Ovindoli, appalti truccati e minacce ai Piani di Pezza

Ovindoli, minacce ai Piani di Pezza
di Ferdinando Lattanzi

Nelle ultime settimane ci sono state delle novità riguardanti la questione dei previsti impianti di collegamento dei comprensori sciistici del Monte Magnola e di Campofelice attraverso i Piani di Pezza, nel senso che la Regione Abruzzo ha stralciato i 16 milioni di euro che aveva promesso per quella finalità dal finanziamento previsto per le aree montane probabilmente a causa dell’indagine in corso su appalti dello scorso anno per la costruzione di impianti di risalita nella quale sono coinvolti vari sindaci e imprenditori.

La “direttissima” di Ovindoli
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La notizia del finanziamento da parte della Regione Abruzzo di nuovi impianti sciistici di collegamento tra la stazione Monte Magnola Impianti e Campo Felice, previsto con un attraversamento della magnifica conca prativa finora risparmiata dei Piani di Pezza, ricadente sotto la tutela sia del Parco Naturale Regionale Sirente Velino sia di un Sito di Interesse Comunitario (SIC), ha suscitato già da mesi un importante dibattito sulla tutela e la salvaguardia della piana stessa.

Si è costituito un comitato che raggruppa le diverse sensibilità per la conservazione dei valori paesaggistici e ambientali del territorio e per il concetto di oculata utilizzazione delle risorse pubbliche: con l’obiettivo di evitare interventi che, compromettendo irreparabilmente quei valori, possano inficiare la possibilità delle popolazioni residenti di poterci vivere ed ottenerne un reddito che possa avere una continuità anche negli anni a venire.

Le piste di Ovindoli (Monte Magnola)
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Con il nome Allerta Pezza (https://www.facebook.com/groups/1750036155227836/?fref=ts) si è posta la finalità di sensibilizzare la politica e soprattutto le popolazioni locali sulle conseguenze di un’antropizzazione spinta di un territorio protetto per il suo elevato interesse naturalistico e per la sua fragilità.

Le piste di Ovindoli
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Questo modo di concepire il territorio diverge dagli interessi portati dagli operatori economici che hanno fino ad ora orientato le proprie attività soprattutto su un’offerta turistica legata allo sci alpino. E’ opinione che quest’attività sia praticata soprattutto da una fascia “benestante” della popolazione e che quindi garantisca una redditività sicura hic et nunc alle popolazioni locali che più o meno direttamente ricavano il proprio reddito da questo tipo di offerta turistica.

Nell’ambito dell’Ovindoli Mountain Festival (OMF), un’esperienza giunta la scorsa estate alla terza edizione, si è sperimentata la possibilità di proporre un’offerta turistica maggiormente differenziata, in maniera da dare al turista gli strumenti per conoscere e vivere il territorio montano nella sua vastità e complessità in tutte le stagioni ed agli operatori economici la possibilità di proporre un’offerta turistica senza limitazioni stagionali.

Proprio nel rispetto di questo spirito del Festival, nella scorsa edizione estiva abbiamo scelto di invitare Alessandro Gogna, un alpinista che dagli anni settanta si è impegnato fortemente nel proporre maniere nuove e diverse di vivere l’alpinismo, la montagna e in generale il territorio, convinti che la sua competenza ed autorevolezza su questi temi avrebbe potuto costituire un valore aggiunto per l’operazione “coraggiosa” che abbiamo inteso intraprendere con l’OMF, non avendo alcuna intenzione di relegarlo alla più facile funzione di vetrina dell’esistente.

Lucilla Lilli
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Proprio dall’incontro con Alessandro Gogna è partita l’idea di offrire, soprattutto agli abitanti di questo territorio, ma anche alla politica, nel caso volesse avere l’umiltà di prestare attenzione non soltanto alla pancia degli elettori ma anche alle esigenze dei cittadini e dei territori amministrati, le informazioni e gli strumenti per leggere sia la parte di territorio antropizzato sia la parte più selvaggia di esso, in maniera da poterne far tesoro nel momento in cui si trovino a operare delle scelte che sul medesimo hanno ricaduta; nella convinzione che la democrazia non si esercita solo tenendo conto della volontà delle maggioranze ma anche attraverso la tutela delle minoranze.

