Norma, etica, libertà ed emergenza

Norma, etica, libertà ed emergenza
di Massimo Ginesi
(scritto il 17 maggio 2020)

Gli ultimi mesi ci hanno posto di fronte ad una realtà nuova e assai complessa sotto il profilo operativo, che ha comportato la necessità di confrontarsi con esigenze e problemi nuovi, gestiti con una produzione normativa assai discutibile.

Di fatto, per circa due mesi, i cittadini sono stati confinati nelle loro abitazioni, in forza di una serie di norme di derivazione assai eterogenea e dal contenuto spesso non facilmente delineabile e delimitabile.

L’Italia degli ultimi quarant’anni è un paese che ha visto un legislatore dalla produzione ipertrofica, spesso assai poco tecnica, non ben integrata a livello sistematico e la cui comprensibilità e applicabilità è talvolta ostica per gli operatori del diritto (siano essi avvocati o magistrati), figuriamoci per il normale cittadino. Se coloro che hanno scritto i codici nella prima metà del secolo scorso erano spesso giuristi di grande levatura, chi oggi produce norme mostra di ignorare i più elementari principi che devono ispirare un testo volto a regolare un numero indeterminato di casi, ovvero quelli di chiarezza, generalità e astrattezza (si pensi che l’art. 1129 c.c., formulato in 4 commi nel codice del 1942, con la riforma del 2012 e passato a 16 commi, non tutti felicissimi).

Controllo con il drone sulla spiaggia di Rimini

La normazione in tema di CoViD-19 risente pesantemente di questa deriva; a ciò si aggiunga un battage mediatico impressionante, che ha poi stranamente virato in direzione diametralmente opposta, che ha di fatto terrorizzato per settimane i cittadini, senza fornire una reale informazione scientifica attendibile, con toni di guerra e bollettini sui morti (senza mai indicare peraltro il denominatore di stima delle percentuali…) e ha alimentato la percezione collettiva di allarme catastrofico, con il risultato di condurre a condotte psicotiche e prive di alcun fondamento scientifico o giuridico (persone che passeggiano da sole in riva al mare o in montagna con mascherina non sono difficili da incontrare).

In ultimo, in questo paese dove tutti diventano di volta in volta virologi, allenatori, himalaisti, giudici, economisti e quant’altro sia in linea con il tema di moda del momento, le diatribe social (alcune hanno avuto ampio sviluppo anche nei commenti di questo blog) hanno diffuso le teorie più balzane.

Tali considerazioni, ovviamente, non fanno venir meno il profondo e assoluto rispetto per coloro che in questo periodo hanno perso persone care e per chi ha prestato la propria opera con abnegazione in realtà difficili, anche sulla gestione di certe situazioni già si affacciano grandi perplessità che dovranno essere in futuro chiarite anche in sede giudiziaria.

Potrebbe allora essere opportuno considerare da un punto di vista oggettivo, inteso come visione tecnico-giuridica del fenomeno, l’effettiva portata del periodo emergenziale vissuto (e ancora in corso) nonché la legittimità e rilevanza della normativa volta a regolarlo, specie alla luce dei vincoli alla libertà personale dei cittadini chiamati ad osservare quei precetti, in ambiti anche atipici e poco normati come l’esercizio di attività in montagna.

Pirmin Bertle, superstar della scalata tedesca (ed elvetica d’importazione) ha pubblicato una foto e un testo sulla sua pagina Facebook, nella quale mostra un tentativo del 17 aprile 2020 sul 9a+ di Corona (una via di Markus Bock, Frankenjura, Germania) munito di mascherina. Foto: Lizardclimbing.com.

Non appare inutile rilevare che la norma giuridica è, astrattamente, uno strumento volto a organizzare la vita sociale di gruppi organizzati, e da tale schema generale non si discostano quelle che ciascuno Stato adotta per disciplinare la convivenza dei suoi consociati, tanto è vero che esistono numerosi ordinamenti – contigui a quello statuale, leciti e più spesso illeciti – che lo affiancano e talvolta lo sopravanzano, prendendone il posto (si pensi a tutti i sistemi normativi delle associazioni a delinquere, quali ndrangheta, mafia, SCU o l’ordinamento barbaricino che per secoli e, in talune zone, tutt’oggi, regola di fatto la convivenza in alcune zone rurali della Sardegna).

Ne deriva che appaiono del tutto fallaci quelle posizioni (talora espresse con vigore anche in alcuni scritti qui pubblicati) che tentano di fornire una connotazione etica e morale alla norma giuridica, poiché il concetto di giustizia e di etica non coincidono.

Senza addentrarci troppo in materie poco alpine, va osservato che sin dagli scritti del filosofo e giurista austriaco Hans Kelsen (qui un’interessante disamina) si osservava che “Importa qui anzitutto liberare il diritto da quel legame per cui è sempre stato unito alla morale. Con ciò naturalmente non si vuole certo mettere in dubbio l’esigenza che il diritto debba essere morale, cioè debba essere buono. Come categoria morale, il diritto non significa altro che giustizia. La felicità sociale si chiama giustizia. In verità tale parola è anche usata nel senso di positiva conformità col diritto e particolarmente di legalità. In questo senso appare “ingiusto” il fatto che una norma generale venga applicata in un caso e non invece in un altro che tuttavia è considerato analogo; e questo fatto appare “ingiusto” prescindendo dal valore della norma generale stessa. Secondo questo modo di dire, il giudizio di giustizia esprime soltanto il valore relativo della conformità con la norma. “Giusto” è qui soltanto una parola diversa per dire “legale”. Giustizia, nel significato che le è proprio e che la differenzia dal diritto esprime però un valore assoluto”.

Dunque appare aberrante etichettare come non etico chi non si attiene scrupolosamente a tutto quanto è stato emanato in questo periodo quale normativa nazionale e territoriale in tema di CoViD-19, poiché ciò che è conforme a legge non è necessariamente anche etico, così come può essere altamente etica (cioè rispondente a principi morali “alti”) un’azione contra legem (si pensi alla querelle sul cosiddetto suicidio assistito): “bisogna, pertanto, distinguere i valori di diritto o legali, che sono relativi, dai valori di giustizia, che sono assoluti”.

E’ necessario, a questo punto, anche esaminare le modalità con cui è stata disciplinata dall’ordinamento statuale e territoriale l’emergenza CoViD-19 e a quali restrizioni i cittadini siano stati sottoposti, poiché è davvero miope ritenere che, qualunque norma sia emanata, sia necessario osservarla nella maniera più supina possibile, solo in tal modo realizzandosi la nobiltà del cittadino: se così fosse non esisterebbero né i giudici, né gli avvocati né gli studiosi del diritto.

E chi l’avrebbe mai detto che anche alle altissime quote il CoViD-19 sarebbe stato così pericoloso?

La normazione del periodo CoViD-19, con un mix micidiale di decreti legge, decreti ministeriali, ordinanze e – non ultime – le FAQ sui siti ministeriali, ha definitivamente cancellato nella percezione comune la differenza fra fonti di legge e la loro gerarchia: fonti primarie (legge e atti assimilati, quali i decreti legge), atti amministrativi (DM e DPCM e ordinanze), atti di indirizzo a mera valenza interna nella pubblica amministrazione (circolari), senza alcun effetto vincolante per il cittadino, e mere informazioni irrilevanti (e spesso fuorvianti), quali le cosiddette FAQ ministeriali.

Eppure nel nostro ordinamento esiste una ben precisa gerarchia delle fonti, che non ammette deroghe, al cui vertice si pone la Carta Costituzionale, ed esistono diritti primari dell’individuo che possono essere limitati e compressi solo da atti normativi primari (ossia aventi forza di legge e non da Decreti ministeriali, fonte di rango secondario e regolamentare).

Fra questi diritti fondamentali vi è indubbiamente il diritto alla salute, ma anche quello alla libertà, all’istruzione, alla giustizia (tre ambiti fortemente compressi in questi mesi). E varrà la pena osservare che diritto alla salute non significa solo non contagiarsi ma anche mantenere un minimo di salubrità di vita a più ampio raggio, essendo ormai tutelate quali componenti fondamentali dell’individuo anche i danni alla sfera esistenziale, su cui certe misure repressive e proibitive hanno certamente inciso in modo pesante.

L’adozione continua di provvedimenti secondari (i famigerati DPCM), quando non regionali, destinati ad incidere sui diritti fondamentali delle persone ha destato più di una perplessità, tanto che intere schiere di giuristi anche assai autorevoli hanno firmato appelli per il rispetto della carta Costituzionale .

Oltre agli aspetti di metodo, non secondari sotto il profilo della legittimità di quegli stessi provvedimenti, che potrebbero domani essere dichiarati illegittimi in sede giurisdizionale, o semplicemente disapplicati dal giudice ordinario quando si tratti di atti regolamentari come i decreti ministeriali, il povero alpinista/climber/escursionista si trova dinnanzi a norme formulate in maniera del tutto impropria, poiché fra i principi cardine della norma sanzionatoria devono esservi quelli di tassatività e determinatezza, ossia il precetto deve prevedere una fattispecie generale e astratta (cui il giudice ricondurrà la condotta concreta sottoposta al suo esame, secondo il noto adagio latino da mihi factum, dabo tibi jus) ma deve anche individuare con assoluta chiarezza, precisione e tassatività le condotte vietate.

Allora le famose norme che prevedevano forti raccomandazioni per gli anziani, la possibilità di spostarsi per assoluta e comprovata necessità, l’attività motoria in prossimità dell’abitazione, ecc. sono tutti esempi di espressioni che nessun legislatore avveduto userebbe nel proprio lessico, poiché da un canto sono destinate a naufragare miseramente in caso di contestazione, dall’altro mettono nelle mani del primo anello della catena sanzionatoria (i verbalizzanti) uno strumento di assoluta (e pericolosa) discrezionalità.

E’ evidente che la norma di legge non può parlare di anziano ma di soggetto di età superiore/inferiore a…, non di prossimità ma sino alla distanza di…, non di comprovate necessità, ma di specifiche ipotesi.

La mole di assurde contestazioni mosse ai cittadini di cui si sono riempite le cronache, i runner inseguiti dai droni o elicotteri rappresentano una follia mediatica, comportamentale e istituzionale che non rappresenta affatto una bella pagina di questo paese.

Per non parlare del cileno Vulcano Villarrica 2847 m (o Rucapillán, una parola mapuche che significa “casa del diavolo”).

Oggi si assiste alla ripresa dell’attività motoria all’aperto, pur con limitazioni che continuano ad apparire per certi versi folli e irrazionali (e una norma immediatamente percepita come irrazionale avrà assai meno probabilità di essere osservata dal cittadino), come le bizzarre teorie e distinzioni fra attività motoria e attività sportiva, le sconclusionate teorie sulla possibilità di raggiungere il luogo dell’una solo a piedi e dell’altra con l’auto, gli insulsi limiti regionali, che impediscono a colui che abita in Liguria ai confini con la Toscana di andare ad arrampicare in Apuane, a quaranta chilometri di distanza, ma consentono di andarsi a fare una via al Bric Pianarella (Finale Ligure), ad oltre quattrocento dalla propria abitazione.

Ciascuno leggerà e interpreterà tutte queste norme con lo spirito che gli è più congeniale, ben sapendo che si tratta di aspetti plausibilmente destinati a squagliarsi come neve al sole al primo vaglio giurisdizionale e senza necessariamente doversi vedere affibbiata la patente di non etico ove ritenga, scientemente, di violare il disposto di un atto amministrativo o di una ordinanza regionale dai contenuti quantomeno eccentrici.

Certo il problema CoViD-19 richiederà ancora mesi di attenzione e di cautele, che sconsiglieranno – aldilà delle norme – di assembrarsi in rifugi, in impianti di risalita, in pullman di gite sociali ma la montagna è – per definizione – un luogo di libertà e di scelte esercitati consapevolmente – per cui il precetto generale, che impone distanza interpersonale e adozione di dispositivi di protezione, laddove quelle distanze non possano necessariamente essere osservate, appare l’unica disposizione idonea a garantire i diritti fondamentali (anche di scelta) connessi all’esercizio di attività connesse all’ambiente montano e, allo stesso tempo, garantire il cittadino da chi trasgredisce le regole.

E’ per questo che ci siamo battuti – laddove ci è stato richiesto – perché non fosse rimesso al legislatore (o al normatore) di incasellare le diverse attività in schemi rigidi ed eccessivamente dettagliati, seguendo piuttosto l’esempio di quei paesi europei ove si è ritenuto che la sintesi e l’ipotesi generale fosse più che sufficiente a disciplinare tali aspetti, anche per l’intuitiva ragione che la norma astratta e generale consente di ricondurvi le più diverse fattispecie in via interpretativa, mentre l’eccessiva categorizzazione rende le maglie interpretative talmente strette tanto da lasciar fuori molti dei casi che la vita, con la sua imprevedibilità, finisce per porre.

L’eccesso di normazione, la pretesa di catalogare ogni attività e ogni aspetto della vita in montagna è iniziativa inidonea a garantire maggior sicurezza e può costituire (non solo in tema di CoViD-19, ma anche di sicurezza, di criteri di frequentazione, di norme comportamentali) solo un recinto sempre più stretto, nebuloso e soffocante che mal si concilia con un’attività che si ispira a principi di libertà, anche di scelte e a cui è preferibile applicare i criteri generali civilistici e penalistici di responsabilità e causalità, piuttosto che una rete fittissima di precetti ad hoc.

E’ indubitabile che la tutela della salute pubblica sia un’esigenza primaria, ma non sarà qualche decreto legge che stabilisce che sono consentite le vie di tre tiri e quelle di cinque no, o che si può scalare in falesie sino a 20 o 200 km da casa a salvare l’umanità, specie a fronte di un legislatore che (volontariamente o meno) emette testi borbonici e indistricabili (il solo ultimo decreto rilancio consta di oltre 250 articoli, per buona parte fatta di rimandi ad altri testi normativi da intendersi integrati e con richiami a centinaia di articoli precedenti, che di fatto rendono difficilissima la sua comprensione, secondo il noto adagio summum jus, summa iniuria ).

Se non si pensa di andare all’attacco con l’avvocato è bene stare a distanza da questo legislatore e attenersi alle norme generali, tirando un sospiro di sollievo sino a quando si leggerà “è consentita l’attività motoria e sportiva nel rispetto delle distanze interpersonali e con divieto di assembramento”.

Massimo Ginesi

Anche la famosa questione delle vie di più tiri, che obbligherebbero necessariamente alla sosta a star vicini può essere risolta agevolmente (scalando a tiri alterni, mettendosi la mascherina in sosta), mentre una igienizzazione fra un tiro e l’altro in falesia e il rispetto delle distanze dovrebbe consentire un ragionevole abbassamento del rischio a soglie tollerabili.

Senza dimenticare che non solo in montagna, ma nella vita, il rischio zero non esiste e sarà più facile prendere un sasso in testa che una particella virale nei bronchi, laddove si usi un minimo di raziocinio e accortezza.

E nessuna norma può proteggerci da ciò che la natura ha escogitato, sia esso un malanno, batterio o una valanga.

Questo scritto che ha evidentemente carattere divulgativo e passa velocemente su temi che richiederebbero ben altra analisi e approfondimento (lo dico per chi si occupa di diritto e potrebbe storcere il naso) è dedicato a mio padre, che avrebbe apprezzato, e al Berna che se ne è recentemente andato insieme al suo sorriso contagioso.

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Norma, etica, libertà ed emergenza ultima modifica: 2020-05-20T05:15:00+02:00 da GognaBlog

166 pensieri su “Norma, etica, libertà ed emergenza”

  1. 166
    grazia says:

    Buongiorno Massimo e a tutti i lettori.
    La febbre si può avere per molte ragioni, tra le altre anche lo stress, e non mi sembra un buon filtro perché allora dovrei accettare la pericolosità di questo virus senza tener conto del contesto. 
     
    Presupponendo che prima o poi tornerò ad accompagnare, finché non sarà obbligatorio non misurerò la temperatura ai miei ospiti, visto che saremo all’aperto e che potremo mantenere le distanze di sicurezza.
     
    Che la Luce ci accompagni.

  2. 165
    massimo ginesi says:

    @grazia: ci si può rifiutare (non possono misurarti coattivamente la temperatura) ma non puoi entrare. è un adempimento funzionale all’attuazione di quanro previsto all’art. 1 comma 1 lett. b dpcm 24 aprile 2020″b) i soggetti con sintomatologia da infezione respiratoria e febbre (maggiore di 37,5° C) devono rimanere presso il proprio domicilio e limitare al massimo i contatti sociali, contattando il proprio medico curante”
    potresti fralo anche tu con chi accompagni: se vuoi usufruire della prestazione devi garantirmi che non hai la febbre.
    che poi sia una disposizione sensata (per ritornare un pò al tema del pezzo), se ne può discutere, perchè uno potrebbe avere la febbre per x ragioni, ma alla fine è meno peggio di altre: un filtro un pò grossolano ma pur sempre filtro.  
     

  3. 164
    grazia says:

    Ciao Massimo, grazie per i tuoi chiarimenti.
     
    Più per i luoghi di lavoro al chiuso, che per il momento mi sono estranei, mi domandavo di quelli aperti al pubblico.
    Mi hanno detto, per esempio, che il perimetro di un mercato a Catania è stato transennato e che all’ingresso misurano la temperatura. Ci si può rifiutare? 
     
    Per quanto riguarda la raccolta dati, non credo che abbia il solo scopo di prendersi cura della salute. 
    I ristoranti e anche noi guide dobbiamo tenere un registro per quindici giorni.

  4. 163
  5. 162
    massimo ginesi says:

    @grazia: non mi risulterebbe un obbligo di misurazione derivante da norme nazionali (ma prendilo con beneficio di inventario), mi risulta che alcune  regioni (fra cui la lombardia) abbiano adottato ordinanze che prevedono tale adempimento nei confronti dei lavoratori per l’accesso al luogo di lavoro e la possibilità che si adottata anche per l’accesso a locali aperti al pubblici (bar, ristoranti, etc). 
    Tieni tuttavia presente che l’art. 1 del D.L. 34/2020 (c.d. decreto rilancio) è formulato in maniera tale che ci si può leggere tutto e il contrario di tutto. 
    La misurazione, comunque, anche ove ammessa, non è volta alla raccolta dati ma semplicemente ad impedire l’accesso (al luogo di lavoro o locale pubblico) dell’individuo che manifesti sintomi di allarme compatibili con il covid.
    quanto alla verve, direi che la tengo a bada… :o)

  6. 161
    grazia says:

    🙂 Anche nei momenti difficili come questo, non me ne sono mai rammaricata.

  7. 160
    Fabio Bertoncelli says:

    Grazia, è il primo insegnamento che si dovrebbe impartire a ogni bimbo. E in seguito ricordarglielo fino ai vent’anni. E poi ancora.
     
    Alberto Angela si rivolse cosí ai giovani: “Scegliete il lavoro che sia anche la vostra passione… e non lavorerete un solo giorno nella vostra vita”.
    Mi sa che tu abbia fatto la scelta giusta. 😊😊😊

  8. 159
    grazia says:

    Ciao Fabio, è un consiglio di lettura oppure una lettura del mio cammino? 🙂

  9. 158
    Fabio Bertoncelli says:

    Per Grazia: “Va’ dove ti porta il cuore”.

  10. 157
    grazia says:

    Massimo Genesi, sapresti dirmi se nel decreto compaiono la misurazione della temperatura e la registrazione dei dati anagrafici all’ingresso di luoghi aperti al pubblico? 
    Grazie per la tua verve.

  11. 156
    grazia says:

    Anche oggi sono rimasta indietro, avendo trascorso la giornata nei campi…eppure sono una guida…quindi certi concetti del commento 133 di Antonio mi lasciano perplessa, ma mi danno anche spunto per riflettere.
    fighetti come voi” 
    Ci conosci personalmente? Com’è che riesci a metterci questa etichetta? 
     
    fortunati
    Sai perché mi ritengo fortunata?
    Perché ho saputo lasciare un posto d’oro in ufficio, dove ero comodamente seduta in tailleur e tacchi, per seguire la luce indicata dalla Natura.
    Mi considero fortunata perché, nonostante abbia pochissimo denaro in tasca, piegata sotto il sole e preoccupata per le sorti che stanno disegnando per noi, riesco a emozionarmi quando l’Etna al mattino si tinge di rosa, quando tolgo dalle fauci del gatto un uccellino caduto dal nido e una lucertola già senza coda, quando noto che i mirtilli cominciano a cambiare colore, quando sento il profumo che precede l’arrivo delle ciliegie, quando sento la voce dei miei genitori, ogni volta che mi accorgo che questo tempo storico non porta con sé solo divisione, ma salde alleanze.
     
    Colgo, perciò, l’occasione per ringraziare tutti quelli che, sbatacchiati dalla tempesta, rimangono lucidi e vigili e tendono la mano. 

  12. 155

    Il mezzo barcaiolo so farlo e lo uso pure spesso. È come lo spazzaneve sugli sci, ti salva sempre. 
    Quando si parla di bettole e osterie io mi sento più a casa di quando si citano ristoranti stellati. Per assurdo mi tocca andare spesso con certi clienti nei secondi e faccio più fatica a portare a termine una cena che un ‘ascensione impegnativa. Nell’osteria invece ci si comporta più liberamente e non è detto che il tenore e il livello di una discussione debbano essere scadenti. Tutto dipenderà dai convenuti. Se mettiamo dei bifolchi a tavola all’enoteca Pinchiorri avremo risultati scadenti mentre delle menti pensanti potranno discutere ovunque arricchendosi l’un l’altro.  Sinceramente non mi sembra che qui si sia trascesi a livelli di maleducazione o di offesa verso chicchessia. Certo, chi difende le proprie opinioni lo fa a seconda del proprio carattere, ma qui mi pare che un certo buon gusto non lo si sia mai superato. 
    Sarà che sono genovese di nascita e in dialetto una delle cose più affettuose che puoi dire alla persona a cui vuoi bene per dimostrarle tutto il tuo affetto, può essere: t’ei in gran figgiu de ‘na gran bagascia! Che tradotto nella lingua di Dante , significa: sei un gran figlio di una grande puttana!

  13. 154
    Roberto Pasini says:

    Bravo Fabio!! Sai sempre dimostrare coi tuoi interventi che anche nelle peggiori bettole del Gogna blog c’è passione ma anche capacità di ridere e scherzare, soprattutto su se stessi e anche parlando di temi forti.

