Pure Gheddafi aveva previsto la cecità dell’Occidente

Pure Gheddafi aveva previsto la cecità dell’Occidente
di Massimo Fini
(da Il Fatto Quotidiano, 4 febbraio 2017)

La sera del 31 gennaio 2017 su Rai Storia, nell’ambito della sezione Grandi discorsi della storia curata da Aldo Cazzullo, sono stati esaminati i discorsi di alcuni importanti leader contemporanei da Georges W. Bush a François Hollande, da Ruhollah Khomeini ad Abu Bakr Al Baghdadi e a Yasser Arafat. A commentarli Domenico Quirico, Fausto Biloslavo, Gad Lerner e io stesso. Per esaminarne il linguaggio e la gestualità c’era la linguista ed esperta di comunicazione Flavia Trupia.

Mu’ammar Muhammad Abu Minyar ‘Abd al-Salam al-Qadhdhafi, semplificato come Mu’ammar Gheddafi

Una gran bella trasmissione, come del resto è nella tradizione di Rai Storia. Peccato che, suppongo per motivi di spazio, sia rimasto fuori un discorso che Mu’ammar Gheddafi tenne all’Assemblea delle Nazioni Unite il 23 settembre 2009. Un discorso estremamente interessante. Innanzitutto perché, a differenza di quelli di Al Baghdadi e, parzialmente, di Khomeini, è un discorso assolutamente laico espresso con linguaggio laico come farebbe un qualsiasi leader occidentale. Poi per i contenuti. Gheddafi parte dal fatto che nonostante le solenni premesse della Carta dell’ONU gli Stati non sono affatto uguali. “Il Preambolo della Carta afferma che tutte le nazioni, piccole o grandi, sono uguali. Sono uguali quando si tratta di seggi permanenti? No, non sono uguali. Abbiamo il diritto di veto, siamo uguali? I seggi permanenti contraddicono la Carta”. Il leader libico poi fa notare come i seggi permanenti nel Consiglio di Sicurezza appartengano a Paesi “che sono stati scelti perché hanno armi nucleari, grandi economie o tecnologie avanzate. Non possiamo permettere che il Consiglio di Sicurezza sia guidato da superpotenze, quello è terrorismo in sé e per sé… Il terrorismo non è solo Al Qaeda ma può assumere anche altre forme”. Gheddafi fa quindi notare come l’ONU non solo non sia riuscita a evitare le guerre di aggressione ma le sue risoluzioni siano state rispettate o non rispettate a seconda delle convenienze delle grandi potenze. E fa alcuni esempi. “Noi eravamo contro l’invasione del Kuwait, e i Paesi arabi hanno combattuto contro l’Iraq a fianco dei Paesi stranieri in nome della Carta delle Nazioni Unite. In un primo momento la Carta è stata rispettata. La seconda volta quando abbiamo deciso di utilizzare la Carta per fermare la guerra contro l’Iraq del 2003, nessuno l’ha usata e il documento è stato ignorato”. E così continua: “Se un Paese, la Libia per esempio, decidesse di aggredire la Francia, allora l’intera Organizzazione risponderebbe perché la Francia è uno Stato sovrano membro delle Nazioni Unite e noi tutti condividiamo la responsabilità collettiva di proteggere la sovranità di tutte le nazioni. Tuttavia 65 guerre di aggressione hanno avuto luogo (contro Stati sovrani, ndr) senza che le Nazioni Unite facessero nulla per prevenirle. Altre otto enormi e feroci guerre, le cui vittime ammontano a circa due milioni, sono state intraprese dagli Stati membri che godono di poteri di veto”.

Un passaggio particolarmente interessante è quello che il leader libico riserva all’Afghanistan: “Per quanto riguarda la guerra in Afghanistan, anche qui bisogna indagare. Perché siamo contro i Talebani? Perché siamo contro l’Afghanistan? Chi sono i Talebani? Se i Talebani vogliono uno Stato religioso, va bene… Se i Talebani vogliono creare un emirato islamico, chi dice che questo li rende un nemico? C’è qualcuno che sostiene che Bin Laden fa parte dei Talebani o che lui è afgano? Bin Laden è uno dei Talebani? No, non è dei Talebani e non è neppure afgano. I terroristi che hanno colpito New York City erano dei Talebani? Erano dell’Afghanistan? Non erano né Talebani né afgani. Allora qual era la ragione per la guerra all’Afghanistan?”.

