Non passeranno

Riprendiamo l’argomento di https://www.gognablog.com/translagorai-fine-del-paradiso/ per sostenere la lotta che conduce la neonata pagina facebook Giù le mani dal Lagorai. Riproduciamo un articolo recentemente apparso su L’Adige e una lettera di una socia della SAT.

Non passeranno
(Lagorai, giù le mani! Stavolta non si passa)
di Ruggero Vaia
(pubblicato su L’Adige, 15 ottobre 2018)

Lettura: spessore-weight(2), impegno-effort(1), disimpegno-entertainment(2)

Godere dell’incontaminata natura del Lagorai: cosi i depliant turistici. «Incontaminato»: una parola che desta sospetto, come «valorizzazione». Li conosciamo bene molti degli imprenditori del turismo: come ha detto Andrea Castelli, a loro interessano solo i soldi, mentre non gli importa un fico secco degli ambienti che vanno a valorizzare.

Per essi la natura «incontaminata» è solo «non ancora contaminata»; «valorizzare» un luogo non vuol dire «comprenderne il valore» e rendersi conto della necessità di preservarlo, ma semplicemente «sfruttarlo».

Bivacco Paolo e Nicola al tramonto, il primo pernottamento del trekking del TransLagorai

Sulla mappa stradale della nostra regione appare una sola grande isola dove non ci sono strade: è il Lagorai. Abbiamo questa eredità unica e meravigliosa, che conserva la memoria di secoli di pastorizia e della Grande Guerra. Nell’ultimo mezzo secolo gli uomini l’hanno contaminata più volte. Hanno iniziato negli anni ’60 con le funivie del Cermis, poi l’hanno divisa in due spezzoni con il completamento e l’asfaltatura della strada del Passo Manghen, diventata una pista per motociclisti. Fino agli anni ’80 il rifugio Cauriol in Val di Sadole era una piccola realtà famigliare, ma poi anche lì la strada è stata asfaltata e la conca del rifugio si trasforma ogni estate in una distesa di auto; per un paio d’anni il Comune di Ziano aveva tentato di sanare questo obbrobrio chiudendo l’accesso un chilometro a valle, dove fu realizzato un parcheggio: vanamente, perché i ristoranti (ora sono due) temono di perdere i clienti pigri. Anche la Magnifica Comunità di Fiemme, custode del nostro patrimonio naturale,

commise l’errore di attrezzare ad «agritur» la Malga di Valmaggiore. Per i soliti motivi sono seguite l’apertura indiscriminata della strada e la sua asfaltatura, e adesso, con l’80% di contributo della Provincia, si procederà ad una ulteriore «valorizzazione ambientale».

L’introito per la Comunità, in termini di affitto della struttura, è insignificante rispetto alle spese sostenute; purtroppo la Provincia distorce le logiche economiche con i suoi «contributi» (in realtà soldi nostri).

Cima Litegosa, Lagorai

È incontaminato il Lagorai? Lo è ancora in buona parte. Ma bisogna assolutamente sconfiggere i piani dei gestori del turismo più barbari, irresponsabili, insaziabili: vanno fermati. Il progetto che si maschera dietro a «TransLagorai» è l’ultima loro invenzione: ci sanno fare, indorano le iniziative e le somministrano a piccole dosi. La più recente è la «CermiSkyline, la ferrata dei laghi» sulla Cima di Bombasel, che ha sfregiato una bellissima cresta, una esagerazione gratuita di pioli e cavi metallici che ha trasformato in parco-giochi un luogo la cui naturalità nessuno restituirà più. Ridicola nel nome e nell’itinerario, perché per andare facilmente in vetta bastava mettere 20 metri di cordini nell’unico passaggio difficoltoso della via comune. A seguire, un nuovo «rifugio» sul Passo di Bombasel: che ci sta a fare in un luogo dove si arriva senza camminare? La logica è chiara: di lì si accede ai Laghi di Bombasel (breve gita, d’inverno con racchette da neve) ed è facile prevedere che tra le prossime mosse ci sarà anche la «valorizzazione ambientale» della Baita di Bombasel, ovviamente ingrandita e dotata di ristorante. Intanto, sempre con denari pubblici, preparano il peccato peggiore: un albergo-ristorante sulle rive del Lago di Lagorai, spacciato assurdamente come struttura al servizio degli escursionisti della cosiddetta «TransLagorai».

Inutile che minimizzino parlando di «ristrutturazione della malga»: ovvio corollario sarà la motorizzazione della valle, perché, come per Sadole e Valmaggiore, bisognerà agevolare l’accesso della clientela; e poi l’asfaltatura della strada, per gli ipocriti «depolverizzazione». Quindi, vista la vicinanza tra Bombasel e Malga Lagorai, risulterà naturale e ovvio creare un qualche collegamento tra essi. Queste cose le abbiamo già viste e sappiamo come finirà.

Ma adesso diciamo NO! Siamo tanti, migliaia di persone hanno sottoscritto la pagina facebook Giù le mani dal Lagorai. Diciamo basta!

Basta con l’imprenditoria che si appropria delle ricchezze di tutti, basta con i politici che spendono i nostri denari per «contaminare» un territorio che appartiene alle generazioni che verranno, basta con gli amministratori succubi dell’imprenditoria rapace. La Magnifica Comunità di Fiemme, come ha fatto per dieci secoli, deve tutelare l’interesse dei Fiammazzi, soprattutto di quelli del futuro.

La SAT (Società degli Alpinisti Tridentini) ha da ascoltare i Soci, schierandosi nettamente contro ogni ulteriore «valorizzazione» del Lagorai. Giù le mani dal Lagorai!

Ruggero Vaia è socio di Mountain Wilderness e della SAT-Cavalese.

Sono delusa dalla SAT
di Celestina Schmidt

In questi giorni la SAT, a mezzo della sua rappresentante legale, la presidentessa Anna Facchini ha espresso il suo parere sul progetto Translagorai.

Sono tesserata alla SAT dal 1993. Da figlia di uomo che ha amato le montagne e la natura con tutto se stesso e che mi ha trasmesso questo amore incondizionato, voglio esprimere il mio profondo disappunto per la posizione assunta dalla nostra presidentessa nei confronti di tale progetto. La costruzione di una struttura alberghiera nel cuore del Lagorai non mi sembra sia compatibile con le finalità per cui è stata costituita la SAT. All’art. 1 del suo statuto si legge: «… ha per finalità: 1. L’alpinismo in ogni sua manifestazione. 2. La conoscenza e lo studio delle montagne, soprattutto trentine. 3. La tutela del loro ambiente naturale. 4. Il sostegno alla popolazione di montagna». Ecco… in questo momento, faccio fatica a conciliare la presenza di una struttura alberghiera in una delle poche aree incontaminate del Trentino con i valori che hanno ispirato la nascita della SAT.

