Tattiche di highball

I consigli dell’esperto per scalare sui boulder alti
I polpacci cominciano a vibrarti come quelli di Elvis Presley: tremano al ritmo serrato di un cuore che batte forte per la paura. Le dita ti si riaggiustano nervosamente su appigli che un attimo fa erano “enormi” e ora ti sembrano delle schifezze minime. Il prossimo appiglio è bello lontano. Cadere o lottare? Questa guidina ti aiuterà a conoscere le giuste tecniche in modo da affrontare il prossimo highball in modo molto più sicuro e fiducioso.

Tattiche di Highball
di Nina Williams
(
tradotto da Climbing n. 350)

Preparazione
E’ facile saltare subito sulla roccia. La bella linea invita alla scalata: però un po’ di pianificazione può darti più sicurezza e più successi.

Impara a cadere. Prima di arrivare al masso, fa un po’ di pratica di caduta, abbreviando il tempo di reazione e facendo esperienza per lo scenario peggiore. Inizia con cadute controllate in sala indoor, ricordando che slogarsi una caviglia è possibile anche lì. Salta giù da tratti non alti, per poi aumentare la distanza quando ti senti più a tuo agio. Fa attenzione al tuo centro di gravità e a come il tuo corpo reagisce quando cadi di lato. Quando poi farai pratica fuori, allora usa sempre il pad, messo bene. Mentre cadi, guarda in giù e individua il punto di atterraggio. Con la pratica riuscirai a impattare sempre più in sicurezza.

Alex Honnold apre Too Big to flail, Bishop
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Controlla la discesa. Nessuno vuole fare la parte del gattino bloccato su un albero, quindi esamina la discesa dal boulder prima d’iniziare. Ci può essere quasi un sentiero, ma talvolta alcune discese sono impegnative. Se c’è da fare un salto o arrampicata difficile, fa in modo che un amico ti sposti il pad.

Valuta la linea. Ripassa tutte le informazioni e cerca gli appigli nascosti. Considera tutti i punti chiave e quei punti dove puoi riposare un po’ e rilassare le braccia. Guarda dove puoi atterrare se cadi da un certo punto e abbi ben chiaro qual è la tua zona di no-fall. Ciò significa decidere esattamente da non oltre quale altezza o appiglio tu vieti a te stesso di cadere: il punto dove devi dare il tutto per tutto oppure recedere.
Controlla la qualità della roccia sugli appigli un po’ dubbi. Sta attento a possibili rotture, specialmente su terreno sconosciuto. Nella valutazione della linea, immaginati mentre l’arrampichi. Controlla sempre di avere il sacchetto della magnesite ben fornito.

Sistema l’atterraggio. La sistemazione di un set di pad è basilare per la sicurezza su un highball. A seconda del terreno e del numero di pad o assistenti (spotter) che hai, considera ciò che segue:

  1. Su terreno piatto, piazza i pad nel posto dove pensi possa verificarsi la caduta più alta. Pareti verticali danno luogo a cadute diritte; pareti strapiombanti danno luogo a cadute più angolate, più lontane dalla roccia. Sistema i pad in modo da coprire la maggior parte di area possibile. Allinea bene i pad in modo che non ci siano vuoti o sovrapposizioni.
  2. Su terreno più “mosso”, con rocce scoperte, radici o altri oggetti spacca-schiena o caviglia-killer: posiziona le protezioni attorno a questi ostacoli in modo da avere una zona d’atterraggio il più possibile piatta e uniforme. Qui potrebbe essere necessario ripiegare i pad. Usa solo ciò che serve, mettere un pad in più può essere più pericoloso per le caviglie che altro. Se l’atterraggio è inclinato, allaccia i pad tra loro con le stringhe, oppure metti lo spotter in piedi al di sopra in modo che i pad non scivolino via. Dopo ogni caduta, rimetti tutto a posto minuziosamente.
  3. Con un numero limitato di pad, mettili in modo da coprire il più del terreno. Saranno gli spotter a spostare poi i pad mentre scali, seguendo i tuoi movimenti. Se invece ci sono tanti pad, si possono fare due o più strati, mettendoli in modo che quelli di sopra coprano le giunture del primo strato.

