Misteri della Val di Sole

Girano sul social Facebook da qualche giorno le foto di una parete rocciosa con avvitate prese di resina artificiale… Fin qui nulla di speciale o, meglio, nulla di nuovo: si potrebbe ipotizzare che siano storture derivate da interventi ottusi, in genere di iniziativa privata, e solitamente praticati in un recente passato: storture che allo stato attuale, viste le polemiche divampate un po’ ovunque tra i frequentatori del pianeta arrampicante, non sono certo più in uso nelle falesie. I perché dell’abolizione da parte dei climber di interventi di questo tipo non sono così difficili da intuire:

  1. snaturano decisamente l’arrampicata rendendola artificiale e quindi più idonea indubbiamente a un contesto indoor che a siti naturali;
  2. deturpano sia visivamente, sia materialmente (forature stile Emmentaler), l’ambiente;
  3. in caso di futura rivalutazione del sito obbligano a resinature dei fori;
  4. sono assolutamente diseducative, sia per ciò che riguarda il rispetto dell’ambiente (lo manomettiamo a nostro piacimento…), sia per quanto riguarda l’arrampicata in se stessa (ed evitiamo di dilungarci su questioni già ampiamente dibattute sugli stili, i concetti, ecc., che si potevano ipotizzare già serenamente accettati e condivisi, almeno su questi punti, dalla comunità arrampicatoria).

Questi quattro punti potrebbero benissimo essere ampliati con altri dettagli e motivazioni. Sta di fatto che, sulle foto in questione, sono cominciati, come d’uso su FB, a fioccare commenti tra i quali ovviamente quelli che ponevano il quesito sul dove, quando, perché, chi…

Palestra di Malé
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Le risposte non si sono fatte attendere: si tratta di interventi strutturali su alcune falesie della trentina Val di Sole, alcuni appena apportati (autunno 2015), altri in fase di allestimento. Si tratta di una decina d’itinerari allestiti con prese artificiali, tra i quali almeno tre su vie già esistenti e a suo tempo liberate.

E’ seguito un invito esplicito, giunto pubblicamente al mio profilo personale su FB, con una foto allegata: “Che ne pensa il grande Gogna di questa schifezza sovvenzionata con soldi pubblici nel parco dello Stelvio e la val di Sole? “

Che ne penso? Penso di informarmi meglio sulla situazione che già di per sé, per le ragioni sopra dette, è sicuramente un episodio da condannare: ma, in più, quelle indicazioni, “soldi pubblici” e “Parco”, mi spingono ad approfondire l’argomento.

Il risultato, almeno in una prima fase, è che il GAL della Val di Sole (GAL è l’acronimo che indica i Gruppi di Azione Locale, solitamente società consortili a capitale pubblico e privato, cui sono delegati progetti tesi a favorire lo sviluppo locale in ambienti di tipo rurale), referente del “Progetto Leader Val di Sole” (http://www.reterurale.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/664), ha incaricato, probabilmente dopo apposito bando di concorso, le Guide Alpine Val di Sole (risultati vincitori del bando) di realizzare il progetto che probabilmente era stato presentato e approvato in precedenza.

Diciamo probabilmente, perché trovare il bando, il progetto o anche solo il sito relativo a Leader Val di Sole (http://www.leadervaldisole.it/), risulta impossibile, malgrado vi siano il link sulla pagina di “Trentino Agricoltura” relativa al “GAL Val di Sole”, dove si specifica che il bando è reperibile proprio lì… (http://www.trentinoagricoltura.it/Trentino-Agricoltura/News/G.a.l.-Val-di-Sole-pubblicato-il-IV-bando). Inoltre la cronaca del GAL Val di Sole, sempre sul sito “Trentino Agricoltura”, è ferma al 2013.