Vorrei comprendere se la decisione di sostenere la bontà del progetto sia il risultato di una delibera specifica del Consiglio Centrale il quale ha il compito di definire la linea politica e gli obiettivi dell’associazione in ottemperanza allo statuto e alla Assemblea dei Delegati. Vorrei inoltre conoscere la posizione dell’Assemblea del Delegati stessa, trattandosi di un progetto che riguarda un’area naturale di pregio. Perché è inutile raccontare storielle: costruire una struttura simile, in quel luogo, ne stravolgerebbe completamente la sua natura.

Mi piacerebbe ricevere direttamente delle risposte dalla presidentessa Facchini che conosco in virtù dei nostri trascorsi politici comuni. La sua dichiarazione a favore del progetto mi ha veramente sorpresa e fortemente amareggiata e, parlando con diversi soci, moltissimi dei quali contrari, mi chiedo se tale posizione non sia stata assunta senza tenere in debita considerazione la sensibilità di molti di essi e senza alcun confronto interno degno di questo nome.

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Non passeranno ultima modifica: 2018-10-29T05:48:57+00:00 da GognaBlog

51 pensieri su “Non passeranno”

  1. 51
    agh says:

    Fino all’8 novembre scorso la SAT ha difeso strenuamente e a testa bassa il progetto. Solo dopo il pressing durato due mesi dal gruppo FB “Giù le mani dal Lagorai!” (quasi 19.000 iscritti) culminato nella famosa “serata informativa” dove si è manifestata una forte contrarietà anche da parte di molti iscritti alla Sat stessa, la dirigenza ha cambiato idea con una mezza retromarcia che, pur importante, non sembra molto convincente. Per Malga Lagorai, la scelta è stata dirottata dal previsto ristorante con 40 posti e 20 posti letto, a un “bivacco custodito”, di cui però nessuno ha capito l’esatto significato (forse lo storico Gogna può spiegare e fare qualche esempio concreto). Né la Sat ha ritenuto opportuno precisarlo. Ed è francamente incomprensibile questa ostinazione di non mollare l’osso di Malga Lagorai, di voler a tutti i costi farne qualcosa di diverso dalla malga che è sempre stata. E che ricordo è il fulcro del progetto: pericolosissimamente vicina agli impianti del Cermis, per cui sarebbe un’ottima appendice turistica “agratis”, ovvero pagata dall’ente pubblico.

  2. 50
    Matteo says:

    Resta aperto il problema dei vertici del CAI (o della SAT) che da un po’ di tempo applicano la politica di avvallare le peggio decisioni, per poi fare retromarcia accampando scuse poco credibili; mi viene in mente il bivacco Zeni o il rifugio del passo Sella

  3. 49
    MountCity.it says:

    In seguito a una “approfondita valutazione”, la Sat, sezione trentina del Club Alpino Italiano, ha deciso di revocare il proprio assenso ad alcune opere del progetto “Translagorai”, come la trasformazione di Malga Lagorai in ristorante. Una nuova salvifica retromarcia del Cai dopo quella messa in atto relativamente all’accordo con la Federazione Motociclistica Italiana per la sistemazione dei sentieri: accordo che fu revocato a furor d’iscritti dopo che la presidenza generale ebbe la pessima idea (era il 2014) di diramare un comunicato congiunto con i rappresentanti dei centauri tutti felici di scorrazzare nei boschi con l’avallo del Cai. “Abbiamo scoperto che fra l’ipotesi di progetto e il protocollo d’intesa i termini erano diversi”, ha detto la presidente della Sat a proposito della Translagorai, lasciando intendere che la Provincia avrebbe modificato di sua iniziativa il testo del protocollo che regola il progetto di “riqualificazione”. “Che sia stato una cosa intenzionale o uno sbaglio non lo so. Ma noi non ci stiamo”. Il futuro del progetto e della catena del Lagorai sono ora nelle mani della Magnifica Comunità di Fiemme e di Maurizio Fugatti, nuovo presidente della Provincia autonoma di Trento. La speranza è che il Lagorai possa rimanere integro, selvaggio e “inospitale” e non diventare un punto di ristoro per chi frequenta i vicini comprensori sciistici.

  4. 48
    agh says:

    Aggiungo che per nessuna malga trasformata in ristorante è stato fatto un piano di sostenibilità economica! Un nostro attivista, che è operatore turistico quindi non l’ultimo fesso, ha calcolato, ad esempio, che Malga Lagorai per andare almeno in pari  ha bisogno di 7000 (settemila!) persone a stagione. Un carico antropico spaventoso, peraltro impossibile da raggiungere per via della ubicazione difficile che non consente grandi numeri. La malga-ristorante sarà quindi in perenne deficit… Oltre al costo per la realizzazione accollato al pubblico, chi si accollerà il deficit di gestione? Vogliamo scommettere che poi, tra qualche anno, per salvare “l’investimento” fatto, si escogiteranno altre “spallate”? E magari arriverà il salvatore della patria, il patron degli impianti che generosamente rileverà l’attività per due lire… Sono pronto a scommettere…

  5. 47
    Alberto Benassi says:

    io più che una sciocchezza direi che è una bella presa per i fondelli!

    A raccontare certe cose ci vuole una bella faccia di bronzo. Qualcuno  ha la convinzione che siamo tutti cretini e ci può venire raccontato di tutto, tanto siamo scemi e crediamo al miccio che vola.

    Come già ho detto, un passetto alla volta tanto per non dare nell’occhio. Ora si risistema la malga e ci si fa il ristorante. Poi tra un pò , quando nessuno ci pensa più si fa qualcos’altro perchè necessario. E via così, un passetto alla volta come avvelenare qualcuno senza che se ne accorga nessuno: un goccio di veleno un pò alla volta.

    E’ incredibile come certi settori della nostra  “civile” società siano voraci. Vogliono TUTTO!!  Come re Mida che tutto quello che tocca lo trasforma in oro ma poi muore di fame….