Comunica con gli spotter. Non dare per scontato che il tuo assistente sia sempre pronto: meglio chiedere o verificare. Siamo noi i responsabili prima di tutto, e assistere un highball può essere davvero impegnativo, perché lo scopo principale di uno spotter è quello di deviare la caduta verso i pad, non quello di placcarla o rallentarla. Perciò discuti sulla zona dell’atterraggio, sul come potresti cadere e sul dove gli spotter dovrebbero stare. Quando lo scalatore cade, lo spotter dovrebbe mirare ad afferrare i suoi fianchi e cercare di cadere con lui verso i pad. Su highball davvero alti, per smorzare l’impatto si può usare il floating pad: due persone tengono con le mani un normale pad a una certa distanza più in alto dello strato di pad, lo spostano seguendo i movimenti dello scalatore per poi mollarlo quando questi, nella caduta, ci va a finire sopra. In questo modo lo scalatore prima impatta sul floating pad, rallenta la sua caduta e poi atterra sullo strato sottostante.
Mentre si fa sorveglianza (spotting), tenete dita e pollici attaccati in una posizione a cucchiaio per il massimo d’ammortizzazione e per evitare di farsi male alle dita e alle mani. Con le braccia in alto, tenete gomiti e ginocchia leggermente piegati.


Caduta
Il bouldering è per il 10% scalare con successo (“chiudere”) e per il 90% cadere. Devi essere pronto a cadere. Ci sono due tipi di cadute: quelle controllate (dropping off) e quelle non controllate (popping off).

Cadute controllate
Guardare giù
: misura la distanza tra le tue suole e il terreno. La tua caduta deve essere misurata sui piedi. Se hai oltrepassato la tua no-fall zone, cerca di scendere arrampicando fino a dove puoi riposare. Respira. Normalmente la paura di cadere è più terrorizzante della caduta stessa. Essere presi dal panico di solito riesce solo a ritardare l’inevitabile e a incoraggiare decisione frettolose. Accetta la caduta e lasciati andare.

Cadere: mentre vai giù, cerca di allungare il tuo corpo il più possibile, respirando profondo per rilassare i muscoli. Nel momento in cui i piedi toccano terreno, accartocciati con tutto il corpo e rotola sui pad. Le ginocchia devono assorbire il massimo di shock, perciò bada bene alla loro posizione mentre cadi. Se l’atterraggio non è sul piatto, lascia che il tuo corpo cada con naturalezza e rimanga morbido.

Cadute non controllate
Guardarsi intorno
: se hai fatto un buon lavoro di preparazione, dovresti aver capito quali sono i migliori posti per impattare. Perciò, già mentre sali, guardati intorno per riconoscerli.
Cadere: Preoccupati della testa. Portati con il dorso sopra alle gambe. Tieni le gambe pronte ad assorbire. Evita di agitarti con le braccia, tienile invece vicine al centro del corpo in modo da prevenire danni agli arti superiori.


Lotta
L’impegno richiede confidenza e pratica. La lotta per il movimento dopo finisce in uno dei seguenti tre modi: cadere, progredire, “chiudere”. Indipendentemente da come finirà, ogni volta che decidi di lottare devi attingere alle tue riserve di energia psicologica.

Paura controllata. La paura può essere una forza paralizzante oppure stimolante. Perciò utilizzala al meglio nei punti cruciali.
Identifica come ci si sente a essere terrorizzati. Ti fa soffocare? Senti pressione al torace? Tremi? Immagina che la tua paura sia contenibile, qualcosa con cui puoi collaborare. Usa la mente per riformarla a tua misura. Quando la paura diventa insopportabile, è quello il momento di cercare di ridurla.

Per esempio, se la paura ti prende con la pressione al torace, visualizzala come fosse una palla di luce. Immagina che con le mani l’afferri, ti appropri della luce e la riduci. E’ ciò che ti serve per continuare. Se invece ti senti in tremolio, prova a immaginare che del miele caldo ti scorra nelle vene: vedrai che il tremore diminuisce.

Relax momentaneo. Non essere sempre teso, adegua la tua tensione quando non serve. L’ipertensione consuma energia. Durante i riposi, metti le mani nella magnesite, fa un po’ di stretching e scuoti le braccia una per volta. Se ti senti in ansia, chiudi per un po’ gli occhi. Cerca sempre dove puoi fare queste cose e rilassati. Trai respiri profondi, inalando dal naso ed esalando dalla bocca.

