Monti Sibillini: quando tornerà il sereno?

Monti Sibillini: quando tornerà il sereno?

Anche sui Monti Sibillini dopo le impetuose bufere prima o poi dovrà tornare il sereno. A quanto sembra, più poi che prima. Chi volesse, per comodità, qui sotto trova lista completa dei nostri post su questo delicato e complesso argomento.

31 dicembre 2013 Numero chiuso nel Parco dei Sibillini?
15 marzo 2014: Monti Sibillini, lettera aperta: chi è nemico della Natura?
8 ottobre 2014: Accordo Parco dei Sibillini – Guide Alpine
8 novembre 2014: La lunga notte dei Sibillini 1
4 dicembre 2014: La lunga notte dei Sibillini 2
4 gennaio 2015: La lunga notte dei Sibillini 3
19 gennaio 2015: Monti Sibillini, una possibile alba

Sono passati nove mesi e ancora il pargolo non nasce, anzi. L’occasione per riprendere l’argomento è data da una lettera che la guida alpina Paolo Caruso ha spedito l’11 agosto 2015 al Prefetto di Macerata, con oggetto: richiesta chiarimenti regolamenti con possibili discriminazioni – Parco Nazionale Monti Sibillini.
Crediamo che già con queste righe ci si possa fare idea della poca chiarezza che regna in una Pubblica Amministrazione, come è quella de Parco dei Sibillini, e dell’evidente difficoltà di comunicazione tra le parti.
In conoscenza sono parecchi altri soggetti, tra i quali Matteo Renzi e vari Uffici del Consiglio dei Ministri.

Gabriele Scorsolini guidato da Manfredi Caruso sul M. Bicco. Foto: Paolo Caruso
SibilliniTorneràSereno-01Gabriele e Manfredi dal M. Bicco con sfondo M. Vettore e M. Redentore foto P. CARUSO

 

Ecco il testo (qui è il documento in pdf):
“Il sottoscritto Paolo Caruso, in qualità di professionista della montagna, Guida Alpina – Maestro d’Alpinismo, non riuscendo ad avere chiarimenti in merito alle gravi disposizioni del nuovo regolamento DD. 384 del Parco Nazionale dei Monti Sibillini (ALLEGATO A), relativamente agli avvicinamenti ed agli allontanamenti delle salite alpinistiche nell’area del M. Bove Nord, che sembrerebbero ledere la libertà personale e le scelte professionali, oltre a sembrare discriminatorie ed essere potenzialmente pericolose per la Pubblica Sicurezza e per il mantenimento dell’Ordine Pubblico, con la presente si rivolge alla Sua Spettabile Autorità con la speranza di avere chiarimenti in merito a tali disposizioni anche al fine di essere sicuro che il detto DD 384 sia stato emanato nel rispetto della Costituzione e delle leggi italiane, oltre che internazionali.

Premessa
Nel gennaio 2009 l’Ente Parco impone un divieto per le attività alpinistiche, definito “temporaneo”, per tre mesi a seguito dell’introduzione del Camoscio appenninico. Tale divieto, che ha penalizzato fortemente gli alpinisti e in particolare i professionisti della montagna, come il sottoscritto, è stato poi prolungato per oltre 5 anni fino al 2014. L’8 luglio 2014 l’Ente Parco dichiara in una conferenza pubblica che il divieto verrà eliminato entro il mese di luglio 2014 e sostituito da una nuova regolamentazione. Nonostante ciò e nonostante il sottoscritto avesse informato l’Ente Parco della salita alpinistica a Punta Anna (M. Bove Nord), come da indicazioni dell’Ente stesso, effettuata il 19 agosto 2014, una sanzione viene elevata dal Corpo Forestale su richiesta dell’Ente Parco alla mia persona durante l’esercizio della professione. Il ricorso relativo a tale sanzione presentato dal sottoscritto al Presidente della Repubblica è attualmente in esame presso il Consiglio dei Ministri.

Paolo Caruso sul Pilier Sibillino
SibilliniTorneràSereno-05 P. Caruso su Pilier Sibillino

Sempre nell’agosto 2014 viene pubblicato all’Albo Pretorio il DD 384 senza che i documenti relativi a tale pubblicazione fossero allegati o resi reperibili e disponibili alla consultazione, violando quindi le normative sulla informazione, partecipazione e trasparenza in tema ambientale, come stabilito dalla Convenzione UNECE di Aarhus oltre alla legge italiana 241/90. Inoltre, alcune richieste di modifica relativamente all’atto pubblicato all’Albo sono state inviate nei termini di legge dal sottoscritto e dal dr. Marco Speziale, ma lo stesso Ente Parco, pur dichiarando che tali richieste erano state “in parte accolte” (ALLEGATO B) senza aver mai specificato quali fossero, insiste nell’applicare il DD 384 senza che esso abbia subito alcuna modifica e neanche una ripubblicazione all’Albo, come richiesto invece dalle normative sopra indicate.

Si fa presente, inoltre, che se da un lato è stata vietata dall’Ente Parco per quasi sei anni la pratica dell’alpinismo al M. Bove Nord impedendo perfino l’esercizio della professione alle Guide Alpine, professione che non è di impatto e si esegue senza mezzi a motore, allo stesso tempo l’Ente Parco medesimo consente l’accesso ai mezzi motorizzati perfino nella stessa area del M. Bove Nord (quella vietata, dunque, perfino alle Guide Alpine), per le “attività produttive” e per le attività “agro-silvo-pastorali” ma anche per progetti sperimentali o per attività non legate alle funzioni menzionate agro-silvo-pastorali (vedi ad esempio il “discusso” Progetto Praterie Altomontane). Ma stando a quanto sopra esposto, si precisa che anche le Guide Alpine svolgono un’attività produttiva (ALLEGATO C, fattura professionale relativa alla salita alpinistica che ha determinato la sanzione). Alle richieste di chiarimento sul perché di questa grave e assurda discriminazione l’Ente Parco non ha mai risposto mentre il Corpo Forestale, anch’esso interpellato, fornisce alla richiesta del sottoscritto (ALLEGATO D) una risposta non certo esaustiva (ALLEGATO E), nella quale si specifica soltanto che i mezzi a motore autorizzati possono accedere all’area “critica” per le motivazioni sopra indicate. Ma allora, perché si riserva alle guide alpine un trattamento così diverso e penalizzante se non propriamente discriminatorio?

Marta Zarelli su Dittatura Democratica. Foto: Paolo Caruso
SibilliniTorneràSereno-06 M. Zarelli su Dittatura Democratica foto P. Caruso

Fatto
Il DD 384, regolamento che è irregolare e dovrebbe comunque essere annullato per i vizi di forma sopra indicati, contiene disposizioni relative agli avvicinamenti alle pareti alpinistiche del M. Bove e agli allontanamenti dalle stesse, appellati “rientri” nel regolamento suddetto, che sembrerebbero ledere perfino i più basilari diritti della libertà personale, come sopra indicato, con la possibilità di mettere perfino a rischio la Pubblica Sicurezza e l’Ordine Pubblico. In pratica, con il DD 384 si discriminano gli alpinisti rispetto agli escursionisti: questi ultimi possono percorrere tutti i sentieri esistenti e ufficialmente percorribili, mentre gli alpinisti vengono obbligati dalle disposizioni suddette a percorrere soltanto un sentiero prescelto e imposto dall’Ente Parco o, al massimo, a scegliere tra due sole possibilità impedendo comunque un libero passaggio sui sentieri esistenti. Non si riesce a comprendere il motivo di questa discriminazione: perché gli alpinisti nei Monti Sibillini non possono scegliere il sentiero su cui camminare come avviene invece per qualsiasi escursionista nella stessa area e per tutti gli alpinisti che frequentano qualsiasi altra montagna italiana e del mondo?

La richiesta di chiarimenti effettuata dal sottoscritto all’Ente Parco prima e al Corpo Forestale dopo (ALLEGATO F) ha ricevuto soltanto risposte vaghe e approssimative, tutt’altro che chiare ed esaustive (ALLEGATO G e ALLEGATO H).

Inoltre il sottoscritto, come professionista, ha il dovere di scegliere adeguatamente il sentiero di avvicinamento e di allontanamento a seconda delle condizioni meteorologiche e delle possibilità delle persone che si trova a condurre, dell’orario, ecc., onde evitare di mettere a rischio l’incolumità delle persone di cui è responsabile. Durante la 1a salita alpinistica di Punta Anna effettuata insieme a un ragazzo quindicenne non-vedente, avvenuta il 3 agosto 2015, il sottoscritto ha deciso di NON rispettare il DD.384 per non mettere in pericolo il ragazzo stesso, con la possibilità di subire un’altra assurda e insensata sanzione. Infatti, il sottoscritto avrebbe dovuto “costringere” il ragazzo non-vedente a seguire, secondo le disposizioni dell’Ente Parco, il sentiero denominato n. 4 nello stesso DD 384, che di fatto oltre a non essere tracciato è privo di adeguata segnaletica e quindi praticamente impossibile da seguire: il sottoscritto ha pertanto ritenuto opportuno percorrere un sentiero molto più adatto al ragazzo, ma vietato agli alpinisti perfino con disabilità particolari, pur essendo utilizzato regolarmente da tutti gli escursionisti.

Perché l’Ente Parco ha introdotto un regolamento che, oltre ad essere irregolare per vizi di forma, potrebbe mettere in pericolo non solo le persone così dette “normali” ma perfino penalizzando e discriminando le persone disabili? Tutto ciò è regolare? Le normative italiane ed europee vengono così rispettate?

Si sottolinea, inoltre, che non sono soltanto i professionisti e i disabili ad essere penalizzati e discriminati dal DD 384 ma tutta la comunità degli alpinisti. Infatti, il prerequisito che è alla base dell’alpinismo prevede e richiede la valutazione anche degli itinerari da effettuare che devono essere scelti a seguito di una libera valutazione interpretativa in accordo e in armonia con tutti gli altri fattori che rientrano in particolare nella pratica dell’attività alpinistica, anche per ovvie questioni di sicurezza!

Marco Todisco su Comandante Massud. Foto: Paolo Caruso
SibilliniTorneràSereno-11 M. Todisco su Comandante Massud foto P. Caruso

Conclusioni
Considerando quanto sopra, sono a chiedere quanto segue:

1) È lecito discriminare gli alpinisti con un regolamento come il DD. 384 che impedisce agli stessi di percorrere i sentieri esistenti e normalmente utilizzati dagli escursionisti?

2) È lecito discriminare l’attività produttiva delle guide alpine, vietandone l’esercizio professionale, rispetto a quelle consentite ed effettuate con mezzi a motore che, oltre ad essere evidentemente a forte impatto ambientale, sono tra le principali cause di disturbo per il Camoscio appenninico introdotto nell’area del M. Bove?

3) È lecito mantenere in vigore un regolamento come il DD 384 nonostante i vizi di forma, la mancata ripubblicazione all’Albo Pretorio con le modifiche richieste nei termini di legge e la mancata possibilità di poter consultare i documenti che non sono stati allegati e resi disponibili alla consultazione nel momento della pubblicazione del regolamento all’Albo stesso, oltre agli elementi sopra indicati che appaiono come discriminatori?

Considerando che dopo sei (6) anni dall’imposizione del divieto alpinistico temporaneo di tre (3) mesi, di innumerevoli tentativi di dialogo con l’Ente Parco e di richieste di chiarimenti rivolte anche ad altre autorità preposte al fine di vedere rispettati i diritti degli alpinisti e dei professionisti della montagna, non si riesce ad avere le risposte del caso, tra cui in particolare alle tre (3) domande sopra indicate, si confida in un Suo cortese riscontro e ringraziandoLa per l’attenzione prestata, nonché rimanendo a Sua disposizione per eventuali ulteriori chiarimenti, invio cordiali saluti.

Paolo Caruso
Guida Alpina – Maestro d’Alpinismo
www.metodocaruso.com

Paolo Caruso su Dittatura Democratica
SibilliniTorneràSereno-08 P. Caruso su Dittatura Democratica

Considerazioni
Come si vede, dopo quasi sette anni le domande sono importanti.
Perché gli alpinisti sul M. Bove non possono percorrere i sentieri che sono aperti a tutti, scegliendoli liberamente, come invece avviene per qualsiasi escursionista che transita nella stessa area?

Come verrebbero effettuati i controlli lungo i sentieri accessibili solo agli escursionisti, per individuare e sanzionare gli alpinisti? Sono previste perquisizioni agli zaini di coloro che percorrono i sentieri con lo scopo di bloccare chi possiede corde e moschettoni e allo stesso tempo lasciare il libero passaggio agli escursionisti?

Qualora si verificassero incidenti a danno di qualche alpinista, dovuti all’imposizione del percorso da seguire per l’avvicinamento/allontanamento alle/dalle “Vie”, così come stabilito nel D.D. n. 384, a chi verrà imputata la responsabilità? A coloro che hanno elaborato/deciso i percorsi che gli alpinisti devono seguire obbligatoriamente (l’Ente Parco che lo ha sviluppato in collaborazione con il Collegio delle Guide Alpine delle Marche) o a chi lo ha ritenuto valido e lo ha fatto divenire effettivo? Oppure la responsabilità verrebbe a cadere sulle Autorità preposte al controllo che pur essendo state avvertite sembrerebbero non essere intervenute per correggere le “anomalie” e criticità?