    Come si chiamano?  A si…AVIDI.

    « (…) E mentre esulta, i servi apparecchiavano la tavola, imbandendola di vivande e pane tostato. Ma, ahimè, ora, come tocca i doni di Cerere con la mano, quei doni diventano rigidi; se poi con avidità cerca di lacerare con i denti qualcosa, appena l’addenta una lamina d’oro ricopre la pietanza; mischia ad acqua pura il vino del suo benefattore Bacco: oro liquido gli avresti visto colare dalla bocca. terrorizzato per l’inaspettata sciagura, ricco e povero insieme, vuol sottrarsi all’opulenza e odia ciò che aveva un tempo tanto sognato. Tanta abbondanza non può calmargli la fame, arida di sete gli arde la gola e, come è giusto, inizia a odiare l’oro (…)».

  6. 46
    Matteo says:

    Non conosco la situazione reale in loco, ma quello che dice agh mi pare molto, molto, molto verosimile.

    E in perfetta linea con le tradizioni locali (diciamo così…) di Fiemme e Fassa

  7. 45
    agh says:

    Marcello Cominetti, scusami, capisco quello che vuoi dire, ma il paragone che fai con l’Annapurna Circuit veramente non c’entra una mazza. Stiamo parlando della ultra turisticizzata val di Fiemme che scoppia letteralmente di turismo! Quest’idea fasulla, perversa, tendenziosa e farlocca che la gente morirà di fame se non si trasforma Malga Lagorai  in ristorante, è una solenne sciocchezza. Bisogna dirlo forte e chiaro una volta per tutte. Perché, in realtà, è semplicemente un regalo dell’assessore uscente agli impianti del Cermis, in vista di una possibile poltrona come sindaco di Cavalese. La stazione di sci del Cermis avrà una “dependance” turistica estiva pagata coi soldi pubblici. Non prendiamo in giro: questo è.

  8. 44
    p. says:

    Equilibrio.
    Dopo le varie operazioni l’avevo quasi perso.
    Da un anno cammino sul bordo dei marciapiedi e ora metto calzini e scarpe stando su una gamba e non seduto su una sedia, ma devo sempre concentrarmi.
    E’ stato faticoso e mi ha richiesto molto impegno e dedizione.
    E questa è una scemata quando penso ai grandi problemi.
    La maggioranza della gente pensa solo a divertirsi, fin quando può, poi si lamenta e spera nell’aiuto di qualcuno. Spesso loda le furbate dei politici.
    La democrazia rappresentativa maggioritaria per me è un grosso errore, tra l’altro già vissuto e già fallito tante volte nei secoli.
    Ma non ho soluzioni divertenti per la massa… ora c’è la schiavitù dei media.

  9. 43

    Penso che almeno di nome tutti conoscano un trekking himalayano che si chiama Annapurna Circuit. Ora si può fare in macchina in qualche giorno, mentre prima ne richiedeva 15 di cammino a piedi.

    Io non lo propongo più come guida perché non ha più senso farlo a piedi.

    In molti urlano allo scandalo perché gli si è rovinato il giardinetto del buon selvaggio, ma le popolazioni locali sono felicissime di non vivere più in una zona senza strade.

    Io non so chi ha ragione e sicuramente prima della strada l’economia della valle era quella fornita dai trekkers, ma se uno si ammalava rischiava di morire perché per arrivare al primo ospedale ci volevano giorni di cammino o serviva un elicottero, ammesso che le condizioni meteo potessero farlo volare e i costi fossero sostenibili dal malcapitato.

    L’esempio con i Lagorai non calzerà a pennello, ma l’intervento in cui si parla di spopolamento dell’area dovuto alla mancanza di lavoro mi ha fatto fare questo collegamento bislacco ma non troppo.

    E’ l’equilibrio che resta difficile da raggiungere, in ogni cosa.

  10. 42
    Alberto Benassi says:

    Sig. Antonio, non la butta affatto in caciara.

    Per me centra nel senso che la dobbiamo smettere di violentare la natura a fini speculativi.

    Trasformare l’ultimo territorio naturalmente integro rimasto in Dolomiti in un luogo  altro parco giochi in un altro Luna Park , per me è un’altra speculazione.

    E per farla, questa speculazione,  senza dare troppo nell’occhio, lo si fa un passetto alla volta. Si parte con il parco con la scusa di salvaguardare l’ambiente , poi piano piano si faranno le altre aggressioni creado le …necessarie ( a cosa poi)  strutture ricettive., e via così …Un pò alla volta….Oramai il giochino è scoperto.

    Centra in questo senso. Non mi sembra caciara.

     

    Purtroppo gli esempi che abbiamo sotto gli occhi, mi hanno insegnato  a diffidare.

  11. 41
    antonio g. says:

    Benassi, qui siamo in Trentino. Tanto per iniziare.

    siamo di fronte, per il territorio trentino, ad un evento eccezionale, destinato a ripetersi visto il trend, ma comunque straordinario.  cosa c’entra con il progetto Lagorai in questione? tutto e niente. sul serio, cosa c’entra? ma di cosa stiamo parlando? cosa dobbiamo imparare? me lo dica Lei. cosa dobbiamo imparare dal ponte di Genova per il progetto in questione del Lagorai? cosa dobbiamo imparare da una casa costruita sul letto del fiume abusivamente e già dichiarata da abbattere in Sicilia? qual’è il nesso con il Lagorai? Cosa dobbiamo imparare dall’urbanistica della pianura padana? cosa c’entra con il territorio in questione? perché buttarla in caciara?

    non vedo risposte su parco o serata SAT.

    vi lascio. son stufo. il valore di queste conversazioni è zero assoluto.

     

  12. 40
    Alberto Benassi says:

    vietando tutto senza il confronto dubito che si riuscirà a fare qualcosa. anzi io, mia personalissima opinione, la trovo una pia illusione e controproducente: si darà acqua al mulino di chi vuole farlo diventare l’ennesimo territorio da turismo di massa.

    abbiamo presente quello che è accaduto in questi ultimi tempi  in Italia? Ponti che crollano, alluvioni, frane, ect..  e  quanti morti ci sono stati ?!?!!

    Insomma un paese allo sfacello totale.

    Oppure me lo sono sognato solo io?

    Ecco…vogliamo iniziare ad imparare oppure continuiamo così…?!

