Nessuna euforia

Olimpiadi invernali 2026 assegnate a Milano-Cortina. Beppe Sala: ‘Partire subito, no procedure d’urgenza’. Stefano Buffagni: ‘No sprechi’.

Lettura: spessore-weight(2), impegno-effort(1), disimpegno-entertainment(3)

Olimpia che?
di Enrico Camanni

Ieri mi è successo di nuovo: mi sono incazzato. Quando ho visto che la destra e la sinistra si abbracciavano con le olimpiadi invernali in mano. Non tanto perché le Alpi subiranno nuove colate di cemento, e il cemento resterà per sempre. O perché come al solito pagheremo tutti e si arricchiranno in pochi. E nemmeno perché ci sarà un motivo se tutti i paesi del mondo hanno fatto due conti e si sono tirati indietro, e perfino la Svezia aveva i suoi bei dubbi, soprattutto gli svedesi, mentre noi tutti lì a festeggiare e urlare di giubilo come dei dissennati. Tutto vero, ma c’è di più. Ci pensate che cosa potremmo fare con quella meravigliosa armonia tra partiti, amministratori e popolo intero? Salvare tutti i migranti, rilanciare bellezza e cultura, onorare la scuola e i maestri, far rivivere i borghi e l’Italia minore, ripopolare le montagne, ridare dignità ai parchi, togliere le auto dalle città, ridare i treni ai viaggiatori, restituire il futuro ai nostri bambini. Respirare, ascoltarci, rispettarci. Potremmo fare queste e altre moltissime cose. E allora avremmo diritto di far festa.

Nessuna euforia
di Carlo Alberto Pinelli

Scriveva Guido Gozzano: “Schierati al sole o all’ombra della croce / tutti travolge il turbine dell’oro / o Musa -ohimè- che può giovare loro / il pianto della mia piccola voce?”. Basterebbe sostituire alla croce gli anelli olimpici per rendere queste rime in perfetta sintonia con lo scoramento “fuori dal coro” che mi ha assalito leggendo l’entusiasmo monocorde (e disinformato) della stampa italiana e dei massimi dirigenti della Repubblica a proposito dell’assegnazione delle Olimpiadi invernali. Sono uno dei fondatori dell’associazione Mountain Wilderness International – alpinisti di tutto il mondo in difesa della montagna e non ho difficoltà ad affermare che non mi schiero solo contro le Olimpiadi di Milano-Cortina. Sono contro qualsiasi Olimpiade, così come quei giochi sono stati ridotti dall’avidità consumistica e dalla spettacolarizzazione più becera, in totale disprezzo per il significato della montagna e dei suoi valori.

Beppe Sala scatenato

Considero fortunati gli svedesi che sono stati risparmiati. Ne gioirà Greta. Non sarebbe la prima volta che le Olimpiadi vengono utilizzate qui da noi come grimaldello per scardinare le ultime difese degli ambienti naturali previste dalla legge, per bypassare la VIA, per fare cartastraccia delle zone protette come i Parchi Nazionali, i SIC, gli ZPS, per dare dignità a progetti avveniristici sempre più devastanti, a cominciare dal prolungamento della viabilità autostradale, per tentare di rivitalizzare uno sport, per sua vocazione aggressivo, e ormai in netto declino anche per la crescente scarsità di precipitazioni nevose. Solo in questo senso possiamo essere grati paradossalmente all’effetto serra.

Cortina ha ottenuto il “privilegio” di ospitare i giochi invernali sventrando quanto ancora sopravviveva del suo mantello forestale, ampliando piste, livellando scomodi dossi, potenziando gli impianti a fune, aumentando il carico di energia elettrica necessaria per i cannoni spara-neve. Il grande Luna Park è pronto e attende gli atleti e il folto pubblico. Buon pro gli faccia!