Perché alcuni mezzi motorizzati autorizzati possono scorrazzare liberamente perfino al di fuori delle sedi stradali e perfino nella zona critica vietata all’alpinismo?

Perché i mezzi motorizzati autorizzati circolano liberamente per “fini produttivi” nella zona vietata all’alpinismo, passando addirittura sui prati relativi all’area in discussione quando, allo stesso tempo, si è vietato ai professionisti della montagna l’accesso e per ben 6 anni non gli sono state concesse autorizzazioni ma anzi gli sono state perfino elevate sanzioni? Si possono discriminare i “fini produttivi” in base alla tipologia delle differenti attività, consentendo incredibilmente quelli a più elevato impatto ambientale (i mezzi a motore) e non quelli a basso impatto (l’alpinismo per tutti e l’attività delle guide alpine)? Su quale criterio si basa la “scelta” di un’attività con “fini produttivi” leciti e legali per rilasciare le autorizzazioni? E’ sensato e lecito tutto ciò?

Se il DD. 384 del Parco dei Sibillini non è regolare per vizi di forma, perché continua ad essere applicato?

Quali sono gli organi preposti al controllo di una Pubblica Amministrazione come è l’Ente Parco?

Perché si permette l’accesso dei mezzi motorizzati anche relativamente al Progetto Praterie Altomontane, perfino al di fuori delle sedi stradali e nelle immediate vicinanze dell’area vietata all’alpinismo, nel momento in cui lo stesso progetto esclude l’utilizzo dei mezzi a motore?

Paolo Caruso, dopo anni di tentativi di dialogo con l’Ente Parco, fa il punto sulla situazione: “Non ci sono parole per definire quanto accade nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini… il fatto che il Parco sia tra gli ultimissimi posti per frequenze turistiche non è certo un caso e la dice lunga sulla situazione e sul tipo di gestione. Se pensiamo poi che la gran massa di turisti si concentra a Norcia soprattutto per la fioritura di Castelluccio e in pochissimi altri luoghi… la situazione è preoccupante e allarmante. Abbiamo cercato di spiegare molte volte, ricordando le normative nazionali e internazionali, che i parchi sono stati istituiti per due ragioni principali: salvaguardare la natura e, allo stesso tempo, creare opportunità, favorendo soprattutto le attività a basso impatto ambientale, come quelle tradizionali, non ultimi l’alpinismo, l’escursionismo, lo scialpinismo, ecc. Tra divieti e sanzioni nel territorio si respira un’aria come se si volesse allontanare qualsiasi forma di turismo che non sia quella culinaria e di turismo sulle strade, o sul grande anello dei Sibillini ove, per altro, si sono verificate diverse criticità, non ultima quella relativa ai rifugi del parco chiusi.

Paolo Caruso su Ultimi Cavalieri
SibilliniTorneràSereno-09 P. Caruso su Ultimi Cavalieri

Per quanto riguarda i sentieri, le ingenti somme economiche investite, ad esempio, si parla di diverse centinaia di migliaia di euro, è tale da lasciare perplessi vista la situazione attuale e considerando anche tutte le criticità emerse a tal proposito, segnalate anche su questo blog. Ci si domanda come possa ancora sussistere una tale situazione caotica nonostante i suddetti stanziamenti pubblici ma anche per quanto previsto dal Protocollo d’intesa del 15 settembre 2014 tra Federparchi e CAI, in cui si ribadiscono i compiti del Sodalizio di “provvedere al tracciamento, alla realizzazione e alla manutenzione dei sentieri”. Inoltre, sarebbe apparso sicuramente più logico e di qualità avvalersi anche del parere dei professionisti della montagna locali (Guide Alpine, Accompagnatori, Guide escursioniste, Guide parco), che conoscono bene i percorsi della zona, onde ovviare alle problematiche ben note presenti in questo territorio.

Se poi ricordiamo le tre multe ricevute da Luigi Nespeca relativamente alla conduzione del cane al guinzaglio perfino nei sentieri privi di segnaletica opportuna e accessibili ai cavalli, ai muli, alle mountain bike oltre che ai cani senza guinzaglio utilizzati per il censimento delle coturnici, per la pastorizia, ecc., la situazione appare ancora più grottesca.

Dobbiamo solo evitare di prestare il fianco a possibili attacchi accaniti del Parco in quanto la situazione è ora particolarmente accesa: pensa che alcuni di noi stanno valutando una possibile querela per violazione della Privacy da parte del Parco (eh già, ne commettono di tutti i colori e neanche lo vogliono ammettere).

Che siano particolarmente nervosi lo si vede anche da questo documento del 30 luglio 2015. E’ una comunicazione del Parco che riguarda un altro capitolo, il loro errore di aver divulgato il Verbale della riunione dell’8 luglio 2014 con i dati personali di molte persone presenti (telefono, e-mail, ecc) senza alcuna autorizzazione degli stessi. Invece di cercare di rimediare nel migliore dei modi cercano di difendersi attaccando, come quando si è con le spalle al muro… Tra le varie cose, propongono che io cancelli dal Verbale che hanno inviato a me, e che è stato mandato perfino in Europa come allegato alla chiusura del Progetto sul Camoscio, alcuni nomi delle persone… ed è pure un pdf! Scrivono pure che i nostri commenti sul Gogna Blog “si sarebbero spinti oltre la critica” e quindi messo in cattiva luce il Parco. Non il loro operato, bensì i nostri commenti!

Per tutto questo ho deciso di alzare il tiro e andare avanti. Questi signori ancora sembrano non aver capito che hanno il dovere, soprattutto in tema ambientale, di informazione e trasparenza, anche nel caso in cui nessun cittadino chieda di poter visionare i documenti, figuriamoci quando lo si chiede, come nel nostro caso. Per come li ho sentiti nervosi, potrebbero aver ricevuto qualche avviso da qualche autorità da noi interpellata…

Pertanto, ecco la mia risposta alla comunicazione del Parco del 30 luglio 2015. Rispondo punto per punto sull’argomento “privacy”, poi però:
– li richiamo a una maggiore osservanza della legge, come Pubblica Amministrazione;
– contesto alla loro comunicazione la continua serie di imprecisioni e affermazioni non vere;
– li richiamo anche sul tono piccato, minaccioso e accusatorio che caratterizza le comunicazioni a me da loro inviate”.

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Monti Sibillini: quando tornerà il sereno? ultima modifica: 2015-10-08T06:00:45+02:00 da GognaBlog

59 pensieri su “Monti Sibillini: quando tornerà il sereno?”

  1. 59
    Gabriele S says:

    Grazie Paolo, non sapevo che Fausto De Stefani è Presidente onorario di MW, io l’ho conosciuto! Bella persona, molto in gamba. E bella esperienza, abbiamo anche mangiato insieme!

    Ma come fa a condividere l’ideologia del Signor Pinelli e della signora di MW Umbria? Se mi capiterà di incontrare nuovamente Fausto glielo chiederò di persona.

  2. 58
    Alberto Benassi says:

    Ma quale divisione? Qui la divisione, come ha spiegato bene Paolo l’ha creato i Parco. Un ente che invece dovrebbe unire. Unire tutti nella protezione dell’ambiente e “NEL VIVERE L’AMBIENTE!

    Invece che fa? crea divisioni: voi si! voi no!! E perchè? Non è dato di sapere.

    Forse gli alpinisti, gli arrampicatori, le guide alpine, rovinano l’ambiente più di altri?

    Vogliono creare una wilderness? Allora TUTTI FUORI. Compreso coloro che nel territorio del parco ci abitano. Che vadano a stare da un’altra parte. O tutti o nessuno.

    Qui invece mi sembra che si fanno delle caste.

    Quello dei cavatori era un esempio di cittadini di seria A e cittadini di serie B. Loro possono tutto. Anche quando c’è stata l’ordinanza di divieto per alpinisti ed escursionisti a frequentare la zona nord della Apuane a causa del terremoto.

    Le cave hanno continuato a lavorare. Ma visto che le cave sono in territorio montuoso e visto che i cavatori ci lavorano 7 giorni su 7 ,
    non erano in pericolo a causa del terremoto?
    Forse devo pensare che il sindaco che ha emesso l’ordinanza se ne fregato dei cavatori, preoccupandosi invece della incolumità degli escursionisti?

  3. 57
    Alessandro Fabbrizio says:

    Caro Daniele, hai fatto bene a fare un ulteriore commento di precisazione perche’ effettivamente leggendo le mie due righe del commento precedente si puo’ intendere che io esalti l’anarchia, la trasgressione ed in genere il non rispetto delle regole. Chi mi conosce di persona sa benissimo che tipo di persona io sia e quanto sia rispettosa di leggi e regolamenti varati nel nome e nel rispetto delle attuali Leggi Democratiche. Diverso e’ il discorso quando eventuali leggi e/o regolamenti sono varati da tirannie varie e piu’ in generale nel non rispetto delle piu’ elementari Leggi Democratiche. In questo caso il non rispetto di questi regolamenti non costituisce un inno all’anarchia ed alla trasgressione ma bensi una forma di ribellione civile volta a far comprendere l’assurdita’ e la stupidita’ del regolamento in oggetto. E’ chiaro che quando vado nella zona proibita non provoco danno a niente e nessuno, mentre non si puo’ dire la stessa cosa dell’elicottero della forestale che atterra sulla sella del Bove, rispettando il regolamento, o della musica sparata a tutto volume a Frontignano (sempre rispettando il regolamento) ma ben udibile fin dentro la zona proibita. In aggiunta quando al regolamento non democratico si aggiungono le aggravanti della discriminazione e della limitazione della liberta’ personale, come succede da diverso tempo nei Sibillini e come sta accadendo ora nel Pollino, gli interessati alla ribellione non sono piu’ soltanto i famosi utilizzatori finali (nel nostro caso escursionisti, alpinisti, etc…etc…) ma bensi tutta la societa’ civile. Come diceva Frassica in “Indietro Tutta” il regolamento e’ regolamento pero’ qui siamo andati ben oltre il fine del regolamento stesso. In ultimo, sapendo che alcuni si contorcono come serpenti in calore leggendo un certo genere di commenti beh capirai che il godimento raddoppia….

  4. 56
    Paolo Caruso says:

    Scusate, volevo solo ricordarti, Daniele, che le uniche divisioni esistenti, per le persone come me, consistono nel distinguere i cittadini rispettosi, civili e in grado di interagire con l’ambiente naturale in modo corretto, da quelli che invece non lo sono, arrivando a generare danni e a inquinare in vario modo, mancanza di rispetto, attività a forte impatto, inquinamento acustico (anche su questo il parco non ci sente proprio, nonostante lo avessimo invitato più volte, neanche un misero cartello per le urla, gli schiamazzi, le discoteche a cielo aperto)…
    Ma perché il parco non capisce che bisogna lavorare sull’informazione, sull’educazione, sulla formazione ecc? Ovvio, più difficile e faticoso del mettere divieti per categorie considerate minoritarie. Ma così facendo i risultati del parco saranno sempre negativi perché non si affronta la questione più importante: educare e insegnare alle persone a vivere un rapporto corretto e naturale, scusate il gioco di parole, con la “natura”, al di là delle mode che passano, anche perché è proprio questo ciò di cui abbiamo bisogno ora come esseri umani. A noi ci sta a cuore la montagna, e ci rendiamo conto che tante persone non sono preparate a frequentare la natura e la montagna in modo corretto. E quindi perché non cambiare rotta? Dal divieto alla formazione e all’educazione!
    Invece addirittura si lotta con i professionisti, ad esempio, invece di farsi aiutare li si sminuisce, li si sanziona e addirittura li si emargina come a voler eliminare loro e tutti i fruitori delle attività più nobili, come l’alpinismo ecc. .