Palestra di San Giacomo
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Affermare quindi che sia responsabilità delle Guide Alpine Val di Sole la creazione di questo ennesimo parco giochi senza nessuna attenzione nei confronti di alcun criterio di rispetto ambientale (ricordiamo che ci si trova in zona Parco), né logica educativa, risulta piuttosto arbitrario, visto che ufficialmente non si riesce a trovare alcunché di esplicativo. Abbiamo dovuto basarci solo sui racconti di chi ci ha interpellato. E le informazioni non si fermano qui: sembra che a prese resinate belle nuove, e qualche fittone nuovo sui tiri, non corrispondano adeguati ancoraggi di sosta e calata (catene al top) che, almeno in alcuni siti, sono tuttora su infissi ormai vecchi e ovviamente non completamente affidabili. Stiamo parlando delle falesie di Malè (intitolata a Claudio Costanzi), San Giacomo, Sass Pisador (Ossana), Doss di Santa Brigida (Folgarida) e rifugio Dorigoni.

In aggiunta a questa problematica, siamo venuti anche a sapere della via ferrata Barba di Fior, la cui realizzazione senza il permesso del Parco dello Stelvio è stata da questo contestata. In luogo di un doveroso smantellamento, attualmente la ferrata è regolarmente frequentata, come attesta del resto il sito http://www.raftingcenter.it/Attivita/Vie-Ferrate/Barba-di-Fior, con le consuete promozioni che suggeriscono a “tutte le persone” di “provare l’ebbrezza di questa disciplina alpinistica in sicurezza”.

Palestra di San Giacomo
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La palestra di Malé
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A questo punto i quesiti che ci poniamo sono diversi:

  1. Chi e perché ha messo in piedi una ristrutturazione antitetica e anti-etica di questo genere?
  2. Chi, come, quando, è stato accreditato a quest’operazione?
  3. Dove sono finiti i bandi di concorso?
  4. Dove sono rilevabili i progetti?
  5. Dov’è finito il sito di “Leader Val di Sole”, progetto finanziato anche dall’amministrazione pubblica?

Domande che crediamo siano doverose e che aspettano una risposta precisa e dettagliata, viste le caratteristiche di questa situazione. Come al solito intendiamo dare accoglienza qui sotto a risposte, commenti e precisazioni.

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Misteri della Val di Sole ultima modifica: 2016-06-07T05:58:09+02:00 da GognaBlog

24 pensieri su “Misteri della Val di Sole”

  1. 24
    Leonardo says:

    Per l’appunto mi è capitato di fare le vacanze in Val di sole, ad agosto di quest’anno, e di arrampicare proprio nella falesia Costanzi. Che dire, ormai le guide si inventano di tutto, pur di far fare attività ad un genere di persone che starebbero bene solo in una spiaggia sotto l’ombrellone… il Dio denaro ha corrotto anche loro.

  2. 23

    Penso che il problema etico, ormai lasci il tempo che trova , io vivo a trento vicino alla valle del sarca dove svariati personaggi, hanno colonizzato la valle piantando su vie salite in maniera tradizionale ,miriadi di spit , tracciando vie in artificiale calandosi dall’alto, questi profeti scrivono i libri guida sono nominati un po’ dappertutto vivono di patacche !!! Ma non danno l’esempio l’esempio per i giovani che crescono ora che trovano posti cambiare nel nome del turismo come la val Daone con spese a dir poco stratosferiche .
    Alla fine queste sono tutte grandi cavolate , il problema è il territorio !!!!! Come viene lasciato dopo che la gente frequenta le falesie , dopo che la gente frequenta i parchi naturali , il controllo di queste zone esiste in maniera marginale , si va dal pulirsi il culo con le salviette profumate, di plastica , a lasciare cafonate di rifiuti in dopo il pic Nic del sabato .Con questo non voglio giustificare nessuno
    Guide Alpine CAI FASI dovrebbero lavorare assieme per riuscire a creare un futuro migliore .
    Quello che sta succedendo sono solo conseguenze deigli orticelli creati della mancanza di comunicazione e condivisione secondo me il bello deve ancora arrivare!!
    Dipende tutto da noi assieme o separati dalle invidie e orticelli vari

  3. 22
    Andrea Gennari Daneri says:

    Non immaginavamo che ci sarebbero stati professionisti patentati e indubbiamente ben formati che per soldi avrebbero prostituito le proprie conoscenze verticali avvitando centinaia di prese artificiali sulle falesie già chiodate, liberate e pubblicate del Trentino Occidentale.
    Scannadraghi era un vecchio open project degli anni ’90, che alcuni giovani trentini (…) avevano recentemente liberato. 8a. Un grado dove Adam Ondra a malapena si scalda. Ma che per la massa pagante che interessa a certi comuni in cerca di rilancio turistico è un grado inutile, antieconomico. Una voce di passivo nel bilancio delle attrezzature messe a disposizione gratuitamente dai fenomeni geologici. Roccia inutile, che sperano di far diventare economicamente rilevante con la porcata che Scannadraghi e le sue sorelle sono diventate: percorribili senza particolare affetto per il climbing, ginnastica verticale all’aria aperta. Che ne sa, un turista, della differenza tra roccia e prese artificiali? In fondo hanno quasi lo stesso colore! Effetti collaterali. Che non avevamo calcolato.
    Che qualcun altro invece ha calcolato bene, perché sono soldi pubblici, sono bandi, sono firme. Forse saranno appalti per le guide che ci accompagneranno la marmaglia in cima. Appalti esclusivi senza esserlo, perché quali altri climbers con un minimo di conoscenze vorranno far la fila per provare quegli stupidi passaggi forzati e avvitati? Effetti collaterali che basterebbe qualche martellata notturna a eliminare. Trent’anni fa non sarebbero durate una settimana; in Inghilterra neanche una notte.
    Da noi dureranno, perché chi è che rischia più di riempirsi la vita di avvocati in nome dell’etica e dell’ambiente? Non ci si accusi di avercela con le guide, visto che la realizzazione di questo splendido progetto è opera di guide. E’ guida anche l’autore di Scannadraghi in versione originale e di altre vie che sono state ridotte nello stesso stato. Ma è una guida che consiglierei ai miei amici, uno dei (per fortuna) tantissimi che ancora nello zaino portano corda, moschettoni e un bel po’ di etica e di rispetto e amore per i posti in cui portano i clienti.
    (da editoriale Pareti n. 111)

  4. 21
    Giovanni Massari says:

    Non è certo molto grave l’impatto estetico o l’inquinamento ambientale (c’è ben di peggio o di più grave pur rammentando che tutto parte anche da una cartaccia buttata a terra…) ma trovo inqualificabile il messaggio diseducativo (soprattutto poi per principianti e bambini) che passa in operazioni di questo tipo.
    Mi sembra a questo punto che tutto il percorso fatto per diversificare il raggio d’azione dell’arrampicata in ambiente naturale da quella su prese artificiali sia stato inutile; l’arrampicata è certamente una sola, da 0 a 4000m, ma gli ambiti sono diversi e credo debbano restare ben distinti.
    Scusate ma sorge davvero il sospetto che il motivo per cui vengano tracciati certi itinerari, per giunta da parte di un professionista, sia poco più che esclusivamente economico e che denoti anche una scarsa sensibilità anche storica.
    Bravo a chi sa chiodare belle linee naturali su roccia.
    Bravo a chi traccia egregiamente per bambini, principianti ed evoluti sui muri d’arrampicata.
    Le prese incollate e scavate hanno avuto il loro momento probabilmente anche necessario per capire ; credo che ora sia roba vecchia e superata e che siamo pronti già da tempo a un confronto più leale con gli appigli e gli appoggi che ci offre la roccia o anche a rinunciare a favore di una via o di un sito più abbordabile da scalare o da attrezzare lasciando così anche un po’ di spazio a chi verrà dopo di noi.

  5. 20
    Antonio Arioti says:

    Veramente non c’è limite al peggio. I bambini e i principianti, se vogliamo farli divertire, li portiamo dove hanno la possibilità di arrampicare naturalmente oppure su delle pareti artificiali. Al giorno d’oggi non manca nè l’una nè l’altra. Ma siamo sempre lì, alla visione della montagna come un parco giochi.

