Non è un paese per giovani

Questo cortometraggio di Yuri Palma sottintende una problematica relativa a chiunque amava, e ama, lo sport in generale, arrampicata e alpinismo in generale: ma è soprattutto un documento che denuncia quanto i giovani, in questo periodo di lockdown, non siano mai stati ascoltati.

Qui l’articolo è costituito dal filmato: dunque per prima cosa occorre guardare e ascoltare. Seguono alcuni commenti.

Non è un paese per giovani
Verso la fine del lockdown, ho intervistato alcuni miei amici, e ho chiesto loro di raccontarmi la loro esperienza in questi ultimi mesi (Yuri Palma).

Serafino Ripamonti Bello Yuri, una testimonianza importante su una “categoria”, quella dei giovani, quasi cancellata dalle cronache di questi mesi, tutte focalizzate sul tema salute ed economia, quindi sulla realtà di adulti e anziani.

Giordana Bonacina Non ho sentito una sola parola becera uscire dalla bocca di questi ragazzi, più o meno “grandi”. Hanno parlato di loro stessi, di quello che hanno vissuto in quanto giovani. Sono fragili? E chi non lo era alla loro età? Io lo sono tutt’ora… Il tempo e l’esperienza hanno fatto la scorza e hanno fornito le armi per “scendere in campo”. Sarà così anche per loro. Io li ho trovati semplicemente dei ragazzi che hanno già preso una bella batosta dalla vita, come l’abbiamo presa noi, per via di questo virus. Riprendo il mio primo pensiero. Nonostante la batosta, non ho sentito una sola parola becera. Adesso torno a fare il giro del Social; so già che troverò schiere di adulti e over incarogniti, che pestano le dita sulla tastiera sproloquiando, accusando, insultando e condividendo robaccia pazzesca e inaudita. Grazie per questo video che, mi auguro, possa essere visto da tante persone…

Sandra Bacherini […] Ora tocca a noi far girare questo video il più possibile, così, tanto per chiarire che il mondo è vostro ed io spero con tutta me stessa che arriverà il giorno in cui ce lo toglierete dalle mani. Azzeccatissima anche la colonna sonora del grande Califfo come a dire: noi riusciamo a riconoscere e apprezzare i grandi della vostra epoca, e voi? Abbassate la cresta e aprite un po’ quella mente ottusa che vi rappresenta!

Pete Kercher L’ho guardato per intero. Può sembrare strano, ma nonostante il fatto che abbia 66 anni mi ricordo benissimo com’ero a quell’età e mi sono sentito portato indietro, atterrando sulla stessa lunghezza d’onda con i ragazzi. Sono quasi tutti messaggi positivi e questo mi fa piacere: i giovani, dopo tutto, hanno una resilienza invidiabile e qui si percepisce molto bene. Non vi vedo pessimismo. Un tono sano e rispettabile di tristezza, questo sì, ma anche l’intenzione di guardare in avanti. Il titolo? Forse avrei consigliato qualcosa di più positivo, dal momento che il messaggio che sento tra le righe di ogni intervento è in fondo uno di speranza, ma per il resto faccio i miei complimenti all’autore, cha ha fatto un ottimo lavoro, anzitutto di indagine sociale, e si merita di andare lontano.

carlovela1 […] Molto bella innanzitutto l’idea di creare un report sulla condizione giovanile durante il confinamento! Bravo! I giovani sono ovviamente il futuro e la loro salute mentale e fisica, a pari merito, è di vitale importanza! Bello constatare che nei periodi bui dove viene confinata anche una delle più belle cose che abbiamo, ovvero la libertà, le persone reagiscono in simbiosi con il loro modo di essere, alcuni sono sprofondati nell’inedia mentre altri hanno scoperto nuove opportunità di crescita personale… Splendida la creazione della ragazzina del rapporto paterno… bello!

alessandra ciarico Dopo tanto inutile rumore, continuo e fastidioso, fatto di frasi scontate e retorica spicciola, finalmente delle belle parole pronunciate emozionandosi ed emozionando chi le ascolta. Molto bello, complimenti.

teo mater Forse non è tutto perduto, forse questo virus ha ridimensionato le aspettative e il veder le cose. C’è forza in queste interviste malgrado le difficoltà, ma forse no, raccontate, in cui mi ci vedo – mancanza di lavoro, parente che lavora tuttora con i Covid, mancanza di contatti con i genitori anziani (per loro soprattutto). Forse avrei voluto sentire anche la voce di chi è veramente incazzato col mondo, chi ha veramente le pezze al culo a causa di questo periodo.

giovanni carrino Complimenti. Un video molto reale come si evince dalle scene riprese dall’auto. Mentre i politici parlano DEI giovani e i prof, alcuni, parlano CON i giovani, il video FA PARLARE LORO. Dimostra quello che secondo me è stato il grande errore comunicativo, della politica e parte della medicina, nel parlare di DISTANZA SOCIALE mentre la vera DISTANZA, utile ai fini sanitari, è quella FISICA.