Massimo Fini

Gheddafi poi, pensando all’Iraq e allo scontro fra sciiti e sunniti e forse premonendo qualcosa di simile per se stesso, contesta l’intromissione di potenze straniere nelle guerre civili altrui. “L’America ha avuto la sua guerra civile e nessuno ha interferito. Ci sono state guerre civili in Spagna, in Cina e nei Paesi di tutto il mondo. Lasciate che ci sia una guerra civile in Iraq. Se gli iracheni vogliono avere una guerra civile e lottare fra loro, va bene”.

Gheddafi non poteva avere in mente la guerra civile siriana che è cominciata nel 2011, ma se gli occidentali non fossero intervenuti in Iraq non si sarebbe creato l’Isis, se non fossero intervenuti in Siria, consentendo tra l’altro alla Russia di fare lo stesso, non avremmo avuto il macello di Aleppo.

Credo che a Mu’ammar Gheddafi questo coraggioso, lucido e ineccepibile discorso sia costata la pelle. Nel 2011 francesi e americani si intromisero nella appena iniziata guerra civile in Libia, Gheddafi fu linciato in un modo inguardabile degno dell’Isis, e si è creato lo sconquasso che tutti oggi abbiamo sotto gli occhi.

Gli occidentali dovrebbero smetterla con la loro politica di potenza e prepotenza, non solo perché è sommamente ingiusta come notava il leader libico, ma finisce regolarmente per rivolgersi contro i nostri stessi interessi. Come è stato in Serbia, come è stato in Iraq, come è stato in Libia.

3
Pure Gheddafi aveva previsto la cecità dell’Occidente ultima modifica: 2017-06-23T04:59:53+02:00 da GognaBlog

7 pensieri su “Pure Gheddafi aveva previsto la cecità dell’Occidente”

  1. 7
    Paolo panzeri says:

    Parlare dell’uomo e delle società che inventa è sempre molto difficile, se poi aggiungiamo le religioni tutto diventa molto più difficile. Ma magari basta leggere un po’ di storia antica per non meravigliarsi.
    Da un po’ di anni invece mi meraviglio di come noi uomini della Bibbia (ebrei, cristiani e mussulmani) litighiamo in continuazione senza guardare ai cinesi e agli indiani che nemmeno se noi tutti ci mettessimo insieme riusciremmo a equipararci.
    Per ogni italiano ci sono quasi 30 cinesi.
    Tutti insieme abbiamo costruito una base spaziale, i cinesi lo stanno facendo da soli.
    E in più noi facciamo un mucchio di preferenze fra di noi, chi di qua chi di là. Proprio non capisco, non è che forse noi siamo ormai troppo ignoranti e i più fondamentalisti di tutti?

  2. 6
    marco vegetti says:

    L’oscurantismo islamico di una sola parte dell’Islam, toh, quella saudita. Se un miliardo e mezzo di islamici fossero tutti “oscurantisti” allora sì il mondo sarebbe un incubo!

    Non è voler essere anti-americani, ma scusate, chi è il principale alleato dei sauditi (un caso che Osama Bin Laden fosse saudita come il 90% degli attentatori dell’11 settembre…)?

    Vorrei solo ricordare che, sarò un caso, le tre nazioni arabe più aperte (ad esempio verso le donne), più istruite a parità di sessi, con più donne in ruoli importanti della società civili erano, ahimè, Libia, Iraq, Siria. Io ci farei un pensiero su questo…

    Dell’Afghanistan, una volta magari scriverò qualcosa…

  3. 5
    lorenzo merlo says:

    Prendere definitiva posizione è un origine di problemi.
    Quelli sono oscurantisti secondo noi, non secondo loro.
    Secondo loro noi siamo perduti eppure ci sentiamo i migliori.
    La mia posizione è soltanto critica prima di divenire eventualmente politica. Sempre che non si voglia delegittimare o peggio criminalizzare l’astensionismo.
    I pashdaran troveranno la domanda assolutamente fuorviante. La troveranno sostanziale invece i nazionalisti di ogni forma.
    Quella domanda è alimento primario per mantenere la storia – proprio quella che vorremmo migliorare – cosî com’è.

  4. 4
    Alberto Benassi says:

    Non so la risposta di Lorenzo , però la mia è : NESSUNO DEI DUE !!

  5. 3
    Matteo says:

    preferirei cercare di evitare o almeno limitare l’uno, anche in considerazione del fatto che l’oscurantismo islamico non ha alcuna probabilità di affermarsi a casa mia e una notevole possibilità di essere limitato altrove con mezzi molto più efficaci e migliori

  6. 2
    Francesco says:

    @Lorenzo – Posso anche essere d’accordo con te su questa disquisizione anti-americana, è il ritornello che si sente uscire dalla bocca di una certa parte della popolazione mondiale dalla guerra del Vietman in avanti.
    Trovo anche il discorso di Gheddafi estremamente lucido, brillante e pieno di verità.
    Faccio però una considerazione più pratica, qualunquista e egoista. Preferisco il dominio del satana americano o l’oscurantismo islamico? La mia risposta la conosco, la tua?