  6. 19
    igor napoli says:

    tutto è relativo

  7. 18
    Alberto Benassi says:

    Mi sono sbagliato, non sono prese di resina, ma sassi .
    E che cambia?

  8. 17
    Alberto Benassi says:

    Le guide alpine della Valle di Zoldo che avvitano prese di resina sulla roccia.
    Proprio un gran bel messaggio educativo che inviano.
    Il bello che lo fanno con dei bambini…..

    Mi sa che l’invito a “riflettere” sia per voi.

  9. 16
    Guerrini Michele says:

    Mi stupisco ( da Guida Alpina ) e mi dissocio dalle motivazioni date dalle Guide della Val di Zoldo per il lavoro svolto, mettendo avanti a tutto la possibilita’ di qualche giornata guadagnata in falesia ed in secondo piano l’etica verso l’ambiente che noi Guide dovremmo trasmettere come professionisti della Montagna…oltretutto molto diseducativo per i bambini che frequenteranno quel sito NATURALE di arrampicata

  10. 15
    Guide Alpine Val di Zoldo says:

    Il 30 ottobre 2015 infuriava su facebook la battaglia tra i critici e le guide della Val di Zoldo, colpevoli di aver attrezzato con prese artificiali alcuni itinerari sui Sassi di Coi, in Val di Zoldo. Riportiamo qui la loro visione dei fatti.

    Guide Alpine Val di Zoldo
    Il nostro lavoro si è svolto in un posto magnifico abbandonato arrampicatorlamente ormai da anni. E’ stato fatto un lavoro di ripristino e di chiodatura di numerosi itinerari nuovi, tutti su fantastica roccia e chiaramente totalmente naturali!
    Rimaneva tuttavia qualche linea sporca e pochi metri di placca quasi totalmente liscia. In più il fatto che in tutta la valle non ci sia un bel posto per arrampicare adatto un po’ a tutti, dai bambini e le famiglie ai più “forti scalatori della zona.
    Quindi abbiamo pensato di attaccare alcuni sassi di fiume per creare tre itinerari per bambini dove vi assicuriamo non aveva mai scalato nessuno finora! Andate a vedere! In compenso in tutto il resto del sasso abbiamo chiodato altri 6 divertentissimi itinerari di cui solo uno salito prima. In un altro sasso con linee improbabili con brevi bombé lisci alternati a fessure appoggiate erbose (ripulite) abbiamo aggiunto qualche sasso per permettere anche a un principiante di poter arrampicare e godere di questo posto su un itinerario adatto a lui. In compenso numerose linee naturali di prima qualità sono ora pronte per essere scalate! Per gli amanti del flessibile a batteria avvertiamo che è molto più semplice! Basta una brugola e un martello per togliere tutto e rimuovere anche il fischer e con un pelo di resina tappare il buco da 10 mm e sarà tutto come prima! L’abbiamo fatto apposta per avere il minor impatto possibile! Così facendo però togliereste la possibilità a numerosi bambini e principianti che si trovano in valle di scalare in quei posti da favola come potrete invece fare voi sulle magnifiche linee naturali che noi abbiamo chiodato!
    Vi consigliamo vivamente di andare a scalare in questi posti così da potervi rendere conto veramente di quello che è stato fatto e magari portarvi il figlio piccolo o qualche amico alle prime armi e vedere se si diverte o no… e poi riflettete! Auguriamo a tutti ottime scalate!

  11. 14
    Giacomo Bontempelli says:

    “Chi e perché ha messo in piedi una ristrutturazione antitetica e anti-etica di questo genere”?
    E’ stato Gabriele Costanzi
    da facebook 9 giugno 2016, ore 9.40

  12. 13
    Mattia says:

    Mi permetto di rispondere in merito a uno dei quesiti. Allora i finanziamenti del gal fanno riferimento ad un programma di sviluppo locale che trovate qui:
    http://www.banff.it/wp-content/uploads/2016/06/MisteriValSole-PROGRAMMA_SVILUPPO_LOCALE_MARZO_2013_agg_121_def.pdf
    la misura di riferimento è la 323 TUTELA E RIQUALIFICAZIONE DEL PATRIMONIO RURALE. L’errore sta da entrambe le parti in quanto il progetto deve essere presentato da qualcuno e valutato. Pertanto chi ha presentato lo ha fatto con il chiaro intento di fare quel intervento. Altrettanto è ignobile chi ha valutato la proposta.

