MAGIC, Giga’s Climbing Sistem

Il 27 novembre 2018 Andrea Savonitto, guida alpina, ha pubblicato sul suo profilo facebook un articolo che ha provocato 120 commenti (e forse non è ancora finita…).

Lettura: spessore-weight(1), impegno-effort(2), disimpegno-entertainment(3)

MAGIC, Giga’s Climbing Sistem
di Andrea Gigante Savonitto

È un po’ di tempo che mi frulla per la testa…
Penso che molti di noi che arrampichiamo, magari da tanti anni, abbiano assistito ad un imbarbarimento progressivo della pratica, e dei praticanti in conseguenza, di quella che dagli albori è sempre stata concepita come un “arte” e una Avventura, in un’ambiente quanto più naturale possibile. Scalare può esserlo! O anche non.
Lo “sport” di prestazione ha preso il sopravvento su qualsiasi altra consistenza: la ricerca di una linea, di una logica paiono dimenticate. Come seguendo i cavi di una ferrata, ci si muove da spit a spit, di placchetta in placchetta. Non guardo più dove vado e perché… punto semplicemente al nuovo, certo, ancoraggio.
E non parliamo di “plastica”.
Chi arriva da quel mondo si aspetta di trovare in natura le stesse garanzie… ma sono fatti suoi. E un po’ di educazione gli tornerà prima o poi utile decidendo di muoversi in ambiente.
Le falesie, tutte, sono diventate “alberi di Natale” o pali della cuccagna, piene di tasselli che luccicano al sole e marciscono all’acqua o alla salsedine. Dopo un tot di anni, secondo condizione, deperiscono e la loro pulizia e sostituzione richiede interventi pesanti e spesso costosi. Non è un bel vedere… converrete. Spero. Anche il rischio di attaccarsi ad un qualcosa che non si può capire cosa tiene… comincia mietere vittime.
Se decidi di aprire una via nuova poi (o un nuovo comprensorio) devi fare bene i tuoi calcoli. Ogni tiro ti costerà un esborso SIGNIFICATIVO… e non siamo tutti Paperoni. Una via multipitch di 10 lunghezze con 10 ancoraggi per tiro e 10 soste… TI SVENA!! Usi ancoraggi CERTIFICATI perché così ormai tira il mercato. Ma poi se qualcuno si fa male?… Non entriamo nel merito.
Ovvio che a chi ripete piace la “PAPPA PRONTA”, e tutti hanno il “braccino corto” quando si tratta di partecipare alle spese (meno, quando deve moschettonare!). Ma sei proprio tu quello/a che gliela deve dare “A GRATIS”? Pensaci.
Poi c’è il discorso delle “VIE STORICHE”. Ognuna via ha la sua Storia che spesso manco ti è dato conoscere… Però magari è piena di rancidoni che ormai reggono il solo loro peso e che se ti azzardi a “profanare” mettendogli accanto un anello di sicura decente… l’AKKADEMIKO ti sbrana. Lui non la fa da 40 anni ma, stai sicuro che ti sbranerà… godendo. Lo spit inquina, i suoi ferracci vecchi no? Ognuno ha le sue fantasie, le sue fobie, le sue malattie. Mentali.

Perché allora non provare a fare qualcosa di DIVERSO? “Ormai l’andazzo è quello… chettimetti a scassare la minkia???” (già li sento i cajani).

È un paio di mesi che sto girovagando in un sito bellissimo nel suo contesto naturale e paesaggistico, la Vandea. Un comprensorio per me nuovo… incredibilmente intonso. Vi ho trovato qualche traccia di antichi riti. Pochissime… ma ci sta! Già qualcuno, non nominabile presumo, vi ha messo mano abbandonando reliquie ferrose oramai putrescenti. Nulla di scritto in giro e mai relazionato. Ognuno vive le sue storie come gli aggrada. Non vedo perché debbano essere DEFINITIVE.
Un giocattolino NUOVO, per tutti quelli io conosca, con un potenziale molto significativo dal monotiro alle multipitch, si merita attenzione per mille validi motivi. Pensa che ti ripensa sono arrivato a queste considerazioni e a formulare questa progettualità di intervento. Ditemi voi quanto io sia SCEMO! Ma non esagerate.

Mia intenzione è attrezzare i percorsi che faccio (e mi piacerebbe PROVARE a comunicare che facciano così anche altri che in questa zona decideranno di attrezzare) in una maniera molto “soft”, lasciando sui percorsi e sulle vie solo i tasselli (possibilmente inox), senza piastrina. Dove “servono” a favorire una integrazione alla auto-protezione “clean o trad”.