  5. 55
    Paolo Caruso says:

    Nessun problema per il tu, Daniele, grazie per le tue precisazioni.
    Solo due concetti: sulle divisioni che menzioni hanno già ben risposto Marco Speziale e Silvia Bonifazi. Ribadisco anch’io: le divisioni per noi non esistono (infatti siamo sia escursionisti che alpinisti…), la cosa che considero pazzesca è che questa divisione per la prima volta al mondo! (che mi risulti…) l’ha introdotta il parco con il regolamento 384/2014 del 29 agosto 2014, limitando le possibilità di percorrere i sentieri solo ed esclusivamente per gli alpinisti. Ci rendiamo conto della gravità anche di questa disposizione (tra le tante cose che non vanno nel territorio)? Solo noi ci siamo mossi fino ad ora, è incredibile questa cosa (complimenti a Stefano Michelazzi che dal suo commento mi rendo conto ha messo totalmente a fuoco l’intera questione), per questo sono particolarmente grato a questo blog e ad Alessandro Gogna cui va una particolare lode: è stato il primo “estraneo” a capire e a dare eco alla lotta per il Giusto, per i Diritti, la Libertà… Ora finalmente si è compreso che in realtà trattasi di una lotta di tutti e per tutti!
    Se leggi il regolamento riportato sopra in questo articolo e ti va di passare un paio d’ore almeno per cercare di capire cosa c’è scritto in particolare nella parte degli “avvicinamenti e allontanamenti, alla fine ti renderai conto di come ragionano le persone che ci dettano legge e le costrizioni assurde, o illegali???, cui ci costringono.
    Per quanto riguarda l’infrangere questo tipo di divieti… che dire, capisco bene le motivazioni e forse disubbidire a un regolamento sbagliato potrebbe perfino, senza tirare in ballo De Andrè, essere cosa giusta e anche dovere civico. Con un altro paragone, se ti comandassero di fucilare qualcuno, non sarebbe anche un tuo diritto e dovere disubbidire??? Sai gli anni passano, i “signori” ingrassano e i cittadini subiscono limitazioni nel vivere, nel lavorare…. e annaspano in queste situazioni proprio da “dittatura democratica”. Tutti moriremo ma non vedo perché la così detta “casta” deve campare e ingrassare sulle spalle delle persone per bene. Dopo, o sul punto di morte, ne pagheranno le conseguenze (e con gli interessi… dice un detto orientale) perché sono convinto che tutto torna nella vita, ma per il momento se la spassano. Non so se mi sono spiegato bene.
    Comunque se ci dai una mano anche tu a riportare la … diciamo… normalità in questo territorio, dopo ben 7 (sette) anni, sono certo che nessuna persona civile infrangerà alcun regolamento. Saluti

  6. 54
    Daniele Piccini says:

    Buongiorno a tutti, visto che alcuni di voi hanno sollevato osservazioni sul mio precedente commento mi sento in dovere di replicare perché probabilmente per mia mancata chiarezza su alcune cose sono stato frainteso. Il mio commento voleva solo far emergere, amplificandole volutamente, le contraddizioni ed in qualche caso anche le esagerazioni che scaturiscono da questo sacrosanto confronto tra persone che dividono la stessa passione e perseguono gli stessi obiettivi.
    Non penso nemmeno lontanamente caro Paolo che sia sbagliato fare la tua battaglia contro la dirigenza del Parco e che tu debba accettare supinamente imposizioni e sanzioni che ritiene ingiuste e lesive sia nei confronti della sua professione che dei tuoi principi certamente condivisibili. Ho solo notato che tra le argomentazioni portate a sostegno delle tue ragioni, contrapponi, magari involontariamente, Alpinisti ed Escursionisti sulla percorrenza di alcuni sentieri per sottolineare l’incongruenza di alcune disposizioni del Parco. Sono d’accordo sulla sostanza ma la forma interpretabile “perché noi no e loro si”? (e qui caro Benassi non parliamo di cavatori ) può generare incomprensioni e divisioni che non fanno il bene di nessuno, anzi fanno solo perdere credibilità . Riguardo al rispetto dei vigenti regolamenti non trovo corretto da parte di qualcuno, esaltare l’anarchia e soprattutto il gusto della trasgressione in nome della montagna libera e selvaggia.Ritengo invece che si debba lavorare per colmare le tante lacune apportando idee costruttive, fatti (vedasi volontariato attivo) e soprattutto non accontentarsi di qualche regalino elargito sapientemente a qualche categoria più “rumorosa” di altre.
    p.s. gradirei non essere chiamato Sig. Piccini e se fosse possibile evitare il Lei, il tu va benissimo

  7. 53
    Alberto Benassi says:

    Alessandro nello scrivere “ha fatto ma poco” non ho inteso dire che M.W. poteva fare di più, o peggio se ne è fregata . Si può sempre fare di più ma è anche vero che a volte non è facile fare d più. Specialmente qui in Apuane dove la maggioranza della popolazione e le amministrazioni pubbliche locali non sono certo contro le cave e non è facile muoversi e portare avanti iniziative contro l’escavazione anche se è selvaggia.

    Gervasutti con la salita della est dell Jorasses ha ben dimostrato quello che valeva.
    Forse sulla nord, Charlet e Gervasutti hanno fallito solo perchè si erano posti dei limiti che Cassin invece ha ignorato.

  8. 52
    Alessandro Gogna says:

    Cari Alberto e Paolo, ce lo auguriamo proprio. Sapete entrambi che dire “si è fatto poco” o “si è fatto molto” non dipende solo da ciò che si è concretamente ottenuto. Ci sono risultati che portano ad altri risultati, idee che portano ad altre idee più forti. Non dobbiamo ritenere Charlet e Gervasutti meno forti di Cassin solo perché sulle Jorasses avevano fallito…

  9. 51
    Paolo Caruso says:

    Grazie per la risposta di Alessandro Gogna, mi fa molto piacere che MW abbia fatto qualcosa per le Apuane, e mi auguro che faccia anche di più nel futuro. Così che anche Alberto possa dire “hanno fatto molto”

  10. 50
    Alberto Benassi says:

    Paolo è vero. Non tutti ma la maggioranza del cittadini apuani della salvaguardia delle loro montagne se ne fregano assai. Vai a dire agli anarchici cittadini di Carrara di limitare l’escavazione….Ti sparano!
    Questi si vantano della loro anarchia ma hanno svenduto la ricchezza del loro territorio.

    Anni fa apparì una scritta “Parco uguale fame, cave uguale pane” oppure rivolta agli speleo che protestavano per la difesa dell’Antro del Corchia “amici non padroni” e via così.

    Quanto a Mountain Wilderness qualcosa nel passato ha fatto ma poco.

  11. 49
    Alessandro Gogna says:

    Caro Paolo Caruso, rispondo alla tua domanda su Mountain Wilderness nei confronti delle Alpi Apuane. Oggi non è certamente l’unica associazione a lottare per una montagna apuana libera dalle cave selvagge. Però è stata la prima. Nella primavera del 1990 facemmo una manifestazione di due giorni dove, purtroppo con molta fatica, coinvolgemmo il CAI e il Parco Regionale. Da allora Mountain Wilderness non ha mai smesso d’essere in prima linea.

  12. 48
    Paolo Caruso says:

    Lo scempio delle cave nelle Apuane è un altro degli scandali di cui prima o poi le autorità saranno tenute a rispondere. Comunque queste cose accadono perché ci sono troppi pochi cittadini responsabili che agiscono. Alberto, che tu sappia le associazioni ambientaliste, inclusa la Mountain Wilderness, si sono mai esposte? O sono per caso situazioni che accettano o rispettano?
    Per Daniele Piccini
    Una sola domanda molto semplice, se almeno Lei riesce a rispondere: Lei pensa che nell’ipotesi in cui una Pubblica Amministrazione (come l’ex PNMS ribattezzato PNMP oppure per ampliare ancora, che ne dici Alessandro di PNMPOR… scusa la battuta ma è solo per sdrammatizzare un pò) o le forze dell’ordine o chicchessia, insomma una Autorità, commettessero un illecito, come per esempio malmenare o massacrare un cittadino (che non sono neanche fantasie…), oppure applicare delle disposizioni anticostituzionali, i cittadini coinvolti oppure anche i cittadini e le altre autorità che venissero a conoscenza del fattaccio, ma non coinvolti, dovrebbero accettare quanto accade per rispetto dell’autorità stessa? Gli abusi devono essere accettati e subiti a qualsiasi costo, per evitare il rischio che vengano abolite le autorità stesse? Quindi, se così fosse, bisognerebbe accettare anche qualsiasi forma di dittatura…. sempre di autorità si tratta…
    Oppure sarebbe forse il caso di sostituire i “trasgressori dell’autorità” con altre persone in grado di fare cose giuste e di applicare disposizioni, regolamenti e comportamenti consoni alla costituzione? Io non ho dubbi. Lei?

  13. 47

    sono totalmente d’accordo. Ci sono situazioni simili in tutto il territorio nazionale.
    I parchi: spesso ipocrisia ed alibi di facciata politica… purtroppo. Ma se ci sono grandi interessi economici, perchè magari dalla terra esce qualcosa di economicamente profittabile alla grande, che sia il marmo delle Apuane (lo sai Alberto, che l’ultima assurdità che ho sentito è di una azienda start-up “innovativa” propone vestiti fatti con il marmo !?…) o, come è successo poche decine di kilometri da casa mia nell’appennino Ligure, nel Parco del Beigua, si scopre che sottoterra c’è il titanio…, allora si fottano le nidificazioni degli alpinisti, parco o non parco… (p.s. la facenda del titanio è ora sopita perchè i sondaggi hanno rilevato un cicinin di incazzamento della gente all’idea di avere una miniera di titanio sopra la testa, ma vedrete che la faccenda, calmate le acque, tornerà, eh se tornerà…).

  14. 46
    Alberto Benassi says:

    cara Silvia ti ringrazio per i chirimenti. Volevo solo precisare che il mio intevento non è contro i parchi. Anzi ce ne dovrebbero esser di più.
    La mia vuole essere una protesta contro un certo modo di fare parco , contro un certo modo di amministrare un territorio sia che ci sia il parco o che non ci sia.

    Rifaccio l’esempio delle Apuane. Qui si interviene con forza contro i più deboli , alpinisti e escursionisti. Ma si fa molto poco, per non dire nulla, contro chi veramente DEVASTA!! il territorio. Mi sembra che si facci finta di non vedere.

    Perchè le cave possono distruggere interi fianchi di montagne e invece gli arrampicatori non possono scalare su una parete? Eppure non mi sembra che il disturbo che può arrecare un arrampicatore alla fauna abbia lo stesso peso di quello di una cava. La cava distrugge!
    Non sarà mica che qualche politico/funzionario usi questi sistemi solo per farsi della pubblicità ambientalista e dare fumo negli occhi alla gente….??

    Certamente non si potrà bloccare il lavoro di escavazione perchè ci sono parecchie persone che ci campano…… Però si potrà intervenire su certi modi di lavorare. Lavorare non vuol dire DEVASTARE.
    Eppure qui si sta devastando un territorio.

    Il parco dov’ è ? Mon la vede questa devastazione….??

  15. 45
    Silvia Bonifazi says:

    Una precisazione di cui mi scuso, il mio commento era rivolto a sostenere quanto domandava il Sig. Benassi in merito ai dubbi giusti ma in risposta pure a quanto sollevato dal Sig. Piccini…
    I Parchi devono restare…il problema sono le mentalità inique e non confacenti con cui questi vengono gestiti che devono essere abolite

    Un saluto ancora

  16. 44
    Silvia Bonifazi says:

    Salve di nuovo a tutti, volevo solo fornire alcuni chiarimenti in merito alla questione che il Sig. Benassi, di cui approvo le riflessioni, sollevava, giustamente disorientato di fronte al caos che è emerso da questa situazione paradossale, ovvero: allora aboliamo i Parchi? La mia precisazione riguarda proprio il fatto che non sono i Parchi a dover essere aboliti! Ci tengo a precisare che l’azione che si sta intraprendendo è lungi dal voler far passare o promuovere l’idea dell’abolizione delle aree protette come i Parchi, ultima isola che ci è rimasta per tentare di tutelare la natura sentendoci forti del riconoscimento che viene dato a quelle aree…tutt’altro, la volontà è quella di spronare i cittadini a conoscere e far valere i propri diritti, a tutelare ed  a partecipare ai lavori delle pubbliche amministrazioni ed a non allontanarsene, di modo che pure chi amministra incominci a farlo in modo più oculato e condiviso….è un incentivo al miglioramento…

    inoltre la divisione tra escursionismo ed alpinismo non è voluta o stata promossa da noi, ma è il Parco stesso ad averla inserita erroneamente. Caro Alberto, si figuri che siamo al fianco degli escursionisti con i cani, nella battaglia di Nespeca…per tutelare altresì i diritti degli animali e la loro libertà a fruire, come in ogni stato civile che si rispetti, di quegli ambienti naturali a loro più vicini…un altro paradosso da aggiungere a quanto da Lei elencato: nella zona dei laghi di Pilato non è possibile scendere lungo i sentieri con i cani, mentre è consentito con i cavalli per escursionismo a cavallo…si immagini l’ingombro di un chihuahua al paragone di un cavallo…e magari la capacità di trattenere un cavallo assetato in estate dall’avvicinarsi all’acqua dei laghi con quella per controllare lo stesso cane…non è assurdo?!

    La lascio con una riflessione, ieri leggevo sul sito del Parco che con autorizzazione doc. n 96 del 9/10/15 prot. 169/15 il Parco autorizza il sorvolo in elicottero x “ispezione” delle linee elettriche x un giorno compreso tra il 9 ed 16 di questo mese… con una distanza da mantenere non inferiore a 500 m dalle aree rupestri e dalle pareti rocciose…la medesima distanza prevista per l’arrampicata – in realtà la normativa prevederebbe il divieto di avvicinamento per tutte le attività escursionismo volo con deltaplano ecc. – Le sembra che x gli uccelli protetti possa essere sufficiente far mantenere per rumore e spostamento d’aria una distanza pari a quella prevista x l’arrampicata?! 