  14. 153
    Fabio Bertoncelli says:

    A questo punto il “dibbattito” si sposta clamorosamente su un’altra questione: il nostro Cominetti sa fare o non sa fare il mezzo barcaiolo?
    Ai suoi clienti – i superstiti – l’ardua sentenza…
     
    P.S. Marcello, per favore, non mordermi sul collo! 

  15. 152

    I maggiori esperti di antifurti non sono i costruttori o gli installatori  ma, i ladri.

  16. 151
    Roberto Pasini says:

    @giordano: se tu dici ad un avvocato come Ginesi che ha commesso un errore elementare di diritto costituzionale cosa ti aspetti? È stato molto pedagogico e freddo nella sua risposta. Pensa se qualcuno avesse detto ad una Guida che non sa fare un mezzo barcaiolo, magari al nostro Cominetti. Va bene porgere l’altra guancia ma ci sono dei limiti quando non si parla di opinioni diverse ma di conoscenze di base che riguardano la professione.

  17. 150
    Max Giordano says:

    Perché il dibattito possa essere armonico è necessario un assoluto rispetto di tutti verso tutti, anche sul piano formale cioe’ della modalità espressiva. Invece sono sempre più numerosi gli esempi in cui molti stroncano gli altri fino a umiliarli. Prendete le risposte all’intervento di Roberto Antonel intorno al commento 140. Gli si poteva spiegare il tutto senza quella volontà polemica e di umiliazione. Questo modo di fare, così diffuso, è decisamente fastidioso e impedisce un confronto sereno, perché se si espongono tesi diverse subito si viene attaccati con violenza. Concordo con chi sostiene che questo clima da bettola nuoce parecchio alla qualità del sito.

  18. 149
    Giuseppe Balsamo says:

    A me piace quando le discussioni si sviluppano liberamente, portando magari anche lontano dai temi originali e seguendo percorsi non sempre lineari ma spesso stimolanti. Ritengo questo fluire un segno di vitalità sia da parte di chi vi partecipa che da parte dello spazio che le ospita.
    Apprezzo poco, invece, gli attacchi personali (e qualcuno s’è visto anche in questa discussione). Li trovo poco utili, personalmente, pur capendo che possono far parte delle “dinamiche” di un blog aperto (e sapendo comunque che “altrove” v’è ben di peggio).
    Forse per questo articolo di Ginesi sarebbe stata più opportuna la pubblicazione in Totem e Tabù. Non per il carattere “eretico” dello scritto 🙂 quanto per lasciare la sezione GognaBlog più al tema “montagna” in senso stretto.
    Ma è un dettaglio. E poi mi fido del giudizio di chi gestisce questo spazio.
    Anche perchè, in fondo, è “casa” sua 🙂
     
    (In parziale risposta ai commenti di Vilfredo)

  19. 148
    Alberto Benassi says:

    dicono che COVID19 muta.
    Sarà mica mutato anche Crovella in Vilfredo?

  20. 147
    Giuseppe Penotti says:

     Ma che razza di educazione avete ricevuto dai vostri genitori?

    Umberto Vilfredo. Questa se la tiene per Lei perché in maniera così generalizzata e qualunquista chiunque, compreso me, si sente tirato in causa. Rammenti che il rispetto non si guadagna con l’età e con i capelli bianchi ma con il proprio atteggiamento. E le garantisco che Lei non è immune dal suscitare orticaria.
    E questa:

    Avvertito da conoscenti che sono stati (sottolineo sono stati, al passato) anche loro lettori di questo sito, ho voluto fare l’ultima puntata per verificare di persona i commenti che mi avevano riferito

    e una baggianata bella e buona. Chiunque con un minimo di intelletto se ne rende conto.
    P.s. Per suo sommo gaudio e di qualche altro, io in pieno lock down ho continuato ad andare in montagna, in perfetta solitudine facendo delle ottime gite a piedi e con sci.
    P.p.s. Catafottendomene dei vari decreti, avendo dei codici Ateco che mi permettevano comunque di tenere aperta la mia attività, ho deciso in piena autonomia, prima in quale periodo far lavorare i miei collaboratori da casa e facendoli poi rientrare in ufficio quando ho reputato questo fosse necessario, potendo garantire abbondanti margini di sicurezza. Ho salvaguardato la mia Società, gli stipendi dei miei collaboratori, non ho chiesto aiuto a nessuno e versando imposte, tributi e contributi penso di aver contribuito in piccola parte alla salvaguardia di questo Stato e, in piccola parte, alla sua pensione.

  21. 146
    Roberto Pasini says:

    Vilfredo anche tu leggi bene prima di partire all’attacco. Sono io over 70 che appartengo al Trivulzio climbing club. L’ironia era rivolta a me stesso non a te.  Serviva a sottolineare che l’età non c’entra con l’atteggiamento di fastidio per certi accesi dibattiti che a qualcuno possono non interessare ma che ad altri magari appaiono comunque stimolanti, anche se a volte un po’ ripetitivi.  È un fatto legato alle esperienze e agli atteggiamenti mentali. Tra l’altro,  la nostra generazione ha visto e vissuto ben altro: leggi gli articoli di Gogna sulla vicenda Motti.  Ci troverai ben poco relax e pace dei sensi. Come già detto se vuoi una musica più dolce e riposante basta che tu legga altri dibattiti. Ognuno ha i suoi gusti, evitiamo i giudizi morali ed estetici: quando punti il dito verso qualcuno altri tre sono puntati verso te stesso. Con rispetto. 

  22. 145

    Vilfredo, con tutto il rispetto ma credo che il tuo concetto di educazione (che ritengo di avere ricevuto dai miei genitori in maniera più intelligente che formale) si confonde con l’ottusità di una visione della vita troppo da benpensante e priva di curiosità e guizzi d’intelletto. Beato te, la serenità è un bel traguardo. Però lascia anche a noi, poveri irrequieti maleducati (secondo te), la possibilità di esprimerci. Mi pare che qui lo si faccia con educazione e circostanza. Se hai trovato dei siti in cui ti trovi meglio, perché continui a frequentare questo inferno? Sarà che l’inferno attrae e diverte più del paradiso? Chissà….
    E non minacciare sempre il gognablog della fuga tua e dei tuoi conoscenti a causa di letture eretiche non gradite. Lo dice anche la premessa al sito, quale sia lo spirito. Leggila meglio. Credo che il Sig. Gogna sia più preoccupato della qualità dei suoi lettori che non del numero. 
    Buone cose. Marcello Cominetti.

  23. 144
    Umberto Vilfredo says:

    Avvertito da conoscenti che sono stati (sottolineo sono stati, al passato) anche loro lettori di questo sito, ho voluto fare l’ultima puntata per verificare di persona i commenti che mi avevano riferito. Sono rimasto davvero interdetto dal generale livello di maleducazione e cafonaggine che esprimete. Sfottò come l’accenno al Trivulzio per la mia confessione di esser over 70, oppure le recentissime risposte urticanti sulla definizione o meno di atti amministrativi dei DPCM sono esempi che io indico come alternativa negativa al modo corretto di comportarsi verso gli altri. Il vostro modo di porvi è animalesco. Lo schernire che avete, il linguaggio che utilizzate sono elementi negativi in aggiunta al clima di acredine e di rabbia che complessivamente si percepisce nel comparto dei commenti. Tutti elementi che fanno scappar lontano dal sito. Ho i capelli bianchi e sono abituato a ricevere da sempre un atteggiamento di rispetto, atteggiamento che contraccambio con chiunque per educazione. Appunto: educazione, la vostra sconosciuta. Ma che razza di educazione avete ricevuto dai vostri genitori? Mi permetto di sollevare il problema perché ritengo che questo andazzo da stadio, questa caciara da osteria non nobilitino affatto il sito, anzi lo affossano, lo spingono nel mare magnun del becerume dominante. Mi dispiace perché, di primo acchito, qualche mese fa mi era parso che questo sito fosse nel segno della più nobile tradizione di montagna.  Ho ancora il ricordo di certe riviste del passato e mi aspetto che parlando di montagna ci si muova sempre su quei livelli. Mi addolora invece che gli spazi intellettuali dedicati alla montagna possano essere infangati come fate voi nei commenti. Per fortuna esistono altri siti dove si rintraccia ancora un clima tradizionale: forse l’elemento positivo di quei altri siti è proprio che non ci sono i commenti. Se voi siete rappresentativi del mondo dell’arrampicata odierna, sono ben felice di aver abbandonato l’arrampica molto molto tempo fa, quando ancora ci si legava in vita con la corda e chi saliva sul 5 grado era considerato un eletto. Da molto tempo mi dedico a uscite che, nei giorni scorsi, ho definito escursioni per differenziarle dalle vostre arrampicate, ma non sono delle bucoliche passeggiatine come avete insinuato voi con fare davvero inelegante. Salgo su vette di 3000-3500 m e a volte anche sui 4000 e sto trasmettendo, pare con successo, questa passione ai mie nipoti adolescenti, dopo averlo fatto con i figli. Soprattutto insegno loro come ci si comporta, con educazione e rispetto, qualità che a voi sono invece del tutto sconosciute. Se il mondo dell’arrampicata è composto da personaggi negativi come voi, meno male che, grazie ai decreti, per un po’ le rocce se ne sono state tranquille!

  24. 143
    Matteo says:

    Dunque l’articolo di Ginesi è pieno zeppo di errori costituzionali e Antonel ne segnala uno che errore non è (e lo sapevo pure io che di diritto ne so quanto un maiale) per poter cazziare i partigiani prevenuti, privi di dialettica e spirito critico, prevaricatori e censori delle opinioni divergenti.
    Attendo con impazienza la segnalazione degli errori ulteriori.
    Così, tanto per vedere fin dove può arrivare la beceraggine…

  25. 142

    Egr. ANTONEL, rispetto al tuo dire “faccio presente che proprio dagli “esperti” della montagna,intendendo per tali coloro che vivono nella e della montagna quotidianamente per lavoro,ci si attende modestia e umiltà e non arroganza e presunzione. “, mi sembra che si ricada nella visione della montagna-tempio di purezza che, da montanaro, ho sempre combattuto. 
    Le persone arroganti e presuntuose vivono al mare, ai laghi, in collina, in pianura e in montagna, senza distinzione geografica o altimetrica. Così come le persone umili e modeste. 
    Per affrontare serenamente ogni tipo di confronto verbale, secondo il mio modesto parere, occorrerebbe non porsi questi limiti preconcetti, che, filtrando inevitabilmente l’esperienza, sballano i rapporti e i loro contenuti.

  26. 141
    Massimo Ginesi says:

    Prima di ergersi a giudici costituzionali sarebbe opportuno sfogliare non dico un manuale di diritto ma almeno Wikipedia 
    “ Un decreto ministeriale (D.M.), nell’ordinamento giuridico italiano, è un atto amministrativo emanato da un ministronell’esercizio della sua funzione e nell’ambito delle materie di competenza del suo dicastero. Quando questo tipo di atto è emanato dal Presidente del Consiglio dei ministri prende la denominazione di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri (d.P.C.m.). “
    quelli di cui parli, caro Antonel sono i decreti legge, atti governativi di rango primario aventi efficacia di legge che devono essere convertiti in legge entro sessanta giorni. 
    magari prima di partire lancia in resta, contare sino a dieci…

  27. 140
    roberto antonel says:

    L’articolo di Ginesi del 17 maggio è zeppo di errori di diritto costituzionale : ne segnalo uno per tutti,l’aver definito “atti amministrativi” i DPCM.Sfugge evidentemente che i DPCM,per assumere valore giuridico-legislativo devono essere convertiti in legge dal Parlamento.Cosa che è puntualmente avvenuta per ciascun DPCM.La conversione in legge non è scontata,semmai dimostra che le forze parlamentari conferiscono validità definitiva di rango legislativo agli atti del governo.Segnalo poi che i commenti di ampia partigianeria dimostrano una mancanza di dialettica e spirito critico difficilmente immaginabili in un blog di montagna: se si ha un’opinione diversa dai cosiddetti “esperti” di montagna -cioè da Voi- si è immediatamente tacitati ed invitati a non leggere in quanto “incompetenti”.Vi invito perciò a leggere Platone ed Aristotele che di dialettica e spirito critico ne avevano a sufficienza.Infine faccio presente che proprio dagli “esperti” della montagna,intendendo per tali coloro che vivono nella e della montagna quotidianamente per lavoro,ci si attende modestia e umiltà e non arroganza e presunzione.

  28. 139
    David says:

    Caro Massettini, io vivo in Lombardia, amministrata da quelli che tu descrivi come salvatori della patria e vicini ai bisogni della gente semplice. Dici di lavorare nella sanità e allora forse un pensiero su come è stata gestita questa emergenza e prima la sanità pubblica dovrebbe sorgerti rispetto alle priorità del partito che sostiene in modo tanto viscerale. So di cosa parlo, la mia compagna è infermiera nel più importante nosocomio di Milano, ho due figli piccoli e lavoro nell’ambito psichiatrico. Le montagne al momento vado a vederle dal cavalcavia sperando in una giornata limpida. E non mi lamento per questo. Ma trovo invece fondamentale interrogarsi su ciò che sta accadendo a noi cittadini e più in generale alla società e questo non perché devo correre ad infettare chicchessia in giro per le montagne o altrove ma perché vigilare sulla nostra libertà, sui diritti costituzionalmente garantiti è un esercizio necessario ed inderogabile. E mi spiace dirtelo ma chi pagherà il prezzo più alto di questa crisi non saranno i politici ma noi gente comune, sarà chi fatica per portare a casa un salario misero, chi un salario manco ce l’ha, i precari. E allora forse ci accorgeremo che il problema non è la mafia nigeriana (che detto da noi italiani fa quantomeno sorridere) ma una classe politica tutta che ci ha trascinato nel baratro e che nel momento di vera crisi si è ancora una volta mostrata per quello che è: inetta, proditoria, servile verso i potentati e muscolare con il cittadino comune. Poi sei libero di vederla come vuoi e di attaccare chi di tutto ciò si preoccupa ma magari un pensiero anche piccolo potresti farcelo. 

  29. 138
    Alberto Benassi says:

    Ditemi: per Antonio è vietato protestare? È vietato manifestare la propria opinione? il proprio disaccordo?

    No Fabio. Antonio ha tutti i diritti di dire la sua.
    Però non ha il diritto di fare in modo di apparire  come fosse  l’unica vittima e che di problemi al mondo li ha solo lui. 
    Forse le mani callose le hanno anche gli altri che lui chiama fighetti

  30. 137
    massimo ginesi says:

    @balsamo grazie per gli spunti interessanti

  31. 136
    massimo ginesi says:

    135 il povero Antonio che fa l’infermiere e turni massacranti di 8 ore (io ne faccio a volte di 12 o 16, ma non sono turni, è semplicemente il mio lavoro, spesso neanche pagato) da due giorni propone il mantra noi poveri diavoli contro voi fighetti acculturati che parlate di decreti solo perché avete la pancia piena.
    Può esporre le idee che vuole nei limiti della decenza e dell’educazione. nessuna invocazione di censura, ma se continua a parlare di fighetti  acculturati che dovrebbero tenergli i bambini perché lui possa arrampicare forse non sta protestando, forse  sta semplicemente travalicando i limiti di educazione e decenza, proponendo tra l’altro una lotta di classe da avanspettacolo e cercando di mandare ramengo la discussione, anche se capisco la solidarietà fra propugnatori di banalità.
    é troppo chiedere al magnifico rettore di valutare se ciò non finisca per essere semplice trolleggio?   
     

  32. 135
    Fabio Bertoncelli says:

    Per Antonio viene richiesta la “verifica”: cosí ora si definisce la censura? Almeno rispettiamo la lingua italiana e chiamiamo le cose col loro nome…
    Ebbene, in tal caso si sarebbero dovuti censurare – a maggior ragione  – innumerevoli altri commenti pubblicati nel corso degli ultimi anni.
    … … …
    Se quello di Antonio è definito “trolleggio”, con disprezzo infondato, io invece lo chiamo protesta, contestazione, diritto di parola.
    Ditemi: per Antonio è vietato protestare? È vietato manifestare la propria opinione? il proprio disaccordo?

  33. 134
    massimo ginesi says:

    133 condivido la sensazione di trolleggio e forse sarebbe auspicabile una verifica anche da parte del moderatore, perchè mi pare che si stia andando un pò oltre anche negli apprezzamenti verbali e sulle contrapposizioni di classe degne del miglior vernacolo. 
     

  34. 133
    antonio massettini says:

    dico queste cose solo da ieri, non da giorni. non capisco invece come non capite voi, vista la vostra istruzione. il mio succo e’ che non ci sono solo le esigenze degli istruiti fighetti come voi, ma anche i bisogni quotidiani dei poveri diavoli come noi. si’ l’ho gia’ detto apertamente: se guardate gratis il figlio piccolo del mio collega, lui arrampicherebbe più volte di quello che riesce a fare e gli fareste un vero favore. con le vostre battaglie di ideali, invece non gli risolvete nulla. non lo capite da soli? a leggere i vostri interventi vi aspettate da noi dei grazie per i vostri ragionamenti giuridici, ma grazie di cosa? non ci cambiate nulla, non ci aiutate per nulla. dite che il mio e’ qualunquismo, può darsi non mi interessa, ma non capite che la vita è questa nostra, non quella di pochi fortunati come voi? se continuate a non capire, fate lo stesso errore dei falsi comunisti del pd. la storia che ho raccontato è molto chiara, la capisco io che sono ignorante, come è possibile che non la capite voi con tutti gli studi che avete fatto?

  35. 132
    Giuseppe Balsamo says:

    Il lockdown ha funzionato o ha fatto solo danni? Ci sono evidenze scientifiche in un senso o nell’altro?
    Interessanti domande…
    Qui un approfondimento con diversi link a ricerche/articoli sia “pro” che “contro”:
    https://www.nationalreview.com/2020/05/did-the-lockdowns-work/
    Mi associo all’invito finale dell’autore: la battaglia delle statistiche è appena iniziata, scegliete tutti il vostro campione! 🙂
     
    Qui invece qualche considerazione sul tasso di mortalità in Svezia:
    https://www.open.online/2020/05/23/coronavirus-la-svezia-e-il-tasso-di-mortalita-piu-alto-deuropa-una-notizia-vera-da-prendere-con-le-pinze/
     
    (entrambi con riferimento al commento #91 by Ginesi)
     
    Segnalo infine questo articolo, che ho trovato cercando altri scritti di Fagan dopo aver letto quello su Greta pubblicato recentemente su totem e tabù:
    http://osservatorioglobalizzazione.it/osservatorio/il-coronavirus-e-la-societa-dellignoranza/
    Molto interessanti (e ben comprensibili), a mio parere, le considerazioni iniziali sui sistemi dinamici complessi non-lineari e sulle difficoltà nel controllarli.

  36. 131
    Giuseppe Penotti says:

    @ Antonio Massettini, il dubbio che tu stia trolleggiando si insinua sempre più forte.
    P.s. Ripropongo in versione small in quanto il mio post non è stato approvato. Curioso, dopo oltre 120 topic di cui gli molto degli ultimi decisamente off-topic.
     
     

  37. 130
    Alberto Benassi says:

    se continuate così vi riducete come i comunisti del pd,

    MASSETINI
     
    i bambini a noi comunisti è meglio di NO!
    E’ notorio che i comunisti li mangiano.

  38. 129
    Roberto Pasini says:

    Ginesi & Matteo. La mia speranza si fonda sulla frase di un vecchio pensatore tedesco dell’ottocento che aveva un qualche interesse per la liberazione degli oppressi (anche se poi purtroppo è finita come sappiamo): “La storia si presenta sempre due volte. La prima come tragedia, la seconda come farsa”. Vista la qualità farsesca dei soggetti proponenti io propenderei per la seconda fattispecie come direbbe un giurista. 

  39. 128
    Giuseppe Penotti says:

    Antonio Massettini il sospetto che tu stia trolleggiando si insinua sempre più forte nelle mie poche certezze.
    Mi tocca andare un po’ off.topic e darti una brutta notizia; per quel che riguarda gli  asili nido, il primato positivo di nidi sullo standard europeo è saldamente in mano a Regioni e Comuni storicamente  non amministrate dalla lega:
    https://www.openpolis.it/asili-nido-solo-4-regioni-raggiungono-obiettivo-europeo/
    Per quel che riguarda i reati sono in costante e continuo calo generalizzato da anni. Unica nota stonata e decisamente in controtendenza negativa le violenze sessuali.
    https://lab24.ilsole24ore.com/reati2018/IStabelle.html
    Scusate l’interruzione, torno a prendere a scudisciate i miei dipendenti e trattare male le due colf prima si salire sulla mia Maserati per un week end lungo nella mia villa al Sestriere.
    Mah….

  40. 127
    massimo ginesi says:

    @masettini, stai ripetendo da giorni che hai la terza media che dei ragionamenti non te ne frega nulla e voti lega. Bene, se non ti interessa o non capisci cosa leggi, non seguire la discussione.
     
    cosa vuoi di pratico da noi, che ti teniamo i bambini?  
     
    quanto alle connotazioni politiche, pregherei tutti di lasciarle fuori dal confronto. Le mie riflessioni sono apartitiche e attengono semplicemente alle norme e alle soluzioni proposte. 
     
    Continuare a parlare di lega, comunisti, 5s etc serve solo a mandare in malora il discorso più di quanto riescano taluni qualunquismi. 

  41. 126
    Matteo says:

    Cari Ginesi e Pasini di solito mi piacciono le battute ironiche, ma stavolta riesco a ridere solo a denti stretti, molto stretti.
    Non riesco a dimenticare gli anni venti del secolo scorso e le ronde per l’ordine pubblico in camicia nera o bruna…non è andata a finire benissimo!

  42. 125
    antonio massettini says:

    qualche anno fa avevo alcuni problemi come gli spacciatori neri sotto casa, la mafia nigeriana con prostitute intorno alla palestra dei figli, poi gli spacciatori italiani e albanesi fuori dalla scuola dei figli. ho sempre votato comunista e quindi sono andato dai comunisti del pd e mi hanno detto che stavano facendo altre battaglie, prima i diritti dei gay, poi l’adozione dei figli dei coniugi gay, poi le case popolari per i rom e non ricordo cosa altro. insomma non se ne sono mai occupati dei mie problemi. a un punto mi sono rotto e sono andato da quelli della lega e poi ho votato per loro e in tre mesi hanno fatto tutto, prima hanno tolto gli spacciatori neri sotto casa, poi la mafia nigeriana intorno alla palestra, poi gli spacciatori bianchi fuori dalla scuola. da allora voto la lega e sono soddisfatto, mi sento capito e rappresentato. ora qui mi sembrate come i comunisti del pd, combattete lotte che noi neppure capiamo, noi persone semplici e normali. un mio collega spesso non riesce a andare a arrampicare perché deve guardare il bimbo piccolo anche nel giorno libero dai turni di ospedale. infatti non ci sono posti abbastanza al nido pubblico. ecco volete fare una cosa utile per un arrampicatore? guardateli ogni tanto il bimbo. lui potrà arrampicare un po’ di più. dei vostri commenti cosi’ alti non se ne fa niente, noi non capiamo neppure di cosa parlate, ho già detto ieri che ho fatto solo la terza media. se continuate così vi riducete come i comunisti del pd, ora i problemi di noi semplici e normali ce li risolvono quelli della lega. fate qualcosa di pratico se volete, ma parole non servono a niente.