Alberto Graia Il titolo mi aveva portato fuori strada, avevo l’idea di vedere un video dove ci fosse solo impotenza di fronte a questi giorni passati. Invece ho visto non solo momenti di difficoltà, di smarrimento, ma anche delle possibilità, l’idea di altro, un ritrovare qualcosa, o quanto meno provare a cercarlo. Non sono più giovane, ho 61 anni, ma ricordo bene l’età dei sogni, delle fughe, delle notti passate fuori a non far nulla pur di non tornare a casa, e ci stanno tutte, noi abbiamo vissuto un gran periodo, siamo stati fortunati, ma non vorrei fosse solo una lettura dettata dalla nostalgia. Non è un paese per giovani? Sono i giovani che decideranno, noi dovevamo, o avremmo dovuto, dar loro gli strumenti e la possibilità di scegliere. Mia figlia dopo un anno di lavoro in Germania è tornata, oggi lavora qui in italia, con equilibri tipici di questo paese, ma riesce a farlo. Questo paese, anche io mi chiedo cosa sarà, non è per giovani, né per vecchi, solo noi possiamo farlo diventare qualcosa, ho viaggiato molto per lavoro in Europa e fuori Europa e ho visto delle possibilità, una leggerezza che dà, a chi vuol fare, la possibilità di farlo, forse è proprio questo che i giovani vogliono, la possibilità di esprimersi, di diventare un opportunità di cambiamento, io in loro ho grande fiducia. Questi mesi chissà forse a qualcuno, giovane o vecchio, faranno scattare qualcosa.

Rob Uzz  […] Si potrebbe dire che c’è molta responsabilità nelle parole che ho ascoltato. Ma quello che appare in chiaro mette in esplosiva evidenza quello che resta oscuro. Il non detto. Quello che manca. Mi sarei aspettato più rabbia per una libertà sospesa, per il modo in cui dei diritti dati per scontati come il sole e la luna sono improvvisamente scomparsi. Anche una rabbia generica e irrazionale contro quella cosa talmente piccola che non è nemmeno vita, un vaffanculo covid di merda, sarebbe stata umanamente comprensibile. O un mettere in discussione con argomenti più o meno sensati quella che è stata la risposta di sistema, e le sue conseguenze nella nostra vita. Ma niente. Sembra invece che ognuno sia solo davanti gli eventi che ti sconvolgono l’esistenza. Afasico. Le parole hanno un senso di inutilità, di rassegnata accettazione. Un evento troppo grande per poterlo mettere in discussione […].

lofoco grady Bravi ragazzi! Siete molto diligenti e responsabili rinunciando persino a ciò che amate di più. L’unico problema è che mi sembra vi manchi la voglia di ribellarvi, di andarvene da casa, di vivere assieme ad altri, di sognare un futuro diverso, di uscire dal guscio della comfort-zone, di vivere senza tempi morti e godere senza ostacoli. La vita è breve e ci si ritrova a 30 anni bolsi in men che non si dica.

Alessandro Bario Questo video dovrebbe essere trasmesso sulle reti nazionali, pubbliche e private. Acuto e intelligente.

Monica Sesana Mi sono commossa. Che bello sentire semplicemente i pensieri di questi giovani. Grazie Yuri, hai dato voce a chi ha tanto da dire, senza urlare. E c’è una grande forza in queste voci!

Massimiliano Bellingardi Molto bello il video. Lo trovo completo nei contenuti attraverso la testimonianza di ragazzi, tuoi amici che dimostrano completezza e grande apertura mentale laddove le prospettive inizialmente surreali hanno lasciato posto a nuove opportunità di pensiero, ribaltando ciò che poteva essere negativo in positivo. Essere testimoni di un evento, oggi di eccezionale portata, e affrontarlo poi documentando in presa diretta le sensazioni, fa di questo progetto un importante punto di partenza di confronto a sostegno dei giovani.

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Non è un paese per giovani ultima modifica: 2020-06-21T04:16:00+02:00 da Totem&Tabù

3 pensieri su “Non è un paese per giovani”

  1. 3
    giovanni says:

    Il livello culturale di questi giovani mi pare ben sopra la media e forse questo è il limite del contenuto. Già il fatto che l’autore abbia usato le musiche del califfo non vi sembra sorprendente? come se noi usassimo del rap italiano di oggi di cui non sappiamo niente ma che critichiamo tanto per criticare. 
    Mi pare ci sia in tutti il pensiero che chi comanda non valga niente e che abbiano capito che devono contare solo sulle loro forze

  2. 2

    Quando vedo dei caseggiati ordinati e con le aiuole curate sullo sfondo di un giovane, vedo un’ inconscia rassegnazione che mi mette tanta tristezza.

  3. 1
    Matteo says:

    Bella idea e ben realizzata: uno spaccato di vita vissuta e di realtà.
    Manca la voglia di ribellarsi?
    Può essere, ma questo è il mondo che gli abbiamo costruito, è l’imprinting che gli abbiamo imposto. Loro ci fanno solamente i conti.
    Dov’è finita la nostra voglia di ribellarsi? Che giudizio abbiamo dato negli ultimi trent’anni e più su chi ha provato a ribellarsi? Cosa scriviamo sui nostri giornali o ripetiamo ossessivamente in televisione e nei siti internet.
    Io vedo dei giovani sbattacchiati, perplessi, intelligenti, che provano a capire e cercano la loro strada, sinceri e anche un po’ ingenui…scemi, ma proprio come devono essere scemi (mancanti) dei ventenni.
    In trasparenza, però, ci leggo anche un giudizio -inconsapevole- su noi “vecchi”, che oltre che più scemi di loro, siamo anche rassegnati e anzi pontifichiamo pretendendo che sia giusto così!.

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