Ma dove è finito il rispetto per la natura? Cosa resterà quando quel breve tsunami di sgangherata euforia sarà alle nostre spalle? Per capirlo basterebbe visitare le cattedrali nel deserto che sorgono nelle valli del Piemonte, vittime dei precedenti giochi. Mi auguro che l’UNESCO, grazie alla quale le Dolomiti – Cortina inclusa – sono state nobilitate a Monumento del Mondo, esprima a chiare lettere la propria contrarietà. Ma so che non accadrà. Purtroppo.

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Nessuna euforia ultima modifica: 2019-07-03T05:12:40+02:00 da GognaBlog

35 pensieri su “Nessuna euforia”

  1. 35
    Alberto Benassi says:

    dovrebbero essere pensate e realizzate in modo più “smart”

    ma te credi che questi “personaggi” ragionano in modo “smart”…povero illuso.

  2. 34
    Alberto Benassi says:

    A Benassi spedirò dei biglietti omaggio per il Curling.

    Visto che sono di granito mi può anche andare bene.
     
    Se invece  fossero fatte di marmo bianco apuano mi faresti INCAZZARE!!
     

  3. 33
    Giuseppe Penotti says:

    Marcello Cominetti. Non ho inteso fare un minestrone ma nella prima parte del mio intervento giocare con il paradosso per far comprendere che il dichiararsi “contro” qualcosa sempre senza se e senza ma è abbastanza puerile e per l’appunto da “umarell virtuale” e che il rischio di tranciare dissenso solo su cose che non ci coinvolgono nelle nostre passioni  è arte puramente italica.
    Dal tuo pensiero mi divide fortemente il pensare che le Olimpiadi siano solo e comunque uno show mediatico. Non so.  Io penso che il gareggiare e il competere siano intrinsechi e peculiari nell’animo umano ed io mi emoziono per un gesto atletico che è costato sacrifici e allenamento, qualunque disciplina sia Le Olimpiadi sono un evento grosso e grasso perché aggregano tantissime discipline e inevitabilmente portano a una gestione più complessa ed evidentemente più onerosa.  Sono anche dell’idea che ora come ora dovrebbero essere pensate e realizzate in modo più “smart” e ragionando nell’organizzarle in posti dove determinate strutture complesse come piste da bob e trampolini siano già presenti o come si era pensato ma non attuato a Torino con strutture smontabili.
    A dirla tutta sono anche perplesso in questa doppia o meglio tripla o quadrupla collocazione. Milano, Cortina, Valtellina ma per l’inevitabile spezzatino che farà un po’ perdere il concetto di Olimpiade.
    Come tu non conosci la realtà di Torino e i benefici che a portato alla città sopratutto sociali, io non conosco Cortina e la realtà ampezzana. Però so che la pista da bob c’è già cosi come i trampolini e gli impianti per il biathlon che sono le infrastrutture più impattanti. E a dirla tutta si sta giudicano sul nulla perché nulla è stato deliberato, sento parlare di nuovi impianti, di nuove strutture ma nulla è certo o deciso  Milano invece sono convinto che avrà benefici, così come li ha avuti Torino. Benefici probabilmente indiretti e come scritto immateriali.
    Io prima di dare giudizi affrettati aspetterei.
    Ho cercato di far capire o di instillare perlomeno il dubbio che non tutto è bianco o nero e che determinate infrastrutture assumo valore sopratutto “dopo” sopratutto a livello sociale e di qualità della vita.
    Fosse per me candiderei alle olimpiadi invernali Catania o Catanzaro, perché darebbero fiducia e allegria e certamente infrastrutture da usare dopo e che nessun Comune italiano da solo ha le forse per fare, figurati realtà difficili come quelle citate. Purtroppo è altamente improbabile avere neve li. 
    Io attacco e anche duramente Camanni non come persona ma per il pensiero qualunquista “tutta merda” che ha espresso e convinto che lui in queste infrastrutture a casa sua non ha mai messo piede, altrimenti non scriverebbe così. Per me non è cosi e ho fatto qualche esempio. Ho anche detto che non tutto è venuto bene, qualcosa si è toppato (anche se non per colpa del comitato organizzatore e del Toroc) ma che il bilancio è largamente positivo. Non posso sapere se per Milano e Cortina sarà così, ma io a differenza di molti me lo auguro caldamente.
    E a Milano a seguire le gare di pattinaggio e di short track ci andrò volentieri.
    A Benassi spedirò dei biglietti omaggio per il Curling.
    Ciao