  43. 124
    Alberto Benassi says:

    prima c’ereano le ronde della LEGA.
    Adesso quelle di PD/5 Stelle

  44. 123
    massimo ginesi says:

    @pasini: oggi ti vedo particolarmente in forma :o)
    su tale simpatica e gioviale iniziativa riporto una roba letta altrove che trovo sintesi perfetta: ” Certo! Mettiamo sconosciuti in strada a fare le ronde, investiti della convinzione di essere sceriffi, prendiamoli a caso tra i percettori del RdC, facciamo che si confrontino con i giovani che bevono la sera! Cosa mai -dico- COSA MAI potrebbe andare storto?”
     
    Pensa quando un paio di nerboruti assistenti civici (uno ex operaio tornitore di manfredonia e l’altro ex cavatore di colonnata) ti rincorreranno su per la grigna ritenendo che tu non abbia correttamente igienizzato le manopole dei bastoncini o che tu debba tenere la mascherina anche sulla cresta kuffner al maudit… (e tralascio le implicazioni giuridiche della loro legittimazione, dei loro poteri, del trattamento dei dati, etc, che poi nonno vilfredo altrimenti si annoia). 

  45. 122
    Roberto Pasini says:

    @gignesi. I 60.000 assistenti civici… che trovata geniale per combattere il virus! Ci mancavano dopo i facilitator ….etc. Certo qualche preoccupazione suscita ma io affiderei il ruolo di garante al giudice Palamara e la parte quantitativa, gli Analytics come si dice oggi, all’assessore Gallera. Ci farebbe sentire tutti più tranquilli, sopratutto noi vecchietti che aspiriamo alla pace dei sensi.

  46. 121
    massimo ginesi says:

    @cominetti, ” Che il Capo l’abbia fatto apposta?  Pasini, bella lì! ”
    condivido entrambe le osservazioni…

  47. 120
    Matteo says:

    Caiazza (presidente delle camere penali)
    creda a me, signora mia, oramai anche i giudici non sono più come una volta e son tutti provocatori comunisti!
     

  48. 119

    Sarà ma nell’articolo recente sulla Solitudine di Motti leggo tante risposte a situazioni createsi in questo. Che il Capo l’abbia fatto apposta? 
    Pasini, bella lì! 

  49. 118
    Roberto Pasini says:

    Come membro del Trivulzio Climbing Club vorrei dire con affetto ad alcuni miei coetanei che esistono nel blog delle apposite  sezioni Mausoleo, Aerlite e vecchi stornelli, Virtu’ alpinistiche e gianduiotti etc dove possono trovare sollievo e pace per il loro animo sensibile e nostalgico. Meglio evitare aree più hot, Sangue e Arena, frequentate da sanguigni esponenti del Gogna Fighting Circus che amano buttarsi con foga all’attacco, in particolare quando il torero Crovellero agita con un sorriso sadico e beffardo la sua rossa mantella con lo stemma di casa Savoia. Mi permetto anche, per anzianità di servizio, di meravigliarmi un po’ della loro ipersensibilità per questi pochi scazzucci di giornata. Dovrebbero ricordare, per ragioni anagrafiche, tempi ben più duri, quando volavano le quadrelle e roteavano le spranghe. Amici cari, dove eravate, a bere il rosolio dalla zia Felicità o è l’età che addolcisce i tratti e arrotonda il corpo e l’anima con dolce e tenera pinguedine fisica e spirituale? Questa è una lotta virtuale, può fare male ma nulla di così grave. Nel caso astenersi e lasciare che gli ex-ragazzi si azzuffino con entusiasmo nel cortile. Magari viene fuori qualcosa di interessante. 

  50. 117

    Bravo Benassi! Quando ti senti toccato nel vivo, dai (giustamente) il meglio di te. Occhio però che il Cai non ti scomunichi eleggendo papa Crovella. 
    Peace and Love.

  51. 116
    Alberto Benassi says:

    Invece altri sono come Don Abbondio. 

    o come un certo Ponzio Pilato che se ne lavò le mani perchè non bisognava protestare più di una volta, non era il caso di assumersi delle responsabilità.

  52. 115
    Alberto Benassi says:

    . Per carità, mi ritiro in buon ordine, però vedete è questo vostro attaccar briga a tutti i costi su ogni minimo particolare che risulta fastidioso.

    certo, certo, siamo arroganti come i BRAVI di Manzoniana memoria, sempre pronti ad attarcar briga.
    Invece altri sono come Don Abbondio.
     
    Quindi cencio dice male di straccio….

  53. 114
    Massimo Ginesi says:

    mr Vilfredo ha una strana assonanza  espressiva e concettuale con qualcuno… se ci dice qual’è il blog che tanto lo appassiona e su cui scrivono Crovella e Manera magari lo leggiamo anche noi. 
    Mi par singolare che si prenda come polemica aspra sui decreti una riflessione su un periodo decisamente eccezionale dal punto di vista sanitario e sociale e sul modo di gestirlo che ha scelto l’autorità statale, anche con riferimento alle attività all’aria aperta.
    Mi pare ancor più singolare che Mr. Vilfredo non si preoccupi di quando andrà con i nipoti a far qualche bucolico giretto e si troverà un esercito di sessantamila “volontari”, senza ne arte ne parte, che pare si sia deciso di mettere e verificare il rispetto delle norme, attingendo alle liste dei disoccupati o di coloro che godono del reddito di cittadinanza, utilizzando delle sorte di ronde composte da chi si presume non abbia alcuna cultura o formazione specifica e che sarà chiamato a verificare che qualcuno osservi qualcosa che, plausibilmente, neanche lui conosce.
    Istituto nuovo, e a mio avviso assai preoccupante anche quello: un ulteriore passo verso il degrado istituzionale.  
    Mi par anche strano (e  mi preoccupa) che emerga un simile spaccato, in cui  non si deve  veder mescolato il verde bucolico dei prati con riflessioni sullo stato delle istituzioni in Italia, poiché il secondo rischia di condizionare fortemente la capacità di godere del primo anche per nonno Vilfredo. 
    in ultimo, vi riporto l’incipit di un articolo di Caiazza (presidente delle camere penali) apparso questa mattina sul foglio: “Proviamo a farglielo noi il funerale, al maledetto Coronavirus: ci portiamo avanti con il lavoro, e diamo una sbirciatina al suo testamento. Tanta roba in eredità, in materia di Giustizia. Intanto, forse una valutazione sociale un pò meno becera del bene supremo della libertà personale. Dopo due mesi di arresti domiciliari generalizzati e di cervellotici DPCM che hanno preteso di dirti perfino entro quante centinaia di metri da casa puoi farti una corsetta e chi è autorizzato ad essere qualificato come tuo congiunto, questo Paese innamorato di forca, carcere e “butta la chiave” qualche pensierino nuovo, o almeno un po’ più prudente, magari riesce a farlo. Questa idea, insomma, di uno Stato che, sebbene in nome del diritto alla salute tuo e di tutti noi, mette il naso nella tua vita privata, pretendendo di regolarla anche sul taglio dei capelli, avrà finalmente perso un po’ del suo fascino perverso? Speriamo di sì. ”
    (per qui vuol leggere tutto lo trova qui, anche se il proseguo riguarda aspetti più specifici https://www.facebook.com/CamerePenali/posts/3861837973890696?__tn__=K-R)
    Se chiazza leggesse alcuni commenti sul  Gognablog, un pochino dovrebbe ricredersi su quell’eredità…
    Roba da legulei, che amano protestare si dirà: a me par roba da cittadini, rampeganti  o meno che siano… 

  54. 113

    Se ci sono articoli che registrano oltre 100 commenti in pochi giorni, significa che stimolano la discussione più di quelli che ne totalizzano 1 o 2 nello stesso tempo. Sicuramente la qualità di lettura di un articolo non sta nel numero di commenti ma è anche vero che entrambe le situazioni sono possibili e quindi praticabili. Sta al lettore scegliere nel rispetto delle altrui scelte. Tale concetto si chiama “libertà “, sentimento presente nel cuore di molte persone e però altrettanto NON presente (non scrivo assente per essere più incisivo) in moltissime altre che si assoggettano mestamente a una libertà decisa da altri per loro. 
    Commenti e reazioni a questo articolo ne sono la prova evidente. 

  55. 112
    Matteo says:

    “Qui mi limiterò a leggere agli articoli di stampo tradizionale, quelli…che non innescano una catena di commenti polemici.”
    Mi sa che ti sei perso quelli sulle ferrate o i concerti in quota!! 🙂

  56. 111
    Umberto Vilfredo says:

    Sì sì avete ragione, non ho la mentalità giusta per i dibattiti su internet. Veramente nel mio secondo intervento di oggi stavo rispondendo a un altro commentatore che poco prima mi ha posto una domanda, almeno così l’ho intesa io. Per carità, mi ritiro in buon ordine, però vedete è questo vostro attaccar briga a tutti i costi su ogni minimo particolare che risulta fastidioso. Invece io ho scoperto molti bellissimi siti con articoli che piacciono a me e mi dedicherò a quelli. Qui mi limiterò a leggere agli articoli di stampo tradizionale, quelli da vecchia rivista cartacea di montagna: hanno anche il pregio che non innescano una catena di commenti polemici.

  57. 110
    Matteo says:

    “Le proteste sono legittime, è giusto esprimerle, ma una volta sola.”
    Vilfredo, hai espresso i sensi della tua protesta…e l’hai fatto almeno tre volte.
    Ma nessuno pretende che tu smetta.
    Senza iattanza, disprezzo o intenzione di insultare: se ti infastidisce che altri possano fare come tu hai fatto perché non sei d’accordo con loro, dovresti riconsiderare la tua posizione.

  58. 109
    Umberto Vilfredo says:

    Forse per voi il tono che usate qui è il vostro tono naturale, lo usate abitualmente su qualsiasi argomento, anche nella vostra vita di tutti i giorni, per cui non vi accorgete dell’astio che emerge. Io sono più discreto e controllato, magari anche per l’età, e questo vostro tono lo trovo molto fuori luogo. Mi riferisco alle ripetute proteste contro i decreti, le autorità, i divieti e cose del genere, non alle polemiche fra chi la pensa in un modo e chi in un altro: quelle vengono di conseguenza. Mi auguro che si ritorni a toni dei commenti e articoli più tradizionali, per esempio quello di oggi su Motti mi è piaciuto moltissimo, l’ho anche scritto.

  59. 108
    emanuele says:

    per guidare un gregge serve un cane da guardia che guidi il gregge. Resta il fatto che anche se il gregge seguirà il cane, il gregge vorrà sempre andare dalla parte opposta.

  60. 107
    Alberto Benassi says:

    è chiaro che se io non sono d’accordo su certe decisioni prese dalle autorità, che mi vengono imposte e,  nel mio intervento lo dico è anche una forma di protesta.
    Quindi chi è d’accordo, lo può dire. Chi invece non è d’accordo se ne deve stare zitto.
    Se non condivido quanto scrive Crovella non mi permetto di dirgli di smettere, o di cambiare le sue affermazioni altrimenti me be vado dal blog.
    Sinceramente mi pare imbarazzante.

  61. 106
    Alberto Benassi says:

    Umberto ma di quale astio parli?  Forse nei tuoi confronti? Io manco di conosco, quindi di che astio stai parlando.
    Sono stati inseriti nel blog degli argomenti sul problema del covid in montagna, su come il virus influenzera l’attività di montagna di tutti, dei rifugi, dei corsi, delle guide, ect.  . Mi sembra chiaro che se ne discuta e ci saranno interventi diversi, ognuno esprimerà il suo pensiero. Chi in modo più pacato, chi in modo più incisivo.
    Il problema sarebbe: Discutere, confrontarsi?
    ma se non c’è confronto sugli argomenti, sulle varie idee,  che senso avrebbe il blog ?!?!?!
    che senso avrebbe aver dato alle persone la possibilità di intervenire e scrivere sul blog ?!?!
     

  62. 105
    Umberto Vilfredo says:

    Vi ho già detto l’altra settimana che sono un anziano over 70, anzi mi avete dato del nonno e effettivamente lo sono e faccio un’attività di escursioni con i mie nipoti adolescenti. Cerco un’ultima volta di spiegarvi perché trovo fastidioso il clima di proteste e acredine che state imbastendo con i commenti. Non contesto la legittimità di far uscire l’articolo. A me non interessa e dopo una paginetta ho smesso di leggerlo, ma mi capita anche con altri articoli, non mi ha per nulla stupido questo fatto. Invece sono infastidito moltissimo dal clima di rivendicazioni, proteste, acredine, astio che emerge nei commenti e che allontanano i lettori o almeno un certo tipo di lettori. Le proteste sono legittime, è giusto esprimerle, ma una volta sola. Invece continuate a non fare altro che ripetere ciecamente le stesse cose, è ormai inutile e fastidioso. Allontanate lettori come me. Mi sono accorto che adesso vado a leggere per primi altri siti e blog, dove ho travato tanti articoli di montagna, di Manera, Mellano, Camanni, mi pare anche di Gogna e poi di Crovella. Soprattutto in quei siti non c’è questo clima di astio, di protesta, di rabbia che da qualche settimana sta caratterizzando questo blog. Se davvero ritenete di esser stati danneggiati, non è a ripeterlo mille volte qui che risolvete la situazione. Avanzate le proteste con adeguate azioni nelle sedi idonee. Quali azioni non so, pensateci voi, ma per favore fate tornare tranquillo il clima qui, altrimenti è inevitabile che alcuni lettori si allontaneranno.

  63. 104
    Alberto Benassi says:

    Buongiorno Antoni tanto rispetto per il tuo lavoro, ma parli di problemi, di vita quotidiana che ti ticordo hanno tanti altri: bollette da pagare, malattie, lavoro, mutui, famiglie con figli problematici, ect.
    Scusa se mi permetto ma ti esprimi come se li avessi solo te.
    Questo è un blog di montagna e mi sembra che se ne parli tantissimo. Poi ci sono anche argomenti di vita di tutti i giorni, di politica , di economia ect. che vanno anche ad influenzare il nostro andare in montagna, nolenti o volenti. Quindi non vedo perchè non se ne debba parlare.
    Ginesi non ha scritto  un trattato giuridico, ha scritto di problemi giuridici legati al problema covid legato all’andare ad arrampicare. A me sembra un aiuto. Se l’argomento non interessa, non si legge.
    Quanto a non sentirsi  più rappresentati da una certa parte politica a cui si tende sono D’ACCORDO con te. Ma non per questo vado a dare il mio voto alla parte opposta che fa solo il doppio gioco.
    NON VOTO!

  64. 103
    grazia says:

    Antonio, ti ostini a ritenerti il più vessato di tutti e non vedi che intorno a te ci sono altre persone che non nuotano in buone acque e che hanno bisogno di un confronto.
     
    Non mi pare un vanto votare per la lega. Ne riparliamo tra qualche anno.
     
    Per il resto il blog di Gogna è ricco di tanti articoli, sia dedicati solo ed esclusivamente alla montagna (anche se è impossibile non sforare nella pura vita) che ad altri temi ugualmente di rilievo.
    Se questa conversazione non ti aggrada, non seguirla. 🙂

  65. 102
    antonio massettini says:

    il problema, ma forse lo vedo solo io, è che se io dopo un turno d’ospedale ho piacere di rilassarmi e di leggere un po’ di montagna, vado sui siti di montagna e mi aspetto di trovare roba di montagna. su questo articolo giuridico voi vi siete intestarditi da giorni come se fosse la battaglia del secolo di tutti gli arrampicatori, ma non è cosi. vi racconto una storia: io ho sempre votato comunista da quando ero ragazzo perché mi sentivo capito e rappresentato dai comunisti. da un po’ d’anni però i comunisti del pd si occupano solo più delle grandi battaglie ideali, i diritti e cose del genere e invece se parlo con la lega dei problemi quotidiani mi sento capito e rappresentato dalla lega. se dico loro mie preoccupazioni per spacciatori per malaffare per malavita sotto casa o intorno scuole dei figli loro della lega mi fanno sentire capito e rappresentato. per cui da qualche anno voto la lega. avete capito la storia? voi potete fare le grandi battaglie ideali come questi ragionamenti giuridici solo perché tutto il resto della vita vi gira giusto. ma non capite che se gli altri vogliono leggere ragionamenti giuridici vanno sui siti giuridici? se invece vanno su siti di montagna è perché cercano scritti di montagna, non giuridici.

  66. 101
    grazia says:

    Antonio, nutro grande rispetto per te e per le tue vicissitudini, ma sono più comuni di quanto pensi. Questo non può essere a consolazione e ho creduto sempre poco nel “mal comune mezzo gaudio”, però forse può aiutare a sentirsi meno soli.
    Per puro volontariato e per amore vado spesso a trovare una vecchietta e come me tanti altri. Sono sicura che se chiedi una mano intorno a te, ti sarà data.
     
    Per quanto riguarda lo stipendio, sono una guida anch’io e ho chiuso la stagione turistica l’anno scorso a novembre e non ho ancora ripreso, viste le restrizioni. Potrai immaginare che, a questo punto, dopo 3 mesi di lavoro mancato (per me aprile e maggio sono tra i più fruttuosi) non è semplice neppure per me.
     
    Proprio per questo e forse a maggior ragione, nonostante la confusione e lo spaesamento di questi tempi, faccio di tutto per restare vigile, mantenendo vivi tutti i sensi.
    Trovo l’articolo di Massimo molto interessante perché offre un quadro chiaro di ciò che sta accadendo e ci regala spunti di riflessione e condivisione.
    Ora più che mai la solidarietà è molto importante. 
     
    Buona serata e sogni sereni. 

  67. 100
    Simone Di Natale says:

    No Antonio
    Problemi come i tuoi li hanno la maggior parte delle persone, fanno parte del vivere quotidiano. Il fatto che qualcuno si ponga delle domande in più o comunque diverse dalle tue non è un’ offesa nei tuoi confronti…anzi è un atteggiamento che potrebbe essere anche a tua tutela. Se non gradisci l’ argomento cambia canale. Dove sta il problema?

  68. 99
    Enri says:

    Per Ginesi n. 91: ma la Svezia ha il tasso di mortalalita’ piu’ alto d’Europa! Di cosa stiamo parlando. Perche’prima di dire certe cose non paragoniano il tasso di mortalita’ degli stessi mesi del 2019? Io sento parlate di main stream di complottismo, ma il numero dei morti lo leggete o no? O pensate che sono morti che sarebbero morti lo stesso per altre patolologie? E grazie al…  e mi verrebbe da essere volgare, prima o poi si muore tutti ma se non arriva il Covid a rubare 3 o 5 anni di vita ad un cardiopatico o malato di cancro non e’ comunque meglio?
    Ragazzi fatevi un giro  a Bergamo o in qualsiasi ospedale e fatelo per favore prima di dire simili sciocchezze ma fatelo, per favore, se avete il coraggio.
    poi parliamo di come si tornera’ in montagna, con o senza guida. 

  69. 98
    antonio massettini says:

    ho fatto solo la terza media perdonate se non mi espromo bene. i miei problemi  di vita non centrano con l’epidemia, esistono da prima, sono le difficoltà della vita normale delle persone normali, le vostre considerazioni giuridiche sono un di più che potete permettervi solo voi. io sono un os operatore sanitario cioè infermiere non specializzato, lavoro in un reparto di chirurgia, io non ho a che fare con malati covid, ma l’ospedale e’ tutto sottosopra. ma non è questo il problema, da anni faccio i turni in ospedale, mia moglie fa le pulizie, dobbiamo tirare su due figli e assistere i genitori anziani. i divieti non li ho nemmeno avvertiti, ho continuato a lavorare come prima con tutti i problemi come prima. in questi mesi non sono andato a arrampicare ma tanto ci vado 1 o 2 volte al mese con tutte le difficoltà che ho. facciamo così se mi aiutate un po’ a fare i compiti con i miei figli se mi aiutate un po’ a assistere i genitori anziani se mi date un po’ dei vostri stipendi,  magari io vado a arrampicare 3-4 volte anziché 1-2 al mese e allora vi prometto che ascolto i vostri ragionamenti giuridici. probabilmente non li capisco perdonatemi, ma ora vi prego di smetterla con questi ragionamenti, li avete fatti ora basta, mi apparite offensivi nei confronti di gente come me. sono riuscito a spiegarmi?

  70. 97

    Massettini, massimo rispetto per chi ha qualsiasi problema, ma quest’ultimo essere reciproco.  L’argomento tirato in ballo da Ginesi mi sembra altrettanto importante e in questo ambito si sta discutendo di quello. Io farei la guida alpina e dal 18 febbraio non ho più fatto una giornata di lavoro e chissà quando potrò farla. Se ci mettiamo tutti a parlare dei nostri problemi personali allora escludiamo argomenti come questo, che sono importanti. A me interessa, se a qualcuno non fa lo stesso effetto si legga qualcos’altro. 

  71. 96
    Lusa says:

    con danni incalcolabili sul tessuto sociale ed economico del paese.

    Ma dove stanno tutti sti danni incalcolabili? Tutte chiacchere e frottole. Tutti a piangere e a chiedere i soldi a fondo perduto. Io avrei chiuso tutto ancora per un mese in più. Altro che movida……
     

  72. 95
    Matteo says:

    Massimo hai assolutamente ragione, ma non prendertela troppo che fa male: come si dice qui, a quaidun se fàa prima a metteghel in del cu che in del coo.
    Tu almeno ci hai provato

  73. 94
    Fabio Bertoncelli says:

    Ho ringraziato Antonio per queste parole:
    «Sono infermiere e oggi […] ho fatto il turno dalle 7 alle 15. […] Ora sono stanco e non vi dico che macello c’è ancora in ospedale. […] Siate rispettosi per chi ha mille problemi piú importanti che i ragionamenti sui decreti».

