Risposta a Salvini

Michela Murgia aveva scritto: “Esiste una regola semplice negli ingaggi della comunicazione mediatica: se hai davanti qualcuno che ha già deciso cosa farti dire o come farti apparire, non sei obbligato a lasciarglielo fare. Per questo non rilascio interviste a Libero, al Giornale o a trasmissioni televisive condotte da persone di cui non riconosco l’onestà intellettuale. Conosco la differenza tra comunicare e manipolare e non mi faccio usare per raccontare palle sul dramma delle persone lasciate morire nel Mediterraneo dalla politica del ministro Salvini. C’è un solo modo per vincere ai giochi truccati ed è non giocare”.

Risposta a Salvini
di Michela Murgia
(dal profilo fb di Michela Murgia, 17 aprile 2019, ore 22.33)

Spessore 2, Impegno 1 , Disimpegno 4

Ieri il ministro degli interni Matteo Salvini ha pensato bene di fare l’ennesimo tweet contro di me virgolettandomi come intellettuale radical chic e snob. È il suo giochetto preferito quello di far passare chiunque lo critichi per un ricco altolocato che non ha contatto con la gente e con la realtà, che non conosce i problemi veri e che non sa cosa sia la fatica del lavoro, ambiti in cui lui invece si presenta come vero esperto. Le propongo un gioco, signor Ministro: si chiama “sinossi dei curriculum”.

Matteo Salvini

Nel 91, anno in cui mi diplomavo come perito aziendale, mi pagavo l’ultimo anno di studi lavorando come cameriera stagionale in una pizzeria. Purtroppo feci quasi due mesi di assenza perché la domenica finivo di lavorare troppo tardi e il lunedì mattina non sempre riuscivo ad alzarmi in tempo per prendere l’autobus alle 6:30 per andare a scuola. A causa di quelle assenze, alla maturità presi 58/60esimi.

Nel 92, mentre lavoravo in una società di assicurazioni per sostenermi gli studi all’istituto di scienze religiose, Lei prendeva 48/60 alla maturità classica in uno dei licei di Milano frequentati dai figli della buona borghesia. Sono contenta che non abbia dovuto lavorare per finire il liceo. Nessuno dovrebbe.

Nel 93 iniziavo a insegnare nelle scuole da precaria, lavoro che ho fatto per sei anni. Nel frattempo Lei veniva eletto consigliere comunale a Milano e iniziava la carriera di dirigente nella Lega Nord, diventando segretario cittadino e poi segretario provinciale. Non avendo mai svolto altra attività lavorativa, è lecito supporre che la pagasse il partito. Chissà se prendeva quanto me, che allora guadagnavo 900 mila lire al mese.

Nel 1999 per vivere consegnavo cartelle esattoriali a domicilio con un contratto co.co.pro. Ero pagata 4mila lire a cartella e solo se il contribuente moroso accettava di firmarla. Lei invece prendeva la tessera giornalistica facendo pratica alla Padania e a radio Padania, testate di partito che si reggevano sui finanziamenti pubblici, ai quali io non ho nulla in contrario, ma contro i quali Lei ha invece costruito la sua retorica.

Nel 2000 ho iniziato a lavorare in una centrale termoelettrica, dove sono rimasta fino al 2004. Mi sono licenziata perché ho scelto di testimoniare in tribunale contro il mio datore di lavoro per un grave caso di inquinamento ambientale. Mentre lasciavo per coscienza l’unico lavoro stabile che avessi trovato vicino a casa, Lei era segretario provinciale della lega Nord, suppongo sempre pagato dal partito, dato che anche allora non faceva mestieri.

Michela Murgia

Nel 2004 ho lasciato la Sardegna per lavorare come cameriera in un albergo al passo dello Stelvio, in mezzo alla neve, con un contratto stagionale a poco più di mille euro. Mentre io da precaria rifacevo letti Lei si faceva eleggere al parlamento europeo a 19.000 euro al mese.

Nel 2005 ho lavorato un mese e mezzo in un call center vendendo aspirapolveri al telefono ed ero pagata 230 euro lordi al mese più 8 euro per ogni appuntamento che riuscivo a fissare. Durante quella esperienza ho scritto un blog che ha attirato l’attenzione di un editore. Nello stesso periodo Lei a Bruxelles bruciava un quarto delle sedute del parlamento ed era già lo zimbello dei parlamentari stranieri, che nelle legislature successive le avrebbero poi detto in faccia quanto era fannullone. Io sono a favore della retribuzione dei politici, purché facciano quello per cui li paghiamo.

Nel 2006, mentre usciva il mio primo libro, io facevo la portiera notturna in un hotel, passando le notti in bianco per lavorare e riuscire anche a scrivere. Lei invece decadeva da deputato, ma atterrava in piedi come vicesegretario della lega Nord e teneva comizi contro i terroni e roma ladrona. Non facendo ancora altro mestiere che la politica, immagino che la politica le passasse uno stipendio. Chissà se somigliava al mio, che per stare sveglia mentre gli altri dormivano prendevo appena più di mille euro al mese.

