Neppure Orwell avrebbe immaginato

Neppure Orwell avrebbe immaginato
di Alexandre Aget
(pubblicato su up-magazine.info il 6 marzo 2019)
traduzione di Gian Franco Spotti

La Cina si è appropriata della gestione delle nuove tecnologie e sta diventando, sotto i nostri occhi, un leader nel settore. Big data, riconoscimento facciale, algoritmi predittivi non hanno più segreti per i cinesi; ne sono diventati dei maestri. In altri paesi lo sviluppo delle nuove tecnologie è per migliorare la vita delle persone. Era il credo della Silicon Valley alle sue origini. Ma in Cina le nuove tecnologie sono destinate a sorvegliare la vita delle persone in ogni angolo della loro vita.  Il medio Impero sta costruendo una gigantesca rete sociale, forte di 1 miliardo e 400 milioni di persone. Ciascuna di esse viene notata in base al suo comportamento nella vita quotidiana, scannerizzata nel minimo gesto da 200 milioni di telecamere di sorveglianza. Gli algoritmi dello Stato calcolano quindi per ognuna il suo “credito sociale”. Benestare oppure ostacolo per spostarsi o beneficiare dei servizi pubblici.

Prima dittatura numerica al mondo
George Orwell, autore di 1984 e creatore di Big Brother (Grande Fratello), nemmeno nei suoi peggiori incubi avrebbe mai immaginato una simile distopia. Un’intera popolazione di oltre un miliardo di persone sorvegliata in ogni suo minimo gesto e identificata in base ai suoi comportamenti. Una nota algoritmica attaccata ad ogni cittadino, sintesi di un controllo totale e di massa. La Cina sta diventando la prima dittatura numerica al mondo.

State tentando di attraversare la strada quando il semaforo è verde (per le auto)?  Il vostro viso viene riconosciuto all’istante dalla telecamera di sorveglianza installata a poca distanza ed una voce diffusa con l’altoparlante vi ordina di arretrare immediatamente e di ritornare sul marciapiede. Non si tratta unicamente di un ordine ai fini della sicurezza stradale. Infatti il vostro “punteggio sociale” si abbasserà all’istante di qualche punto come conseguenza della punizione per questo atto incivile.

Dal 2014 le autorità hanno sperimentato il “credito sociale” in tutta la Cina. Ogni cittadino cinese detiene un capitale di 800 punti come credito al suo punteggio sociale. In qualsiasi momento può perdere dei punti ed il suo saldo, aggiornato in tempo reale, viene strettamente associato alla sua identità. Se il vostro punteggio è buono potrete circolare, prendere l’aereo, spostarvi liberamente, accedere ai servizi, altrimenti siete condannati alla detenzione domiciliare e diventerete presto un paria della società. Vengono tolti punti per aver infranto la legge oppure, in alcune regioni, per aver commesso infrazioni minori come portare a spasso il cane senza guinzaglio.

Il credito sociale universale
Questo perché il credito sociale tocca tutti gli aspetti della vostra vita.  Infatti grazie alla magia di big data, i sistemi di riconoscimento visuale sono collegati ai dati fiscali, finanziari, giuridici, medici, di qualsiasi cittadino. I dati sono trattati in tempo reale da mega-server pieni zeppi di intelligenza artificiale. Per avere quindi un buon punteggio sociale non basta attraversare la strada col semaforo rosso (per le auto) ma bisogna pagare le fatture puntualmente, fare la raccolta differenziata dei rifiuti, fare del volontariato, non fumare nei luoghi pubblici, ecc. Il punteggio sociale è la sintesi di tutta la vita cittadina di un individuo. Questo punteggio è il benestare per accedere ad esempio più facilmente all’ottenimento di crediti oppure per evitare di fare la coda ai servizi ospedalieri. Ad ogni infrazione il punteggio sociale diminuisce e con esso aumenta il rischio di ricevere ammende finanziarie o degli ostacoli alle proprie libertà. Una forma di dittatura numerica basata su una gestione algoritmica. Secondo un’inchiesta della Associated Press (https://www.apnews.com/9d43f4b74260411797043ddd391c13d8) 17,5 milioni di biglietti aerei sono stati bloccati lo scorso anno per reati di “credito sociale”, comprese tasse non pagate e multe, nel quadro di un sistema che, secondo il Partito Comunista al potere, migliorerà il comportamento della popolazione. Altri 5,5 milioni di persone si sono viste proibire l’acquisto di biglietti ferroviari secondo il National Public Credit Information Center (Centro Nazionale Informativo del Credito Pubblico).

Il partito al potere afferma che le ammende e le ricompense del “credito sociale” migliorano l’ordine in una società in rapida evoluzione dopo tre decenni di riforme economiche che hanno messo sottosopra le strutture sociali. Questo sistema va visto nel quadro degli sforzi intrapresi dal governo del presidente Xi Jinping per utilizzare tecnologie che vanno dal trattamento dei dati alla sequenza genetica e al riconoscimento facciale. (http://up-magazine.info/index.php/technologies-a-la-pointe/technologies/7490-I-arsenal-de-surveillance-ultra-high-tech-de-la-police-chinoise) per rafforzare il controllo.