Chi vorrà cimentarsi nella ripetizione dovrà sapere che in questa zona “si fa così” (anche la Val di Mello, per es., ha le sue regole…):
– Individui il tiro o la via (da relazione)
– Salendo cerchi e individui i punti di assicurazione e vi applichi, se lo ritieni il caso, il tuo golfaro (o la piastrina, femmina, specifica che nel frattempo le Ditte si appresteranno a mettere sul mercato!) avvitandolo semplicemente e velocemente a mano: non serve che stringi il tassello, tira già.
– il secondo sale e recupera tutto, compresi i golfari… lasciando il tiro pulito. Sulle multipitch anche le soste (si può discuterne.).
– Sui monotiri se hai il grado nulla ti vieta di attrezzarli salendo. Se non ce l’hai: fai il tiro di fianco più facile e scendendo lo allestisci… Quando vai a casa ti porti via tutto.
– Per ripetere le vie devi munirti del KIT “MAGIC” (te lo puoi fare in un qualsiasi ferramenta per pochi euri) o lo trovi preconfezionato in busta nei punti che verranno comunicati: è costituito da un numero variabile di golfari (diam 10 o 8mm).
Se fai una via multipitch ti basterà avere un kit col numero adeguato di golfari al tiro con più protezioni menzionate in relazione. Al massimo una decina. Alle soste almeno 1 golfaro da 10 mm (di due).
– Se deciderai di fare una nuova linea TI COSTERÀ MOLTO MENO che nel solito stile!! Chi apre tira i tasselli e si porti via le sue femmine di golfaro, lasciando i tiri puliti. Resteranno in via solamente dei moncherini da 0, 5 mm, praticamente invisibili se non da vicino.
– Chi vuole ripetere le vie (per ora ne ho rinvenuta, una sola “storica”) CLEAN, come ai vecchi tempi, non deve far nulla… se non lasciare a casa il MAGIC Kit.

TUTTO QUI!! POSSIAMO FARE UNA PROVA… per un paio d’anni?? Poi saremo sempre in tempo per azioni correttive. Nel caso. Pensateci!! (senza mandare in Vacca il post… vero Sax?!!). E ditemi cosa ne pensate.

Seguono 120 commenti, tra i quali abbiamo scelto i più significativi o divertenti, e qualche replica dell’autore.
Luca Rota Quest’uomo è un genio. O un pazzo. O entrambe le cose, che peraltro non si contraddicono a vicenda, anzi, a volte sono la stessa cosa, tanto più in parete.
Claudio Getto Da chiodatore di vecchia data (circa 1000 lunghezze di corda chiodate, quindi non penso proprio di essere un “braccino corto”).
Ti dico la mia… secondo me è una boiata.
Poi, per carità… ognuno faccia quello che crede, ma io la trovo lo stesso una boiata, senza considerare che i golfari non sono di certo un ancoraggio particolarmente sicuro per l’evidente problema del braccio di leva… insomma, lavora malissimo in caso di caduta, ma questo è solo uno dei tanti problemi che ci vedo in una via chiodata con questo criterio.
Poi c’è il rischio che i tasselli in parete rimangono alla mercé di chi li utilizza magari male, magari rovinandoli, spanandoli, cadendoci sopra con un golfaro mal avvitato, piegandoli (per fare i primi esempi ad minchiam)… decisamente una cosa molto molto molto discutibile e pericolosa a mio avviso.
Andrea Savonitto Se arrampicavi in Spagna negli anni ’70-’80, in Mont Serrat per esempio, erano molto diffusi i Buriles (praticamente tutte le vie erano attrezzate con quei cosi… chiodini a espansione da 5 mm! Dalla tenuta molto incerta), le vie erano una fila di testine di chiodo da calzolaio… Dovevi procurarti le PLACHETAS, antesignane delle placchette, di lamierino a forma di mezzaluna che infilavi e toglievi manualmente dai chiodi. I buriles erano attrezzi da artificiale… ma molto spesso li trovavi sui tiri a proteggere anche la libera. O, anche 5 o 6, a attrezzare la sosta. Le PLACHETAS le compravi a Barcellona nel negozio LA TENDA… COSTAVANO NIENTE e pesavano niente. Ovviamente tenevano anche niente. Ma lo sapevi. Non si inventa niente! solo che magari ora con i materiali attuali e con un po’ di rispetto per l’ambiente che si va a “Profanare”… magari le cose possono prendere una piega diversa. Sta alla nostra voglia o meno di sperimentare cose diverse, filosofie alternative per una pratica che va altrimenti solo per i cazzi suoi rispondendo alle logiche di mercato e di certificazione.
Girolamo Pennacchio Ottima idea, ricordo anche io che un amico mi aveva parlato delle PLACHETAS e della BROCA PERCUTORA.
Questo può essere un modo per ampliare il campo dell’arrampicare “puliti”.
Non credo abbia grandi prospettive dal punto di vista economico/numero seguaci, però è un ottimo modo per esprimere la libertà nel mondo di creare e salire una linea. Per quanto riguarda il kit più che la possibilità di trovarlo in ferramenta studierei altre soluzioni. ASPETTO nuove riguardo al progresso nell’ applicazione dell’idea. In bocca al lupo!