  4. 32
    Alberto Benassi says:

    intanto che ne sai se abbiamo mai preso in mano mestola da muratore e badile per impastare calcina e cemento! e magari anche un bel piccone e mazzetta con tanto di  scalpello.
    Mi associo con Marcello: grande STRONZATA ma vorrei dire di più.
    In Italia c’è pieno di lavori urgenti da fare. Investiamo lì i soldi.  Investiamoli nelle scuole, nell’istruzione, nella sanità, nel recupero di zone degradate , inquinate e avvelenate.
    Poi dai del qualunquista a Camanni. Il tuo minestrone, dove fai dell’ironia rimescolando di tutto e di più,  invece cosa è?
    Fatele pure queste olimpiadi. Ne riparlermo tra qualche hanno di quello che lasceranno.

  5. 31

    Penotti, secondo me hai fatto un minestrone con troppi ingredienti… La situazione di Torino mi è poco conosciuta e avrai ragione, chissà, ma Milano non mi sembra abbia bisogno di infrastrutture da “scroccare” ai finanziamenti per eventuali olimpiadi (che spero che non si facciano). Come Milano non ne ha bisogno  Cortina, realtà che conosco bene perché ci vivo a due passi (anzi, uno: il Falzarego), semplicemente perché costruire nuovi impianti non serve a nessuno perché già quelli esistenti sono in crisi profonda. Le olimpiadi oggi sono uno show basato sul consumismo in cui lo sport viene tra le ultime voci e semmai è usato a fini biechi come uno specchietto per le allodole. Altre manifestazioni sportive in più piccole dimensioni e coinvolgimenti economici, ben vengano, ma le olimpiadi sono un’emerita stronzata! Almeno così la penso, rispettando ovviamente l’idea tua.

  6. 30
    Giuseppe Penotti says:

    Bene direi che siamo tutti d’accordo.
    Aboliamo le olimpiadi invernali, ma anche quelle estive. Ah! Pure le paralimpiadi che non si capisce per quale motivo dovremmo spender soldi per far gareggiare quattro sciancati.
    Direi anche le universiadi, che vadano a studiare questi pelandroni  anziché divertirsi facendo sport!
    Direi pure il calcio, il basket la pallavolo l’atletica , ma anche le gare di arrampicata e demoliamo ‘sto obbrobrio ad Arco tutta plastica e tubi innocenti. Tutte colate di cemento!
    A ruota direi anche il golf e il tennis. Ma che scherziamo, sprecare soldi per questi quattro riccastri!
    A seguire direi anche le gare di sci alpinismo, portano solo casino e inquinamento e fanno il bieco gioco delle porche aziende capitaliste di prodotti tecnici di montagna che intendono vendere i loro prodotti.
    Cavoli dimenticavo! I palazzetti del ghiaccio ove si pattina? Via, rauss,  demolire tutto!
    Impianti, funivie per portare gli alpinisti in quota? Che paghino tariffa tripla per finanziare la demolizione del tutto e già che ci siamo che venga abolito il mercimonio delle guide alpine!
    Poco importa che l’uomo da quando ha assunto la posizione eretta competa e gareggi con se stesso e i propri limiti come in alpinismo e nell’arrampicata , o contro altre persone nelle competizioni,  perché è la sua natura cercare di vincere , di inventare, di creare e anche di competere e di migliorare vuoi  l’aspettativa  di vita con i progressi scientifici o i limiti fisici che siano le difficoltà in arrampicata o i secondi necessari per correre i 100 metri.
    La posizione di Pinelli è nota, per me non condivisibile e mi spiace dirlo disprezzabile. Ma questo è un altro discorso.
    Quella di Enrico Camanni invece mi lascia basito. Mi aspetterei da un torinese, con capacità culturali e di pensiero un approccio meno qualunquista . Incazzato per l’ennesima colata di cemento? Vedi sopra. Aboliamo anche l’editoria di montagna, uno speco di carta per quattro gatti e che autori ed editori vadano a lavorare in miniera!
    Visto come è facile essere qualunquisti, assolutisti?
    Parliamo allora di olimpiadi e del loro lascito.
    E in specifico di quelle di Torino, perché ho la pessima abitudine di parlare e scrivere solo di cose di cui ho cognizione di causa.
    Le olimpiadi a Torino hanno cambiato una città. Una citta che a inizi 2000 era in declino, industriale commerciale e culturale. L’ha resa viva e fatta rinascere e solo chi ha vissuto una sola sera in Piazza Castello in forma partecipata e attiva durante le può comprendere che quelle olimpiadi ci hanno salvato.
    Ma siccome qui vedo che siete tutti più realisti del Re ma aggiungo col culo degli altri,  lasciamo stare quanto sopra che ha un valore immateriale e non facilmente quantificabile e parliamo di queste benedette “colate di cemento”.
    Che non ci sono state.  Come non ci sono stati i vostri “magna magna” tanto adombrati.
    Al contrario infrastrutture che hanno recuperato edifici in via o in stato di avanzato degrado come il Palavela a tutt’oggi funzionante e attivo.
    Edifici  come il palaisozaki, subito riconvertito e ad oggi unica vera struttura di Torino in grado di ospitare  eventi musicali e culturali.
    Il palaTazzoli, palazzetto del ghiaccio talmente funzionante che oggi necessiterebbe di alcuni lavori causati non dal degrado, ma dall’iper sfruttamento. Ultimo evento i mondiali Juniores di short track.
    Che bello che è stato vedere questi ragazzi correre, spingersi, schiantarsi sui materassi e alla fine abbracciarsi.
    Ma quello che mi fa più imbestialire è il pensiero del palazzetto del ghiaccio di via Massari, per inciso costruito con molto legno e poco cemento. Creato per gli allenamenti di pattinaggio e situato in uno dei quartieri più difficili e problematici di Torino  è da anni gestito da una associazione sportiva che a fatica e con sacrifici mantiene prezzi popolari sia nel costo di ingresso che nel costo dei corsi  di pattinaggio facendo avvicinare centinaia di ragazzi che vivono in un quartiere dormitorio con enormi problemi sociali dove le famiglie hanno difficoltà vere di sopravvivenza e dove un paio di Armada da 1.000 euro sono pura fantascianza.
    Il buon Enrico Camanni prima di “incazzarsi per le colate di cemento” passi un pomeriggio di inverno in quel palazzetto per capire che queste infrastrutture servono soprattutto “dopo” e che senza i soldi delle Olimpiadi non si sarebbero mai potuti edificare. Camanni  faccia anche un salto in quel piccolo gioiello  del palazzetto di Torre Pellice, anche quello edificato per le Olimpiadi e  punto di incontro e aggregazione di una vallata bellissima ma un po’ isolata e disgraziata come quella del Pellice. O a Pinerolo che di certo non brilla per infrastrutture.
    Non servono alla elite culturale ma alla gente comune. E Camanni con il suo giudizio tranciante cade nello stesso inghippo che ha raso a zero la sinistra progressita in Italia.
    Ecco solo questi esempi  per me giustificano  qualsiasi costo.
    Ma d’altronde il vedere solo il peggio e mai il meglio sembra l’unico sport senza necessità di infrastrutture praticato in Italia e a livello professionistico in questo blog.
    Certo che il lascito delle Olimpiadi ha lasciato delle difficoltà e dei problemi. La pista di bob e i trampolini di Pragelato, ma anche le palazzine del MOI a Torino. Ma attenzione perché questi problemi  non sono causati dalle Olimpiadi, ma dall’incapacità successiva di  gestione di queste infrastrutture, e in ogni caso il bilancio sociale deve essere valutato nella sua complessità.
    E per cortesia smettiamola anche con questa banalità dei debiti di Torino come eredità delle Olimpiadi perché se è vero che ci sono, non sono causati da un disavanzo gestionale ma da mancati trasferimenti.
    Qualcuno ha commentato che il tenore degli interventi su questo argomento somigli a un blog delle stelle 2.0.
    Non mi sembra adatto. Mi sembra invero di aver visto qualche “umarell virtuale” che commenta, e senza aver mai preso una cazzuola in mano esprime giudizi su una brigata di muratori bergamaschi che  sta edificando un grattacielo di 12 piani.
    Vi saluto consapevole di essermi reso di nuovo simpaticissimo a questo umile consesso .