  13. 39
    antonio g. says:

    Certo Benassi,

    nessun problema, ci mancherebbe. Comunque la “scandalosa” SAT organizza una cosa del genere, ben venga no?

    vietando tutto senza il confronto dubito che si riuscirà a fare qualcosa. anzi io, mia personalissima opinione, la trovo una pia illusione e controproducente: si darà acqua al mulino di chi vuole farlo diventare l’ennesimo territorio da turismo di massa. si radicalizzano le posizioni e raramente questo porta a qualcosa di buono. se l’ideale è preservare tutto così come è ora l’unica strada che mi viene in mente è l’istituzione di un parco naturale.in questo modo c’è anche una valorizzazione del territorio che implica posti di lavoro.anche a ridosso del parco.  idea che propongo già da 4 volte  e nessuno ha nemmeno scritto una sola parola per dire cosa ne pensa.

    ricordo che le critiche ad un parco naturale sono generalmente le seguenti: 1)maggiore burocrazia

    2)enorme difficoltà a sistemare anche una stalla (ma questo dovrebbe essere un pregio per chi non vuole intaccare l’esistente)

    3) maggiori vincoli urbanistici (idem come prima)e ambientali (idem come prima)

    4)ogni progetto deve passare per una commissione in più (idem, non è vero?)

    5) costi maggiori.  ( ma a fronte di posti di lavoro in loco prodotti non tramite turismo di massa)

    D’altra parte ho capito che qui non c’è molto spazio per il dialogo. andrò alla serata della SAT.

    chi non ci sarà però sarebbe più onesto a non criticare e basta.

    PS: ci sono molte valli che si spopolano anche in Trentino, dove ci sono pochi posti di lavoro, e molte di esse sono proprio nel o a ridosso del Lagorai quindi se da una parte questo non vuol dire semaforo verde per ogni cosa non si può nemmeno far finta di non vedere.

     

     

  14. 38
    Alberto Benassi says:

    Signor Antonio g. come già ho detto la mia proposto è lasciare questo Ultimo territorio integro come mamma nstura l’ha fatto.Credo che cosi facendo non manderemo in crisi l’economia trentina, inoltre credo anche che con tutto quello che alla natura abbiamo preso (quasi tutto) penso che sia il minimo che gli dobbiamo come ringraziamento. Inoltre vientando in partenza ogni minimo intervento umano non daremo inizio a successivi interventi che poi sicuramente in seguito arriveranno. L’Italia si sa è il paese delle deroghe e dei condoni.
    Sono un romantico della montagna? Si lo sono e allora? Che sono un criminale? Non credo. Sono fuori dal tempo ? Si lo sono. E è questa l’innovazione essere fuori dal tempo, non uniformarsi per omologare tutto.

     

  15. 37
    antonio g. says:

    capisco. meglio stare a casa quindi.

    Mah!

    “Si pontifica, si insulta e si critica aspramente.Ma il coraggio di firmarsi quando si fa questo, mai !Non dico mezzecartucce, ma gente con poco onore e coraggio di sicuro.Per me non esiste scusante che regga, sarebbero da ignorare i loro commenti, ma sono così deleteri che qualcuno li controbatte.Comunque rispetto sempre tutti, anche i deboli di spirito.”

     

    alla faccia del coraggio!

    è proprio vero che il mondo è diviso tra chi fa e chi parla e basta.

    preferisco sbagliare facendo.

    buona serata.

  16. 36
    paolo panzeri says:

    Difficile il confronto pubblico. Si diventa facile preda dei vari “arringatori”.

    Il professore Cipolla scrisse: ” l’80 % delle persone è stupido e quando fa qualcosa non solo fa del male a se stesso, ma anche agli altri; non si riesce a credere a questo fatto, ma gli stupidi vanno sempre evitati.”

    Se si osserva il territorio inglese ci si accorge che è stato completamente modificato dall’uomo, ma un uomo intelligente.

  17. 35
    antonio g. says:

    a parte che in questo blog non è obbligatorio nome e cognome e comunque si può scrivere il nome che si vuole, tipo “Reinhold Messner”, se ti gira. vi accontento. Mi chiamo Antonio Grisenti, vivo in alta Valsugana e negli ultimi giorni ho passato le mie giornate come vigile del fuoco volontario visto il gran casino che c’è stato. Quindi l’ultima volta che mi sono collegato e ho scritto ero molto stanco, chiedo perdono se ho offeso qualcuno o se non ho scritto in maniera garbata.

    A dirla tutta però se rileggo “inizio a essere un po’ stufo delle belle persone che di fronte alle cazzate più enormi se ne vengono fuori con l’invito alla ragionevolezza, a essere propositivi”Sarà ma mi sembra chiaro si alludesse a me, visto che sostenevo che c’è bisogno di discussione e invitavo ad essere propositivi più che dire solamente NO. Ma per il bene della conversazione farò finta di avere capito male.

    Benassi, il NOI/VOI è stato introdotto da Lei. La sua è una posizione che non condivido. Penso fortemente che non ci si possa trincerare in due posizioni estreme: da una parte il “non si tocca nulla”(perché la ritengo una posizione ipocrita e egoista…l’idea, sia chiaro. perché prima di disseminare di bivacchi o di rifugi le nostre montagne semplicemente non c’erano.  sono stati messi dopo una visione romantica della montagna dove il ricco colto camminava e quelli del posto faticavano per lui, poi per propagande di varie nazioni, conflitti mondiali ecc… quindi è un falso storico sostenere che l’oggi deve essere preservato perché è naturalezza e tutto il resto non lo è. tutto, qui da noi, che ci piaccia o no, è frutto dell’intervento umano. ragioniamo piuttosto sull’ambiente e sull’impronta umana sul territorio in maniera puntuale sul luogo in cui avviene con l’approccio odierno di maggiore consapevolezza dell’importanza della naturalezza. )  e dall’altra “contano solo i soldi”(butta giù, tira su impianti, tira su alberghi, strade nuove asfaltate, cambia morfologia della montagna a suon di ruspe, lago artificiale ogni 2 km per innevamento ecc…) . Penso fortemente che si possa ragionare in maniera più pragmatica vedendo proposta per proposta i pro e contro e poi cercando una visione di insieme sul cosa si vuole fare. Cosa importante oggi più che mai con tutti quei boschi buttati al suolo dal vento. Anche perché stiamo parlando di un territorio molto vasto, non di una valle solamente. 50 posti letto in più cambiano radicalmente tutto? dipende da dove, per esempio se per 50 posti devo costruire un’autostrada allora cambia eccome.  E’ certamente vero che in Trentino ci siano fin troppi impianti e rifugi 5 stelle. E’ vero che l’industria turistica non solo porta molti soldi ma permette anche a molti di vivere la montagna. La cosa si traduce in pascoli ben tenuti, foreste sane, sicurezza del territorio, manutenzione, paesaggio ecc…Perché ricordiamoci che bastano 15 grattacieli a Trento per metterci tutti quelli delle valli. Ma poi? cosa facciamo? Il Lagorai è un territorio ad oggi meraviglioso, sono d’accordo sul preservarlo e non trasformarlo nell’ennesimo comprensorio turistico ad alto richiamo ma non penso si possa farlo dicendo solo no. Auspico un equilibrio tra preservazione e ammodernamento.  Ritorno sulla mia proposta di un parco. perché nessuno la vede come cosa buona? ne sarei curioso. Comunque la tanto odiata SAT, quella del “voi” che ha tanto scandalizzato, organizza una serata aperta a tutti per parlare del tema. spero che riusciate a venire a Trento. Serata che auspicavo e che mi rallegra sia stata organizzata. Così tutti potremo intervenire. 8 novembre ore 20:00

