Romano Perego

Il 12 febbraio 2019, a Calco (LC) ci ha lasciati a 84 anni Romano Perego, un personaggio fondamentale per la storia dell’alpinismo. 

Nato il 26 novembre 1934 a Pagnano, una frazione di Merate (LC), ha sempre diviso la sua vita tra famiglia, lavoro e una grande passione per la montagna. Nel 1960 viene ammesso nei Ragni della Grignetta e ben presto diventa uno dei punti di riferimento dell’alpinismo lecchese e non solo. Con il suo carattere taciturno e pacato, entra in quella schiera di alpinisti che, proprio da Lecco, partiranno per compiere imprese importantissime in ogni angolo del mondo. Nel 1961 viene chiamato a far parte della spedizione al McKinley guidata da Riccardo Cassin. I lecchesi realizzano un capolavoro salendo l’inviolato sperone sud della montagna più alta del Nord America.


Romano Perego, all’epoca della salita all’Eiger nel 196

Quando siamo arrivati in cima era il 19 luglio 1961, io e il Romano eravamo in cordata assieme e con noi c’era Annibale Zucchi – ricorda il Ragno Luigino Airoldi, di Ballabio, – L’altra cordata era formata da Riccardo Cassin, Gigi Alippi e Jack Canali. Il McKinley è stata la montagna che ci ha unito, da lì in poi è capitato spesso di andare a scalare assieme in Grigna. Romano, come me, era uno dei pochi alpinisti a far parte anche del prestigioso gruppo francese Groupe de Haute Montagne. Già nel 1963 aveva all’attivo le tre grandi Nord delle Alpi: Cervino, Eiger, Grandes Jorasses. E’ una perdita che si fa sentire. Ci conoscevamo da sessant’anni e non l’ho mai sentito vantarsi una volta. Parlava poco ma in montagna era davvero forte. E, negli ultimi tempi, c’eravamo ritrovati ed era capitato anche di andare a fare qualche conferenza insieme”.

Campo base del McKinley, 1961. In piedi, da sinistra: Romano Perego, Gigi Alippi, Luigi Airoldi e Riccardo Cassin. Sotto, Annibale Zucchi e Jack Canali

Accademico del CAI, era una persona che, quando nel mondo della montagna il campanilismo si faceva sentire, è stato capace di aprirsi: non a caso uno dei suoi compagni storici di cordata è stato il piemontese Andrea Mellano.


L’arrivo alla stazione Eigergletscher dopo la prima italiana alla Nord dell’Eiger. Da sinistra, Andrea Mellano, Pierlorenzo Acquistapace, Gildo Airoldi, Armando Aste, Franco Solina e Romano Perego (archivio Franco Solina)

Ricorda il presidente del CAI Lecco Alberto Pirovano: “Uomo con un’intelligenza fuori dal comune, era sempre calmo e tranquillo ma con una determinazione incredibile. Fino a pochi anni fa lo si poteva incrociare in cima alla Grignetta magari dopo aver fatto la cresta Segantini con sua moglie. Era una di quelle persone a cui era impossibile non voler bene ed era sempre propositivo. Ha fatto la storia dell’alpinismo e merita un ricordo speciale”.

Lettura: spessore-weight(1), impegno-effort(1), disimpegno-entertainment(2)

Romano Perego e la storia
di Fabio Palma
(pubblicato l’1 dicembre 2014 su http://ragnilecco.com/romano-perego-e-la-storia/)

La settimana scorsa sono andato a trovare Romano Perego, appena operato al cuore e il giorno prima della mia visita arrivato a compiere 80 anni.

Non giro troppo intorno alle cose, lo dico subito: mi piacerebbe arrivare a 80 anni, ma ancora di più mi piacerebbe arrivarci come ci è arrivato lui. E non solo perché soltanto verso gli 80 ha cominciato ad avere problemi di salute, questa speranza sarebbe banale. No, il vero motivo è che Romano è la testimonianza vivente di come si possa superare una certa età rimanendo lucidi, sereni, obiettivi, veri senza ritagliarsi intorno cortine di idolatria e maschere spara-sentenze molto molto arrotolate sul preambolo: “ai miei tempi – oggi non è più così – oggi non si soffre più…” e altre simili insulsaggini.

Romano Perego

Romano è uno dei più grandi Ragni di tutti i tempi, affermazione a prova di critica. Come Annibale Zucchi, per esempio. Di Romano dicono che fosse uno di pochissime parole, che andava come un treno, con cui era impossibile trovarsi male. L’ultima descrizione la si verifica subito, ci parli insieme e ti trovi proprio bene. La penultima… beh, basta dare un’occhiata al curriculum! Decisivo al McKinley, nel 1963 ha già all’attivo le Nord del Cervino, Grand Jorasses ed Eiger, primo italiano con Mellano e Perego. E dice anche quello che tutti sanno ma nessuno osa dire: la Nord dell’Eiger, per la via normale, è brutta e facile. Solo, pericolosa. Come direbbe oggi uno di noi, una gran ragliata… Beh, giù il cappello a chi osa dire quelle che pensa infischiandosene delle opinioni altrui.

15 giugno 2017. Da sinistra, Romano Perego, Det Alippi e Sergio Longoni durante una serata da Sport Specialist

E poi va in Afghanistan a salire una cima isolatissima (vera avventura, quella), sempre insieme ad Andrea Mellano, che fra l’altro, per averlo conosciuto in una serata, è proprio come Romano: buono e simpatico.

Rimaneva da commentare il fatto che fosse di poche parole: beh, certo non ora. Gli occhi gli si illuminano quando parla di montagna, e parla con un sacco di entusiasmo. La moglie mi dice, sapesse quanto è disordinato… si ricorda solo le cose di montagna.

Grande, grande Romano. Viva la vecchiaia, quando rimani così giovane dentro

MC KINLEY 1961 – Fonte: ragnilecco.com/mc-kinley




ritratto maglione rosso

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Romano Perego ultima modifica: 2019-05-13T05:12:30+02:00 da GognaBlog

1 commento su “Romano Perego”

  1. 1
    Fabio Bertoncelli says:

    Che dire?
    È morto un Uomo.

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