  7. 1
    lorenzo merlo says:

    Breve sintesi random per i non vedenti.

    Gli americani finanziarono i mujahiddin afghani per contrastare l’invasione sovietica del Paese.
    In particolare si dedicarono a fornire armi di ultima generazione alla frangia più islamista, quella poi direttamente coniugata con i futuri talebani.
    Successivamente, saranno però costretti a combatterli per il nobile scopo dell’esportazione della democrazia.

    I risultati dopo circa 14 anni di presenza sul campo (missione Isaf) e fantatrilioni di dollari – anche un po’ italiani – spesi per la pacificazione e modernizzazione del Paese, sono disponibili a tutti i vedenti.
    Oggi i talebani hanno il controllo di buona pate del Paese; la corruzione non è scesa ma è incrementata; l’autonomia dell’esercito afghano e della polizia, nonostante il lungo addestramento sotto docenza occidentale, è insufficiente a controllare il Paese; produzione e commercio di oppio, non solo non è stato, come da programma Isaf, estirpato, ma è cresciuto; l’eroina che prima della “nostra” presenza non era prodotta in Afghanistan è ora, insieme all’oppio la più grande fonte economica del Paese; i signori della droga, che sono facilmente gli stessi della guerra, sono i maggiori esportatori mondiali di oppio e eroina.

    Anni prima avevano attaccato l’Iraq due volte. La seconda delle quali a causa della produzione di armi di distruzione di massa. Con l’aiuto dei mass media di massa avevano fatto credere d’avere le prove inconfutabili. Loro con i fedeli britannici hanno poi dovuto dichiarare al mondo che avevano fondato le migliaia di centinai di vittime su una bugia. Ma dai.

    L’eliminazione di Gheddafi ha causato l’attuale stato fuori controllo della regione.
    Poi estesosi alle altre primavere arabe, tutte sanguinose, tunisina a parte.

    La questione siriana, particolarmente complessa in fatto di dinamiche di alleanze politiche e religiose e interessi locali e non, vede la presenza delle forze occidentali senza mandato Onu, un arbitrio che ormai si ripete dal tempo della guerra del Kosovo.

    Contro la Serbia, americani e coalizione intervennero deliberatamente.
    Lasciarono che una sua regione – la più importante da più punti di vista – divenisse stato indipendente.
    Permisero, senza alcun precedente storico, che gli albanesi del Kosovo, potessero dichiarare unilaterlmente la loro secessione dalla Serbia.

    In quell’epoca nacque Bond-Steel. Grande base americana impiantata in Kosovo, avamposto strategico-militare rivolto al medio oriente. Uno in più, la cui somma mondiale – poco nota – è di circa 700.

    Ugualmente fecero in Afghanistan.
    Per la “nobile” ragione di voler catturare Osama bin Laden, si erano – con il silenzio internazionale – arrogati il diritto d’andarselo a prendere per il semplice motivo che il mullah Omar, comandante di Stato – nel pieno del diritto internazionale – non aveva accondisceso alla richiesta di estradizione americana.

    Le guerre hanno ragioni economiche e maschere umanitarie.
    L’egemonia militare è necessaria per raggiungere quella economica.
    Con questa si realizza quella della comunicazione, la cui voce principale si preoccupa di indirizzare la nostra attenzione dove a loro necessario, ovvero verso quei luoghi dai quali “è giusto” dare il nostro appoggio morale.
    Quella stessa comunicazione che si dedica a farci identificare sotto la medesima identità elementi che non hanno alcuna ragione di essere politicamente accorpati.
    I talebani sono un movimento nazionale.
    Al Qaeda, quando era in salute, lo Stato islamico e altre entità avevano e hanno prospettive internazionali.

    Il valore delle ricostruzioni strutturali e infrastrutturali giustifica a sua voltà la notevole percentuale di dollari dedicata agli armamenti.
    La guerra è funzionale anche all’economia nazionale.

    È vero, nella seconda guerra, hanno evitato che cadessimo nella brace e noi ci siamo convinti che restare nella padella fosse il massimo cui aspirare.
    Ci sono ragioni storiche per non sentirsi in colpa, ma ora, continuare a tenere o gettare via la mascherina di Truman Show che nel frattempo ci eravamo calati sugli occhi è una scelta solo nostra.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.