I bambini del Nepal

L’amico Claudio Maneri mi telefona il 4 maggio dopo almeno una decina d’anni che non ci sentivamo. Capisco subito il perché, ricordando la missione della sua vita. Era per il Nepal.

Claudio Maneri
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Con l’architetto Maneri la conoscenza è di assai lunga data: anche se purtroppo mai debitamente approfondita, ha generato una forte stima reciproca. Lui è fratello di Renato, amico ancora precedente, che di mestiere era broker assicurativo e che per parecchi anni ebbe cura delle mie svariate polizze.

Poi ci fu la disgrazia di Sybille, la figlia di Claudio. La vita del padre cambiò di colpo, il dolore per la perdita della figlia fece nascere in lui il desiderio di dedicarsi ai bambini bisognosi: un desiderio che è diventato lo scopo della sua vita tramite la Butterfly onlus.

Claudio Maneri: “In Tibet, dove il dominio cinese si fa sentire in tutti i settori della vita, la situazione scolastica per i bambini tibetani è a dir poco tragica; nelle scuole statali di tutto il territorio, salvo che in due istituti scolastici di Lhasa, al limite della legalità, dove è insegnata la lingua tibetana, vengono insegnate esclusivamente la lingua, la storia e la cultura cinese.
Per questi ed altri motivi che ormai sono noti anche in Occidente, è molto alto il numero dei tibetani che scelgono la via dell’esilio anche per garantire ai propri figli migliori condizioni di vita, oltre che per dare loro la possibilità di ricevere un’ istruzione anche in lingua tibetana al fine di preservare la loro cultura che rischia di andare perduta per sempre.
Dato il numero elevato di profughi tibetani in Nepal (circa 10.000-12.000 dei quali oltre mille bambini) è necessario iscrivere i bambini con un anticipo minimo di tre anni e la lista di attesa presso le tre scuole esistenti a Kathmandu. In queste condizioni è veramente elevato il numero dei piccoli che non riescono a ottenere un’istruzione almeno di base
”.

Claudio Maneri presenta la fondazione Butterfly onlus

Proprio su un terreno edificabile di 2300 mq. che si trova nel quartiere tibetano di Boudha, in Milan Tole – Phulbari, Kathmandu, donato da un funzionario dell’ambasciata americana a Tashi Tsering Lama, fuggito con la sua famiglia dal Tibet a seguito dell’invasione cinese del 1959, in segno di ringraziamento per gli insegnamenti ricevuti, la fondazione Butterfly ha costruito la Tashi orphan school dove, oltre ai corsi delle classi elementari e medie, viene insegnata anche la lingua tibetana a circa 160 bambini, e garantito vitto e alloggio a 130 di loro.

La scuola, progettata e finanziata dalla fondazione Butterfly onlus, dotata di dieci aule, cucina e mensa, palestra, laboratorio, servizi, dormitori separati per ragazzi e ragazze, appartamenti per preside, ospiti e professori residenti e tempio per la preghiera e l’insegnamento religioso, è stata ufficialmente inaugurata il 26 marzo del 2005.

La Tashi orphan school, Kathmandu
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Oggi, 20 maggio 2015, a quasi un mese dal terribile sisma del 25 aprile che ha sconvolto il Nepal, il numero totale delle vittime accertate si sta avvicinando a 9.000, con oltre 22.500 feriti.

Chiaro ed evidente come questi dati siano ancora poco attendibili e sottostimati, sia per la mancanza di una vera e propria registrazione anagrafica esistente in Nepal che alla luce dell’ingente numero di villaggi distrutti e difficilmente raggiungibili da parte degli aiuti umanitari, peraltro rimasti bloccati in buona parte all’aeroporto di Kathmandu per parecchi giorni, causa procedure burocratiche di un Governo che non sembra assolutamente in grado di gestire questa emergenza.

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La Tashi orphan school, costruita in cemento armato, ha retto bene all’impatto devastante di questo terremoto, pur tuttavia evidenziando danni all’ultimo piano. Purtroppo la zona terrazzo della scuola ha subito danni anche rilevanti e la zona tetto è da risistemare; da intervenire anche sui pannelli solari, la cisterna dell’acqua e il generatore di corrente.

Allievi della scuola
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Nella prima settimana la Butterfly onlus ha speso circa 1.800 euro al giorno.
In quel periodo si potevano infatti fare acquisti esclusivamente tramite il mercato nero e i prezzi vergognosi erano quelli dettati dai venditori. Dopo una settimana sono un po’ scesi ma sono rimasti ancora alti (gli alimenti base come riso e lenticchie costavano ancora il triplo della norma, mentre le verdure erano vendute a prezzi esagerati).

Fino al 10 maggio nessun aiuto umanitario internazionale è arrivato nella zona della scuola, il quartiere tibetano di Boudinath.

Un primo serissimo pericolo è rappresentato dalle malattie epidemiche che si stanno diffondendo in tutto il Nepal, specialmente a Kathmandu e nelle città più popolate. La mancanza di acqua comporta inevitabilmente una forzata carenza di igiene personale e sono iniziate a diffondersi malattie come colera (haiza in lingua nepalese) e influenza suina. Data la situazione il rischio di contagio è alto.