    Un saluto

  17. 43
    Marco Speziale says:

    Caro Daniele,
    le contrapposizioni di cui tu parli mi sembrano veritiere solo in parte: va bene la contrapposizione tra Amanti – Frequentatori della Natura e gestori della res publica (in questo caso il Territorio del PNMS o meglio PNMP); non va certamente bene la distinzione alpinisti-escursionisti. Quest’ultima in maniera erronea, per così dire, è sostenuta e voluta dal parco solo per dividere chi ne contesta la gestione e sia chiaro la sola gestione non l’istituzione!!!!!!
    Qui non si tratta di TRASGREDIRE ma di RISPETTARE ciò che è giusto super partes, cioè il DIRITTO di vivere l’Ambiente, in questo caso montano, secondo le regole riconosciute giuste e valide da tradizioni antiche, le stesse che hanno permesso di mantenere l’Ambiente come i Signori del parco l’hanno trovato…….

  18. 42
    Alberto Benassi says:

    Io non conosco la situazione dei Sibillini ma anche in Apuane c’è un parco. Si è vietata la scalata perchè disturba l’aquila. Si è vietata la scalata e l’escursionismo a causa del terremoto.
    Però le cave continuano a distruggere queste montagne.

    Appuanto Sig. Daniele Piccini “Perchè loro si e noi no”…..?

    la dia Lei la risposta.

  19. 41
    Daniele Piccini says:

    Nel pieno rispetto di chi combatte apertamente la propria battaglia ritenendosi ingiustamente danneggiato oltre a difendere legittimamente principi che ritiene disattesi dalla Direzione del Parco, rilevo che in questo infuocato dibattito emergano contrapposizioni per me sconcertanti.
    Sento di Alpinisti contro Escursionisti (Perché noi no e loro si?) di amanti della natura libera e selvaggia che vogliono farsi regole da soli e godono nel trasgredirle, di Carlo Alberto Pinelli trasformatosi in un servitore dei potenti di turno, di una associazione come Mountain Wilderness diventata un covo di reazionari, della sentieristica progettata e realizzata gratuitamente dai volontari CAI di Marche ed Umbria divenuta fonte di sprechi e forse d’altro, di Parchi per la cui realizzazione abbiamo combattuto, diventati territorio di vessazione e sopruso. Che dite, li vogliamo abolire?
    E pensare che siamo tutti amanti della montagna e della sua natura e di questo sono sinceramente convinto.

  20. 40
    Lucio says:

    Ciao Paolo,
    In primo luogo voglio farti i miei complimenti per la chiarezza e la lucidità con la quale hai saputo riassumere (e quindi rendere comprensibile a tutti) tutta la lunga vicenda che si e’ venuta a creare con la dirigenza del Parco dei Sibillini in seguito alla reintroduzione del camoscio. In secondo luogo voglio invece sperare che il tuo esposto presentato al Prefetto di Macerata possa contribuire a chiarire se le misure adottate da questi dirigenti siano da considerare legittime ed opportune sul piano legale.
    In terzo luogo invece, anche se in simili casi mi secca non poco il fatto di aver avuto ragione, devo purtroppo constatare che si è verificata puntualmente la previsione che espressi, oramai diversi anni fa, in occasione del convegno da te organizzato ad Ussita: in Italia le misure temporanee (in questo caso specifico i divieti) finiscono facilmente con il diventare “temporaneamente definitive”.
    Infatti anche la gestione del Parco dei Sibillini, purtroppo, non non si e’ dimostrata estranea rispetto ai difetti che sono abitualmente presenti nella pubblica amministrazione in generale. Nel nostro caso, poi, mi sembra che sia stato particolarmente sottovalutato un fatto fondamentale: il territorio del parco dei Sibillini e’ senz’altro bellissimo ed affascinante, ma e’ anche innegabilmente antropizzato, segnato da secoli e secoli di pastorizia e di sfruttamento delle aree boschive. A mio parere il fascino di tale territorio, la sua vocazione naturale, consiste proprio in questo: nella coesistenza tra natura ed attivita’ tradizionali umane a basso impatto ambientale; coesistenza che bisognerebbe cercare di valorizzare e di rendere sempre piu’ armonica.
    Il parco dei Sibillini non rappresenta di certo un area wilderness e, a mio avviso, cercare di renderlo tale penalizzando fortemente la presenza umana si rivelerebbe alla fine controproducente per il territorio stesso. Mi pare invece che, mentre da un lato sia stia facendo troppo poco per sanare le criticita’ davvero importanti del parco (funivia del Monte Bove, piani di Castelluccio), dall’ altro si stia invece cercando di percorrere proprio questa scelta (che definirei di tipo radical chic): i sentieri storici, quelli piu’ belli e piu’ importanti, non vengono manutenuti e ci si accanisce con misure draconiane contro i pochi alpinisti che frequentano le sue pareti. Accanimento che risulta ancora meno comprensibile se si considera che la roccia dei Sibillini e’ affidabile solo in alcuni punti e che quindi, contrariamente a zone come il Corno Piccolo (Gran Sasso) non richiamera’ mai un numero elevato di rocciatori. Non riesco proprio a capire come un numero limitato di alpinisti rispettosi della presenza del camoscio, e per di piu’ accompagnati da professionisti della montagna come le guide alpine, possano essere considerati tanto dannosi……. I camosci reintrodotti sui Sibillini sono forse affetti da qualche strana forma di fobia nei confronti dei rocciatori?
    Concludo queste mie riflessioni tornando a ripetere quanto gia’ scrissi in un occasione precedente: se i responsabili del Parco dei Sibillini considerano Paolo Caruso come un nemico della natura allora auguro a questi Signori di incontrare più nemici come Paolo Caruso: la natura non avra’ che da guadagnarvi.

  21. 39
    alessandra baldelli says:

    Caro Paolo, mi riallaccio alle tue ultime domande per dirti che, ad oggi, ancora io non so dove sono andati a finire i famosi 403.000 e rotti euro per la sentieristica, nonostante abbia pure chiesto alle sezioni di macerata e ascoli se ne sapevano qualcosa. L’ unico a rispondermi è stato Palermi, che mi ha spiegato che le sezioni umbre e marchigiane hanno stipulato una convenzione col parco per la manutenzione e tracciatura dei sentieri che non sono contraddistinti dalla lettera E. Ora, a parte che se esiste un documento diverso dalla convenzione CAI – Federparchi, io non l’ho trovato, ma comunque mi è stato detto che l’ accordo con il parco è sospeso. Ma in ogni caso, dato che Palermi mi ha assicurato che loro hanno preso solo rimborsi, rimane sempre la domanda di dove siano stati spesi questi soldi e perché. Convenzione o no, è comunque il CAI che deve fare la realizzazione e manutenzione dei sentieri, per legge dello stato! Sul dove sono stati spesi, beh, è una caccia al tesoro. Anche ieri ero in zona Bove e ho visto dei paletti, quelli degli anelli bike, completamente scrostati. In altri giri ho trovato quelli dei sentieri ufficiali del parco caduti a terra. A fine mese sarò sul Grande Anello, vediamo se trovo traccia di qualche manutenzione. Tra l’ altro la manutenzione straordinaria dei sentieri storici cioè di quelli non segnati dalla lettera E e che sono stati sistemati dal CAI la deve fare il parco, da come ha detto Palermi. Mah, qui è tutto un caos e nessuno che da uno straccio di spiegazione concreta.
    E, a proposito di psicologi e affini, ho quasi dovuto chiamare lo specialista quando mi sono trovata davanti alla NUOVA D.D. 384, datata 13 agosto 2015! Mi ricordo male o è più o meno il periodo che tu sei stato multato per la salita a Punta Anna? È una coincidenza? Comunque chi volesse leggerla la trova sul sito del parco. La differenza maggiore con la versione precedente è che ci sono descritti i sentieri di avvcinamento “preferibili” e quelli ” sconsigliati”, una sorta di raccomandazione insomma…Ora, a parte che mi ci è voluto un bel po’ per capire la logica di come erano stati messi i numeri dei sentieri nelle descrizioni di accesso e rientro (solo su suggerimento mi è stato detto che erano messi in sequenza; non mi dilungo qui, chiunque può divertirsi a leggere quella parte…), ho trovato in ogni caso le solite lacune. Dato che i signori del parco e forse anche Riganelli ci leggono, rivolgo direttamente a loro le domande che mi sono venute e i dubbi:
    – perché per arrivare alla croce del bove non posso passare per le creste? E perché non posso utilizzare il n.1, che va dalla croce alle quinte?
    -perché non posso salire da valle romana in estate ma solo in inverno?
    -perché i sentieri 5 e 9 sono praticamente identici e si sovrappongono quasi del tutto?
    -perché il sentiero 4, che era quello che saliva a zigzag dalla val di bove ora è diventato quello che va dalla cresta sotto al bove nord verso punta anna? E l’ ex 4 ora è percorribile o è vietato?
    -questa nuova determina è stata pubblicata sull’ Albo Pretorio? E dove la si trova, dato che sul sito i documenti arrivano al massimo a un paio di settimane addietro?
    -ultima domanda…ma se si è modificata la 384 includendo anche sentieri che prima erano esclusi e dato che in pratica ora sono percorribili praticamente tutti, ad eccezione di alcuni come ho scritto prima che, si vede, non sono stati considerati in quanto troppo lunghi o lontani dalla parete (ma se uno vuole farsi una lunga sgambata per arrivare, per dire, alle quinte perché è masochista, perché vietarglielo?!?), perché continuare allora ad obbligare gli alpinisti a seguire l’ uno o l’ altro sentiero???
    Caro Paolo, per me questa nuova determina è un bel paravento per qualcuno…. Più che chiamare in causa gli psicologi, io chiamerei un esorcista, tu che ne dici?

  22. 38
    Paolo Caruso says:

    Per chiarezza. Inviterei Mountain Wilderness, nell’eventualità di una risposta, anche a considerare quanto ormai è stato portato alla luce del sole, al di là della “questione alpinismo”, e ricordato in sintesi nelle righe sotto: credo, infatti, si sia ben capito come la suddetta questione costituisca in realtà soltanto la punta dell’iceberg di una notevole serie di accadimenti e assurdità che potrebbero anche sembrare mala gestione (perfino forse toccando i limiti di ciò che è lecito). Considerare la “questione alpinistica” separatamente dagli altri eventi, potrebbe sembrare far parte di una strategia tesa a distogliere l’attenzione da una problematica generale, complessa e scomoda. Invece, la detta “questione alpinistica” esiste proprio perché esistono gli altri gravi problemi: altrimenti non avrebbe alcun senso fare la guerra all’alpinismo per incriminarlo come capro espiatorio, anche perché totalmente innocuo!
    Luciano Brandimarti ha ragione a denunciare il nuovo mega rifugio milionario di cemento delle Saliere/Frontignano (poteva invece essere ristrutturato quello esistente: in una stazione sciistica perennemente in deficit, ma purtroppo con interessi economici e con i ben noti scempi perpetrati in questa zona nei decenni), Alessandro Fabbrizio, Alessandra Baldelli, Marco Speziale e tanti altri hanno completa ragione per quanto riguarda i sentieri e le diverse centinaia di migliaia di euro spesi per una rete sentieristica che fa acqua da tutte le parti.
    Ma non dimentichiamo che la lista è ancora lunga: le Marcite di Norcia; le cave nel parco; il downhill vicino all’area critica del camoscio (attività impattante che crea erosione e, a differenza dell’alpinismo, non certo attività tradizionale da tutelare per legge – cari signori del parco – comprendiamo la necessità degli introiti provenienti dai biglietti delle risalite in seggiovia da parte dei ciclisti, ma per favore un minimo di COERENZA!); la musica da discoteca a tutto volume perfino al Cristo delle Nevi (e neanche una multa in questi casi eh!?), rifugio ubicato a 1830 metri sempre nelle vicinanze dell’area critica del camoscio, così come al piazzale di Frontignano, IN UN PARCO CHE DA REGOLAMENTO VIETA QUALSIASI FORMA DI RUMORE altoparlanti ecc. non solo nelle zone A e B ma perfino in TUTTA l’area del parco; il divieto della SOLA arrampicata (da febbraio a giugno) al Colle delle Cupaie (Norcia) perfino a 500 metri da un “posatoio”, che fino ad ora e nonostante il divieto non ha mai dato alla luce alcun pullo, sebbene la legge parli chiaro e sancisca che se il divieto ci deve essere, questo deve riguardare tutte le attività, tra cui, mezzi motorizzati, trekking, volo ecc.. ma non si può DISCRIMINARE una sola attività (hanno vietato con accanimento perfino l’arrampicata su delle paretine didattiche e per bambini a circa 500 metri di distanza dallo stesso posatoio, nel momento in cui a piedi o col volo ti ci puoi avvicinare senza problemi addirittura a pochissimi metri, e perfino con la strada statale vicina…); e poi Castelluccio; e poi i cani bene educati e al guinzaglio banditi dai sentieri (che invece sono frequentati in modo autorizzato perfino da bikers e da equidi vari); e poi il penoso spettacolo della roulotte con immondezzaio annesso nei pressi di Capanna Ghezzi; e poi il rischio dell’eolico e dei prelievi d’acqua dal Nera; e poi ancora… mi fermo qua perché penso che il senso sia già ben chiaro. Ma a parte MW, mi piacerebbe chiedere a qualche psicologo: quali possono essere le ragioni per accanirsi così tanto solo contro l’arrampicata (e i cani al guinzaglio naturalmente….)? Potrebbe essere una sorta di repulsione all’ascendere, all’ascesi o a qualsiasi forma di elevazione?
    PS
    Per quanto riguarda i sentieri, siccome non siamo riusciti neanche a sapere con precisione (ma che trasparenza!) se sono stati spesi in totale “solo” 403.000,00 euro o molto di più (sembrerebbe forse quasi 600.000,00), tempo addietro avevo chiesto al responsabile Umbria del CAI: mi ha confermato quello che immaginavo, cioè che il Sodalizio riceve, nella migliore delle ipotesi, il rimborso delle spese vive, ma avrebbe dovuto chiedere anche al responsabile delle Marche per saperne di più. C’è qualcuno che ci legge in grado di darci qualche info in più? Grazie

