente; se le sue richieste non verranno prese in considerazione sarà giusto che continui la sua battaglia con Iezzo che meglio crede!
    Ribadisco poi che sono molto vicino, politicamente e culturalmente, a molte delle idee di Alessandro; critico però il “modus operandi”!
    Infine, ho sempre preferito Giordano Bruno a Galileo!
    P.S.: lo sapete vero che l’heliski non è solo prerogativa delle Guide ma anche dei maestri di sci, vero?

  7. 7

    ciao Roberto,
    .
    Non credo che Alessandro abbia “iniziato” sul blog questa mattina, perchè si è svegliato proprio sta mattina con una luna nascente storta; mi pare invece che lui porti avanti la sua battaglia da molti molti molti anni, ancor prima che si inventasse il blog come strumento di sua comunicazione, con un pensiero che abbiamo letto nei suoi libri e scritti di gioventù quasi (anzi, ancor prima con le azioni alpinistiche che qualcuno chiamerebbe “arte primaria”).
    .
    Metodi da Santa Inquisizione ?
    La tua metafora va proprio ribaltata rispetto al contesto di potere attuale 🙂 la Santa Inquisizione era il “braccio operativo” di certe ideologie di una Chiesa Cattolica che fortunatamente non c’è più (per dettagli storici chiedere forse a Stefano Michelazzi) 🙂 E semmai Alessandro è un “eretico”, rispetto al pensiero dominante la nostra società (a prescindere dalle GA, che sono l’ultimo dei “problemi”). E’ il Galileo Galilei di noialtri, semmai. Ti ricordo che Galilei ha rischiato la “pena capitale”, ha subito le pene dei salmi penitenziali poi è venuto fuori dopo la morte che aveva ragione lui. Ma scherzo… nè! :-).
    .
    Quello che mi fa specie però (concetto generale) è che in Italia se una persona ha elaborato un suo pensiero personale, che è frutto di una vita in questo caso, e sulla quale magari ha lottato e vinto o perso molte volte… no comunque è catalogato come gufo, pericoloso estremista, talebano, rompicoglioni, “cattivo maestro”, perchè non inseribile magari in una corrente di potere, di convenienza del momento politico. Ora, se una persona di … una certa età, continua ancora a battere il martello su quei 4 chiodi (=punti concettuali), vuol dire che vuole con tutta l’anima che quella sosta sia buona! Lo vuole disperatamente. E già solo per questo motivo è un “buon maestro” 😉
    .
    Alessandro è un anarchico ed individualista (mi prendo responsabilità della mia incauta definizione) e nella mia ingenua immaginazione, mi ero fatto l’idea che ogni guida alpina lo fosse, anarchico individualista…, comunque credo che lui sia in generale allergico a certi “poteri costituiti” e “correttezze politiche” ed opportunismi socoeconomici; lascia perdere le GA un attimo, vedi sua critica al CAI, ai movimenti ambientalistici pure, ce l’ha con tutte le robe storte… ma ha ragione spessissimo, e la cosa importante è la sua coerenza: lui dice le stesse cose da mò, anzi quasi è pedante (la pedanteria tipica dell’artista) nel pestare i piedi in quegli appoggi concettuali! Non è che si è svegliato questo nuovo mattino con l’idea improvvisa di rompere le palle a tizio o a caio; le ha sempre dette ste robe qui, da anni!
    .
    Ora a riguardo dell’ultimo consiglio direttivo:
    ovviamente non ho idea di come sia andata. Non c’ero. E ti chiedevo in precedente mio commento appunto se per esempio ne avete parlato di eliski ed impianti. Dalle tue parole mi pare di no.
    Ora tu dici: facciamo un ordine del giorno mettendoci giù anche le questioni eliski e la questione impianti.
    Benissimo! Ne sono felice se lo fate al prossimo consiglio, fateci sapere! Quando è il prossimo consiglio, di curiosità ?
    Ma ammetterai che par strano che non lo si è fatto prima… comuqnue vabbuò meglio “tardi” che mai, anche perchè questo “tardi” è un problema delle Guide Alpine, delle giovani generazioni soprattutto, non di chi ha già vissuto le sue montagne, e non mio che sono un quaqquaraquà esterno.
    .
    Se ti va di publicare il programma, ti propongo di farlo appunto in pubblico, grazie, che sò su tua pagina facebook, e puoi mettere anche link qui se vuoi, oppure puoi mandarmi messaggio facebook privato, ma io non sono nessuno. Suggerirei una comunicazione pubblica, trasparente a tutti; è nell’interesse di voi guide diffondere le vostre idee e semmai fare un pò ragionare al vostro interno qualche testina.
    .
    P.S. grazie per non avere lavorato per gli F35… oh ma …
    le Guide Alpine, fosse mai che qualcuno le coinvolga per “arrampicare” ?
    E’ un mondo storto 🙂

  8. 6

    Ciao Giorgio,

    Ti rispondo brevemente.