Vandea

Mikro Jinn Ecco, appunto, sarà che preferisco gli estremi. Nut & friend tutta la vita. Oppure spit a prova di bomba. Le mezze misure non mi piacciono molto. Mettiamola così. E se devo avvitare qualcosa arrampicando… che siano solo chiodi da ghiaccio.
Massimo Mai Non so se è una buona idea. Detto da uno che non ne sa molto, ma che al Gig deve molto, in termini di tempo passato all’Angelone e/o in altri suoi siti. Mi domando: quando li trovo i buchi da 8 mm nella roccia? E la pioggia che entra non rovina il tassello?
Andrea Savonitto Il “tassello” (non è lo spit autoperforante di vecchia data) è un ancorante con barra filettata che fuoriesce di circa mezzo cm dalla roccia; non può entrare terra o altro nel buco.
Fabio Sax Sacchini Con tutto il rispetto, me pare ‘na strunzata, la roccia la buchi, lasci degli spunzoni che se ci cadi ti affetti, e per avvitare un golfaro e ci metti tempo mentre sei in bilico su quelle plakkedimmerda, Gig che senso ha?
Andrea Savonitto Non so che tasselli usi tu e come li metti ma se sporgono così tanto da affettartici se ci cadi sopra vuol dire 2 cose: o che non hai messo la placchetta (perché sei bravo e coraggioso) oppure perché i tasselli sotto al sacro fiume Po li fanno lunghi 30 cm… Quelli da noi si chiamano gradini.
Fabio Sax Sacchini Giga, te vojo bè lo sai, ma me pare ‘na strunzata, ne carne ne pesce, una via di mezzo tra il trad e l’ultrachiodato, che senso ha?
Andrea Savonitto Beh… diciamo che io penso molto a vie di mio livello attuale (classico) con 5 o 6 ancoraggi per tiro (misto TRAD). Vedere file di placchette su simili percorsi lo trovo (non da ora) esteticamente sgradevole. Per dire se su qualche Classica in Montagna per lo meno alle soste se non lungo i tiri… forse la gente continuerebbe ad andarci. Però penso anche che chi fa il 7b/9a forse fino al 6c/8a può andarci senza patemi avvitandosi i suoi cosi… e forse l’ambiente un qualcosa ci guadagna. La mia è solo una proposta, una provocazione… per questo l’ho postata qui tirando in causa coi Tag esperti e chiunque altri vuol dire la sua… Pigliandomi anche lazzi e frizzi e qualche vaffanculo! Amen.
Andrea Savonitto Le Ditte comunque ci stanno già pensando… con risultati (in commercio) dal prezzo elevato e poco popolare… (pertinente segnalazione di Megge Kündig) https://scontent-mxp1-1. xx. fbcdn. net/… /46514669…
Claudio Getto io ribadisco che è una ipotesi che presenta solo problemi e non risolve niente… anzi… rende tutto molto più pericoloso. Anche solo il golfaro, per come lavora e per quall’anello che ha alla base, fa un tale braccio di leva che se fosse appena appena avvitato e ci si cadesse sopra rischierebbe di spaccare il tassello di netto… e se non lo spacca lo indebolirebbe gravemente. Molto gravemente.
Per quanto riguarda la tua citazione del COEUR PULSE bisogna dire che funziona in maniera del tutto diversa, praticamente è un incrocio tra un friend e una piastrina+tassello, ma la cosa fondamentale è che metti e togli tutto, quindi non rimane che il buco… al contrario del “tuo” tassello che rimarrebbe lì alla mercé di ogni climber e di ogni golfaro.