  74. 93
    antonio massettini says:

    sei proprio andato fuori di testa, devi darti una calmata, fatti un giro o una doccia. non capisci proprio che non interessa quello che dici. magari sono giuste le cose che dici, ho detto che non ci capisco e quindi non dico niente, ma ormai le tue cose sembrano solo pazzie di uno senza controllo e danno fastidio. devi capire che la maggior parte della gente ha problemi e impedimenti che non centrano con l’epidemia, esistevano anche prima. la vita della gente normale non centra con le riflessioni giuridiche. I temi della nostra vita sono altri, come mangiare come far studiare i figli come assistere i genitori. arrampicare si va poco, solo quando tutto il resto è stato messo a posto, altro che per i divieti. io non mi sono neppure accorto che c’erano i divieti, tanto avevo così tante grane che non sarei andato via in ogni caso. questo dovete capire, se no risultate offensivi verso chi ha la vita dura davvero

  75. 92
    Alberto Benassi says:

    Commento 74 Roberto Antonel.
    Non sono guida alpina.
    Inoltre se trovi fastidioso quello che scrivo non lo leggere.

  76. 91
    Massimo Ginesi says:

    90 ma grazie di cosa? dell’ennesimo ragionamento qualunquistico?
    del solito terrorismo/catastrofismo  misto al nulla?
    c’è una virus, che indubbiamente ha una sua incidenza sulla popolazione e che ha colpito un paese con una sanità inadeguata e sottodimesionata, gestito male  sotto il profilo organizzativo, sanitario, normativo, informativo e sociale, con danni incalcolabili sul tessuto sociale ed economico del paese.
    invece che sparare fesserie a casaccio o parlare di fisime, chiedetevi se quanto è stato fatto era proporzionato al risultato che si sperava di ottenere, rispetto ai costi che ha generato e genererà, sotto il profilo economico e dei diritti.
    Guardiamo tutti alla pagnotta, e domani per averla dovremo lavorare  87 ore al giorno senza neanche alzare il capo. 
    guadatevi un pò intorno invece che andare come pecorini dietro al main stream. 
    lockdown?, non ci sono evidenze scientifiche che abbia funzionato
    https://wmbriggs.com/post/30833/?doing_wp_cron=1590332879.1890449523925781250000
    la Svezia ha gestito al vicenda in maniera opposta alla nostra ed ha avuto meno morti dell’italia
    https://lanuovabq.it/it/no-la-svezia-non-e-prima-al-mondo-per-mortalita-da-covid?fbclid=IwAR3_Gs4b9puQZvyRmTIbxoV_PONFaxofU5Pk7aRTiYptHFttjE6pYtVUI8c#.XsebjSNFzJU.facebook
    (la notizia sta anche su quotidiani nazionali oggi)
    gli stessi Stati Uniti si stanno interrogando se l’approccio adottato non stia causando più danno che beneficio
    https://www.forbes.com/sites/gracemarieturner/2020/05/22/600-physicians-say-lockdowns-are-a-mass-casualty-incident/amp/?fbclid=IwAR1_WpKHrM0nFQp4N0pxjKGzl1VMB2MvjJG3b6tRQvKQX_hnEYdh_uOsY68
    quanto al farsi un giro nei reparti, andate a farvene uno al reparto oncologico del gemelli a roma ( io lo frequento da un annetto…), potreste scoprire una realtà che neanche immaginate, altro che Covid
    eppure non ho mai sentito i soloni scandalizzati di oggi trovare da ridire  contro chi va in auto (ah, Torino è una delle città peggiori per le polveri sottili) che si stima facciano più 45 mila morti all’anno https://www.repubblica.it/ambiente/2019/11/14/news/italia_prima_in_europa_per_le_morti_da_polveri_sottili-241031894/),  contro macdonald o contro gli spritz, posto che è notorio e scientificamente provato che junk food e alcool hanno una marcata  causalità nella genesi del cancro e delle  le malattie cardiovascolari (che fanno più morti di setto otto Covid messe insieme).
    Però oggi siamo tutti in prima linea con mascherina e gel, barricati in casa e con il dito puntato.
    Per i più avventurosi cito un link postato da Merlo in un post su totem e tabù: 
    https://www.quodlibet.it/giorgio-agamben-biosicurezza
    chiedersi il perché di ciò che accade non è mai superfluo, cercare di capire se quanto viene imposto ha un rapporto di pertinenza e congruenza con quello che sta accadendo non è un esercizio sterile, perché attiene all’essenza del vivere in una determinata realtà.
    salvo che non si intenda essere degli ottimi sudditi. 
    ps nella vita il fatto di non schiantare è a mio avviso dovuto, in misura significativa al culo. Dato da tenere presente, pur adottando tutte le possibili precauzione e cercando di vivere in un modo attento. la storiella riportata da Pasini ne è la riprova.   
     

  77. 90
    Fabio Bertoncelli says:

    Antonio, grazie per le tue parole.

  78. 89
    antonio massettini says:

    han ragione quelli che dicono che parlate di cose che interessano solo a voi. io di cose giuridiche non capisco niente, sono infermiere e oggi non sono andato via a arrampicare perché ho fatto il turno dalle 7 alle 15. Altro che bel sole e voglia di arrampicare, ora sono stanco e non vi dico che macello c’è ancora in ospedale. altre volte non vado via la domenica anche con bel tempo perché ho finito i soldi e aspetto di ricevere lo stipendio a fine mese se no non mangio. quindi se voi potete permettervi di parlare di cose giuridiche e’ perché tutto il resto della vita vi gira giusto. siate rispettosi per chi ha mille problemi piu’ importanti che i ragionamenti sui decreti

  79. 88
    Matteo says:

    “Il mutamento dei costumi sociali, la compressione dei diritti e la tutela della libertà non è mai irrilevante.”
    Questo è, dovrebbe essere, il punto vero. Ma alcuni non intendono o non vogliono intendere, perché è una guerra, perché ben altre sono le priorità, perché non bisogna contestare (mai!) o peggio disturbare con questioni irrilevanti chi deve operare liberamente (sempre, ovviamente, per il nostro bene).
    La mia personale opinione è che sarà interessante osservare le reazioni quando sarà evidente che alla fin fine si è trattato di un virus realmente molto poco pericoloso e di assolutamente scarso effetto. Anche se temo una rimozione/negazione di proporzioni mai viste.
    Sperando che tutto ciò non le abbia conseguenze politico-sociali cui tendono gli adepti di legge-ordine-responsabilità anche a bastonate.

  80. 87
    Enri says:

    L’articolo e’ ben scritto e ne capisco anche il senso, solo lo trovo adeguato ad un mese fa. Per questo mi trovo d’accordo con il n. 85 di Crovella. Ora ci e’ dato di andar fuori anche a livello legale, basta, andiamo. Le disquisizioni non servono piu’. Ma, come accade in un ufficio, in un bar, in una fabbrica, anche in montagna contano i fatti. E fare quelle 3/4 cose di buon senso non e’ piu’ un obbligo da DPCM ma una responsabilita’ nostra. Ricordiamoci sempre tra l’atro di ragionare come se noi fossimo sempre coloro che possono contagiare gli altri e non il contrario. Questo modo di porci nei confronti del virus, per chiunque e’ l’unica prospettiva di porsi nei confronti degli altri. Se pensiamo che il virus sia solo fuori di noi e che quelle 3/4 cose di buon senso le facciamo solo per difenderci, allora sbagliamo, gravemente e siamo solo dei gran egoisti. Comunque la si pensi, sia che il virus e’ un killer sia che e’ una normale influenza, pensiamo sempre prima che possiamo essere noi stessi a mettere nei guai il nostro amico, compagno di cordata, prossimo in genere. Se vogliamo parlare di etica, facciamolo davvero. Detto questo, abbiamo un mondo di montagne davanti, cosa aspettiamo?

  81. 86
    grazia says:

    Desidero ringraziare Massimo, Marcello e Heinz per la chiarezza degli intenti. 

  82. 85
    Carlo Crovella says:

    Ginesi: se volevi suscitare la curiosità indiscussa della platea, dovevi pubblicare il tuo articolo su una rivista o sito solo per giuristi. Allora i lettori, molti dei quali non avranno fatto un passo in montagna in tutta la loro esistenza, si sarebbero concentrati sui risvolti giuridici analizzandoli con perizia e magari apprezzandoli. Se invece preferisci metterci in gioco nei confronti di una platea di alpinisti (o meglio di appassionati di montagna nelle diverse discipline praticabili) devi accettare altri feed back. Alcuni ti faranno cmq degli apprezzamenti, sia perché, oltre che alpinisti, sono anche giuristi (minima parte), sia perché le tue tesi portano acqua al loro mulino (maggior parte di chi sposa le tue tesi). Altri ancora non capiranno minimamente il significato delle tue riflessioni e per questo non capiranno neppure perché hai scritto quelle cose. Infine altri non le condividono proprio, le tue tesi, o forse non gliene sbatte niente: ma non ci arrivi a capirlo da solo? Io penso di aver compreso il senso giuridico del tuo articolo (checché tu ne dica), ma, come ti ho detto fin dall’inizio dei commenti, ritengo che, in questa particolare fase, non siano quelli i temi caldi sul tavolo (partendo dal presupposto che i principi costituzionali sono assodati), perché le vere priorità oggi sono altre, in montagna come nella vita di tutti i giorni. Perdere tempo a parlare ora di quelle cose è… perdere tempo e basta: trattasi solo di fisime mentali. Hai avuto spazio per esprimerti, ci mancherebbe, come lo hanno avuto quelli che, per varie ragioni loro, si allineano all’articolo. Ma adesso, come ha scritto qualcuno stamattina, ci si può muovere e, se non avete impedimenti di altra natura (famiglia, lavoro, salute), dateci dentro sulla roccia! Ciao!

  83. 84
    Heinz Grill says:

    L’articolo è molto interessante e buono. Dobbiamo lottare per la libertà! Per la situazione trovo anche molto importante una informazione trasparente e sufficiente. 

  84. 83
    Giorgio Nessi says:

    Carlo Crovella: il tuo commento 77 mi pare l’analisi corretta della situazione. Se mi autorizzi, lo spedisco ai miei amici, anche loro alpinisti e seri cittadini: lo apprezzeranno. Non ti curar di chi non condivide queste idee, non hanno le stesso animo morale e davvero si lamentano soltanto, non sanno andar oltre ai lamenti. Grazie infinite per la tua opera divulgativa.

  85. 82
    Roberto Pasini says:

    Per tornare con i piedi per terra e nel mondo reale e per ricordarci di non abbassare la guardia, qualunque siano le nostre scelte personali riporto la testimonianza di “una di noi” apparsa su FB – Momenti Verticali
    “Ciao a tutti. Mi conoscete per i miei articoli su questa pagina e sul nostro sito, per le lettere dell’alfabeto in chiave alpinistica, per la mia storia personale. Oggi niente di tutto questo. Vi scrivo per dirvi di non abbassare la guardia, perché io ed il mio compagno, Andrea Summit Losi siamo in isolamento da giorni. Prima era fiduciario, oggi per me è arrivato l’esito del tampone dopo 10 giorni e sono positiva Covid. Siamo di quelli che per maggior sicurezza disinfettano anche la spesa. Non abbiamo mai preso sotto gamba questo virus, tanto più che io ho già avuto un intervento al cuore. Vi scrivo per dirvi di non fare gli eroi, di tenervi sempre a distanza da tutti, e di indossare sempre la mascherina. Non scambiatevi materiale, igienizzatevi le mani e tenete su la mascherina almeno sotto parete. Ve lo dico perché noi nei due giorni che siamo potuti uscire, andando alla falesia sopra casa giusto per camminare, non abbiamo visto nessuno con la mascherina. Dovete usarla perché vi protegge. E non solo perché senza prendete una multa. Noi probabilmente ci siamo contagiati per contatto, per aver condiviso una cosa da mangiare, che un nostro amico ci aveva portato dal suo supermercato. Niente fiumi di birra se è questo che pensate, delle banali gelatine di succo di frutta che passando dalle sue mani alle nostre prob. sono state veicolo del virus. O quei cinque secondi che pur a distanza, abbiamo parlato senza mascherina giusto per scambiarci un sorriso appena rivisti sull’uscio di casa. Non abbiamo fatto cavolate. Eppure non è bastato. Il virus c’è ed è contagioso. E circola in mezzo a noi. Abbiate cura di adottare tutte le precauzioni del caso ed anche di più. Questa è la nostra scalata. In cordata e nel contempo da soli. Noi non molliamo, ma vi possiamo assicurare che non è semplice e non si è preparati, perché nessuno di noi conosce i tiri di questa via ne quando ci porterà in cima, e soprattutto quando potremo scendere sani e salvi al rifugio. Segue il post che ho scritto nella mia bacheca. Silvia Scagnelato”

  86. 81
    massimo ginesi says:

    @pasini: avevo inteso, ma lo scritto non era volto a dar vita ad un nuovo episodio della saga, anzi – negli intenti – era volto al contrario.
    Ho probabilmente sbagliato intenti. e, soprattutto,  luogo. 

  87. 80
    Roberto Pasini says:

    @ginesi. Anche tu per favore cerca di ascoltare, come giustamente richiedi per quello che scrivi. La coazione a ripetere di freudiana memoria non era rivolta a te, ma al videogioco Crovella Wars che ogni tanto attrae irresistibilmente e in modo perverso sia il protagonista che i suoi antagonisti : infinite e tutte legittime sono le perversioni dell’animo umano ma dopo un po’ a frustare e/o a farsi frustare uno si dovrebbe stufare un po’ o no ?

  88. 79
    Enri says:

    Sui piagnistei devo dire di essere d’accordo con Crovella. Mi sembra tra l’altro che almemo nelle proprie regioni possiamo muoverci, quindi, diamoci dentro e usiamo il fiato e l’energia per salire piu’ che per discutere. 
    Concordo che il tema professionisti e dilettanti ha aspetti diversi e specifici. Per questo non mi addentro a parlare dei primi, mentre vorrei dare una scossa ai secondi: basta lamentarsi, allenatevi. 
    In ultimo io per primo ho trovato spesso forzate alcune misure del governo. E quindi criticare si puo’ anzi si deve.
    pero’ cerchiamo di tenere gli occhi sulla realta’: quando ancora leggo che ci sono state imposte misure a fronte di un virus inesistente o debole, di nuovo resto senza parole del grado di superficialita’ e disinformazione esista fra la gente. Io lavoro  in un’azienda che, come altre migliaia, ha danni economici pesanti, che al contempo deve dare seguito a misure di sicurezza imponenti per far lavorare le persone: perche’ se qualcuno non lo avesse ancora capito questa storia ha fatto qualche morto. E se in azienda non si fa il massimo per limitare i rischi puo’ accadere che un collaboratore ci rimetta le penne (oltre al fatto si secondario ma molto importante della conseguente chiusura e perdita del lavoro per gli altri). Le misure saranno anche di legge ma chi ha in minimo di buon senso Vuole applicarle per  se e per i colleghi.
    detto questo, il tempo mi sembra buono ovunque, diamoci dentro!

  89. 78
    massimo ginesi says:

    “Ricordo inoltre che il “sasso nello stagno”, almeno in questa occasione, è partito da Ginesi e non da un mio articolo”
    Mi spiace che una riflessione, che taluni continuano a portare dove vogliono, senza averne compreso una sola virgola,  abbia fatto questa misera fine. 
    Mi spiace ancor di più che ad affossare sistematicamente ogni confronto sia un verboso, petulante soggetto – collaboratore del blog – che non ha alcuna capacità di comprensione di quello che legge e che l’esempio perfetto di flammatore (e del resto una tecnica forense vecchia e fastidiosa ma sempre efficace quella di argomentare sempre a casaccio in maniera fastidiosa e sovrabbondante per mandare a monte qualunque argomentazione difensiva avversaria).
    Mi spiace anche che taluno veda in questo scritto una manifestazione “dellaa coazione a ripetere”, espressione che vedo ama molto, aldilà del suo significato letterale e sostanziale: lo scritto non era volto ad innescare ulteriori e inutili polemiche che qualcuno ha inteso immediatamente accendere ma semmai a fornire uno spunto di riflessioni diverso dalle solite diatribe .
    Il mio tentativo di riflessione non era alcun sasso e neanche alcuna istigazione, nona aveva a che vedere con l’andare o il non andare in montagna, non era una discussione sui massimi sistemi, era un passaggio – non estraneo al mondo della montagna – volto ad interrogarsi su quanto la lesione e comprensione dei nostri diritti, specie in un ambiente come quello alpino dove le sensibilità dovrebbero essere accentuate – fosse percepita e vissuta con spirito critico e come, a fronte di una normazione caotica, confusa e contraddittoria fosse poco sensato fare bipartizioni fra deteriori   e virtuosi, operazione che è peraltro in genere poco opportuna in riferimento  alla norma giuridica in generale.
    Se volevo fare un esperimento, direi che gli esiti non sono confortanti ma neanche così inaspettati, anche se mi non aspettavo questa macelleria verbale e ideologica.
    Se speravo che il mondo di coloro che vanno in montagna avesse una visione alta, da terre alte, posso trarne conclusioni non nuove, del resto nei tempi più bui il cai è stato perfettamente allineato a regimi preoccupanti e molti alpinisti famosi, da comici in poi erano atleti insigniti di alte onorificenze di regime… 
    Ho provato ad introdurre un ragionamento che prescindesse dalla solita contrapposizione da commento e da fazione, non ci sono riuscito. Apprezzo chi ha inteso dare un contributo che andasse oltre la solita querelle.
    Trovo drammatico che si continui a dire che alla fine la questione e trita e ritrita e che è irrilevante.
    Il mutamento dei costumi sociali, la compressione dei diritti e la tutela della libertà non è mai irrilevante. Riguardasse anche una sola persona.
    A chi continua a dire che noi (e già identificare qualcuno che parla con “voi” pè operazione preoccupante) istighiamo a condotte sconsiderate (e sarebbe curioso capire dove..) auguro la capacità di riuscire a comprendere quel che legge ma, ancor di più, di rendersi conto di quello che gli sta accadendo senza che possa neanche più protestare. 
    divertitevi 

  90. 77
    Carlo Crovella says:

    E’ giusto raccogliere l’invito di Antonel anche se mi permetto solo di sottolineargli che io la penso in modo diametralmente opposto agli altri personaggi citati (Benassi, Cominetti e non ricordo chi) e sostanzialmente giungo alle stesse conclusioni di Antonel. Ricordo inoltre che il “sasso nello stagno”, almeno in questa occasione, è partito da Ginesi e non da un mio articolo. E’ vero, però, che siamo giunti ad un punto morto (ma l’ho già detto ieri) dove non ha più senso dialogare perché tanto non ci capiamo proprio. Apparteniamo a due “mondi” umani con visioni e sensazioni addirittura opposte, contrastanti e conflittuali.
     
    Sono un soldatino? ma sì…può darsi. E’ frutto di un’educazione militaresca ricevuta fin dalla più tenera età, ma soprattutto della mentalità (“sabauda”) che è abbastanza diffuso a Torino, e soprattutto in una “certa” Torino che tra l’altro alimenta significativamente il numero degli alpinisti subalpini. Non a caso i miei scritti sull’argomento stanno andando per la maggiore, qui a Torino, proprio su questo periodo di lockdown. Inoltre segnalo che nessun nome di riferimento, qui da noi, ha preso posizioni simile a quelle espresse da molti di voi. Non sto dicendo che siano giuste le une o sbagliate le altre. Sto portando esempi per sostenere la mia tesi che evidentemente la “sensibilità” sull’argomento è diametralmente opposto, addirittura conflittuale.
     
    In conclusione sul tema trattato io sintetizzo il mio pensiero: occorre dividere nettamente la problematica fra i professionisti (guide) e gli amatori (coloro che vanno in montagna per hobby, anche se “intebnsamente”).
    Alle guide dico: certo che il lockdown corrisponde ad un danno economico per voi, ma non siete l’unica categoria economica danneggiata: ristoranti, cinema teatri, sale da ballo, negozi non alimentari, palestre, artigiani, varie tipologie di industrie, molti professionisti e consulenti…. l’elenco è sterminato. Ricordo che gli effetti della recessione generale non sono ancora arrivati a tutti i cittadini finali. Se l’Europa non ci fa a breve un regalo di 100 mld a fondo perduto, a fine estate avremo nelle nostre strade bande di affamati  che assaliranno i supermercarti. A quel punto, infatti, le casse pubbliche avranno terminato la liquidità e, stante che in Italia non si può parlare di patrimoniale, forse non si riuscirà neppure a pagare gli stipendi dei dipendenti pubblici e le pensioni. tutti gli “esperti” dei conti pubblici (es Carlo Cottarelli) sono perfettamente al corrente di tale situazione, ma nessuno la dichiara pubblicamente per non generare ancora un effetto panico nella popolazione.
    Per gli amatori, indipendentemente che siano istruttori o semplici soci CAI o addirittura neppure soci: è vero che siamo stati privati del “diritto” di dedicarci a un nostro hobby per 2 mesi (marzo-aprile) e tuttora non possiamo valicare i confini regionali (per cui Ginesi non può, poverino, andare in Apuane, a 40 km, mentre potrebbe andare a Finale ligure, a circa 200 km da casa…)… Io dico a tutti: e che sarà mai? Ma dai! Il punto non è se le argomentazioni dell’articolo siano o meno fondate sul piano giuridico-costituzionale, il punto è che occorre avare una apertura mentale che ci faccia “capire” l’ordine delle priorità a seconda delle situazioni, modulandole day by day. C’era una certa situazione di emergenza, manipolata o meno sul piano statistico, …. ebbene avete dovuto rinunciare ad arrampicare, è vero, ma… ma vi rendete conto di che scemenza si tratta? E’ come disquisire sul brufoletto che sta sulla punta del naso di un paziente gravissimo per una malattia generale. Il problema non è il brufoletto, se è legittimo schiacciarlo o meno: il problema è la malattia gravissima che potrebbe portare alla morte il paziente.
     
    E’ possibile che proprio nella settimana di ferragosto mia moglie ed io staremo in campagna per consentire ad una anziana zia (94) di mia moglie di trascorrere una settimana nella sua casa di origine. La zia, con badante per l’assistenza più spicciola, è complessivamente autosufficiente, ma non se la sente di stare là senza alcun parente e data l’età potrebbe essere l’ultima volta che sta nelle pareti dove è nata. Sul piano umano la cosa è comprensibile. Questo ridurrà le mie possibilità alpinistiche di questa estate. Non c’è nessun  decreto presidenziale che mi obbliga a ciò, non c’è nessun abuso d’autorità: c’è invece la nostra (mia e di mia moglie) maturità intellettuale di capire la situazione. Ci adeguiamo in nome di “valori” morali.
     