    Io, seppur con sfumature diverse, sono d’accordo con gli ideali espressi da Alessandro Gogna, che reputo nobili. Ciò che contrasto sono i modi, i tempi e le sedi; il tenore sa santa inquisizione insomma. Ovvio che poi su Facebook è facile cadere in caciara ed essere fraintesi. Dammi almeno credito del fatto che non sono stato io ad “iniziare” scrivendo su un blog! Trovo che sarebbe stato molto più elegante far mettere all’ordine del giorno le questioni heliski e funivia e poi discuterne insieme; spero Alessandro lo faccia, così come io ho fatto inserire le mie “richieste”. Le critiche su un blog sono ben accette ma in un secondo momento; se nulla si muove. Anche perché, e spero tu ne convenga con me, il gogna pensiero può influenzare molto le correnti di pensiero, e farlo a priori lo trovo poco corretto.
    Cesare Cesa Bianchi ha risposto in maniera “politically correct”, come è nel suo stile; avrebbe dovuto forse rispondere W l’heliski e chissenefrega della natura oppure l’heliski è una merda, uccidiamoli tutti? Non credo proprio!
    Ho citato su FB il fatto che anni fa ho rinunciato ad un lavoro per una ditta che lavora x la tav, perdendo circa 6-8000 euro; ti assicuro che non l’ho fatto a cuor leggero ma sono contento perché mi sento coerente con me stesso e le mie idee. Stessa cosa ho fatto dicendo no ad una formazione specifica per tecnici che lavorano alla costruzione di F35 a Cameri.
    Quindi ti/vi ringrazio ma credo di avere profondo rispetto delle mie idee politico sociali e di portarle avanti con forza, orgoglio e determinazione in tutti i campi. O almeno cerco.
    Per il programma non c’è nessun problema, mandami la tua mail in privato e te lo giro al più presto.

    Spero di essere stato chiaro e non troppo polemico!