  13. 12
    Gianni Golzio says:

    Perchè questi idioti, o chi li finanzia non fanno un bel muro di cemento in un qualche angolo nascosto, facilmente raggiungibile in auto, con ampi parcheggi, ristoranti e bar e magari videocamere che riprendono gli “eroi alpinisti” . Il video è compreso nel prezzo. Otterrebbero un sacco di effetti positivi che in montagna sono condizzionati da troppi elementi estranei: la natura, le piante e le erbe, gli animali, i contadini e …. gli alpinisti. Ed in più potrebbero inchiodare tutto quello che vogliono. Un bel miniclimb 18 buche, con concorsi, campionati ecc. E gli altri. Gli altri si arrangino: continuino ad andare in montagna con gli scarponi, magari anche la picozza e la corda e non vengano a disturbare con scritti contro quelli che precorrono lo sviluppo.

  14. 11

    Ma io dico.
    Con tutta la roccia che c’è in Trentino hanno bisogno di incollare prese????
    Ma che vadano a trovare pareti che si prestano ai neofiti e le valorizzino.

    A me sembra di sognare…

    Concordo chi ha detto (Matteo mi pare) che con una mazzetta si risolve tutto.

    Samuele Mazzolini CAAI

  15. 10
    GIANDO says:

    Ben detto! Val di Sole a parte di queste porcherie se ne vedono in diverse zone e tutte le volte si parla dell’anonimo inbecille di turno che però ha un nome e un cognome magari pure noto. Sarebbe ora di smetterla di sparare nel mucchio e cominciare a dare a Cesare quel è di Cesare, nel bene e nel male, perché anche i fenomeni a volte fanno delle cazzate. Massima stima nei confronti di chi si è fatto il culo per ottenere dei risultati, con impegno e perseveranza, ma se questi rusultati sono stati ottenuti anche a scapito dell’ambiente sarebbe corretto prendere posizione. E ciò anche per rispetto nei confronti di coloro che certi risultati non li hanno ottenuti per coerenza con la propria etica.
    Ovvio che se in Val di Sole certe nefandezze sono state pure commissionate per motivi economici ancora peggio.

  16. 9
    Alberto Benassi says:

    Le prese scavate e quelle di resina posizionate sulla roccia non hanno nulla a che fare con l’estetica o la sicurezza. Sono solamente una manifestazione di arroganza, di mancanza di rispetto della roccia e non senso dei propri limiti.
    Sono “i soliti ignoti” che fanno queste cose? Non credo proprio….
    Chi più chi meno tutti abbiamo fatto degli sbagli. Anche per mancanza di maturità , di conoscenza. L’importante è saperli riconoscere e porci rimedio.
    Le vie friabili non sono belle?
    Per me non è una questione di belle o brutte. Arrampicare sul friabile fa cagare in mano e certamente la roccia buona ben venga. Ma anche il friabile fa parte della natura e della montagna e arrampicarci regala sensazioni particolari, diverse, dove certe doti, tecniche e morali, vengono fuori.
    Come scrive Giuliano la natura non crea sporcizia. Non ci sono vie sporche. Caso mai selvagge.

  17. 8
    Antonio Arioti says:

    Giuliano, più che in nome della sicurezza e dell’estetica certe cose sono state fatte per soddisfare il proprio ego.
    Un considerevole uso di trapano è stato fatto anche da coloro che abitano l’Olimpo dell’alpinismo e dell’arrampicata e che magari oggi, cinquantenni o sessantenni (pentiti? Boh..), pontificano parlando di ambiente, rispetto per la natura, ecc. ecc., dimenticando che quand’erano giovani hanno bucato senza ritegno e in maniera compulsiva per soddisfare i loro bisogni adolescenziali.
    Le prese artificiali, aldilà della Val di Sole, sono state piazzate anche in altre falesie da personaggi rinvenibili talvolta anche nelle guide locali e a cui magari è stata pure concessa un’intervista per il solo fatto di essere stati dei pionieri nella loro zona. Bene, io dico a questi signori che se a suo tempo hanno creato dei 7b, dei 7c, degli 8a, piazzando delle prese artificiali o scavando dove non era assolutamente necessario almeno abbiano la compiacenza di stare muti.
    No perchè se no sembra sempre che alla fine di tutto la colpa sia sempre dei “soliti ignoti”.