  23. 37
    Paolo Caruso says:

    Conosco purtroppo molto bene la tattica del non rispondere, dopo 7 anni di tentativi di dialogo con il parco dei Sibillini, sembra ora che anche MW ricorra alla stessa tattica nel tentativo di difendere il parco e se stessa. La qual cosa non è certo particolarmente nobile; ma ritengo comunque molto meno gravi le mancate risposte di MW (in fondo trattasi di una semplice associazione) rispetto alle mancate risposte del parco dei Sibillini: in questo caso infatti ci riferiamo a una Pubblica Amministrazione! Mi piacerebbe chiedere a Matteo Renzi: ma come la mettiamo con la trasparenza??? Voi governanti sulla carta ne avete anche sottolineato di recente l’importanza con le nuove normative! Si tratta forse sempre e solo di azioni di facciata?
    Le tattiche generalmente usate da chi rifiuta il dialogo e la concertazione, o comunque da chi è in difficoltà oppure in malafede e non vuole rimediare agli errori sono:
    – tacere finchè possibile
    – se costretti a rispondere, sviare dall’argomento e spostare l’attenzione su aspetti secondari
    – muoversi dietro le quinte
    – non informare, soprattutto non informare “prima” per evitare di dover concertare
    – informare solo a cose fatte, come se si dovessero governare dei “sudditi”
    – cercare sulla carta di far sembrare di aver fatto azioni condivise
    – se con le spalle al muro, attaccare in modo piccato e offensivo (come nel caso degli insulti ricevuti dal Dr. Marco Speziale nella nota e-mail del Responsabile del famoso Progetto sul Brachypodium, Andrea Catorci) oppure piccato e intimidatorio, giungendo perfino a modificare la realtà dei fatti piuttosto che scusarsi per gli errori commessi (come ad esempio sono sembrate le lettere del direttore Perco e del presidente Olivieri a proposito rispettivamente della violazione della Privacy – reperibile in questo post – e del Convegno di Norcia del 19 settembre scorso in cui è stata preclusa la possibilità, a me e ad altri, di intervenire nonostante, nel mio caso, avessi inviato una richiesta scritta e nonostante mi sia stata garantita la possibilità di ‘parlare nel dibattito conclusivo che, invece, è stato poi annullato… ovviamente posso fornire la documentazione. A proposito direttore Perco, stiamo ancora aspettando di sapere COME SI CANCELLANO i dati personali dal pdf, cioè dal Verbale del convegno dell’8 luglio 2014…).
    Comunque assolutamente mai accettare un serio confronto riconoscendo gli errori commessi, soprattutto con l’obiettivo finale di evitare di giungere a soluzioni migliori, giuste e maggiormente condivise.
    Per quanto riguarda il parco, dopo così tanti anni di lavoro che hanno coinvolto me e diverse altre persone (ci tengo a sottolineare la parola GRATUITAMENTE, al contrario di quanto accade ai “signori” del parco pagati -e quanto!- ogni mese per gestire il territorio in questo modo), c’è poca speranza di un cambiamento. Per quanto riguarda invece la signora umbra di MW e Carlo Alberto Pinelli credo si tratti di una situazione difficile (anche in caso di buona fede risulterebbe comunque difficile riconoscere i propri errori, ma indice di notevole maturità). Magari qualcun altro di MW potrebbe intervenire per uscire più facilmente dall’impasse… Mi piacerebbe anche chiedere a Fausto De Stefani che considero praticamente come un amico e alpinista di spessore, in qualità di Presidente onorario di MW, cosa ne pensa di tutta questa questione e in particolare, come dice anche Silvia Bonifazi, “della tattica di isolare e sminuire” adottata (probabilmente involontariamente) dalla signora umbra e da Betto Pinelli. Se le minoranze devono essere eliminate o non considerate, mi sa che ci cade dentro anche tutto il nobile lavoro di Fausto che “qualcuno” potrebbe considerare come mero “puntiglio” di un singolo individuo… ma anche l’alpinismo per intero, in quanto il numero dei praticanti è comunque di molto inferiore a tante altre attività sportive o meno, come ad esempio lo sci di pista per citarne una….
    PS
    Se poi volesse intervenire la signora umbra di MW potremmo anche renderci conto se ci sono stati cambiamenti dopo la sua triste e infelice e-mail dello scorso anno…

  24. 36
    Silvia Bonifazi says:

    Salve a Tutti

    consentitemi di invitare il Presidente di Mountain Wilderness a rispondere, poichè ritengo sterile enunciare un pensiero cosí convintamente se poi non si ha la volontá di confrontarsi e di difenderlo…

    purtroppo, ed in questo blog ne parlammo già tempo fa, l’azione di sminuire le battaglie dei singoli, dicendo “lo fai per interesse personale” od in questo caso “mi sembra una polemica stantia e molto esagerata. Quasi un puntiglio” é un modo che magari, volontariamente o meno, può portare verso un potenziale disinteresse di chi legge a perseguire ed approfondire una causa giusta..questi modi possono quindi portare all’isolamento di singole voci, sminuendone l’azione a far valere i propri diritti su chi Amministra la Cosa Pubblica…ovvero i signori che gestiscono un potere che non appartiene a loro ma a tutti i cittadini, questi signori sono “delegati” dal popolo e dovrebbero ricordarsene sempre…

    Ringraziando il Signore, in questo caso il “dividi et impera” sta ottenendo il risultato contrario, segno che i tempi stanno cambiando e che colui che tenta “concettualmente” di isolare un altro poi viene invece isolato egli stesso..

    Con Mountain Wilderness purtroppo ci sono stati giá precedenti in tal senso, sembra non riescano a capire che i portatori di interesse individuale/singolo ecc., a diverso titolo, sono riconosciuti dalle leggi internazionali e nazionali.

    Al tempo era la Rappresentante Umbra di Mountain Wilderness  a tacciare di interesse personale o individuale questa causa sin dal suo inizio, così dovetti spiegare che non doveva disinformare i cittadini sminuendo le lotte di protesta dei singoli, perché comunque pure le Nazioni Unite, con la  Convenzione UNECE (United Nation Economic Commission For Europe) di Aarhus hanno stabilito che in materia ambientale nei paesi Europei che vi hanno aderito, Italia compresa, devono essere osservati e rispettati rigorosamente da parte degli Enti Pubblici, quindi pure dal Parco, i Diritti dei cittadini alla Partecipazione, Informazione ed Accesso alla Giustizia. In piú il Ministero dell’Ambiente sta monitorando per verificare l’Applicazione dei concetti di Aahrus da parte delle Pubbliche Amministrazioni: il non rispetto di detti Diritti, oltre alle sanzioni del caso, può determinare la revoca dei finanziamenti europei concessi ad un Ente nell’attuazione di un progetto con provvedimenti irrispettosi di detta Convenzione.

    Ora, capisco che magari la rappresentante Umbra di M.W. potesse non ben conoscere il diritto internazionale di un portatore di interesse singolo a reclamare, come invece riconosciuto dall’UNECE, ma pensavo che almeno il Pres. Pinelli conoscesse la Convenzione di Aahrus…

    Mi chiedo pure se il Presidente Pinelli si sia mai trovato, e qui parlo da attivista ambientalista anche io, nella situazione di subire la tattica di essere isolato e sminuito nelle lotte ambientali da parte di chi Amministra la Cosa Pubblica, per non fare avere a noi ambientalisti consensi e seguito da parte dei cittadini, cioè non si è mai sentito dire “tanto é il solito ambientalista esagerato”? Quindi il Presidente dovrebbe sapere quanto questa modalitá ci renda difficile la vita quando andiamo a difendere un fiume, un bosco, o lottiamo contro centrali e centraline pseudo-ecologiche varie, discariche e compagnia bella…perché non si rende conto che questa é una situazione analoga e porta ad un accentramento di potere conseguente al disinteressamento del popolo alla vita pubblica?! Non dovremmo allora “fare cordata almeno tra noi?! Non ci lamentiamo dopo se nessuno ci seguirá nella protezione dell’ambiente, quella reale però…e se,come diceva Robino, torniamo al feudalesimo …concetto forse mai estirpato totalmente nella mentalitá italiana…

    In ultimo…vorrei evidenziare che la questione parcheggi a “Castelluccio”, come ricordava pure Paolo, é un problema annoso, che addirittura nel 2006, se non sbaglio, mandò su tutte le furie Pecoraro Scanio, allora Ministro dell’Ambiente, che nel sorvolare in elicottero (SIC! …meglio SOB!) la Piana vide una distesa di “Camper” parcheggiati con ruote nei prati adiacenti la zona della Fioritura! Proprio in mezzo alla Piana! La bacchettata ministeriale non ha poi trovato seguito, anzi, é poi purtroppo divenuta una consuetudine negli anni, temporanea nei periodi di maggiore flusso, ma impattante ed assurda. N.B. non mi riferisco a quella piccola area con la staccionata al centro del Pian Grande dove c’è il maneggio, dove un tempo potevi stare pure in tenda (ma che da qualche anno è area vietata alle tende e consentita ai camper!) ma proprio ad un’immensa area di prato adiacente alla zona della Fiorita! Bella soluzione quella…tutti zitti….ma mi chiedo come mai proprio ora che l’attuale Sindaco…forse non simpatico magari ad alcuni….ha tentato di dare una soluzione a titolo di “esperimento” quindi temporaneo, a quel problema divenendo così inviso ed oggetto di attacco come se tale soluzione fosse stata resa permanente? Sapete quale soluzione gli altri sindaci avevano trovato fino a quest’estate?! Un bell’ecomostro inutile a cremagliera, progetto approvato nel 2011 che purtroppo è ancora nel PRG di Norcia e che sarà la prossima battaglia da intraprendere! Che soluzioni alternative avete suggerito dal 2011 contro questa idea del precedente Sindaco?!