Vandea, in apertura

Andrea Savonitto Che faccia “un braccio di leva” è da dimostrare (facendo prove specifiche). Penso che può essere vero solo nel caso che invece di avvitarlo fino a fine corsa uno lo avviti molto poco… Altrimenti la roccia normalmente “non è burro!” Non si deforma facendo aumentare un braccio di leva come in un cartone animato. L’uso improprio dei materiali è un rischio per qualsiasi tipo di attività… dall’andare in bicicletta ai giardini quanto alla pratica sportiva dell’arrampicata. A me sinceramente poi la “pratica sportiva dell’arrampicata” non sembra un must irrinunciabile. Vedo un discorso di responsabilità personale molto più utile a livello educativo che un costringere l’attività in montagna dentro i binari della certificazione. Anche i treni, a volte, deragliano. Anche i ponti in calcestruzzo di archistar a volte si sbriciolano. Non so perché poi uno si debba fasciare la testa con idee balzane di iperfrequentazione di tipo autostradale su vie che magari vedranno 10 cordate all’anno… Ciò dovesse succedere, e non me lo auguro, si prenderanno eventuali contromisure. Chi vuole arrampicare CERTIFICATO ha già i suoi posti (Galbiate, Civate, ecc.) se vuol la certezza… lì deve andare.
Andrea Savonitto Cmq anche a Galbiate o Civate, ecc., l’errore di manovra è sempre in agguato… Meglio educare alle proprie responsabilità.
Marco Trek Fardelli Potendo dire… il passo tradizionale delle filettature è troppo fitto è quindi delicato rispetto ad un uso vita e svita frequente… però basterebbe usare un passo molto molto più lungo e in questo caso per avvitare il golfare sul fittone che esce sarebbe sufficiente fare un paio di giro al massimo rendendo sostanzialmente il sistema meno delicato…
Giuseppe Popi Miotti Cazzz… mi sta quasi tornando simpatico l’Innominabile e questo è veramente il colmo.
Giovanni Galli Se il post è una provocazione ci sta… se invece è serio no è una stronzata sotto tutti i punti di vista che Claudio Getto li ha già elencati e poi mi spieghi qual è la sostanziale differenza tra vedere una serie luccicante di fix con o senza placchetta…
Luca Barberis Leggo solo ora e magari è già stato scritto. Quindi su un tiro magari duro, devo bloccare con una mano, cercare piastrina e dado, avvitare, proteggermi e ripartire… mi sembra una cazzata.
Andrea Savonitto Basta avere una piastrina femmina… non devi stringere con chiavi. Basta che avviti a fine corsa manualmente.
Luca Barberis Se è un problema di estetica, allora la via si fa tradizionale e si pulisce. Se è una via sportiva si accetta il fatto che ci siano delle file di acciaio. Andare in giro con piastrine “femmina” da avvitare su una vite, che poi è quella di cui non puoi controllare le condizioni reali, ripeto, per me, è una cazzata. Aumenta a dismisura il rischio di incidente e se il tassello è marcio ti fai male lo stesso. Altro che tre secondi. Se poi è un problema di manutenzione o quattrini, si spitta una via in meno. E con quei soldi ripari una vecchia via o ne fai una nuova con dei materiali certificati invece di usare anelli di catena sotto alla rondella per fare le piastrine. Poi si può discutere per anni di sta cosa.
Andrea Savonitto Ti devo fare un disegno… o ci arrivi? (l’esempio del golfaro femmina dovrebbe spiegare cosa intendo e probabilmente il golfaro femmina non è la soluzione ottimale… ma un punto di partenza). Non ho capito invece io sto sistema “dell’anello di catena sotto alla rondella per fare piastrine”. In che brutto film l’hai visto?
Andrea Savonitto Non capisco neanche l’aut aut tra via sportiva o tradizionale… sei tu che decidi?
Luca Barberis Andiamo per ordine.
1) Sono un po’ cretino, quindi se non ti fa perdere tempo fai pure qualche disegnino..
2) ho trovato in tante falesie, non solo pontine, piastrine costruite con due anelli di catena, con quello più in alto bloccato nella vite con rondella e dado. Se vuoi ti faccio un disegno.
3) lo stesso sistema è stato usato per bloccare la catena della sosta.
4) c’è anche chi usa resinare le viti con anello dei tendi cavi di ferraccio da ferramenta di paese (quelli per rendere i fili dei panni per intenderci), se vuoi ti faccio un altro disegno, al posto dei fittoni resinati. Chiuse le risposte per quanto riguarda la fantasia dei materiali utilizzati per spittare, passo alle altre risposte.
Penso che Chi traccia trovando una linea nuova, abbia il diritto di scegliere se arrampicarla trad, o proteggerla in maniera sportiva. Gli altri si adegueranno alla scelta dell’apritore. Per “sportiva” intendo una via che assicuri all’atleta una prestazione “sportiva”. Lo sport, prevede che nell’attività, qualsiasi essa sia, i rischi siano ridotti al minimo. Quindi pensare che devo avvitare un golfare femmina su una vite che a buon conto dopo trecento ripetizioni ha i filetti rovinati, se va bene, la trovo personalmente una cazzata, perché aumenta il rischio di incidente. Ti elenco una serie di possibili cause di incidente:
A) Sono in posizione precaria o morfologicamente disagiata per avvitare il golfare, volo e mi faccio male.
B) La vite è consumata, sfilettata, piegata; devo saltare la protezione, volo e mi faccio male.
C) Mentre avvito il golfare, mi sfugge di mano e casca in faccia al mio secondo. Sviene e devo fare una manovra pericolosa per raggiungerlo ma casco e mi faccio male pure io. Mi fermo qui, ma se vuoi ti faccio i disegni pure per questo.
Quindi in conclusione i golfaretti M10 da portarsi appresso mi sembrano una cazzata. Ma è un mio esclusivo parere. Ognuno nelle sue vie facesse quel che vuole.
Andrea Savonitto Beh tutto il cappello che hai fatto (PUNTI 1, 2, 3, 4)… NON C’ENTRANO UNA BEATA FAVA CON QUELLO DI CUI SI STA DISCUTENDO. Non interessa sapere quali e quanti misfatti si siano perpetrati nelle falesie da te frequentate. O in giro per il mondo. Quello proposto è un sistema di allestimento (con materiali possibilmente CERTIFICATI) ed un modo di approcciare l’ambiente che in una qualche misura rispetti lo stesso. È solo una proposta. Poi puoi tirare in ballo “storie” che se ti cade l’attrezzo fai male a qualcuno (ma può essere anche un friend, un rinvio, una piccozza… o quel cavolo che vuoi) può capitare. Ma anche questo c’entra poco con il discorso che si sta facendo. Se sei in una posizione precaria può capitare tu non riesca manco a passare una piastrina… Semplicemente ti si aprono le mani e precipiti. Succede. Si vede forse che non sei all’altezza del tiro che stai facendo. In quanto all’usura… rimando a quanto già scritto. Sicuramente un sito dove si sceglie di fare un allestimento di questo tipo sarà, all’inizio, meno popolare. I PIGRI continueranno ad andare nella migliaia di siti dedicati. E sicuramente prima di arrivare a problemi di usura… un bel po’ di passaggi ci vogliono. Se un tassello si deteriora lo si cambia, come qualsiasi spit tradizionale. Tutti facciamo fatica ad abituarci a uscire dai nostri soliti binari mentali… Provare a scalfire le certezze non paga, nell’immediato ma magari elaborando una idea (è quello che sto cercando di fare con il vostro aiuto…) nascono cose nuove. Why not?
Luca Barberis Direi che sono rimasto sempre nell’argomento visto che si parlava nella proposta anche di materiali ammalorati. Certo che posso volare e mi può cadere un rinvio, ma dovendo mettere una cosa in più aumento del doppio il rischio. Poi mi sembra sia stato chiesto un parere, io ho detto che per me è una cazzata. Ribadendo il concetto tra sport e attivitá alpinistica che ormai, sempre secondo me, sono due attività distinte e che quindi proporre di portarsi dietro dei golfari da mettere in una via sportiva o spittata è una sciocchezza. Poi, mi ripeto, ognuno sulle sue vie faccia quel che vuole. Pace e amore.
Megge Kündig In origine ho studiato ingegneria meccanica. Da questo lato devo considerare che questo funziona in termini di sicurezza.
Questi elementi non sono fatti per l’arrampicata. Hanno elevati valori di tenuta in una direzione, non a 90°. Ci sono anche migliori e peggiori.
Preferisco il Trade climbing con Friends on Nuts. Non riesci proprio ad arrampicarti sui placca. Ma questa è solo la mia opinione personale. 