  18. 7
    GIULIANO STENGHEL says:

    Si è cominciato con gli spit calandosi dall’alto e con un comodo trapano, poi con l’incollare gli appigli con le resine e posizionando tronchi per le comode soste (come sulle vie ferrate). Poi si sono scavati gli appigli e ora si mettono quelli artificiali; il tutto in nome della sicurezza, dell’estetica ecc. Si perché le vie un po’ sporche – la natura non crea sporcizia – e un po’ friabili per molti non possono essere belle. Non dobbiamo scandalizzarci: è la nostra società che c’insegna che bisogna essere belli, ricchi e sani, ma purtroppo la vita ci dimostra in contrario: ci sono persone imperfette, povere e che purtroppo prima o poi si ammalano e muoiono.

  19. 6
    Matteo says:

    vabbè, ma quante storie però…

    con un po’ di buona volontà e una mazzetta da 5 kg si sistema quasi tutto!

  20. 5
    GIANDO says:

    Da un lato mi piacerebbe entrare nella testa di chi piazza delle prese artificiali su roccia, giusto per provare a capire, dall’altro temo che una simile esperienza potrebbe destabilizzarmi e trascinarmi in uno stato confusionale.

  21. 4
    Alberto Benassi says:

    “Che schifo perché fare uno scempio così le pareti di arrampicata vanno lasciate al naturale come le ha fatte madre natura …”

    Perchè non capisco un cazzo . Sono solamente degli arroganti.

  22. 3
    GIANCARLO says:

    Che schifo perché fare uno scempio così le pareti di arrampicata vanno lasciate al naturale come le ha fatte madre natura ….

  23. 2
    Dario Bonafini says:

    Seppure non è chiaro chi sia stato a commettere l’ennesima porcheria, perché è certo che è di questo che stiamo parlando. Seguendo oramai solo il verbo del Dio denaro e con la sempre presente scusa che si fa per scopi didattici e turistici, ma come si fa a pensare di creare dei movimenti sulla roccia infiggendo prese artificiali che snaturano quelle che la roccia proponeva. credo che non insegnino nulla nel saper leggere i movimenti della roccia naturale. Purtroppo qui in Italia non esistono leggi che ci tutelano dall’ imbecille di turno, queste cose erano gia apparse e rifiutate come per gli scavi di prese seriali. Se ciò che riguarda la montagna è legge che se ne occupino le Guide Alpine come è possibile che associazioni private ricevano soldi per attrezzare ferrate e falesie seguendo il proprio fine che spesso non coincide con la maggioranza degli Scalatori. Anche in questo caso per me è solo questione di politica, maneggio di soldi e ci si abbuffano a tutti i livelli, della Montagna non ne sanno nulla e nemmeno gli importa, amministrano il pubblico solo per i loro sporchi interessi.

  24. 1
    agh says:

    Non mi meraviglia. Nel Parco dello Stelvio si sono costruite piste e impianti di sci (val della Mite sotto al Vioz, la funivia Pejo 3000), con relativo bacino artificiale (Doss dei Gembri). Ci meravigliamo per qualche presa in falesia? Anzi proprio di recente, sempre dentro il Parco e finanziato dallo stesso, è stato costruito come attrazione turistica un ponte tibetano lungo 100 metri. http://trentinocorrierealpi.gelocal.it/trento/cronaca/2015/11/21/news/rabbi-cento-metri-di-passeggiata-sopra-la-cascata-1.12485977 La filosofia della montagna-luna park è dura a morire, anche dentro i parchi.

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