    Vi piace di più di una cremagliera inutile che non risolve, o è meglio concertare un’altra soluzione sperimentale?! Forse la battaglia di “Castelluccio” è più importante della nostra? M.W. prediligeva di più la mostruosa soluzione approvata dal precedente Sindaco o ritiene piú terribile quella temporanea e concertabile per il futuro del Sindaco Alemanno? E’ forse perché la porta bandiera di detta crociata è Mountain Wilderness Umbria il motivo per cui le altre battaglie debbano essere considerate di minore interesse ed importanza?! Dal Presidente di un’Associazione che consideravo mi aspetterei che si risponda sia me che a tutti coloro che mi hanno preceduta…perchè mi interessa molto il confronto, per crescere ed unire e non per dividere…

    Un caro saluto a Tutti

  25. 35

    Tralascio ogni commento riguardo a certe assurdità, demenziali, che almeno come sono raccontate in questo caso, assumono spesso da noi corpo burocratico, giuridico, amministrativo.
    Vorrei invece chiedere a Betto come mai, avendolo lasciato ribelle e insofferente di certe limitanti ottusità burocratiche, studioso del Gandara e idealista dell’alpinismo, lo ritrovo ora schierato dalla parte di chi contrasta la pratica alpinistica.
    Che è successo?
    Veramente mi intriga capire il suo pensiero attuale quando dà torto a Paolo senza però motivare.
    Perché Paolo avrebbe torto? In che senso esagera “puntigliosamente”? Non sono veritiere le sue critiche e le sue denunce?
    Può darsi Betto che tu abbia ragione, ma dovresti spiegarcelo! Altrimenti verrebbe da pensare ad una presa di posizione dovuta.
    Comunque mi fa piacere questa occasione di salutarti.
    Il saluto mio più particolare però va a Gabriele alpinista vero.
    Emilio Caruso

  26. 34

    E’ interessante che Platone ricorra spesso su questo blog, e devo farmene una ragione, avendo avuto chiarimenti dall’autore di questo spazio.
    .
    Pensavo io, che la vicenda fosse kafkiana rispetto a quanto ti è successo, Paolo Caruso (sei tutti noi!), ma anche quella di Luigi Nespeca è tragicomica (lo dico con estrema amarezza e nessuna ironia). E’ tutto assurdo qui, non sono più casi individuali isolati ed incidentali, ma è assurda la nostra vicenda di Stato Italiano, che altalena sempre tra feudalesimo locale e nuove dittature globali…
    .
    Hai ragione Gabriele S, la vicenda Guardie Forestali è un altra voragine e propongo ad Alessandro qualche approfondimento (anche su recenti proposte governative…). Per ridere: in passato raccontai di un mio incontro ravvicinato con rarissima specie che in occasioni più uniche che rare, si può avvistare addirittura fuori dai parchi, nelle colline liguri: la famigerata “guardia forestale” (che qualcuno dice essere ). Il mio raccontino ha titolo “Le colline che bruciano sul mare”.
    .
    Si, probabilmente nessuno dell’ente parco verrà mai qui ad un confronto…ma il confronto con Carlo Alberto Pinelli, e Mountain Wilderness, accodandomi alle guide alpine che lo chiedono, anche io lo “pretendo”.
    E’ pazzesca sta cosa che in Italia appena una persona ha un minimo, ma dico un minimo di potere (operativo o simbolico o di rappresentanza), ed a maggior ragione in ruoli “istituzionali” che riguardano in generale la cosa pubblica (vedi anche dirigenti CAI, e funzionari di Enti, etc. etc.) diventi imrovvisamente “senza parola”, senza diritto di replica. improvvsamente c’è un codice etico “aziendale” che vieta ogni comunicazione con il “pubblico”. Buffo paradosso orwelliano, dico io.
    .
    Carlo Alberto, siamo qui ad ascoltarti.

  27. 33
    Gabriele S says:

    Scusate intendevo Platone

  28. 32
    Gabriele S says:

    vorrei porgere i miei complimenti a PAOLO CARUSO il moderno Socrate dell’arrampicata. Soprattutto perché sto sostenendo degli studi su Socrate e Plutone.

  29. 31
    Paolo Caruso says:

    Caro Luigi, grazie per le info e sempre complimenti per quello che fai e per i pensieri che esponi.
    Certo è strano che dopo oltre un anno ancora il parco non esprima il suo verdetto…
    Direi che è buon segno, a me come alpinista e guida hanno respinto il primo ricorso ormai da molti mesi!!! Che inizino a pensare a un’apertura canidi al guinzaglio?

  30. 30
    Paolo Caruso says:

    VITALIANO, secondo me hai toccato alcuni punti fondamentali, uno di questi riguarda la retribuzione di chi gestisce la Res Publica. Sarà che quanto hai scritto mi ha ricordato le prime riflessioni adolescenziali e scolastiche che mi fecero riflettere sull’importanza del Bene Comune, ma quanto hai evidenziato lo ritengo essere il fulcro dei problemi che attanaglia noi come cittadini italiani prima ancora che europei (ma non di questa Europa però!!!).
    Platone, allievo di Socrate, fece massima chiarezza su questo punto. Punto che ovviamente è completamente trascurato e anzi applicato esattamente al contrario da quelli che potrebbero essere considerati come i REGIMI che ci comandano (se tornerà il “sereno” nei Monti Sibillini e le cose prenderanno un verso almeno normale potrò tornare a utilizzare il termine “governi” al posto di “regimi”). Vediamo cosa dirà il Presidente della Repubblica Italiana a proposito del ricorso relativo alla multa alla professione della Guida Alpina sul M. Bove, nel caso poi interpellerò anche la Corte europea per i Diritti dell’Uomo e poi vedremo.
    Platone era anni luce avanti a questi pseudo governanti. Lo vediamo tutti i giorni sulla cronaca e lo sperimentiamo quotidianamente sulla nostra pelle: politicanti da strapazzo che sembrano avere il solo obiettivo di guardare il bordo delle loro tasche…
    Platone mise a fuoco il punto: chi governa non deve avere problemi di sussistenza, ma solo perché deve dedicarsi alla gestione della Cosa Pubblica e quindi al Bene Comune!!! Quindi, uno senza “interessi personali” (qui si che ci sta, cara la nostra signora umbra di Mountain Wilderness e anche caro Betto), cioè senza i ben oltre 100.000,00 euro complessivi che incassa ogni anno un direttore di un parco come quello dei Sibillini (oltre a tutto il personale, presidente, funzionari, protocollo, avvocato….. oltre a tutti i milioni di finanziamenti europei e non, che acchiappano per… andiamo oltre che è meglio anche perché se no mi arrabbio…). Dunque, soltanto chi (OLTRE ovviamente ad essere una persona preparata allo scopo!!!) fosse stato libero dai problemi di sussistenza e SENZA INTERESSE ALCUNO poteva dedicarsi appieno alla nobile MISSIONE, tesa al Bene Comune e quindi alla comprensione e all’applicazione del Giusto, del Bello, del Sano a beneficio di una CIVILTA’, e quindi di TUTTI i cittadini e di TUTTE le categorie…. Se io fossi un politicante incapace di guardare alla Res Publica, teso quindi alla cura del proprio orticello e a quello dei suoi “vicini”, mi vergognerei quasi come, solo a puro titolo di esempio, si dovrebbe vergognare uno dei tanti assassini del popolo iracheno dal momento in cui “i signori del potere” (e i loro servi dell’informazione), hanno ufficialmente riconosciuto e ammesso quello che già era ben noto: che le famose armi di “distruzione di massa”di Saddam Hussein non sono mai esistite…

  31. 29

    PS: riguardando il video noto che risale esattamente ad un anno fa, il tempo passa ma le emergenze rimangono.
    Luigi

  32. 28

    Caro Paolo e cari tutti, alcuni dei quali ho anche avuto modo di incontrare lungo i sentieri di montagna,

    La situazione ormai è sfuggita di mano e rischia di non superare il “controllo qualità”. Mi hai citato e mi fa piacere rispondere e partecipare alla discussione. Non posso entrare nel merito delle questioni alpinistiche perchè rischierei di esporre solo il mio punto di vista che in molti già conoscono, senza essere però un alpinista.

    Innanzi tutto, non conosco ancora l’esito dei ricorsi da me presentati ormai oltre un anno addietro, però la mia denuncia a mezzo video circa la totale assenza di segnaletica o la presenza di segnaletica non conforme ha portato alcuni risultati, che tuttavia mi hanno fatto un pò pensare.
    (qui il video: https://vimeo.com/111503908 che è stato inviato all’attenzione del ministero)

    Durante un’escursione effettuata la scorsa estate lungo la linea di cresta del Redentore, da Forca di Presta a Castelluccio per Forca Viola e Capanna Ghezzi, ho notato infatti che ai tabelloni presso l’attacco dei sentieri, che prima presentavano cancellature a pennarello, sono stati sostituiti i pannelli informativi ed ora i divieti sono indicati in italiano corrente e in inglese. Inoltre, e questa è una novità, lungo il sentiero, intorno a quota 2000, sono stati piantati nuovi paletti con l’indicazione dei divieti, tra gli altri il divieto di conduzione di cani, anche se al guinzaglio.

    Mi sento anche un pò in colpa per aver fatto spendere altri soldi per la sostituzione dei pannelli e per i nuovi paletti, ma se un’azione è stata intrapresa vuol dire che un’irregolarità era ben presente, quindi a questo punto, il mio consiglio è di inoltrare le denunce al Ministero dell’Ambiente e precisamente agli uffici che sovrintendono e controllano il Parco, raccontando e documentando bene quello che succede.

    Personalmente, a malincuore, ho deciso di dedicare le mie attività escursionistiche e fotografiche a luoghi vicini ai Monti Sibillini, dove la Natura è ancora tenuta in qualche considerazione e si cerca di trovare un equilibrio tra le attività turistiche e sostenibili e l’ambiente. Andare in montagna deve essere un piacere, invece negli ultimi tempi ad andar per monti ti scambiano per un brigante appenninico e tutti i divieti anti alpinismo, anti escursionismo, anti turismo sembrano avere la connotazione delle leggi speciali anti brigantaggio di re Ferdinando I.

    Non mi stancherò mai di ripetere che l’unico sentiero che conduce al successo nella conservazione dell’ambiente naturale corre attraverso una seria politica di formazione, informazione ed educazione della popolazione. I paletti, i divieti, le prescrizioni e le dimostrazioni di forza sono solo azioni di propaganda che consegneranno alle prossime generazioni un ambiente indifeso contro le grandi speculazioni economiche.

    Un saluto e buona montagna!

  33. 27
    Gabriele S says:

    La mancanza di replica fa capire molte cose soprattutto quando le persone non sanno riconoscere i propri errori.
    Mi piacerebbe molto che qualcuno da parte del parco dei Sibillini e MW instaurassero un confronto sul blog sempre con rispetto e moderazione da parte di tutti. Penso che, se invece di scontrarci ci confrontassimo, sarebbe molto costruttivo e si potrebbero correggere gli errori e instaurare una vera collaborazione tra tutte le parti interessate. Certo che se il parco facesse almeno un piccolo passo indietro e decidesse di dialogare con tutti gli alpinisti e le guide che fino ad ora sono stati emarginati e non ascoltati, penso che si troverebbero buone soluzioni.
    Ci sarebbero molte cose su cui mettersi d’accordo, un’altra idea è di coinvolgere in modo attivo le guide per la salvaguardia della natura, soprattutto ora che si sa che il Corpo Forestale verrà eliminato.

  34. 26
    Paolo Caruso says:

    GIORGIO, anch’io credevo di essere dalla stessa parte della barricata ma comincio a credere che alcuni che credevamo alleati hanno rigirato” le armi” contro di noi. Meglio pochi ma buoni: la natura va protetta e con lei le attività più “naturali” e sostenibili prima ancora di qualsiasi altra attività!!!
    Sarà che ho vissuto sulla mia pelle (anche se in modo meno coinvolgente di ora) molti tentativi degli “estremisti radicali” doppiogiochisti che definisco pseudo natural-ambientalisti: anche nel passato avrebbero voluto cancellare totalmente le attività naturali come l’arrampicata o l’alpinismo in moltissimi posti, vedi Sperlonga, Gaeta, Leano, Circeo, Ripa Maiala, Gran Sasso, Monti Sibillini ecc ecc….), ma mi rendo conto che se chiniamo la testa a queste forme di esaltazione estremista… non sono solo il Pollino (ove sono stato una volta sola, ahimè) menzionato da GIOVANNI VANCIERI o i Monti Sibillini a essere a rischio, ma tutto il territorio nazionale, mentre magari i “signori del parco” potranno sfruttare la natura come meglio credono e perfino in modo “incompatibile”. Bisogna guardarsi bene da coloro che insistono nel dire che si tratta di “casi particolari” o di “interessi personali”, sono come la peste. Il caso particolare non esiste: se questi signori hanno la meglio in un posto, poi in due, poi….ci ritroviamo rinchiusi a vita nei centri commerciali in tutt’Italia (e direi anche in tutto il mondo). Ricordiamo di ROSA PARKS. Per questi motivi noi qui stiamo andando avanti e non cediamo. Nella zona dei Sibillini vietano l’arrampicata e l’alpinismo mentre si parla di 3 PRELIEVI d’acqua dal NERA, di cui uno nella zona di una ex discarica (cosa portata alla luce da Italia Nostra e dai 5 Stelle), di PALE EOLICHE (come anticipato in un Convegno lo scorso anno in cui era presente anche il parco) di METANODOTTO ….. chissà perché…. royalties…? Però quattro alpinisti e una guida alpina sono per loro gli unici nemici da “eliminare”… Ops dimenticavo Luigi Nespeca col cane al guinzaglio… lui mi batte: di multe ne ha ricevute 3 senza neanche aver potuto vedere gli atti… (il parco pare abbia detto che non hanno assunto forma di documenti…bah!). A proposito LUIGI, se ci leggi, ma il tuo ricorso a che punto è? Il parco ha fatto marcia indietro???
    Sai che oltre ai personaggi “scherniti” dal direttore in occasione del Convegno di Norcia del 19 settembre descritti da ALESSANDRA BALDELLI c’era anche un piccolo cagnetto al guinzaglio condotto da un tipo super muscolato..? Mi sa che devi darti al culturismo per cercare di diventare come quel personaggio…

  35. 25
    Alberto Benassi says:

    su alcune pareti Apuane hanno vietato l’arrampicata perchè disturba i rapaci, mentre le cave a tutta randa distruggono le montagne dove guarda un po’….. nidificano i rapaci.