Dal 2007 in poi ho vissuto delle mie parole, della fiducia degli editori e di quella dei lettori e delle lettrici. Negli stessi anni Lei ha campato esclusivamente di rappresentanza politica e da dirigente in un partito da dove – tra il 2011 e il 2017 – sono spariti 49 milioni di soldi pubblici senza lasciare traccia. Se adesso le è chiaro con chi è che sta parlando quando virgoletta il mio nome nei suoi tweet, forse le sarà altrettanto chiaro che è Lei, signor Ministro, quello distaccato dalla realtà. Tra noi due è Lei quello che non sa di cosa parla quando parla di vita vera, di problemi e di lavoro, dato che passa gran tempo a scaldare la sedia negli studi televisivi, travestirsi da esponente delle forze dell’ordine e far selfie per i social network a dispetto del delicatissimo incarico che ricopre a spese dei contribuenti. Lasci stare il telefonino e si metta finalmente a fare il ministro, invece che l’assaggiatore alle sagre. Io lavoro da quando avevo 14 anni e non mi faccio dare lezioni di realtà da un uomo che è salito su una ruspa in vita sua solo quando ha avuto davanti una telecamera.

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Risposta a Salvini ultima modifica: 2019-05-17T04:38:14+01:00 da GognaBlog

14 pensieri su “Risposta a Salvini”

  1. 14
    Alberto Benassi says:

    Non c’è nulla da stupirsi per il “successo” momentaneo dell’attuale ministro dell’interno. Salvini

    Non c’è da stupirsi. Ma da preoccuparsi SI!

  2. 13
    Manera Ugo says:

    Condivido totalmente quanto scritto da Michela Murgia e la ringrazio per questo suo testo. Non c’è nulla da stupirsi per il “successo” momentaneo dell’attuale ministro dell’interno. Salvini è un politico furbo e senza scrupoli, probabilmente (a mio avviso) in malafede in tante sue affermazioni e manifestazioni. E’ molto abile a sfruttare il basso livello culturale di molti italiani e la loro propensione a dare libero sfogo agli istinti e sentimenti più bassi. Forse è proprio il politico che gran parte del disastrato popolo italiano si merita. Ho poca fiducia ma spererei di no. Lo vedremo nel prossimo appuntamento elettorale

  3. 12
    Giandomenico Foresti says:

    Infatti, oggi il politico twitta perchè la società twitta, quindi in una società di coglioni (non tutti ma una buona parte) anche i politici si comportano da coglioni perchè anche il voto del coglione ha un peso.
    Ma chi ci ha ridotto dei coglioni? I politici, i mass media? No, siamo noi che preferiamo fare i coglioni per comodità, per non sbatterci, perchè la democrazia è molto faticosa, perchè essere democratici significa confrontarsi con problematiche molto complesse che spaccano la testa. E allora meglio ridurre tutto ai minimi termini, meglio trovare delle soluzioni semplici a dei problemi complessi e trovare qualche coglione che abbia voglia di metterci la faccia e il culo (perchè a fare il politico si rischia sempre l’avviso di garanzia anche se si è innocenti).
    Sapete perchè i politici del dopoguerra erano meglio di quelli di oggi? Perchè molti di loro il culo se lo sono fatti davvero, in un altro modo però. C’è chi ha combattuto i tedeschi come partigiano, chi è stato ingabbiato durante il regime, chi ha perso dei familiari in guerra, ecc.. e quando vedi e soffri certe cose poi la tua visione del mondo cambia e, a meno che non sei un figlio di buona donna, un minimo di solidarietà verso chi sta’ peggio ce l’hai.
     

  4. 11
    Alberto Benassi says:

    comunque la politica e i politici sono lo specchio della società.
    Qualcuno il voto, la sua fiducia gliela da.
    Quindi…

  5. 10
    Paolo Panzeri says:

    Io non capisco perché dappertutto si parli del Salvini.
    E’ uno dei tanti politici italiani, ora ministro come tanti altri similari negli anni.
    Secondo me così gli si fa solo pubblicità, come a questo governo.
    Già hanno vinto poco tempo fa, si vede che i loro oppositori vogliono ancora farli vincere.
    Per me ormai la politica italiana è a livelli bassissimi, tutti sembrano interessati solo al proprio portafoglio e io non do il voto a nessuno schieramento o politicante, ma forse non capisco più niente.
    Magari qualche vero politico prima o poi proporrà un futuro serio e non fantasioso o farlocco della nostra società… ma son troppi e troppo intrallazzati.

  6. 9
    Alberto Benassi says:

    Matteo, Giandomeci ha ragione,  la sinistra centra perchè HA TRADITO i propri ideali!
    Giusto  TROGLODITA è sbagliato.
    Allora diciamo che Salvini dovrebbe fare tutto  meno che il ministro degli interni. Uno che ogni volta che parla sprigione violenza non può fare il ministro degli interni. Anzi non dovrebbe fare il ministro di un paese che ripudia la violenza. O non è più così ?