    Mutatis mutandis, questo mi aspetterei dagli appassionati di montagna (parlo degli amatori, lasciamo da parte i professionisti). Non un continuo frignare per i diritti compressi, ma una matura presa di coscienza delle responsabilità individuali che sono “morali” prima ancora che “giuridiche”. In quanto “morali” tali responsabilità o si sentono o non si sentono. qui nel nostro ambiente le sentiamo e anche molto intensamente. Se non le sentite, buon per voi, potete vivere con minori condizionamenti. Tuttavia smettetela di frignare: non vi fa onore. Se ritenete che davvero ci siano gli estremi per agire a tutela dei vostri diritti lesi, agite in tal senso (rivolgetevi a un legale, magari Ginesi vi assiste…) e muovete i passi in tale direzione. Invece è almeno un mese e mezzo che su questo sito si parla di questo tema e alla fin fine da parte vostra cosa arriva? Solo lamentele, piagnistei, capricci… e nient’altro.
     
    Nonostante ciò, vi auguro una buona estate, con tante belle gite/arrampicate: magari scoprirete che una montagna meno affollata piacerà di più anche a voi. Ciao!

  91. 76
    Roberto Pasini says:

    Come messo in evidenza oggi sul Corriere da Fiorenza Sarzanini i dati forniti dalle Regioni sono “taroccati”. Quindi le decisioni saranno politiche e giustificate a posteriori con  la tecnica del gioco delle tre carte, as usual. Quindi i comportamenti in montagna saranno irrilevanti da questo punto di vista. Perciò la discussione anche a me sembra poco significativa. Ognuno si orienti in base alla sua coscienza, propensione al rischio e interesse, rispettando le ormai arcinote regolette di base, ove possibile. E’ evidente che per alcune attività è solo una finzione formale, ma va bene così, la probabilità di contagio è sicuramente più elevata in metropolitana andando al lavoro. E la sorte o gli dei della montagna, a seconda delle convinzioni, ci siamo favorevoli. Serena giornata, per chi può in montagna o nella natura. Il distanziamento fisico e la sovra-esposizione alla relazione in piccoli gruppi può aumentare la solidarietà ma anche l’aggressività reciproca. Una sfida non facile per tutti, in casa e fuori. 

  92. 75

    Antonel, hai le idee molto confuse, ma puoi sempre schiarirtele leggendo Montagne 360. Sono certo che lì troverai pane per i tuoi denti. E buona montagna “di quella vera”.

  93. 74
    roberto antonel says:

    a Crovella,Benassi,Cominetti e altri,                                                                                  buongiorno mi chiamo Roberto Antonel e sono un amante-frequentatore  della montagna,quella vera.Scusate se mi calo in mezzo alla top ten delle guide alpine. Avete polarizzato il blog con discussioni a me incomprensibili,ripetitive,pedanti. Se proprio vi secca così tanto rispettare le normative anti-covid 19,se temete di perdere clienti da condurre sulle amate cime,beh iscrivetevi al sindacato e chiedete di essere messi in cassa integrazione,pagata dallo Stato,oppure chiedete il reddito di cittadinanza o quello di emergenza e restatevene a casa.Io da escursionista più o  meno esperto,mi limito a mettere la mascherina quando percorro sentieri frequentati da altri (ma su quelli dove vado,non incontro mai nessuno).Quindi,per favore,cessate queste sterili e inutili diatribe da circo mediatico che francamente interessano solo a Voi.
     

  94. 73
    Riva Guido says:

    No, no e poi ancora no! Così non va avanti a lungo perchè prima o poi arriva qualcuno che afferma: Crovella è come l’AIDS, lo eviti perchè non lo conosci. E sarebbe un vero peccato, per tutti.

  95. 72
    grazia says:

    Alberto, ma perché ti dai la pena di rispondere?
    L’affermazione che riguarda gli alpinisti di grido è davvero esilarante ed è in tutto e per tutto in linea con chi ama fare il soldatino. Mi pare ovvio, senza dovercisi soffermare, che sono pagati pure per respirare.
    I montanari che hanno una testa pensante non stanno ad ascoltare cosa dica l’alpinista di grido, mediamente se ne vanno in montagna solitari, in barba a tutti quelli che affollano i centro commerciali nel week end e di quelli super preoccupati del contagio. 
    Così facendo, senza prendere chissà quale misura, eludono o quantomeno tengono a bada qualunque malattia.

  96. 71
    Carlo Crovella says:

    Il problema delle RSA è un grosso problema ma non è dibattendolo qui (tra l’altro da incompetenti quali siamo sul tema) che lo risolviamo. Ci penserà la magistratura nelle adeguate sedi e a tempo debito. Fai attenzione a non confondere il diritto di opinione con l’opportunità di esprimersi a seconda del contesto. Questo è un blog di montagna e si dovrebbe parlare di montagna. Gli eventuali riferimenti alla realtà collaterale hanno senso solo se in qualche modo collegati ai discorsi sulla montagna. Il grave problema delle RSA non ha nessun collegamento con la montagna. Se non manteniamo questa attenzione metodologica si introducono argomenti che non c’entrano un piffero e tutto si trasforma in caciara  a scapito della qualità del sito.
     
    PS: avrete sicuramente rispettato le regole, ma protestate sistematicamente. Magari pacatamente, ma siete sempre li’ che frignate. Invece non ho sentito nessun alpinista di visibilità protestare pubblicamente. Questo intendevo. Buona serata!

  97. 70
    Alberto Benassi says:

    Faccio però notare che nessun alpinista di grido ha assunto pubblicamente posizioni analoghe alle vostre.

    ma quali posizioni avremmo assunto? Non abbiamo rispettato i diveti?
    Possiamo non essere d’accordo su certe imposizioni e l’abbiamo detto, ma abbiamo rispettato le regole. Quindi?
    Inoltre che ce ne frega di quello che dicono o fanno gli alpinisti di grido.

    come la decisione lombarda di mandare malati covid nelle RSA…)

    e ti sembra poco? Ti pare una cosa da farsela scivolare addosso come nulla fosse? Vallo a dire ai parenti che hanno persone i loro cari e non li hanno più manco rivisti.

  98. 69
    Carlo Crovella says:

    Dopo un’intensa giornata di riunioni professionali una dietro l’altra (e in attesa di altre), mi concedo due minuti di break.
     
    È proprio vero quello che diceva Pirandello: “uno, nessuno e centomila”, riferito al fatto che ciascuno appare con caratteristiche diverse a seconda di chi lo guarda. A me voi sembrate arrampicatori emotivamente irrequieti e invece mi sono autodefinito posato, nel senso che non mi considero “roso” da un’incontontrollabile esigenza di far montagna a tutti i costi (per motivi che sarebbe troppo lungo raccontare, la vita mi ha ripetutamente insegnato a saper aspettare). Probabilmente sbagliamo tutti e due, nei rispettivi giudizi. Direi che è ormai assodato che ci sono almeno due mondi inconciliabili. Secondo me è perfino inutile dialogare, tanto non ci capiremo proprio. L’evoluzione delle prossime settimane dirà in automatico cosa si potrà fare e cosa no.
     
    In conclusione sottolineo una cosa, anzi due. Una sul tema generale “valutare operato autorita’ o subire come soldatini”. Certo che ho ben chiaro gli errori commessi sia dal governo centrale che dalle varie regioni. Ma non considero un blog di montagna il contesto adeguato per parlare di queste faccende generali. E poi sono convinto che trattandosi di un evento senza precedenti nessuno avrebbe saputo agire senza commettere errori. Anzi sono convinto che gli errori commessi sono stati complessivamente limitati. Inoltre capirei se parlassimo di errori con conseguenze letali (come la decisione lombarda di mandare malati covid nelle RSA…), ma stiamo trattando di cose che io giudico delle scemenze al cospetto delle tragedie. Di che si tratta alla fin fine? Che vi hanno impedito di arrampicare per due mesi… e che sarà mai???
     
    Per quanto riguarda le terre dove abito, io sono complessivamente soddisfatto da quanto è stato fatto sia da Cirio (governatore Piemonte) che da Chiara Appendino (sindaco di Torino). Circa governo nazionale dico che se la sono cavata, pur con errori. E guardate che non ho mai votato per i partiti che compongono l’attuale maggioranza di governo, per cui avrei tutto l’interesse politico a sottolineare gli errori governativi.
    Circa il sottotema specifico dell’esempio morale che i soggetti qualificati possono dare agli altri alpinisti, in ambito torinese questo e’ un concetto molto sentito. Per tale motivo sono portato a pensare che tutti dovrebbero sentirlo in modo spontaneo. Se non è così, buon per voi, non avete i vincoli morali che pesano su di me. Faccio però notare che nessun alpinista di grido ha assunto pubblicamente posizioni analoghe alle vostre.

  99. 68
    Agilulfo says:

    Umberto Vilfredo non preoccuparti, che l’unico scalmanato qui mi sembra proprio Crovella.
    Dai commenti non mi sembra di aver letto che qualcuno voglia organizzare dei rave party in falesia, delle gite da 200 persone o dei pranzi sociali in rifugio.

  100. 67
    Alberto Benassi says:

    quello che a me più sconcerta dei Crovelliani tribuni/sceriffi è che gli va tutto bene, non la minima critica, non il minimo dubbio sulla qualità e quantità delle  misure prese ed imposte. Muti, rassegnati e coperti come tanti bravi soldatini che non gli è dato la possibilità di discutere un ordine. Non siete fatti per pensare, siete fatti per ubbidire.
    Chi si prova a fare delle domande è subito tacciato di essere un’istigatore alla ribellione,  un pericoloso rivoluzionario che vorrebbe sovvertire l’ordine costituito, mandare all’aria il patto tra stato e cittadino.
    Come se tutti quelli che  muovono qualche critica,  fossero degli incoscenti, irresponsabili malvagi che vogliono il contagio, che non hanno a cuore la salute propria e quella degli altri, che se ne fregano degli altri.
    Possibile che puntiate il dito solo verso questi e verso chi da solo soletto se va  fare una camminatella, dandogli dell’untore, o di chi ha il desiderio di  riprendere a scalare, ma non vi ponete minimamente il dubbio, non fate la minima critica a chi in posizione di responsabilità pubblica, ha trascurato segnali evidenti dell’arrivo del virus, se già non era arrivato? Di chi in tutti questi anni ha demolito la sanità pubblica?!?!?
     

  101. 66
    Umberto Vilfredo says:

    Scusate se mi sono intromesso, pensavo di dare un motivo di riflessione ma vedo che siete tutti con i nervi scoperti. Prima di tornare nel silenzio dico quello che sta a cuore a me, vediamo se capite. Arrampicate pure quanto volete, scrivete quello che volete, basta solo che da tutto ciò non derivino situazioni critiche tipo grandi affollamenti di luoghi particolari (falesie) o assembramenti sugli itinerari o eccessivi sconfinamenti fra regioni o altri rischi di vario tipo, tutte cose che potrebbero innescare nuove restrizioni anche a mio carico. Io faccio semplici escursioni con i miei nipoti in un raggio regionale. È attività oggi permessa senza alcun dubbio. Fate in modo che non derivino nuovi divieti anche per chi ama fare cose così. Grazie

  102. 65
    grazia says:

    Stamattina mi sono persa un po’ di conversazione perché sono salita a 3.000 m, dove le uniche voci udibili sono quelle del vento e quelle del vulcano.
    Ho incontrato un altro escursionista (by the way, over 70, che si è sparato 1.000 m di dislivello) e la camionetta della forestale. Mi sembra fuor di dubbio che qualunque virus dilagante non avesse vita facile.
     
    Quelli che si preoccupano dell’affollamento forse sono quelli che arrivano in auto al rifugio di domenica. Li capisco. Ma basterebbe cambiare modalità di frequentazione degli ambienti montani. Ne gioverebbero tutti.
     
    Sulla definizione di “presto” ho molte riserve, prima di tutto perché, come puntualizza Marcello, ci vorrebbe un termine di paragone e poi, chissà, forse perché non vedo un euro da ormai tre mesi.
    Nonostante questo, non ho fretta alcuna di tornare a lavorare, poiché mi sembrerebbe d’essere in fabbrica, con tutte le misure insensate che hanno stabilito, e in questo limbo in cui siamo tenuti, ora arriverebbe  solo un certo tipo di pubblico con cui avrei senza dubbio difficoltà ad andare d’accordo, leggendo le email di richiesta di un’amica che fa ospitalità. Pare che tutti pretendano un bagno e una cucina personali, un ingresso riservato, non vogliono rischiare di incontrare altri…
    Attendo con sconforto e con speranza un rovescio della situazione attuale. 
     
    N.B. Il fatto che (probabilmente) costituiamo una minoranza non significa che non potremmo aver ragione e fintanto che si potrà, continueremo a esprimere le nostre idee.
     
     
     
     

  103. 64
    Matteo says:

    Amen!

  104. 63

    Ragazzi, ma non vedete che stiamo dicendo tutti la stessa cosa?
    Ci siamo divisi tra “gerontocomio Crovella” e  i “4 gatti pensanti”, ma nessuno di noi è lo scalmanato tanto odiato e ritenuto la causa per cui Zaia impugnerà la pistola del silicone per ri-rinchiuderci tutti in casa.
    Se con l’ultimo decreto si può andare in montagna e riprendere l’attività alpinistica, ecursionistica e sciistica, mi spiegate come posso farlo da “scalmanato” o da “posato”? 
    Qui si è presa una deriva, sostenuta da persone che non ragionano col proprio cervello ma con quello altrui anche quando quest’ultimo è palesemente bacato. 
    NESSUNO vuole correre in montagna a contaminare luoghi e compagni. Siamo tutti d’accordo che vanno prese misure fisiche di sicurezza per interrompere la propagazione del virus. Nessuno ha detto di fregarsene.Io stamattina ho steso chili e chili di attrezzatura da montagna a una corda tesa sul prato e con una soluzione di acqua mista a alcol (70%), mediante un compressore d’aria, ho ripetutamente lavato il tutto. Ora è al sole ad asciugare. Domani riprenderò a fare il mio lavoro di guida alpina e ogni giorno dovrò ripetere l’operazione di sanificazione come da direttive del Collegio professionale (che non è un’Associazione o un Club come molti credono, ma un Ordine Professionale). Alle responsabilità che questo mestiere implica costantemente, si aggiungono ora quelle relative al virus che ogni professionista è tenuto ad osservare. Dovremmo sbandierarlo ai 4 venti per accontentare il gerontocomio Crovella?Si sono accomunati scalmanati da spriz a frequentatori della montagna come fossero la stessa cosa. Si è continuato a sostenere teorie (per fortuna non pratiche) da obnubilati che accomunano dei dilettanti con un distintivo a Ordini Professionali dando pure dell’antipatico a chi sosteneva che non si può fare di tutta l’erba un fascio. Avete fatto caso che le guide alpine non si accomunano MAI ai vari istruttori del Cai mentre questi ultimi lo fanno SEMPRE, come se fossimo “noi e loro” a dividerci le sorti della montagna tutta. 
    Sono un alpinista che ha un decennio meno del settantenne che poco fa invocava solo racconti sullo scialpinismo, come se di questi tempi, in cui circola un virus che ha creato un’epidemia importante e pericolosa, sia vietato parlare di ciò che maggiormente condiziona l’andare in montagna, ovvero la situazione che il Corona Virus, appunto, ha determinato. Come recita l’introduzione del Gogna Blog e Totem e Tabù, trattasi di: 
    Montagna estiva e invernale, Alpinismo, Arrampicata, Outdoor, Avventura, Ambiente, Libertà d’azione, Libertà di pensiero, e
    è una lettura per adulti liberi che:- sanno che è priva di contenuti retorici e di luoghi comuni;- sanno che contiene prospettive di carattere eretico;- sanno che certi articoli dovrebbero essere letti col sospetto e la resistenza che certe idee meritano;- sanno che le persone che lo animano combattono aspramente ogni genere di inquinamento.
    Ammesso che spesso si è contravvenuto a questi principi, altrimenti non mi spiegherei certi articoli, ma immagino che per pubblicarne uno al giorno ogni tanto si debba pescare anche nel fondo del barile (e mi riferisco anche a certi miei scritti di qualità sicuramente non eccelsa), i contrari alla discussione di questo post possono benissimo non leggerlo. Commentatori che sostengono di leggere sempre il blog ma non fare commenti, fanno commenti nello stile dei saluti crovelliani che sembra che finalmente se ne sia andato e invece è sempre lì pronto a fare il copia e incolla del suo commento precedente.
    Spero vivamente che il virus, che chiaramente ha infestato anche le menti di molti di noi, diminuisca la sua contagiosità e ci lasci vivere sereni con le nostre differenze che ci vedranno sempre come cittadini responsabili perché pensanti , e cittadini accondiscendenti benpensanti, che non è la stessa cosa.

  105. 62
    massimo ginesi says:

    @matteo “Bisogna resistere alla tentazione di invocarne il silenziamento d’autorità, perché surveiller et punir è la loro cifra. Di solito non in Verdon.”
    mai invocato alcun silenziamento, semmai un filo  di moderazione (o un informale invito a darsi una regolata) di fronte ad un flamming continuo e che alla fine allontana totalmente dal senso della discussione. 
    Per il silenziamento, invece c’è un metodo infallibile e adottabile da chiunque, ovvero non leggere ;o) 
    Mi spiace solo che l’ennesimo tentativo di introdurre un briciolo di discussione e di dialettica sia naufragato nel solito brodo. Come ha giustamente detto Cominetti quale post fa. Amen, lascio il luogo ai tranquilli nonni scialpinsiti, visto che mi pare di essere ascritto al gruppo degli scalmanati (il che denota il fatto che star troppo calmi e chiusi rallenta anche il meccanismo di comprensione…). 
     

  106. 61
    Roberto Pasini says:

    Non penso che le decisioni che prenderanno governo, regioni e comuni dipenderanno dai comportamenti dei frequentatori delle terre alte ma da una serie di equilibri politici e sociali, molto legati all’esito delle pressioni esercitate dai vari portatori di interessi, a volte contrastanti (salvo un ritorno di panico di fronte al pericolo di un secondo collasso dei sistemi sanitari locali). Persino una parte dei 21 criteri che dovrebbero determinare la mobilità interregionale hanno valenze qualitative, che si prestano a giudizi di adeguatezza dipendenti dall’orientamento dei valutatori. A me sembra più una check list che un algoritmo. La decisione sui comportamenti da adottare in montagna, tenendo conto delle linee generali indicate dai provvedimenti, è dunque individuale. Ognuno deve valutare la probabilità di contagio e il livello di rischio che ritiene accettabile per se’ ed eventualmente per i suoi partner. Non potendo portarsi appresso un attuario che valuti “oggettivamente” il rischio  e la probabilità per ogni uscita, è evidente che entrano in gioco fattori soggettivi, come la motivazione, la dipendenza, il testosterone, l’interesse economico per alcuni e così via. Lascerei perdere discorsi troppo elevati sull’etica, la pedagogia delle masse etc e mi atterei a dimensioni più prosaiche di “minima moralia” a meno che questa sia l’occasione per ripetere il gioco in voga da qualche tempo sul blog. Mi aspettavo avesse ormai stufato, ma vedo che andare oltre la coazione a ripetere è sempre difficile, anche tra “maturi e posati”. 

  107. 60
    Matteo says:

    Certo che Crovella che si autodefinisce posato, francamente …
    Comunque Ginesi, fattene una ragione: i posati, i depositari unici di tutte le virtù del giusto, del vero, del buono e del saggio, i nuovi bigotti e i tuttologi, i tutori dell’ordine e della morale sono sempre esistiti e sempre esisteranno.
    Bisogna resistere alla tentazione di invocarne il silenziamento d’autorità, perché surveiller et punir è la loro cifra. Di solito non in Verdon.
     

  108. 59
    Umberto Vilfredo says:

    Buongiorno, sono un anziano over 70. Ho conosciuto questo sito nei mesi scorsi proprio grazie agli articoli di Crovella sullo scialpinismo. Amici me li avevano segnalati. Mi sono molto piaciuti quegli articoli e da allora vengo a leggere il sito con costanza e piacere.
    Era inevitabile toccare i temi delle restrizioni e anche del modo di ritornare in montagna nella fase 2. L’attualità lo imponeva. Però adesso vorrei invitare tutti e la redazione in particolare a passare oltre. C’è una ampia base di lettori che amano altri articoli e altri temi. A meno di novità particolari su questo tema, connesse alla attualità, il tema è stato ormai analizzato a fondo e le posizioni sono chiare a tutti.
    Gli scalmanati, come li chiama giustamente Crovella, hanno il diritto di esprimere la loro idea, ma ormai lo hanno fatto. Basta. Siete una parte, secondo me minoritaria, e non il tutto sia dell’insieme degli alpinisti che di quello dei lettori. Non vi rendete conto che a forza di pestare su questo tema, state infastidendo tutti gli altri?

  109. 58
    massimo ginesi says:

    56 immagino viviate su una ristretta comunità di terrestri allocata su Marte: “Ci fa incazzare il rischio che possiamo essere di nuovo costretti tutti in casa per l’eccesso di spinte di chi vuol riprendere troppo in fretta.”
     
    dove avete letto, nel pezzo e nei commenti, spinte di qualcuno che vuole reiniziare troppo presto? (presto, peraltro, presuppone un termine di paragone con qualcosa che dovrebbe essere tempestivo, quando si colloca questa linea zero epr voi covidiani?)
    Tutti coloro che si sono espressi qui hanno semmai messo in luce l’esigenza di adottare misure di cautela, che magari sono quelle che dettano il buon senso e l’informazione sanitaria, non una ridda di norme a “la carte”…
    Sempre lassù su Marte immagino non vi sia arrivata la notizia di un decreto legge che consente l’attività motoria e sportiva, seppur con alcuni accorgimenti.
    E sempre la nella parte alta del sistema solare immagino non vi sia chiaro che i frequentatori della montagna per numero e modalità non potranno mai essere fonte di recrudescenza del virus, che – se vi sarà – vi sarà proprio per la spinta improvvisamente inversa di  un legislatore un pò bipolare che sino alla domenica riteneva il virus trasmissibile a otto metri e dal lunedì invece gli è parso che coiffeur, pizzerie, ristoranti e negozi siano di colpo diventati camere sterili, con buona pace dei covidiani decretisti…   

  110. 57
    Lusa Mutti says:

    Palestre rincaro da 35 euro mensili a 60 euro. Caffè rincaro da 1,30 euro a 2 euro. Parrucchieri taglio capelli rincaro da 15 euro a 25 euro.
    Torna alla mente la speculazione  passaggio lira/euro del tempo che fu.
    Insieme, uniti ce la faremo si diceva. A fare che?
     