    conclude Anna Facchini- venite in SAT e confrontiamoci, le porte sono e rimangono sempre aperte”.

  18. 34
    paolo panzeri says:

    La soluzione è l’Istruzione e il riconoscimento meritocratico, non il riconoscimento furbesco, clientelare o nepotista.

    La soluzione è semplice, ma è impegnativa e faticosa, quindi la maggioranza delle persone sceglie l’altra. La democrazia maggioritaria funziona così e tende a degradarsi sempre più velocemente… di solito non è capace di incolpare se stessa e vede nemici, lobbies e poteri forti dappertutto (il Venezuela è un semplice esempio lampante).

  19. 33
    Matteo says:

    Sproloquio voleva essere scherzoso…magari con le virgolette si capiva meglio, però!

    Credo che quelli in Porsche siano persi (e neanche tutti, qualcuno diverso l’ho ben incontrato), però contano un po’ un cazzo, se non come “influencer”. Quella che fa la differenza è la massa dei normali, impiegati con 4 settimane all’anno di ferie.

    Ma non chiedermi come fare o cosa, non lo so. E tantomeno ho la pretesa di dire a te cosa fare

  20. 32

    Matteo, dimenticavo: non sono per nulla d’accordo che tu definisca sproloquio le mie parole.

    Ciao

  21. 31

    Matteo, chi si ciba da MacDonald vede che ci sono anche altri ristoranti ma continua ad andare da MacDonald, mi sembra, pur avendo le alternative davanti agli occhi.

    Il paragone però si sposa male con MacDonald perché io parlo di persone che viaggiano in Porsche e spendono moltissimo. A questi, se gli proponi alternative più “culturali” o solamente più autentiche, si spaventano perché vedono vacillare le loro certezze comprabili con i soldi. Si ritroverebbero a doversi confrontare con una realtà che a loro non piacerebbe perché li spoglierebbe dei loro gingilli artificiali e costosi. Elementi che li mettono al sicuro da chi è diverso da loro in una sorta di xenofobia al contrario.

    Sembra uno scherzo, lo so, ma tu non sai quante di queste persone conosco e vedo che frequentano certe località.

    E comunque chi dovrebbe proporre loro altri modelli se questi sono contenti così e disapprovano le alternative? Io quando ero una giovane guida alpina mi facevo queste domande continuamente (e ancora me le faccio ma mi rispondo pure da solo ormai) e cercavo di “redimere” certi idioti. Ho visto che era quasi sempre impossibile e a un certo punto mi sono rotto i coglioni. Tu cos’avresti fatto?

  22. 30
    Matteo says:

    Il lungo sproloquio di Cominetti si potrebbe riassumere nel dire che i danni oltre che ambientali sono anche sociali.

    Non sono completamente d’accordo, però.

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    “Ci sono aree turistiche (non voglio fare nomi per non essere denunciato) che impostano il turismo in maniera consumistica e molto idiota perché è molto conveniente…Si tratta di imbecilli matricolati ma per il posto rappresentano una risorsa economica molto forte… Queste valli sono le più ricche”
    Sono le più ricche a prima vista, o per un certo tempo. Quando i figli o i nipoti non riescono più a trovare uno straccio di appartamento per metter su famiglia e devono spostarsi altrove, iniziano a rendersi conto che la loro primogenitura è stata venduta per un piatto di lenticchie. Ma allora è troppo tardi.

    Non sono nemmeno d’accordo che “la maggioranza delle persone è così”.

    O meglio sono d’accordo sull’affermazione, ma credo non sia ineluttabile. Credo che la maggioranza delle persone sia così perchè non gli è mai stata proposta e quindi non ha mai sperimentato una alternativa e che parte significativa sceglierebbe diversamente.

    Detto in altre parole, non credo che proprio tutti quelli che mangiano da McDonald non saprebbero scegliere altro

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  23. 29

    Ci sono aree turistiche (non voglio fare nomi per non essere denunciato) che impostano il turismo in maniera consumistica e molto idiota perché è molto conveniente. Si creano letteralmente dei frequentatori che sono orgogliosi di esserlo in relazione a una certa località, che si fregiano dello stesso logo, che ostentano il fatto di andare in vacanza là, ecc. Costoro non hanno dei gusti, degli ideali, delle sensibilità. E quindi il locale ente del turismo glieli crea a loro misura, facendoli sentire dei privilegiati. Si tratta di imbecilli matricolati ma per il posto rappresentano una risorsa economica molto forte, e quindi siano sempre i benvenuti.
    La cosa più grave e triste è che la maggior parte delle persone è così. Buone disponibilità economiche, ignoranza totale in materia di conoscenza dell’ambiente o di un minimo di storia locale, limitate risorse fisiche così da sentirsi dei leoni quando camminano 10 min (attrezzati di tutto punto dopo aver acquistato il meglio nei negozi locali consigliati dall’esperto locale, che magari è pure l’albergatore) per arrivare al rifugio o alla malga che in realtà sono dei normali ristoranti come si incontrerebbero in città ma magari hanno una marmotta imbalsamata qua e là in luogo di altri soprammobili più scontati, sono questi i requisiti del perfetto turista alpino in certe valli.