Per quanto riguarda i 130 bambini della scuola, viene utilizzata una parte di acqua per permettere loro di rimanere puliti e di prevenire così eventuali genesi di malattie. Inoltre sempre come prevenzione, di giorno i bambini vengono tenuti all’interno della scuola (solo al piano terra) mentre la notte l’unica soluzione è quella di trascorrerla fuori perché il rischio di terremoti non è ancora finito.

Il budget che la nostra fondazione si è prefissata di raggiungere per sostenere questa prima fase di emergenza è pari a 25.000 euro anche se l’impegno a raccogliere fondi da destinare alle necessarie opere di ristrutturazione e al futuro dei bambini non si esaurirà appena raggiunto questo primo obbiettivo.

Tashi orphan school, maggio 2005


Un po’ di storia della fondazione Butterfly onlus
La Fondazione Butterfly onlus nasce nell’anno 2002 e l’intento iniziale è quello di trasformare il dolore per la perdita di una figlia in amore per altri figli, quasi che “quel suo dolore dovesse nel tempo confondersi con quello di tutta quell’umanità che perde i propri figli senza rabbia ma con la necessaria consapevolezza di un distacco solo temporaneo”.

Nascono le prime scuole in Nepal, Mynamar, Madagascar, Etiopia a significare l’importanza dell’istruzione al di là di barriere ideologiche, territoriali o religiose; una missione intesa a portare il proprio contributo in Paesi dove anche un piccolo intervento può creare la differenza per tanti bambini dando loro una possibilità per avere un futuro troppo spesso loro negato.

In alcune zone del pianeta la possibilità di andare a scuola resta tuttavia un lusso rispetto alla reale possibilità di sopravvivenza: senza acqua si muore e molte persone lottano ancora per questo elemento purtroppo non ancora censito tra i diritti essenziali dell’umanità e oggi troppo spesso mercificato in particolar modo da parte delle grandi multinazionali.

Un pozzo di acqua può salvare la vita a tante persone, risparmiare la fatica di ore e ore di cammino spesso molto insidioso, a donne costrette a lasciare a casa i propri figli. Garantire acqua potabile significa ridurre sensibilmente il tasso di mortalità infantile dovuto spesso a un approvvigionamento idrico malsano.

La fondazione Butterfly onlus inizia quindi nel 2003 a realizzare pozzi di acqua in Africa, particolarmente in Etiopia; la sua mission si diversifica quindi tra istruzione e cooperazione internazionale; ottiene la certificazione “onlus” il 22 gennaio 2004.

Il terzo settore d’intervento, quello sanitario, nasce con un importante progetto nel Sud dell’Etiopia che in due anni ha visto la trasformazione di un piccolo presidio sanitario in una clinica con una utenza di oltre 25.000 persone in un contesto particolarmente esposto a mortalità infantile molto elevata ed a malattie endemiche in particolar modo legate alla cronica mancanza di igiene. A completare il quadro delle attività della fondazione, programmi di sostegno a distanza avviati in Paesi dove è presente con i propri progetti per essere in grado di garantire il necessario monitoraggio dei bambini sostenuti. Opera correntemente in Etiopia e Nepal con oltre 400 bambini in sostegno a distanza. Attualmente la fondazione continua la propria attività nei settori dell’approvvigionamento idrico, scolastico e sanitario, in particolar modo in Etiopia.

Nell’anno 2009 viene costituita all’interno della fondazione, la sezione che si occupa di minori tolti dalle proprie famiglie a causa di abusi e affidati ai servizi sociali o stranieri non accompagnati, e realizzate due strutture educative residenziali a Forlì, il ” Podere Serra” e la “ Casa degli aquiloni” trasferite dal 2011 in carico alla Cooperativa Butterfly onlus appositamente costituita il 19 novembre 2010 per occuparsi di tutti i progetti in Italia relativi all’area minori.

Per maggiori dettagli consultare www.coopbutterfly.org.

Riferimenti cui inviare possibili donazioni a supporto dei bambini tibetani della Tashi Orphan School:
Banca Prossima Spa – Fil. 05000 20121 Milano
IBAN: IT48 Q033 5901 6001 0000 0009 863
BIC: BCITITMX

Conto Corrente Postale
IBAN: IT55 S076 0112 9000 0004 4368 223
BIC/SWIFT: BPPIITRRXXX

Tashi orphan school, dicembre 2013

Claudio Maneri è autore dei libri Ciao papi, una cronaca della intensa comunicazione con la figlia nell’altra dimensione, Scintille di vita, un libro che intende dare risposte a tanti genitori che hanno vissuto la medesima drammatica esperienza di perdere un figlio, e recentemente Ri-nascita, cronaca della sua esperienza tra mondo terreno e spirituale in questi ultimi dodici anni. I libri sono disponibili nelle migliori librerie e presso la fondazione Butterfly onlus dove possono essere ordinati all’indirizzo di posta elettronica : info@butterflyonlus.org

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I bambini del Nepal ultima modifica: 2015-05-20T07:00:07+02:00 da GognaBlog

1 commento su “I bambini del Nepal”

  1. 1
    silvana lenghi says:

    Concorde, ringrazio Bannf Centre per questa bella immagine di un vero amico. Silvana

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