Megge Kündig Una possibilità è il sistema di Petzl. Ma è molto costoso.
 Andrea Savonitto Se devi fare un tiro con 10 di questi… o sei il Signor Petzl oppure hai la Ferrari Testa rossa al parcheggio. In più magari il buco lo trovi pieno di terra… e son (r)azzi!
Megge Kündig Questo con la terra nel buco a cui ho già pensato.
Giuseppe Popi Miotti Tutto ciò è SPAVENTOSO!!!
Andrea Savonitto Dai Don Giuseppe Popi Miottii facci edotti delle tue considerazioni. Non lasciarci sulle spine… in “equilibrio” precario!
Emanuele Pellizzari ho parlato sere e sere con Pedro Pons di removable bolts e di queste cose a Chulilla. Je pense que tu non conosci bene la psiche dei climbers e cosa farebbero per un decimo di grado in più. La tua idea verrà bocciata e metti tasselli inox così quando ci metteranno la piastrina non uscirà un lavoro de sterco.
Andrea Savonitto Grazie della serena disanima di una sconfitta latente… Il mondo va avanti anche senza di noi. Indietro no di sicuro.
Andrea Savonitto Vedi.. una volta non interessò più la cima. Forse viene il tempo di ragionare senza il grado… forse.
Emanuele Pellizzari La maggioranza STRAvince.
Andrea Savonitto È una frase già sentita… poi arrivò un mattino. Nuovo. Sicuramente non è questo… Non mi fascerò la testa.
Andrea Savonitto Ci segnalano la seguente SOLUZIONE… Sembra interessante, a parer mio! https://www. kong. it/it/2-prodotti/items/f17-ancoraggi/p128-wide-soleymieux?fbclid=IwAR111_3Y3RBoD47VR_VDHX1fxSm670ICezB00zJfDjc16EmVr_sGzfhoiD4
Andrea Savonitto Ricorda la “placheta” dei Burile spagnoli d’antan. NON SVITI NE AVVITI… infili a baionetta. Morta lì.
Andrea Savonitto Basta mettere un dado autobloccante… o utilizzare i chiodi multimonti. Vecchio tipo. O ancora meglio il suo tassello dedicato.
Andrea Savonitto Un problema può essere la multidirezionalità dell’ancoraggio proposto come attrezzo da lavoro più che da arrampicata… e il prezzo?
Megge Kündig perché no?