  9. 5

    Buongiorno Roberto Rossi, tutti.
    Perdonate se mi intrometto, in “garbato” dialogo tra eletti.
    .
    Roberto, quando una persona ha un incarico istituzionale, o comunque di rappresentanza di categoria, come nel caso del presidente delle Guide Alpine, quando parla in pubblico, in una intervista, chiamato in causa per il suo ruolo di presidente, appunto, se dice delle cose, per default le dice a titolo del suo ruolo. Da cui il tuo assunto: “Si chiama “lingua italiana””, è una provocazione che decade subito, perchè fatta nei confronti di una persona che, oltre essere alpinisticamente un maestro, ha dedicato una vita allo scrivere, al comunicare.
    .
    Anch’io interpreto le parole di Cesare Bianchi come dette dalla persona nel ruolo presidente dell Guide Alpine, quindi a nome di tutti. Dunque domando: c’è stato un confronto in sede di ultimo direttivo sulle tematiche in oggetto ?
    C’è stata una specifica votazione in merito ?
    .
    Sono d’accordo con te, Stefano Michelazzi, su tutti i punti ed in particolare quando dici :
    “La meschinità che tu denunci, personalmente la trovo molto più intrinseca nel quesito che poni…:
    ” A proposito…come mai ti sei candidato, non facendo la Guida?” “.
    .
    Spiace molto, Roberto, per le parole che hai usato nei confronti del vecchio saggio guerriero (che forse però è più giovane di noi, per lungimiranza e chiarezza di visione, coerenza d’intento).
    .
    Ma no! abbiamo subito abbassato una discussione su dei contenuti, ad una contrapposizione personale in-stile-facebook:
    .
    “Sei meschino! No, sei tu il meschino!”.
    “Sei populista! No, sei tu il populista!”.
    .
    Ma forse un domani avrai voglia di capire quali siano i motivi della lotta di taluni (dici: “mi chiedo cosa spinga la vostra rabbia.”).
    Prova a darti delle risposte alla domanda che tu stesso ti fai, approfondendo e ben analizzando i razionali di “tempi e modi” (per usare tue parole), ed anche chiedi direttamente a chi ha un fuoco interiore acceso, del perchè ce l’ha. E forse rielaborerai la tua attuale “arrabbiatura”, forse ti renderai conto di un paradossale errore “strategico” (a prescindere da quello etico).
    .
    Due parole sull’eliski:
    La proposta di “regolamentazione” è chiaramente una via per avallare ogni tipo di attività ludica con elicottero (non solo l’eliski); lo abbiamo visto nelle conseguenze alla promozione dell’eliski (io lo scrivosenza la “h” perche sono della terra-di-mezzo), fatta da Guide Alpine in regione Veneto (nell’Ampezzano in particolare e se ne è parlato molto anche in questo blog).
    .
    Ma davvero le Guide Alpine vogliono avvallare questo tipo di andare in montagna (che attraverso gli elicotteri potrebbe portare ad un futuro non lontano alla non più necessità delle guide stesse?! ). A me sembra un “autogoal”, proprio dal punto di vista degli interessi lavorativi delle guide e di quell’ecosistema “tursitico” (a cui facevi riferimento in tuo commento su post odierno in pagina facebook di Alessandro).
    .
    Ora, Cesare Bianchi nell’intervista di Fabio Zampetti su mountlive, fa riferimento al modello Svizzero come possibile e positivo. Ma è davvero una posizione condivisa democraticamente dalla maggioranza delle Guide Alpine ? Domando specificamente:
    è una posizione che è stata discussa e votata in consiglio direttivo di due mesi fà?
    Perchè potrebbe essere che se andiamo a vedere al transalpino al confine Italiano, magari è il modello Francese quello che è necessario percorrere. Perlomeno per il medio periodo. Vi siete confrontati in consiglio direttivo su queste specifiche tematiche ?
    .
    RICHIESTA DI INFORMAZIONI (che faccio a tutti voi eletti):
    E’ possibile leggere questo benedetto “documento programmatico” a cui si fa riferimento ?
    Intendo il programma che ha vinto in consiglio direttivo! E’ possibile leggerlo, oppure è un documento che rivela segreti esoterici che poi per il solo fatto di saperli ci è a rischio la vita? 😉 Sarebbe interessante leggerli tutti i programmi, tra l’altro, così capiamo come la pensano tutti gli eletti del Consiglio Direttivo 2015-2018 del Collegio Nazionale Guide alpine italiane, che sul sito web delle guide vedo essere i 15 sottoelencati:
    .
    1. Cesare Cesa Bianchi
    2. Nicola Tondini
    3. Vincenzo Ravaschietto
    4. Andrea Sarchi
    5. Davide Anchieri
    6. Dario Segato
    7. Ermanno Salvaterra
    8. Fabrizio Pina
    9. Mauro Girardi
    10. Kurt Walde
    11. Roberto Rossi
    12. Marco Heltai
    13. Alessandro Gogna
    14. Simone Banal
    15. Jacopo Merizzi
    .
    Mi piacerebbe leggerli i programmi di TUTTI VOI!
    .
    PROPOSTA:
    Prendiamo un tema in particolare, che sò quello dell’eliski; mi è chiaro il pensiero di Alessandro Gogna ed Ermanno Salvaterra (che sono assolutamente contrari) e mi pare di capire che Cesare Cesa Bianchi e Roberto Rossi sono favorevoli (con regolamentazione).
    Ma gli altri 11 che ne pensano ? Questo blog potrebbe essere un luogo facile-facile per esprimere le vostre idee in pubblico, oh Guide Elette!
    .
    Infine ti ringrazio Michele Comi, per le tue parole, che come al solito, volano nobili, chiare ed alte, in assonanza alle terre a cui alludi.
    .
    P.S. della questione del collegamento sciistico e del tunnel non ci ho capito bene.
    Necessita approfondimento.
    .
    Con rispetto
    giorgio

  10. 4

    Stefano michelazzi è molto curioso il fatto che tu usi le mie stesse argomentazioni per difendere la posizione di Alessandro Gogna; come detto a lui ne parleremo vis-à-vis all’interno del prossimo consiglio direttivo; spero tu possa esserci!