Concentrazione. Mira a un’esecuzione impeccabile di ogni movimento. Metti particolare attenzione ad afferrare gli appigli perfettamente. Se non riesci ad afferrare l’appiglio in modo corretto, cerca di aggiustare la presa per quanto possibile. Se fai un errore e la concentrazione svanisce, rilassati di nuovo e riconcentrati di nuovo.

Ottimizzazione. Sul passo cruciale, tieni al meglio la tua composizione mentale, respira per rilassarti anche quando sei al massimo dell’ingaggio.

Nina Williams in azione a Bishop
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Lavorato
Toproping
. Conoscere i movimenti in precedenza ti aiuta un casino nel tentativo vero e proprio. Il toproping, cioè il salire assicurati con una corda dall’alto, ti permette di memorizzare gli appigli, capire quanto sono buoni e quanto ti servono e ti aiuta ariconoscere le zone di caduta. Il lavorato ti permette di immagazzinare informazioni per la “chiusura” finale.

Quando sistemate la corda, preparate un ancoraggio bomba in cima. Spesso in vetta agli highball ci sono degli spit. Se non è così preparate un ancoraggio, ma che sia davvero buono.

Ground up. Lavorarsi una salita in ground-up significa farlo senza avere conoscenza dei vari movimenti a meno che non li abbiate già raggiunti dal basso. Questo metodo è assai avventuroso e richiama l’etica della vecchia scuola del bouldering. Certo, non richiede la preparazione dell’ancoraggio in cima, ma è più rischioso. Trovare la via giusta a 7-8 metri da terra può essere davvero difficile, e sbagliare percorso può portare a finir male. Fare ground up ha senso solo se ci si sente proprio preparati e sicuri.

Nina Williams
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Ricordati che
L’highball bouldering è pericoloso. La decisione di scalare a parecchi metri da terra senza corda non è mai da prendere con leggerezza. Non dovresti mai sentirti costretto a salire una linea della quale hai timore e sulla quale non ti senti a tuo agio.

Considera tutti i rischi implicati e immagina come ridurli il più possibile. Pensa a un piano d’emergenza in caso di ferite.

L’highballing può personalmente essere molto gratificante, specie quando si raggiunge uno stato di concentrazione particolare. Ma solo perché ci siete riusciti una, due o cento volte ciò non significa che siate al riparo da incidenti ogni volta. Trova un equilibrio tra lo spingere oltre i tuoi limiti e la tua sicurezza.


Nina Williams
è una climber professionista con base a Salt Lake City. E’ riuscita in alcuni highball davvero al top, tipo Evilution Direct (V11), Speed of life (V10) e Footprints (V9).

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Tattiche di highball ultima modifica: 2017-01-15T05:31:21+01:00 da GognaBlog

3 pensieri su “Tattiche di highball”

  1. 3
    Alessandro Gentilini says:

    Caro Motta, mia intenzione era solo di fare una specifica:l’attivita’in questione, anche attraente e di grande respiro di fatto è un free solo.
    Pertanto se si vuole fare del free solo bene, altrimenti perché non adoperare la corda.
    Comunque sia le differenze sono questioni di lana caprina.
    Bello sempre ed emozionante vedere quei filmati.
    Un caro saluto

  2. 2
    Sebastiano Motta says:

    “Perché non calare la corda dall’alto?”
    Caro Alessandro Gentilini, mi viene da dire che se si fa questa domanda è perché non si capirà mai la risposta 😉

    PS
    Solo pour parler e per fare il pignolo rompiscatole, mi sembra che l’highballing sia a metà strada fra il sassismo e la solitaria integrale (va bene l’Inglese, ma perché non usare le parole italiane quando esistono?).
    Dove finisca l’highballing e inizi la solitaria integrale (free solo) non lo so, e mi pare che si tratti di un argomento di discussione che meriterebbe un topic a sé stante, al pari di quello dove si discute se l’alpinismo sia o meno uno sport 🙂

  3. 1
    Alessandro Gentilini says:

    Fermo restando che ognuno deve decidere in liberta’, questa attivita’puo’essere un ibrido tra trad e free solo.
    Ma se fosse solo per questioni di allungare un po’un boulder e non ricercare adrenalina, pefche’ non calare la corda dall’alto?
    Un abbraccio a tutti

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