Megge Kündig Realizzati in acciaio inossidabile di alta qualità, resistente agli agenti atmosferici e alla corrosione… anche al mare???

Visconti Giorgio te lo dissi e ti mandai pure foto di pessima qualità, infatti queste non si vedono, ma è roba per lavori in fune per creare linee vita provvisorie non certo pratiche per arrampicare.
Andrea Savonitto Per come la vedo io l’ideale sarebbe saldare su questo articolo un dado femmina…
https://www. raumerclimbing. com/ita/prodotti_dettaglio. asp?prod=art. _189-anellox_%F88&qi=0-3-34&qinav=0-3-c&fbclid=IwAR318lWCGsteBn2ZnNGQX9FT4hlBW2MtmcpfyIBc9yO_C6TV0sHKOjAOlrs
Andrea Savonitto Futuribile un doppio anello ortogonale (tipo Corona di Re Artù)… così quando l’avviti lo scarto di svito sullo spunzone si riduce a 1/4 di giro (invece che 1/2) per avere la possibilità di posizionamento ideale del rinvio… Mi sembra una “cagata ” anche a me, per cui, la cito solo per farmi del male. In realtà penso che se tu avviti la placchetta e la tiri come se fosse golfaro nella posizione corretta… quando la sviti lo spunzone per un nuovo avvitamento manuale ti porta automaticamente la piastrina a fine corsa sulla posizione corretta… o no?
Megge Kündig Raumer placchette e Anelli “foro da Ø 8 mm”. Non conforme allo spirito del tempo, moderno. Forse per i pacchetti pranzo.
Mikro Jinn Mamma mia che sconquasso che hai creato… Vabbè, a parte i punti elencati da Getto… per quel che mi riguarda se mettiamo di mezzo l’estetica per me è assolutamente identico vedere una serie si placchette o una serie di gambi. Anzi il gambo mi dà più fastidio. (le placchette vecchie per altro io faccio fatica a vederle, altro che il contrario). L’imbarbarimento della montagna è dovuto più che altro al fatto che oramai ci vanno troppe persone maleducate (discorsone). Ma torniamo al punto: uno che fa una via lunga, non so quanta voglia abbia di portarsi un peso assurdo appeso all’imbrago. (l’acciaio pesa un botto). E pensa in strapiombo quanto possa essere difficile per non dire impossibile smontare il tutto per il secondo! In falesia uno che ha il 7A non riuscirà mai a fare un 7A dovendo avvitare un golfato prima di rinviare.
Se vogliamo fare i puristi esiste già il trad (o come fanno in alcune zone tra sud germania e rep. Ceka dove: non usi magnesite e manco metallo di friend & nut). Nulla di personale (mi stai pure simpatico a pelle), ma non vedo davvero alcun pro. Senza contare che i discorsi su corrosione etc… sicuramente non riguarderebbero la placchetta, ma non è che il gambo che pianti sia in adamantio come gli unghioni di Wolverine. Un fix lasciato in parete è soggetto alla corrosione di un qualsiasi altro ancoraggio in parete.
E che cosa useresti come gambo? Un fix non nasce per essere avvitato e svitato in continuazione: con il tempo potrebbe non lavorare più correttamente e si potrebbe danneggiare il filetto (con tutti i problemi che questo comporta) rendendo il tutto decisamente pericoloso.
Un Multimonti mozzo con il moncherino filettato soffrirebbe ancor di più questo svita/avvita continuo. (può avere dei carichi pazzeschi, ma non nasce per essere utilizzato così)
Si potrebbe resinare, ma la resina buona costicchia.
Ovvio che se vogliamo mettere ciarpame preso in ferramenta in metallo della qualsiasi, da 8 mm (come se fossimo negli anni ’80 o in grotta), magari usando resina con poliestere da 4 soldi…
Ma io son dell’idea che piuttosto che fare le cose male (e quindi pericolose), meglio evitare.
Sicuramente apprezzabile lo sforzo per l’idea. E fantastica l’immagine della sfera con i golfari. Magari ti verrà in futuro l’idea del secolo. Chi lo sa. Me lo auguro di cuore!
Saluti.
Megge Kündig A proposito, c’è uno standard UIAA. Certo che puoi fare (ancora) quello che vuoi. Penso che debba essere chiaramente indicato come viene impostata la via. Non mi interessa, sto cercando il modo che mi si addice.