  7. 29
    luigi zanetti says:

    oltre alla questione ambientale esiste anche quella economica
    propongo che chi vuole i grandi eventi.le grandi opere (vedi tav) o altre cose considerate inutili se li paghino di tasca loro (politici,imprenditori e perchè no anche atleti che festeggiano in modo sguaiato)solo cosi l’Italia uscirà dal parassitismo viscerale che unisce un pò tutti

  8. 28
    Marco says:

    Sembra il Blog delle Stelle 2.0

  9. 27
    Fuoridalcoro says:

    Aria inquinata nel bacino padano, poveri costretti a rottamare le auto perché inquinano se vogliono spostarsi ed andare a lavorare per contribuire con le tasse a pagare le olimpiadi. Poi però gli spostamenti tra le due città sedi delle olimpiadi con che mezzi avverranno ? Con le ebike ? Con le auto elettriche ? O con costosi ed inquinanti macchinoni ?

  10. 26
    Stefano pizzorno says:

    Scusa Matteo… avevo letto male e credevo fosse il Cominetti a rispondere! Scusa ancora… ma confermo il pensiero! 

  11. 25
    Stefano pizzorno says:

    Ecco Marcello , un esempio che conferma l’assurdita ‘ !
    ps mi hai riconosciuto , vero? 

  12. 24
    Matteo says:

    Non è mica poi tanto difficile Stefano: nel 1979 un soldato americano di lontane origini italiane di stanza in Vicenza mi chiese un passaggio per Trento e Trieste…

  13. 23
    Stefano pizzorno says:

    Che poi uno che nn conosce l’italia Potrebbe pensare che Cortina sia nell’interland milanese!!!! Robe da pazzi!!!!

  14. 22
    Stefano says:

    Saggio Marcello!!!! 

  15. 21

    interventi volti a migliorare la qualità della vita per i residenti, quella sì, vero fattore dello sviluppo locale.
    Gent.mo Pecchio, a Cortina d’Ampezzo non mi sembra ci sia bisogno di aumentare il benessere dei residenti . Bisogna dare una risistematina al turismo ma non va così male… C’è lavoro, salute, scuole, opportunità e ottima viabilità. 
    Forse si riferiva a Milano, che io considero il regno del malessere sotto ogni aspetto, ma, come lei stesso dice, non è bastato l’expo?Però ripeto il mio quesito: Milano cosa c’entra con Cortina?

  16. 20
    Paolo Gallese says:

    Franco hai qualche link serio sugli aspetti positivi che accomunano in parte Expo 2015 all’esperienza di Barcellona? Mi interessano senza polemiche poiché (occupandoci di educazione ambientale ad un livello abbastanza alto) i tentativi di entrare anche in punta di piedi nel dopo Expo ci hanno visti ignorati dal gran circo. Noi e altri come noi non legati alla politica.