Riteniamo che il modo migliore per ottenere ciò sia lo strumento del confronto chiaro e aperto fra le diverse esigenze e ragioni espresse dagli attori in campo, per cui auspichiamo un incontro pubblico di questo tipo.

L’incontro, aperto all’intervento di chiunque, dopo gli ultimi avvisi di garanzia, avrebbe oggi un grande significato, quello di fare luce sul fondato sospetto che anche gli impianti di sci come le altre opere pubbliche non si fanno per utilità dei cittadini ma perché fonte inesauribile di tangenti.

Pino Angelosante
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Lavori agli impianti, con trucco
a cura della Redazione
Documenti riguardanti lo svolgimento di appalti pubblici per la ristrutturazione di impianti sciistici sono stati sequestrati dalla squadra mobile della Questura dell’Aquila nei comuni di Ovindoli, Pescasseroli e Cappadocia.

Avvisi di garanzia in cui si ipotizzano i reati di corruzione e turbativa d’asta, al momento, sono stati recapitati a sei amministratori e imprenditori del comprensorio. Gli indagati sono: l’ex sindaco di Ovindoli, Pino Angelosante; l’ex vicesindaco dello stesso Comune, Marco Iacutone; l’attuale sindaco di Pescasseroli, Anna Nanni; l’ex sindaco di Cappadocia, Lucilla Lilli (dimessasi dall’incarico da qualche settimana); il sindaco di Cerchio, Gianfranco Tedeschi; l’amministratore della società Monte Magnola Impianti srlMassimiliano Bartolotti e il responsabile di esercizio Dino Pignatelli. In particolare, l’inchiesta – coordinata dai sostituti procuratori della Repubblica di Avezzano, Maurizio Maria Cerrato e Roberto Savelli – si riferisce a fatti accaduti nel maggio scorso e che, secondo l’accusa, prefigurerebbero i reati di corruzione e di turbativa d’asta. In sostanza alcuni indagati avrebbero messo in atto, con il loro comportamento, un disegno criminoso volto a turbare lo svolgimento di procedure di gara aventi ad oggetto i lavori di ristrutturazione e rifacimento degli impianti sciistici (funivie, seggiovie ed altro). Il meccanismo fraudolento descritto nelle accuse riguarda l’indicazione delle ditte che dovevano aggiudicarsi gli appalti, in cambio di presunte elargizioni in denaro e di altro tipo. Tali presunte tangenti venivano dagli amministratori comunali consegnate a un intermediario.

Anna Nanni
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Per acquisire ulteriori elementi di prova a carico degli indagati la squadra mobile della questura dell’Aquila è stata sguinzagliata per tutto il giorno nelle perquisizioni in abitazioni e anche nelle autovetture di alcuni indagati. Sono stati perquisiti anche gli uffici della società Monte Magnola Impianti srl, visita che non avrebbe, però, aggiunto ulteriori elementi probatori all’inchiesta. Le indagini sono state estese anche a Roma dove sarebbero stati perquisiti alcuni uffici di società riconducibili alla vicenda. C’è da rilevare che i finanziamenti per la costruzione di nuove seggiovie sono stati stanziati, ma non ancora erogati; al momento sarebbero stati riconsegnati ai Comuni i terreni sui quali costruire gli impianti. Nella vicenda sarebbero coinvolti anche altri imprenditori e amministratori abruzzesi sulla cui posizione la Procura di Avezzano – guidata da Andrea Padalino Morichini – sta indagando per capire il ruolo svolto nel quadro dei reati ipotizzati. Gli avvocati difensori sono Antonio Milo e Stefano Guanciale.

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Ovindoli, appalti truccati e minacce ai Piani di Pezza ultima modifica: 2016-11-04T05:22:39+01:00 da GognaBlog

2 pensieri su “Ovindoli, appalti truccati e minacce ai Piani di Pezza”

  1. 2
    Alberto Benassi says:

    nulla di nuovo. La storia italiana, purtroppo si ripete.
    Questo è un sistema trasversale che fa comodo a molti

  2. 1
    Fabio Bertoncelli says:

    Il piú sano ha la rogna.

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