  111. 56
    Giorgio Nessi says:

    Salve, come ho detto ieri faccio parte della maggioranza silenziosa dei lettori, quelli che frequentano una montagna semplice e senza obiettivi particolari.
    Trovo che il commento 50 di Crovella rappresenti lo stato d’animo che abbiamo noi, ne parlavo anche con altri amici e la cosa è molto diffusa.
     
    Incazzato e incazzatura non sono termini che amo usare, sara’ questione di età o abitudini. Però ora li uso perché rappresentano bene lo stato emotivo di una larga schiera di alpinisti. Ci fa incazzare il rischio che possiamo essere di nuovo costretti tutti in casa per l’eccesso di spinte di chi vuol riprendere troppo in fretta.
     
    Piantatela lì e vedrete che questo faciliterà e valorizzerà il ritorno di tutti in montagna.

  112. 55
    massimo ginesi says:

    @cominetti “Infatti sono quasi 40 anni che organizzo orde di coglioni con cui scorrazzo per le montagne a far casino (siamo quelli del radiolone sulla spalla) e a inzozzare l’ambiente, e non sai gli spriz in gruppo che ci beviamo mentre guardiamo i video porno, una volta scesi a valle.  La mascherina la usiamo a carnevale e la distanza come facciamo a tenerla se il testosterone ci arrapa tutti?
    Vista la vasta produzione di commenti/proclami, da quando la fase 2 è iniziata, di totale assenza di intelligenza e reale senso pratico (perché il Corona Virus è una faccenda pratica e non onirica), mi ci metto anch’io, così rischio di essere inteso da quella parte democristiana di voi.Mi spiace per Ginesi, autore dell’articolo, che proponeva con classe riflessioni sulla praticità, appunto, dell’argomento, mentre ora ci tocca buttarla in vacca. ”
    Grazie Cominetti, apprezzo molto il sarcasmo feroce (che condivido) e dispiace anche a me che una riflessione, che poteva essere condivisibile o meno, ma che era volta a tutt’altro che incitare al liberi tutti, quanto piuttosto a chiedersi se il decreto aveva i il neurone che ciascuno di noi dovrebbe avere in dotazione,  sia scomparsa nella solita deriva di banalità (per giunta fuori tema). 
    Trovo desolante questo tipo di modalità e trovo ancor più desolante che, ad un certo punto, a chi si esprime con tali modalità e con tale straripante perniciosità non venga posto un freno, posto che dimostra di non comprendere neanche quello che legge e abbaia semplicemente  alla luna, integrando perfettamente quanto pochi giorni fa è stato perfettamente delineato anche  su questo blog
    https://www.gognablog.com/il-nuovo-bigotto/
    peraltro, il testosterone, per età, mi è sceso ormai a livelli irrisori, curo con attenzione  ma con spirito critico la mia incolumità e cerco di salvaguardare anche quella degli altri ma  arrampico – quando posso – un paio di volte la settimana, cercando di godere dei momenti che la vita mi concede, adottando quel minimo di cautela che le informazioni generali consentono di ritenere il giusto mezzo fra prevenzione e vita non ossessiva.
    Se l’Italia settentrionale sarà nuovamente chiusa per i miei 4 tiri al muzzerone, pazienza, ne farete le spese tutti 😀
    Se da questa esperienza ho tratto una conclusione è che frequenterò sempre meno anche gli assembramenti virtuali, specie ove allignano tribuni del covid .  

  113. 54

    Chiedo scusa, ho usato il termine “democristiano” ma non volevo riferirmi alla politica. Intendevo quelle persone che a Roma dicono che “je arrimbalza” tanto sono convinte di loro stesse e non contemplano il guardarsi attorno per vedere che le cose evolvono perché ormai sono partite e devono arrivare neppure loro sanno dove.
    Buona giornata e buon lavoro a tutti.
    (…ma fatemi il piacere. Cit. Totò)

  114. 53
    Anonimo Veneziano says:

    Come Volevasi Dimostrare.

  115. 52

    Anonimo (uno dei tanti, purtroppo) Veneziano, il tuo commento mi nobilita, grazie.Spero anch’io che leggendo i miei commenti pressapochisti e privi di argomenti, passi al potenziale cliente, la voglia di venire con me. Pensavi che volessi farmi pubblicità? Per prima cosa tendo a dissuadere chi vuole venire in montagna con me, se guardi il mio sito si capisce molto bene. Mi piaccion le persone motivate, che vuoi farci…
    Infatti sono quasi 40 anni che organizzo orde di coglioni con cui scorrazzo per le montagne a far casino (siamo quelli del radiolone sulla spalla) e a inzozzare l’ambiente, e non sai gli spriz in gruppo che ci beviamo mentre guardiamo i video porno, una volta scesi a valle.  La mascherina la usiamo a carnevale e la distanza come facciamo a tenerla se il testosterone ci arrapa tutti?
    Vista la vasta produzione di commenti/proclami, da quando la fase 2 è iniziata, di totale assenza di intelligenza e reale senso pratico (perché il Corona Virus è una faccenda pratica e non onirica), mi ci metto anch’io, così rischio di essere inteso da quella parte democristiana di voi.
    Mi spiace per Ginesi, autore dell’articolo, che proponeva con classe riflessioni sulla praticità, appunto, dell’argomento, mentre ora ci tocca buttarla in vacca. Grazie, salutami Florinda e complimenti.

  116. 51
    Alberto Benassi says:

    noi alpinisti maturi e posati

    questa definizione è bellina.
    matura, matura…o qualcuno ti mangia oppure sei da buttà.
    posato…da noi questo termine si usa per il pane di qualche giorno. Ottimo per farci la panzanella tipica ricetta toscana: pane (posato) inzuppato nell’acqua e ben strizzato, pomodoro   maturo a dadini, cetriolo, cipolla, basilico, olio pizziente di vello bono , un pò di aceto,  sale.
    Ottimo piatto estivo bello appetitoso.
    Io il cetriolo non ce lo metto, non mi piace. Lo sostituisco con il sedano.

  117. 50
    Carlo Crovella says:

    @ 48: non è che Crovella “trionfa”… è che Crovella, come la maggioranza degli appassionati di montagna (quelli posati, maturi e con la testa sul collo), “ci vede lungo” e focalizza che, in questa fase, a sbraitare come ossessi per cose tipo diritti di qua, passione di là, arrampicare di su, Costituzione di giù… non si ottiene nulla di concreto e si rischia invece di far scattare nuovi provvedimenti restrittivi (anche in termini di annullamento eventi come nel caso di 48) a danno di tutti.
     
    Cronaca di ieri: con riferimento agli episodi di movida senza auto controllo, Zaia (governatore Veneto) ha detto: “se nei prossimi 10 giorni si registreranno dei peggioramenti, vi chiudo di nuovo TUTTI in casa e questa volta con il silicone!
     
    Nel caso riguarderà tutti i residenti nel Veneto, indipendentemente dall’abitudine o meno a prendere l’aperitivo. Voi veneti non vi incazzereste con gli amanti dello spritz se, per colpa loro, vi chiuderanno tutti in casa con il silicone? Magari, se siete guide professioniste, perdere l’estate in montagna (in quanto chiusi in casa con il silicone), significa perdere il principale reddito dell’anno… Non vi incazzereste???
     
    Beh, allora perché non capite come mai noi alpinisti maturi e posati siano incazzati neri con quegli scalmanati che “spingono” a tutti i costi per tornare ad arrampicare/andare in montagna senza limiti e nell’immediato?
    Per colpa di quattro scalmanati, che non sanno autocontrollarsi attraverso un ritorno alla montagna con progressività e morigeratezza di intenti, siamo tutti a rischio di nuovi provvedimenti restrittivi, o a carico di tutti i cittadini (indistintamente dalla frequentazione o meno della montagna) o a carico della sola categoria degli alpinisti, ma di TUTTI gli alpinisti. In parole povere noi alpinisti rischiamo di stare tutti a casa per colpa di quattro adolescenti testosteronici che perdono il lume della ragione solo perché sono davanti ad un video porno…
    Il messaggio da diffondere in questa fase è diametralmente opposto: tocca a noi soggetti di rilievo (guide, istruttori, specie se di lungo corso, alpinisti di fama…) funzionare da “calmieratori”,  anziché da “fuochisti”, dell’ampia categoria degli alpinisti.
    Finché questo punto non sarà profondamente compreso da tutti, siamo tutti a rischio di trascorrere l’estate a casa.

  118. 49
    Anonimo Veneziano says:

    Salve, c’è da augurarsi che i frequentatori della montagna, potenziali clienti di una guida alpina, non leggano i commenti di Marcello Cominetti (curiosa assonanza tra commenti e cominetti). Il livello di arroganza nel proporsi e di pressappochismo nell’argomentare è tale da far passare la voglia di rivolgersi ad una guida. 

  119. 48
    Enri says:

    Hanno rimandato o annullato l’UTMB! Crovella trionfa.
    io sono sempre stato inclusivo per chi e’ appassionato a fondo, sia che voglia dire partire a mezzanotte per una solitaria, fare boulder, sognare il tiro di falesia della vita, partecipare ad una competizione affascinante come UTMB o Tor.
    alla fine chi si mette alla prova, chi stravolge  parte della propria vita o perfino tutta per salire in cima a qualcosa….  va bene cosi.

  120. 47
    Carlo Crovella says:

    BREAKING NEWS: i fan della movida (Bologna, Napoli, ecc) rischiano di farci tornare indietro al lockdown più rigido. Stefano Banoccini (Presidente Emilia), apparente vincitore della candidata leghista nelle recenti elezioni, ma in realtà spietato esponente del più ferreo partito nazionalfascita (tono ironico, NdR), ha testualmente dichiarato poche ore fa: “Bisogna richiamare al rispetto delle regole, all’uso delle mascherine, al rispetto del distanziamento, proprio perché ci giochiamo tanto, se non tutto, in queste settimane”.
     
    Il “permissivismo alpestre”, nei vostri commenti esaltato a furor di popolo, rischia di creare lo stesso meccanismo: per colpa di pochi “scalmanati”, tutti gli appassionati potrebbero trovarsi di nuovo senza l’accesso ai monti, magari proprio nei mesi più belli, quelli estivi… Ditemi voi che modo di ragionare che avete. Non è invece meglio proseguire con piccoli passi, uno per volta, senza eccedere e non rischiare il rientro nella restrizione a carico di tutti?
     
    Il messaggio da dare adesso nel mondo della montagna NON è “liberi tutti” in nome dei diritti costituzionali, bensì: “fate pure gite, ma con il massimo rispetto procedurale, in piccolissimi gruppetti, per un po’ evitate quelle attività che – operativamente – non sono praticabili con il sistematico rispetto del distanziamento… e se tutti ci muoviamo tranquilli anziché farci prendere dalla frenesia viscerale (come i ragazzi della movida), magari fra qualche settimana potremo TUTTI muoverci liberamente per i tanto amati monti”.
     
    Per quanto riguarda le guide cui si accennava in recenti commenti, a mio parere sono la punta dell’iceberg di quei comportamenti che io giudico “deontologicamente” criticabili. Non sono gli unici, purtroppo, anche se sono i più eclatanti e o più gravi.
     
     

  121. 46
    grazia says:

    Non sapevo che ci fossero sceriffi anche sul blog! 🙂
     

  122. 45
    antonio massettini says:

    lasciate parlare tutti anche crovella e poi a me come a altri crovella piace cosa dice e come scrive, piuttosto riducete molti commenti sbagliati tipo il perdono alle guide che hanno sgarrato

  123. 44
    grazia says:

    Guido, semplicemente mi fa sorridere che ci si soffermi su cose, a mio avviso, irrisorie e ci si dimentichi questioni più importanti.
    Ma la coerenza non è tra le prerogative umane.
    —-
    Non credo…se non altro per le evidenti differenze geologiche dei due vulcani: l’uno esplosivo e l’altro effusivo. Ma chissà che ci riserva la Signora Etna?
    Proprio in questi giorni, nel 1980, si verificò la sorprendente eruzione del St. Helens negli Stati Uniti, vulcano che risultava quiescente da diversi anni.
    Era solo per tornare con i piedi per terra 🙂

  124. 43
    Riva Guido says:

    Nel Bel Paese tutte le volte che ne beccano uno con le mani nella marmellata e se ne discute, salta fuori qualcuno che afferma perentoriamente: il problema è un altro.
    ——
    Si prospetta una seconda Pompei?

  125. 42
    grazia says:

    Caro Paolo,
    confesso che il tuo generalizzare mi spiazza.
    Se qualche guida mostra atteggiamenti di superiorità, come potrebbe accadere per qualunque altra professione, perché questo accanimento nei confronti di tutta la categoria?
    Qual è il problema?
    Io non conosco personalmente le guide sanzionate, ma sono stata-certa che nel territorio in cui vivono il cerchio si è chiuso.
    Sinceramente non mi interessa che lo abbiano fatto o meno. Mi viene solo spontaneo mettermi nei loro panni e penso che il clamore che è seguito alle loro scappatelle basti e avanzi.  Non hanno ucciso nessuno, né perpetrato violenze, né sottratto beni altrui. Punto. 
    Forse in quanto fìmmina, per mia natura sono curiosa, ma reputo irrilevanti per il mio quotidiano le informazioni che tu pretendi di conoscere. 
     
    Fatti molto più gravi (vedi sempre il mio articolo ) non sono stati discussi come sarebbe stato opportuno e non ho ricevuto domande per sapere se le vicende che ho descritto si siano concluse e se sono seguiti provvedimenti disciplinari. 
    Chissà perché, ce la prendiamo con chi ruba una mela dal fruttivendolo e non con chi tiene il monopolio dei semi. 
     
    Please, be reasonable. 

  126. 41
    Paolo Panzeri says:

    Grazia, io non voglio la gogna per nessuno, non vedo perché la vediate così.
    In qualsiasi associazione, appunto perché associazione, vi sono delle regole da rispettare più o meno scritte e delle azioni punitive che vengono intraprese dalla espulsione a varie forme di ammonimento, non ci sono solo quelle premianti e di lode.
    Se si accetta e giustifica che tutti possano fare quello che vogliono, una associazione, come uno Stato, non possono esistere. 
    Gli errori devono almeno essere ammessi, secondo me come i pregi.
    Prometto che non parlerò più di voi e lascerò a voi i vostri fatti, ma solo se anche voi farete lo stesso e non vi porrete mai più in posizioni di conoscenza superiori nei confronti di chi non è vostro simile.

  127. 40
    Giorgio Nessi says:

    Crovella for president!
    Finalmente qualcuno che dice pane al pane e vino al vino.
    Sono un lettore silenzioso, leggo quasi tutti i giorni anche se non sono interessato a scrivere commenti.
    Mi piace pero’ che ci sia spazio per opinioni alternative a questa società del si può fare tutto.

  128. 39
    grazia says:

    D’accordo con Marcello!
     
    Paolo, speranza di cosa? 
    Vuoi la gogna per i 4? 🙂
    Zittire per dimenticare? Sono fiera d’esser guida, ma credo che il mondo vada avanti lo stesso senza conoscere fatti e misfatti del collegio. 
    In sincerità, mi sono parsi sufficienti (e discutibili)  gli articoli e la sequela di insulti seguiti in un momento storico in cui forse ci sono aspetti più importanti su cui far luce.
     
    Stamattina ricaduta di ceneri sull’abitato di Zafferana. 

  129. 38
    Paolo Panzeri says:

    Sassi: notevole !
    Grazie Cominetti, avevo solo dei dubbi, forse erano speranze infondate.

  130. 37

    Crovella, amen.
    Panzeri, se delle guide alpine hanno commesso delle infrazioni, sono state sanzionate in base alla legge.
    In questo contesto, però, sarebbe come chiedere a te che sei ingegnere di rendere conto dei tuoi colleghi di Autostrade che non hanno fatto chiudere per tempo il ponte Morandi a Genova, che infatti è precipitato uccidendo 43 persone.
    L’ho già scritto qui in passato, ma trovo insopportabile fare i saputelli nei confronti di una professione, quella della guida alpina,  che si conosce solo perché si condivide lo stesso terreno o si ha qualche amico che lo è. 
    Io non sono un economista perché ho il Bancomat, non sono un ingegnere perché conosco la legge di Ohm e non sono un avvocato perché ho nella libreria il Codice Civile. 
    I pastori sardi dicono: chi sa, sa. Chi non sa, sassate.

  131. 36
    Paolo Panzeri says:

    Scusate, ma a proposito di norma, etica, libertà … il corpo delle guide ha detto qualcosa sulle 4 guide che liberamente e in attività personali sono state soccorse, o multate, o espulse dal soccorso alpino ?
    Mi son perso, o si è zittito tutto per far dimenticare ?

  132. 35
    Carlo Crovella says:

    Guarda che io mi godo pienamente la vita, non so perché tu abbia questa convinzione. Certamente ho parametri esistenziali diversi se non opposti ai tuoi, ma ciascuno è felice in funzione delle “sue” priorità ideologiche, non di quelle degli altri. Inoltre scrivo così dai primi anni ’80, mi riferisco ai contenuti. Se ti riferisci ai refusi, di sera possono capitare (le dita grosse pigiano tasti sbagliati sulla tastierina dello smartphone), ma nessun lettore si è mail incastrato a tal punto da non comprendere il contenuto solo perché, mettiamo, c’è una “n” al poco di una “c” o viceversa. Se infine fai riferimento all’evoluzione di questa fase generale che cambia di giorno in giorno, è un concetto che ho messo esplicitamente in conto e l’ho scritto più volte. Se le ULTIME linee guida delle guide NON ricalcano specificamente quelle del 28/4/20, buon per voi. Speriamo che non ci siano refusi nella comunicazione, così nessuno è indotto a capire “roma” per “toma”. Buone gite!

  133. 34

    Povero Crovella e… poveri noi, mi viene da dire.
    Evidentemente pensi che un Collegio professionale sia una specie di parrocchietta di sprovveduti, ma fortunatamente non è così.Se ti facessi leggere (ma non lo faccio perché è comunicazione riservata) le Linee Guida dettate (proprio oggi) dal mio Collegio di appartenenza, scopriresti che c’è qualcuno che lavora sodo e molto bene nel rendere possibile l’attività in montagna per professionisti e appassionati che se ne servono in questa situazione di emergenza sanitaria. Fai come vuoi (ormai è chiaro a tutti -anche ai ciechi- che ti sei trasformato in una scheggia impazzita), continua con i tuoi proclami e a non chiedere scusa quando fai dei clamorosi errori di lettura (io rileggerei cosa scrivi) e interpretazione dei messaggi altrui, e a non accorgerti che il tempo passa e le cose evolvono col passare dei giorni. Da una situazione si passa a un’altra, come in ogni campo della vita, ma evidentemente per te tutto deve restare in maniera da favorire i tuoi sproloqui senza contrastarli. La realtà è un’altra, per fortuna. Credendo di interpretare il pensiero di molti altri frequentatori del blog, mi auguro che il lavoro ti tenga impegnato per non dover leggere i tuoi interventi tutti uguali e orbi, ma ORBI! Non se ne può più di Crovella, tanto che se anche scrivessi qualcosa di sensato (come hai fatto in tempi per te evidentemente migliori di questo), almeno io, lo leggerei filtrato inevitabilmente da tutte le assurdità che ti sono uscite ultimamente. Per me ti sei “bruciato” credibilità e equilibrio di pensiero, mi dispiace, ma magari non te ne frega niente del mio giudizio. Perché è proprio un giudizio.
    Non so cosa consigliarti di fare per mitigare la tua immotivata mania di grandezza, ma per favore risparmiaci certe assurdità, dacci tregua e… goditi la vita, ma davvero. Grazie se lo farai. Sennò amen.

  134. 33
    Carlo Crovella says:

    @32 Solo per precisare (evidentemente ti è sfuggito, ma l’ho scritto) che dal 4 maggio ho già fatto 3 gite, che non sono poche considerato che io mi muovo in montagna esclusivamente nei week end.
    Non sto affatto crogiolandomi, anzi. Stiamo riprendendo a fare gite, ma con buon senso e senza buttarci a pesce, come quelli della movida cittadina.
    Giustissimo che ciascuno attui le proprie scelte, anche perché ne risponderà (se del caso) a titolo personale.
     
    Buon lavoro!

  135. 32
    grazia says:

    Mi piacerebbe che per le argomentazioni ci si basasse sugli articoli, senza dover necessariamente scrivere poemi autorefenziali a supporto di posizioni rigide che, sempre meno, hanno ragion d’esistere.
    Chi desidera stare a casa a crogiolarsi, ci stia, accettando la propria scelta serenamente senza imporla ad altri.
     
    Non mi pare d’aver letto inviti all’anarchia, ma piuttosto alla serenità, quello stato mentale che dovrebbe accompagnare la nostra professione di guida. 
    Le indicazioni del collegio rimangono tali e sono frutto di sforzi per poter coniugare l’insensatezza delle disposizioni alla sicurezza che ci preme più di ogni altra cosa.
     
    Personalmente, quando mai arriverà l’opportunità di lavorare, lascerò che sia il buon senso a guidarmi. 
     
     

  136. 31
    Giacomo Govi says:

    Alla luce dei commenti non sono sicuro di avere colto lo spirito del pezzo. Io trovo convincenti molte delle considerazioni tecniche sulla strategia legislativa e la sua forma. In casi come questo, la forma e’ certamente sostanza e gli effetti che si ottengono finiscono per divergere da quelli che l’indirizzo politico voleva perseguire.  Per altro, forse molti dei temi controversi vertono più’  sulle scelte politiche che sul lato tecnico della legge. Ad esempio, confrontando le diverse strategie adottate dai vari paesi si potrebbe valutare se anche in Italia le cose si potevano  fare in modo  diverso. Si poteva evitare il confinamento/ allentare lo stop totale come in altri paesi? Questo e’ il vero problema di migliaia di professioni private dei loro guadagni. Problema certo maggiore dell’eticità’ o meno di farsi una scappata in montagna.
     