  11. 3

    Probabilmente la mala politica italiana non ha lasciato indenne nemmeno il collegio guide alpine…
    Un presidente di collegio non è berlusconi…! Oltre all’impegno istituzionale completamente diverso è strettamente vincolato alle decisioni collegiali e non a quell personali.
    Se a te va bene caro Rossi non a tutti e visto che si tratta di temi piuttosto delicati, non significa che la sua preferenza come membro del collegio prima e presidente poi lo autorizzi a parlare su questi temi su base collettiva (cosa che peraltro non ha fatto pur come identifica l’articolo senza dire il contrario…).
    Io in val di Susa ci sono stato ed ho visto volare i manganelli… tu dov’eri?
    Oltre a fare la Guida a tempo pieno.
    Se questo è il modo di discutere del nuovo direttivo e la sua considerazione per le opinioni degli iscritti (non sudditi attenzione… siamo iscritti giuridicamente vincolati e paganti!) ben vengano queste belle esternazioni… almeno chi ha votato sulla base di un programma, documento senza emozioni, potrà capire dov’è andato a parare fidandosi delle parole.
    La meschinità che tu denunci, personalmente la trovo molto più intrinseca nel quesito che poni…:
    ” A proposito…come mai ti sei candidato, non facendo la Guida?”
    In un organo politico dove non vi è vincolo da questo punto di vista mi sembra quantomeno una provocazione puerile… stile ultras…
    Poi magari chiediti anche quanti altri fanno la guida o magari la fanno occasionalkmente o magari sbarcano il lunario facendo gli istruttori…
    Pace e bene “paisà” che per parlare bisogna portare argomenti non panzane o estreme sviolinate!

  12. 2
    Michele Comi says:

    Non mi risulta sia stata mai effettuata una consultazione interna riguardo alcuni scottanti temi ambientali che vedono coinvolta la categoria, certamente non sostanziali, ma simbolicamente molto importanti per il futuro della professione.
    La nota e cronica presenza debole o marginale nei processi decisionali che riguardano le terre alte, relegandoci a ruoli di mera esecuzione tecnica, rispecchia difficoltà di apertura, discussione e confronto, arroccati in difesa di una supremazia tecnica che mostra il fiato corto nei confronti di tutto ciò che intorno accade.
    Le rare o assenti repliche dell’establishment ai tentativi, anche di questo Blog, di stimolare il dibattito interno, scivolano tra il piccato e l’accusatorio, sviando da un sano e critico confronto.

  13. 1

    “anche se lui si è sempre espresso (nell’intervista) in prima persona singolare, non ha mai detto che quelle sono le sue opinioni. Tacere questo significa lasciar pensare che le sue siano le tesi delle guide alpine italiane…il Presidente Cesa Bianchi non può parlare su certi scottanti argomenti come se parlasse a nome di tutti…”
    Quando uno parla in prima persona esprime le proprie idee. Si chiama “lingua italiana”. Inoltre, all’interno del nuovo Consiglio Direttivo delle Guide Alpine Italiane, la maggior parte dei facenti parte, democraticamente votati dalle altre guide, ha aderito ad un programma base per il prossimo triennio; sarebbe stato quindi anche estremamente corretto se Cesare avesse parlato a nome di tutti, in qualità di rappresentante di una categoria. Mi fa più strano il fatto che tu, Gogna, non sia al corrente di questo documento programmatico, facendo parte appunto del direttivo (come me). A proposito…come mai ti sei candidato, non facendo la Guida?
    Attaccare Un Signore come Cesare, all’unanimità riconosciuto come una persona seria, puntuale, genuina e competente è un atto di meschinità assoluta; mi chiedo cosa spinga la vostra rabbia.
    Per quanto riguarda il collegamento Valtournenche-Ayas, io sono contrario, ma solo perché spero ripristinino prima la funivia del Furgenn; e non vedo nulla di male quando qualcuno dice, a proposito dell’heliski, che va regolamentato in maniera seria ed univoca, come avviene in Valle d’Aosta in cui c’è una legge regionale a far da monito.
    Ma mi (e vi) continuo a chiedere come mai non vi si vede mai in val di Susa a contrastare la TAV o a porto cervo a sabotare (parola cara a Erri De Luca e usata in tal senso) yacht da 120 mt.

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