  17. 19
    Alberto Benassi says:

    si lo spero anche io.
    E che il bubbone scoppi facendo un gran botto!!

  18. 18
    Paolo Panzeri says:

    Non penso che nei prossimi 7 anni gli italiani, tutti me compreso, riescano a superare l’ormai affermata mentalità e cultura dominante, a tutti i livelli e in tutti i luoghi, del clientelismo e del nepotismo.
    Dubito che si possa fare qualcosa di serio e utile alla società, si dovranno soddisfare le tante fantasie e piccinerie interessate dei nostri dirigenti (i politici) guidati dai loro amici e referenti.
    Però alla FAO è stato messo un cinese e al CSM è scoppiato il bubbone.
    Chissà, spero di poter vedere.

  19. 17
    Alberto Benassi says:

    non è stupida.  E’ in MALA FEDE.
    In Italia ci sono mille priorità , urgenze, problemi da risolvere  per creare lavoro .
    Ma si vogliono fare le olimpiadi.
    Non è un NO per partito preso. E’ un NO di onestà,  lungimiranza sociale ed economica.
    Se ci sono soldi da spendere che si spendano dove servono veramente a tutti.
    E’ l’ora di falla finita con l’immagine che si vogliono creare certi personaggi a spese di tutti.

  20. 16
    Carlo Crovella says:

    Io non sono un elettore dei 5 Stelle, ma sono contento che Chiara Appendino si sia defilata, a suo tempo, dall’ipotesi Olimpiadi a Torino (dove risiedo). Tutto quanto esposto nell’intervento precedente (n. 15) è fondato, almeno a tavolino. Io però non credo che in Italia saremo mai capaci di perseguire tali obiettivi. E’ una scommessa con una partita negativa certa (anzi due: scheletri di cemento e maggiori buchi del bilancio pubblico) e una partita positiva molto aleatoria (sviluppo economico, più servizi, etc). Oggi come oggi le priorità sono altre a livello nazionale. Per esempio pulire definitivamente dalla macerie tutti i paesi coinvolti dal terremoto di 3 anni fa (3 anni!). Ristrutturale le relative abitazioni dei nostri concittadini che da 3 anni vivono nei container. Oppure risanare tutta l’edilizia scolastica, che crolla sui nostri figli e nipoti. Rivedere l’intera rete viaria nazionale (stradale-autostradale-ferroviaria), per evitare un nuovo Ponte Morandi. Rinvigorire la ricerca (specie universitaria) e non far scappare i nostri migliori cervelli all’estero. Riformare il sistema fiscale, complicato e aberrante ….. Non basta come programma per i prossimi 7 anni, ovvero quelli che ci separano dal 2026? Non basta? Bene, allora ficchiamoci dentro anche le Olimpiadi con tutti gli impegni infrastrutturali e le relative ingenti uscite. Vedrete che nel 2026 si faranno le Olimpiadi e nessuno dei (pochi) problemi “gravissimi” che ho citato sarà stato risolto. La classe politica che NON ha la lucidità di capire le priorità e corre dietro ai sogni illusori è stupida (oppure in mala fede). Guardate la foto, anche qui riportata, dei cosiddetti festeggiamenti: sembra scattata in un manicomio durante una crisi epilettica collettiva.