    Altre considerazioni più’ generali mi paiono un po’ ‘buttate li’:
     
    il “battage mediatico impressionante ha terrorizzato per settimane il cittadino… “ Qui si sottende una tesi, non esplicitata. I media hanno fornito le informazioni che erano disponibili. Hanno espresso le preoccupazioni largamente condivise negli ambienti medici, scientifici e direi palesate senza tema di smentita nel collasso dei sistemi sanitari chiamati a rispondere all’epidemia.  I toni di guerra e i morti, per quanto non piaccia, corrispondono alla genuina raffigurazione della cronaca rispetto alla difficile gestione sanitaria dell’emergenza, ( chi ha conoscenze nell’ambiente medico lo sa bene ). E’ possibile che moderazione e sobrietà’ potessero essere auspicabili ( per altro caratteristiche inedite nei media italiani ). Qual’e’ la tesi? Se si vuol dire che la politica ha commesso omissioni nell’informare correttamente la gente, e inefficienze nel raccogliere e divulgare i dati del contagio, per me e’ certamente condivisibile. Se invece si crede ad un interesse superiore a nascondere informazioni e creare terrore, sarebbe utile spiegare meglio dove si va a parare.
     
    Le “condotte psicotiche”. In parte sono da addebitarsi alle carenze informative ( per esempio l’uso della maschera ) che in realta’ sono anche riconducibili all’assenza di consenso tra gli esperti, per lo meno nelle prime fasi.  A cui si aggiunge, complicando il problema, l’attivismo talora maldestro ed ottuso degli amministratori locali e delle forze preposte ai controlli. Personalmente, senza voler assolvere nessuno, indicherei questi fatti come manifestazioni di caratteristiche radicate profondamente nella società’ italiana, piuttosto che di colpe del legislatore. 
     
    Infine, “tutti esperti di tutto”. Vero, ma la ritengo una evidenza attuale del tutto scorrelata con l’epidemia. Se ne e’ parlato come “la crisi delle elites”.

  137. 30
    DinoM says:

    Alberto, il concetto è Winston Churchill
    “E’ stato detto che la democrazia è la peggior forma di governo eccezion fatta per tutte quelle altre forme che si sono sperimentate finora”. Poi è ovvio che si può protestare nel rispetto  delle regole.

  138. 29
    Carlo Crovella says:

    @22 mi è chiarissimo che gli atti amministrativi non siano impugnabili presso la Corte di Cassazione. Facevo degli esempi, anche con citazioni a caso, su quali potrebbero essere eventuali iniziative (ovviamente se le si vuole concretizzare, debbono risultare coerenti con il nostro sistema giuridico). 
    La tua frase finale mi lascia dubbioso, perché scarica la rogna sulle scelte dei singoli professionisti, che eventualmente dovranno poi difendersi individualmente in caso di contestazioni.
     
    Se io fossi una guida, più che sentirmi protetto dalla tua conclusione, mi preoccuperei di attenermi scrupolosamente delle indicazioni del presidente nazionale delle Guide (documento datato 28/4/20, vedi commento 18), a prescindere dal fatto che siano “giuste” o “infondate”.
     
    Sono “indicazioni”, “raccomandazioni”, quindi presumo che non abbiano natura giuridica di norme coercitive, tuttavia se mi comporto in aperto contrasto con le indicazioni della mia categoria professionale potrei trovarmi in situazioni non facilmente difendibili in un domani davanti a un giudice. non posso dire al giudice: ah sa ma io ho fatto spallucce alle indicazioni della mia categorie perché in un blog di montagna ho letto che si tratta di norme borboniche…
    Se andate a leggere con attenzione la lunghissima e meticolosa sequenza delle indicazioni previste dal documento 28/4/20, alla fin fine molte attività praticabili in montagna, ancorché considerate ufficialmente legittime, finiscono di non essere opportune all’atto pratico. Faccio il primo esempio che mi viene in mente: immaginate una cordata guida-cliente sulla Cresta del Leone al Cervino. La guida, oltre a doversi preoccupare delle condizioni della montagna, del tempo che magari minaccia di peggiorare, della situazione emotiva e fisica del cliente ecc ecc ecc… dovrà anche essere scrupolosamente attento, in ogni frangente, a tutte le indicazioni del documento citato: distanze minime, metti la mascherina, togli la mascherina, metti i guanti chirurgici, togli i guanti chirurgici, dammi i moschettoni, ah no aspetta che ci passo sopra il disinfettante…., ma ve la immaginate una cosa del genere? Se leggete attentamente il documento, giungete alla conclusione che l’unica attività oggettivamente praticabile senza troppe rogne applicative è un’escursione (non alpinistica) in piccolissimi gruppi e tenendo costantemente ampie distanze fra i partecipanti. Forse forse, neppure l’arrampicata in falesia a monotori è, all’atto pratico, sempre fattibile con lo scrupoloso rispetto delle indicazioni fornite dal documnento citato. Figuriamoci il resto.
    Cmq, grazie a Dio non sono una guida, però ai mie conoscenti che sono istruttori titolati (e quindi tendenzialmente considerabili “esperti” di un gruppo anche in uscite private) in questa fase io suggerisco di riservare molta attenzione, anche nelle uscite private, sul tema “norme comportamentali”. Non si sa mai: io preferisco stare un passo prima del limite normativo piuttosto che un solo millimetro oltre. Ognuno poi sceglierà in piena libertà. Buona giornata!

  139. 28
    Carlo Crovella says:

    @23: per mia curiosità intellettuale: e’ scritto proprio cosi? cioè “norme borboniche“? In una comunicazione ufficiale del collegio regionale veneto?… Mah… se davvero è scritto così, la comunicazione appare molto discutibile, perché il documento nazionale del 28/4/20 risulta molto circostanziato… A questo punto si intravede un conflitto fra i vertici nazionali e quelli regionali…. Però è vero che, se il collegio regionale veneto si è preso questa responsabilità, per conseguenza voi singole guide venete siete alleggeriti dal rispetto delle norme del documento 28/4/20. Tutto dipende poi dalle decisioni delle autorità politiche: ieri Zaia ha minacciato di “chiudere tutto” a fronte delle solite scene di assembramenti giovanili per la movida cittadina… quindi incrociate le dita. PS: qui in Piemonte siamo indietro di diversi giorni rispetto ad altre regioni. Per esempio bar e ristoranti cittadini saranno autorizzati a riaprire al pubblico solo sabato 23/5/20 (finora solo delivery e/o take away). Di conseguenza si adeguerà l’intera attività. Immagino che anche il competente collegio delle guide sia allineato alle disposizioni territoriali. Per ora qui da noi in montagna è consentita l’  “attività sportiva” con gli annessi vincoli (modalità individuale, distanze minime 2 metri). Tutte le attività delle sezioni CAI (corsi, scuole, gite sociali) sono state sospese ai primi di marzo e al momento non ci sono ancora notizie di prossima ripresa delle attività collettive. Prima o poi ripartirà, ma coerentemente con il quadro generale. Staremo a vedere come si evolverà il tutto. Ciao!

  140. 27
    Alberto Benassi says:

    Come qualcuno diceva, questo sistema non è perfetto, ma ad oggi non si conosce nulla di migliore.

    Dino tutto può essere migliorato.
    Dino in questa tua frase, scusa se mi permetto,  ci vedo solo : rassegnazione, indifferenza, apatia, menefreghismo.
    Proprio quello che la classe politica vuole dai suoi cittadini.
    Insomma avere gli occhi foderati di prosciutto.

  141. 26
    Alberto Benassi says:

    Dino ma di che violenza stai parlando??!?!
    io ho parlato di diritto di critica , di protesta .
    A parte che il voto non conta più nulla, i partiti si accordano sottobanco. Lo si è visto anche con i referendum i cui risultati sono poi stati completamente travisati e non considerati nel rifare le leggi.
    Secondo te una manifestazione sindacale, di lavoratori che scioperano e manifestano protestando davanti al cancello della propria  fabbrica per dinunciare i loro mancati diritti, per difendere il proprio posto di lavoro,  E’ VIOLENZA è da condannare ??
    Ma dai !!

  142. 25
    grazia says:

    Ringrazio Massimo Genesi per la puntualità e limpidezza con cui tratta aspetti che all’apparenza, proprio a forza di decreti-circolari-conferenze-articoli-talkshow, risultavano impenetrabili. 

  143. 24
    DinoM says:

    L’unica cosa che desidero dire, Alberto, è che noi siamo in tanti, ed ognuno con le proprie idee (grazie al cielo). Ogni aggregazione complessa funziona perché ci sono delle regole che qualcuno eletto, emana. Lo strumento con cui la comunità espone il suo dissenso o approvazione è il voto. Ogni forzatura o violenza chiama violenza e la storia è piena di morti violente. Le scorciatoie non esistono e quando vengono percorse sono disastri. Come qualcuno diceva, questo sistema non è perfetto, ma ad oggi non si conosce nulla di migliore. 
    Morale pratica ( mia opinione): oggi le regole sono queste e vanno rispettate. Se si ritiene che chi ha governato l’abbia fatto male, nelle prossime elezioni andrà sanzionato senza filtri ideologici. Non esistono scorciatoie. 

  144. 23

    Quindi è plausibile che la guida, in assenza di disposizioni territoriali più restrittive, possa legittimamente esercitare la propria attività, senza tanti richiami a chissà quali norme borboniche.
    Questo è quanto! Con o senza inutili crovellate. Buonanotte davvero (che fatica).

  145. 22
    massimo ginesi says:

    Noto che la martellante presenza delle solite trite  osservazioni ha allontanato, come sempre,  dallo spirito del pezzo, in cui la disamina tecnica  di una situazione eccezionale – e mai vista prima – gestita in modo inusuale (altro che principi costituzionali noti) e per taluni preoccupante, era strumentale alla riflessione più generale sulla capacita dell’uomo di discernere e sulla attitudine della norma a tracciare un discrimine fra giusto e sbagliato in senso etico/morale, aldilà della ingiustizia concreta e intrinseca  sua violazione.
    Vi è chi ha tratto, dallo svolgersi delle vicende di questo periodo riflessioni sulla capacità critica di una popolazione che per due mesi si è barricata in casa in forza di norme – più o meno lecite – che presupponevano  scenari apocalittici e, allo stesso modo, si butta al ristorante la sera successiva, a fronte di norme che, di colpo, hanno cambiato registro in maniera repentina e altrettanto inusuale (e senza alcuna spiegazione scientifica di supporto che non sia stata il bilanciamento fra la borsa e la vita, pragmaticamente espresso in conferenza stampa).
    Lo spirito della riflessione era in questa direzione, non in quella del si può/non si può fare, che alla fine è questione diversa e che nelle mie riflessioni non entra  anche se di non facile soluzione vista la mole di provvedimenti emessi in maniera del tutto sistematica e discutibilmente confezionati sotto il profilo tecnico. 
     
    Peraltro sotto questo ultimo profilo  sarebbe utile che chi afferma  “prima di arrivare alla Corte Costituzionale per far dichiarare definitivamente anticostituzionali vari DPCM” e dunque, plausibilmente, del manuale di costituzionale dei lontani anni 80 non ha letto neanche il prezzo sul risvolto di copertina (i DPCM sono atti amministrativi non soggetti a giudizio di costituzionalità, cui sono sottoposte solo le leggi) la piantasse di pontificare su questioni che non evidentemente non conosce con una verbosità decisamente indigesta.
    il DPCM 26 aprile 2020 all’art. 1 lett. F prevede che “f) non e’ consentito svolgere attivita’ ludica o ricreativa all’aperto; e’ consentito svolgere individualmente, ovvero con accompagnatore per i minori o le persone non completamente autosufficienti, attivita’ sportiva o attivita’ motoria, purche’ comunque nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno due metri per l’attivita’ sportiva e di almeno un metro per  ogni altra attivita’” (alpinismo, arrampicata, escursionismo, anche se svolti in più persone, sono considerati sport individuali, contrapposti agli sport di squadra, che restano vietati) 
    A ciò si è aggiunto il D.L. 33/2020 che all’art. 1 comma 8 prevede che ”  8. E’ vietato l’assembramento di persone in luoghi pubblici o aperti al pubblico. Le manifestazioni, gli eventi e gli spettacoli di qualsiasi natura con la presenza di pubblico, ivi compresi quelli di carattere culturale, ludico, sportivo e fieristico, nonche’ ogni attivita’ convegnistica o congressuale, in luogo pubblico o aperto al pubblico, si svolgono, ove ritenuto possibile sulla base dell’andamento dei dati epidemiologici, con le modalita’ stabilite con i provvedimenti adottati ai sensi dell’articolo 2 del 
    decreto-legge n. 19 del 2020″ (ossia, semplificando, distanza interpersonale o mascherina).
    Quindi è plausibile che la guida, in assenza di disposizioni territoriali più restrittive, possa legittimamente esercitare la propria attività, senza tanti richiami a chissà quali norme borboniche.

  146. 21
    Carlo Crovella says:

    Io non faccio parte della categoria delle guide, per cui non ricevo le vostre comunicazioni. Puo’ darsi che esistsno altre comunicazioni successive a quella che ho citato d che è datata 28/4/20. Tuttavia mi pare difficile che oggi come oggi possiate lavorare con la più ampia libertà comd se nulla fosse. Probabilmente potete portare clienti, ma nell’assoluto rispetto di tutte le norme generali (i famigerati decreti), a loro volta riprese in modo particolareggiato dalle indicazioni del vostro presidente nazionale. Per curiosità ho letto la sua comunicazione del 28/4/20 e mi pare che, se davvero rispettate in modo particolardggiato tutte le raccomzmandazioni (distanze, mascherine, guanti chirurgici, documentazione burocratica…) non so quanto riusciate davvero a fare (forse solo escursioni in piccolisdimi gruppi e al massimo arrampicata in falesia a monotiri, ma dubito gia’ su questo). Cmq tu ieri hai scritto in un commdnto che il vs collegio guide regionale durante il lockdown vi ha vietato l’attivita  sospendendo pure la copertura RC. L’hai scritto tu ieri in un tuo commento su Totem & Tabu: vai a controllarr se non ricordi. Quel tuo riferimento era contestualuzzato nelle settimane di fermo completo nazionale (tutti a casa). Ora siamo in una fase diversa, di parziale riapertura, puo’ darsi chd non ci sia più il vostro divieto totale, ma stento a credere che il collegio guide sia passato dal niente assoluto delle scorse settinane al liberi tutti senza limiti di adesso. Più probabilmente la situazione è che potete lavorate ma con il tispetto delle norme (decreti) e anche il rispetto delle “indicazioni” di categoria, che a loro volta saranno coerenti con quelle nazionali riassunte dal documento citato (quello del 28/4/20, appjnto povo prima della riapertura del 4/5/20). Quanto a me ho già scritto che dal 4 maggio ho fatto 2 gite in sci e una a piedi, in modalità solitaria o con mia moglie e rigorosamente nei limiti regionali. Non è un sacrificio per me, e l’attivita’che mi piace e sono molto sereno ed emotivamente carico. Quindi ho già riassaporato l’aria della montagna e conto di proseguire, tenendo conto che io faccio gite solo nei weekend. Proseguirò con un’attivita’ solitaria o in due (con moglie) di scialpinismo finché c’è neve, poi escursionismo oppure escuirsionismo-alpinismo. Ho invece deciso che, per quest’estate, non mi interessa arrampicare e nrppure pernottare in rifugio e così faro finché non saremo completamente tornati a condizioni normali. Buona notte a tutti!

  147. 20

    Crovella, ma dove vivi? Io che abito in un posto sperdutissimo e non ho la TV e  guardo le notizie di rado, posso dirti che in Veneto andiamo in montagna normalmente e da ORA noi guide possiamo pure accompagnare clienti. Certo, dobbiamo restare nei confini regionali, ma per fortuna i bei posti qui non mancano! 
    Lo ripeto: stando in città si vedono le montagne come qualcosa che in realtà NON SONO. Mettetevelo in testa. Crovella prima di tutti.
    Suggerisco a tutti i reazionari di andare in montagna a passeggiare, sciare, scalare e sorridere. E’ una possibilità che esiste! Può solo farvi bene.

  148. 19

    Antone, mi spiace evidentemente di essere stato frainteso. Non intendo affatto vietare la montagna a chi cittadino la frequenta per diletto. Ci mancherebbe altro. Volevo solo dire che per chi ci vive, la montagna, non è un qualcosa verso cui andare, magari con ideologie mistiche o ideali dettati da una vita innaturale, perché E’ il luogo che ti circonda, in cui stai anche se non vuoi, e da cui puoi scappare scendendo semmai a valle….in città, al mare…
    Chi fa le leggi e dispone di cosa tutti devono fare, vive in città e mentre emana leggi che devono andare bene per tutta una Nazione, deve dare un colpo al cerchio e uno alla botte. Non credo che sia per niente facile, direi impossibile accontentare tutti. Ecco, era questo che volevo dire.

  149. 18
    Carlo Crovella says:

    Indicazioni del Presidente delle Guidd Pietro Giglio, datate 28/4/20:
    http://www.mountcity.it/index.php/2020/04/28/guide-alpine-e-medici-di-montagna-linee-guida-per-laccompagnamento/

  150. 17
    Carlo Crovella says:

     
    Posizione della Presidente Generale del CAI (13/5/20) dopo essersi confrontato con il Premier Conte
    https://www.caiuget.it/cai/responsabilita-e-prudenza-nella-fase-2-in-montagna/

  151. 16
    Carlo Crovella says:

    Andando oggi fuori città per un primo contatto con un nuovo potenziale cliente, mi sono interrogato sul motivo per cui l’articolo odierno mi è apparso insipido. Può darsi che io sia un lettore esigente, ma non ho trovato nulla di stimolante nell’articolo di oggi. Voglio dire: sono tutte cose fondate, nulla di sbagliato, ma cose note e stranote. Le ho incontrate quando ho studiato sui manuali di Diritto Costituzionale per il relativo esame alla facoltà di economia di Torino. Si era nei primi anni ’80: stiamo parlando di quasi 40 anni fa. Queste cose non sono una novità. Non credo che lo siano per nessuno.
     
    Quando stamattina ho iniziato a leggere l’articolo, immaginavo sviluppi diversi. Nel senso che i “grandi” temi costituzionali sono, per fortuna, assodati, in quanto inseriti nell’architettura costituzionale che è in essere dal 1947.
     
    Viceversa il tema attualmente di rilievo per il mondo della montagna è completamente un altro: come si può ottenere di reinserire nella piena legittimità l’arrampicata anche se non si torna subito alla normalità per virus? Come farlo in tempi brevi e a costi moderati (teoricamente azzerati)?
     
    Ci sono due macro strade. 1 Quella dei ricorsi giuridici (a chi? al TAR? Alla Corte Costituzionale? Con quali tempi? A quali costi?). 2 Quella di azioni interne alle istituzioni della montagna, ovvero CAI (per i non professionisti) e Associazione Guide (per i professionisti). Anche qui: come agire? Con quali modalità e obiettivi? Cosa risponderanno i rispettivi vertici? Siete al corrente delle prese di posizioni ufficiali sia del Presidente Generale CAI, Torti (che se non sbaglio è avvocato), in data 13/5/20, sia del Presidente delld Guide Pietro Giglio che ha diramato delle indicazioni ai suoi associati in data 28/4/20?
     
    Questi sono i veri temi caldi sul tavolo. Le questioni generali, tipo i diritti costituzionali, se siamo cittadini o sudditi, se possiamo esprimere le nostre opinioni o no  le leggi razziale del 38… ma che c’entrano qui? E poi, sai che novità… per fortuna sono cose assodate da decenni.
     
    Cercherò i link con le dichiarazioni sia del Presidente CAI che del Presidente Guide. Al momento non li ho pronti al volo. È interessante leggerli per riflettere sul tema: ma se i rispettivi vertici istituzionali hanno quelle posizioni, non certo allineate alle vostre, come vi regolate voi?
     
    Chiudo precisando che questi interrogativi per me costituiscono solo una curiosità intellettuale, in quanto io preferisco tagliare la testa al toro: ho già deciso che quest’estate non arrampichero’ neppure una volta e rinuncerò anche a quelle 3-4 volte in cui, d’estate, in genere pernottavo in rifugio. Il motivo è analogo: con tutte ‘ste regole (mascherine, distanze, guanti chirurgici, disinfettanti ecc ecc ecc) ho cose più divertenti da fare, anche solo in montagna. Per me vale il famoso slogan pubblicitario: “Il caffè è un piacere, se non è buono che piacere e’?” Ciao!

  152. 15
    Alberto Benassi says:

    Da ciò deriva il discorso di Benassi che io ritengo sbagliato; un reato è un reato da chiunque sia commesso e per qualsiasi ragione.

     
     
    Quindi secondo te la RESISTENZA è stato uno sbaglio, una cosa condannabile ?
    La mia non è una istigazione al reato è un’invio alla critica verso qualcosa che riteniamo sbagliato.
    Può un parlamentare farsi portavoce nei confronti di  una legge che ritiene sbagliata? E’ una istigazione al reato? Oppure un suo dovere?
    Quelli che a Milano hanno protestato in piazza per loro situazione sono stati multati per assembramento. Giusto la legge lo prevede.
    Ma non sono andati in piazza a prendere l’aperitivo, inoltre avevano mascherine ed erano a distanza.
    Esiste la legge ma anche il buon senso.
     

  153. 14
    roberto antonel says:

    a Marcello Cominetti commento 12:
    Premesso che la montagna è di tutti e va rispettata e amata da tutti,non condivido l’idea per cui da una parte ci sono gli “addetti ai lavori  “(cioè  gli alpinisti,le guide alpine,i free climbers,i frequentatori di palestre di roccia, ecc.) e dall’altra il volgo comune,cioè gli inesperti,gli escursionisti della domenica,i residenti in città che vanno in montagna solo per il pic nic,ecc.ecc..E’ una visione campanilistica,escludente,esclusiva ed anche snob.E’ anche il motivo per cui alcune vallate montane sono ottusamente chiuse al turismo e vedono in malomodo il turista che “viene a sporcare i loro prati”.Quindi non si comprende il motivo per cui le elites  dei cosiddetti esperti della montagna debbano essere esentate dal rispetto delle normative di legge (costituzionalmente legittime). Sarebbe come dire che esistono cittadini  di serie A e di serie B: i primi possono evitare di mettere mascherine,indossare guanti,distanziarsi dagli altri senza andare incontro a sanzioni,mentre i secondi sono succubi delle vessazioni imposte dalle autorità statali e regionali cui debbono sottostare totalmente.

  154. 13
    DinoM says:

    Due osservazioni. Io penso che il popolo italiano sia nella stragrande maggioranza altamente civile. In un paese con una legislazione, soprattutto fiscale, così farraginosa e incerta e con un sistema burocratico folle, tutto sommato si comportano bene gestendo autonomamente e con buonsenso pratico e civico le loro vicende personali. Le persone sono in ogni istante esposte a qualsiasi corbelleria poiché di fatto pensare di avviare le procedure di impugnazione  o ricorso impone costi, procedure e tempi non affrontabili per i più. Da ciò deriva il discorso di Benassi che io ritengo sbagliato; un reato è un reato da chiunque sia commesso e per qualsiasi ragione. Sta alla comunità pretendere giudici autonomi, procedure snelle e legislazioni chiare. Alle elezioni occorrerebbe arrivare in maniera più pragmatica e meno ideologica.
    La vicenda dei DPCM è un chiaro esempio di ciò.