    Queste valli sono le più ricche perché l’imbecille è pure volonteroso (la categoria più pericolosa) e quindi torna e fa propaganda, se si riproduce tramanda questa imbecillità ai figli, e via così. Insomma, una macchina ben collaudata e perfettamente funzionante. Purtroppo questo rappresenta il modello che viene maggiormente perseguito, quindi non dobbiamo meravigliarci delle mosse trentine nei Lagorai.

  24. 28
    Alberto Benassi says:

    essere AVIDI è veramente brutto, oltre a rendere miopi sui danni che si fanno ad un territorio. Danni che nell’immediato non si vedono ma con il tempo arriverà il conto!

    Danni che non sono solo ambientali, ma saranno anche economici. Perchè il turista si stuferà di venire in un territorio che di natura “vera” non offrirà più nulla e andrà da altre parti.

  25. 27

    Il montanaro (ma non solo lui) è spesso avido e non si accontenta sapendosi dare un limite. Sono proprio le zone più lunaparkizzate (e in Trentino non mancano di certo) quelle più avide di ulteriori “valorizzazioni”.

    Secondo la mia esperienza è un processo inarrestabile perché la maggior parte delle opere e operazioni vengono fatte in sordina. Un esempio recente è la nuova megafunivia che collega in Val di Fassa, Col dei Rossi con Alba/Ciampac. E’ nata come un fungo e senza nessuna pubblicità. Io che frequento la zona (e ci vivo) me la sono trovata davanti a sorpresa (sarò pure un po’ rincoglionito e vivo nel mio mondo ristretto…) e, l’ho presa. Mentre c’ero dentro continuavo a ripetermi “ma quando l’avranno costruita?”

  26. 26
    Alberto Benassi says:

    Chi ne sa molto più di me, dice che il Lagorai è l’ultima Welderness del Trentino. Allora mi domando perchè non  capisco quale è il senso di cancellarla. La regione Trentino, la gente del Trentino, con  tutte le infrastrutture turistiche che già ci sono sul territorio regionale,  ha così  impellente bisogno di sfruttare anche questa ultima macchina di natura selvaggia?

     

  27. 25
    agh says:

    Per Giorgio Daidola: nel gruppo FB abbiamo pubblicato la nostra analisi critica punto per punto e, in fondo al testo, anche i link a tutti i documenti ufficiali che siamo riusciti a scovare (anche quello dell’architetto che doveva rimanere “segreto”).  Hai ragione, quelli ufficiali non sono esaurienti, sembrano anzi una presa in giro: non esiste un piano economico di nessuna malga trasformata in ristorante, non esiste neppure una valutazione di impatto ambientale (ne abbiamo tentata una noi, in mancanza di dati ufficiali). Puoi leggere tutto su https://docs.google.com/document/d/1UdqsJsfalh-eh5qL-ku0hreTOzNycsECgvzVc_2Ty8w/edit?usp=sharing

  28. 24
    Alberto Benassi says:

    inoltre caro Sig.  ANTONIO G. perchè non si firma?

     

    io mi firmo!

  29. 23
    Alberto Benassi says:

    benassi

    VOI chi???

    l’unica cosa che le interessa è girar indisturbato sul Lagorai come se ne fosse il padrone? il suo girovagare è intelligente? se non lo è perché anche lei, come le persone che tanto disprezza, non se ne rimane a casa? capisce l’ipocrisia?

    poi se qualcuno ha voglia di parlare del tema senza estremismi lo dica. si sappia però che in Trentino, come tra gli iscritti SAT, come tra chi la montagna la vive e ci vive e la ama da sempre, non ci sono solo due posizioni: disneyland o zero.

    quando vi passa la buriana sono qui.

     

    VOI che volete umanizzare e urbanizzare al 100% le ultime briciole di ambiente selvaggio che sono rimaste.

    Io non sono il padrone di nulla se non di me stesso e anche poco di quello purtroppo.

    Il mio girovagare non sempre è intelligente a volte si a volte no. Perchè anche io sono un’uomo e come uomo sono egoista.

    Però credo di avre capito che come uomini abbiamo un dovere, quelo di cercare di preservare quelpoco di ambiente naturale che è rimasto. Credo di avere capito che noi uomini non siamo i padroni ma siamo degli ospiti. E gli ospiti non spadroneggiano.

    Quanto a vivere la montagna anche abitandoci , caro Signore io ci abito da sempre. Anche se non in Trentino.

    Non si tratta di essere estremisti. Si tratta di capire che se c’è rimasta una briciola di territorio naturalmente intatta. Lasciamola intatta. Non credo che l’economia trentina andrà in sfacello se il Lagorai vie salvaguardato.

    Il problema è l’ingordigia umana che non ha limiti.

     

    Inoltre io: non disprezzo nessuno.

  30. 22
    Alberto Benassi says:

    Benassi: argomentare è il MINIMO.

    la sua visione ha mai pensato che non possa coincidere con quella di qualcun’altro? diciamoci la verità: il Lagorai non è il suo giardino di casa, come nemmeno il mio. ma di tutti. quindi ARGOMENTARE non solo è doveroso ma anche democratico e giusto.

     

    signori:

    calate le arie! non siete mica Gesù Cristo!

    Siccome il Lagorai è di tutti, l’ha detto LEI, io ho espresso il mio pensiero. E’ da estremista ?  bene sono un ESTREMISTA!!!

    Lei non lo condivide?  bene sono un ESTREMISTA che rispetta il suo pensiero.

    Questo però non vuol dire che mi devo adeguare.

  31. 21
    Matteo says:

    antonio g. hai tutto il diritto di sostenere quello che ti pare, ma per prima cosa impara a leggere. Io ho scritto:

    “io inizio a essere un po’ stufo delle belle persone che di fronte alle cazzate più enormi se ne vengono fuori con l’invito alla ragionevolezza, a essere propositivi e al compromesso e che comunque i problemi sono ben altri.”

    Questo può offenderti solo se sei uno dei propugnatori della cazzata in oggetto (o di altre simili).

    Poi se vuoi considerare cazzate quelle che scrivo, accomodati. Sarebbe bene però che ti attenessi tu al consiglio che hai elargito a Benassi.  Non so proprio che arie ci siano da calare!