  7. 8
    Giandomenico Foresti says:

    Caro Matteo (me ne viene in mente un altro, così a caso), la sinistra c’entra eccome perchè se oggi ci troviamo Salvini è perchè coloro i quali avrebbero teoricamente dovuto tutelare il popolo se ne sono fregati e hanno fatto i loro porci comodi.
    Se avessero fatto le cose per bene oggi la Lega non sarebbe al governo e Salvini non sarebbe ministro dell’interno.
    Vorrei ricordarti che alle ultime elezioni europee il PD, capitanato dal tuo omonimo, prese il 40,81%, segno evidente che la gente ci credeva (quantomeno quelli che andarono a votare).
    Com’è andata a finire poi lo sappiamo tutti.

  8. 7
    Matteo says:

    Francamente non riesco a capire cosa c’entri la sinistra con Salvini.
    Qui si sta parlando della risposta di una scrittrice attaccata via tweet, con scherno, sufficienza e insinuazioni, da un ministro della Repubblica.
    Credo che dare del troglodita a Salvini sia sbagliato, se non altro perché Salvini non ha mai abitato in una spelonca avendo trovato di vivere lussuosamente a sbafo sulle nostre spalle.
    Però si potrebbe dargli tranquillamente del razzista, del responsabile morale e politico di una banda di ladri,  dell’essere abietto nel provocare unicamente la pancia, di essere falso e lavativo, come fa con stile impagabile la Murgia.
    Non la conosco e non ho letto i suoi libri.
    La stimo moltissimo!

  9. 6
    Giandomenico Foresti says:

    Salvini ha trovato e continua a trovare terreno fertile perchè la sinistra italiana, e non solo, ha fallito miseramente contribuendo allo sfacio sociale e morale in cui ci troviamo.
    Molte persone si sono rotte i coglioni e hanno cominciato a votare lega e 5 stelle per sentirsi rappresentate. La sinistra è riuscita a buttare nel cesso ciò che era riuscita a conquistare a fatica nel corso di decenni a partire dal dopoguerra e, contrariamente a re Mida, ha trasformato in merda tutto ciò che ha toccato.
    Se oggi siamo messi così la colpa è di chi ha voluto contrastare Berlusconi mettendosi sul suo stesso livello, per non dire inciuciando con lui quando gli ha fatto comodo (mai fatto, per es., una legge contro il conflitto d’interessi quando si poteva fare).
    Ma è meglio che smetta di scrivere perché mi va il sangue alla testa.

  10. 5
    Paola Cesco Frare says:

    Forse ci sarà chi non si interessa quanto me al curriculum di Michela Murcia, ma a quello di Salvino sarebbe bene interessarsi, visto il ruolo politico che ha, e poi metterlo assieme alle parole che esterna con troppa facilità, per comprendere ancora meglio da che parte stare! Senza ulteriori denigrazione verso chi ha avuto la voce giusta per controbattere. Lo facessero tutti, senza fargli passare nulla!

  11. 4
    Alberto Benassi says:

    Giandomenico, ho offeso il Ministro scrivendo  “Troglodita” ?
     
    Può darsi, ma a me il suo modo di esprimersi, di rivolgersi agli altri , sembra così. imbevuto di violenza.
     

  12. 3
    Giandomenico Foresti says:

    Alberto, non mi piace mancare di rispetto alle persone, a prescindere dal fatto che condivida o meno il loro modo di essere e di porsi, però condivido il “ma che ci parli a fare” perchè non vedo a che pro la Murgia si debba giustificare rendendo noto il suo curriculum del quale a me, e a molti come me, non gliene frega frega nulla.
    Mi sembra di essere tornato all’asilo o alle elementari.
    Il confronto va fatto cui contenuti e se qualcuno cerca di sviare lo si riporta sui contenuti fino all’esaurimento.

  13. 2
    Alberto Benassi says:

    Ieri il ministro degli interni Matteo Salvini ha pensato bene di fare l’ennesimo tweet contro di me virgolettandomi come intellettuale radical chic e snob.

    cara Michela Murgia, ma che ci parli a fare con un TROGLODITA che conosce solamente un  linguaggio di aggressione,  di  violenza.

  14. 1
    Paola Cesco Frare says:

    Brava Michela! Non conoscevo il suo curriculum lavorativo, conoscevo solo i suoi libri, sempre profondi e pieni di umanita. Non poteva essere altrimenti con la vita che ha fatto, e la terra da cui proviene, che amo profondamente.
    Quando impareremo a dare il giusto peso alle parole di Salvini? Il suo metodo è usato sempre da tutti coloro che, non avendo parole adeguate per contestare chi li critica, scelgono sempre di demolire l’ antagonista ( vedi certe risposte  su Comelico, un territorio in svendita, e quanto si è poi rigenerato sulla stampa locale: Gazzettino di BL) Succede  ogni giorno. Ma Salvini ha trovato con Michela Mugia pane per i suoi denti: che mastichi, allora, e che si strozzi!

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