  155. 12

    Interessante stimolo a porsi domande che vadano oltre lo scontato.
    Faccio l’avvocato del diavolo, ma Crovella professa un credo che spero i suoi allievi non seguano perché si troverebbero (come la più parte, purtroppo) a ingrossare le fila di quelli che nei film americani hanno la villetta a schiera col giardino curato, il barbecue e il pick-up lucido. Con tutto il rispetto per le altrui idee (infatti credo che la maggior parte faccia e “pensi” come Crovella) anche quando non le condivido, ma certe rigidità fanno nascere dei bastian contrari disorientati, altro che rigore morale… 
    Penso che Conte & C. si siano ritrovati tra le mani una faccenda micidiale e che l’abbiano affrontata alla bell’e meglio, ma cosa potevano fare? Non li giudico né li critico duramente come fanno in molti, perché non ne ho le competenze né, soprattutto, le soluzioni alternative. Mi attengo alle disposizioni ma corredandole di varianti di buon senso e rispetto del prossimo, ma, se posso, non rinuncio a fare quello che mi da gioia e sprono semmai gli altri a farlo (il contrario di quello che sostiene Crovella, sic).
    La montagna, per me, non è il parco giochi o la valvola di sfogo cui ricorrere in alternativa a un lavoro d’ufficio, è il luogo dove vivo e lavoro come guida ma anche come ispirazione per la vita di ogni giorno, con me stesso e verso le persone care. Come spiegarlo? 
    Credo anche che la situazione Corona Virus vista dalla città sia molto diversa da quella che vedo qui in montagna. Mi viene da dire: avete voluto ammassarvi laggiù e circondarvi di comodità, ok, ora smazzatevi quello che avete intorno, ma non crediate che tutto debba essere come in città, perché (per fortuna) non lo è.

  156. 11
    Giuseppe Penotti says:

    Condivido totalmente il bello scritto di Massimo Ginesi. Volendo spaccare il capello in quattro, l’unico motivo di dissenso sono i toni pacati.  Io avrei scritto più o meno lo stesso ma con toni e commenti molto più aspri.

  157. 10
    Alberto Benassi says:

    in Italia c’è stato un momento storico in cui dei cittadini pensanti, di diverse convinzioni politiche, hanno rivendicato il loro diritto prima di dissentire, di criticare,   poi di non rispettare leggi che consideravano profondamente ingiuste, irrispettose della libertà dell’individuo.
    Quel momento che fa parte della storia di questo paese si chiama RESISTENZA.
    Se quei cittadini avessero ragionato e agito  come te Crovella, chinado sempre e comunque il capo davanti alle leggi anche le più infami, tipo le leggi razziali,  la resistenza non ci sarebbe stata e non ci saremmo riscattati come stato difronte alla giustizia, alla morale.
    Vero, le leggi sono fatte per essere rispettate, ma se ritenute ingiuste, sbagliate, si devono cambiare e per poterlo fare prima vanno criticate, anche con delle proteste.
    Protestare non vuol dire sempre e comunque sfasciare o istigare alla disubbidienza.
    Protestare  vuol dire rivendicare in modo civile  i propri diritti calpestati, dimenticati, vuol dire manifestare il proprio pensiero, far conoscere agli altri la propria condizione, vuol dire difendere la libertà individuale, vuol dire ribadire con forza che ognuno di noi è un individuo e non un robot programmabile.
    Credo che in Italia ce ne siamo un pò dimenticati di protestare.

  158. 9
    Aldo Mancini says:

    Norma, etica, libertà ed emergenza sono quattro parole di estrema attualità nell’attuale contesto sociale. Quella che, però, andrebbe scritta a caratteri cubitali è la parola “LIBERTÀ”. E già, perché nell’ambito dell’emergenza sanitaria, l’etica ci induce a rispettare tutte le Norme emesse dal governo, portandoci inconsapevolmente fuori dal concetto di Libertà. Il COVID 19 è arrivato inopinatamente sulle nostre teste come uno zunami. E ci ha spaventato. Con la paura delle conseguenze catastrofiche, ognuno di noi si è facilmente e supinamente adeguato alle Norme emesse dal Governo. A volte anche troppo vessatorie, senza rendersi conto, nell’immediato, a quali conseguenze nefaste, forse più di quelle causate dal VIRUS, l’atteggiamento assunto dal potere potrebbe indurre, nel futuro, alla nostra società.
    Nella lettura dell’articolo scritto da Massimo Ginesi , mi trovo pienamente sintonizzato su tutti gli argomenti trattati, anche perché costituiscono riflessioni che nel mio intimo mi ponevo ormai da tempo. Anzi sottolineo che l’articolo, unitamente alla “Lettera aperta al Presidente del Consiglio” sottoscritta da oltre 200 autorevoli giuristi, mettono in evidenza come l’atteggiamento del governo stia mettendo a rischio il concetto di LIBERTÀ sancito dalla nostra Legge fondamentale.
    Dobbiamo essere vigili a non creare pericolosi precedenti. La storia insegna.
    Che sia necessario ed importante assumere responsabili atteggiamenti individuali di protezione ed autoprotezione per la nostra ed altrui salute, è importantissimo e sacrosanto. Però bisogna anche rimanere vigili sul rispettoso mantenimento di tutti gli altri valori sociali considerati essenziali dalla nostra Costituzione.
    Quindi, se è vero come è vero, da un lato, che le norme emanate dal governo, “mettono nelle mani del primo anello della catena sanzionatoria (i verbalizzanti) uno strumento di assoluta (e pericolosa) discrezionalità”, dall’altro dobbiamo essere noi, tutti i cittadini, ad essere vigili e pronti a sanzionare, con assoluta consapevolezza, ogni eventuale e pericolosa iniziativa, posta in essere da chiunque, volta a ledere i valori etici, morali e sociali essenziali conquistati con secoli di sangue e sacrifici.
    Un grazie particolare a Massimo Ginesi per l’interessante spunto fornito.

  159. 8
    Alberto Benassi says:

    Crovella come ti ho già ben chiarito in precedenti interventi, prima di essere un istruttore CAI , sono un LIBERO CITTADINO e non un suddito.Come tale mi prendo il diritto di critica su quello che ci viene imposto.Avrò il diritto di dire che non lo ritengo giusto?Avrò il diritto di protestare contro leggi che ritengo ingiuste?Avrò il diritto di criticare decisioni prese dai vertici CAI?io dico di SI, mica sono i padroni del mio libero pensiero.

  160. 7
    massimo ginesi says:

    Crovella, ti rispondo una volta, poi cesso davvero ogni interazione con te. 
    Intanto il voi non esiste, io sono un individuo che si interroga, non l’appartenente ad una categoria, che oltretutto connoti in maniera assai discutibile in senso deteriore. 
    Hai evidenti difficoltà di comprensione del testo, perché nessuno spacca il capello in quattro  e il pezzo non è né giuridico né volto a contestare nel merito i DPCM, anche se molto vi sarebbe da dire sul punto:  analizzare e contestare norme di legge illegittime e che violano prinpci fondamentali non è  sterile esercizio di tretapiloctomia, riservato ad una categoria di personaggi originali che si baloccano con i codici, quanto di  elementare principio di civiltà e garanzia che fa parte di qualunque società evoluta o meno che sia (ti parrà strano, ma  anche le forme primordiali di aggregazione sociale  hanno i loro garanti della loro legalità…).
    se poi tutto ciò, per te,  lascia il tempo che trova, ti auguro di non incappare mai in qualche sistema dove qualcuno ti processa senza garanzie e senza riflettere, ma sulla base dei principi di sostanza che con tanta frequenza richiami.
    dopodiché, se vuoi continuare a parlare di massimi sistemi, cinghie da tirare, principci morali, norme a cui adeguarsi perché ci sono etc… accomodati pure e prosegui da solo, poiché interagire con i sordi (e anche qui uso un eufemismo) è attività che non mi ha mai appassionato.   

  161. 6
    Carlo Crovella says:

    Ginesi, credo invece che sia tu che non cogli per nulla il fatto che a me della questione “giuridica” non me ne importa un fico secco. Da un bel po’ io non mi addentro minimamente nelle questioni giuridiche relative a questo tema. Me ne sto ben alla larga, proprio per evitare conflitti con i professionisti del settore, anche se sono convinto che una discreta “forma mentis” giuridica me la sono fatta sul campo (più nel settore dei diritto societario, ma la ratio poi la si estende…). Cmq, non è proprio questo il punto. Ma non mi interessa proprio il campo su cui ti esprimi tu. Vi piace analizzare i testi di legge? Ma fate pure! Ma è una cosa che finisce lì… difatti vedi che nessuno ha mosso passi ufficiali (ricorsi ecc) e che le Istituzioni della montagna (CAI, vertici Guide, Soccorso alpino…) si guardano ben bene dall’allinearsi su posizioni come le vostre. Quindi il vostro spaccar il capello in quattro sulla fondatezza dei DPCM o  di altre norme (es ordinanze regionali) è un esercizio prettamente a tavolino. Può essere interessante, come “studio e analisi”, ma lascia il tempo che trova all’atto pratico. Tra l’altro, come collettività nazionale, sul piano socio-economico-politico abbiamo ben altre priorità (su cui davvero ci giochiamo il pane quotidiano…) da affrontare a tal punto che tutto questo è una faccenduola marginale… Lo dico con tutto il rispetto e ricordando che pratico le varie attività in montagna da circa 55 anni (su 59)… ma l’andar in montagna è un interesse, un hobby…importante, ma non basilare. E in una fase come questa, dove davvero saremo in trincea sul piano socio-economico, non mi sembra un punto sul quale “incaponirsi” come state facendo voi.
    Per i professionisti della montagna dico: certamente state tirando la cinghia e la tirerete ancor di più nel prossimo futuro. Ma crede di essere gli unici? Ristornati, negozi, cinema, palestre, sale da ballo… ecc ecc ecc sono state chiuse per circa 70 gg e a dire il vero non penso che l’attività riprenderà velocemente. Anche i professionisti (commercialisti, avvocati, consulenti vari ecc) non attraversano situazioni incoraggianti. Io stesso di fatto non incasso nulla da febbraio e metto in conto che almeno il 50% delle aziende mie clienti o non riapriranno o taglieranno i costi…per cui…addio consulenze… (proprio per questo ho utilizzato queste settimane di lockdown per ristrutturare completamente la mia attività e per individuare potenziali nuovi clienti che sto iniziando a contattare…).
     
    Intanto, chi vuole contestate le norme giuridiche può muoversi secondo gli itinerari tracciati dal nostro stesso modello giuridico (vedi commento 1)… ma… campa cavallo che l’erba cresce… prima di arrivare alla Corte Costituzionale per far dichiarare definitivamente anticostituzionali vari DPCM…, ma anche solo un ricorso al TAR… Ma che c’entra, poi, con l’andar in montagna? specie se riferito al presente o all’estate 2020, che è dietro l’angolo…
    —-
    Cmq io non ho mai detto che le norme in vigore siano incontestabilmente “giuste”. Ci sono e basta. Io penso che noi appassionati di montagna dovremmo adeguarci, in attesa di tempi migliori. Nel frattempo dobbiamo però dare l’esempio (in questa direzione) a chi ci “osserva” (soci giovani/allievi/clienti). Esempio sul terreno e anche esempio attraverso prese di posizioni moderate e mature sul tema.
     
    In questa fase io continuerò a comportarmi così: se riesco a portare a casa delle gite, anche solitarie, lo considero tutta manna dal cielo. Invece con il vostro atteggiamento (molto diffuso, non solo esclusivo di Ginesi) di “rivendicare” con acrimonia i diritti individuali… alla fine vi fate il sangue marcio su querelle da quattro soldi e trasformate una cosa “bella” (andar in montagna) in una elemento di vostre frustrazioni aggiuntive…
     
    Per cui mi viene da dire: piila più dusa (piemontese per take it easy). Riuscite a farvi una bella scarpinata dietro casa? E godetevela, che, con l’aria che tira sul fronte della recessione, del futur non c’è certezza…
     
    Toccatevi pure, ma vedrete che, se Mamma Europa non ci regala almeno 100 mld a fondo perduto in tempi brevi, l’autunno sarà ben “caldo”…

  162. 5
    Paolo Panzeri says:

    Bello!
    Ragiono un poco e poi domando.
    Siamo un popolo strano, poco civile e poco sociale, molto creativo e indisciplinato, tanto ignorante e saccente, che però vuole uno Stato che lo garantisca in tutto e per tutto, e ogni cittadino vuole che lo Stato faccia tutto come lui pensa sia giusto e nega anche con violenza lo Stato se non lo fa.
    Ogni tanto mi domando se siamo un popolo sperimentale, che cerca di costruire un nuovo tipo di società, o se siamo semplicemente un popolo annoiato che ha una lunghissima storia di sue conquiste e di dominazioni altrui.
    Siamo un popolo stanco di esistere, un popolo i cui individui non cercano più un valore in ciò che fanno ?
    Siamo in maggioranza persone effimere ?

  163. 4
    Matteo says:

    Quello che dice il buon Ginesi è quello che penso io praticamente dall’inizio della crisi, ma espresso molto meglio.
    Penso però ci sia qualcosa d’altro che Ginesi non dice, ma che a me spaventa molto ed è che tutta la confusione, l’approssimazione e l’arbitrarietà normativa, e la conseguente persecuzione “a discrezione” non solo  “non rappresentino una bella pagina di questo paese”, ma non siano nemmeno casual o dovute a semplice stupidità e incompetenza, ma siano volute, intenzionali. 
    Non tanto come un piano ordito nell’ombra da un grande tessitore (di cui francamente non vedo l’ombra), ma come frutto di una mentalità, di una concezione di società basata su questi presupposti e che sta diventando sempre più invasiva.
    Quella concezione della democrazia che vede i cittadini come sudditi, da sottoporre all’autorità quanto più completa possibile (senza lacci e lacciuoli) dell’autorità di una persona unica, che sola può risolvere i problemi perché è stata investita dalla volontà popolare (assurta a investitura quasi divina) e che non deve rispondere a nessuno almeno fino al prossimo turno (speriamo…).
    Questa concezione è stata enormemente rinforzata da questa crisi in una reazione autocatalitica di comunicazione incompleta / terrorizzante / contradittoria, un mix di norme ragionevoli-stupide, ovvie-inutili, paternalistiche-vessatorie e talora al limite del magico e dell’apotropaico e un’applicazione delle stesse a caso, talora assurdamente vessatoria e talora incredibilmente lassista.
    Tutto ciò porta sempre più a quella società che spesso viene ritenuta tipicamente italiana, del cittadino deresponsabilizzato (sia nei diritti che nei doveri, perché entrambi incerti nella definizione e comunque aleatori nella pratica) che pensa a navigare a vista nel suo “particulare” senza alcun senso del generale e che spera solo nel salvifico intervento di un’entità esterna (di volta in volta lo stellone italiano, la scienza, il culo di Sacchi, l’uomo forte, la divina provvidenza o la madonna)
    E tutto questo mi preoccupa molto, ma molto più del virus e della crisi economica!

  164. 3
    massimo ginesi says:

    Caro Crovella
    lo scritto trae ispirazione da una serie di condotte generali cui ho assistito nei social e nella vita reale in questi mesi, anche in ambiti in cui svolgo la mia opera professionale, dunque non sei la mia (sola) musa ispiratrice. 
    Vedo che torni a ribadire concetti soliti, il che dimostra che non hai affatto compreso lo spirito di questo scritto.
    Etico, morale, corretto giusto sono principi equivalenti, ai fini del ragionamento svolto, che è volto proprio a dimostrare  come – in generale, ma ancor più in questo contesto – siano categorie concettuali che non c’entrano nulla con la norma giuridica e con il diritto e con la sua osservanza (Se non per risvolti filosofici sui quali ora è inutile dilungarci).
    Ancor meno c’entra le deontologia, che è sicuramente un insieme di norme che tuttavia non  attengono all’obbedienza, ma al rispetto dei canoni di determinate professioni.
    Non so poi se ti rendi conto della portata di ciò che affermi: all’interno del cai, delle guide, degli alpinisti non dovrebbe essere  ammesso il diritto di critica o di dissentire…
    Dunque un avvocato o un giudice non potrebbero giudicare un testo normativo fatto male, poichè altrimenti loro – che sono chiamati a curarne l’applicazione – istigherebbero il cittadino a non osservare le norme. 
    Un visione originale, non vi è dubbio (ed uso volutamente un eufemismo), che per fortuna in questo paese ancora non è imposta.
     
    .
     

  165. 2
    Carlo Crovella says:

    Ho letto con molto interesse l’intervento di Ginesi. Poiché credo di esser stato io lo stimolo al suo scritto, mi concedo alcune considerazioni.
    C’è un equivoco di fondo fra me e lui. Io non mi addentro nella querelle se una norma di legge, oltre che avere una natura giuridica, sia anche “eticamente” fondata o meno (forse, tra l’altro, avevo utilizzato l’avverbio “deontologicamente” e l’aggettivo “deontologico”).
    Non è quello il punto, né mi interessa questo specifico risvolto.
    Ho criticato, nelle scorse settimane, le prese di posizioni (a volte anche un po’ “scalmanate”) per una indiscriminata ripresa dell’andar in montagna, posizioni assunte anche e soprattutto da parte di soggetti “qualificati” (istruttori CAI, guide ecc). E’ questo il punto chiave.
    Credo infatti che questo specifico punto sia criticabile. A me viene da dire che sia criticabile “deontologicamente”, ma se l’avverbio vi distrae e vi disorienta, togliamolo completamente. La mia frase resta: alcune posizioni, sostenute da soggetti “qualificati” in campo istituzionale (istruttori CAI, guide ecc) io le reputo criticabili. A questi aggiungo anche gli alpinisti “di fama” (sia del passato che in attività) per la loro visibilità e l’impatto che possono determinare.
    Non voglio ripetere le motivazioni di tale mia conclusione: sono agli atti, tanto per usare una formulazione giuridica (gli interessati possono andare a leggerle nei dibattiti di inizio maggio).
    Tuttavia mi limito a sottolineare che chi occupa ruoli di “visibilità” (alpinisti di fama, istruttori CAI, specie se di lungo corso come il sottoscritto, guide ecc) dovrebbe sentire su di sé il compito di dare moralmente l’esempio. E’ una questione “morale”, non c’entra nulla il mondo giuridico (se non per il fatto che tutto parte da norme giuridiche).
    Ora tutti i vertici istituzionali (Presidenza CAI, mi pare anche Presidenza Guide, sicuramente Soccorso Alpino ecc ecc ecc) dicono come prima cosa “rispettare le norme in vigore”.
    Con tali premesse se giovani soci/allievi/clienti (di guide, NdR) vedono un personaggio di rilievo che si comporta o si esprime in modo asincrono rispetto i vertici delle istituzioni cui appartiene, ciò crea disorientamento nei giovani soci/allievi/clienti. E’ indubbio.
    Tali giovani soci/allievi/clienti diranno: “ma come quello fa così e cosà e a me dicono che non posso fare lo stesso?!?”.
    E’ questo il punto chiave in funzione del quale i penso che i soggetti di rilievo (alpinisti di grido, istruttori CAI, guide) dovrebbero stare dieci passi PRIMA del limite imposto dalle norme in vigore, piuttosto che un solo millimetro dopo tale limite.
    Questo anche nella propria attività privata e individuale, perché oggi le cose si vengono a sapere con facilità e molto rapidamente (social, una foto qui o una relazione là…)
    Tutto ciò per una questione di esempio educativo.
    Un bambino che vede suo padre che passa sistematicamente con il semaforo rosso, che “impronta educazionale” riceverà?
    Per tutto ciò, io dico che i soggetti qualificati (ribadisco alpinisti di fama, istruttori CAI, guide, ecc) dovrebbero saper aspettare momenti migliori, cioè di indiscusso ripristino delle generali condizioni pre-epidemia, prima di assumere posizioni o comportamenti come li assumevano in quel contesto.
    E che sarà mai? Non sapete stare qualche mese senza andar in montagna? Anche a me “manca” fare gite, ma la saggezza e la maturità mi hanno fatto trovare mille altri motivi di interesse. Dal 4 maggio anche io ho ripreso a far gite (due in sci e una a piedi) rigorosamente in modalità solitaria oppure con mia moglie (convivente). devo dire che è il modello che ho adottato, per indole, da almeno 15 anni, forse anche di più. Tuttavia lo trova adatto a questa situazione “di transizione”: non ci vedo nulla di male, non mi pesa e mi sento “a posto” con la mia coscienza di istruttore. Lo dico in giro (che mi comporto così) e, indirettamente, sono un esempio educativo per allievi e giovani alpinisti.
    Perché non fate così anche voi?

  166. 1
    roberto antonel says:

    La nostra Carta Costituzionale,così ben fatta dai legislatori del 1946 e così vituperata dai politicanti succedutisi nel tempo (che tra l’altro sono anche riusciti a modificarne alcune parti -vedi il titolo V-) garantisce tutti i rimedi alla sua violazione: per esempio l’articolo 16 prevede espressamente che il cittadino “è libero di circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale,salvo le limitazioni che la legge stabilisce in via generale per motivi di sanità o di sicurezza…”.Se qualcuno voleva contestare i vari DPCM emessi dal Governo,altamente limitativi della libertà personale di circolazione,avrebbe potuto e dovuto impugnarli avanti alle competenti sedi e dimostrare che non sussistevano i motivi sanitari atti a legittimare tali provvedimenti.Analogamente le ordinanze regionali “contingibili e urgenti” pedissequamente ripetitive dei decreti governativi,potevano e dovevano essere impugnate avanti al TAR (in alcune Regioni ciò è stato fatto ad esempio dai gestori di discoteche,esclusi dalle autorizzazioni alla riapertura nella fase 2).Esistono perciò strumenti legislativi e  giudiziari per tutelare sia il singolo cittadino che i gruppi portatori di interessi diffusi: quando ne ricorrevano i presupposti ciò è stato fatto.E’ chiaro che qualsivoglia ricorso amministrativo o giudiziale proposto avanti alla giustizia amministrativa potrebbe approdare avanti alla Corte Costituzionale,che è e rimane l’organo supremo preposto a dirimere tale tipo di controversie.

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