  32. 20
    paolo panzeri says:

    Siamo alle solite.
    Si pontifica, si insulta e si critica aspramente.
    Ma il coraggio di firmarsi quando si fa questo, mai !
    Non dico mezzecartucce, ma gente con poco onore e coraggio di sicuro.
    Per me non esiste scusante che regga, sarebbero da ignorare i loro commenti, ma sono così deleteri che qualcuno li controbatte.
    Comunque rispetto sempre tutti, anche i deboli di spirito.

  33. 19
    antonio g. says:

    benassi

    VOI chi???

    l’unica cosa che le interessa è girar indisturbato sul Lagorai come se ne fosse il padrone? il suo girovagare è intelligente? se non lo è perché anche lei, come le persone che tanto disprezza, non se ne rimane a casa? capisce l’ipocrisia?

    poi se qualcuno ha voglia di parlare del tema senza estremismi lo dica. si sappia però che in Trentino, come tra gli iscritti SAT, come tra chi la montagna la vive e ci vive e la ama da sempre, non ci sono solo due posizioni: disneyland o zero.

    quando vi passa la buriana sono qui.

  34. 18
    antonio g. says:

    a Matteo.

    moderi i termini. ho tutto il diritto di dire quello che penso e ho tutto il diritto di far presente che non sostengo di costruire ecc ecc…non mi si mettano parole in bocca. questo è un luogo per parlare o per insultarsi? “cazzate”. vabbè allora per me le “cazzate” sono le sue. è così che ci si comporta? ci parliamo così? cazzate lo dica al bar al suo compare. nemmeno ci consociamo.

    Benassi: argomentare è il MINIMO.

    la sua visione ha mai pensato che non possa coincidere con quella di qualcun’altro? diciamoci la verità: il Lagorai non è il suo giardino di casa, come nemmeno il mio. ma di tutti. quindi ARGOMENTARE non solo è doveroso ma anche democratico e giusto.

     

    signori:

    calate le arie! non siete mica Gesù Cristo!

  35. 17
    Alberto Benassi says:

    ma con tutte le infrastrutture che ci sono già: Km di piste, di impianti, strade, alberghi, bivacchi, rifugi (o presunti tali) , laghi artificiali , ect, ect. , non vi basta ancora?

    Volete tutto! Per plasmare, modificare a misura d’uomo, anche gli ultimi angoli, le ultime rare macchie  di ambiente che ancora ha un  minimo di natura libera dalle infrastrutture umane.

  36. 16
    Alberto Benassi says:

    non ho ancora capito cosa vuol dire turismo intelligente.

    E’ un turismo per pochi ? o per tutti?

     

    e per la natura, per l’ambiente è previsto  qualcosa? Oppure viene sempre dopo…

  37. 15
    paolo panzeri says:

    Il TURISMO è una delle risorse economiche italiane.
    Qualcuno lo chiama industria turistica.
    Penso che si possa solo rallentare la sua espansione e totalizzazione.
    Dato che l’Italia è ricchissima di arte e paesaggi tanti ci si buttano a capofitto e senza intelligenza. Lo stato poi quasi non esiste e i politici ne approfittano.
    La gente di solito ora segue gli slogan e pensa a divertirsi.
    Penso che fare discorsi intelligenti non vada bene, non serva a niente, secondo me bisogna agire creando difficoltà di realizzazione e denunciando possibili mancanze di sicurezza (questa preoccupa molto) e fatiche (queste non piacciono), le difficoltà urlate e addomesticate hanno purtroppo tanti followers.
    Magari introdurre fauna selvatica anche pericolosa per i giocondi sarebbe un deterrente 🙂  e poi le zecche come nei monti del sole?!?!?
    Idee malinconiche.

  38. 14
    Daniele Pigoni says:

    In linea di principio,  @Giorgio Daidola, ci sta. Il futuro è il “turismo morbido 4 stagioni”. Il problema è che qui non si parla di convertire un turismo impattante in turismo morbido. Gli impianti di risalita presenti in Trentino rimarranno dappertutto, anzi, come vediamo si fa di tutto per ampliarli. E, come se non bastasse, parallelamente si aggiunge un “ridotto” (solo se confrontato con gli impianti di risalita) impatto dove impatto ancora non c’è.

    Insomma, il tuo discorso avrebbe un senso pratico se demolissero gli impianti del Cermis e convertissero quell’area a solo escursionismo, magari anche con le strutture ricettive a supporto. Ma qui si trata di aggiungere impatto all’impatto. La direzione è sempre quella, solo ipocritamente spacciata per aiuto agli escursionisti.

    La Translagorai non è per egoisti. E’ lì, aperta a tutti. E’ già pieno l’arco alpino di escursioni con un bar o un rifugio ogni ora di cammino. Qui si tratta di tutelare una rarità. Chi viene per fare la Translagorai non viene solo per fare l’ennesima escursione della propria vita, piuttosto è proprio in virtù dell’isolamento che la caratterizza che viene apprezzata.

  39. 13
    Alberto Benassi says:

    . Non mi sembra giusto che rimanga tale, premiando gli egoismi di questi pochi.

    Perchè egoismi di pochi??

    Lasciare una zona il più naturale possibile, dove il potere della  natura sia preservato, venga per primo rispetto a quello dell’uomo,  è un egoismo di pochi?

    Non credo proprio!!

    Credo invece che sia un atto di riconoscenza dell’uomo verso l’ambiente naturale.

    Abbiamo  già urbanizzato  tantissimo territorio. Accontentiamoci. Non mi sembra un grande sacrificio o un atto di egoismo. Caso mai è una dimostrazione di generosità,  di riconoscenza.

  40. 12
    Giorgio Daidola says:

    Ho cercato di documentarmi sul progetto  ma non ho trovato nulla di esauriente, solo tante parole e pochi dati. Di principio io sono contrario alle strade e agli alberghi in quota serviti dalle stesse ma sono favorevole ai rifugi  gestiti e alle malghe in quota collegate da sentieri che consentano di fare grandi traversate sia in estate che in inverno con gli sci o con le racchette da neve a un grande numero di escursionisti, ciaspolatori e scialpinisti. Rifugi e malghe aperti tutto l’anno e non solo nei mesi estivi. Questo tipo di turismo morbido 4 stagioni è il futuro del turismo di montagna. Non sono quindi contrario a un serio progetto che voglia sviluppare tale tipo  di turismo in Lagorai. Attualmente la traversata del Lagorai è adatta a pochi, sia in estate che in inverno. Non mi sembra giusto che rimanga tale, premiando gli egoismi di questi pochi. In Trentino  si tratta piuttosto di lottare contro la proliferazione  dei caroselli di impianti di risalita, di innevamento  artificiale, delle strade  in quota. Bei sentieri adatti ad essere  percorsi anche in inverno, serviti da veri rifugi o malghe, non da chiassosi ristoranti e alberghi in quota ma nemmeno da bivacchi  piccoli, scomodi e insufficienti come numero, come quelli attuali mi sembra la via da seguire.  Non si tratta di un compromesso ma di una scelta per permettere a molti di vivere un turismo di montagna rispettoso e ricco di vere emozioni.