Il partito comunista cinese vuole arrivare ad un sistema nazionale entro il 2020 ma non ha ancora precisato nei dettagli come funzionerà. Fra le possibili sanzioni figurano restrizioni agli spostamenti, agli affari e l’accesso all’educazione. Uno slogan viene attualmente ripetuto nei media di Stato: “Una volta che avrete perso la confidenza che noi abbiamo in voi, avrete a che fare con delle restrizioni, ovunque”.

Le ditte sotto stretta sorveglianza
La sorveglianza di massa non riguarda soltanto gli individui ma anche le ditte che hanno anch’esse il loro “punteggio sociale”. Le ditte che figurano sulla lista nera possono perdere contratti statali o l’accesso a prestiti bancari oppure vedersi proibire di emettere obbligazioni oppure importare merci. Secondo il centro informativo del governo, i reati sanzionati l’anno scorso (2018) a titolo di “credito sociale” comprendevano la pubblicità ingannevole oppure la violazione delle regole di sicurezza dei medicinali.

A 290.000 persone è stato impedito di occupare dei posti di lavoro come quadri superiori oppure di agire in qualità di rappresentanti legali di una ditta. Che siano società cinesi o straniere il loro comportamento viene monitorato nei dettagli. Al nostro link http://www.up-magazine.info/index.php/economie-de-linnovation-4/7769-les-travailleurs-chinois-sont-les-plus-surveilles-au-monde-meme-leurs-emotions-sont-controlees-en-temps-reel informavamo come alcune ditte si sono dotate di apparecchiature di “sorveglianza emotiva” per monitorare, in tempo reale, lo stato emotivo dei loro dipendenti. Dei leggeri sensori integrati nei copri-capo o nei caschi dei lavoratori trasmettono senza filo i dati delle onde cerebrali ad un computer. Questo funziona probabilmente come un elettroencefalogramma come fatto notare dalla Rassegna Tecnica del MIT (https://www.technologyreview.com/the-download/611052/with-brain-scanning-hats-china-signals-it-has-no-interest-in-workers-privacy)

In seguito degli algoritmi di intelligenza artificiale scannerizzano i dati alla ricerca di valori aberranti che potrebbero indicare uno stato di ansia o di rabbia.

Questa sorveglianza di massa è cominciata nel 2000 con la messa in funzione da parte del ministero della polizia “dell’Orecchino d’oro” (dal nome del progetto) di una rete numerica su scala nazionale per seguire gli individui.

In alcune regioni la sorveglianza numerica si accompagna ad una sorveglianza genetica. Dei militanti dei diritti umani affermano che gli abitanti delle regioni musulmane e di altre minoranze etniche sono stati costretti a dare campioni di sangue per costituire una base di dati genetici. Va ricordato che circa un milione fra Ouighours, Kazaki e altre minoranze musulmane sono detenute in campi di educazione politica, secondo responsabili americani ed esperti delle Nazioni Unite. Il governo afferma che questi campi sono dei centri di formazione professionale concepiti per eliminare l’estremismo dalla regione.

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Neppure Orwell avrebbe immaginato ultima modifica: 2020-06-14T04:30:14+02:00 da Totem&Tabù

5 pensieri su “Neppure Orwell avrebbe immaginato”

  1. 5
    Lusa says:

    In altri paesi lo sviluppo delle nuove tecnologie è per migliorare la vita delle persone

    🤣🤣🤣🤣🤣🤣
     

  2. 4
    Riva Guido says:

    Anche lì non è tutto oro quello che luccica. Di sicuro, nonostante l’organizzazione perfetta, qualcosina scappa, qualche torto lo subisci lo stesso. Potrebbe essere un’efficacissima esperienza da vivere in alternativa ad altre quasi inutili. Ve la immaginate un Cina di 1.400.000.000 (unmiliardoquattrocentomilioni) di italiani?

  3. 3
    lorenzo merlo says:

    Antonio, non sottovalutare il confucianesimo.

  4. 2
    Antonio Arioti says:

    In Italia e negli altri paesi occidentali non si arriverà mai a questi livelli e la Cina prima o poi imploderà.
    Chi vuole avere tutto sotto controllo nei minimi dettagli prima o poi implode.
    Darwin diceva che non sopravvive né il più intelligente né il più forte bensì chi si adatta meglio ai cambiamenti. L’universo è continuo cambiamento, chi sopravvive è colui che sa cavarsela in mezzo ai casini.

  5. 1
    Roberto Scala says:

    Qualcuno in Italia, stringendo stretti rapporti al punto da dipendere dalla Cina, aspira a questo tipo di controllo della società. Ovvio che dare il 5G in mano a Huawei può essere estremamente pericoloso. 

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