  21. 15
    Franco Pecchio says:

    esco dal coro e parlerei più di numeri e di esperienze positive del passato, partendo dalle conclusioni di questo articolo de La Voce e del citato studio della Banca d’Italia (pag. 11) sui grandi eventi sportivi: «Milano-Cortina 2026 sarà un successo solo se saprà affiancare ai giochi una politica economica locale in grado di attrarre investimenti esteri a elevato contenuto tecnologico, come fece Barcellona ormai 25 anni fa e come pure in parte è stato fatto per Expo 2015.
    In definitiva, le Olimpiadi sono un investimento che rende solo se accompagnate da una visione di lungo periodo e che non passa per spese eccessive in infrastrutture, ma per interventi volti a migliorare la qualità della vita per i residenti, quella sì, vero fattore dello sviluppo locale.»Ricordiamo anche che la crescita economica viene anche attraverso i servizi (come dimostrato da Landier e Thesmar), quindi se queste olimpiadi riusciranno a creare un volano per servizi e nuove iniziative oltre al “cemento” saranno un successo.Il partito preso del no, del nimby è deleterio.

  22. 14
    Carlo Crovella says:

    Pensate quando sarà tutto finito e, oltre a osservare gli scheletri di cemento, saremo chiamati a pagare nuove tasse, fra cui magari la rinnovata IMU sulla prima casa, per fronteggiare i buchi di bilancio lasciati dall’eccesso di spese delle Olimpiadi…
    Non dimenticate che la grave crisi socio-politico-economica della Grecia fu la conseguenza delle spese folli per le Olimpiadi di Atene del 2004.
    Per questi motivi è un’assurdità che l’Italia si impegni in progetti del genere, ma nessuno lo vuol capire, anzi tutti “festeggiano”. Ma che c’è da festeggiare?

  23. 13
    stefano pizzorno says:

    L’assurda logica della politica e del denaro portano all’annientamento dei veri valori e del vivere sereno delle persone su questa terra che ci ospita.
    le Olimpiadi sono una assurdità ludica , un inutile luna park che quando sbaraccherà lascerà solo ferite nella nutura per sempre.
    siamo animali assurdi.

  24. 12
    Paolo Panzeri says:

    Cominetti,
    la gente va in politica per quello, non per ideali, o qualsiasi altra motivazione.
    E mi sembra si possa vedere dappertutto, dai ponti, alle banche, alle aiuole e ai semafori, per finire, a quanto sembra pure evidente da qualche tempo, con la giustizia & c. 
    Ma siamo proprio così ?

  25. 11

    E’ tutt’un magna magna

  26. 10
    Matteo says:

    Ma perché stupirsi che Sala esulti?
    Prima dell’ultimo “grande evento” l’EXPO, che lo ha lanciato (con un certo strascico di polemiche e guai giudiziari) lo conosceva al massimo sua zia, poi è diventato sindaco…certo per lui è un peso, ché lui è un serio imprenditore, ecc. ecc.
    Però deve aver scoperto che buttarsi in politica è meglio e quindi adesso ripartiranno appalti al ribasso e amici degli amici che casualmente fanno affari.
    Certo che chiamare ecosostenibile un’olimpiade con 500 km di spostamento, rende bene l’idea della serietà delle intenzioni

  27. 9
    Alberto Benassi says:

    questi “personagggi” che ci rappresentano, le aeree protette le vede solo come luoghi da predare.
    Il problema e che li abbiamo votati.

  28. 8
    Comitato Tutela Devero says:

    Come Comitato Tutela Devero condividiamo un pieno quanto espresso da Pinelli. Purtroppo anche da noi la politica del PD e quella della Lega hanno lo stesso segno: un dissennato consumo di territorio in aree protette e  un sostegno politico agli imprenditori interessati al banchetto. 

  29. 7
    C.R. says:

    Expo 2015 ““Nutrire il pianeta, energia per la vita”… abbiamo un esempio di cosa potrebbe accadere anche questa volta.

  30. 6
    Alberto Benassi says:

    Nel dubbio, stringete i denti…

    Sarà meglio stringere qualcos’altro….!!