     

     

  41. 11
    Matteo says:

    Non so il buon Benassi, ma io inizio a essere un po’ stufo delle belle persone che di fronte alle cazzate più enormi se ne vengono fuori con l’invito alla ragionevolezza, a essere propositivi e al compromesso e che comunque i problemi sono ben altri.

    Pare evidente che in questo caso, come nel caso del Devero o del parcheggio semi-interrato di Misurina (di cui si è trattato anche qui) non ci sia proprio nulla da mediare: si tratta di casi in cui gli interessi sono chiari e pure i danni, si offrono le perline agli indigeni e alla fine si fotte il bene di tutti (compresi gli indigeni). C’è solo da combattere e basta.

    Di solito si perde, ma qualche volta va bene (vedi per esempio la strada che si voleva costruire in val di Mello qualche anno fa)

     

  42. 10
    Alberto Benassi says:

    Antonio g. non devo argomentare molto. Per me, di infrastrutture (rifugi, strade, bivacchi, impianti, ect. ect. )  in montagna ce ne sono già anche troppe. Se ci sono dei luoghi oramai RARI!!  senza infrastrutture, lasciamoli così. Bivacchiamo all’aperto, sotto le stelle e godiamoci il pieno  contatto con la natura.

    Abbiamo così urgente bisogno di urbanizzare anche questi di luoghi? Vogliamo tutto?

    Questo è il mio pensiero. Di più non so dire.

  43. 9
    antonio g. says:

    scusi Alberto Benassi, può argomentare un minimo? altrimenti cosa stiamo qui in un blog a scriverci a fare? per sfogarsi basta infilarsi gli scarponi e camminare…

  44. 8
    Marco says:

     
    Rifugi e impianti in montagna non mancano. Penso che eventualmente sia il caso di migliorare quello che già c’è.

  45. 7
    paolo panzeri says:

    Io vado in giro con una chiave inglese per togliere gli spit che non uso da primo (come facevo con i chiodi) e tutti quelli che trovo ora messi su roba “antica”, mi domando: i giovani non sono capaci di passare alla “lotta armata” ?
    Non credono più nella ricerca della purezza umana nella natura?

  46. 6
    Alberto Benassi says:

    la SAT con la sua posizione scandalizza tanto?

    Si scandalizza tantissimo!!

    come la storia del bivacco in Vallaccia .

  47. 5
    antonio g. says:

    penso si potrebbe essere più propositivi. sono anni che sono convinto che andrebbe istituito il parco naturale del Lagorai ma in molti non lo vogliono a causa delle numerose briglie che comporterebbe anche a fondovalle. così come accade dove il parco c’è. penso però si possa trovare una via di mezzo. intavolare un discorso su un turismo differente da quello di massa. magari con pochi interventi puntuali. Insomma non penso sia utile dire sempre  solo NO e demonizzare chi la pensa diversamente. la montagna è anche fatta di persone che la abitano e sappiamo tutti che il turismo è un aspetto importante…se non compri nemmeno un etto di formaggio dalla malga o rinunci al paesaggio (che è il frutto anche dell’intervento dell’uomo, inutile che ce la raccontiamo) o si scende a compromessi.  anche lo scalatore/escursionista duro e puro è un turista. non facciamoci imbrigliare dalle categorie. la SAT con la sua posizione scandalizza tanto? se ne riparli proponendo una serata di dibattito e si esca con proposte, non con anatemi. da entrambe le posizioni, sia chiaro. La Sat è fatta di persone. nemmeno demonizzare la Sat o la presidente penso sia molto utile. Un satino da 27 anni, contrario a dare il via libera incondizionato ma nemmeno un no e basta. è come sul tema rifugi: si sbraita tanto contro l’architettura dei nuovi rifugi maledicendo architetti ecc e poi ti trovi un progetto come quello del rifugio del lago di Erdemolo…c’è odio per il nuovo e allora si sceglie di accettare pochi elementi soliti ma l’architettura dov’è? il bello dov’è? no a nuove forme per cosa, per una casa che sembra degna di una periferia veneta di pianura? perché invece non ragionare sulla assurdità di certe normative imposte ai rifugi senza riconoscerne gli aspetti peculiari? Ci sono luoghi dove si può intervenire con un relativo danno ambientale minimo e altri dove proprio non ha senso. cerchiamo di essere più propositivi.

  48. 4
    Marco says:

    Il destino della montagna sembra ormai quello di diventare un gigantesco parco giochi senza porsi il problema dell’insegnamento e di cosa si lascierà ai nostri figli. L’ammirazione della natura ormai è legata al suo consumo e spesso senza un ritorno economico, se non per pochi singoli. Non ci si accontenta più dei propri limiti, bisogna andare oltre con meno sacrifici possibili. Arrivare con i propri mezzi e con fatica ad una meta adatta alle nostre possibilità è una grande soddisfazione ed un insegnamento di vita che gradatamente porta a mete più lontane. Oltretutto per qualche ora o giorno ci si stacca completamente dalla vita cittadina (auto e asfalto). Vivere la natura non deve essere una competizione. E’ molto importante in questo senso l’educazione per le nuove generazioni fatta da associazioni e scuole. Sono incredulo dell’atteggiamento della sat (il minuscolo non è un errore) Non so se non passeranno ma non bisogna mollare.

  49. 3
    Luca Visentini says:

    Avete ragione entrambi.

  50. 2
    Alberto Benassi says:

    si è vero sicuramente passeranno. Ma è bene far sapere a certa gente che c’è ben ALTRA gente, che a ben altro cuore,  che non la pensa come loro e non è disposta ad essere complice.

  51. 1
    Matteo says:

    Temo che lo slogan no pasaran non abbia mai portato fortuna…alla fine passano sempre, purtroppo!

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