Traversata dei Torrioni Magnaghi

Traversata dei Torrioni Magnaghi (AG 1964-025)
(dal mio diario, 1964)

Lettura: spessore-weight*, impegno-effort**, disimpegno-entertainment**

21 novembre 1964. Sono in macchina con Giulio Costa, che guida, e con Piergiorgio Ravajoni e Gianluigi Vaccari. Cantando e raccontando barzellette arriviamo alla pianura in autostrada per Milano. La nebbia è fittissima. Si vedono spuntare solo a pochissimi metri i fari delle auto che ci vengono incontro. Bisogna stare molto attenti, praticamente guidiamo in quattro. Dietro a noi, sull’altra ‘500, ci sono Giorgio Vassallo e Francesco Masetti. A Binasco usciamo dall’autostrada e prendiamo per Melegnano, Melzo, fino quasi a Lecco senza vedere niente. Alle 21 siamo a Lecco, e alle 21.35 siamo al rifugio SEM-Cavalletti al Pian dei Resinelli. Siamo del tutto fuori dalla nebbia e il profilo della parete del Corno del Nibbio, rischiarato dalla luna, è fantastico. Si intravedono anche i Magnaghi. Tra gli altri, al rifugio, incontriamo anche Nandino Nusdeo, uno dei vincitori delle Torri del Paine in Patagonia. Dopo cena, ci ritiriamo a dormire. Dopo una notte meravigliosa, passata su comodi letti morbidi e ben puliti, ci alziamo alla luce di un’altra splendida giornata. E’ la prima volta che metto piede nella famosa Grigna.

I Torrioni Magnaghi da ovest (da sinistra, Settentrionale, Forcella del GLASG, Centrale, Forcella Dorn, Meridionale. A destra e più basso (sormontato da una croce), l’esile Sigaro. Foto: Paolo Vitali / http://larioclimb.paolo-sonja.net/falesie_lecco/magnaghi/TMMW.html

22 novembre 1964. Dopo colazione ci avviamo verso i Torrioni Magnaghi. Saliamo per il Canalone Porta, pericoloso per le scariche di sassi sempre possibili, provocate da quelli che sono sopra. Già, perché qui in Grigna vi è “folla”. I “grignaioli” sono una razza a parte nella grande famiglia degli alpinisti. I veri grignaioli non hanno mai abbandonato la Grigna, che conoscono ovviamente come le loro tasche, via per via, appiglio per appiglio. Giunti alla Bocchetta dei Prati, ci avviamo verso la base del Diedro Albertini. Io volevo fare la Spaccatura Dones, ma hanno “vinto” gli altri. Piergiorgio e io arrampichiamo qualche metro nella fessura che poi si allarga a camino, tra il Torrione Magnaghi Meridionale e la slanciata torre del Sigaro. Una cordata arrampica sul Sigaro su una via di VI e V, altri si intravedono. E’ un vociare confuso, un ambiente davvero particolare. Gianluigi si lega con Giulio, Giorgio con Francesco e Piergiorgio con me. Un po’ di battibecco perché io vorrei andare in alternata, però mi devo inchinare a Piergiorgio, neo-diplomato Istruttore Nazionale del CAI. Pazienza!

Jean Senoner in arrampicata sul Diedro Albertini al Torrione Magnaghi Meridionale (Grigna). Foto: Alberto De Giuli

Il Diedro Albertini è una bella via, di quattro lunghezze: la prima di IV, la seconda di III, la terza di IV e la quarta di II+. Piergiorgio arrampica molto bene, io lo seguo veloce, dato che sono ancora ben allenato da quest’estate. Senza contare la ginnastica scolastica e il corso di ginnastica presciistica cui partecipo assieme a Chicco, Piergiorgio, Giorgio, Gianni Calcagno e molti altri. In breve ci stacchiamo dagli altri e siamo in cima. Scendiamo all’intaglio roccioso della Forcella Dorn. Qui bisognerà fare una spaccata, una paretina di III+ e poi puntare più facilmente alla vetta del Magnaghi Centrale. C’è coda. Passano i primi due, poi attacca il primo della cordata che ci precede. Fa tre metri in modo bestiale, finendo anche un poco fuori via, gli si stacca un appiglio e piomba giù sulle spalle di Piergiorgio che era fermo in spaccata. L’impatto serve a fermare la caduta, ma Piergiorgio si è fatto male a un braccio. Probabilmente lo scarpone di quello che volava gli ha provocato uno strappo. Stiamo un poco fermi, poi Piergiorgio parte, seguito poco dopo da me. Su delle rocce con ghiaccio scendiamo alla Forcella del GLASG, quella che divide il Centrale dal Settentrionale. Il braccio gli fa molto male. Siccome vogliamo ancora fare la via Lecco al Magnaghi Settentrionale, gli propongo di lasciarmi andare da primo. Figuriamoci! Attacca dietro a cinque altre cordate e si fa tutta la via da primo usando quasi soltanto il braccio sinistro! La via è di III- con un tiro di IV. In vetta, mangiamo assieme ad altri e intanto scrutiamo per vedere se i nostri amici almeno appaiono sulla vetta del Meridionale. E aspettiamo un bel po’! Finalmente li vediamo, scendiamo per la via comune, poi tramite una forcella risaliamo alla vetta del Centrale. Tutti assieme scendiamo poi al Canalone Porta e al rifugio SEM. Al ritorno, altra mangiata di nebbia fino a Serravalle Scrivia.

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Traversata dei Torrioni Magnaghi ultima modifica: 2017-12-30T05:14:03+01:00 da GognaBlog

3 pensieri su “Traversata dei Torrioni Magnaghi”

  1. 3

     Sul diedro Albertini il grande Jean Senoner in azione!
    Ciao Sandro

     

    Albi

  2. 2
    paolo gerli says:

    Caro Alessandro

    grazie per il tuo blog che migliora sempre di più.

    i Magnaghi poi……….

    Buon anno

     

    Paolo

     

  3. 1
    Giancarlo Venturini says:

    Un grande Anno..di racconti , vissuti..che il prossimo sia ancora , ricco di grande Alpinismo..! Buon Anno..a “Alessandro..e grazie.! G.C.

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