    Anche qui c’è un parco………

  36. 24
    Giovanni Vancieri says:

    Nel parco del Pollino (Calabria e Basilicata) vorrebbero approvare dei divieti per attività alpinistiche, mentre le jeep distruggono gli antichi tratturi dei pastori e le zone protette. PARADOSSALE!
    Giovanni Vancieri, da facebook 10 ottobre 2015 14:24:48

  37. 23
    Vitaliano Scorsolini says:

    Salve, io ho letto tutta la “querelle” relativa alle vicende dei Monti Sibillini che hanno coinvolto anche Paolo Caruso ed ho parlato con mio figlio Gabriele, amante della montagna a 360 °, ed ho tratto la mia conclusione: se il parco fosse amministrato da un Consiglio composto da Associazioni (allevatori, agricoltori, ambientalisti, venatorie, proprietari terrieri e professionisti della montagna) a scopo volontario, penso che non essendoci più interessi economici di sorta, non dovendo lo Stato pagare stipendi per nababbi a chicchessia, veramente si potrebbero fare investimenti mirati e creare un PARCO accessibile a TUTTI e ripeto a TUTTI, creando posti di lavoro, per un turismo ambientale rispettoso della natura e della fauna. Perfino senza dover forzare i poveri cavalli a mangiare il “falasco”.
    Io penso che se solo a una persona di qualsiasi ceto sociale o razza o di qualunque credo gli fosse impedito di fruire di un bene comune (diritto), sempre rispettandolo (dovere!!!) saremmo di fronte a una discriminazione vera e propria, e ne dovrebbe rispondere chi ha avallato un simile misfatto sia nel privato che, ancor di più, in una Pubblica Amministrazione. Spero vivamente che chi ne ha la facoltà faccia qualcosa per verificare e rimediare.
    Vitaliano Scorsolini.

    PS
    Sul Monte Athos è vietato l’accesso alle donne e a tutti gli esseri femminili ad eccezione delle…. galline…. non so se il famoso centauro sibillino ha il libero accesso anche qui…. ma per capire bene, sui Sibillini quali categorie vogliono mettere al bando? Si discrimina il sesso, la razza, la religione, la specie…. o solo le attività tradizionali e compatibili?
    http://www1.adnkronos.com/IGN/News/Esteri/Lenergia-del-Monte-Athos-la-montagna-dei-monaci-ribelli-vietata-alle-donne_32449190779.html

  38. 22
    Mario Bultrini says:

    Ennesimo esempio di mala–amministrazione dei parchi. Tutto sommato il futuro delle attività verticali non sarà poi così male: al piacere della salita, con meno affollamento causa divieti, si va a sommare il gusto del proibito. Immagino climber col motto”C’è un divieto? Tiro dritto e me ne frego!”
    Tanto, parliamoci chiaro, l’autorità che dovrebbe far rispettare tali disposizioni, il Corpo Forestale dello Stato, è formato da due tipologie di individui: quelli entrati perché la montagna la amano, la frequentano anche per sport (e non farebbero mai sanzioni, esperienza personale) e quelli che ci sono tanto per, che non si allontanano di 50mt dall’auto. In ogni caso, ahimè, hanno i giorni contati.
    Mario Bultrini, da facebook 9 ottobre 2015 ore 16.15

  39. 21
    Enrico Calvetti says:

    Il divieto alla cima di Monte Bove Nord è demenziale. Il sentiero consentito passa a pochi metri di dislivello dalla vetta e a un centinaio di metri di distanza. E’ come mettere un limite di 70 kmh su un rettilineo di autostrada. Enrico Calvetti, da facebook 9 ottobre 2015 ore 16.15

  40. 20
    Alessandro Gogna says:

    E’ in via di pubblicazione (13 ottobre) un articolo su Gabriele Scorsolini e sulla sua vicenda.

  41. 19

    Ciao Gabriele e grazie del tuo intervento! Non ho trovato l’articolo/commento a cui ti riferisci. La tua vicenda apre tra l’altro altri scenari importanti; mi piacerebbe capirli bene e meriterebbero un articolo/intervista a te se magari vorrai…magari qui. Ma per non divagare dal contenuto specifico del topic (in particolare alla vicenda successa a Paolo Caruso e la necessità di chiarimento con MW emersa in questi commenti), se ti va scrivi ad Alessandro alla mail alessandro.gogna@banff.it che ci potrebbe mettere in contatto.
    respect

  42. 18

    Ma a Pinelli si è rotta la tastiera?

  43. 17
    Marco Speziale says:

    In effetti, a giudicare da quanto scritto in precedenza dalla signora di Mountain Wilderness Umbria e ora da Carlo Alberto Pinelli, sembrerebbe di capire che MW sia ostile agli alpinisti e a chi cerca di migliorare le criticità (come avvenuto a Castelluccio) e favorevole al modus operandi del parco e ai mezzi motorizzati, perfino quando palesemente vietati dalle stesse disposizioni del Parco e del Progetto di Conservazione delle Praterie Alto-Montane.
    Riprendo un mio commento scritto proprio sull’articolo di questo blog “Brachypodium Genuense ai cavalli”, per evidenziare le contraddizioni esistenti che sembrano essere accettate senza alcun problema non solo dal Parco ma anche da MW:

    -Risfogliando la documentazione relativa al Progetto Praterie Alto-Montane però, mi resi conto che nel DD 376 del 27.08.2014 era scritto: “Tutte le attività connesse o funzionali anche indirettamente alla realizzazione degli interventi di cui al presente articolo devono essere improntate alla massima sostenibilità ambientale; in particolare, l’utilizzo di mezzi a motore deve essere limitato allo stretto necessario e comunque confinato alle sedi stradali.”
    Ma di sedi stradali in Val di Bove non mi risulta che ce ne siano!!! Allora continuo a chiedermi come mai il centauro abbia continuato a scorrazzare in quelle zone.
    Forse qualcuno del parco o il responsabile del progetto (Dott. Andrea Catorci) sa darci una spiegazione???
    Nella speranza di non essere investito da una sequela di insulti, come già capitato in passato, quando provai ad avere informazioni in merito al Progetto, auguro Buona Montagna a tutti.-

    Con l’augurio che gli amministratori dei nostri Territori possano finalmente aprire gli occhi…………riuscire a vedere le cose come sono, in modo oggettivo, senza pregiudizi o discriminazioni….. e che le belle persone come Gabriele non debbano restarsene in città…………………

  44. 16
    GABRIELE S says:

    Felice di risponderti Giorgio, anche se sono un ragazzo non uso “il lei”, siamo gente di montagna, arrampico solo da alcuni mesi ma mi sembra che abbiamo idee simili, penso quindi che non te la prenderai a male. Ho scritto qualcosa in merito alla salita che abbiamo fatto questa estate, magari ci riscriviamo quando avrai letto. Quello che volevo dire è che a me piace arrampicare perché mi diverto e perché mi piace risolvere i problemi dell’equilibrio, ricercando il modo migliore di salire. Fortunatamente come uomini possiamo compensare in vari modi i nostri punti deboli sviluppando doti che all’inizio sembrano quasi impossibili da raggiungere. Per questo mi piace allenarmi soprattutto per migliorare il movimento e la tecnica. In questo modo scalo meglio e mi diverto di più. Mi rendo conto che si tratta anche di un messaggio importante che può aprire nuovi orizzonti e nuove speranze a molti ragazzi non vedenti: trovo assurdo quindi che qualcuno dall’esterno aggiunga ulteriori problematiche da superare, tra l’altro totalmente gratuite. Trovo ingiusto che mi si impedisca di camminare su un sentiero aperto a tutti ma non a noi alpinisti. Perché dovrei essere penalizzato? L’avvicinamento a Punta Anna è già abbastanza lungo anche per i vedenti. Perché mi devono complicare le cose? Per non parlare poi del fatto che in montagna non si dovrebbe fare la domanda, aspettare il bene placido delle guide marchigiane, stampare il documento…. La libertà di scelta del percorso, della via, del giorno anche in base al meteo sono aspetti fondamentali dell’alpinismo. Nessuno si dovrebbe permettere di rendere la montagna alla stregua di una pratica burocratica e limitare la libertà personale. E perché sui Sibillini invece di concentrarmi sulla salita devo preoccuparmi di tutte queste cose che non esistono in nessuna altra montagna d’Italia? Ma per te è normale? E difficile da capire? E poi siamo veramente in pochi come alpinisti in zona, se siamo dannosi noi, le altre attività cosa sono?

    Amo la montagna, e certo anche i camosci, perché in natura è tutto più semplice, più diretto e vero. Praticare in un certo modo l’alpinismo insegna la saggezza, la prudenza e il rispetto… La montagna non fa differenze e discriminazioni, lascia spazio anche a chi ha problemi a muoversi in città. Siamo noi esseri umani a porre dei limiti e a fare differenziazioni inutili, o meglio, sono alcuni esseri umani…. mi viene da pensare che se li lasciamo fare quello che vogliono pure in montagna, con regole senza senso e divieti assurdi, tanto vale rimanersene in città…

  45. 15
    Alberto Conserva says:

    Credo che Kafka avrebbe potuto imparare molto dalle nostre amministrazioni. Noto che la gestione delle aree naturalistiche, in ogni angolo delle nostre montagne, è sottoposta ad una pressione crescente di iniziative volte ad un sfruttamento turistico di bassa lega: motorizzazione, eventi gastronomici, introduzione di infrastrutture improprie, alterazione dei corsi d’ acqua. … L’ ottica è sempre quella di far cassa nell’ immediato senza preoccuparsi del futuro. Gli amministratori chiamati gestire il territorio sempre più arroganti ed ignoranti. Le associazioni ambientaliste sempre più in difficoltà.
    Alberto Conserva, da facebook 8 ottobre 2015 alle ore 21:48

  46. 14
    Luigi Martino says:

    Purtroppo i fatti sono proprio quelli esposti da Paolo. E come lei dice, Sig. Stefano Michelazzi, non si tratta di un pazzo che si è impuntato sulla questione, ma di chi alza la testa e cerca di far valere i propri diritti e quelli di chi, come lui, è penalizzato ingiustamente. Se fossi anch’io una Guida Alpina probabilmente avrei perso la pazienza da molto prima. Chissà cosa pensa chi estraneo ai fatti si ritrova a leggere di questa assurda vicenda.. forse, si dirà, una storia di uno scrittore davvero con molta fantasia… ma è tutto vero!

  47. 13

    io non riesco a capire bene la strategia di Mountain Wilderness, Carlo Pinelli, e se non la capisco io, che sono un nerd, fa ben nulla, ma vedo che un pò in tanti qui siamo ben perplessi, guide alpine o chiunque e mi accodo alla domanda posta da Stefano Michelazzi quindi. Eppure qui non stiamo dall’altra parte della “barricata”… credevamo di essere nella stessa “trincea”! Ma leggendo la dialettica di MW, a partire dall’attualità trattata in questo blog e ripercorrendo all’indietro gli avvenimenti storici agli anni ’80, incomincio a capire, diciamo “empatizzare” con il pensiero di questi famosi, persone che non a caso MW l’hanno pure fatta nascere, e si sono poi allontanate… io ti invito quindi, Carlo, a rispondere a Paolo Caruso, che dal mio punto di vista è caduto in una assurda vicenda kafkiana della “dittatura democratica” di questa disgraziata nazione ed ha tutte le scarosante ragioni ad essere “sensibile” sull’argomento.
    Il “puntiglio” non è solo questione personale credo proprio, ma una questione simbolica di valore che va ben al di fuori della polemica “di settore” locale e lavorativa.
    Quindi, parliamone, Carlo, non che noi che siamo la “base” :-), dobbiamo starcene di sentenze che appaiono un pò “lapidarie”.
    Grazie anche a Gabriele S, per me è molto interessante il tuo punto di vista di disabile (non vedente se capisco bene) e ti chiedo se ha voglia di spiegarci meglio cosa intendi con la frase: “Quelli come me non vogliono nessun favoritismo, ma neanche essere penalizzati dalle scelte di coloro che costringono a subire conseguenze i ” normali ” e ancor di più i ” disabili “” (forse sottointendi qualche avvenimento realtivo alla gestione del parco?) ed in generale perchè è così importante l’alpinismo (se ho capito bene le tue parole ?). perchè tocchi per me un punto al di sopra, questo davvero, delle meschinità di politicanti e di multe tragicomiche.
    Grazie

  48. 12
    Paolo Caruso says:

    Per Carlo Alberto Pinelli
    Caro Betto, mi dispiace per te sapere che non sei d’accordo (!) e mi fa piacere saperlo perché considero importante conoscere le vere idee delle persone, così da avere ben chiaro le loro ideologie. Mi piacerebbe sapere però esattamente in cosa non sei d’accordo: mi potresti gentilmente rispondere tu almeno ai 3 quesiti principali che ho posto nella lettera e che ancora attendono risposta? Va bene autorizzare i mezzi motorizzati e non gli alpinisti e neanche le guide? Va bene discriminare gli alpinisti sui sentieri e impedirgli di percorrere i sentieri stessi che sono invece percorribili da tutte le altre persone? Va bene applicare e tenere validi i regolamenti imposti senza adeguata concertazione e perfino con gravi vizi? In altri termini, va bene perseverare nelle ingiustizie? Va bene ledere i diritti di base dei cittadini? Oppure imporre discriminazioni che potrebbero sembrare degne di qualsivoglia regime?
    Della nobiltà del passato ho sempre apprezzato coloro che difendevano i nobili principi quali la Giustizia, la Dignità, i Diritti dei normali cittadini… Di contro non ho mai digerito il “radicalshikismo” e l’asservimento alle ingiustizie e alla tutela dei privilegi dei pochi rappresentanti della cosi detta “casta”. Da quanto affermi mi sembra che non hai mai vissuto sulla tua pelle alcuna forma di ingiustizia: non credi che ogni cittadino che si rispetti debba sollevare sempre la testa nel caso in cui sembra si ledano i diritti di base, anche se si tratta di altre persone? Non credo sia necessario scomodare chi disse di non fare agli altri quello che non vuoi venga fatto a te stesso. Oppure si dovrebbe sostenere “il potere” perfino quando sbaglia, magari per qualche altra motivazione? Se tu avessi vissuto ai tempi di Rosa Parks quando si rifiutò di lasciare il posto all’uomo bianco nell’autobus, in quanto lei di colore, avresti risposto in modo simile a come la vostra rappresentante signora umbra di Mountain Wilderness scrisse a proposito del M. Bove confondendo i diritti dei portatori di interesse con gli interessi personali, ignorando perfino il senso della Convenzione di Aarhus? Che ne pensi se qualcuno avesse risposto così: “Ma che vuole questa? Per i suoi interessi personali non lascia il posto a noi bianchi? Perché non scende dall’autobus e non si siede altrove?” Rosa Parks fu dapprima arrestata ma per fortuna, grazie a lei e a tanti altri uomini GIUSTI, questi certo degni della mia massima stima, la Civiltà e la Giustizia hanno fatto ulteriori passi in avanti…

    Caro Betto, ci vorrebbe tanto poco per migliorare, a volte solo un poco di responsabilità, di saggezza e di disponibilità al dialogo da parte dei “signori del potere”. Ma per me forse il danno maggiore lo fanno le persone che per ignavia o per…. “interessi realmente personali” ostacolano, perfino arrampicandosi sugli specchi, la Giustizia e le più basilari norme di rispetto e di dignità. Nel passato sono stato anche un simpatizzante di MW, ma ora che so veramente ciò che pensate ne prendo le più assolute distanze.

    Per quanto riguarda Castelluccio ti informo che noi alpinisti abbiamo posto all’attenzione del parco anche molte altre gravi criticità, tra cui proprio quella di Castelluccio. Tu ti sei esposto in qualche modo in merito, prima di questa estate? Mi fa stano che proprio ora che l’attuale Sindaco di Norcia ha iniziato a porsi seriamente il problema, per cercare di trovare una soluzione, MW sia insorta e abbia dato il via alle critiche. Eppure il Sindaco è stato chiaro anche in occasione del Convegno di Norcia del 19 settembre: si è trattato di un primo passo per cercare di trovare in modo condiviso una soluzione sostenibile. Qual è il vostro obiettivo? Dare addosso a chi si adopera per cercare di risolvere i problemi nei Monti Sibillini…??? Direi invece che sia il caso di rendere merito a una persona così rara nel parco dei Sibillini e cercare di dare il proprio contributo…. evitando, certamente in questo caso si , “la polemica stantia, molto esagerata e quasi un puntiglio”.
    In ricordo dei tempi che furono
    ciao

  49. 11

    Non conosco la questione se non per aver letto articoli ed interventi in merito, apparsi su questo blog piuttosto serialmente.
    La denuncia di Paolo Caruso mi è sembrata più che consona a ciò che sta accadendo (se si è esposto in maniera così diretta non penso sia un pazzo scatenato da rischiare denunce e quant’altro solo per un puntiglio esagerato…) e mi lascia estremamente perplesso quindi leggere che Carlo Alberto Pinelli cosideri la sua denuncia, che reputo sacrosanta per quanto riguarda la limitazione delle libertà personali ed in questo caso anche del libero esercizio di una professione che oltre ad essere normata dallo Stato risulta essere l’unica completa e con esercizio sul territorio ad impatto zero (in questo caso non si richiedonoo eliski, trasporti vari o quant’altro), “polemica stantia e molto esagerata. Quasi un puntiglio.”.
    Ma MW che Pinelli rappresenta non è sempre stata contraria allo scorrazzamento motorizzato in ambiente naturale? Mi sembra che Caruso stia denunciando anche questa situazione, Poi vorrei capire se Pinelli parla anche a nome di MW in questo caso o soltanto a titolo personale…
    Certo è che se le problematiche ambientali alle quali MW appare sensibile ed a volte unico baluardo, sono considerate le uniche ragioni valide da sostenere senza tenere conto o anzi come appare piuttosto palese, giustificare situazioni che come minimo,in questo caso visti i fatti esposti, possono venir giudicate incostituzionali, direi che comprendo benissimo come mai l’associazione ambientalista non riesca più a fare grande presa sul pubblico come invece un tempo. Mi stupirei del contrario…
    Magari, caro Pinelli, non tutte le situazioni sono slegate tra loro e domani sarà inutile urlare allo scandalo, quando come si è spesso visto nel nostro Paese, dopo aver preso il dito c’è chi si prende anche mano e braccio…!

  50. 10
    Gabriele S says:

    Spettabile signor Pinelli,
    volevo soltanto dirle che ciò che a lei sembra ” querelle ” di poco conto per altre persone, come il sottoscritto e tanti altri, sono invece questioni di grande importanza.
    A volte, mi chiedo, come sia possibile che i così detti ” vedenti ” non vedano cose che a noi non vedenti appaiono perfino ovvie.
    Non mi sembra giusto che lei sminuisca i problemi, le complicazioni e le ingiustizie che ci causano coloro che dovrebbero invece preoccuparsi di gestire bene un parco nazionale di montagna; favorendo le attività tradizionali come l’alpinismo.
    Quelli come me non vogliono nessun favoritismo, ma neanche essere penalizzati dalle scelte di coloro che costringono a subire conseguenze i ” normali ” e ancor di più i ” disabili “.

  51. 9
    Marco Speziale says:

    Sinceramente a me non sembrerebbe né “una polemica stantia e molto esagerata”, né tantomeno “quasi un puntiglio”.
    Conosco molto bene il Monte Bove e penso non ci sia proprio nulla da ridimensionare!
    Il problema sembrerebbe essere sempre lo stesso: per dimostrare che si sta facendo qualcosa, per giustificare i finanziamenti e gli sprechi delle pubbliche amministrazioni, si va contro i gruppi “minoritari”: gli escursionisti sono sicuramente molti di più rispetto agli alpinisti………….
    Allora, per giustificare l’introduzione del camoscio appenninico, fa più rumore chi vive la Natura in un modo certamente più sostenibile di un centauro autorizzato, che porta da bere a un pony e a un somarello costretti da un Progetto a mangiare il Brachipodium genuensis. Oppure si riempiono di segni bianco-rossi, bianco-blu e paletti le carrarecce e le strade asfaltate utilizzando ingenti finanziamenti mentre si lasciano morire gli itinerari storici, i più belli, quelli da valorizzare, di un Parco che a detta del suo direttore è fin troppo frequentato…….

  52. 8
    Andrea Zannandrea Frenguelli says:

    Con tutta l’attenzione alla conservazione dei camosci, vietare la parete nord del bove agli alpinisti mentre, esattamente dall’altra parte della vallata, al rifugio del Fargno, è consentito arrivare in macchina a 1800 è davvero paradossale. A tal proposito, consiglio un’intervista alla guida Paolo Caruso, nel numero di ‘Montagne’ sui Sibillini.
    Andrea Zannandrea Frenguelli, da facebook 8 ottobre 2015 alle ore 12:51

  53. 7
    Alessandro Gogna says:

    Caro Massimo, anche io rispetto la tua opinione. Pertanto ti prego, se hai notizie e informazioni certe a quel riguardo, di fornirci quanto eventualmente sai.

  54. 6
    Massimo Riganelli says:

    Sicuramente l’ente parco ce la sta mettendo tutta per dissuadere dalla frequentazione dello stesso. D’altra parte la dirigenza è tutto fuorché connessa con le sorti del parco stesso. Ergo: sono sempre e comunque pagati, da noi tutti, nonostante le azioni ed i regolamenti illogici che, in primis, arrecano danno a chi vive nel parco e nelle zone limitrofe ( allevatori, boscaioli, albergatori, ristoratori, guide alpine, accompagnatori e associazioni varie). Leggendo nel blog sembra che i cosiddetti addetti alle attività silvo-pastorali siano una sorta di raccomandati, ultra tutelati e privilegiati, che scorrazzano con auto e moto a far danni incalcolabili. Rispetto la sua opinione Alessandro Gogna e quella di quelli a cui lei da voce mediante il suo interessante blog… ma la mia opinione è che, riguardo a quest’ultimo tema, dovreste informarvi meglio e più seriamente.
    Massimo Riganelli, da facebook 8 ottobre 2015 alle ore 13:50

  55. 5
    alessandra baldelli says:

    E’ proprio perché ci sono ben altri problemi nel parco che sono incancreniti da anni e ancora non si sono trovate (o volute trovare) le soluzioni, nonostante le lettere spedite, le segnalazioni fatte, le foto scattate, le proposte suggerite, che questo divieto e questa lesività nei confronti di attività totalmente ecologiche e sostenibili quali l’alpinismo ed escursionismo sono assurdi e discriminatori. I professionisti della montagna sono visti come ostacolo e non come una risorsa con cui poter dialogare per un obiettivo comune e questo non solo sulla questione del Bove, purtroppo, vedi sentieristica e connessi…

  56. 4
    alessandra baldelli says:

    I fondi li avevano trovati ma hanno preso direzioni strane, per così dire. Tempo fa in questo blog avevo scritto alcuni commenti sul problema della rete sentieristica e delle domande senza risposta sui soldi per il ripristino dei sentieri del parco. Domande che sono rimaste appunto in un limbo. Ma ormai non mi stupisco di nulla…
    Massima stima a Paolo e massima ammirazione per quello che sta facendo, non ultima questa bellissima esperienza con Gabriele. E massimo biasimo al parco, che cerca di frenare in ogni modo attività come queste, le uniche ad essere a impatto zero. Gli ostacoli, nel caso di Gabriele, sono burocratici, i limiti non sono i suoi ma di chi gestisce e si permette di creare pastoie a chi per primo dovrebbe essere invece favorito o messo in condizione di poter usufruire appieno di territori che, non scordiamocelo mai, sono anche nostri.
    Immagino che Gabriele sarebbe stato messo volentieri in quelle slides che mi è stato detto (io non c’ero ma non ho motivo di dubitare della parola di chi me lo ha raccontato) sono state proiettate a Norcia in occasione dell’ ultimo incontro, qualche settimana fa e che mostravano chi, secondo il dott. Perco, non è “degno” di fruire il parco (nel caso delle immagini, un culturista e una signora obesa, tra gli altri). Notevole esempio di discriminazione preconcetta. Per quanto ne so io, uno che va in palestra a fare i pesi potrebbe anche essere un escursionista con una coscienza ambientale maggiore di tanti altri che incontro quando vado in montagna, e mi ci metto anche io. E la signora obesa, che forse ama la montagna ma non può fruirne per problemi fisici, andrebbe aiutata a poter frequentare quello splendido territorio che sono i sibillini, non derisa o messa alla berlina. Un altro tassello, molto di cattivo gusto, che compone il variegato mosaico del parco.

  57. 3
    Alessandro Fabbrizio says:

    La Montagna deve essere libera e selvaggia, non potete immaginarvi il gusto che provo ogni volta che entro nella zona proibita in barba alle pseudodisposizioni del PNMP (ex PNMS).

  58. 2

    Mi spiace per Paolo, mio vecchio amico, ma non sono d’accordo. Mi sembra una polemica stantia e molto esagerata. Quasi un puntiglio. Non nego che il Parco abbia agito a volte con scarsa competenza e molta superficialità. Ma chi conosce il monte Bove, penso sia in grado di ridemensionare da solo tutta la “querelle”. Altri e gravi sono i problemi del Parco! Pensiamo alla piana di Castelluccio, ai maxi parcheggi, ecc.Tanto per dirne uno. Carlo Alberto Pinelli

  59. 1

    Sono d’accordissimo con ciò che ha scritto e detto Paolo Caruso. Questi “signori” hanno fatto del Parco un loro “Bissness”…facendo fare progetti sulla carta pagando professionisti e poi non si posssono realizzare perche non ci sono fondi. Vietando zone dove si può tranquillamente andare senza che si disturba nessuno tanto meno i Camosci (Che sono per loro natura animali “Intelligenti” più dei dirigenti del PARCO, se vogliono farsi notare si fanno notare altrimenti non si fanno notare) Poi si permette di rifare una struttura ricettiva nuova sulle saliere lasciando abbandonata la vecchia che sarà un impaatto degradante come la FUNIVIA.

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