  31. 5
    Carlo Crovella says:

    Da almeno 10 anni sono giunto alla conclusione che i grandi eventi sportivi (Olimpiadi, Mondiali di calcio, etc) non hanno più senso. Erano “figli” di un mondo che non c’è più. Oggi sono solo un “pretesto” per stampare nuova moneta e darla in giro. Peccato che lascino ingombranti scheletri in disarmo, come la pista di bob di Cesana Torinese, in Val Susa. Costruita in pieno sud, il ghiaccio fonde al sole. Prima di abbandonarla alle ragnatele, avevano tentato di posizionare delle tendine parasole. Ma le gare diventavano invisibile agli spettatori e nessuno ci andava più. E hanno anche tentato di riproporne il restyling per il 2026! Ormai è un monumento funebre abbandonato.  Solo cemento in mezzo ai prati. Quanti altri ne vedremo per il 2026?
    In più c’è il discorso sul piano strettamente finanziario. Anche nell’ipotesi infondata di realizzare opere sensate e con una successivo riutilizzo, gli enti locali non hanno la capacità finanziaria per reggere un impegno del genere. Sarà necessario un intervento centrale, ovvero un aumento del debito pubblico. Chissà se le due nuove neoelette a livello continentale (la tedesca alla Commissione Europea e la francese alla BCE) ci apriranno una specifica procedura di infrazione?
    Nel dubbio, stringete i denti…

  32. 4
    stefano says:

    mi sembra che dopo le Olimpiadi ( in ogni parte del mondo) hanno sempre lasciato una scia di problemi, di dubbi e di debiti trascinandoceli per sempre. I soldi ( ma ce ne sono ancora in Italia?) vanno adoperati per sistemare e valorizzare ciò che già esiste senza costruire opere faraoniche che oltre ad essere spreco di denaro pubblico ( cioè di tutti) rovinano ancora una volta le Montagne. Mi dispiace per Cortina, già da tempo, rovinata per il portafoglio di pochi.

  33. 3
    Alberto Benassi says:

    ma guarda “bellini” , il Sig. Sala che esulta assieme al Sig. Zaia. Ma non dovrebbero essere come il diavolo e l’acqua benedetta….?!?!?
    Qui non c’è destra e sinistra che tenga…non c’è rivalità che tenga.
    Adesso sarà facile procedere ad un’ ulteriore aggressione al territorio. E vai con colate di cemento, strade per i macchinoni dei vip o chi si spaccia per vip…, nuovi impianti e via così.
    Addio bel paese…la destra e la sinistra, quanto  a scempi, sono un cuore solo.

  34. 2

    Sempre pensato che le Olimpiadi siano una manifestazione amorale e solo consumistica. Solo la massa disinformata può gioire per simili shows. Nel ’56 i giochi olimpici diedero lustro a Cortina ma erano altri tempi. I convenuti potevano arrivarci persino in treno! Cortina merita sicuramente il lustro che aveva ma organizzarci le Olimpiadi oggi è come se Brigitte Bardot andasse dal chirurgo estetico per tornare quella di 50 anni fa. L’effetto non sarebbe esattamente lo stesso. E poi questo gemellaggio Milano-Cortina mi puzza solo di…euro. Come funzionerà? Aperitivo a San Babila e Slalom Gigante la mattina dopo in Tofana? Brunch ai Navigli e seconda manche nel pomeriggio? Chissá…!?
    Mi vedo già le sfilate di suv bianchi parcheggiati a bordo strada che trasportano mogli nullafacenti cinomunite. È l’occasione per il rilancio del moon boot!
    Cortina i numeri per provocare il suo rilancio turistico li avrebbe, ma la scorciatoia dello sci pare tristemente la più facile da percorrere. Infatti è sempre stata invidiosa del famigerato Sellaronda. 
    Milano, sinceramente, non capisco cosa possa azzeccarci.

  35. 1
    Paolo Gallese says:

    Considerando che metà dei giochi li faranno a Milano, è solo la copertura per nuove attività edilizie in città. Attività che terminata almeno la girandola di contratti a termine per le piccole imprese che vinceranno gli appalti, ai cittadini resterà poco e niente.

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