Andrea Savonitto Se non piacciono gli spunzoni (maschi) si può tornare ai vecchi tasselli spit (femmine) quelli proprio non li vedi… Il golfaro/placchetta da avvitare in quel caso sarà Maschio. Un passo avanti per tutti sarà il Maschio-Maschio e/o la Femmina-femmina. Bisognerà vedere come la prendono i cajani ortodossi!
Francesco Milani Capialbi E i valori fondamentali della famiglia cristiana dove li mettiamo? Già vi masturbate tutti da giorni su questo tema e Dio vi punirà, e adesso pure proposte indicibili di maschio maschio? San Honnold salvaci tu, la purezza del free solo par essere l’unica strada.
Heinz Mariacher ma quante storie su una banalità del genere! Una volta c’erano arrampicatori che si calavano usando i lacci delle scarpe in una clessidra di mezzo centimetro… hanno pensato di più alla bellezza della scalata che a seghe mentali! Oggi sembra che bisogna essere ingegnere per poter arrampicare… se la sicurezza diventa un tale problema meglio dedicarsi al bouldering e lasciare la corda a casa! Scusate, ma ridurre una cosa bella come l’arrampicata in un problema tecnologico mi fa tristezza.
Paolo Rosti Ecco, mi pare la considerazione finale a una sega che non avevo capito. Grazie Heinz.
Mikro Jinn Concordo, Paolo. E poi sta storia di “una volta una volta una volta”. Una volta usavano canaponi, scarponi rigidi e niente imbrago. E quindi?
Fa più figo? Tutti liberissimi eh… Firmato Toni Kurz.
Andrea Savonitto Grazie Heinz… contributo definitivo. Bisogna invertire la tendenza… noi si usavano le corde di tapparella…
Andrea Savonitto… e comunque nessuno obbliga a fare le vie che traccio io. Se userò questo sistema (o altri) per bontà mia (🤲) se mi ricordo, ve lo comunicherò in relazione poi fate quel razzo che vi pare. Come prima e più di prima. Io NON CERTIFICO per divertimento una beata fava! Così sia.
Megge Kündig Come ho detto prima, sto guardando la via. Suppongo che, se la difficoltà, lo standard di sicurezza e possibilmente e possibilità di copertura aggiuntive corrispondano alle mie capacità. Se sì, allora entro, se no, cerco qualcos’altro.
Quello che non mi piace sono le pubblicazioni di percorsi ben protetti con Ancoraggi self-made a la “Für Gabi“. (Imaging 1 e 2).
Non devi essere un ingegnere per ottenere un mal di stomaco. Mente di un cavallo sano è sufficiente.
È inoltre inutile appendere un moschettone con una forza di tenuta di 24 kN. Quando mostro ai “Indoor-bambini” e ai principianti con le mie conoscenze tecniche acquisite accidentalmente che non tutto è buono quello che c’è nel muro e qualcosa può aprire gli occhi, sono felice. Imaging 3 Ancoraggi in alluminio che si è rotto 20 anni fa in una caduta di mia figlia. Mia figlia si arrampica ancora oggi. Ma è più vigile e non è più appeso ovunque senza un esame critico. Imaging 4 (Marzo 2018) A proposito, anche con la formazione di guida alpina, tenere i valori dell’attrezzatura è un tema. Ciò che fondamentalmente non sostengo è che con lo stato attuale delle conoscenze viene installato rottami metallici.
Allora, sarebbe meglio lasciare che il lavoro e il lavoro salvino e favoriscano la Trad climbing. Inoltre, gli standard, che ci piaccia o meno, stanno diventando sempre più un tema nell’alpinismo e non solo in imbracature, corde, moschettoni, caschi, ecc. È anche questione di tempo prima che vengano fatte le prime affermazioni legali. Non per niente un installatore di giardini d’arrampicata in Austria ha ottenuto la certificazione di sicurezza per lo sviluppo. Tuttavia, l’arrampicata continuerà a svilupparsi. Oggi non si va più a scalare con le scarpe con le chiodate… Che non vincerò mai il Piolet d’or, che vivrò bene. Forse c’è il zampa di lepre d’oro
Arrampicata felice secondo qualsiasi filosofia. Mi scuso se ho colpito qualcuno sul marsina. Questa è solo la mia opinione.

