Recintazione e sentieri

Purtroppo questo blog è costretto ad occuparsi spesso di vicende ed episodi negativi, o scomodi problemi che altri portali di informazione ignorano o vogliono ignorare. Ma anche per noi ogni tanto è necessario vedere il bicchiere mezzo pieno (al posto del classico mezzo vuoto), pertanto è d’obbligo andare a cercare, nel nostro campo di appassionati di montagna, quelle notizie che per una volta allargano il cuore.

Nel numero di febbraio 2015 di Montagne360, a pag. 7, figura una notizia intitolata CAI ed Enti locali, insieme per la montagna. Veniamo a sapere dei due milioni di euro stanziati per la montagna dalla Regione Veneto (banda larga satellitare in 25 rifugi dell’area Dolomiti Unesco, applicazione per smartphone e tablet “Itinerari Tematici e Parlanti”, progetto Montagna Amica e Sicura, e altro).

Evidentemente anche in Italia forse è possibile, al di là di altri esempi fortemente negativi, una buona collaborazione tra le associazioni di settore e le istituzioni pubbliche/enti locali. Sempre nella medesima notizia citata, è detto che “il nuovo Piano Re­golatore Generale del Comune di Ascoli, adottato nel dicembre 2014, prevede una norma espressamente dedicata alla tutela, alla manutenzione e promozione della rete sentieristica. La norma è stata adottata grazie alle osservazioni della Sezione CAI locale: «in questo modo è possibile tutelare, manutenere e restitu­ire la rete sentieristica, nella sua integri­tà, alla fruizione collettiva».

Abbiamo voluto saperne di più su questa collaborazione e abbiamo perciò chiesto a Paola Romanucci, avvocato, presidente della Sezione del CAI di Ascoli Piceno: “Credo sia utile mettere in circolo le ‘buone pratiche’, non solo per nostra gratificazione: gli esempi positivi di regola hanno più efficacia delle polemiche e costruiscono un nuovo modo di governare il territorio. E credo che, dopo l’incontro sostanzialmente positivo tra i due presidenti Martini e Olivieri, sarebbe tempo di rimettere mano a una nuova piattaforma di collaborazione con il Parco dei Sibillini, che superi la brutta convenzione con il collegio regionale delle Guide e apra a una collaborazione basata non soltanto sulla manovalanza per i sentieri, ma su un nuovo metodo partecipativo e propositivo per promuovere e tutelare il territorio montano“… La collaborazione con il comune di Ascoli Piceno è un buon esempio di governo partecipato del territorio: un modo concreto da parte del CAI di tutelare e promuovere la montagna e di sostenere le economie locali con il turismo lento”.

Paola Romanucci in arrampicata su Supergulp, Masua (Sardegna). Foto: Gianni Battimelli
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In particolare è stato chiesto e ottenuto che tutti i sentieri in territorio comunale di Ascoli Piceno, individuati in una “tavola” compilata assieme, non potranno essere interrotti né con cancelli o sbarre né con altro tipo di barriera. Questo perché invece i sentieri anche millenari che attraversano il territorio, collinare e montano, nel tempo sono stati ostruiti da recinzioni, abusive e non.

In base all’accordo, il Comune potrà richiedere arretramenti delle recinzioni, anche per consentire il recupero e ripristino dei sentieri abbandonati, il completamento e la manutenzione dei sentieri esistenti e l’apertura di nuovi passaggi pedonali.

Qui potete leggere il documento, a firma di Paola Romanucci, con il quale il CAI ha chiesto al Sindaco di Ascoli Piceno nuove norme tecniche al riguardo dei sentieri.

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Recintazione e sentieri ultima modifica: 2015-05-09T07:00:16+02:00 da GognaBlog

2 pensieri su “Recintazione e sentieri”

  1. 2
    giulia castelli says:

    OTTIMO LAVORO Paola!! bisognerebbe mandarlo come esempio al Parco delle Alpi Apuane dove i sentieri (anche quelli segnati nella cartografia ufficiale turistica e del CAI) sono interotti con cartelli allarmistici di divieto di passare a piedi e, ovviamente, NON sono state realizzate le deviazioni dovute per gli escursionisti, tanto in Italia la legge nessuno la fa rispettare… ma, ci hanno risposto i cavatori, certo che si può passare! Perdinci vada vada. I cartelli li ha messi la società per togliersi la responsabilità se un escursionista avesse un incidente… che so, gli cascasse un masso durante i movimenti di ruspa…

  2. 1
    Paola Romanucci says:

    Grazie, Alessandro, per l’attenzione su una “buona pratica” partecipativa alla gestione del territorio, che potrebbe valere da esempio (qualche sezione CAI ci aveva già chiesto il testo delle Osservazioni). Anche per evitare di dover rincorrere violazioni e abusi a suon di esposti e comunicati, quando la frittata è fatta. E… Gianni Battimelli ci tiene a rivendicare la paternità della foto, scattatami su Supergulp, a Masua 🙂

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