Andrea Savonitto Grazie Megge del contributo… Metti in evidenza cose importanti su cui riflettere. Mi piacerebbe che altri che hanno a cuore (in un senso o nell’altro) il diffondersi di una cultura obbligatoria della sicurezza (in arrampicata e in Montagna in genere) dicessero la loro e non si limitassero a spiare gli esiti di questa “inutile” diatriba. La mia provocazione muove da un disagio sul come si è evoluta l’arrampicata sempre più schiava del concetto di sicurezza “a bomba”. So per certo che non è la risposta più adeguata quella da me illustrata. Ma io parto da alcuni principi che mi piacerebbe tutelare e diffondere: 1) Libertà; 2) Volontarietà; 3) Fantasia. Non mi piace il come l’arrampicata di fondovalle sia diventata un “attrezzo ginnico” o come dici tu un “attrezzo da giardino”. Anche io ho cavalcato per anni quel cavallo, con risultati che sono sotto gli occhi di tutti (anche se qualcuno fa a finta di non vedere)… ma vengo da una formazione “scapigliata” e penso che cercare di recuperare, fino che si è in tempo, una dimensione “AVVENTUROSA” dell’arrampicata sia una necessità ineludibile. Altrimenti tutto in divenire verrà assemblato come un PARCO GIOCHI, un attrezzo ginnico o un giardinetto per bambini scemi. Non voglio che Tutti gli spazi di fondovalle (e prima o poi di Montagna ed Alta Montagna) siano solo appannaggio di chi pratica l’ARRAMPICATA SICURA. (Gli idioti che non sanno leggere non mi preoccupano…). A me è sempre piaciuto sperimentare… Di “palate di merda” ne ho sempre prese, tante, ma per come sono poi andate ed evolute le cose, negli ambiti di montagna in cui ho operato, penso di non essere passato invano. I “cajani dentro” arrivano sempre dopo… Poi raccontano le loro verità come DOGMI.
Emanuele Pellizzari Foto 4. Si conosce il problema di quell’espansione sul granito. Non è un errore di chi la ha messa.
Andrea Savonitto E comunque PENSATECI!! https://youtu. be/rJINPpCfxcc
Fabio Sax Sacchini ‘Sto post morirà di consunzione…
Paolo Rosti Pensavo fosse finito con l’intervento di Heinz, vedo che invece il gusto di farsi le seghe mentali è diffusissimo.
Paolo Toigo Io non ho capito due cose: la via con 12 tasselli anziché 12 tasselli più piastrine e sosta è più naturale? Se metto un tassello per aggirare il rischio insito nel deterioramento della piastrina, non mi rimane il rischio che il deterioramento sia nel tassello?
Andrea Savonitto Non fare sofismi… leggi tutto e creati una tua opinione. Eppoi un tiro con 12 tasselli non è un tiro ma una via ferrata. Noi si va al risparmio e tu sbraghi da sborone capitalista!!
Li Vello Ze Ro Si chiamano carrot bolts e li hanno inventati gli australiani.
https://www. climbing. com/… /the-carrot-bolt-an… / Non serve nemmeno il tassello. Fai un buco più piccolo e ci martelli dentro una vite con testa esagonale alla quale agganci la placchetta che ti porti da casa. Il che comporta però anche una serie di svantaggi tipo diametri diversi delle viti e/o delle placchette, viti troppo smartellate dentro la roccia e non abbastanza spessore per la placchetta che ti sei portato eccetera. Si, è una cazzata.
Andrea Savonitto È Storia! La storia non è MAI una cazzata… Ci sono analogie va detto!

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MAGIC, Giga’s Climbing Sistem ultima modifica: 2018-12-27T05:12:49+01:00 da GognaBlog

5 pensieri su “MAGIC, Giga’s Climbing Sistem”

  1. 5
    Alberto Benassi says:

    si mi sembra che siamo proprio alla frutta.

  2. 4

    E comunque continuo a non capire cosa vuole dirci Merlo.

  3. 3

    Dalla foto di Vandea mi sembra che le protezioni non servano perché se cadi c’è sempre una bella cengia su cui spataccarti. La corda servirebbe solo per un più veloce ritrovamento del cadavere. Per gli appassionati del metti e leva mi sembra più efficiente lo spit/friend. Chi se lo ricorda? Fori leggermente inclinato verso il basso cosi non entra sporcizia dentro al foro e tieni lo spit/friend già attaccato al moschettone superiore del rinvio e….zak lo infili nel foro e passi la corda normalmente nel moschettone inferiore del rinvio e prosegui. È quasi più veloce che moschettonare una placchetta tradizionale. Pensate ci. E sulla parete non resta NULLA! Togliere è meglio che mettere, come quando si scolpisce… Cosi anche chi paragona la scalata all’arte è contento!

    Un golfare (golfaro è chi il golfaro fa. Cit. Forrest Gump) da avvitare mi fa pensare a un granchio vivo nelle mutande.

  4. 2
    paolo says:

    Quando si pranza si dice: “siamo alla frutta”.
    Ma è un pranzo acquistato pronto al supermarket.

  5. 1
    lorenzo merlo says:

    Apprezzo chi si toglie.

    Chi alza la mano per far presente un andazzo nei confronti del quale adeguamento pare la parola d’ordine.

    Apprezzo anche chi lo fa senza avere titoli né credito.

    Chi lo fa senza essere un capopopolo.

    Chi lo fa come si grida un urlo.

    Di dolore.

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